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  mymarketing.it: l'isola nell'oceano del marketing... di Admin
 
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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico : Internet (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Max Da Via' (del 09/10/2017 @ 07:47:25, in Internet, linkato 958 volte)

Ancora numeri record per internet: il 75,2% degli italiani sul web, grazie a smartphone e social network. La crescita degli utenti di internet in Italia ha rallentato il ritmo, ma prosegue, seconda l’ultima rilevazione Censis. Nel 2017 ha raggiunto una penetrazione pari al 75,2% della popolazione, l’1,5% in più rispetto al 2016 (e il 29,9% in più rispetto al 2007). Il telefono cellulare è usato dall’86,9% degli italiani e lo smartphone, in particolare, dal 69,6% (la quota era solo del 15% nel 2009). Gli utenti di WhatsApp (il 65,7% degli italiani) coincidono praticamente con le persone che usano lo smartphone, mentre circa la metà degli italiani usa i due social network più popolari: Facebook (56,2%) e YouTube (49,6%). Notevole il passo in avanti di Instagram, che in due anni ha raddoppiato la sua utenza (nel 2015 era al 9,8% e oggi è al 21%), mentre Twitter resta attestato al 13,6%.

La spesa per smartphone

22,8 miliardi la spesa per smartphone, servizi di telefonia e traffico dati. Mentre tra il 2007 (l’anno prima dell’inizio della crisi) e il 2016 il valore dei consumi complessivi degli italiani ha subito una significativa flessione (-3,9% in termini reali), la spesa delle famiglie per gli smartphone ha segnato anno dopo anno un vero e proprio boom (+190% nel periodo 2007-2016, per un valore di poco meno di 6 miliardi di euro nell’ultimo anno). Anche gli acquisti di computer hanno registrato un rialzo rilevantissimo (+45,8% nel periodo). I servizi di telefonia si sono invece assestati verso il basso per effetto di un riequilibrio tariffario (-14,3%, per un valore però di oltre 16,8 miliardi di euro nell’ultimo anno). E la spesa per libri e giornali ha subito un crollo verticale (-37,4%). Complessivamente, nel 2016 la spesa per smartphone, servizi di telefonia e traffico dati ha superato i 22,8 miliardi di euro.

Tv… sempre più web

Raddoppia l’utenza della mobile tv. La tv tradizionale (digitale terrestre) cede qualche telespettatore, confermando però un seguito elevatissimo (il 92,2% di utenza complessiva, con una riduzione del 3,3% rispetto al 2016). La tv satellitare raggiunge quasi la metà degli italiani (il 43,5% nel 2017). Cresce la tv via internet: web tv e smart tv raggiungono il 26,8% di utenza (+2,4% in un anno). Ed è decollata la mobile tv, che ha raddoppiato in un anno i suoi utilizzatori, passati dall’11,2% al 22,1%. La radio tradizionale perde 4 punti percentuali di utenza, scendendo al 59,1% di italiani radioascoltatori. La flessione è compensata però dall’ascolto delle trasmissioni radio via internet attraverso il pc (utenza al 18,6%, +4,1% in un anno). L’autoradio rimane lo strumento preferito dagli italiani per ascoltare le trasmissioni che vanno in onda in diretta (utenza al 70,2%). Complessivamente, la radio si conferma ancora ai vertici delle preferenze degli italiani, con una utenza complessiva dell’82,6% considerando tutti i vettori dei programmi radiofonici.

Il boom di Spotify e Netflix

Dal multimediale alle piattaforme multicanale. La grande novità dell’ultimo anno è rappresentata dalle piattaforme online che diffondono servizi digitali video e audio, come ad esempio Netflix o Spotify. Oggi l’11,1% degli italiani guarda programmi dalle piattaforme video e il 10,4% ascolta musica da quelle audio. Il dato è più elevato tra le persone più istruite, diplomate e laureate (rispettivamente, il 14,1% e il 13,3%). E praticamente raddoppia tra i più giovani: il 20,6% degli under 30 si connette ai servizi video e il 22,6% a quelli audio. È lo stesso concetto di internet che comincia a modificarsi: la rete diventa il veicolo di diffusione di contenuti che, pur viaggiando da un centro alla periferia, posso essere fruiti dagli utenti come e quando vogliono, influenzando l’immaginario collettivo degli italiani.

Flettono quotidiani e libri

Quotidiani e libri ancora in flessione. I quotidiani continuano a soffrire per la mancata integrazione nel mondo della comunicazione digitale. Oggi solo il 35,8% degli italiani legge i giornali. Negli ultimi dieci anni, mentre i quotidiani a stampa perdevano il 25,6% di utenza, i quotidiani online ne acquistavano solo il 4,1% (oggi l’utenza complessiva è al 25,2%). Nel campo dei periodici, però, nell’ultimo anno si è registrata una ripresa sia dei settimanali (il 31% di utenza, +1,8%), sia dei mensili (il 26,8% di utenza, +2,1%). Ma solo il 42,9% degli italiani legge i libri a stampa e il 9,6% gli e-book. Complessivamente, i lettori di libri si attestano al 45,7% della popolazione, confermando la ancora scarsa capacità dei libri elettronici di attirare nuovi lettori.

Giovani & Adulti

Forever young: il processo di “giovanilizzazione” degli adulti. I comportamenti mediatici dei giovani e degli adulti sono sempre più omogenei. Nel 2017 viene praticamente colmato il gap nell’accesso a internet, con una utenza dell’87,8% tra i 30-44enni contro il 90,5% dei 14-29enni. Lo stesso avviene per i social network (l’80,4% e l’86,9% di utenza rispettivamente), gli smartphone (l’84,7% e l’89,3%), la tv via internet (il 39,5% e il 40,9%) e gli e-book (il 15,4% e il 15,2%). Tra i media tradizionali si registra l’allontanamento degli adulti dai quotidiani a stampa, letti nel 2017 dal 27,5% rispetto al 46,6% del 2012. Anche in questo caso gli adulti si avvicinano ai giovani, tra i quali nel 2017 i lettori di quotidiani scendono al 23,6% rispetto al 33,6% del 2012. I modelli della comunicazione digitale si estendono, coinvolgendo pienamente anche le fasce adulte della popolazione. La rapidità d’accesso, la flessibilità nell’impiego dei mezzi, la connessione alle reti globali, l’abbattimento delle barriere di spazio e tempo, la personalizzazione dei palinsesti, la disintermediazione digitale, non sono fattori avvertiti come essenziali solo dagli adolescenti: ormai sono entrati nella vita quotidiana della maggior parte degli italiani.

Via DailyOnline
 

Nella classifica di giugno dell’informazione online, stilata da Prima sulla base dei dati di Audiweb Database, Repubblica,it è sempre saldamente in testa, come è ormai tradizione. Nelle posizioni successive ci sono stati però diversi sommovimenti, a cominciare dal secondo posto, conquistato da TgCom24. Il giornale online di Mediaset prosegue infatti la sua corsa (nell’ultimo anno è cresciuto del 31%) e supera di slancio il sito del Corriere della Sera, calato del 5,5% rispetto a maggio.

Perde terreno (-17%) anche l’altro quotidiano di Rcs, la Gazzetta dello Sport, che mantiene comunque il quarto posto. Al quinto si piazza Citynews, con i suoi 42 giornali locali online (più uno nazionale, Today.it), conquistando due posizioni rispetto al mese scorso. Anche LaStampa.it guadagna due posizioni, salendo al sesto posto, a spese di Donna Moderna. Nell’ultimo anno il sito del settimanale femminile di Mondadori è cresciuto del 57%, ma in giugno la sua corsa si è arrestata, con una perdita del 9% del traffico rispetto a maggio. Ancora più accentuata (-24%) la flessione del settimo classificato, il Messaggero, che dal quinto scende all’ottavo posto.

Nono si conferma Tiscali, con 538mila utenti unici nel giorno medio. In decima posizione si piazza TuttoMercatoWeb.com, superando l’Ansa. Quando il calciomercato stava entrando nel suo periodo clou, il sito fondato e diretto da Michele Criscitiello è cresciuto del 23%, in controtendenza rispetto agli altri siti sportivi: Gazzetta.it, come abbiamo già detto, ha perso il 17%; la stessa flessione ha registrato il Corriere dello Sport, mentre l’altro quotidiano del gruppo Amodei, Tuttosport, è calato del 12% rispetto a maggio.

Notevole l’exploit del Sole 24 Ore, che in giugno ha registrato un +16,2% rispetto a maggio e che in meno di un anno (dal settembre 2016) è salito dal 17° al 12° posto. Un’escalation che il quotidiano spiega con la nuova linea editoriale voluta dal direttore Guido Gentili di aumento della quantità e miglioramento della qualità dei contenuti specialistici, grazie al rafforzamento dell’integrazione tra carta e web. In particolare hanno influito in maniera positiva sugli accessi l’appuntamento con la dichiarazione dei redditi, gli effetti sui mercati dei recenti fatti di cronaca e le notizie dall’America di Trump.

Per interpretare i cali di diversi giornali online rispetto a un anno fa c’è da considerare che, come abbiamo più volte ripetuto, le rilevazioni di Audiweb per ora non tengono conto del traffico in app sui social network, che rapprersenta una quota importante dell’audience dei siti di informazione. Non ci sono stati invece fatti particolarmente rivelanti nel giugno dello scorso anno che potessero catalizzare l’interesse dei lettori online, salvo il referendum sulla Brexit del 23 giugno 2016, che ha suscitato un ampio dibattito anche da noi. Nel confronto con il mese precedente bisogno tener conto che in maggio c’è stata la conclusione del campionato di calcio italiano, con la vittoria della Juventus, fatto che indubbiamente ha inciso in particolare sul traffico dei siti sportivi. Da considerare anche gli accordi commerciali tra i vari siti (le cosiddette TAL, traffic assigment letters), che incidono direttamente sull’audience rilevata. A questo proprosito, la principale novità di giugno riguarda Repubblica, che ha eliminato il channel ‘Tom’s HW – Computer & Consumer Electronics News’, che era l’unica TAL attiva del quotidiano online.

Sulla base dei dati di Audiweb Database si può stilare anche un’altra classifica: quella degli editori di siti d’informazione. Nettamente in testa a questa particolare classifica è Gedi Gruppo Editoriale (la nuova denominazione del Gruppo Editoriale L’Espresso), con 2 milioni 79mila utenti unici complessivi nel giorno medio (nel giugno 2016 erano 2 milioni 175mila), cifra a cui vanno aggiunti i 598mila di LaStampa.it, visto che proprio in giugno si è compiuta l’integrazione di Italiana Editrice (che pubblica La Stampa) nel gruppo presieduto da Marco De Benedetti.

Al secondo posto sale il gruppo Mondadori, con 1 milione 998mila utenti unici, contro i 558mila di un anno prima; un exploit dovuto all’acquisizione di Banzai Media, che ha portato in dote siti frequentatissimi come PianetaDonna, Giallo Zafferano, Smartworld, Studenti.it e altri (in totale circa 2 milioni di utenti unici nel giugno 2016).

Terzo è Rsc Mediagroup (1 milione 722mila utenti unici); quarto Mediaset (1 milione 531mila); quinto Caltagirone Editore (913mila) con i siti dei suoi sette quotidiani (Messaggero, Corriere Adriatico, Gazzettino, Mattino, Leggo e Nuovo Quotidiano di Puglia). Triboo con i suoi 21 siti (tra cui i più frequentati sono DireDonna e Html.it) totalizza 764mila utenti unici; Citynews 633mila, la Rai 542mila, Tiscali 543mila, TC&C (l’editore di TuttoMercatoWeb) 510mila, Sky Italia 473mila.

Via Prima Comunicazione
 
Di Max Da Via' (del 15/06/2017 @ 07:31:26, in Internet, linkato 1059 volte)

La total digital audience rilevata da Audiweb ad aprile ha raggiunto 30,4 milioni di italiani dai 2 anni in su, collegati almeno una volta dai device rilevati (PC e mobile – smartphone e tablet), complessivamente, per circa 2 giorni e 8 ore (56 ore e 24 minuti). Nel giorno medio sono stati 23,7 milioni gli italiani che hanno navigato dai device rilevati (PC e mobile – smartphone e tablet -, al netto delle sovrapposizioni tra i device), collegandosi in media per 2 ore e 25 minuti. Più in dettaglio, nel giorno medio sono stati 10,2 milioni gli italiani (+2 anni) che hanno navigato da un computer desktop e 21,2 milioni (18-74 anni) da mobile (smartphone e/o tablet), con 13,5 milioni di 18-74enni che hanno navigato esclusivamente da mobile.

Il profilo degli utenti

Dai dati sul profilo degli utenti online nel giorno medio risulta quanto sia molto diffuso l’uso abituale di internet tra i più giovani, in particolare tramite mobile. Infatti, sono online quotidianamente il 69% dei 18-24enni e il 67% dei 25-34enni, mentre la fruizione abituale di internet si attesta a poco più della metà dei 35-54enni (il 59,5%) e al 31,7% degli over 55 che abbattono la media complessiva nazionale.

La composizione dell’audience

La composizione dell’audience si riflette anche sui dati di consumo. Sono ancora i giovani di 18-24 anni a dedicare più tempo alla fruizione a internet, raggiungendo le 2 ore e 48 minuti, seguiti dai 25-34enni – online in media per 2 ore e 35 minuti – e dai 35-54enni – online per 2 ore e 27 minuti. Per quanto riguarda la distribuzione del tempo trascorso online, nel mese di aprile risulta che circa l’80% del tempo totale online è stato generato dalla navigazione da mobile (smartphone e tablet).

Mobile

Per i 18-24enni la fruizione di internet è principalmente da mobile, considerando che il 91,5% del tempo totale trascorso online da questo segmento è basato sul consumo in mobilità. Ma la navigazione da mobile è preferita in modo trasversale da tutti i profili, in particolare dalle donne maggiorenni, che ad aprile hanno dedicato l’84,8% del proprio tempo online alla fruizione da mobile, al pari dei 25-34enni, che vi hanno dedicato l’84,6% del tempo totale online.

Search sempre al vertice delle categorie Audiweb

Gli italiani online ad aprile, dopo “Search” (93,7% degli utenti nel mese), “General Interest Portals & Communities” (90,9% degli utenti), “Member Communities” e “Internet Tools / Web Services” (circa l’87% degli utenti), hanno preferito i contenuti video, nell’83,4% dei casi (categoria Video/Movies, con 25,4 milioni di utenti nel mese), i servizi di messaggistica da mobile, nel 77,5% dei casi (“Cellular Paging”, con 23,6 milioni di utenti nel mese), l’e-commerce, nel 72,8% dei casi (Mass Merchandiser), con 22,2 milioni di utenti.


Via DailyOnline
 

Audiweb rende disponibili i dati di aprile 2017 della survey sull’audience dei contenuti editoriali fruiti all’interno dell’applicazione mobile di Facebook mediante browsing e/o Instant Articles.  I dati, spiega la società nella nota, sono riferiti ai brand/siti iscritti dagli editori che hanno aderito al servizi.

Nel mese di aprile hanno partecipato alla survey i seguenti editori associati ad Audiweb: 21st Century Fox, Athesis Editrice, Caltagirone Editore, Ciaopeople, Conde Nast Digital, Editoriale il Fatto, Gruppo De Agostini, Gruppo Espresso, Il Post, Il Sole 24 ore, Italiana editrice, Libero Quotidiano, Mediaset, Meteosolutions, Mondadori, RCS MediaGroup e Sky Italia.

La metodologia standard di Audiweb già rileva i dati dell’applicazione mobile di Facebook, ma la fruizione dei contenuti editoriali visti mediante browsing in-app e/o Instant Articles non è attribuita all’editore che ne è titolare. La nuova survey consente di attribuire correttamente i dati di consumo dei contenuti editoriali fruiti all’interno dell’applicazione mobile di Facebook, in queste due particolari modalità di fruizione.

- Leggi o scarica la nota stampa di Audiweb (.pdf)
- Leggi o scarica la tabella con i dati (.xls)

Via Prima Comunicazione
 

Invariate rispetto al mese precedente, le prime tre posizioni della classifica dell’informazione online stilata da Prima Comunicazione sulla base dei dati Audiweb Database di marzo. Prima è sempre Repubblica.it, seguita dal sito del Corriere della Sera e da Tgcom24. Il quotidiano online di Mediaset, diretto da Paolo Liguori, è molto visitato soprattutto su smartphone e tablet (580mila lettori al giorno sulla versione responsive del sito e sulle app) e si conferma per il terzo mese consecutivo il sito di news più letto su dispositivi mobili.

La Gazzetta dello Sport guadagna una posizione rispetto alla rilevazione di febbraio, e conquista il quarto posto, superando il Messaggero. Il quotidiano di Caltagirone Editore deve quasi la metà della sua audience online a siti terzi con cui ha stretto accordi commerciali; la sua audience organica, depurata da questi apporti, è infatti di 372mila utenti unici, contro i 665mila dell’audience complessiva.

Al sesto posto Donna Moderna che fa segnare un aumento monstre del 64% rispetto al marzo 2016, quando il gruppo Mondadori non aveva ancora acquisto Banzai e il suo frequentatissimo sito femminile Pianeta Donna. Quest’ultimo è calato di una percentuale identica (-64%); in pratica ha trasferito gran parte della sua audience al sito del settimanale diretto da Annalisa Monfreda.

Le posizioni seguenti, fino alla decima, restano invariate rispetto a febbraio: settimo è LaStampa.it, ottavo Tiscali, nono Citynews (il network di 42 giornali locali online di Luca Lani), decimo il sito dell’agenzia Ansa. Il Sole 24 Ore, undicesimo, guadagna due posizioni, a spese del Fatto Quotidiano e del sito calcistico TuttoMercatoWeb.com, che scendono rispettivamente al dodicesimo e tredicesimo posto.

Rispetto al marzo 2016 solo dieci siti su 60 vedono aumentare i propri utenti unici nel giorno medio e in genere solo di pochi punti percentuali. Fa eccezione Grazia.it che cresce addirittura del 121%, merito anche in questo caso delle nuove strategie digitali messe in atto dalla Mondadori dopo l’acquisizione di Banzai. Nel primo trimestre 2017 il gruppo di Segrate si conferma il primo editore digitale italiano, con una unique audience di 16,6 milioni al mese, rispetto agli 8,9 milioni del febbraio 2016.

Ben 48 siti su 60 vedono calare la propria audience rispetto a un anno fa. C’è da considerare a questo proposito che alcuni eventi, in particolare gli attacchi terroristici di Bruxelles, avevano fatto schizzare all’insù le visite ai siti di informazione nel marzo 2016, eventi che quest’anno (per fortuna) non si sono verificati.

Ma a spiegare tutti questi segni meno nella classifica concorrono anche altre considerazioni. In particolare – come abbiamo ripetuto più volte – il fatto che le rilevazioni di Audiweb non tengono conto del traffico sulle app mobili, che costituisce una quota crescente dell’audience dei siti di informazione.

Secondo la survey sull’audience dei contenuti editoriali fruiti all’interno dell’app mobile di Facebook, diffusa qualche giorno fa da da Audiweb, Fanpage ha 6,9 milioni di utenti unici ‘in-app’, la Repubblica 5,7 milioni, il Corriere della Sera e l’Huffington Post 3,9 milioni, i quotidiani locali del Gruppo Espresso 3,6 milioni, Il Fatto Quotidiano 3,5 milioni, LaStampa.it 3,1 milioni. Dati questi che non si possono sommare con quelli di Audiweb Database, in quanto la metodologia di rilevazione è totalmente differente.

A proposito dei metodi di rilevazione, prosegue la polemica di Class Editori contro le rilevazioni campionarie di Audiweb, accusate di sottovalutare i siti del gruppo – MilanoFinanza.it e ItaliaOggi.it – rispetto ai dati forniti da Google Analytics, il sistema di misurazione integrato con AdWords (il programma pubblicitario di Google).

Via Prima Comunicazione
 

La società di ricerca eMarketer ha rivisto al rialzo le stime sull’utenza internet globale per il periodo 2016-2021, principalmente per gli incrementi previsti in Cina e altri Paesi dell’area Asia-Pacifico nonché in tutta Europa. A riferirlo è l’ultimo rapporto “Worldwide Internet and Mobile Users: eMarketer’s Estimates for 2016-2021”, in base a cui oltre il 47% della popolazione mondiale utilizzerà internet almeno una volta quest’anno, un dato il 6,1% più elevato rispetto al 2016 e pari a 3,47 miliardi di persone.  La soglia del 50% verrà superata solo nel 2019, quando saranno 3,82 miliardi le persone connesse alla rete su scala internazionale. Una parabola ascendente che per gli operatori del settore significa una sola cosa: opportunità.

Le aree a maggiore crescita

Senza particolari sorprese, eMarketer spiega che la spinta più importante arriverà dalle zone rurali e a più basso reddito di alcune nazioni situate in Asia-Pacifico, Europa Centrale, Europa dell’Est, America Latina, Medioriente e Africa. In questi territori, diverse persone si collegheranno alle reti internet per la prima volta attraverso dispositivi mobili. A tal proposito, quest’anno circa l’80% dei navigatori web userà un telefono mobile per accedere online (+9,3%) grazie al traino dato da un’espansione della copertura del wi-fi e una maggiore disponibilità di tecnologie 3G/4G.

Il ruolo degli smartphone

Specialmente a causa di un abbassamento sia dei prezzi dei dispositivi sia dei piani dati, lo smartphone sta diventando una componente  fondamentale per connettersi. Stando alle stime eMarketer, infatti, il numero di utenti smartphone crescerà a doppia cifra in tutte le zone esaminate, eccetto che nel Nord America. Al contempo, una riduzione del costo dei piani dati in America Latina dovrebbe fornire a questa macro-regione una grande spinta. Per la prima volta quest’anno, il 60% della popolazione locale userà uno smartphone per accedere regolarmente a internet.

Messaggistica e social al top

Una forte domanda per servizi di messaggistica e piattaforme di social media come WhatsApp, WeChat e Messenger sta guidando lo sviluppo dell’internet mobile: questi strumenti sono oggi la via più comune per comunicare con amici e parenti. E in alcuni Paesi hanno scavalcato anche le chiamate vocali e gli SMS. Quest’anno il 98% dei nordamericani e il 97% di chi vive in Europa occidentale userà uno smartphone per connettersi e la crescita, ovviamente più ristretta rispetto ai Paesi in via di sviluppo, sarà da attribuire alle fasce più anziane della popolazione. Che per la prima volta andranno sul web tramite il proprio smartphone.

Via DailyOnline
 
Di Max Da Via' (del 26/04/2017 @ 07:01:56, in Internet, linkato 866 volte)
Audiweb rende disponibile il nastro di pianificazione, Audiweb Database*, con i dati della fruizione di internet (total digital audience) del mese di febbraio 2017.

La total digital audience a febbraio ha raggiunto 30,7 milioni di utenti unici, il 56% della popolazione dai 2 anni in su. Gli italiani online hanno navigato complessivamente per 53 ore e 20 minuti, collegati tramite i device rilevati (PC e mobile - smartphone e tablet - al netto delle sovrapposizioni).

Erano online nel giorno medio 24,1 milioni di utenti, online per 2 ore e 26 minuti per persona.
Più in dettaglio, nel giorno medio a febbraio hanno navigato da un computer 10,9 milioni di italiani (circa il 20% della popolazione 2+ anni) e/o da mobile 21,4 milioni (il 48,5% della popolazione di 18-74 anni).

Dai dati demografici risulta che nel giorno medio a febbraio erano online il 43,2% degli uomini (11,8 milioni dai due anni in su) e il 44,5% delle donne (12,3 milioni). La fruizione quotidiana di internet si conferma quale abitudine diffusa soprattutto tra i giovani - con il 70,4% dei 18-24enni (2,9 milioni) e il 65,9% dei 25-34enni (4,6 milioni) online nel giorno medio – e gli under 54 (il 61% dei 35-54enni).
Inoltre, con il 47,4% della popolazione collegata a internet nel giorno medio (6,3 milioni), il Nord Ovest è ancora geografica più online nel giorno medio, rispetto al 43,7% del Nord Est (3,7 milioni), il 42,7% del Centro (3,9 milioni) e il 40,2% dell’aera Sud e Isole (8,4 milioni).

In base ai dati di consumo nel giorno medio emerge ancora la preferenza delle donne e dei giovani per la fruizione da mobile. Infatti, nel giorno medio a febbraio hanno dedicato alla fruizione da mobile 2 ore e 28 minuti le donne e 2 ore e 35 minuti i 18-24enni, navigando per poco più di 1 ora da PC.

Dai dati sul traffico online nel mese, tra le categorie di siti più visitati dagli italiani, risultano confermati i motori di ricerca (sotto-categoria “Search”, con il 93,3% degli utenti online, 28,7 milioni), i portali generalisti (“General Interest Portals & Communities”, con l’89,6% degli utenti online, 27,5 milioni) e i social network (“Member Communities”, con l’87,1% degli utenti online, 26,8 milioni).

Tra le altre categorie di siti dedicati all’intrattenimento, all’informazione e alle diverse attività pratiche emergono: la categoria di siti dedicati alla fruizione dei video (“Videos / Movies”) con 25,7 milioni di utenti, i siti dedicati all’informazione (“Current event & global news) che hanno raccolto l’interesse di circa 20 milioni di utenti, i siti dedicati all’ecommerce (“Mass Merchandiser”) con 22,6 milioni di utenti unici, i siti e le applicazioni dedicati alla gestione delle email con 23,4 milioni di utenti e quelli dedicati ai servizi mobile e di messaggistica istantanea (“Cellular/Paging”) con 23,7 milioni di utenti unici.

Via MediaKey
 

A febbraio 2017 continua la crescita delle audience digitali in Italia, trainata dagli utenti che accedono a internet attraverso terminali mobili (28,2 milioni di visitatori unici) ormai allineati a quanti accedono tramite desktop (28,4 milioni). Sono ora il 24% del totale gli utenti che si collegano alla rete esclusivamente mediante un device mobile, in aumento del 15% nell’ultimo anno, mentre gli utenti che accedono solo da desktop nello stesso periodo sono diminuiti del 24%. 

Il ranking comScore Top 20 multi-piattaforma di febbraio 2017 evidenzia che le prime 10 properties vantano una reach complessiva superiore al 50% con Mondadori che rappresenta il primo editore digitale italiano e, insieme a Mediaset e Yahoo, consente alla concessionaria Mediamond di raggiungere oltre 30 milioni di visitatori unici per una penetrazione superiore all’80%. Il Gruppo Editoriale Espresso rappresenta invece la prima property italiana per numero di utenti su mobile (17,9 milioni), mentre i siti della RAI sono quelli ad aver registrato la maggiore crescita degli utenti mobile nell’ultimo semestre, avendone raddoppiato il numero dallo scorso settembre.


via DailyOnline
 
Di Max Da Via' (del 23/03/2017 @ 07:29:59, in Internet, linkato 1224 volte)

Dai 900mila login effettuati su Facebook ai più di 751 mila dollari spesi online, passando per i 156 milioni di mail inviate e i 3 milioni e mezzo di ricerche effettuate tramite Google.Ecco riassunto in un’infografica cosa succede in un solo minuto in Rete.

 

Via Prima Comunicazione



 
Di Max Da Via' (del 21/02/2017 @ 07:49:49, in Internet, linkato 1278 volte)

Qual è lo stato del rapporto tra italiani e mondo online a fine 2016? Prova a rispondere la fotografia scattata da comScore, dalla quale emerge uno scenario chiaroscuro.
"Il ritardo che continuiamo a scontare nei livelli di penetrazione di utilizzo della rete rispetto ai Paesi più evoluti da un lato rappresenta un problema importante per lo sviluppo della nostra economia digitale, dall’altro indica un potenziale di crescita ancora significativo", sottolinea Fabrizio Angelini Ceo di Sensemakers.

1 - La penetrazione di internet in Italia calcolata sui maggiorenni e su base mensile si arresta al 64%, evidenziando un differenziale ancora piuttosto rilevante rispetto a quella dei Paesi digitalmente più evoluti sia da desktop che da mobile (si vedano i 5 trend della trasformazione mobile in Italia). Secondo lo studio un italiano su tre sopra i 18 anni non accede infatti alla rete nel corso del mese.

comscore rete internet

2 - I giovani sono sempre più "mobile-only". Nonostante l’utilizzo del mobile sia largamente complementare a quello del desktop, infatti, una componente sempre più consistente di chi naviga in rete accede ormai esclusivamente con device mobili (gli utenti “mobile only” rappresentano oggi circa un terzo di chi accede da desktop) e tale fenomeno è proporzionalmente più pronunciato sulle fasce d’età più giovani.

utenti mobile italia

3 - Social e messaging dominano il tempo speso online nel nostro Paese, mentre in Usa e Regno Unito la categoria di contenuto con il più alto tasso di utilizzo è l’entertainment. Le app sono a loro volta dominanti: assorbono circa il 90% del tempo da dispositivi mobili e quindi il 57% del totale del tempo speso in rete. Tra queste ultime la concentrazione è alta, con circa il 60% del tempo totale che viene infatti trascorso sulle due app più utilizzate
(WhatsApp e Facebook) mentre in termini di penetrazione sugli utilizzatori di smartphone
tutte le prime 10 app appartengono a Google o Facebook. Questo, tra l'altro, rende la barriera all'ingresso piuttosto alta per le nuove app.

tempo speso online

4 - Il potenziale crescente dei video (e di un futuro di entertainment online).
A dicembre 2016 sono stati 28 milioni gli italiani che hanno visto un video online attraverso il desktop e 18 quelli che hanno dichiarato di farlo con uno smartphone. La crescita delle visualizzazioni da smartphone in Italia (+15% nel 2016) è seconda solo a quella registrata in Germania (+19%) e conferma il grande potenziale della fruizione di video online in mobilità. Oggi oltre la metà (55,5%) dei possessori di smartphone italiani dichiara di aver visto un video utilizzando il proprio device, e lo fa con sempre maggiore frequenza: crescono del 34% (da 3,3 a 4,4 milioni) gli utenti che guardano video quasi ogni giorno. In futuro, l’utilizzo della rete come piattaforma di entertainment potrà diventare sempre più rilevante nella dieta mediatica degli italiani. Le fasce di età più giovani utilizzano fino a metà del proprio tempo online tramite desktop per guardare video editoriali. Il record spetta alla fascia 15-24 (52%) seguito da quella 6-14 (46%), mentre per le fasce d’età più adulte il dato si assesta a poco più di un terzo del tempo totale (tra 34% e 36%).

video online

5 - Il fenomeno dell’ad-blocking in Italia è contenuto e stabile: solo il 13% degli utenti unici che navigano da desktop in Italia ha installato un software ad-block mentre la penetrazione su mobile è ancora marginale. Il livello medio di traffico “non umano” rimane contenuto (pari all’1,16% del totale delle impression erogate) ma si registra un aumento delle rilevazioni di traffico non umano su un numero crescente di editori: su 107 editori monitorati nell’ultimo trimestre del 2016, 14 (ovvero il 13% del totale) hanno riportato almeno una volta una percentuale di traffico “non umano” superiore al 5%.
I dati medi di viewability (ovvero l’effettiva visualizzazione del contenuto pubblicitario) e del target socio-demografico pianificato in Italia sono allineati a quelli dei paesi con le più alte performance: la viewability si attesta al 54% (pari a Usa e Spagna) l’in-target al 47% (dato eguagliato solo in Usa).

viewability

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