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  mymarketing.it: l'isola nell'oceano del marketing... di Admin
 
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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico : Internet (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 

Uno dei Top Gun dell'interactive marketing di Procter (Ted McConnell, general manager-interactive marketing and innovation) ha recentemente espresso i propri (personali e ovviamente aziendali) dubbi sul potenziale di Facebook come strumento di marketing- specialmente dal punto di vista dell'advertising.

Il tema del suo discorso alla Digital Non-Conference è stato centrato prioritariamente sul contesto, ovvero sul fatto che le aziende, dal punto di vista della comunicazione, non hanno uno spazio sensato o meglio una ragione di essere su Facebook dal punto di vista pubblicitario.

In effetti dentro Facebook ci sono gli utenti che si fanno i fatti loro, socializzano e si raccontano, si scazzano e dicono vaccate, costruiscono gruppi socialmente utilissimi o totalmente inutili.

Insomma, contesta il fatto che FB sia un "media" in termini pubblicitari; la conseguenza, estrapolo io, è che stiamo cercando di infilarci in una conversazione tra persone dove le aziende rischiano di essere degli intrusi che parlano fuori contesto, cercando di monetizzare i loro scambi.

L'eminente (ed influente) guru ritiene invece ci sia molto più spazio di azione per le applicazioni su FB come strumenti di interazione e di promozione della marca, insomma, di pubblicità, marketing e comunicazione...

 
Di Altri Autori (del 21/11/2008 @ 07:06:10, in Internet, linkato 1791 volte)

Il mondo della discografia continua ad evolversi, internet è diventato il canale di diffusione per eccellenza e i due mostri sacri Guns N'Roses e l'ex Beatles Paul McCartney sembrano esserne totalmente consci: entrambi hanno deciso di lanciare oggi i loro nuovi album in rete su MySpace.

Il popolare sito di social networking secondo solo a Facebook permetterà di ascoltare gratuitamente "Electric Arguments", il nuovo lp del gruppo di McCartney The Fireman, e "Chinese Democracy", l'album più volte rimandato della band hard rock Guns N' Roses, prima che le canzoni si trovino in vendita nei negozi e negli store online come Amazon.com.

Geffen Records intende lanciare in esclusiva "Chinese Democracy" il 23 novembre negli Stati Unti presso la catena di elettronica di largo consumo Best Buy. Molte delle canzoni sono già circolate recentemente in vari modi, anche in versioni pirata sul web.
"Electric Arguments" uscirà invece il 25 novembre: i fan di McCartney potranno ordinare tramite MySpace canzoni dell'album, cosa che invece non potranno fare per "Chinese Democracy".

MySpace Music, l'ultima sezione arrivata sul social network, è una joint venture con le principali etichette discografiche, tra cui Vivendi Universal Music Group, Sony Music e Warner Music Group e, tramite le entrate pubblicitarie, consente l'ascolto in streaming delle canzoni e il download gratuito di alcune di esse.

Via Quo Media

 
Di Gianluigi Zarantonello (del 20/11/2008 @ 08:00:00, in Internet, linkato 1916 volte)
Linkedin, dopo alcuni mesi dall'annuncio, ha finalmente messo in linea alcune applicazioni sviluppate da terze parti, non molte in termini di quantità ma davvero di notovele interesse.

Lo screenshot della applicazioni di Linkedin

Intanto trovo corretto che le applicazioni pubblicate siano poche e molto selezionate, sono infatti molto coerenti con il target e non sono troppo invasive (come invece quelle di alcuni social network, Facebook in testa). Ancora di più però sono rimasto impressionato dalla potenza che i database dei social network possono generare se interrogati da dei mashup come quelli che ci sono in linea nella directory di Linkedin.

Ne cito solo una, My Travel, che permette di sapere dove i membri del proprio network stanno viaggiando nel mondo in modo da permettere di incontrarsi sfruttando le occasioni di spostamento. Semplice ma davvero coerente con un target manageriale.

Infine, sempre a proposito della potenza insita nei network provate a rispondere ad uno dei sondaggi di una sola domanda che trovate su Linkedin ed andate a guardare i risultati: grazie alle informazioni contenute nei profili verranno mostrati molti grafici sulla divisione di genere, di seniority, di dimensione di azienda e molto altro ancora. Con una sola domanda a risposta multipla!

Una riprova, una volta di più, che le relazioni sono uno strepitoso vantaggio competitivo nell'era della rete.

Gianluigi Zarantonello via http://webspecialist.wordpress.com

 
Di Altri Autori (del 14/11/2008 @ 06:44:21, in Internet, linkato 1252 volte)

YouTube, sito di proprietà del motore di ricerca Google, si è lanciato in una nuova impresa. Dopo aver stretto numerosi accordi per ampliare la sua offerta e garantire agli internauti show e film integrali, ha deciso di creare un programma tutto suo. Il lancio di YouTube Live, così si chiama la trasmissione, avverrà il 22 novembre a San Francisco. Tra i rapper e i cantanti famosi che compariranno nello show ci sono già Will.i.Am e Katy Perry, reduce dal successo degli Europe Mtv Music Awards.

I direttori di YouTube hanno spiegato che il programma avrà come protagonisti artisti che sono famosi tra gli utenti del sito, una comunità che ha già organizzato eventi non ufficiali e che la compagnia vuole raggiungere mettendo in streaming per la prima volta uno spettacolo live.

"Il punto di forza di YouTube è che abbiamo creato una piattaforma guidata dalla community, e questo progetto ne è una conseguenza", ha detto Chris Di Cesare, portavoce di YouTube.

Dall'inizio del 2005 YouTube è stato un deposito per tutti i tipi di video su internet, da frammenti di trasmissioni tv a dimostrazioni di insolite abilità come impilare tazze, a campagne più serie durante le recenti elezioni presidenziali degli Stati Uniti.

Il problema legato a questo tipo di utenza è l'incostanza. La pubblicazione casuale di contenuti non garantisce il ritorno degli internauti dopo la prima visita, conditio sine qua non per gli investitori pubblicitari. Questa mossa del sito è l'ennesimo passo in direzione di una capitalizzazione del successo raccolto fino a oggi in termini di popolarità.

Per aumentare le entrate pubblicitarie Google ha inoltre deciso di aggiungere AdWords e streaming a YouTube. Gli inserzionisti parteciperanno a un'asta per inserire i propri video in una sezione Video sponsorizzati, che appariranno quando gli utenti interrogano il motore con particolari parole-chiave. In modo analogo a come avviene con AdWords sul motore di ricerca Google.

Finora la pubblicità di terzi sui video di YouTube non è decollata, a causa dei problemi di violazione di copyright, legati ad alcuni video caricati dagli utenti ma l'intesa di recente siglata con Metr-Goldwyn Mayer lascia presagire altri scenari in questo senso.

Via Quo Media

 
Di Gianluigi Zarantonello (del 12/11/2008 @ 18:50:31, in Internet, linkato 1355 volte)

Riprendo, con i dovuti aggiornamenti, un mio articolo di diversi anni fa sui blog e le community come strumenti di marketing, argomento che credo possa essere ancora molto "caldo".  Non mi riferisco qui alle brand community promosse dalle aziende ma all'utilizzo di quelle "neutre" già presenti sulla rete.

Questi strumenti possono essere utili all'uomo di marketing? Sicuramente sì.

Questi siti infatti sono una miniera di informazioni sui trend del settore e sulle esigenze dei relativi consumatori, che si scambiano impressioni ed esperienze sulle aziende e sui prodotti.

Inoltre gli utenti di Internet tendenzialmente sono pigri (nonostante gli strumenti offerti dal web 2.0 stiano infuenzando questo trend) e non sono molto propensi ad impegnarsi durante la navigazione, dunque quelli che frequentano attivamente le community ed aprono i blog rappresentano gli esponenti più vivaci e, spesso, avanzati, del relativo segmento d'interesse, soggetti altrimenti difficili da individuare all'interno dell'intero insieme dei consumatori.

Infine negli ultimi anni diverse software house hanno sviluppato motori intelligenti di ricerca e monitoraggio di che cosa si dice di un brand in rete, in grado di recuperare soprattutto topic dei forum e post dei blog che sarebbero impossibili da reperire altrimenti.

 

http://www.alfemminile.com/, importante e vivace community rivolta alle donne
http://www.alfemminile.com/, importante e vivace community rivolta alle donne

Gli spazi dunque sono notevoli ma occorre molta attenzione.
Ecco allora alcuni consigli.

Primo: in caso di partecipazione dell'azienda alla community bisogna usare i linguaggi giusti, che di fatto variano a seconda del tipo di comunità, occorre quindi una buona sensibilità linguistica e la conoscenza dei codici semantici della Rete per poter trovare davvero un valido riscontro negli utenti.

Secondo, onestà e trasparenza: se si interviene nella community, ad esempio per contestare una diffamazione, lo si deve fare presentandosi come azienda, meglio se con nome, cognome e ruolo ricoperti..
Cercare di influenzare in modo forte la Community o il Blog senza "dichiararsi" può essere davvero controproducente, perché gli utenti possono scoprire l'inganno e le notizie sulla Rete viaggiano molto velocemente, per cui l'immagine di un'azienda, anche grande, può ricevere colpi durissimi.

Terzo: si può fare pubblicità tabellare sulle Community e sui blog senza problemi (a patto di non essere troppo invasivi), tuttavia i migliori strumenti restano concorsi, sondaggi e quiz, più partecipativi per l'utente e più ricchi d'informazioni per l'impresa.

In sostanza dunque il web resta una miniera incredibile di informazioni, che vanno però usate con intelligenza e trasparenza, nel pieno rispetto degli utenti.

Altro è poi costruire una relazione, ma di questo magari palerò in un prossimo post.

Gianluigi Zarantonello via http://webspecialist.wordpress.com
 
Di Altri Autori (del 11/11/2008 @ 07:07:06, in Internet, linkato 1443 volte)

Nuovo colpo messo a segno dal sito di video sharing YouTube. Il portale, che si sta concentrando su accordi che rendano i suoi contenuti liberi da questioni legate al mancato rispetto dei diritti d'autore, offrirà agli internauti show televisivi e film integrali presi degli archivi del colosso hollywoodiano Metro-Goldwyn-Mayer.

Gli Mgm Studios avvieranno la partnership rendendo disponibili su un canale di YouTube alcuni episodi del programma American Gladiators. Su un altro canale, Mgm offrirà senza tagli film come Il Monaco e I magnifici sette e clip di film popolari come Una bionda in carriera. La fruizione delle pellicole sarà totalmente gratuita e finanziata dai messaggi pubblicitari a esse collegati.

Qualche settimana fa YouTube ha stretto un'alleanza con la Rai, per diffondere online una selezione della produzione della televisione di stato. L'accordo è stato stretto attraverso RaiNet e ha segnato la nuova strategia editoriale del sito, volta a massimizzare la distribuzione e monetizzazione di contenuti mediante collaborazioni e condivisione dei guadagni con partner chiave. Ogni settimana RaiNet carica dei contenuti sul proprio branded Channel YouTube, http://it.youtube.com/rai.

Rai si aggiunge ai molti altri partner di YouTube che hanno adottato questo strumento, tra  cui CBS, Lionsgate, Electronic Arts, Sony BMG Europe e AFP. Grazie alla partnership con l'emittente americana CBS Corporation, su YouTube sono disponibili episodi interi di serie famose, come Star Trek, Dexter, Beverly Hills 90210, MacGyver e Californication.

A rendere YouTube un prezioso alleato, piuttosto che una pericolosa piattaforma pirata, di emittenti e case di produzione è la tecnologia VideoID. La soluzione permette di gestire e proteggere i propri contenuti sul sito e consente ai titolari dei diritti di controllarli e stabilire se ottenerne ricavi tramite la pubblicità, rimuoverli o semplicemente monitorarli.

Quo Media

 
Di Gianluigi Zarantonello (del 08/11/2008 @ 18:46:01, in Internet, linkato 1789 volte)

Sull'ormai famoso libro Wikinomics l'anno scorso si parlava del web collaborativo legato al mondo della ricerca scientifica, ebbene questa tendenza continua e si rafforza nel settore della ricerca sulle malattie rare.

Diversi casi interessanti sono stati citati da Panorama in un recente articolo.

Un esempio è il sito CollabRx, fondato dal milionario Jay Tenenbaum dopo essere sopravvissuto ad una rara forma di melanoma.

Grazie a questo spazio online il crowdfunding (la raccolta fondi fatta tramite le donazioni della gente) si è rivelato uno strumento efficace anche per la ricerca medica.

Anche in Italia la situazione si sta muovendo e, per esempio, la Federazione italiana per le malattie rare, Uniamo, sta programmando di lanciare nel prossimo aprile un sito interattivo accessibile anche ai ricercatori con lo scopo di favorire la ricerca di fondi, oltre che lo scambio di conoscenze.

Altro progetto per fare incontrare progetti e finanziamenti è Open Genius, una banca dati web dove i navigatori possono vedere i progetti in corso, finanziare quelli più interessanti e monitore i risultati degli studi sostenuti con il proprio contributo. Il sito sarà rilasciato entro l'anno.

Infine anche i social network si stanno diffondendo nel mondo scientifico italiano, molti usano già reti esistenti come Research Gate e Prometeonetwork, in più nascono nuovi progetti volti a favorire il dialogo tra mondo accademico e industria, come l'italiano Biott.

Una riprova ulteriore di come il web collaborativo stia progressivamente modificando l'approccio lavorativo di tutti i settori.

 

Gianluigi Zarantonello via http://webspecialist.wordpress.com
 
Di Altri Autori (del 07/11/2008 @ 07:15:02, in Internet, linkato 1390 volte)

La European Interactive Advertising Association (Eiaa) ha promosso una ricerca per indagare l'utilizzo dei media da parte degli europei. E' emersa una crescita dell'uso di internet degli italiani pari 105% anno su anno: siamo sempre più connessi in rete.  Secondo lo studio, sono 20 milioni gli italiani online ogni settimana, di cui il 39% degli utenti è in linea ogni giorno. Il tempo trascorso online dagli utenti tra i 25 e i 34 anni è di 15 ore a settimana e il 41% di tutti gli utenti della banda larga usa connessioni wireless.

In Europa, invece, salgono a 178 milioni i cittadini online ogni settimana, di cui oltre la metà (55%) è in linea ogni giorno e il 49% usa connessioni wireless. Il tempo trascorso online dai 25-34enni contribuisce alla crescita del digitale nel 2008. Il 73% degli utenti europei afferma che grazie a internet può rimanere più facilmente in contatto con amici e parenti, il 54% di essi ha prenotato più vacanze o organizzato viaggi e quasi la metà (46%) ha potuto gestire meglio le proprie finanze. Sostengono inoltre che internet ha offerto una maggiore scelta di prodotti e servizi e l'accesso a importanti risorse informative.

Stando ai dati diffusi dall'Eiaa, gli utenti europei di internet considerano i motori di ricerca la fonte più importante di informazioni quando devono cercare o valutare un prodotto o un servizio, ancora più importante delle raccomandazioni personali (66% rispetto al 64%), dimostrando un livello di fiducia crescente verso il mezzo online.

Anche i siti di confronto dei prezzi (50%) e i siti web di marche note sono considerati molto importanti (49%). Il 41% degli internauti europei ha ammesso di aver cambiato idea sul marchio che stava per acquistare dopo aver effettuato una ricerca online e la conversione in acquisto è aumentata all'87%.

In conseguenza di questa crescente fiducia, conclude lo studio, i consumatori hanno effettuato una quantità di acquisti online da record nel 2008: una media di 9,2 acquisti per persona in un periodo di sei mesi contro 7,7 nel 2007.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 04/11/2008 @ 07:05:52, in Internet, linkato 1376 volte)

Un terzo di tutte le operazioni effettuate su internet dalle famiglie americane avvengono mentre si guarda la tv. Questo dimostra che i vecchi e i nuovi mezzi di comunicazione spesso convivono anziché essere in competizione.

A riferirlo è stata la Nielsen Company, che in una ricerca ha dimostrato che gli internauti esperti sono anche persone che guardano molta televisione: passano più di 250 minuti al giorno davanti al piccolo schermo, contro i 220 minuti di tv vista da persone che non navigano mai online.

I risultati dell'indagine sono positivi soprattutto per le emittenti, preoccupate che internet stia erodendo utenti e assieme a questi anche gli utili della pubblicità. E inoltre è stato spiegato l'apparente paradosso tra un numero crescente di spettatori tv e una sempre maggiore diffusione dei nuovi media.

Lo studio, realizzato dal servizio di misurazione dei media di Nielsen, è stato realizzato su un campione di 3.000 persone in più di 1.000 famiglie nel mese di maggio.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 03/11/2008 @ 07:01:52, in Internet, linkato 3036 volte)

I brand preferiti dai ragazzi italiani e di altri 30 paesi, illustrati nel nuovo rapporto “GLOBAL HABBO YOUTH SURVEY 2008”.
Cresce il successo di Habbo, la maggiore community on-line per teenager nel mondo, nata nel 2000 in Finlandia e ora diffusa in ben 32 paesi dei cinque continenti, Italia compresa. Parallelamente al record di utenti – di recente sono stati superati i 108 milioni di iscritti nel mondo – sta aumentando anche l’interesse del mercato pubblicitario per i nuovi strumenti di advertising e di marketing che questa community mette a disposizione per la promozione di brand e prodotti. Se ne è parlato oggi a Milano in occasione del “Marke-teen 2008” , l’evento organizzato da Sulake Italia e dalla concessionaria Pixel per presentare le nuove opportunità di comunicazione pubblicitaria su Habbo.

In Italia, Habbo.it è presente da circa 3 anni ed oggi conta oltre 3 milioni di utenti registrati di età tra gli 11 ed i 19 anni. Gli utenti unici al mese sono oltre 410mila, con 59 milioni di impressions viste. “Habbo può essere ritenuto il pioniere dell’advertising beyond-the-banner”, ha spiegato Simonetta Lulli, regional director Southern Europe & South America di Sulake, “perché, grazie ad un ambiente virtuale coinvolgente e ricco di attività e divertimento, rappresenta un’opportunità davvero unica per instaurare con i consumatori un rapporto di dialogo one-to-one fortemente personalizzato ed efficace”. Molteplici sono le opportunità di advertising on-line offerte da Habbo: dalla creazione di stanze virtuali brandizzate al coinvolgimento degli utenti fino all’organizzazione di eventi esclusivi on-line.
“Habbo conosce gusti e preferenze di milioni di teenager”, ha sottolineato Franco Denari, Marketing & Sales Manager for Italy di Sulake, “ed è in grado di anticipare nuove tendenze, generando un valore aggiunto per i brand con penetrazione e coinvolgimento del target teen”. In occasione del “Marke-teen 2008” , sono stati anche presentati i risultati del “Global Habbo Youth Survey 2008” (GHYS), un’approfondita indagine statistica sul mondo degli adolescenti realizzata on-line dalla community virtuale Habbo in ben 31 paesi dei cinque continenti. Al sondaggio, hanno preso parte esattamente 58.486 ragazzi di entrambi i sessi, provenienti da tutta l’Europa (Italia compresa) e da Stati Uniti, Canada, buona parte del Sud America, Russia, fino a Giappone, Nuova Zelanda e Australia. Uno dei risultati più evidenti è che la globalizzazione ha raggiunto anche i teenager: nel mondo, i ragazzi preferiscono infatti le stesse marche per vestirsi, frequentano gli stessi fastfood, scelgono le medesime bevande ed utilizzano gli stessi cellulari e siti web.

Leggendo i dati del rapporto “GHYS 2008” di Habbo, si scopre ad esempio che la bevanda preferita in assoluto dai teenager nel mondo è la Coca-Cola , mentre il fastfood più frequentato è indubbiamente McDonald’s. Per l’abbigliamento è in prima posizione il marchio Nike, che la fa da padrone anche nelle scarpe. Gusti simili anche per le nuove tecnologie: i ragazzi di oggi preferiscono i cellulari Nokia e Sony Ericsson, amano utilizzare gli sms per comunicare, mentre su internet frequentano principalmente YouTube e MSN Messenger.
I gusti si differenziano invece in aree geografiche per quanto riguarda la musica, i personaggi vip e i programmi televisivi: nel mondo, i teenager ascoltano in particolare le canzoni dei Linkin Park e dei Tokio Hotel,  sono fans di Johnny Deep e Zac Efron e seguono in tv soprattutto i Simpsons.

E i teenager italiani? Al sondaggio promosso da Habbo (che nel nostro paese è presente con la community Habbo.it), hanno partecipato 3.435 ragazzi e ragazze. Anche loro bevono soprattutto Coca-Cola, seguita da Fanta e Pepsi Cola. Il fastfood preferito è sempre McDonald’s, seguito da Spizzico e Burger King. In prima posizione nell’abbigliamento c’è Nike,

poi Dolce & Gabbana e Armani. Sempre Nike è in prima posizione per le scarpe, seguita da Converse e Adidas. La marca preferita di cellulare è Nokia, che precede Motorola e Samsung. Per quanto riguarda internet, i teenager italiani frequentano soprattutto YouTube, Google e MSN. Le band musicali preferite sono Linkin Park, Tokio Hotel e Finley, mentre i personaggi più amati sono Zac Efron, Brad Pitt e Alessandro Del Piero.

Habbo è un ambiente virtuale di gioco on-line per teenager. I giovani visitatori possono entrare in un hotel virtuale e creare gratuitamente un proprio personaggio con cui incontrare, parlare e giocare con i coetanei in un ambiente sicuro e non violento. Sorto originariamente in Finlandia, Habbo è gestito dalla multinazionale finlandese Sulake ed attualmente è presente in 32 paesi sparsi nei cinque continenti. In Italia, Habbo.it è attivo da oltre tre anni ed è gestito dalla Sulake Italia.

Via Marketing Journal

 
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