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	<title> mymarketing.it: Blog</title>
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		<title><![CDATA[Google, uno spot da 5 milioni di dollari]]></title>
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		<created>2010-02-09T07:24:27+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Google apre una nuova era della sua politica di marketing. Domenica notte, durante il Super Bowl, negli Usa &egrave; andato in onda il primo spot televisivo dedicato al pi&ugrave; popolare dei motori di ricerca.</p>
<p>60 secondi, intitolati Parisian Love, in cui i servizi di Big G sono presentati in una storia d’amore virtuale. Costo stimato dell’operazione, 5 milioni di dollari. Termina cos&igrave; l’ostracismo di Mountain View verso la pubblicit&agrave; su piccolo schermo, dopo la presentazione a met&agrave; 2009 di un breve spot dedicato al browser Chrome. Google sente la pressione dei rivali e il tubo catodico rispolvera il marchio per le masse</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/20906/google-uno-spot-da-5-milioni-di-dollari" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Giovani e donne dicono sì ai loyalty program]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1125</id>
		<created>2010-02-08T07:13:41+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Sono i clienti, soprattutto donne, che hanno un’et&agrave; compresa tra i 25 e i 35 anni quelli che apprezzano maggiormente i loyalty program di aziende e retailer. A metterlo in luce &egrave; stata una recente ricerca realizzata dal Customer&service science lab dell’Universit&agrave; Bocconi in collaborazione con la multinazionale Affinion International.</p>
<p>L’analisi, nello specifico, rileva che il 60% dei clienti che mostrano un’attitudine neutra o positiva verso i loyalty program sono donne e oltre il 50% sono persone tra i 25 ei 35 anni d’et&agrave;.</p>
<p>Piace al 38% degli utenti di programmi fedelt&agrave; la classica raccolta punti, seguita dalla possibilit&agrave; di far parte di un club sconti (27%), di partecipare a estrazioni e, infine, di entrare in una community on line.</p>
<p>Per sottrarre i clienti alla diretta concorrenza i buoni sconto sono gli strumenti principali. Inoltre i consumatori mostrano un spiccato interesse per primi utilitaristici ed edonistici, come ad esempio un massaggio in una Spa.</p>
<p>Via <a href="http://www.marketingjournal.it/giovani-donne-dicono-s-loyalty-program-2/" target="_blank">Marketing Journal</a></p>]]></content>
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		<issued>2010-02-08T07:13:41+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Web: arrivano i consumatori multicanale]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1124</id>
		<created>2010-02-05T07:28:07+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Con la sempre pi&ugrave; capillare diffusione di internet e delle nuove tecnologie, in Italia proliferano i consumatori multicanale: +4% nella categoria dei ‘navigatori solitari’ e +19% per gli individui che sfruttano la rete in ottica di co-creazione con le aziende. Sono pi&ugrave; di 20 milioni gli italiani consapevoli delle potenzialit&agrave; del web in fase di ricerca e acquisto dei beni pi&ugrave; svariati.</p>
<p>Questo dice il rapporto stilato da Nielsen con il Politecnico di Milano e Connexia. Altro fattore importante per l’ampliamento dei consumatori su internet nel 2009 &egrave; stata la crisi economica, che ha spostato l’attenzione degli utenti verso i lidi spesso meno costosi della rete, vincendo le residue ritrosie sul mercato digitale.</p>
<p>E’ in crescita anche la fiducia verso il medium internet, con i frequentatori delle news online e dei social media in aumento del 20% e del 13% nell’ultimo anno. Gli acquisti online si giovano inoltre della sempre pi&ugrave; folta categoria degli internauti mobili, con cellulari connessi in rete.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/20877/web-arrivano-i-consumatori-multicanale" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1124"/>
		<issued>2010-02-05T07:28:07+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Smartphone a +30%. Nokia domina]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1123</id>
		<created>2010-02-02T07:25:58+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Il 2010 sar&agrave; l’anno degli smartphone. La sentenza &egrave; dell’istituto di ricerca Strategy Analytics, che ha registrato nel 2009 un rialzo del 30% e ha disegnato uno scenario in cui la competizione sar&agrave; sempre pi&ugrave; serrata e il prezzi tenderanno al ribasso.</p>
<p>Il mercato dei cellulari intelligenti ha fruttato durante l’anno passato 53 milioni di euro e ha confermato lo strapotere di Nokia (20,8 milioni di dispositivo distribuiti, +28% a/a, 39,2% del mercato), che da sola ha venduto pi&ugrave; di Rim e Apple. La casa canadese produttrice del Blackberry ha respinto l’attacco di Cupertino ed &egrave; rimasta sul secondo gradino del podio, in virt&ugrave; di 10,7 milioni di telefoni cellulari venduti e una quota di mercato pari al 20,2%.</p>
<p>Il gruppo di Steve Jobs ha invece venduto 25,1 milioni di iPhone, chiudendo il 2009 con il 14,4% del mercato in tasca. La percentuale &egrave; degna di nota se si considera che Apple gioca la partita con un dispositivo solo. Il rapporto dedica una menzione a Samsung e Lg, che hanno piani ambiziosi per il futuro, e a Dell e Huawei, pronte a debuttare nel settore.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/20806/strategy-smartphone-a-30-nokia-domina" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1123"/>
		<issued>2010-02-02T07:25:58+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[E' sempre più social internet]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1122</id>
		<created>2010-02-01T07:28:48+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Gli internauti spendono sempre pi&ugrave; tempo tra le spire dei social network. Secondo una ricerca di Nielsen, globalmente i minuti dedicati a Facebook &amp; Co. sono aumentati dell’82% nel 2009, rispetto all’anno precedente, mentre gli accessi unici sono cresciuti del 27% (fino a 307,4 milioni).</p>
<p>Nel mese di dicembre, ogni utente ha passato tra le pagine dei propri account circa 5 ore e 35 minuti.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/20765/e-sempre-piu-social-internet" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1122"/>
		<issued>2010-02-01T07:28:48+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Mobile Advertising, avanti tutta]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1120</id>
		<created>2010-01-29T07:27:18+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Aumenta l’impatto del telefono cellulare nelle strategie di marketing, cos&igrave; come &egrave; in aumento la pubblicit&agrave; su dispositivi mobili e sugli smartphone in particolare. I cellulari di ultima generazione, una delle poche note positive del mercato tecnologico dell’anno appena concluso, hanno contribuito all’ulteriore ampliamento del giro d’affari del mobile advertising in Italia, nel 2009 cresciuto del 20% fino a 32 milioni di euro secondo l’Osservatorio Mobile Marketing &amp; Service.</p>
<p> Il dato &egrave; in controtendenza con la contrazione degli investimenti pubblicitari sui media tradizionali (-20% negli ultimi dodici mesi). Tra i settori pi&ugrave; attivi nella promozione mobile vi sono quelli dell’intrattenimento, dell’editoria/media e dell’abbigliamento. Application apposite (per iPhone et similia) e una maggiore diffusione delle connessioni web da cellulare hanno dato il la allo sviluppo di servizi promozionali percepiti come poco invasivi, che diventano anche d’aiuto al cliente (prenotazioni, info, pagamenti rapidi).</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/20760/mobile-advertising-avanti-tutta" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Mobile Advertising, avanti tutta]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1121</id>
		<created>2010-01-29T07:27:18+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Aumenta l&rsquo;impatto del telefono cellulare nelle strategie di marketing, cos&igrave; come &egrave; in aumento la pubblicit&agrave; su dispositivi mobili e sugli smartphone in particolare. I cellulari di ultima generazione, una delle poche note positive del mercato tecnologico dell&rsquo;anno appena concluso, hanno contribuito all&rsquo;ulteriore ampliamento del giro d&rsquo;affari del mobile advertising in Italia, nel 2009 cresciuto del 20% fino a 32 milioni di euro secondo l&rsquo;Osservatorio Mobile Marketing &amp; Service.</p>
<p>&nbsp;Il dato &egrave; in controtendenza con la contrazione degli investimenti pubblicitari sui media tradizionali (-20% negli ultimi dodici mesi). Tra i settori pi&ugrave; attivi nella promozione mobile vi sono quelli dell&rsquo;intrattenimento, dell&rsquo;editoria/media e dell&rsquo;abbigliamento. Application apposite (per iPhone et similia) e una maggiore diffusione delle connessioni web da cellulare hanno dato il la allo sviluppo di servizi promozionali percepiti come poco invasivi, che diventano anche d&rsquo;aiuto al cliente (prenotazioni, info, pagamenti rapidi).</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/20760/mobile-advertising-avanti-tutta" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1121"/>
		<issued>2010-01-29T07:27:18+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Tablet, un business che esploderà. Chi farà festa?]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1119</id>
		<created>2010-01-28T07:15:08+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Sui dispositivi a tavoletta ormai si &egrave; letto e scritto di tutto e di pi&ugrave;. Per il tablet di Apple e per tutti i prototipi (pi&ugrave; o meno destinati al mercato) sfilati in passerella al Ces di Las Vegas. Molti analisti sono propensi ad affermare che il 2010 sar&agrave; l'anno del boom di vendite per questa nuova generazione di computer multifunzione, i pi&ugrave; accorti rimarcano come solo un'offerta strutturata di contenuti far&agrave; realmente decollare la domanda. Il fenomeno tablet &egrave; quindi chiamato alla prova finale: o vince lo scetticismo della massa di consumatori che di un altro device digitale pensano di farne volentieri a meno, oppure diventa l'oggetto del desiderio come lo &egrave; stato anni fa l'iPod. Scorrendo gli autorevoli pareri rimbalzati dagli Stati Uniti in questi ultimi giorni si ricava uno scenario contrastato: c'&egrave; chi crede che le tavolette touch siano destinate a rimanere un mercato di nicchia come chi (Gartner nella fattispecie) che invece stima gi&agrave; per quest'anno un business miliardario fatto da decine di milioni di tablet e slate pc venduti.</p>
<p>Il fatto che, oltre ad Apple, scenderanno sicuramente in campo aziende come Hp e Dell -.la prima in collaborazione con Microsoft, la seconda sposando la piattaforma Android - e specialisti come Archos e OpenPeak (la prima a mostrare un tablet basato sui nuovi processori "system on a chip" Moorestown di Intel) &egrave; gi&agrave; un segnale preciso dell'importanza che l'industria dei computer attribuisce a questo fenomeno. Fenomeno che potrebbe diventare un nuovo e suggestivo terreno di scontro fra Windows 7 e Linux e che per&ograve; rischia di partire "zoppo" se, come ha osservato qualcuno a Las Vegas, la corsa si far&agrave; solo sulle caratteristiche hardware dei dispositivi e non sulla loro usabilit&agrave; e sulle modalit&agrave; attraverso le quali gli utenti li utilizzeranno. Se i Mid e prima di loro altri bellissimi oggetti multimediali hanno fallito una ragione ci sar&agrave; ed ecco che la nuova creatura di Steve Jobs, stando a chi a cuore evidentemente i prodotti di Apple, potrebbe aprire una nuova frontiera. Fatta di libri e riviste che si leggono interagendo con video e immagini digitali, di contenuti Web che attraverso il tablet vengono trasferiti e goduti sulla flat tv ad alta definizione, di giochi e social network a portata di dito. Le nuove tavolette "tuttofare", come sono state gi&agrave; definite, hanno sulla carta tutti i requisiti per fare il botto e diventare in tempi brevi un mercato di massa. </p>
<p>Ma chi far&agrave; festa tra i tanti player che si siederanno a questo tavolo? A questa domanda non sono pochi, negli Usa, coloro che vedono in Apple la grande favorita per catturare le preferenze di una parte dei consumatori, esattamente come ha fatto in questi tre anni con il suo iPhone. Sul fronte opposto di quello dove si muove la casa di Cupertino ci sono le varie Hp, Dell, Acer (anch'essa al lavoro su un tablet touch) e naturalmente Microsoft. Intel sta nel mezzo e deve rintuzzare la concorrenza di Qualcomm, Nvidia e altri che in questa nuova arena vogliono recitare da protagoniste con i loro chip e chipset. La partita &egrave; assai aperta e nel porsi il lecito dubbio se le tavolette touch in arrivo ruberanno spazio agli smartphone e ai netbook l'interrogativo forse pi&ugrave; intrigante &egrave; il seguente: i tablet saranno un'altra opportunit&agrave; per la casa della Mela di sottrarre business a Microsoft?</p>
<p>di Gianni Rusconi su <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2010/01/pc-tablet-business.shtml?uuid=534cf296-0b2c-11df-8e59-6b66dae07f89&DocRulesView=Libero" target="_blank">ILSOLE24ORE.COM</a></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1119"/>
		<issued>2010-01-28T07:15:08+01:00</issued>
		<modified>2010-01-28T07:15:08+01:00</modified>
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		<title><![CDATA[Anche il Charity passa da Facebook]]></title>
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		<created>2010-01-27T07:54:50+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Iniziativa Facebook  da Chase Manhattan Bank: la banca lancia un concorso, budget 5 milioni di dollari da dare in beneficienza a enti che se lo meritino davvero. E per decidere a chi dare i soldi, lancia un appello alla community: votare per l'ente benefico preferito. Il vincitore becca 1 milione di dollari, i "runner up" 100.000 $</p>
<p>Ecco l'indirizzo della pagina FB dell'iniziativa.</p>
<p><a href="http://apps.facebook.com/chasecommunitygiving" target="_blank">http://apps.facebook.com/chasecommunitygiving</a></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1118"/>
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		<title><![CDATA[Editori e scrittori più ricchi con Kindle]]></title>
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		<created>2010-01-26T07:26:55+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Amazon propone un nuovo piano di pagamento del diritto d’autore per gli scrittori e gli editori che usufruiscono della sua piattaforma per gli e-book, i libri digitali scaricabili e leggibili su Kindle. La nuova politica, in vigore dal prossimo 30 giugno, prevede che il 70% del prezzo di listino vada ad autore ed editore dell’opera.</p>
<p>Attualmente, la percentuale per il copyright digitali letterari &egrave; fissata al 25% del prezzo del libro.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/20650/editori-e-scrittori-piu-ricchi-con-kindle" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Apple alla sfida dei servizi: solo così sarà tablet-mania]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1116</id>
		<created>2010-01-25T07:22:40+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Centocinquanta invitati. Steve Jobs. E l'ultima creazione della Apple. Il 27 gennaio sar&agrave; finalmente mostrato l'iPad, l'iSlate, insomma, il nuovo tablet della Mela. Le indiscrezioni, abilmente pilotate dall'azienda, hanno ormai creato un clima di attesa febbrile. </p>
<p>Superati i controlli di sicurezza, i centocinquanta invitati entreranno in una saletta spoglia. Jobs, sornione, comincer&agrave; forse parlando della quarta versione del sistema operativo per iPhone, la nuova suite iLife, oppure un accordo commerciale con Verizon che romperebbe il monopolio dell'At&t sulla vendita di iPhone negli Usa. Poi, con un filo di understatement, mostrer&agrave; l'anteprima pi&ugrave; succulenta, annunciando che il prodotto non sar&agrave; in vendita prima di marzo. Comincer&agrave; spiegando il processo che ha portato alla forma prescelta, dimostrando che era l'unica possibile. Perch&eacute; il tablet doveva essere leggero, con un grande schermo ad alta risoluzione, veloce, connesso a internet senza fili. Poi accender&agrave;, sfiorer&agrave; lo schermo, illustrer&agrave; come si usa, dir&agrave; che sar&agrave; ottimo per leggere, ascoltare musica, guardare foto e telefilm, giocare, comunicare. Si dice che, magari non proprio alla prima versione, sapr&agrave; riconoscere l'utente che lo prende in mano: secondo il Wall Street Journal, infatti, avr&agrave; una telecamera che servir&agrave;, oltre alle videochiamate, anche a personalizzare il contenuto in funzione di chi tra i familiari lo star&agrave; usando.</p>
<p>Gli ospiti saranno ammirati dal design e dall'interfaccia. Ma si staranno domandando: quanto coster&agrave;? chi lo comprer&agrave;? Sar&agrave; proprio in quel momento che arriver&agrave; la svolta della presentazione: perch&eacute; Jobs presenter&agrave; il servizio online dal quale il tablet scaricher&agrave; i libri, i giornali, le riviste, i programmi televisivi, i giochi. E annuncer&agrave; i primi partner. Sar&agrave; allora che gli ospiti comprenderanno se il tablet sar&agrave; davvero la quarta grande innovazione della Apple, dopo il Macintosh, l'iPod, l'iPhone. Perch&eacute; il suo successo dipender&agrave; da quanto sembrer&agrave; indispensabile. Le indiscrezioni dicono che Jobs potr&agrave; annunciare che il tablet servir&agrave; a leggere nuove bellissime versioni digitali delle riviste della Conde Nast, l'editore di Vogue e Wired, quelle del gruppo Time, come Sports Illustrated, il New York Times e il Wall Street Journal, i libri di HarperCollins. E potr&agrave; offrire accesso a una selezione di programmi televisivi della Cbs, della Abc, forse della News Corp. E ancora servir&agrave; a giocare con i prodotti della Electronic Arts. Ovviamente, le aziende citate non hanno in generale confermato queste indiscrezioni. Il presidente del New York Times, Arthur Sulzberger, in un'intervista, ha commentato soltanto: «Stay tuned» (cio&egrave;, qualcosa come «aspettate e vedrete»).</p>
<p>La fibrillazione che circonda l'arrivo annunciato del tablet della Apple, in effetti, &egrave; motivata soprattutto dal fatto che Jobs &egrave; riuscito in passato a inventare un mercato per la musica digitale, costruendo da zero una soluzione per un'industria che fino all'arrivo della piattaforma iPod-iTunes non riusciva a trovare il modo per convincere il pubblico a comprare i brani musicali invece di scaricarli illegalmente dalla rete. Un successo ripetuto con la piattaforma iPhone-AppStore che ha creato dal nulla un gigantesco mercato per il software da usare con i cellulari. La speranza degli editori – di libri, giornali e programmi televisivi – &egrave; che il tablet possa ripetere il successo anche per i loro prodotti, i cui modelli di business sono minacciati dalla disponibilit&agrave; di contenuti gratuiti sul web.</p>
<p>In attesa di vedere se davvero queste aspettative saranno soddisfatte, l'imminente arrivo del tablet ha gi&agrave; determinato una conseguenza: Amazon ha abbassato la quota che trattiene del valore dei libri elettronici che vende per il Kindle, proprio per pareggiare la percentuale che Apple trattiene sulla vendita delle applicazioni per iPhone e non lasciarsi scappare gli editori. Questi, a loro volta, si dovranno preparare. A marzo, o gi&ugrave; di l&igrave;, potrebbero avere un nuovo canale di vendita: ma dovranno fare ricerca per realizzare prodotti sufficientemente attraenti.</p>
<p>di Luca De Biase su <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2010/01/apple-tablet-steve-jobs.shtml?uuid=65216744-073b-11df-9c25-517968735049&DocRulesView=Libero" target="_blank">ILSOLE24ORE.COM</a>  </p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Dati Nielsen sugli investimenti pubblicitari]]></title>
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		<created>2010-01-22T07:50:02+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Da gennaio a novembre del 2009 gli investimenti pubblicitari ammontano a 7.766 milioni di euro con una flessione del -14,4% rispetto al corrispondente periodo del 2008. Considerando novembre 2009 verso il novembre 2008 la variazione &egrave; del -3,7%. Nel confronto sul singolo mese, infatti, si registrano valori in crescita per la Televisione, la Radio, il Cinema, Internet, le Cards e l’Out of Home Tv. Rallenta il trend negativo dei Quotidiani.</p>
<p>Wind, Ferrero, Unilever, Vodafone, Tim, Barilla, Procter&Gamble, Volkswagen, L’Oreal e la new entry Telecom guidano la classifica dei Top Spender a gennaio-novembre 2009 con investimenti pari a 1.131 milioni di euro, in calo del -6,3% sul corrispondente periodo dell’anno scorso.  </p>
<p>La Televisione, considerando i canali generalisti e quelli satellitari (marchi Sky e Fox), mostra una flessione del -11,1% sul periodo cumulato e una crescita del +2,8% a novembre 2009 verso novembre 2008. Si registrano andamenti positivi sul mese in particolare per: Alimentari, Telecomunicazioni, Bevande/Alcoolici e Toiletries. </p>
<p>La Stampa da gennaio ha un calo del -22,5%. I Quotidiani a pagamento mostrano una flessione del -17,3% con l’Automobile a -27,9%, l’Abbigliamento a -20,7% e la Distribuzione a -21,4%. Questi tre settori nel confronto mensile novembre 2009 verso novembre 2008 registrano per&ograve; variazioni positive rispettivamente del +25,5%, +2,3% e +2,6%. Per quanto riguarda le tipologie pubblicitarie, la Commerciale segna il -19,2%, la Locale il -14,4% e la Rubricata/Di Servizio il -16,2%. In contrazione anche la raccolta dei Quotidiani Free/Pay Press (-27,5%). I Periodici diminuiscono del -29,1% sul periodo progressivo a novembre 2009 con l’Abbigliamento a -29,1%, la Cura Persona a -23,3% e l’Abitazione a -32,5%. </p>
<p>La Radio diminuisce del -10,1% da inizio anno, ma fa registrare il +20,1% sul mese grazie alle performances di Auto, Alimentari, Telecomunicazioni e Finanza. Per quanto riguarda gli altri mezzi gli andamenti sul periodo cumulato sono: Affissioni -25,3%, Cinema -7,8%, Out of Home Tv -2,9% e Direct Mail -17,0%. Internet cresce del +4,6% grazie all’apporto della tipologia Search. <a href="http://www.spotandweb.it/NMRFCP112009.xls" target="_blank">Qui</a> potete scaricare la tabella.</p>
<p>Via <a href="http://www.spotandweb.it/modules.php?name=News&file=article&sid=506" target="_blank">Spot and Web</a></p>]]></content>
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		<issued>2010-01-22T07:50:02+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[New York Times a pagamento sul web]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1114</id>
		<created>2010-01-21T07:16:48+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Le indiscrezioni si sono tramutate in certezze nel giro di pochi giorni: a partire dal 2011 la consultazione online del New York Times sar&agrave; a pagamento. L'editore del quotidiano newyorkese, New York Times Co., ha studiato un modello di pagamento che esclude gli abbonati alla versione cartacea, che potranno sfogliare i contenuti del sito senza mettere mano al portafoglio. Per tutti gli altri, invece, oltre un determinato numero di articoli al mese sar&agrave; prevista una tassazione. </p>
<p>"E' una scommessa su dove pensiamo che stia andando il web", ha commentato il presidente della New York Times Company, Arthur Sulzberger Jr..</p>
<p>I termini della scommessa, numero di articoli e prezzo per accesso/i, non sono stati stabiliti: "Non &egrave; importante essere veloci, &egrave; importante fare le cose bene", ha spiegato l'ad Janet L. Robinson, aggiungendo che l'opzione non sar&agrave; attiva prima di gennaio 2011.</p>
<p>Nessun riferimento &egrave; stato fatto in merito a un'eventuale partnership con Apple.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/20626/e-ufficiale-new-york-times-a-pagamento-sul-web" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></content>
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		<issued>2010-01-21T07:16:48+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Applicazioni sul cellulare, un business da sette miliardi di dollari]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1113</id>
		<created>2010-01-20T07:14:50+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Oltre 4,5 miliardi di download, di cui l'80% riguarder&agrave; programmi gratuiti. Questa la fotografia scattata da Gartner che riassume quanto potrebbe succedere nel corso nel 2010 nei negozi on line di applicazioni per cellulari. Sui vari AppStore (Apple), Android Market (Google), OviStore (Nokia), Windows Marketplace (Microsoft) e via dicendo gli utenti spenderanno secondo gli analisti qualcosa come 6,2 miliardi di dollari complessivamente e a questi si aggiungono i previsti 600 milioni di dollari derivanti dalla pubblicit&agrave;. </p>
<p>Conti alla mano, il giro d'affari legato alle applicazioni mobili sfiorer&agrave; quest'anno i sette miliardi di dollari, rispetto ai 4,2 miliardi registrati nel 2009. Ci vuole poco a realizzare che il salto in avanti di questo mercato &egrave; esorbitante. Quali siano i fattori che supporteranno tale boom non &egrave; certo un mistero: la popolarit&agrave; crescente degli smartphone, la maggiore propensione dei consumatori a utilizzare gli store virtuali, la generalizzata focalizzazione sul business delle applicazioni dei player del settore (carrier telefonici, produttori di terminali, fornitori di contenuti) e della comunit&agrave; degli sviluppatori. </p>
<p>La corsa a scaricare software, giochi e altro dal proprio cellulare &egrave; comunque solo all'inizio. Le proiezioni di Gartner parlano infatti di un numero totale di download che superer&agrave; quota 21,6 miliardi nel 2013, con l'87% di questi riferibili a programmi gratuiti. I giochi sono al momento la categoria di applicazioni pi&ugrave; richiesta ma servizi di shopping on line, social networking e soluzioni di produttivit&agrave; personale mostrano una continuit&agrave; di crescita importante attraendo cifre sempre pi&ugrave; sensibili. </p>
<p>Download e advertising aumenteranno a tal punto che fra tre anni il business degli application store &egrave; destinato a quadruplicare, sfiorando il pi&ugrave; che ragguardevole tetto dei 29,5 miliardi di dollari, di cui il 25% derivanti dalla pubblicit&agrave;. Numeri che giustificano gli sforzi di un p&ograve; tutti gli attori di questo mercato per creare un proprio "ecosistema" in cui gli utenti si ritiene possano identificarsi, un ecosistema che regge sostanzialmente sul binomio telefono/negozio di applicazioni. "Gli store virtuali – ha osservato in merito Carolina Milanesi, research director in Gartner, saranno un obiettivo primario per l'industria mobile nel corso del 2010 e le applicazioni aiuteranno a determinare chi fra le piattaforme operative del mercato sar&agrave; quella vincente". Fra iPhone e Blackberry, Windows Phone e telefonini Android, terminali Symbian e Linux (fra cui spicca Palm con il suo WebOs) la guerra per dominare lo scenario dei servizi mobili &egrave; gi&agrave; iniziata e si giocher&agrave; in buona parte sul fronte degli smartphone.</p>
<p>di Gianni Rusconi su <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2010/01/app-store-applicazioni-cellulare-business.shtml?uuid=5aa72fce-04e8-11df-9833-731e880466d4&DocRulesView=Libero" target="_blank">ILSOLE24ORE.COM</a> </p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1113"/>
		<issued>2010-01-20T07:14:50+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Nobel a internet? La parola ai navigatori]]></title>
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		<created>2010-01-19T07:36:16+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Wired Italia, mensile edito da Cond&egrave; Nast, passa la parola agli internauti per promuovere la candidatura del web all'assegnazione del Nobel per la Pace.</p>
<p>In collaborazione con YouTube e Mtv Italia, la testata ha lanciato un concorso che invita i partecipanti a realizzare un video che rappresenti in maniera creativa il manifesto dell'iniziativa (<a href="http://www.internetforpeace.org/manifesto.cfm" target="_blank">http://www.internetforpeace.org/manifesto.cfm</a>).</p>
<p>I video, inviabili fino al 30 giugno, saranno pubblicati sul canale di YouTube creato ad hoc e si sottoporranno all'insindacabile giudizio del popolo della rete. Il vincitore del concorso verr&agrave; poi decretato da una giuria editoriale che terr&agrave; conto del giudizio del pubblico e sceglier&agrave; il video che meglio avr&agrave; interpretato Internet come messaggero di pace e di democrazia. Il video vincitore sar&agrave; trasmesso da Mtv Italia il prossimo autunno e il regista sar&agrave; intervistato da Wired.</p>
<p>Il lancio del concorso arriva pochi giorni dopo l'adesione di Nicholas Negroponte alla causa e la sottoscrizione da parte del Presidente della Camera Gianfranco Fini.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/20576/nobel-a-internet-la-parola-ai-navigatori" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></content>
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		<issued>2010-01-19T07:36:16+01:00</issued>
		<modified>2010-01-19T07:36:16+01:00</modified>
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