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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico : Marketing (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Roberto Venturini (del 13/02/2008 @ 07:45:53, in Marketing, linkato 4290 volte)

Interessante intervista sul sito della CNN con Howard Schultz, l'uomo che ha creato la catena Starbucks e che ora ritorna come CEO, per cercare di riportare in auge l'azienda

Come qualcuno saprà, la più nota catena di caffetterie del mondo sembra avere qualche prolemino...

Alla radice del problema, a quanto dice ... sta (guarda un po') il fatto che l'azienda a perso nel tempo la sua focalizzazione su cliente.

Non solo: ha anche trascurato gli aspetti di fidelizzazione.

Teniamo conto che Starbucks ha visto negli anni crescere la concorrenza da parte di catene analoghe (a noi generalmente ignote) ma forse più agguerrite, che hanno anche capitalizzato sulla formazione di una certa opinione negativa verso Starbucks... se non altro per l'usuale fenomeno che quando una azienda / catena diventa grande e di successo c'è sempre chi inizia a vederla male...).

Ed ha anche trascurato la customer experience ("We spent time on efficiency rather than the experience")

C'è poi da tener presente che McDonalds ha recentemente annunciato la sua entrata nel business del caffe'...

Tra le novità che possiamo apsettarci nei prossimo futuro da Starbucks:

1) Dare un taglio alla "burocrazia" e alla centralizzazione

2) Mettere a posto il business negli US e potenziare qello internazionale, su cui ritengono ci sia ancora moltissimo da fare

3) Focalizzarsi maggiormente sui clienti, come dico spesso, mettersi nei loro panni... e lo dice anche Schultz: " We need to put ourselves in the shoes of our customers. That is my new battle cry. Live and breathe Starbucks the way our customers do."

4) Lavorare sulla relazione e la experience

5) Rivedere il design del punto vendita

6) Rivedere le strategie di fidelizzazione /( anche tenendo conto che il 15% degli acquisti sono fatti attraverso la Starbucks card)

7) Introdurre nuovi prodotti e ripensare alla parte "food"

La battaglia è anche sul fronte della qualità percepita.. ma non tanto del prodotto quando dell'esperienza.

Se si deve pagare caro un caffè... e basta, ci si ritrova in un business di nicchia, da intenditori... o meglio da amatori dei beveroni.

I 5 dollari (o quel che sono) che dai a Starbucks non sono solo per una bevanda calda ma per un complesso di cose (a mio avviso, basandomi sulle mie ottime
esperienze spagnole con catena, ad esempio per avere un posto accogliente dove leggere, lavorare, socializzare, studiare o fare riunioni di lavoro)

Per approfondimenti, ecco
l'intervista con Schultz

 
Di Roberto Venturini (del 08/02/2008 @ 09:38:16, in Marketing, linkato 2304 volte)

Vista la relativa abbondanza (percentuale) di nudisti fra i tedeschi c'era da aspettarselo; qualcuno ha individuato in loro un bel target...

Il ragionamento fatto non fa una grinza: quand'è che un nudista da pienamente sfogo al suo stile di vita? Ovviamenrte in vacanza - non vede quindi l'ora di levarsi i vestiti.

Bene, allora aiutiamolo a farlo prima.

Di qui l'idea dell'agenzia di viaggi tedesca OssiUrlaub.de di organizzare un volo (sperimentale?) da Erfurt a Usedom (un resort baltico... ma non farà un po' troppo freddino per mettersi nudi?) per il 5 Luglio.

Si arriva in aereo vestiti e si sbarca vestiti. Ci si spoglia in mezzo. Mi perplimo leggermente, ma non essendo nudista...

Interessante il prezzo: quasi 500 Euro, motivati col fatto che l'aereo è intimo (55 passeggeri).

Magari se l'operazione va a regime i prezzi potrebbero scendere - anche considerando che il target viaggia leggero, con poca roba in valigia e quindi fa spendere di meno in carburante rispetto alla media dei vacanzieri
.

 
Di Altri Autori (del 31/01/2008 @ 07:02:36, in Marketing, linkato 2125 volte)

Il mobile marketing, nato in paesi come Giappone e Sud Corea, è decollato anche in Europa Occidentale e sta inziiando a crescere in Nord America. Mentre i consumatori passano ai piani tariffari flat sui dati e adottano la messaggistica mobile, ed emergono nuove piattaforme per le ricerche mobili supportati dalla pubblicità, servizi video e di gaming, il mobile marketing dovrebbe infatti arrivare a un giro di affari di oltre 24 miliardi di dollari a livello mondiale nel 2013, rispetto a 1,8 miliardi del 2007: "La chiara differenza di questo mercato negli ultimi 12 mesi è stato l'accoglienza del mobile marketing come una parte integrante delle campagne di branding cross-media", spiega Michael Wolf, direttore di ABI Research . "Il mobile non è più off-limit nella mente degli inserzionisti, e viene visto come un modo molto personale per raggiungere i consumatori che possono essere motivati attraverso servizi di informazione e contenuti convincenti, così come attraverso messaggi più rilevanti e mirati".

Il mercato, tuttavia, è ancora molto un ambiente "selvaggio" e necessita di tempo per svilupparsi. Sono emersi già molti fornitori di piattaforme di mobile marketing e player più grandi hanno fatto significativi investimenti in questo comparto in rapido cambiamento. Attori emergenti nello spazio ad network e software stanno d'altro canto affermandosi come nuovi importanti player in un mercato che è simile a quello della corsa all'oro della pubblicità internet della fine degli anni '90.

"In queste prime fasi, molti dei fonitori di piattaforma tecnologica si stanno anche proponendo come agenzie interattive per i grandi marchi", nota Wolf. "Tuttavia, vediamo anche grosse agenzie publicitarie e le rispettive divisioni interattive o partner sempre più lavorare con i fornitori di piattaforme chiave con i ruoli che diventano più definiti".


Via cwi.it

 
Di Altri Autori (del 23/01/2008 @ 08:47:16, in Marketing, linkato 1851 volte)

Il marketing e le modalità di fare advertising variano man mano che emergono nuove modalità di fruizione dei nuovi media. L’ultima tendenza del marketing è sicuramente quella di utilizzare il cellulare, un veicolo che ha avuto una diffusione esponenziale nel giro di pochissimo tempo. Uno dei vantaggi dell’utilizzo del cellulare per veicolare strategie di marketing è sicuramente quello di indirizzare i consumatori sulla base della loro posizione ma le tecnologie in uso sono ancora lontane dal raggiungimento di questo obiettivo.

Nel giro di pochi anni si sono avuti cambiamenti importanti nel modo di fare marketing grazie alla sempre più larga diffusione dei nuovi media. La prima significativa trasformazione si è avuta con l’estensione della pubblicità dai media tradizionali come la televisione e il cinema alla fruizione su internet tramite il pc. Negli ultimi due anni si è poi aggiunto un terzo canale che è, appunto, quello mobile le cui opportunità per scopi di marketing sono aumentate con l’incremento dell’utilizzo del telefonino.

Ciò che distingue questo nuovo canale dai precedenti è l’abilità di influenzare i consumatori e nello stesso momento indurli all’azione. Lo spostamento di spesa in pubblicità dai media tradizionali ai nuovi media digitali è un processo piuttosto complesso poiché un modo di pensare tradizionale si scontra con un territorio innovativo ed ancora inesplorato. Il sistema di mobile marketing è infatti molto complesso e non ancora maturo, ma proprio per questa ragione numerose imprese stanno cercando di esplorarlo.

Esistono tuttavia numerose barriere, prima fra tutte la scarsa diffusione di canali media specifici per il mobile che impediscono la piena esplosione di questo comparto del marketing.
Gli SMS sono sicuramente il veicolo maggiormente utilizzato, soprattutto grazie al loro larghissimo utilizzo, ma ancora solo una piccolissima parte di essi viene utilizzato per veicolare messaggi pubblicitari. Un altro strumento che si sta sviluppando è Internet su cellulare.

Comunque nonostante siamo ancora agli inizi, ci si aspetta che le strategie di marketing su mobile aumentino in maniera significativa nei prossimi 5 anni sia in termini di utilizzo che in termini monetari.

Via BIweb.it

 
Di Roberto Venturini (del 11/01/2008 @ 07:59:54, in Marketing, linkato 2977 volte)

L'altro giorno parlavo con un executive di una casa musicale che, con la solita condizione di non essere citato, mi diceva che la sua / loro impressione è che la battaglia per vendere i dischi sia cosa persa.

E che quindi stiano facendo di tutto per individuare altre fonti di revenue, altri modi per far rendere i loro asset (gli artisti e la musica derivante), nuove strategie di marketing per nuovi tipi di prodotti o di versioning dei prodotti esistenti.

In effetti i segnali che arrivano dagli USA vanno, almeno in parte, in quella direzione. Le vendite di dischi sono infatti scese di quasi un altro 10 - 15% nel 2007 rispetto al 2006.

Il che non è un bel risultato. Anche perchè non è stato compensato da un aumento del 45% (!) delle vendite (!) di brani musicali online (su iTunes si sono già passati da tempo i 3 miliardi di brani venduti dal lancio....).

Secondo i dati Nielsen, sono stati venduti online più di 800 milioni di brani nel 2007, arrivando ad un 10% circa delle vendite totali.

A questi vanno poi in un qualche modo sommati i servizi che permettono di ascoltare o di scaricare gratuitamente e legalmente la musica (Pandora, last.fm, downlovers, we7, le mille stazioni radio di iTunes e non...)

I soldi le majors se le fanno allora vendendo la musica in altri formati - per esempio come suonerie (220 milioni vendute negli USA), come DVD (quelli si vendono un po' meglio, pare, anche perchè sono più lunghi da scaricare, specialmente se non hai la banda...), coi concerti etc.

Nel frattempo si parla sempre di più di un ritorno dei tradizionali dischi di vinile, come prodotto di nicchia per audiofili.

Curioso ciclo storico sarebbe: da prodotto detronizzato dai CD, che nessuno voleva più nemmeno se li regalavi, a prodotti premium priced rispetto al dischetto scintillante.

Ci sarebbe poi da riflettere come il fosco futuro del mercato della musica su supporto fisico possa rallentare l'investimento in ricerca e sviluppo della prossima generazione di supporti musicali, del prossimo CD... del resto, se non lo compreranno, se il supporto sembra solo servire per archiviare musica ottenuta (legalmente o meno) online, perchè sbattersi per trovare una soluzione migliore?

Qui ci sarebbe da fare il discorso degli audiofili che sostengono che i CD non hanno la qualità ottimale, anzi che il digitale non è la soluzione giusta per una perfetta musica... ma basta guardare il numero di persone con le cuffiette digitali nelle orecchie per capire che ormai quella della qualità musicale è una battaglia di retroguardia.

 
Di Altri Autori (del 09/01/2008 @ 13:06:00, in Marketing, linkato 4319 volte)

Capita che L'Oreal apra dei negozi per sole 5 settimane in zone di villeggiatura alla moda. Che un punto vendita di Target apra per un mese e mezzo nel Rockfeller Center per poi chiudere e rispuntare su un battello nel bel mezzo del fiume Hudson (a NY). O ancora che Nike apra dei negozi in giro per Tokio che durino solo un paio di mesi.

Stiamo parlando dei temporary shop ovvero "negozi temporanei", che occupano per un periodo di tempo predeterminato e limitato (si va da qualche mese a pochi giorni) uno spazio in zone altamente rappresentative.
L'obiettivo dichiarato è quello di creare "l'evento" e di giocare sulla curiosità indotta dalla limitatezza. Lo spazio, naturalmente, riveste un ruolo fondamentale nel successo del negozio a tempo, deve essere altamente caratteristico, perché rappresenta il packaging e lo stesso negozio è il prodotto. Così i temporary shop vengono aperti in gallerie d'arte, spazi abbandonati, in centri commerciali fortemente caratterizzati. Dopo la prima esperienza italiana del gruppo L'Oreal, arriva il negozio di Lancôme, che resta aperto per 2 settimane nel febbraio 2005 nell'esclusivissima via Sant'Andrea a Milano. A seguire questa iniziativa di marketing non convenzionale fu Levi's che dal 31 dicembre 2005, per pochi giorni e soprattutto all'improvviso, in corso Vittorio Emanuele, a Milano, dedica 250 mq all'innovativo Store. Una distribuzione di questo tipo consente al tempo stesso di testare i nuovi concept di prodotto e di trasmettere esperienze emozionali legate al brand. Una sequenza di iniziative ibride, un cocktail di eventi, promozioni e servizi offerti gratuitamente ai visitatori con conseguenze strepitose in termini di marketing convenzionale (prova prodotto, prenotazione e vendita). L’esperienza più significativa in questo ambito è sicuramente lo Store di Nivea aperto il 13 aprile e chiuso il 13 maggio 2007 con risultati eccellenti in termini di fatturato e visibilità.

Tra le più recenti esperienze va menzionata la Fuel For Life Factory lanciata da Diesel a ridosso delle feste natalizie, in cui, grazie alle 150.000 combinazioni disponibili, si aveva la possibilità di creare un vero e proprio pezzo unico, un’esemplare esclusivo e anche un’idea originale per i regali. Quale occasione migliore per entrare nella Diesel Community? La Fuel For Life Factory è una esperienza di customizzazione a 360°: si parte scegliendo il colore del pouch in pelle per decidere poi qual è il logo preferito, senza lasciare al caso nessun dettaglio.

Naturalmente ai temporary shop cominciano ad aggiungersi anche le sottocategorizzazioni: i pop-up shop. Quelli aperti all'improvviso senza annunciare nulla a nessuno e che contano solo sul tam tam sotterraneo opportunamente innescato.

Via BIweb.it 
 

 
Di Roberto Venturini (del 04/01/2008 @ 07:56:37, in Marketing, linkato 1432 volte)

Che la pubblicità "User Generated" sia una moda in crescita, l'abbiamo gia' detto. Io continuo a pensare che si tratti piu' di una moda, di un pretesto che di un reale coinvolgimento della clientela nel marketing aziendale.

Il che non vuol dire che non ci si arrivera' - ma per ora siamo ad usare i soliti canoni del concorsino, immagino inventato sin dagli anni '30 o prima...

Nello specifico, P&G UK aveva lanciato l'usuale concorso per Pringle (quello snack che sembra una patatina ma che è composto da un miscuglio di ingredenti*...) negli UK.

L'idea era di far creare un nuovo jingle. Ma poi un
tizo in Scozia si è fatto prendere la mano e ha fatto l'intero spot (3 giorni di lavoro e 600 dollari di investimento). E a quelli di P&G dev'essere piaciuto (lo spot? O l'idea di risparmiare soldi e fare uno spot che essendo user-generated poteva far piu' rumore di uno fatto dall'agenzia?).

Insomma, a Natale in prime time andrà in onda questo spot" fatto a mano". E gia' da un po' se ne sta parlando, con una
copertura mediatica che vale dei bei soldi ma ottenuta con un investimento minimo.

Questo simpatico spot è gia' sin d'ora visibile
sul sito di Pringle.

Non intendo pronunciarmi sul fatto che si tratti di un'opera d'arte, di un prodotto di comunicazione che abbia un qualche senso o una bieca ; - ) operazione di PR / Publicity sfruttando il lavoro dello scozzese (che si e' beccato un bel 2.000 sterline di ricompensa, un centesimo* di quello che si sarebbe beccata un agenzia+casa di produzione per fare uno spot "serio"...)
-----------
* cito dal sito di Pringles: "Dehydrated potatoes, vegetable oil, vegetable fat, corn flour, wheat starch, maltodextrin, emulsifier: E 471, salt, rice flour, dextrose"

** per modo di dire. Certo che normalmente (per una grande azienda) e' durissima fare un bello spot con meno di...mah, diciamo 75.000 euro? considerando il fee dell'agenzia piu' quello della casa di produzione, piu' i costi vivi...

 
Di Altri Autori (del 02/01/2008 @ 07:05:27, in Marketing, linkato 1853 volte)

Per l’occasione è online una pagina dedicata al brand, con informazioni di prodotto e contenuti esclusivi. Collegandosi alla pagina co-brand http://m-ms.it.msn.com, Wink Tool creator permette di caricare la propria foto, sostituendola ai corpi dei 'testimonial' dello spot M&M’s, vederla in anteprima per controllare il risultato e poi caricarla istantaneamente su Windows Live Messenger, già pronta per essere utilizzata. Le possibilità sono virtualmente infinite e l’effetto virale è garantito.
A supporto della campagna è previsto l’utilizzo di una serie di strumenti di advertising online che genereranno awareness grazie a Leaderboard, Text Link e una Dem: Mindshare ha pianificato l’esposizione di tali strumenti in maniera coerente con il target comunicativo del brand, facendo leva sulla carica di simpatia che i personaggi M&M’s hanno tra i teenager e giovani.

Via Pubblicità Italia

 
Di Altri Autori (del 31/12/2007 @ 12:19:15, in Marketing, linkato 2402 volte)

Le vendite nei megastore delle principali catene hanno fatto registrare incrementi tra il 15 e il 20% e così a Natale tra i regali ha spopolato l'elettronica: dai sofisticati smartphone ai più modaioli iPod passando per navigatori satellitari, irrinunciabili consolle, ma anche notebook, tv Lcd, decoder digitali terrestri ed elettrodomestici bianchi, cioè frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie & co. E poi la novità dell'anno che sta andando a ruba: si chiama Nabaztag ed è un coniglietto wi-fi prodotto dall'azienda francese Violet che, collegato a internet, parla, lampeggia, muove le orecchie e, soprattutto, fornisce servizi di informazione e aggiornamenti in tempo reale di tutti i contenuti sul web (dalla Borsa alle previsioni del tempo), legge e trasmette messaggi e file mp3, obbedisce a comandi vocali e innumerevoli altri servizi.


«Sta letteralmente spopolando nei nostri negozi – fanno sapere da Media World – anche perché ci è arrivato in ritardo creando una forte attesa da parte dei clienti. Ma tra gli articoli che stanno andando a ruba quest'anno ci sono gli iPod e gli iPod Touch della Apple, gli oggetti del desiderio in assoluto». Per i regali natalizi Apple ha fatto la parte del leone, con vendite raddoppiate rispetto al natale scorso.
In testa alla classifica dei più regalati ci sono anche i navigatori satellitari (+90% questo Natale rispetto all'anno scorso). La catena di elettronica Expert ha scelto i Tom Tom in abbinamento con telefonini o macchine fotografiche digitali per le sue offerte natalizie «visto l'interesse straordinario dimostrato dai clienti» spiegano dall'azienda.


Boom di vendite nei negozi specializzati anche per le consolle per i videogiochi e smartphone (+60%). «Quest'anno – commentano da Media World – la telefonia mobile di altissimo livello, come gli smartphone, è stata molto richiesta. Non si bada a spese per questo segmento. I clienti cercano il massimo delle prestazioni».
Molto regalati anche i computer, soprattutto notebook piccoli e leggeri o di prezzo medio-basso (+30%) e Dvd, in particolare, i cofanetti con le serie televisive più popolari, da Dr. House a Csi. Tra le curiosità del Natale 2007 poi si registra un'impennata delle vendite di tv Lcd a grande schermo, decoder digitali terrestri (+55%) ed elettrodomestici bianchi (+69%). La spiegazione arriva da Media World: «Il 31 dicembre scadono gli eco-incentivi previsti dalla Finanziaria 2007 per il rinnovo di questi prodotti».
E così i primi bilanci dello shopping natalizio hanno sostanzialmente ribaltato le previsioni negative della vigilia, formulate dalle associazioni dei negozianti e da società di ricerca internazionali; in controtendenza l'alimentare, che accusa ancora difficoltà.


Nel comparto dell'abbigliamento da segnalare l'effetto factory outlet. I grandi centri commerciali dei prodotti griffati a prezzi di saldo (un'indagine del Politecnico di Milano ne ha censiti 16 in attività e otto in apertura) sono stati affollatissimi in dicembre, grazie anche all'arrivo di moltissimi turisti esteri. «Nell'area di Roma – sottolineano alla McArthurGlen – sono stati registrati aumenti di afflusso tra il 40 e il 50% quest'anno. Nel centro di Serravalle, tra Lombardia, Piemonte e Liguria, i clienti hanno sfiorato quota 100mila alla settimana».
Positive anche le stime sulle vie dello shopping sia a Roma che a Milano, mentre è a Napoli che il consuntivo è molto negativo (l'emergenza spazzatura ha depresso gli acquisti, -10%). Secondo i negozianti meneghini l'incremento globale dello shopping natalizio avrebbe raggiunto il 10%, e per il tessile-abbigliamento l'aumento sarebbero stato tra il 5 e il 7% con particolare riguardo per i "complementi" (sciarpe e cravatte) e per calzature e borse.
Nel settore delle librerie si segnalano incrementi delle vendite nell'ordine del 5-10%, con l'interesse della clientela concentrato soprattutto sui tascabili. Per i profumi, una analisi di massima della Fenapro (l'associazione dei negozianti) ha rilevato incrementi intorno al 7% delle vendite, con un andamento particolarmente positivo per le confezioni da piccolo taglio.
Primi bilanci molto soddisfacenti per la gioielleria, soprattutto per la fascia di lusso, e in particolare per gli orologi da uomo di segmento alto. Sempre più diffuso, infine, il dono equo-solidale.

Da Il Sole 24ORE.com

 
Di Roberto Venturini (del 21/12/2007 @ 07:48:59, in Marketing, linkato 3010 volte)

Secondo la ricerca "Téléphonie et Services mobiles" di Mediametrie, la penetrazione del telefono cellulare in Francia ha raggiunto il 73% sull'universo della popolazione 11+ anni.

Parliamo di oltre 38 milioni di utenti; e la diffusione del telefonino continua a crescere, avendo fatto 2,3 milioni di new user nell'ultimo anno.

Oltre i due terzi degli utenti manda almeno un SMS al mese, e guardando i dati di uso su un arco di 30 giorni, in Settembre 2007 sono stati più di 15 milioni ad usare i servizi definiti di Internet Mobile - che però comprendono anche gli MMS.

Gli altri servizi rilevati comprendono Wap, I-Mode, Vodafone live, Orange World, e-mail mobile.

Sempre 15 milioni sono gli utenti che hanno già scaricato almeno una volta un contenuto sul loro cellulare; di questi 4,4 milioni nel corso degli ultimi mesi.

Ovviamente si tratta principalmente di loghi e suonerie, mentre il download di video non supera il 4% degli user, per un totale di 1,7 milioni di utenti. Si ripropongono quindi tutti i dubbi sul potenziale del video sul cellulare – o meglio di quali siano i modi giusti per usare questo mezzo, ma magari ne parliamo in un prossimo post.

Comunque la ricerca mostra che su una decina di emittenti TV disponibili in Francia per la fruizione mobile, nessuna riesce a passare il 5% di audience dei servizi mobili in termini di copertura del panel.

Sono 14,4 milioni coloro che hanno già consultato un sito / servizio di internet mobile, di cui 8,1 milioni a giugno 2007.

Interessantissimo scoprire che l’80% dei membri del panel monitorato si collega col cellulare a Internet Mobile… da casa. Il che fa riflettere sul valore del terminale mobile come estensione delle proprie capacità, di telecomando sul mondo…più che di accesso da dove non si ha Internet fisso. A fortiori se si considera che il secondo luogo da dove si usa di più Internet Mobile è il luogo di lavoro.

Quanto alla faccenda di cosa si consulti, emerge abbastanza chiaramente che i vincitori sono i servizi “pratici”: in primis il meteo, poi i servizi bancari, notizie e contenuti sportivi. In effetti, tra i primi 5 siti “mobili” più consultati troviamo Meteo France, Meteo Consult e Chaine Meteo…

 
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