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  mymarketing.it: perchè interagire è meglio!... di Admin
 
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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico : Internet (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 

La società di ricerca eMarketer ha rivisto al rialzo le stime sull’utenza internet globale per il periodo 2016-2021, principalmente per gli incrementi previsti in Cina e altri Paesi dell’area Asia-Pacifico nonché in tutta Europa. A riferirlo è l’ultimo rapporto “Worldwide Internet and Mobile Users: eMarketer’s Estimates for 2016-2021”, in base a cui oltre il 47% della popolazione mondiale utilizzerà internet almeno una volta quest’anno, un dato il 6,1% più elevato rispetto al 2016 e pari a 3,47 miliardi di persone.  La soglia del 50% verrà superata solo nel 2019, quando saranno 3,82 miliardi le persone connesse alla rete su scala internazionale. Una parabola ascendente che per gli operatori del settore significa una sola cosa: opportunità.

Le aree a maggiore crescita

Senza particolari sorprese, eMarketer spiega che la spinta più importante arriverà dalle zone rurali e a più basso reddito di alcune nazioni situate in Asia-Pacifico, Europa Centrale, Europa dell’Est, America Latina, Medioriente e Africa. In questi territori, diverse persone si collegheranno alle reti internet per la prima volta attraverso dispositivi mobili. A tal proposito, quest’anno circa l’80% dei navigatori web userà un telefono mobile per accedere online (+9,3%) grazie al traino dato da un’espansione della copertura del wi-fi e una maggiore disponibilità di tecnologie 3G/4G.

Il ruolo degli smartphone

Specialmente a causa di un abbassamento sia dei prezzi dei dispositivi sia dei piani dati, lo smartphone sta diventando una componente  fondamentale per connettersi. Stando alle stime eMarketer, infatti, il numero di utenti smartphone crescerà a doppia cifra in tutte le zone esaminate, eccetto che nel Nord America. Al contempo, una riduzione del costo dei piani dati in America Latina dovrebbe fornire a questa macro-regione una grande spinta. Per la prima volta quest’anno, il 60% della popolazione locale userà uno smartphone per accedere regolarmente a internet.

Messaggistica e social al top

Una forte domanda per servizi di messaggistica e piattaforme di social media come WhatsApp, WeChat e Messenger sta guidando lo sviluppo dell’internet mobile: questi strumenti sono oggi la via più comune per comunicare con amici e parenti. E in alcuni Paesi hanno scavalcato anche le chiamate vocali e gli SMS. Quest’anno il 98% dei nordamericani e il 97% di chi vive in Europa occidentale userà uno smartphone per connettersi e la crescita, ovviamente più ristretta rispetto ai Paesi in via di sviluppo, sarà da attribuire alle fasce più anziane della popolazione. Che per la prima volta andranno sul web tramite il proprio smartphone.

Via DailyOnline
 
Di Max Da Via' (del 26/04/2017 @ 07:01:56, in Internet, linkato 925 volte)
Audiweb rende disponibile il nastro di pianificazione, Audiweb Database*, con i dati della fruizione di internet (total digital audience) del mese di febbraio 2017.

La total digital audience a febbraio ha raggiunto 30,7 milioni di utenti unici, il 56% della popolazione dai 2 anni in su. Gli italiani online hanno navigato complessivamente per 53 ore e 20 minuti, collegati tramite i device rilevati (PC e mobile - smartphone e tablet - al netto delle sovrapposizioni).

Erano online nel giorno medio 24,1 milioni di utenti, online per 2 ore e 26 minuti per persona.
Più in dettaglio, nel giorno medio a febbraio hanno navigato da un computer 10,9 milioni di italiani (circa il 20% della popolazione 2+ anni) e/o da mobile 21,4 milioni (il 48,5% della popolazione di 18-74 anni).

Dai dati demografici risulta che nel giorno medio a febbraio erano online il 43,2% degli uomini (11,8 milioni dai due anni in su) e il 44,5% delle donne (12,3 milioni). La fruizione quotidiana di internet si conferma quale abitudine diffusa soprattutto tra i giovani - con il 70,4% dei 18-24enni (2,9 milioni) e il 65,9% dei 25-34enni (4,6 milioni) online nel giorno medio – e gli under 54 (il 61% dei 35-54enni).
Inoltre, con il 47,4% della popolazione collegata a internet nel giorno medio (6,3 milioni), il Nord Ovest è ancora geografica più online nel giorno medio, rispetto al 43,7% del Nord Est (3,7 milioni), il 42,7% del Centro (3,9 milioni) e il 40,2% dell’aera Sud e Isole (8,4 milioni).

In base ai dati di consumo nel giorno medio emerge ancora la preferenza delle donne e dei giovani per la fruizione da mobile. Infatti, nel giorno medio a febbraio hanno dedicato alla fruizione da mobile 2 ore e 28 minuti le donne e 2 ore e 35 minuti i 18-24enni, navigando per poco più di 1 ora da PC.

Dai dati sul traffico online nel mese, tra le categorie di siti più visitati dagli italiani, risultano confermati i motori di ricerca (sotto-categoria “Search”, con il 93,3% degli utenti online, 28,7 milioni), i portali generalisti (“General Interest Portals & Communities”, con l’89,6% degli utenti online, 27,5 milioni) e i social network (“Member Communities”, con l’87,1% degli utenti online, 26,8 milioni).

Tra le altre categorie di siti dedicati all’intrattenimento, all’informazione e alle diverse attività pratiche emergono: la categoria di siti dedicati alla fruizione dei video (“Videos / Movies”) con 25,7 milioni di utenti, i siti dedicati all’informazione (“Current event & global news) che hanno raccolto l’interesse di circa 20 milioni di utenti, i siti dedicati all’ecommerce (“Mass Merchandiser”) con 22,6 milioni di utenti unici, i siti e le applicazioni dedicati alla gestione delle email con 23,4 milioni di utenti e quelli dedicati ai servizi mobile e di messaggistica istantanea (“Cellular/Paging”) con 23,7 milioni di utenti unici.

Via MediaKey
 

A febbraio 2017 continua la crescita delle audience digitali in Italia, trainata dagli utenti che accedono a internet attraverso terminali mobili (28,2 milioni di visitatori unici) ormai allineati a quanti accedono tramite desktop (28,4 milioni). Sono ora il 24% del totale gli utenti che si collegano alla rete esclusivamente mediante un device mobile, in aumento del 15% nell’ultimo anno, mentre gli utenti che accedono solo da desktop nello stesso periodo sono diminuiti del 24%. 

Il ranking comScore Top 20 multi-piattaforma di febbraio 2017 evidenzia che le prime 10 properties vantano una reach complessiva superiore al 50% con Mondadori che rappresenta il primo editore digitale italiano e, insieme a Mediaset e Yahoo, consente alla concessionaria Mediamond di raggiungere oltre 30 milioni di visitatori unici per una penetrazione superiore all’80%. Il Gruppo Editoriale Espresso rappresenta invece la prima property italiana per numero di utenti su mobile (17,9 milioni), mentre i siti della RAI sono quelli ad aver registrato la maggiore crescita degli utenti mobile nell’ultimo semestre, avendone raddoppiato il numero dallo scorso settembre.


via DailyOnline
 
Di Max Da Via' (del 23/03/2017 @ 07:29:59, in Internet, linkato 1321 volte)

Dai 900mila login effettuati su Facebook ai più di 751 mila dollari spesi online, passando per i 156 milioni di mail inviate e i 3 milioni e mezzo di ricerche effettuate tramite Google.Ecco riassunto in un’infografica cosa succede in un solo minuto in Rete.

 

Via Prima Comunicazione



 
Di Max Da Via' (del 21/02/2017 @ 07:49:49, in Internet, linkato 1344 volte)

Qual è lo stato del rapporto tra italiani e mondo online a fine 2016? Prova a rispondere la fotografia scattata da comScore, dalla quale emerge uno scenario chiaroscuro.
"Il ritardo che continuiamo a scontare nei livelli di penetrazione di utilizzo della rete rispetto ai Paesi più evoluti da un lato rappresenta un problema importante per lo sviluppo della nostra economia digitale, dall’altro indica un potenziale di crescita ancora significativo", sottolinea Fabrizio Angelini Ceo di Sensemakers.

1 - La penetrazione di internet in Italia calcolata sui maggiorenni e su base mensile si arresta al 64%, evidenziando un differenziale ancora piuttosto rilevante rispetto a quella dei Paesi digitalmente più evoluti sia da desktop che da mobile (si vedano i 5 trend della trasformazione mobile in Italia). Secondo lo studio un italiano su tre sopra i 18 anni non accede infatti alla rete nel corso del mese.

comscore rete internet

2 - I giovani sono sempre più "mobile-only". Nonostante l’utilizzo del mobile sia largamente complementare a quello del desktop, infatti, una componente sempre più consistente di chi naviga in rete accede ormai esclusivamente con device mobili (gli utenti “mobile only” rappresentano oggi circa un terzo di chi accede da desktop) e tale fenomeno è proporzionalmente più pronunciato sulle fasce d’età più giovani.

utenti mobile italia

3 - Social e messaging dominano il tempo speso online nel nostro Paese, mentre in Usa e Regno Unito la categoria di contenuto con il più alto tasso di utilizzo è l’entertainment. Le app sono a loro volta dominanti: assorbono circa il 90% del tempo da dispositivi mobili e quindi il 57% del totale del tempo speso in rete. Tra queste ultime la concentrazione è alta, con circa il 60% del tempo totale che viene infatti trascorso sulle due app più utilizzate
(WhatsApp e Facebook) mentre in termini di penetrazione sugli utilizzatori di smartphone
tutte le prime 10 app appartengono a Google o Facebook. Questo, tra l'altro, rende la barriera all'ingresso piuttosto alta per le nuove app.

tempo speso online

4 - Il potenziale crescente dei video (e di un futuro di entertainment online).
A dicembre 2016 sono stati 28 milioni gli italiani che hanno visto un video online attraverso il desktop e 18 quelli che hanno dichiarato di farlo con uno smartphone. La crescita delle visualizzazioni da smartphone in Italia (+15% nel 2016) è seconda solo a quella registrata in Germania (+19%) e conferma il grande potenziale della fruizione di video online in mobilità. Oggi oltre la metà (55,5%) dei possessori di smartphone italiani dichiara di aver visto un video utilizzando il proprio device, e lo fa con sempre maggiore frequenza: crescono del 34% (da 3,3 a 4,4 milioni) gli utenti che guardano video quasi ogni giorno. In futuro, l’utilizzo della rete come piattaforma di entertainment potrà diventare sempre più rilevante nella dieta mediatica degli italiani. Le fasce di età più giovani utilizzano fino a metà del proprio tempo online tramite desktop per guardare video editoriali. Il record spetta alla fascia 15-24 (52%) seguito da quella 6-14 (46%), mentre per le fasce d’età più adulte il dato si assesta a poco più di un terzo del tempo totale (tra 34% e 36%).

video online

5 - Il fenomeno dell’ad-blocking in Italia è contenuto e stabile: solo il 13% degli utenti unici che navigano da desktop in Italia ha installato un software ad-block mentre la penetrazione su mobile è ancora marginale. Il livello medio di traffico “non umano” rimane contenuto (pari all’1,16% del totale delle impression erogate) ma si registra un aumento delle rilevazioni di traffico non umano su un numero crescente di editori: su 107 editori monitorati nell’ultimo trimestre del 2016, 14 (ovvero il 13% del totale) hanno riportato almeno una volta una percentuale di traffico “non umano” superiore al 5%.
I dati medi di viewability (ovvero l’effettiva visualizzazione del contenuto pubblicitario) e del target socio-demografico pianificato in Italia sono allineati a quelli dei paesi con le più alte performance: la viewability si attesta al 54% (pari a Usa e Spagna) l’in-target al 47% (dato eguagliato solo in Usa).

viewability

Via Mark Up

 

Nel 2016 l’online risulta disponibile per 42,6 milioni di italiani, l’88,7% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni che dichiara di accedere a internet da qualsiasi luogo e strumento. Il 75,8% degli italiani – 36,4 milioni – dichiara di accedere a internet da telefono cellulare, +11,5% rispetto al 2015. La total digital audience nel 2016 ha registrato un valore medio di 29 milioni di utenti unici nel mese e di 22,1 milioni nel giorno medio, con un incremento dell’8,1% dell’audience quotidiana da mobile. Nell’ultimo mese di rilevazione, dicembre 2016, hanno navigato almeno una volta dai device rilevati (PC e mobile smartphone e tablet) 30,6 milioni di utenti unici, 23,1 milioni nel giorno medio. Lo dicono i nuovi dati Audiweb, diffusi il 13 febbraio.

Sintesi dei dati sulla diffusione dell’online in Italia – Audiweb Trends, dati cumulati dicembre 2016
In base ai nuovi dati cumulati della Ricerca di Base, nel 2016 la diffusione dell’online in Italia ha raggiunto l’88,7% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni, 42,6 milioni di italiani che dichiarano di poter accedere a internet da location fisse (da casa, ufficio o da un luogo di studio) o da mobile (smartphone e tablet).
I dati sulla disponibilità di accesso a internet dai vari device e dalle singole location esaminati, oltre a confermare una capillare diffusione del mezzo tra i diversi segmenti socio-demografici, registrano l’evidente l’affermazione degli smartphone con accesso a internet (36,4 milioni di individui tra gli 11 e i 74 anni, pari al 75,8% dei casi) sulla disponibilità di accesso tramite computer da casa (35,4 milioni, pari al 73,8% dei casi).

Più in dettaglio, la disponibilità di accesso a internet tramite smartphone presenta ancora margini di crescita, registrando un incremento dell’11,5% rispetto ai dati cumulati del 2015, così come i dati sulla diffusione di televisori connessi, disponibili per 5 milioni di individui (il 10,5% della popolazione di 11-74 anni), che presenta un incremento di circa il 13% in un anno.

Sintesi dei dati dell’audience totale di internet – Audiweb Database
Media 2016 e rilevazione della total digital audience del mese di dicembre 2016

Dai dati dell’Audiweb Database, il nastro di pianificazione sui dati della effettiva fruizione di internet – total digital audience -, risulta che nel 2016 hanno navigato mediamente 29 milioni di utenti unici nel mese e 22,1 milioni nel giorno medio.
L’audience media quotidiana nel 2016 ha raggiunto 19 milioni di utenti unici da mobile (smartphone e/o tablet), +8,1% rispetto al dato medio dell’anno precedente e circa 11 minuti in più per persona dedicati alla navigazione nel giorno medio, confermando l’affermazione del mobile surfing sul pc che, con 10,7 milioni di utenti, registra un calo di accessi dell’11,2%.

Per quanto riguarda i dati di fruizione relativi all’ultimo mese di rilevazione, dicembre 2016, risulta che hanno navigato almeno una volta dai device rilevati (PC e mobile smartphone e tablet al netto delle sovrapposizioni) 30,6 milioni di utenti unici, il 55,6% della popolazione dai 2 anni in su, collegati complessivamente per 52 ore e 37 minuti (pari a 2 giorni, 4 ore e 37 minuti).
La total digital audience nel giorno medio a dicembre 2016 ha raggiunto complessivamente 23,1 milioni di italiani, collegati per 2 ore e 15 minuti per persona: 20,2 milioni da mobile (il 45,8% degli italiani tra i 18 e i 74 anni) e 10,2 milioni da PC (il 18,6% degli italiani dai 2 anni in su).
Nel giorno medio a dicembre hanno navigato esclusivamente da mobile 12,8 milioni di utenti unici.

Sono online nel giorno medio il 61,5% dei 18-24enni e il 62,2% dei 25-34enni, tre giovani su cinque, ma anche per la fascia più matura della popolazione, i 35-54enni, si registra un dato significativo nella fruizione quotidiana di internet (59,5%).
L’uso abituale della rete raggiunge solo il 31,7% dei 55-74enni, anche se presenta valori in crescita nella fruizione di internet da mobile nel giorno medio, pari al 56,5% in più rispetto al mese di dicembre del 2015.

Per quanto riguarda la distribuzione del tempo trascorso online, nel mese di dicembre risulta che il 77,2% del tempo totale online è stato generato dalla navigazione da mobile (smartphone e tablet) e, più in dettaglio, l’88,8% del tempo totale da mobile è stato generato da mobile applications, con un incremento del 36,8% rispetto al mese di dicembre 2015.

La navigazione da mobile è preferita dalle donne maggiorenni che spendono l’84% del proprio tempo online da questi device. Anche i giovani, in particolare i 18-24enni, prediligono la fruizione di internet da mobile, dedicandovi, a dicembre, l’87% del tempo complessivo online.

Più in dettaglio, rispetto allo scorso anno le donne hanno navigato 22 minuti in più nel giorno medio, dedicando all’online 2 ore e 25 minuti al giorno, lo stesso tempo di fruizione dei 18-34enni.
Risulta interessante il dato del tempo speso nel giorno medio dagli over 55 che, sebbene non raggiungano ancora una quota rilevante online, hanno dedicato 25 minuti in più alla navigazione rispetto all’anno scorso, sfiorando le due ore per persona (1 ora e 56 minuti nel giorno medio).

Dai dati di consumo sulla fruizione mensile di internet, risultano confermate le principali categorie di siti: “Search”, siti o applicazioni di ricerca che raggiungono il 92,8% degli utenti online, “General Interest Portals & Communities”, portali generalisti, con l’89,6% degli utenti online, “Internet tools / web services”, siti che offrono servizi e tool online, con l’85,9% degli utenti e “Member communities”, i social network, che raggiungono l’85,8% degli utenti online
Rispetto all’anno scorso, registrano interessanti sviluppi dell’audience da mobile per alcune categorie di siti dedicati all’intrattenimento o a contenuti e servizi vari. Crescono, ad esempio, del 14% rispetto al mese di dicembre 2015 la mobile audience della categoria Video/Movies, dell’11,6% i siti della categoria “Mass merchandiser” (ecommerce) e del 20,5% i siti della categoria “Corporate information”.
I siti della categoria “Current events & global news” registrano un dato pressoché stabile da mobile, con un incremento della mobile audience dell’1,7%, confermandosi ancora quale categoria di siti fruiti principalmente da PC. Il 61,4% del tempo online sui siti di questa categoria, infatti, è generato dalla fruizione da postazioni fisse.

Via Prima Comunicazione
 
Di Max Da Via' (del 01/02/2017 @ 07:49:39, in Internet, linkato 1692 volte)

Sono ormai sempre di più gli editori che hanno adottato un approccio multi-piattaforma, veicolando i propri contenuti all’interno di piattaforme terze come Facebook, Google e Snapchat. Tuttavia questa modalità non sarebbe sufficientemente remunerativa: secondo uno studio di Digital Content Next (DCN), nel corso dei primi sei mesi dell’anno passato 17 dei suoi publisher hanno generato ricavi ‘medi’ per 7,7 milioni di dollari dalla voce “piattaforme terze”, il 14% di quanto sono riusciti a portare a casa. E il rapporto con queste piattaforme è ambivalente: se, infatti, YouTube è riuscito a mettere in piedi un sistema in grado di accontentare i creators, spesso su Facebook e Snapchat gli editori non hanno trovato modelli soddisfacenti.

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Editori davanti a una dicotomia

Certo, prodotti come Accelerated Mobile Pages, Instant Articles o la sezione Discover di Snapchat consentono di allargare il proprio bacino di utenti, eppure la cessione di parte degli introiti è un’ulteriore questione da affrontare per gli editori di oggi. Secondo Business Insider, che è riuscita a ottenere una copia di questo report condotto per utilizzo interno, gli editori si trovano davanti a una dicotomia: da una parte l’obbligo di essere presenti all’esterno, entrando in contatto con il proprio pubblico e stimolandolo a visitare il proprio sito o iscriversi a una newsletter; dall’altra la cessione del pieno controllo della monetizzazione e soprattutto dei dati di comportamento, utili per potenziare i propri sistemi di targeting.

Come riflesso dell’attuale soluzione troviamo un comparto editoriale in sofferenza non solo sulla carta stampata, ma anche su internet. In America nei primi sei mesi dell’anno scorso Facebook (+43%) e Google (+60%) hanno portato a casa rispettivamente 5,7 e 17,4 miliardi di dollari mentre il giro d’affari riconducibile alla restante raccolta pubblicitaria è calato da 9,9 a 9,7 miliardi (fonte PWC per IAB).

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La situazione nel BelPaese

Nel nostro Paese, la presenza di Facebook e Google ha addirittura un’influenza positiva sul mercato pubblicitario nel suo complesso, e non solo in quello internet che, relativamente al perimetro monitorato da FCP-Assointernet, negli undici mesi ha registrato una contrazione della spesa del 2,5% a circa 406 milioni. In Italia le entrate mobile delle concessionarie di FCP-Assointernet si attestano attorno ai 38 milioni di euro, con un balzo in avanti del 110%. Considerando le stime social e search di Nielsen, il -2,5% si ribalta e si trasforma in un + 8,2%. L’impressione è che nel breve periodo non sia possibile contrastare il duopolio di Facebook e Google, specialmente quando si parla di mobile, il media in cui le audience trascorrono la maggior parte del tempo.

YouTube è la piattaforma più remunerativa

Tornando allo studio, risulta particolarmente interessante osservare le performance di ogni singola piattaforma. In testa si piazza YouTube, che nella prima metà del 2016 è valso 773mia dollari per ciascun premium publisher. Seguono Facebook, con una media di 560mila dollari, Twitter (482mila) e Snapchat (192mila). L’analisi è stata commissionata da DCN a Powers Media & Entertainment Consulting per raccogliere informazioni dai suoi  membri, tra cui Bloomberg, Business Insider, ESPN, Financial Times, NBC, New York Times e Washington Post, con l’obiettivo di fare chiarezza sulle strategie di monetizzazione dei contenuti su piattaforme terze. E non contiene informazioni finanziare relative al singolo editore ma soltanto delle stime “medie” per ciascuna delle realtà esaminate. Il report è stato condotto per uso interno, ma Bloomberg e Business Insider sono riusciti a ottenerne una copia.

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Monetizzazione insufficiente

In sintesi, l’indagine indica che, nonostante la gran parte dei publisher sia impegnata a rafforzare la propria presenza al di fuori del proprio sito, le piattaforme di distribuzione spesso non forniscono sufficienti possibilità di monetizzazione per coprire la produzione degli stessi contenuti di qualità di cui hanno bisogno per avere credibilità e successo tra utenti e inserzionisti. E anche il tema del coinvolgimento del pubblico è cambiato: le piattaforme terze fanno da ponte e disintermediano i rapporti con l’audience.

Il report ha individuato, poi, le criticità più importanti da affrontare in ciascuna piattaforma

  • Facebook non offre prodotti pubblicitari video per le televisioni né l’abilità di integrare le capacità di ad serving e strumenti di misurazione di terze parti. Stando a voci sempre più insistenti la società dovrebbe presto aprire ai mid-roll, permettendo a publisher e creators un ritorno sugli investimenti nella produzione di contenuti. Contenuti che però dovranno essere più lunghi e quindi ancora più impegnativi da impacchettare e servire all’enorme platea del social. Il discorso è valido anche per Facebook Live, ancora impossibile da monetizzare se non attraverso gli attuali e ristretti test. A Live viene anche contestato di non creare larghe audience in concomitanza dei grandi eventi.
  • Instant Articles ha diverse restrizioni sul numero e la tipologia di annunci, regole più severe rispetto ai siti proprietari, dove si guadagna naturalmente di più e si raccolgono più informazioni sull’audience. Inoltre Instant Articles è stato oggetto di alcuni degli errori di misurazione riscontrati nei sistemi di reportistica di Facebook.
  • Bisogna riconoscere che Facebook è stata l’azienda che negli ultimi mesi ha provato a stringere legami più solidi con il mondo editoriale. Prova ne sono la nomina di Campbell Brown a head of news partnerships e gli sforzi nello sperimentare possibilità come i mid-roll. Anche sul campo delle bufale, Facebook ha intrapreso le prime importanti azioni, aprendo a sistemi di verifica esterni e impegnandosi a segnalare con tempestività le notizie false.
  • Google AMP sta guadagnando il favore degli editori della carta stampata, ma non è terreno fertile per i broadcaster. Il motore di ricerca, tra tensioni e veri e propri scontri con l’ecosistema media, ha finanziato progetti editoriali anche italiani attraverso Digital News Initiative. Il problema delle bufale ha riguardato anche Google, che dal giorno dell’elezione di Trump, ha bannato circa 200 siti dal proprio network pubblicitario.
  • Sempre in casa Big G, YouTube sta rafforzando le relazioni con agenzie creative, brand e influencer ed è attiva nell’elevare la qualità dei contenuti. Nonostante ciò, in passato il rapporto con i partner si è complicato in materia di monetizzazione.
  • Twitter non ha avuto un 2016 semplice. La società ha perso quota in Borsa e anche il programma Amplify non è riuscito a dare i risultati sperati. Negli Stati Uniti, però, l’uccellino ha ampliato la soluzione introducendo la possibilità di transare inventory preroll in programmatic con oltre 300 partner.
  • Infine Snapchat ha recentemente introdotto alcuni publisher francesi a bordo di Discover e rinnovato le linee guida in ottica restrittiva in tema di contenuti espliciti e di bufale. Ma per gli editori non c’è controllo nel processo di monetizzazione: Snapchat è passata da un modello revenue share a un altro prestabilito su licenza. E sul breve termine la remunerazione degli investimenti sull’app sembra non essere esaustiva.

Via DailyOnline
 

Video, è stata questa la tendenza protagonista del mondo pubblicitario nel corso dell’ultimo anno. Eppure, stando a uno studio di eMarketer, in Italia il tasso di penetrazione di chi visualizza filmati online è il più basso dell’Europa occidentale, pari al 41,4%. Dati non troppo confortanti, che la società di ricerca dice essere legati a due principali fattori: il carattere rurale del nostro Paese da una parte; e la bassa velocità di connessione dall’altra. A livello euro-occidentale saranno circa 219 milioni i video viewers nel 2017 con una penetrazione del 68% mentre i Paesi più importanti a livello numerico sono Gran Bretagna e Germania.

I consumatori francesi, tedeschi, italiani e spagnoli, poi, mostrano ancora un grande interesse nei confronti della tv lineare, un freno nello sviluppo del segmento del digital video advertising. Nel 2016 la pubblicità video, stando agli ultimi dati resi noti dal Politecnico di Milano, in Italia ha raggiunto quota 500 milioni, un bel balzo in avanti del 38% rispetto all’anno prima, al 21% del totale investimenti. Dei 210 milioni aggiunti l’anno scorso, 140 sono andati al video. La crescita della spesa in quest’area è dettata da due tendenze: i social media e gli Over The Top, Facebook e YouTube in primis. Il contesto di fruizione è rappresentato sempre più dai dispositivi mobile, vero e proprio driver dell’erogazione di clip video.

emarketer video

La rilevanza del video nei piani degli operatori dell’industry è stata ulteriormente ribadita da una nuova operazione di mercato. Mediaset, infatti, ha annunciato settimana scorsa di essere entrata nel capitale di Studio71, multichannel network lanciato dal broadcaster tedesco ProSiebenSat.1 partecipato anche dalla francese TF1. Per Mediamond, la concessionaria pubblicitaria digitale del Biscione, si tratta di un tesoretto di circa 40 milioni di clip mensili, pronte per essere monetizzate.

Il commento di Andrea Lamperti

Con l’obiettivo di approfondire il tema, DailyNet ha intervistato Andrea Lamperti, direttore dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano.

Il problema non è il video, ma lo stato di internet

«A proposito dell’evidenza emersa dallo studio di eMarketer, vale a dire il basso tasso di penetrazione degli utenti che fruiscono video, ci tengo a precisare che il video, sia digitale sia tradizionale, riveste un ruolo centrale in Italia. I consumatori sono da sempre video-centrici. La tv ha svolto un importante ruolo sociale di aggregazione, che oggi riguarda anche il video online; ciò è ancor più valido per le fasce più giovani».

Quindi Lamperti ha sottolineato come il dato restituito da eMarketer «sia un valore che si rifà al totale della popolazione italiana nel suo complesso, non solo quella internet. Le due motivazioni di eMarketer, cioè il carattere rurale dell’Italia e la scarsa diffusione di internet nel Paese, sono reali, ma se prendiamo in considerazione il totale della popolazione online rilevata da Audiweb, circa 30 milioni di persone, il rapporto cambia e si alza attorno all’80%, un valore superiore a quello di altri Paesi». In sintesi, per Lamperti la fotografia scattata da eMarketer è figlia della scarsa diffusione di internet, non di una ridotta adozione del video. Che, anzi, piace e continua a evolversi.

Video, cresce la presenza online dei broadcaster

In merito, invece, allo sviluppo degli investimenti video, Lamperti ha evidenziato lo sforzo dei broadcaster. «Mediaset, Rai, Sky hanno cominciato da anni a rafforzare l’offerta di video on demand online, talvolta anche attraverso servizi ad abbonamento. A spingere questa tendenza sono la concorrenza estera, Netflix e Amazon Prime Video su tutti, e gli investimenti per la differenziazione degli introiti intrapresi dai broadcaster e dettati dalla migrazione dell’audience», ha spiegato. Per quanto riguarda la raccolta pubblicitaria i volumi sono ancora bassi. «È ancora presto – precisa Lamperti -. Tuttavia alcuni operatori hanno già una capacità e una proposta commerciale rilevanti anche sull’online. Le aspettative per questo segmento per l’anno appena iniziato sono positive».

Nuove soluzioni e formati

Quindi Lamperti ha affrontato il tema delle soluzioni video emergenti, come il live streaming e i filmati a 360 gradi, e le conseguenti opportunità per il marketing e la comunicazione. «Questi strumenti spesso sono utilizzati come effetto novità: non sempre però rimangono o mietono grandi successi. E soprattutto in ambito pubblicitario alcuni formati a grande impatto possono non essere performanti, seppur connotati da grande engagement. Insomma è difficile che convertano. In ogni caso sono tutte novità utili a generare innovazione, entusiasmo e interesse sui nuovi formati online».

Infine Lamperti ha segnalato le aspettative di monetizzazione in campo video non solo per attori tradizionali come Facebook e Google, ma anche per «piattaforme come Instagram, sempre di proprietà di Facebook, e altre minori». «E per 2017 – ha concluso -, ci aspettiamo grandi cose anche dai broadcaster».

Via DailyOnline
 
Di Max Da Via' (del 13/01/2017 @ 07:06:07, in Internet, linkato 1550 volte)

A novembre sono 30,1 milioni gli utenti italiani online, pari al 54,7% della popolazione dai 2 anni in su, online complessivamente per 54 ore e 51 minuti per persona. A rivelarlo sono i dati Audiweb rilasciati nella giornata di oggi.

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Nel giorno medio online 23,1 milioni di italiani

Nel giorno medio sono stati online 23,1 milioni di italiani, collegati tramite PC e mobile per 2 ore e 23 minuti per persona. Hanno navigato da mobile 20,1 milioni di italiani tra i 18 e i 74 anni, in media per 2 ore e 5 minuti per persona. A novembre è stato online nel giorno medio circa il 60% della popolazione tra i 18 e i 54 anni e il 31,5% della fascia più matura tra i 54 e i 74 anni.  Dai dati sulla provenienza geografica degli utenti online il 45% degli italiani dell’area Nord-Ovest (6 milioni), il 42,6% dall’area Nord Est (3,7 milioni), il 41,2% dal Centro (3,7 milioni) e il 37,9% dall’area Sud e Isole (8 milioni).

Schermata 2017-01-12 alle 18.45.46

Il mobile leader nella distribuzione del tempo di fruizione

Per quanto riguarda la distribuzione del tempo trascorso online, il 77,2% è generato dalla navigazione da mobile, con quote maggiori raggiunte in generale dalle donne, con l’83,5% del tempo complessivo trascorso online da mobile, e dai giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno dedicato l’84,1% del tempo online alla navigazione mobile. Più in dettaglio, dai dati sul tempo speso per persona, risulta che nel giorno medio hanno trascorso più tempo online i 25-34enni, con 2 ore e 41 minuti in media al giorno, seguiti dalla fascia più matura dei 35-54enni (quasi 2 ore e mezza). Con 2 ore e 17 minuti online nel giorno medio, i 18-24enni continuano a preferire la fruizione di internet da mobile.

audiweb

Categorie, non c’è storia per Audiweb: vince sempre la search

Per quanto riguarda, infine, le principali categorie di siti visitati nel mesi di novembre, il 93% degli utenti online ha navigato tra i siti e/o applicazioni della categoria “Search” (28 milioni di utenti), quasi il 90% tra i portali generalisti (“General Interest Portals & Communities”, con 27 milioni di utenti) e oltre l’80% degli utenti online ha visitato almeno un sito e/o applicazione tra le categorie “Internet tools / web services”, dedicati ai servizi e tool online (86%), “Member Communities” (85,6%) e “Video/Movies” (83%). Raggiungono valori interessanti anche le categorie “Mass Merchandising” con circa il 75% degli utenti online (22,6 milioni) e “Current Event & Global News” con il 65,4% degli utenti (19,7 milioni).

Via DailyOnline
 
Di Max Da Via' (del 09/01/2017 @ 07:20:22, in Internet, linkato 1457 volte)

Quali sono stati gli argomenti più ricercati e discussi dagli utenti sul web? Per rispondere a questa domanda  e  hanno realizzato, rispettivamente, “Un anno di ricerche Google” e “#ThisHappened in 2016” per evidenziare su quali termini e argomenti si sia focalizzato l’interesse delle persone.

Google ha suddiviso le ricerche per categorie e ha pubblicato una serie di classifiche tematiche, mentre Twitter ha lanciato l’hashtag #ThisHappened per permettere agli utenti di condividere i momenti del 2016 ritenuti più emozionanti ed interessanti.

I dati delle due “classifiche” sono stati elaborati nella seguente  realizzata da Stampaprint.

Google

Via Tech Economy
 
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