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	<title> mymarketing.it: Blog</title>
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	<tagline type="text/html"> mymarketing.it: Blog</tagline>
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	<modified>2010-03-12T07:37:50+01:00</modified>
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		<title><![CDATA[Audiweb, a gennaio 23,2 mln di italiani in rete]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1148</id>
		<created>2010-03-12T07:37:50+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Durante il mese di gennaio a sfogliare le pagine del web sono stati 23,2 milioni di italiani. Il dato &egrave; contenuto nel rapporto mensile di Audiweb ed evidenzia un incremento dell’12% rispetto a quanto registrato a gennaio 2009.</p>
<p>Nel giorno medio risultano 11,3 milioni gli utenti attivi che navigano per 1 ora e 43 minuti, visitando 181 pagine. Tutti i valori risultano in crescita confrontati con il mese di gennaio 2009: gli utenti attivi nel giorno medio crescono del 20%, cos&igrave; come il tempo speso (+8%) e le pagine viste (+3%).</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/21357/a-gennaio-2010-232-mln-di-italiani-in-rete" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></content>
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		<issued>2010-03-12T07:37:50+01:00</issued>
		<modified>2010-03-12T07:37:50+01:00</modified>
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		<title><![CDATA[Magazine web, editoria che vale]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1147</id>
		<created>2010-03-11T07:36:14+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>La ricerca Magazines and Their Web Sites spiega come le riviste patinate d’America riescono a trarre profitti dalle loro pagine internet. Tra le 665 testate considerate, quelle con almeno 1,5 milioni di utenti mensili sono le pi&ugrave; in salute.</p>
<p>Lo studio porta alla luce il modus operandi delle edizioni online: nel 67% dei casi a gestire il budget &egrave; un direttore web; per l’83% la pubblicit&agrave; resta la fonte primaria di guadagno; il 60% ammette l’importanza della diffusione sui social network, che poi portano traffico al sito della rivista. Le redazioni, infine, sono sempre pi&ugrave; integrate, con il 62% dei giornalisti che lavora sia alla versione web sia a quella cartacea.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/21358/magazine-web-editoria-che-vale" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1147"/>
		<issued>2010-03-11T07:36:14+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[La sentenza contro Google Video e la regolazione del web 2.0]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1143</id>
		<created>2010-03-10T08:00:00+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div class="snap_preview">
<p>Ha fatto molto rumore<a target="_blank" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2010/02/sentenza-google-privacy-giro-mondo.shtml?uuid=cec31530-221b-11df-bc23-7e37ad467041&amp;DocRulesView=Libero"> la sentenza che ha portato alla condanna di tre  manager di Google</a> Italia per un video becero dove dei ragazzi  picchiavano un giovane disabile.</p>
<p><a target="_blank" href="http://googleitalia.blogspot.com/2010/02/una-grave-minaccia-per-il-web.html">Sul suo blog italiano</a> (e anche su quello  internazionale) Google ha individuato in questo episodio <strong>una  grave minaccia per il web</strong>, mentre <a target="_blank" href="http://www.affaritaliani.it/mediatech/google_condannata270210.html">altri commentatori hanno ridimensionato i fatti</a>.</p>
<div style="width: 510px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://googleitalia.blogspot.com/2010/02/una-grave-minaccia-per-il-web.html"><img width="500" height="426" alt="" src="http://www.gianluigizarantonello.it/images/270210_blog_google.jpg" title="google blog" class=" " /></a>
<p class="wp-caption-text">La pagina  del blog Google sull'accaduto</p>
</div>
<p><a target="_self" href="http://internetmanagerblog.com/2009/01/28/il-lato-oscuro-della-retequando-il-web-20-aggrega-il-negativo-che-ce-su-internet/">Ho gi&agrave; scritto in passato </a>che il web 2.0 ha in s&egrave; <strong>un  lato oscuro</strong>, in quanto la sua potenza espressiva <strong>amplifica  (anche) quanto di negativo c&rsquo;&egrave; nella societ&agrave;</strong>, con l&rsquo;aggravante  che le persone ancora <a target="_self" href="http://internetmanagerblog.com/2010/02/22/la-tutela-della-privacy-sui-social-network-problemi-opportunita-e-riflessioni/">non capiscono a pieno la differenza fra virtuale e reale  quando postano in rete</a>.</p>
<p>In Italia sicuramente stiamo diventando sensibili al tema della  regolamentazione del web, a volte in modo un po&rsquo; emotivo, tuttavia <strong>il  problema sostanziale del controllo c&rsquo;&egrave;, e non solo nel nostro paese</strong>.</p>
<p>Non mi sembra possibile pensare a priori che ci possa essere <strong>una  responsabilit&agrave; automatica di provider e siti social sui contenuti  caricati dagli utenti</strong>, visti i volumi e la variet&agrave; dei  materiali. Inoltre <strong>lasciare il giudizio sul contenuto a chi li  ospita pu&ograve; creare distorsioni</strong>, come quella di Facebook che  elimina i gruppi sull&rsquo;allattamento al seno ma non quelli pro mafia.</p>
<p>Di certo invece <strong>provider e siti devono essere puniti se non  intervengono tempestivamente per rimuovere ci&ograve; che viene individuato  come dannoso e pericoloso</strong>, per&ograve; <strong>a chi tocca decidere  cosa pu&ograve; essere definito tale</strong>?</p>
<p>Sicuramente &egrave; un discorso spinoso, <strong>mi verrebbe da pensare ad  un ente terzo</strong>, neutrale e non governativo, che sia <strong>incaricato  di giudicare e vigilare</strong>, aiutando gli isp a fare il loro  lavoro senza colpevolizzarli (ma sanzionando chi poi non interviene).</p>
<p>Voi che cosa ne pensate? A livello legislativo che cosa proporreste?</p>
<p><a href="http://www.gianluigizarantonello.it/">Gianluigi Zarantonello</a>   via <a href="http://internetmanagerblog.com/">http://internetmanagerblog.com/</a></p>
</div>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1143"/>
		<issued>2010-03-10T08:00:00+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Sony marca stretta Apple: PSP phone e tablet per infastidire iPhone e iPad]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1146</id>
		<created>2010-03-09T07:31:50+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Dopo alcuni mesi di silenzio tornano le voci in merito al "vecchio" PSP-Phone di Sony, ne abbiamo parlato la prima volta <a href="http://cellulariadhoc.blogosfere.it/2007/11/sony-playstation-phone-confermatoche-non-esiste.html" target="_blank">qui</a> oltre due anni fa. Qualche giorno fa i rumor intorno alle nuove creazioni del colosso nipponico, non ce ne sarebbe una soltanto, si sono riaccesi ed accanto al telefono console, ci sarebbe anche un tablet che funge da e-book reader, computer e videogioco.</p>
<p>Non solo: Sony, come fanno praticamente tutti gli altri ormai, starebbe pensando a un nuovo store onlline in cui vendere le applicazioni per i suoi nuovi device. Sfida aperta al punto di riferimento in questo settore, ovviamente stiamo parlando di Apple, che con iPhone e iPad &egrave; ancora l’indiscutibile punto di riferimento quando si parla di hardware e applicazioni dedicate.</p>
<p>Tutto questo &egrave; stato riportato dal Wall Street Journal, naturalmente non c’&egrave; ancora nulla di confermato, che vorrebbe le novit&agrave; giapponesi in arrivo per l’anno in corso, pronte a contrastare l’imminente iPad, in arrivo il prossimo mese, e il nuovo iPhone 4G, previsto per Giugno. Due, anzi 3 con l’App Store e iTunes pi&ugrave; in generale, clienti tra i peggiori in circolazione. </p>
<p>Innanzitutto il negozio online, in cui si venderebbero applicazioni per il telefono, approntato da Sony Ericsson, com’&egrave; presumibile, ma con un intervento pi&ugrave; marcato da parte di Sony, a curare la predominante parte ludica, sulla falsa riga di PSP, uno dei punti di riferimento delle console portatili. Titoli vecchi e nuovi a disposizione non solo dei prodotti imminenti ma destinati, per quanto possibile, anche i nuovi smartphone che Sony Ericsson presenter&agrave; sul mercato: Symbian, Windows Mobile o Android che siano.</p>
<p>Il secondo hardware previsto, dopo il telefono, sarebbe un tablet, segmento in cui dopo l’arrivo di Apple, anche se il mercato non era del tutto a digiuno, &egrave; prevista una serie di arrivi illustri cui Sony sembra non avere intenzione di sottrarsi. Ancora una volta una battaglia, gi&agrave; ricca di player, che si combatter&agrave; sul lato del hardware e del software a supporto, sempre meno marginale e sempre pi&ugrave; determinante ad aumentare le vendite dei terminali: il 2010 sar&agrave; un anno fondamentale in questo senso. </p>
<p>di  Massimiliano Bucciol su <a href="http://Dopo alcuni mesi di silenzio tornano le voci in merito al "vecchio" PSP-Phone di Sony, ne abbiamo parlato la prima volta QUI oltre due anni fa. Qualche giorno fa i rumor intorno alle nuove creazioni del colosso nipponico, non ce ne sarebbe una soltanto, si sono riaccesi ed accanto al telefono console, ci sarebbe anche un tablet che funge da e-book reader, computer e videogioco." target="_blank">Cellulari ad Hoc</a></p>]]></content>
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		<issued>2010-03-09T07:31:50+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Lo user generated di NetGlobers con il concorso]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1145</id>
		<created>2010-03-08T07:34:52+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Netglobers sta adottando un approccio abbastanza articolato alla comunicazione usando il mondo dei Social Media...<br />Europ Assistance ha mosso da tempo i suoi passi nel mondo del Social Media con l'avvio (su scala internazionale) di NetGlobers, un sito dedicato alla sicurezza in viaggio con larga parte dedicato ad un approccio di community. Oltre ad avere le solite indicazioni sui pericoli e situazioni particolari e alert in tempo reale su situazioni di crisi, ha aperto spazio alle persone perch&eacute; arricchiscano il content attraverso propri report di viaggio (molto sintetici, come impostazione, per la verit&agrave;) e si faccia circolare C2C l'informazione.</p>
<p>In occasione della BIT il progetto si &egrave; allargato (in Italia) a Facebook; potenzialmento della pagina e delle operazioni di Social Posting e sviluppo di un test attraverso una app che permette di definire un proprio profilo di viaggiatore e di condividerlo - integrando poi il tutto con un concorso che premia i migliori report di viaggio scritti dagli utenti.</p>
<p>Attraverso una votazione popolare prima e una giuria poi, il redattore del migliore report vincer&agrave; un viaggio ma vengono incentivati anche i votanti (votando si vincono dei weekend). Il tutto supportato da banner su FB e attivit&agrave; di mailing.<br />Alla BIT sono state fatte attivit&agrave; di animazione allo stand,&nbsp; intercettazione dei passanti, arricchimento del database usando la solita ma efficacissima T-shirt in omaggio.</p>
<p>Un approccio piuttosto ben strutturato...</p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1145"/>
		<issued>2010-03-08T07:34:52+01:00</issued>
		<modified>2010-03-08T07:34:52+01:00</modified>
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		<title><![CDATA[La privacy e la rete ai tempi di Facebook e Google Buzz]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1141</id>
		<created>2010-03-05T08:00:00+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div class="snap_preview">
<p>Il recente lancio di <a target="_blank" href="http://webspecialist.wordpress.com/2010/02/15/le-%e2%80%9cbuzz-mailbox%e2%80%9d-e-la-nuvola-di-informazione/">Google Buzz</a> ha scaldato una volta di pi&ugrave; il<strong>  dibattito sulla privacy in rete e le preoccupazioni sulla tutela dei  dati personali sui social media.</strong></p>
<p>Non si pu&ograve; negare che il tema sia di grossa attualit&agrave; ma credo anche  che ci siano <strong>molti fraintedimenti a tale proposito</strong>.</p>
<p>Prima di tutto<strong> manca ad oggi la consapevolezza reale</strong>,  nei giovanissimi ma non solo, <strong>che ci&ograve; che viene pubblicato in  rete acquista una capacit&agrave; di diffusione che non pu&ograve; essere controllata  realmente</strong>. Un limite di cui le istituzioni si stanno rendendo  conto, visto che pochi giorni fa c&rsquo;&egrave; stato il <a target="_blank" href="http://www.sicurinrete.it/">Safer Internet Day  2010</a>, dedicato proprio alla sensibilizzazione su questo problema.</p>
<p><span style="text-align: center; display: block;"><object width="425" height="350">
<param value="http://www.youtube.com/v/u4XsKsJEH64&amp;rel=1&amp;fs=1&amp;showsearch=0" name="movie" />
<param value="true" name="allowfullscreen" />
<param value="opaque" name="wmode" /> <embed width="425" height="350" wmode="opaque" allowfullscreen="true" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/u4XsKsJEH64&amp;rel=1&amp;fs=1&amp;showsearch=0"></embed> </object></span></p>
<p>Credo anche che in tale dibattito <strong>sfugga un fatto  socio-culturale pi&ugrave; profondo</strong>, ossia che il desiderio di <strong>esporre  se stessi in modo totale al pubblico viene da pi&ugrave; lontano</strong>,  visto il successo dei reality show fin da tempi ben antecedenti l&rsquo;ascesa  dei social media. <strong>La differenza &egrave; solo legata alla facilit&agrave; di  accesso agi strumenti della rete, pi&ugrave; democratici ed economici dei media  broadcast</strong>. Dunque<strong> maggiore quantit&agrave;</strong> di  persone che si espongono <strong>ma identica pulsione di fondo</strong>,  su cui non mi voglio produrre in analisi che lascio ad altri pi&ugrave;  competenti.</p>
<p><strong>L&rsquo;attenzione a cosa si posta</strong> &egrave; dunque <strong>la  difesa pi&ugrave; efficace per la privacy</strong>, inoltre &egrave; anche alla base  dell&rsquo;altro grande tema che vorrei sottolineare: la<strong> costruzione  della propria identit&agrave; in rete per motivi di crescita personale</strong>.</p>
<p>Me ne sono <a target="_self" href="http://webspecialist.wordpress.com/2009/07/07/identita-2-0-voi-state-costruendo-la-vostra-presenza-in-rete/">gi&agrave; occupato</a>, il<strong> web sta diventando sempre  di pi&ugrave; fatto di persone </strong>che  come mai prima nella storia  possono valorizzare se stesse davanti ad un  pubblico potenzialmente  illimitato. Ecco che emerge in tutta la sua importanza<strong> il valore  della presentazione  che ciascuno sa dare di se stesso</strong>, con il  medesimo criterio e la grande  attenzione con cui un bravo marketing  manager gestirebbe il proprio  prodotto.</p>
<p>E&rsquo; il <strong>personal branding</strong>, nella definizione di <a target="_self" href="http://webspecialist.wordpress.com/2008/12/10/io-societa-a-responsabilita-illimitata-strumenti-per-fare-la-grande-differenza/">Sebastiano Zanolli</a> si tratta di &ldquo;<strong>l&rsquo;insieme  di valori,  competenze, visioni, passioni, caratteristiche e ricordi in  genere che  immediatamente chi ci sta attorno collega alla nostra  comparsa fisica o  anche solo virtuale</strong>&rdquo;. Non pi&ugrave; nickname nei  forum o identit&agrave; parallele su Second Life: <strong>qui   si mette la  faccia, e non in senso metaforico</strong> visto che  moltissimi  siti  richiedono obbligatoriamente l&rsquo;inserimento di  un&rsquo;immagine del  profilo.</p>
<p>Dunque oltre all&rsquo;attenzione a non postare cose sconveniente o  pericolose &egrave; bene avere la <strong>massima coerenza fra l&rsquo;identit&agrave;  digitale e quella reale</strong>, mettere in <strong>evidenza i nostri  punti di forza negli ambienti dove questi possono essere apprezzati</strong>  (e non dovunque a caso) e <strong>rispettare sempre gli interlocutori  che ci troviamo davanti</strong>.</p>
<p>In conclusione dunque la rete non &egrave; rose e fiori e ci sono rischi  reali per la privacy anche per chi &egrave; attento a ci&ograve; che fa sul web,  tuttavia<strong> i vantaggi e le opportunit&agrave; di una corretta presenza  sui social media sono, secondo me, largamente superiori ai pericoli</strong>.  E voi che cosa ne pensate?</p>
<p><a href="http://www.gianluigizarantonello.it/">Gianluigi Zarantonello</a>  via <a href="http://internetmanagerblog.com/">http://internetmanagerblog.com/</a></p>
</div>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1141"/>
		<issued>2010-03-05T08:00:00+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Web mobile conquista l’Europa a passo giovane]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1142</id>
		<created>2010-03-03T07:33:20+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Uno studio condotto su 15mila soggetti da 15 diversi paesi europei mostra come l’accesso al web dai dispositivi mobili sia in crescita, soprattutto fra le generazioni pi&ugrave; giovani. Il 43% degli internauti tra i 16 e i 24 anni gi&agrave; naviga attraverso il proprio telefono cellulare, cos&igrave; come il 33% dei soggetti tra i 25 e i 34 anni.</p>
<p>Il rapporto, compilato dalla European Interactive Advertising Association, chiarisce poi che il tempo speso online attraverso dispositivi mobili &egrave; anch’esso in crescita e in Gran Bretagna - paese europeo di riferimento nel campo - ha raggiunto le 6,3 ore settimanali per utente.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/21237/web-mobile-conquista-l-europa-a-passo-giovane" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1142"/>
		<issued>2010-03-03T07:33:20+01:00</issued>
		<modified>2010-03-03T07:33:20+01:00</modified>
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		<title><![CDATA[I have a (small) dream…]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1140</id>
		<created>2010-03-01T08:00:00+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div class="snap_preview">
<p><a target="_self" href="http://webspecialist.wordpress.com/2010/01/21/l%e2%80%99irresistibile-ipertestualita-del-mondo-che-sta-per-venire/">Ho scritto recentemente</a> della crescente <strong>ipertestualit&agrave;  e crossmedialit&agrave; del mondo tecnologico</strong> che sta sempre pi&ugrave;  influenzando la nostra vita, dagli smartphone all&rsquo;iPad passando per <a target="_self" href="http://webspecialist.wordpress.com/2009/12/15/qr-code-lipertestualita-sbarca-fuori-da-internet/">QR Code</a> e lettori di varia natura.</p>
<p>Tuttavia nella mia visione l&rsquo;evoluzione tecnologica ideale dovrebbe  andare <strong>verso la logica della fruizione universale dei contenuti,  indipendente dal supporto utilizzato</strong> che si occupa solo di  adattarsi a quanto deve essere fruito.</p>
<div style="width: 510px;" class="wp-caption aligncenter"><img width="500" height="302" alt="" src="http://www.techfresh.net/wp-content/uploads/2007/11/ipad-touch-cover.jpg" title="iPad" />
<p class="wp-caption-text">l'iPad</p>
</div>
<p>Ebbene <a target="_self" href="http://webspecialist.wordpress.com/2009/09/04/smartphone-tanti-ecosistemi-di-business-una-sola-rete/">qualche tempo fa</a> avevo manifestato qualche dubbio  circa <strong>il numero elevato di sistemi operativi presenti sugli  smartphone,</strong> ciascuno dei quali ha<strong> un suo ecosistema  tendenzialmente chiuso</strong> di applicazioni.</p>
<p>Lo stesso tema sembra ora porsi <strong>per tutto il mondo dei <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/02/03/news/tablet_firmato_google-2176897/">lettori alla iPad</a> e per altre tecnolgie che si  stanno affacciando sul mercato</strong> e che traggono il loro valore  aggiunto <strong>da un marketplace di applicazioni utili </strong>(il  reale futuro della navigazione in mobilit&agrave;/extra pc).</p>
<div style="width: 295px;" class="wp-caption alignleft"><img width="285" height="293" alt="" src="http://carpentier.files.wordpress.com/2008/07/smartphone.jpg?w=285&amp;h=293" title="smartphone" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" class=" " />
<p class="wp-caption-text">fonte:http://carpentier.files.wordpress.com</p>
</div>
<p>Per questo ho letto con piacere <a target="_blank" href="http://www.onemobile.it/05/02/2010/open-mobile-system-20-le-applicazioni-di-windows-mobile-su-android/">la news</a> secondo cui <strong>Open Mobile System 2.0  (Android) forse supporter&agrave; anche gli applicativi di Windows Mobile</strong>.  Una notizia dello stesso segno di <a target="_blank" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2009/08/Microsoft_nokia_windows_mobile.shtml?uuid=b0792c52-8d99-11de-8b52-a5cd18463745&amp;DocRulesView=Libero&amp;fromSearch">quella di questa estate</a>, che diceva che <strong>Office  Mobile sarebbe girato anche su Symbian</strong> (Nokia, ormai <a target="_blank" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Tecnologia%20e%20Business/speciale-cellulari/news/symbian-nokia-open-source.shtml?uuid=8380f2c0-11ab-11df-b2d8-92dd20be9017&amp;DocRulesView=Libero">prossimamente open source</a> per altro).</p>
<div>  </div>
<p>Mi piacerebbe dunque immaginare un prossimo futuro con dei <strong>protocolli  comuni per la diverse applicazioni, in grado di farle girare su sistemi  operativi diversi.</strong> <strong>I profitti degli sviluppi </strong>dei  software nati in un  certo ecosistema, per le applicazioni di un certo  interesse, potrebbero  aumentare grazie alla diffusione mentre <strong>gli  apps store avranno  sempre senso e mercato</strong> per applicativi  molto specifici, come  possono essere ad esempio quelli legati al  multitouch dell&rsquo;iPhone.</p>
<p>Sia come sia, credo che la <strong>competizione giovi molto, mentre  la frammentazione in ambienti chiusi no.</strong></p>
<p>Per questo mi piace immaginare questo piccolo sogno<strong>, </strong>che  poi &egrave; quello che<strong> ha fatto grande la rete: un substrato comune</strong>  dove<strong> tutti possono competere, tutti possono fruire delle  oppportunit&agrave; come utenti </strong>e che<strong> premia i pi&ugrave; bravi con  il successo, anche economico.</strong></p>
<p>Mi sto allargando troppo? Aspetto i vostri pareri&hellip;<a href="http://www.gianluigizarantonello.it"><br /></a></p>
<p><a href="http://www.gianluigizarantonello.it">Gianluigi Zarantonello</a> via <a href="http://internetmanagerblog.com/">http://internetmanagerblog.com/</a></p>
</div>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1140"/>
		<issued>2010-03-01T08:00:00+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[iTunes, dieci miliardi di brani scaricati]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1139</id>
		<created>2010-02-26T07:11:28+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>iTunes, negozio online della Apple dedicato alla vendita di contenuti digitali, ha tagliato ieri (22.45 ora italiana) lo straordinario traguardo di dieci miliardi di canzoni vendute. Lo store &egrave; nato nel 2003 e, nonostante l'incompatibilit&agrave; degli mp3 venduti con device portatili non targati Apple, &egrave; diventato il punto di riferimento per la distribuzione di musica legale sul web.</p>
<p>Supportato dal successo dell'iPod, inizialmente, e dell'iPhone, in un secondo momento, iTunes ha attirato con l'immediato modello di pagamento, caratterizzato dall'acquisto di tessere che non obbligano a utilizzare la carta di credito online, quell'utenza giovane che ha tanta dimestichezza con file e lettori digitali quanta con il download pirata.</p>
<p>Il raggiungimento del traguardo &egrave; stato accompagnato da un concorso che ha premiato un fortunato internauta, il decimiliardesimo appunto, con una iTunes card del valore di 10 mila dollari.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/21166/itunes-dieci-miliardi-di-brani-scaricati" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1139"/>
		<issued>2010-02-26T07:11:28+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Per gli smartphone futuro rosa]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1138</id>
		<created>2010-02-25T07:33:23+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Il 2010 si preannuncia come l'anno d'oro degli smartphone, ma anche i "normali" telefonini metteranno a segno buone performance. Secondo le previsioni a livello mondiale di Gartner i primi avranno un balzo nelle vendite del 46% mentre per i cellulari l'aumento sar&agrave; tra l'11 e il 13 per cento.</p>
<p>Si chiuder&agrave; cos&igrave; la parentesi negativa del 2009 quando nel mondo sono stati venduti 1.211 milioni di telefonini, una decina in meno rispetto all'anno precedente. In aumento di quasi un quarto, invece, i pi&ugrave; evoluti smartphone, che hanno raggiunto i 172,4 milioni di pezzi acquistati.</p>
<p>«Nell'ultimo trimestre 2009 il mercato dei terminali ha visto una ripresa degli acquisti con un pi&ugrave; 8,3% nei volumi rispetto allo stesso periodo del 2008 – commenta Carolina Milanesi, research director di Gartner –. Gli acquisti sono stati trainati dagli smartphone e dai modelli pi&ugrave; economici».</p>
<p>In Italia, sempre secondo Gartner, leader nei telefonini si conferma Nokia con una quota di mercato che sfiora il 40%, davanti a Samsung (33,4%) e Lg (8,4%). Per l'Iphone, nel mondo venduto in 25 milioni di unit&agrave;, l'Italia vale il 3,9 per cento.</p>
<p>Nokia ribadisce il suo primato anche a livello mondiale, forte di una market share del 36,4%, ma sono i brand coreani i veri vincitori della passata stagione. Lg &egrave; riuscita a superare Motorola e Samsung ha aumentato del 3,2% la propria quota, sfiorando il 20 per cento e mettendo a segno una prova di forza in Germania, dove nell'ultimo trimestre ha conquistato il podio spodestando proprio Nokia. Nel panorama globale avanzano anche i marchi cinesi come Zte e Huawei che vendono i terminali agli operatori di tlc nei paesi in via di sviluppo, oltre alla taiwanese Htc specializzata proprio negli smartphone.</p>
<p>Nell'universo smartphone &egrave; Symbian la piattaforma da battere: &egrave; utilizzata da quasi un dispositivo su due, sempre marchiato Nokia. All'inseguimento ci sono Blackberry, con una quota del 20%, e l'iPhone al 14,4% che guadagnano posizioni. In tutti i casi i consumatori hanno apprezzato le potenzialit&agrave; dei telefonini evoluti: accesso al web, alle email, le integrazioni con i social network, la disponibilit&agrave; di mappe per la navigazione satellitare, per citare le applicazioni pi&ugrave; diffuse.</p>
<p>Non mancano buone notizie per i consumatori. «I prezzi quest'anno continueranno a scendere ma il calo rallenter&agrave; rispetto al 2009 – prevede Carolina Milanesi – quando, se guardiamo al mercato di fascia media, i prezzi sono diminuiti anche del 10% mentre quest'anno vedremo una contrazione intorno al 4%».<br />Dopo un 2009 segnato da una decisa riduzione dei volumi e dal valore ora in Italia, con l'ingresso nell'era degli smartphone, cambiano anche le strategie di produttori e operatori. «Nel nostro paese lo smartphone &egrave; diventato un driver dell'innovazione – segnala Alessandro Mondini Branzi, ad di Nokia Italia – e gli operatori si orientano sempre pi&ugrave; a venderli con soluzioni e servizi di email e social network».</p>
<p>«Stiamo assistendo a un cambiamento radicale – conferma Luca Callegari, direttore marketing tlc di Samsung Italia – e il focus degli operatori &egrave; proprio sugli smartphone». Per Samsung il nuovo mix di prodotto nelle tlc sar&agrave; realizzato con un 13% di smartphone, un quarto di modelli avr&agrave; lo schermo touch e un altro 12-13% saranno modelli ad hoc pensati per il messagging, con Twitter, Msn e Facebook.</p>
<p>di Enrico Netti su <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Tecnologia%20e%20Business/speciale-cellulari/trend-e-scenari/gartner-cellulari-smartphone-mercato-previsioni-2010.shtml?uuid=82a74648-2122-11df-9577-f5c6c14bceee&DocRulesView=Libero" target="_blank">ILSOLE24ORE.COM</a></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1138"/>
		<issued>2010-02-25T07:33:23+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[GfK: smartphone sostengono il mobile]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1137</id>
		<created>2010-02-24T07:07:43+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Dopo i dati di Gartner sul mercato della telefonia mobile, arrivano quelli di GfK Retail and Technlogy e dalla US Consumer Electronics Authority. Il settore, secondo il rapporto GfK Digital World, ha chiuso 2009 con una flessione del 4%, pari alla vendita di 50 milioni di unit&agrave; in meno rispetto al 2008.</p>
<p>A fare da traino al business globale &egrave; stato il mercato asiatico di cellulari e smartphone, che ha raggiunto 456 milioni di unit&agrave; vendute (+1%) per un equivalente di 47,5 miliardi di euro (-8% rispetto al 2008). Una crescita, in termini di volumi, dovuta principalmente a una ripresa delle vendite negli ultimi tre mesi dell’anno (+7%, +9%, +16%) rispetto agli stessi mesi del 2008.</p>
<p>Le buone performance degli smartphone hanno fatto registrare una crescita a tre cifre per quasi tutto il 2009. Trend simili anche nell’Europa occidentale, con 162 milioni di unit&agrave; vendute (-3% rispetto al 2008) e 27 miliardi di euro in valore (-6%).</p>
<p>Bene gli ultimi tre mesi e gli smartphone la cui crescita (+109%) ha compensato la flessione dei cellulari (- 25%). Il mercato italiano ha chiuso l’anno in pari a volume e con un -4,5% per quanto riguarda il valore. In recupero l’ultimo trimestre (+1%) supportato dalla crescita a tre cifre degli smartphone.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/21139/gfk-smartphone-sostengono-il-mobile" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1137"/>
		<issued>2010-02-24T07:07:43+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Italiani favorevoli a telefonate con spot]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1136</id>
		<created>2010-02-23T07:13:32+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Cosa non si farebbe per una chiamata gratuita. Secondo un’indagine condotta dall’Ispo, il 57% degli italiani sarebbe favorevole all’inserimento di brevi messaggi pubblicitari durante una telefonata, se questo garantisse la totale gratuit&agrave; del servizio.</p>
<p>La ricerca, sviluppata per Neveralone su un campione rappresentativo di 814 italiani, il 67% si sarebbe mostrato entusiasta di un simile servizio. Conclusione per altro logica se si considerano un paio di presupposti: il 45% degli intervistati riporta come prima risposta la consultazione di Internet su pc quando, in un qualsiasi momento della giornata, ha bisogno di un'informazione; il non utilizzo dei numeri a pagamento deriva nel 34% dei casi dall'essere soddisfatti degli altri canali e nel 29% dall'eccessiva esosit&agrave;.</p>
<p>Lo studio mette in luce come il telefono sia il canale di comunicazione maestro nel Belpaese, con il 21% delle preferenze; il 46% degli intervistati considera un breve spot telefonico come una normale informaizone pubblicitaria mentre il 45% come un'occasione per ricevere notizie interessanti.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/21073/italiani-favorevoli-a-telefonate-con-spot" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1136"/>
		<issued>2010-02-23T07:13:32+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Il web a pagamento è cosa da giovani]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1135</id>
		<created>2010-02-22T07:47:28+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>PaidContent svela usi e attitudini degli internauti d’oggi: 27mila intervistati in 52 differenti paesi, per scoprire che l’utenza pi&ugrave; giovane &egrave; anche quella pi&ugrave; disposta a pagare per i contenuti offerti dalla rete.</p>
<p>Gli under20 non attuano scale gerarchiche tra i diversi media, per cui lo streaming online ha dignit&agrave; e valore pari ai programmi in tv o ai film in sala. Pi&ugrave; gli internauti invecchiano, invece, meno sono disposti a sovvenzionare i contenuti web.</p>
<p>La deduzione - ottimistica - &egrave; che la nuova generazione d’utenti (definita ‘platform-agnostic’) risollever&agrave; le sorti dell’industria culturale digitale: il 65% di essi &egrave; pagherebbe per la musica in download, il 60% per lungometraggi e videogiochi. Percentuali decisamente superiori alle altre fasce d’et&agrave; (40-44 anni e over60). Meno disponibilit&agrave; verso servizi considerati parte integrante della rete, non un’offerta complementare a essa, come blog e social network, per cui solo il 30% degli under20 prenderebbe in considerazione un contributo economico.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/21068/il-web-a-pagamento-e-cosa-da-giovani" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1135"/>
		<issued>2010-02-22T07:47:28+01:00</issued>
		<modified>2010-02-22T07:47:28+01:00</modified>
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		<title><![CDATA[Social media e mobile web, il 2010 sarà l’anno dell’azione? ]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1134</id>
		<created>2010-02-19T08:00:00+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<div class="snap_preview">
<p>Ho letto in questi giorni diversi post,  molto interessanti, sulle <strong>previsioni per il 2010 come l&rsquo;anno  dell&rsquo;azione</strong>, sia per il <strong>social media marketing</strong>  (leggete questi articoli su <a target="_blank" href="http://www.socialmediamarketing.it/social-media-strategies-il-2010-lanno-dellazione/">Social Media Marketing</a> e su <a target="_blank" href="http://www.digitalmarketinglab.it/dm/quanto-e-come-investirete-nei-social-media-nel-2010/">Digitalmarketinglab</a>) sia per il <strong>mobile web </strong>(ancora  su <a target="_blank" href="http://www.digitalmarketinglab.it/dm/eventi-mobile-e-galassia-iphone/#comments">Digitalmarketinglab</a>).</p>
<p>Spero anche io che quest&rsquo;anno si passi davvero da una generica  consapevolezza del valore di questi strumenti (peraltro <a target="_self" href="http://webspecialist.wordpress.com/2009/02/16/social-network-perche-sono-cosi-adatti-al-mobile-web/">molto legati fra loro</a>) alla reale attuazione di  piani e strategie.</p>
<p>Quali sono i <strong>limiti e le opportunit&agrave; della situazione ad oggi</strong>?</p>
<p><strong><img alt="" src="http://facereviews.com/wp-content/uploads/2007/10/facebook-mobile-blackberry.jpg" title="mobile" style="border: 1px solid black; margin: 4px; width: 232px; height: 275px;" class="alignleft" /><br /></strong></p>
<p><strong>Partiamo dal mobile</strong>, dopo un  paio di annate partite a met&agrave; <strong>la tecnologia &egrave; matura</strong>,  la <strong>diffusione degli smartphone &egrave; alta</strong> e anche <strong>gli  operatori stanno spingendo</strong>. Cosa manca? Sicuramente la <strong>conoscenza  delle opportunit&agrave; da parte degli utenti finali</strong>, traumatizzati  anche dai salassi patiti causa alte tariffe. <strong>Auspicherei dunque  delle campagne informative per il grande pubblico</strong>, oltre alla  pubblicit&agrave; commerciale.</p>
<p>Inoltre il futuro &egrave; fortemente legato alle applications, in questo  senso fondamentale &egrave; stato l&rsquo;avvento dell<strong>&lsquo;iPhone che ha cambiato  l&rsquo;approccio al mercato</strong> (<a target="_self" href="http://webspecialist.wordpress.com/2008/10/14/riusciranno-i-nuovi-protagonisti-del-web-mobile-a-farlo-decollare-in-italia/">una previsione azzeccata</a>), non bisogna per&ograve;  dimenticare che in Italia questo device <strong>vale forse il 3% del  mercato</strong> (700.000 pezzi) e che dunque mode a parte <strong>non  bisogna trascurare tutti gli altri sistemi operativi </strong>a partire  da Symbian e Windows Mobile. Le aziende <strong>sono consapevoli delle  quote di mercato, oltre che dei costi di porting?</strong></p>
<p><strong>Veniamo poi ai social media: </strong>nei giorni scorsi si &egrave;  sviluppata<a target="_blank" href="http://www.linkedin.com/groupAnswers?viewQuestionAndAnswers=&amp;discussionID=12493578&amp;gid=1776163&amp;commentID=10811027&amp;goback=.myg&amp;trk=NUS_DIG_DISC_Q-ucg_mr#commentID_10811027"> una bella discussione su Linkedin</a> a proposito di <strong>come  trasmettere la cultura dei social media marketing all&rsquo;interno delle  organizzazioni</strong>.</p>
<p>Credo che sia qui il problema centrale: la teoria in questo caso &egrave;  difficile da applicare in <a target="_blank" href="http://www.slideshare.net/gzarantonello/il-web-20-non-esiste-esistono-solo-persone-20">mancanza di una conoscenza diretta degli strumenti e di  un giusto approccio culturale</a>. Come si diceva su Linkedin &egrave; <strong>importante  coinvolgere chi in azienda ha gi&agrave; familieriet&agrave; con questi strumenti per  farne degli evangelisti</strong>. Tuttavia<strong> senza un forte  committment dall&rsquo;alto queste persone non avranno abbastanza credito</strong>,  per cui uno sponsor forte &egrave; davvero necessario.</p>
<div style="width: 510px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://laurelpapworth.com/"><img width="500" height="352" alt="" src="http://laurelpapworth.com/wp-content/uploads/2008/11/social_media_marketing_campaign.jpg" title="Social media ROI" /></a>
<p class="wp-caption-text">immagine  tratta da http://laurelpapworth.com</p>
</div>
<p>In libri come l&rsquo;<a target="_self" href="http://webspecialist.wordpress.com/2009/04/17/l%e2%80%99onda-anomala-interagire-e-comunicare-con-i-consumatori-ribelli/">Onda Anomala</a> molte storie iniziano con dei pionieri  che ad un certo punto trovano un sostenitore forte in azienda, dando  vita a storie di successo, <strong>nel 2010 ci sar&agrave; abbastanza coraggio  per poter avere dei casi di studio italiani</strong>?</p>
<p>Su questo chiudo con un pensiero senza intenti polemici: in tutti gli  incontri in cui mi sono trovato a parlare di social media negli ultimi  mesi ho sempre avuto <strong>un pubblico di addetti ai lavori, dove  mancavano quasi totalmente i manager di azienda</strong>. Non so se sia  un problema di poca curiosit&agrave; o di inviti gestiti male, certo &egrave; che ci  siamo trovati ogni volta a dirci che &ldquo;sono i soliti discorsi&rdquo; mentre per  altri interlocutori sarebbe stati preziosi.</p>
<p>Andr&agrave; meglio quest&rsquo;anno? Che ne dite?</p>
<p><a href="http://www.gianluigizarantonello.it">Gianluigi Zarantonello</a> via <a href="javascript:void(0);/*1266529862130*/">http://webspecialist.wordpress.com/</a><br /></p>
</div>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1134"/>
		<issued>2010-02-19T08:00:00+01:00</issued>
		<modified>2010-02-19T08:00:00+01:00</modified>
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		<title><![CDATA[Fimi: l’Italia scopre la musica online]]></title>
		<id>http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1133</id>
		<created>2010-02-18T07:52:04+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Il mercato della musica via internet, in Italia, &egrave; cresciuto del 27% nel corso del 2009, secondo i dati di Fimi-Confindustria presentati al Festival di Sanremo. Prosegue l’evoluzione dell’utenza di settore, sempre pi&ugrave; usa ai lidi del web, dove spesso i prodotti costano meno e sono pi&ugrave; facilmente reperibili.</p>
<p>Complessivamente, comunque, il mercato italiano langue nella mediocrit&agrave;: il fatturato degli ultimi dodici mesi &egrave; di 144 milioni di euro, contro i 178 milioni del 2008. Le vendite di cd e dvd musicali hanno perso ancora il 24%.</p>
<p>Sul fronte digitale si conferma il trend di crescita e, per la prima volta, il fatturato supera i 20 milioni di euro (erano stati 16 del 2008). Sempre pi&ugrave; importante il successo del download dei singoli brani via internet, cresciuto del 24%, e quello degli album, in ascesa del 32%.</p>
<p>Il fatturato degli album in rete ha quasi raggiunto il fatturato realizzato dalle singole hit: il mercato digitale &egrave; dunque in fase di maturazione anche in Italia, a braccetto con la rete.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/21056/fimi-l-italia-scopre-la-musica-online" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></content>
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