<?xml version="1.0" encoding="windows-1252"?><rss version="0.91" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
<channel>
<title> mymarketing.it: Blog</title><link>http://www.mymarketing.it/dblog/</link>
<description> mymarketing.it: Blog</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[Facebook: 100 milioni di profili Facebook scaricati]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Da un paio di giorni &egrave; disponibile come download Torrent, un file contenente l'equivalente di quasi 100 milioni di profili Facebook, disponibili in download al modico peso di 2.8 GB e realizzato da Ron Bowes di Skull Security . (come confermato da Pirate Bay, sono gi&agrave; circa 1000 i download completi effettuati ieri).</p>
<p>Piccola premessa: nessun attacco informatico &egrave; stato effettuato su Facebook e tanto meno questi profili sono stati rubati da qualche dipendente infedele.</p>
<p>Questi dati sono stati raccolti nella maniera pi&ugrave; semplice e ovvia, ovvero direttamente da Internet, tramite uno spider (web crawler) simile a quelli utilizzati dai motori di ricerca e sfruttando il fatto che quasi un utente su cinque non ha ancora aggiornato o impostato in maniera corretta la gestione della privacy del proprio account.</p>
<p>Nomi, cognomi, telefoni, email e amici sono di fatto disponibili nei normali processi di ricerca e quindi a rischio di un uso illegale.</p>
<p>La raccolta, conservazione e soprattutto utilizzo dei dati personali &egrave; regolata da norme pi&ugrave; o meno severe a seconda dei paesi, ma questo non esclude un uso improprio degli stessi, magari per aggiornare o integrare banche dati gi&agrave; esistenti e autorizzate.</p>
<p>Il semplice download di questi dati, in Italia, &egrave; sanzionato penalmente in quanto &egrave; necessario per ogni singolo account ottenere l'autorizzazione anche alla semplice conservazione di questi dati.</p>
<p>Via <a href="http://www.pianetacellulare.it/post/Produttori/12083_Facebook-100-milioni-di-profili-Facebook-scaricati.php" target="_blank">Pianetacellulare.it</a><br /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1224]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1224</guid>
	<dc:date>2010-07-30T07:43:01+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Google sfida Facebook a suon di giochi]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La sfida a Facebook, per Google, &egrave; tutta un gioco. Il gruppo californiano, che sta preparando un social network alternativo alla creatura di Mark Zuckerberg, sta prendendo contatti con tutti i pi&ugrave; popolari produttori di giochi online per rendere il suo prodotto appetibile e competitivo.</p>
<p>Secondo quanto pubblicato dal Wall Street Journal, BigG si &egrave; accordato con Playdom, Electronic Arts, Playfish. Di Zynga Game Network, genitore di FarmVille, Google ha addirittura acquisito una quota. “Non &egrave; ancora chiaro quando Google potrebbe lanciare la nuova offerta di giochi ma secondo fonti - aggiunge il Wall Street Journal - rientrer&agrave; in una pi&ugrave; ampia iniziativa nell’ambito del social network attualmente in fase di sviluppo”.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/23262/google-sfida-facebook-a-suon-di-giochi" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1223]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1223</guid>
	<dc:date>2010-07-29T07:07:05+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Nuovi modelli di adv su iPad? Da Chanel un esperimento... ]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Iniziano a vedersi i primi timidi passi di come potrebbero essere i nuovi formati di advertising sulle nuove piattaforme, iPad in primis. </p>
<p>I nuovi banner, caratterizzati da pi&ugrave; interattivit&agrave; e quindi da un approccio relazionale diverso mi sembrano un (piccolo) interessante passo.</p>
<p>Interessante anche il fatto che la "Interruption" &egrave; moderata, l'adv resta sempre all'interno della parte editoriale del giornale (in questo caso il NYTimes).</p>
<p><br />Da meditarci un po' su, di nuovi formati efficaci ce ne sarebbe un gran bisogno, dato che non &egrave; per niente vero che la pubblicit&agrave; &egrave; morta e che i Socialcosi sono la risposta finale per qualsiasi cosa...<img src="/dblog/template/standard/gfx/smile_occhiolino.gif" alt="; - )" /></p>
<p>Approfondimento:  <a href="http://www.mobilemarketer.com/cms/news/advertising/6492.html" target="_blank">http://www.mobilemarketer.com/cms/news/advertising/6492.html</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1222]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1222</guid>
	<dc:date>2010-07-28T07:57:05+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Roberto Venturini</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Crowdsourcing, social media, user genereted content… e le agenzie?]]></title>
	<description><![CDATA[<div style="padding-bottom: 30px;">
<p><span style="border-collapse: separate; color: rgb(0, 0, 0); font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; font-size: medium;" class="Apple-style-span"><span style="color: rgb(51, 51, 51); font-family: tahoma,verdana,sans-serif; font-size: 12px; text-align: left;" class="Apple-style-span">
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">Le nuove  tecnologie e l&rsquo;approccio partecipativo del social web hanno sicuramente<strong>ridisegnato  in modo vistoso abitudini e logiche della comunicazione tradizionale.</strong></p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">In particolare  alcuni fenomeni, come il<a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing"><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>crowdsourcing</a><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>e lo<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/User-generated_content">user  generated content</a><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>(ed  advertising) hanno scatenato negli ultimi sei mesi<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_blank" href="http://internetpr.it/2010/04/01/zooppaupim-i-limiti-dei-concorsi-creativi-online-iniziano-a-farsi-sentire/">frequenti  discussioni e polemiche</a></strong><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>tra  aziende, agenzie e il mondo della rete.</p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto; border: 1px solid rgb(51, 51, 51); position: relative;" src="http://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2009/07/crowdsourcing_prove_di_intelligenza_collettiva2.jpg" title="crowdsourcing" class="aligncenter" alt="" /></p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">Prendiamo ad  esempio il<strong><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Social_advertising"><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>crowdsourcing per quanto riguarda  la creativit&agrave;</a></strong>, impersonato in<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_blank" href="http://www.oneweb20.it/14/11/2008/user-generated-advertising-zooppa-vs-bootb/">modo  diverso</a><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>dai due grandi  player<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_blank" href="http://www.zooppa.com/">Zooppa</a><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>e<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_blank" href="http://www.bootb.com/">BootB</a>: le<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong>agenzie tradizionali  spesso si sono scagliate contro di loro</strong>, accusandoli di essere  solo<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong>fonte di  impoverimento della qualit&agrave;, oltre che un mero modo per risparmiare</strong>.</p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">Io posso dire  per esperienza diretta che<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong>le  cose sono pi&ugrave; sfumate</strong>: &egrave; certo che in questi progetti c&rsquo;&egrave;<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong>minore livello di  consulenza</strong><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>e  l&rsquo;azienda &egrave; sola a giudicare, magari senza averne i mezzi, un&rsquo;infinit&agrave;  di lavori di livello eterogeneo. E&rsquo; anche pur vero per&ograve; che<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong>la ricchezza e quantit&agrave; di  spunti che un contest di questo tipo pu&ograve; dare non &egrave; assolutamente  riproducibile dall&rsquo;agenzia.</strong></p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">L&rsquo;errore dunque  secondo me &egrave;<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong>nella  contrapposizione netta e ostile fra la creativit&agrave; che si attribuisce la c  maiuscola e presunti amatori</strong>, mentre io ritengo che il ruolo  consulenziale e di guida strategica nel tempo che pu&ograve; avere un&rsquo;agenzia  posso trovare valore anche nell&rsquo;affiancarsi talvolta a nuove forme di  apertura con l&rsquo;esterno.</p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">Insomma una  guida ci vuole nel medio e lungo periodo,<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong>ma quest&rsquo;ultima deve  essere aperta e non solo impegnata a difendere la propria posizione</strong>,  &egrave; vero che non sempre la collaborazione &egrave; possibile ma l&rsquo;ostilit&agrave;  preconcetta &egrave; molto pericolosa.</p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">Lo stesso  ragionamento si pu&ograve; applicare<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong>all&rsquo;attivit&agrave;  di social media marketing</strong>: da un lato io trovo che<a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_self" href="http://internetmanagerblog.com/2010/03/22/la-gestione-dei-social-media-fra-outsourcing-e-strategia/"><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>l&rsquo;azienda non possa delegarla in  toto all&rsquo;esterno</a>, perch&eacute; &egrave; un aspetto che deve essere seguito da  persone che vivano in diretta quanto poi rilanciano all&rsquo;esterno.</p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">Questo per&ograve; non  vuol dire che una realt&agrave; esterna, competente,<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong>non possa seguire il  percorso strategico scegliendo obiettivi e tecnologie ed aiutando la  crescita del personale interno.</strong></p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">Non a caso  l&rsquo;attivit&agrave; fai da te sul social web, fatta fare magari allo stagista  perch&eacute; tanto &ldquo;&egrave; tutto gratis&rdquo;, &egrave; sempre destinata al fallimento.</p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">In conclusione  dunque<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong>non vedo nelle  nuove tendenze della comunicazione un rischio per i professionisti del  settore</strong>, a patto che siano<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_self" href="http://internetmanagerblog.com/2009/04/02/perche-il-nuovo-professionista-del-web-e-sempre-piu-specialista-umanista-e%e2%80%a6redditizio-per-l%e2%80%99azienda/">competenti</a>,  aperti e dotati della<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_self" href="http://internetmanagerblog.com/2010/06/03/il-web-2-0-non-esiste-contano-le-persone-la-concretezza/">giusta  mentalit&agrave;</a>,<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_self" href="http://internetmanagerblog.com/2010/04/19/social-media-marketing-e-la-cultura-aziedale-alcune-considerazioni/">per  farsi capire e apprezzare adeguatamente</a><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>dalle aziende che danno loro  lavoro.</p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">Voi che ne  pensate? C&rsquo;&egrave; una contrapposizione reale e duratura o solo una momentanea  mancanza di dialogo tra due mondi molto vicini e intersecabili?</p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;"><span style="border-collapse: separate; color: rgb(0, 0, 0); font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; font-size: medium;" class="Apple-style-span"><span style="font-family: Georgia,palatino,'Times New Roman',Times,serif; font-size: 13px; line-height: 20px; text-align: justify;" class="Apple-style-span"><a style="color: rgb(0, 204, 255);" href="http://www.gianluigizarantonello.it/">Gianluigi Zarantonello</a><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>via<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a style="color: rgb(0, 204, 255);" href="http://internetmanagerblog.com/">http://internetmanagerblog.com/</a></span></span></p>
</span></span></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1221]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1221</guid>
	<dc:date>2010-07-27T08:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Gianluigi Zarantonello</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L’adv online tornerà a salire: previsto un +12% ]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Venti di ripresa per la pubblicit&agrave; online a livello mondiale, dopo il timido +2% del 2009. Gli analisti prevedono che quest’anno l’online crescer&agrave; del 12%. </p>
<p>Lo rendono noto gli analisti di eMarketer, secondo cui la spesa mondiale per la pubblicit&agrave; online torner&agrave; a registrare una crescita a doppia cifra, facendo registrare nel 2010 un incremento dell’11,9% degli investimenti per la promozione su internet, raggiungendo quota 61,8 miliardi di dollari.</p>
<p>La societ&agrave; di ricerca prevede che il trend positivo continuer&agrave; fino al 2014 con tassi di crescita di oltre il 10% ogni anno. “Fra cinque anni - afferma l’analista Jared Jenks - gli investimenti ammonteranno a 96,8 miliardi di dollari, crescendo a un tasso annuo composto dell’11,9%, nonostante la lenta, irregolare e fragile ripresa economica. Questi tassi di crescita resteranno ineguagliati dagli altri media”. </p>
<p>Via <a href="http://www.marketingjournal.it/ladv-online-torner-salire-previsto-12-2/" target="_blank">Marketing Journal</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1220]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1220</guid>
	<dc:date>2010-07-26T07:18:28+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Hulu, il video web più adatto alla pubblicità]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Hulu, il servizio internet statunitense di video on demand, si rivela uno dei canali pi&ugrave; prolifici e adatti per la pubblicit&agrave;. Secondo i dati raccolti da comScore, nel mese di giugno Hulu &egrave; stato il canale video con il numero pi&ugrave; alto di annunci visionati dagli utenti.</p>
<p>Il sito ha generato 566 milioni di clic su filmati promozionali, pi&ugrave; del doppio dei contatti generati dai siti Microsoft (222 milioni). </p>
<p>La pubblicit&agrave; video, lo scorso mese, ha raggiunto il 46,1% della popolazione statunitense, con una media di un filmato al giorno per ciascun cittadino. Hulu ha contribuito da par suo, raggiungendo con i propri video il 7,8% della popolazione d’Oltreoceano.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/23210/hulu-il-video-web-piu-adatto-alla-pubblicita" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1219]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1219</guid>
	<dc:date>2010-07-23T07:50:31+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Android Market: 100 mila applicazioni scaricate un miliardo di volte]]></title>
	<description><![CDATA[<p>bbiamo detto pi&ugrave; volte che l’antagonista pi&ugrave; forte di Apple e del suo App Store &egrave; il sistema operativo made in Google, Android, e il suo negozio virtuale, Android Market. </p>
<p>Ebbene se Apple viaggia a gonfie vele, sono oltre 200mila le applicazioni a disposizione in App Store, Android &egrave; poco da meno dato che ha raggiunto in Luglio le 100mila applicazioni presenti nel suo store da cui attingono milioni di utenti in tutto il mondo, che, peraltro, sono in rapido aumento quotidianamente.</p>
<p>Centomila programmi da scaricare che lo sono gi&agrave; stati oltre un miliardo di volte dagli utenti col robottino. Sono state ben 14mila le nuove applicazioni introdotte a Maggio, 15mila a Giugno e nel mese di Luglio siamo gi&agrave; arrivati a quota 12mila. </p>
<p>Del totale delle applicazioni disponibili, si sa, oltre il 60% sono gratuite. Coninua la rincorsa di Android ad Apple e, a questo ritmo, il sorpasso potrebbe avvenire, come stimato, addirittura entro l’anno. </p>
<p>Via <a href="http://cellulariadhoc.blogosfere.it/2010/07/android-market-100-mila-applicazioni-scaricate-un-miliardo-di-volte.html" target="_blank">Cellulari ad Hoc</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1218]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1218</guid>
	<dc:date>2010-07-22T07:08:51+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Avete mai pensato di usare Twitter per ascoltare?]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="border-collapse: separate; color: rgb(0, 0, 0); font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; font-size: medium;" class="Apple-style-span"><span style="color: rgb(51, 51, 51); font-family: tahoma,verdana,sans-serif; font-size: 12px; text-align: left;" class="Apple-style-span">
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">Twitter &egrave;<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong>uno degli strumenti del social web pi&ugrave; difficili da approcciare</strong>: criptico nel linguaggio per chi non ne &egrave; pratico e dannatamente sintentico, il che &egrave; spesso un problema per chi fa comunicazione tradizionale.</p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">Al di l&agrave; dell&rsquo;utilizzo come strumento per parlare, da valutare secondo la propria<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_self" href="http://internetmanagerblog.com/2009/03/02/approccio-strategico-social-media-e-social-media-marketing/">strategia di social media marketing</a>, Twitter per&ograve; offre<strong><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>un&rsquo;altra grande opportunit&agrave;: l&rsquo;ascolto!</strong></p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;"><strong></strong></p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;"><strong></strong></p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;"><strong></strong></p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;"><strong></strong></p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;"><strong></strong></p>
<strong>
<div style="display: block; margin: 10px auto; border: 1px solid rgb(221, 221, 221); text-align: center; background-color: rgb(243, 243, 243); padding-top: 4px; width: 510px;" class="wp-caption aligncenter"><img width="500" height="339" style="border: 0px none rgb(51, 51, 51); position: relative; margin: 0px; padding: 0px;" alt="" src="http://socialnomics.files.wordpress.com/2010/07/twitter-search-data.png?w=500&amp;h=339&amp;h=339" title="social search" />
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 17px; font-size: 11px; padding: 0px 4px 5px;" class="wp-caption-text">Fonte: http://socialnomics.net</p>
</div>
</strong>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">Tutti i social media sono una fonte inesauribile di spunti per chi<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_blank" href="http://www.youngdigitallab.com/web-monitoring/la-ricerca-avanzata-sui-social-media/">ha la pazienza e la capacit&agrave; di ascoltare</a>, tuttavia<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_blank" href="http://socialnomics.net/2010/07/07/twitter-fastest-growing-search-engine/">Twitter oggi &egrave; il motore di ricerca dal pi&ugrave; alto tasso di crescita</a></strong>, con 800 milioni di ricerca al giorno!</p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">Un autentica miniera di spunti e trend emergenti,<strong><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>un termometro della conversazione globale</strong>, tanto che i suoi creatori oggi stanno cercando di monetizzare questa ricchezza.</p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">Dunque dal semplice<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_blank" href="http://search.twitter.com/">Twitter Search</a><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>fino ai tools pi&ugrave; sofisticati</strong>, il mio invito &egrave; quello di<strong>provare a cercare i temi che pi&ugrave; vi interessano</strong><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>attraverso la twittosfera, per capire i trend ed iniziare<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_blank" href="http://wearesocial.it/blog/2010/07/twitter-brand-italia-20-motivi/">la vostra conversazione online</a><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>su Twitter.</p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">Qual &egrave; la vostra esperienza in materia?</p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;"><span style="border-collapse: separate; color: rgb(0, 0, 0); font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; font-size: medium;" class="Apple-style-span"><span style="font-family: Georgia,palatino,'Times New Roman',Times,serif; font-size: 13px; line-height: 20px; text-align: justify;" class="Apple-style-span"><a style="color: rgb(0, 204, 255);" href="http://www.gianluigizarantonello.it/">Gianluigi Zarantonello</a><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>via<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a style="color: rgb(0, 204, 255);" href="http://internetmanagerblog.com/">http://internetmanagerblog.com/</a></span></span></p>
</span></span>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1215]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1215</guid>
	<dc:date>2010-07-21T08:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Gianluigi Zarantonello</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Facebook: 500 milioni di utenti, mezzo miliardo di storie]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Facebook raggiunge quota 500 milioni di utenti nel globo e festeggia a modo suo, ovvero raccontando le storie di (alcuni) internauti che hanno contribuito a rendere celebre, ricco e sempre pi&ugrave; diffuso il social network divenuto ormai epigono del web 2.0.</p>
<p>Mark Zuckerberg lancia cos&igrave; il progetto ‘Stories’, che presenter&agrave; le vicende pi&ugrave; interessanti e particolari, i temi pi&ugrave; importanti e strani, trattati da Facebook in questi suoi sei anni di vita. Un sito apposito, all’interno del portale principale, proporr&agrave; una visualizzazione tematica e geografica di tutto ci&ograve; che di meglio la comunit&agrave; online ha offerto sinora. Gli utenti potranno partecipare al progetto spedendo un contributo scritto di 420 battute, colleganlo eventualmente a loro profilo. Le storie verranno giudicate dagli altri iscritti al network con l’ormai classico ‘mi piace’.</p>
<p>Mentre gli esperti esaminano le cause del successo di Facebook, che ha in parte cambiato il modo di intendere il web rendendolo ancor pi&ugrave; interattivo e letteralmente popolare, gli scettici gi&agrave; pronosticano un rapido declino e un requiem nel giro di pochi anni, invitando a non dare troppo peso al traguardo del mezzo miliardo di iscritti.</p>
<p>Certo &egrave; che questa copia digitale degli annuari universitari americani ha puntato, con una sistema semplice ma dalle conseguenze sociologiche complesse, sulla socializzazione della rete, accentuando alcune delle peculiarit&agrave; dei frequentatori del web, quali voyerismo, curiosit&agrave; e necessit&agrave; di archiviare e condividere documenti, propri e altrui. Facebook ha aumentato il mondo digitale, restituendogli per&ograve; una patina reale: l’internauta (virtuale) e il suo doppio (concreto).</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/23173/facebook-500-milioni-di-utenti-mezzo-miliardo-di-storie" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1217]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1217</guid>
	<dc:date>2010-07-20T07:36:27+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Nielsen, pubblicità in ripresa]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Maggio &egrave; stato - ancora una volta - un mese positivo per quanto riguarda gli investimenti pubblicitari. Il 2010 segna cos&igrave; la ripresa del settore, in crescita globalmente del 3,8% nei primi cinque mesi dell’anno. Ancor pi&ugrave; positivi i dati per l’Italia, che registra un +4,5%.</p>
<p>Alla luce del buon andamento tra gennaio e maggio, le ultime previsioni Nielsen descrivono una chiusura del 2010 leggermente superiore al 3% per quanto riguarda l’area nazionale. Nel periodo analizzato, in Italia la pubblicit&agrave; ha raccolto 3,8 miliardi di euro. </p>
<p>La televisione, con i canali generalisti e quelli satellitari (Sky e Fox), chiude la prima parte del 2010 con una crescita del 6,0%. Continuano invece le difficolt&agrave; della carta stampata: i quotidiani, nonostante un aumento degli investimenti in commerciale nazionale (+2,4%), chiudono i primi 5 mesi dell’anno in calo (-0,2%). Contrazioni ancora pi&ugrave; nette per free press (-6,7%) e periodici (-9,3%).</p>
<p>La radio prosegue il suo trend positivo, confermandosi uno dei media pi&ugrave; brillanti e allettanti per gli investitori, con una crescita della raccolta pubblicitaria del 14,6%.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/23133/nielsen-pubblicita-in-ripresa" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1216]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1216</guid>
	<dc:date>2010-07-19T07:27:24+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Tra nuvole e cellulari…]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="border-collapse: separate; color: rgb(0, 0, 0); font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; font-size: medium;" class="Apple-style-span"><span style="color: rgb(51, 51, 51); font-family: tahoma,verdana,sans-serif; font-size: 12px; text-align: left;" class="Apple-style-span">
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">In questi giorni ho letto parecchie news interessanti, che mi hanno ispirato questo breve post, che vuole guardare un po&rsquo; al futuro.</p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">Un primo argomento di interesse &egrave; legato al tema del<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing">cloud computing</a></strong>, di cui ho<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_self" href="http://internetmanagerblog.com/2010/03/08/il-cloud-computing-come-tecnologia-strategica/">parlato qualche tempo fa</a>: un esempio abbastanza eclatante &egrave; dato<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_blank" href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/06/09/news/office_web-4694784/">dall&rsquo;annuncio di Microsoft che mette in rete una parte del suo gioiello Office</a></strong>, per competere con Google Docs.</p>
<div style="display: block; margin: 10px auto; border: 1px solid rgb(221, 221, 221); text-align: center; background-color: rgb(243, 243, 243); padding-top: 4px; width: 514px;" class="wp-caption aligncenter"><img width="504" height="252" style="border: 0px none rgb(51, 51, 51); position: relative; margin: 0px; padding: 0px;" alt="" src="http://www.sis.pitt.edu/~gray/LIS2600/references/MS_cloudComputing_files/03cloud_002.jpg" title="cloud" class="  " />
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 17px; font-size: 11px; padding: 0px 4px 5px;" class="wp-caption-text">immagine tratta da http://www.sis.pitt.edu/</p>
</div>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;">Gli<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong>ambienti collaborativi online sono ormai sempre pi&ugrave; numerosi</strong>, nella mia personale esperienza tra software saas e servizi come social bookmarks, strumenti di video conferenza, Google Docs/Calendar etc.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><strong>non noto quasi nessuna differenza tra un pc e l&rsquo;altro su cui posso trovarmi a lavorare.</strong></p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;"><strong><span style="font-weight: normal;">Dal punto di vista macroeconomico su questa tendenza<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span>influiscono molto i fenomeni descritti da<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_self" href="http://internetmanagerblog.com/2009/10/20/gratis_free_il_libro_di_chris_anderson/">Chris Anderson in &ldquo;Gratis&rdquo;</a><span style="font-weight: normal;">:<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span>banda sempre pi&ugrave; larga e storage sempre pi&ugrave; economico.</strong></p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;"><strong><span style="font-weight: normal;">A questo punto, stando anche ai pareri di diversi analisti, con l&rsquo;avvento definitivo dello<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Long_Term_Evolution">standard &nbsp;LTE</a><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>il<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span>mondo del Cloud sar&agrave; realmente accessibile anche dai cellulari<span style="font-weight: normal;">, e qui arriviamo al secondo tema:</span><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>lo sviluppo del mobile e dei dispositivi sempre connessi.</strong></p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;"><strong><span style="font-weight: normal;">Immaginatevi di avere tutti i<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span>vostri servizi e software pronti ad essere fruiti in qualsiasi momento dal vostro cellulare<span style="font-weight: normal;">: non sarebbe niente male no?</span></strong></p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;"><strong><span style="font-weight: normal;">Che cosa ci blocca? Secondo me, a parte la tecnologia di trasmissione dati, i<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span>limiti risiedono ancora nella<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_self" href="http://internetmanagerblog.com/2010/02/08/integrabilita_delle_applicazioni_mobile_e_proprietarie_tra_sistemi_operativi_diversi/">frammentazione dei vari sistemi operativi</a><span style="font-weight: normal;">, cui si collegano<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span>diversi limiti di standard<span style="font-weight: normal;"><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>che in paesi pi&ugrave; evoluti, come il Giappone, non si verificano (si pensi ai<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a style="text-decoration: none; color: rgb(34, 102, 153); font-weight: bold;" target="_blank" href="http://internetmanagerblog.com/2009/12/15/qr-code-lipertestualita-sbarca-fuori-da-internet/">QR code</a>).</span></strong></p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;"><strong><span style="font-weight: normal;">Inoltre nel nostro paese si fa<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span>molta comunicazione alle promozioni tariffarie ma poco si lavora sull&rsquo;informazione agli utenti<span style="font-weight: normal;">, che ancora<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span>conoscono solo una minima parte delle opportunit&agrave; offerte dal loro dispositivo mobile<span style="font-weight: normal;"><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>(anche se 10 milioni di utenti a gennaio si sono collegati al web in mobilit&agrave;).</span></strong></p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;"><strong><span style="font-weight: normal;">Voi che cosa ne pensate? Tra quanto saremo pienamente fra le nuvole, anche con il cellulare?</span></strong></p>
<p style="margin: 0.5em 1em 0.8em; line-height: 1.5em;"><span style="border-collapse: separate; color: rgb(0, 0, 0); font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; font-size: medium;" class="Apple-style-span"><span style="font-family: Georgia,palatino,'Times New Roman',Times,serif; font-size: 13px; line-height: 20px; text-align: justify;" class="Apple-style-span"><a style="color: rgb(0, 204, 255);" href="http://www.gianluigizarantonello.it/">Gianluigi Zarantonello</a><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>via<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span><a style="color: rgb(0, 204, 255);" href="http://internetmanagerblog.com/">http://internetmanagerblog.com/</a></span></span></p>
</span></span>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1210]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1210</guid>
	<dc:date>2010-07-15T08:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Gianluigi Zarantonello</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Cresce il marketing online]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Una ricerca di GlobalSpec mostra come i marchi industriali investano sempre pi&ugrave; nella promozione via web. Il rapporto 2010 riporta i successi degli investimenti pubblicitari online, con il 70% delle industrie che praticano online marketing che hanno incrementato le proprie vendite nel primo semestre del 2010. </p>
<p>Protagonisti del marketing industriale in rete sono i social network, frontiera verso cui guarda con fiducia il 33% delle aziende.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/23027/cresce-il-marketing-online" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1214]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1214</guid>
	<dc:date>2010-07-09T07:20:28+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Twitter cinguetta le offerte]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Twitter fa i primi passi nel settore dell'e-commerce: &egrave; attivo sul micro-blog l'account @EarlyBird che permetter&agrave; di pubblicizzare offerte di aziende e marchi. Gli internauti interessati a seguire le gesta del 'nuovo iscritto' riceveranno avvisi e aggiornamenti sulle promozioni offerte dai partner di Twitter, che pagheranno per l'esposizione ottenuta sul social network.</p>
<p>Le offerte saranno limitate a livello di tempo e disponibilit&agrave;, aspetto che mette Twitter in diretta concorrenza con i gruppi d'acquisto online. La mossa si iscrive nel pi&ugrave; ampio piano del micro-blog volto alla monetizzazione del traffico e della notoriet&agrave; ottenuti.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/23049/twitter-cinguetta-le-offerte" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1213]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1213</guid>
	<dc:date>2010-07-08T07:47:31+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Italia fanalino di coda per banda larga e connessioni Internet]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Ci sono elementi molto positivi nella relazione al Parlamento del presidente dell'Autorit&agrave; per le comunicazioni, Corrado Calabr&ograve;. Restano alcune rimozioni o sottovalutazioni che riguardano le cause dei fenomeni oggetto dell'analisi della relazione annuale. Cominciamo dall'analisi inconfutabile sui ritardi dell'Italia: siamo ai primi posti in Europa a livello di prezzi dei servizi e della concorrenza nella telefonia, ma siamo ben sotto la media Ue per: diffusione della banda larga, numero delle famiglie connesse a Internet, diffusione degli acquisti on line. </p>
<p>Siamo il fanalino di coda nel commercio e nei servizi elettronici. Molteplici fattori influiscono sulla domanda: Calabr&ograve; ne elenca diversi, tra cui la scarsa sostituibilit&agrave; tra televisore e Internet, la diffusione stentata di Internet nelle fasce di et&agrave; over 50, la paura di truffe telematiche e cos&igrave; via. Tutto vero. Uno dei problemi-chiave, per&ograve;, &egrave; quello dei contenuti che dovrebbero attivare la crescita del Web, della tv mobile e quindi della domanda di banda larga. Contenuti spesso disponibili solo a caro prezzo, con relativa crescita della pirateria.</p>
<p>Capitolo media: dove, cio&egrave;, si producono i contenuti per le reti e le piattaforme, a parte quelli realizzati direttamente dagli utenti. Calabr&ograve; rileva come l'ascolto digitale su tutte le piattaforme (terrestre, satellite, cavo) ha superato quello della tv analogica. La digitalizzazione pu&ograve; essere completata nel 2011, aggiunge Calabr&ograve;, che preferisce non tener conto della richiesta di rinvio avanzata dalle principali associazioni delle tv locali nel Nord Italia. Il processo pu&ograve; rallentare ma la transizione &egrave; obbligata. Strano, piuttosto, non rimarcare alcuni effetti del modello italiano nelle sei regioni gi&agrave; digitali, soprattutto nel Lazio e in Campania, ma anche in Sardegna, con il drastico calo di ascolto delle principali emittenti locali.</p>
<p>A livello di risorse, «non vi &egrave; stato lo spostamento dalla tv tradizionale a Internet rispetto ad altri paesi». Non si spiega perch&egrave; questo avvenga in Italia. Rai e Mediaset, entrambe strettamente collegate al sistema politico, «conservano quote di ascolti ancora assai rilevanti sulle quali l'avvento della pay tv sta incidendo lentamente». Il problema &egrave; la concentrazione delle risorse (economiche, di diritti di trasmissione, di reti distributive integrate verticalmente). Senza un'analisi di questo fenomeno, a che serve la giusta reprimenda alle tv locali sui monoscopi o sui programmi ripetuti, che ci sorbiamo noi cittadini delle "felici" regioni digitali?</p>
<p>L'approvazione del Piano delle frequenza andava fatta. Fa bene Calabr&ograve; a rivendicarlo, segnalando che esso consente, tra l'altro, di liberare nove canali tv da destinare alla banda larga, come richiede l'Europa, altrimenti «la rete mobile rischia il collasso». Giusto e importante che questo sia riaffermato nella relazione, anche se le tv locali, che si vedono assegnare i canali dal 61 al 69 dal Piano Agcom preparino ricorsi e controricorsi sull'intera impalcatura del Piano stesso, con incognite sui tempi della sua attuazione. Possibile non ipotizzare misure asimmetriche a favore degli operatori pi&ugrave; deboli e dei nuovi entranti nel sistema tv?</p>
<p>I problemi di fondo nell'industria dei contenuti sono due: la concentrazione, che riduce la concorrenza a scapito degli editori minori, dei produttori indipendenti e dei proprietari degli eventi. E la carenza di pluralismo scaturita da questo assetto. «L'accesso senza discriminazioni ai mezzi d'informazione delle forze politiche e sociali va tutelato, specialmente in un sistema concentrato come quello italiano» afferma Calabr&ograve;. Ha ancora una volta ragione. Evita di aggiungere i dati rilevati per conto di Agcom sul pluralismo politico nei Tg e nei programmi extra-Tg. Che dimostrano un pluralismo ridotto ai minimi termini. Bene, infine, il richiamo di Calabr&ograve; a svincolare la governance della Rai da dai partiti: sperando che, come accade da un ventennio, non resti lettera morta. </p>
<p>di Marco Mele su <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-07-06/italia-fanalino-coda-banda-181605.shtml?uuid=AYncTZ5B" target="_blank">ILSOLE24ORE.COM</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1212]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1212</guid>
	<dc:date>2010-07-07T07:20:20+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La geopolitica dell'iPhone]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Cosa c'&egrave; dietro un telefonino iPhone o la neonata tavoletta elettronica iPad? Ovvero, come Apple e i suoi cugini stanno cambiando il mondo. Brian Fung su Foreign policy ha ricostruito il percorso produttivo di un iPhone. Un itinerario che si snoda nei cinque continenti e che a ogni passaggio delinea trasformazioni economiche e geopolitiche.</p>
<p>Materie prime. L'iPhone come tutti gli altri telefonini, i pc portatili, i lettori Mp3 e molti dispositivi elettronici funziona con una pila ricaricabile. Al cuore di questa batteria c'&egrave; un minerale: il coltan, composto complesso di columbite e tantalio. Il tantalio &egrave; utilizzato sotto forma di polvere metallica nell'industria dei semiconduttori per la costruzione di batterie ad alta capacit&agrave; e di dimensioni ridotte. Grazie a questa polvere nera che ha una elevata resistenza al calore ed &egrave; capace di mantenere una carica elettrica per un lungo periodo, le pile dei nostri telefonini durano cos&igrave; tanto. Per questo motivo dopo l'oro e il petrolio il coltan &egrave; diventato uno dei minerali pi&ugrave; ricercati e preziosi. </p>
<p>Blood coltan. Il coltan si trova in Brasile, Australia, Canada e soprattutto in Congo, nella martoriata regione dei Grandi laghi dove da decenni si combatte una guerra civile finanziata dal contrabbando di questo minerale. La Repubblica democratica del Congo occupa un territorio immenso, che si estende per oltre 2,3 milioni di chilometri quadrati e confina con una dozzina di altri stati africani, quasi tutti interessati, direttamente o indirettamente alle sue risorse. La mappa mineraria &egrave; interminabile: rame, cobalto, minerale di ferro, manganese, uranio, oro, diamanti, cassiterite (stagno), e - appunto - coltan. In et&agrave; coloniale re Leopoldo II del Belgio defin&igrave; il Congo «una magnifica torta africana». Una torta amara per i suoi abitanti. E il destino di questo paese continua a essere in bal&igrave;a di chi vuole appropriarsi delle sue immense ricchezze. Una parte significativa delle produzione mineraria continua a essere ricavata ancora oggi nelle miniere a cielo aperto. Nelle aree sotto controllo dei movimenti di guerriglia, la popolazione viene costretta dai padroni di turno o dai militari col fucile spianato, a cercare il coltan. A scavare buche, spaccare rocce, caricare, trasportare, con paghe da fame e sotto sorveglianza di guardie armate. I gruppi di ribelli che vengono dai paesi vicini, dall'Uganda, e dal Ruanda finanziano le operazioni vendendo tantalio di contrabbando a societ&agrave; americane, europee, cinesi attraverso intermediari locali nelle zone di frontiera, i cosiddetti comptoirs. Esportano di contrabbando il coltan e vendono il minerale ai produttori di telefonini. Questa guerra regionale di cui giungono solo talvolta gli echi in Occidente ha ucciso circa 7 milioni di persone, per la maggior parte civili, negli ultimi 12 anni, stando alle rilevazioni contenute in un rapporto Onu. Da parte sua la Apple sostiene che per costruire i suoi telefonini richiede ai suoi fornitori di certificare che i materiali che usano sono stati prodotti in modo «socialmente e ambientalmente responsabile». Apple per&ograve; aggiunge che la catena produttiva &egrave; molto lunga e complicata e che sostiene gli sforzi di controllare e regolare questa catena produttiva. Ma tutto pu&ograve; accadere da un passaggio all'altro. <br />Lavoro global. Ogni prodotto della Apple, comprato magari sul negozio online, &egrave; probabile che arrivi dall'Asia. Il viaggio del vostro iPhone comincia in una fabbrica cinese posseduta dal gigante dell'elettronica taiwanese Foxconn che d&agrave; lavoro a 800mila persone. Foxconn ha tra i suoi clienti Apple, assembla l'iPhone, l'iPad, i computer Macintosh. Cos&igrave; come assembla i computer Dell e Hp, la Nintendo Wii e alcuni telefoni Nokia. Questa societ&agrave; era sconosciuta al grande pubblico prima della serie di suicidi, 10 suicidi di operai, avvenuti a catena nello stabilimento di Shenzhen, in Cina. Le cronache raccontano di ritmi di lavoro massacranti, straordinari prolungati. Qualche tempo fa &egrave; sparito dallo stabilimento un prototipo del nuovo iPhone. i responsabili dello stabilimento, come ha raccontato Farhad Manjoo su Slate, hanno accusato di furto un operaio che lavarova nel magazzino. Sun Danyong, 25 anni, ha negato tutto e ha raccontato di essere stato picchiato dalla sicurezza. Ha inviato un sms alla sua ragazza: «Cara, mi dispiace, ritorno a casa domani. Ho qualche problema. Non parlarne con la mia famiglia. Mi dispiace». Il giorno dopo si &egrave; gettato dal dodicesimo piano di un edificio dello stabilimento.</p>
<p>Dopo le morti degli operai, Foxconn ha aumentato i salari del 30%, ma la societ&agrave; che assembla gli iPhone &egrave; solo un piccolo caso, seppur significativo, del pi&ugrave; ampio fenomeno che interessa il lavoro in Cina: &egrave; l'altra faccia della globalizzazione quella che ha permesso il successo economico degli stabilimenti delocalizzati, un successo basato sul dumping sociale e lo sfruttamento. I lavoratori migranti in Cina sono 149 milioni. I suicidi alla Foxconn cos&igrave; come gli scioperi avvenuti negli stabilimenti cinesi di Toyota e Honda hanno fatto accrescere l'attenzione mondiale sulle condizioni di lavoro praticate in Cina. Molti osservatori internazionali sono stati sorpresi dall'intervento del premier Wen Jiabao il 14 giugno, che ha invitato il governo a migliorare le condizioni di lavoro e il trattamento per i lavoratori migranti. Wen ha parlato di «compassione e rispetto». Sono aumentati tutti i salari. E' avvenuta una sorta di rivoluzione silenziosa. In Cina sta emergendo una classe media che guider&agrave; il paese a un nuovo stadio di sviluppo. Intanto la Apple ha fatto sapere di aver venduto due milioni di iPad in due mesi. Steve Jobs ha detto che stanno tutti lavorando duramente per costruire iPad e tenere il passo della domanda mondiale. Indovinate da dove arrivano questi iPad?</p>
<p>Inquinamento hi-tech. Secondo le stime di Apple ogni iPhone produce circa 55 chilogrammi di emissioni di carbonio durante tutta la sua vita. Con 8,75 milioni di apparecchi venduti ogni 3 mesi si traducono cos&igrave; in pi&ugrave; di 500mila tonnellate di CO2 immesse nell'atmosfera ogni trimestre. C'&egrave; un'attenzione crescente alle problematiche ambientali e al loro smaltimento da parte dei governi, delle organizzazioni ecologiste e delle societ&agrave; produttrici. Un gruppo di aziende di tlc e informatica ha aderito all'Iniziativa di sostenibilit&agrave; globale (GeSI) che impegna a sviluppare prodotti e una filiera di elettronica verde. Finora hanno aderito 24 societ&agrave;, tra cui At&t, Nokia, Hewlett-Packard. A marzo &egrave; entrata a far parte del gruppo di societ&agrave; di green tech anche la canadese Rim, Research in Motion, produttrice del BlackBerry e rivale di Apple. La casa della mela non ha ancora aderito al GeSi, ma fa parte di un'altra organizzazione, con meno vincoli, l'Electronic Industry Citizenship Coalition, che ha una serie di princ&igrave;pi sulle condizioni di lavoro e la salute dei lavoratori. In realt&agrave;, a parte queste apparenti credenziali verdi, poche societ&agrave; sono davvero impegnate con politiche mirate a ridurre l'impatto ambientale dei loro prodotti e dei loro processi produttivi. Solo Nokia e Sony Ericsson hanno ottenuto il bollino verde dal Green electronics survey 2010 di Greenpeace. Un rapporto che valuta i programmi di riciclo e l'uso di materie tossiche nei prodotti elettronici. Tutte le altre societ&agrave;, Apple compresa, ma anche Lg, Motorola e Samsung, sono a met&agrave; classifica. Hanno cominciato ad adottare politiche di responsabilit&agrave; o hanno eliminato l'uso di materie prime tossiche dai loro prodotti tuttavia sono solo a met&agrave; strada. Apple, in particolare, nonostante le dichiarazioni pubbliche di Steve Jobs sugli obiettivi ambientali del 2007 ha fatto solo dei piccoli passi in avanti nelle sue politiche ambientali, secondo Greenpeace.</p>
<p>Educazione senza confini. I costi per la formazione universitaria aumentano in tutto il mondo. Apple sta lavorando per sviluppare delle lezioni digitali per gli studenti. Anche qui il suffisso «i» per un'applicazione pensata ad hoc: in questo caso si parla di iTunes U, un servizio online lanciato dalla casa della mela nel 2007 che integra il software ubiquo per la musica e i video iTunes per diffondere veri e propri cicli di lezioni universitarie in audio e video che possono essere visti e ascoltati dal Mac, dall'iPhone, dall'Ipod e anche dal neonato iPad. ITunes U si propone come un servizio per sviluppare l'insegnamento a distanza senza confini. Cosa molto utile soprattutto in regioni del mondo dove l'accesso a sistemi formativi di qualit&agrave; &egrave; limitato. Gi&agrave; da ora gli studenti, cos&igrave; come fanno con i brani musicali, possono scaricarsi le lezioni preferite sul proprio pc o telefonino, gratis, da ogni parte del mondo. Il Mit di Boston ha reso disponibili 2000 corsi universitari dal 2007. A esso si sono aggiunte le universit&agrave; di Stanford, Harvard, Cambridge, Oxford. Si stima che nel solo anno accademico 2008-2009 solo per l'ateneo di Oxford siano stati scaricati dagli utenti pi&ugrave; di un milione di lezioni. </p>
<p>Difesa, la guerra con l'iPhone. I ragazzi americani che sono in missione in Iraq e Afghanistan a fare la guerra al terrorismo come tutti gli americani sono utenti abituali e affezionati dei prodotti Apple. Tanto che societ&agrave; di armamenti come Raytheon e Knight's hanno sviluppato delle applicazioni militari per i loro iPhone. Apple e Google hanno fatto lo stesso. Il Pentagono compra le applicazioni migliori e, a sua volta, attraverso il Darpa, il dipartimento di R&D sviluppa sue proprie applicazioni. Le applicazioni militari per gli smartphone, con l'aiuto di Internet, cercano di aiutare i soldati nelle operazioni sul campo. Ci sono programmi che permettono di stimare,considerando tutte le variabili come il vento, la temperatura, la distanza e l'umidit&agrave;, come fare a tirare un colpo perfetto (BulletFight). Altri come Vcommunicator che producono parole e traduzioni scritte dall'americano all'arabo, al curdo e a due lingue afgane. Altri ancora come One Force Tracker, permettono di avere una mappa in tempo reale, ricca dei pi&ugrave; piccoli particolari, con la posizione esatta dei soldati. Tutto attraverso un piccolo, nero e lucido iPhone.</p>
<p>di Riccardo Barlaam su <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-07-03/geopolitica-iphone-come-apple-134635.shtml?uuid=AY6lmm4B" target="_blank">ILSOLE24ORE.COM</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1211]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1211</guid>
	<dc:date>2010-07-06T07:10:44+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
	</channel></rss>