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  mymarketing.it: il marketing fresco di giornata... di Admin
 
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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico : Social Networks (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Altri Autori (del 26/02/2016 @ 07:26:17, in Social Networks, linkato 1516 volte)
Instagram ha attirato più di 200.000 inserzionisti negli ultimi cinque mesi: è quanto ha dichiarato la società di proprietà di Mark Zuckerberg secondo fonti Reuters, sottolineando come il popolare social network delle foto stia contribuendo alle effettive entrate di Facebook.

A settembre Instagram aveva dichiarato concluso il suo periodo di test per l’advertising e aveva lanciato il suo servizio di inserzioni in altri 30 paesi, Italia inclusa, per poi aprire la possibilità dal 30 dello stesso mese a tutto il mondo; quella di Instagram è una platea composta da circa 400 milioni di utenti attivi al mese, a disposizione degli uomini di marketing da inizio ottobre.

Instagram ha avuto molti vantaggi sui competitor e, tra tutti, utilizza la tecnologia degli annunci di Facebook, che è tra le più avanzate per quanto riguarda le possibilità di profilazione degli utenti ed è in grado di raggiungere segmenti demografici estremamente specifici. Attraverso il pannello delle inserzioni di Facebook gli inserzionisti hanno quindi la possibilità di far partire campagne sia su Facebook, sia su Instagram.

“Il supporto di Facebook ha contribuito ad aumentare la nostra base utenti” e ad attirare gli inserzionisti, ha dichiarato James Quarles, Responsabile del Global Advertising di Instagram. “Le persone possono creare annunci utilizzando entrambe le piattaforme e incrociando i canali, una possibilità che finora non era molto comune nel mondo del marketing”.

Instagram non ha voluto però rivelare il modo in cui gli inserzionisti utilizzano anche Facebook in contemporanea, ma in una precedente dichiarazione dei guadagni il COO di Facebook Sheryl Sandberg ha dichiarato che ben 98 dei primi 100 più grandi inserzionisti utilizzano anche le inserzioni per Instagram. Una cifra che lascia comprendere come la tendenza ad utilizzare entrambe le piattaforme sia in crescita.

Secondo una ricerca di eMarketer, entro il 2017 Instagram supererà Google e Twitter in termini di ricavi per gli annunci display su mobile; inoltre, le stime prevedono anche che entro il 2017 i ricavi pubblicitari totali di Instagram raggiungeranno quota 2,81 miliardi di dollari, pari ad oltre il 10% dei ricavi pubblicitari globali di Facebook. Gli analisti di eMarketer si aspettano quindi una rapida ed ulteriore crescita di Instagram nei prossimi anni, spinta da una forte domanda relativa proprio ai prodotti legati all’advertising.

Via Tech Economy
 
Di Altri Autori (del 25/02/2016 @ 07:57:59, in Social Networks, linkato 1277 volte)
Prima o poi doveva succedere: sta per arrivare la pubblicita' in Messenger di Facebook. O almeno così è secondo le indiscrezioni che hanno rivelato il piano di Facebook di introdurre la pubblicità nella sua piattaforma di chat quest'anno, entro il mese di giugno.

Secondo un documento interno di Facebook ottenuto da TechCrunch, Facebook permetterà alle aziende di inviare annunci  pbblicitari sottoforma di messaggi alle persone che in precedenza hanno iniziato una conversazione con tale società. E' importante precisare sin da subito che le aziende potranno inviare messaggi pubblicitari solo agli utenti con cui hanno avuto una conversazione in chat in passato.

Ad esempio, se avete scritto con il profilo ufficiale della Coca Cola (non so se esiste, è un esempio), la società potrà inviarvi dei messaggi pubblicitari, ma state tranquilli del fatto che non riceverete messaggi pubblicitari da profili aziendali con cui non avete avuto una interazione in chat.

Facebook nel documento ha anche alcuni consigli per le aziende al fine che possano essere pronte a condividere annunci pubblicitari quando la funzione verrà attivata: Facebook raccomanda alle imprese di iniziare gia' ora ad interagire con gli utenti, in modo da poter inviare a questi utenti le inserzioni in futuro.

Nel corso dell'ultimo anno, Facebook ha lanciato una serie di caratteristiche per favorire le conversazioni tra consumatori e imprese. Inoltre, vista la presenza di 800 milioni e oltre di utenti nella piattaforma, era prevedibile l'introduzione della pubblicità.

Facebook dice che non intende introdurre spam all'interno di Messenger, per questo limiterà per le aziende la possibilità di inviare messaggi promozionali solo agli utenti con cui hanno avuto una conversazione in passato. Tuttavia, non ci sorprenderebbe che tra qualche mese Facebook toglierà questa limitazione. Lo scopo di un'azienda alla fine è guadagnare.

Anche se ha rifiutato di commentare le notizie riguardo il documento trapelato, Facebook ha detto che "Il nostro obiettivo con Messenger è quello di creare un'esperienza di alta qualità e coinvolgente per gli oltre 800 milioni di utenti in tutto il mondo, che comprende garantire alle persone di non ricevere messaggi indesiderati di qualsiasi tipo".

Il documento ha rivelato, inoltre, l'esistenza di un nuovo URL breve, fb.com/msg/, che servirà agli utenti per collegarsi direttamente con un'azienda con cui avviare una conversazione.

A questo punto nei prossimi mesi i messaggi pubblicitari potrebbero iniziare a circolare anche in Whatsapp, specie dopo che il servizio di messaggistica è diventato completamente gratuito dopo che Facebook ha tolto il canone annuale di 1 euro circa..

Sono 800 milioni gli utenti di Messenger oggi, ma entro la fine dell'anno potrebbero diventare un miliardo - traguardo raggiunto da Whatsapp alla fine di gennaio 2016. Stando ad una dichiarazione del CEO di Facebook Mark Zuckerberg dello scorso anno, WhatsApp e Messenger prima di essere considerare vere e proprie aziende - e quindi essere servizi che possono far guadagnare soldi a Facebook - devono raggiungere almeno un miliardo di utenti; Whatsapp l'obiettivo lo ha raggiunto, manca Messenger.

Al momento non sappiamo altro riguardo l'introduzione di messaggi pubblicitari in Messenger, ma vi terremo informati. Ricordiamo che nel mese di Aprile Facebook terrà la sua annuale conferenza degli sviluppatori, quindi qualche nuovo dettaglio potrebbe arrivare in questa occasione.

Via PianetaCellulare
 
Di Altri Autori (del 22/02/2016 @ 07:14:00, in Social Networks, linkato 1258 volte)
Twitter ha presentato un nuovo strumento per il social care che spinge i clienti ad entrare in contatto con le aziende tramite messaggi diretti; il product manager di Twitter Ian Cairns ha spiegato in un post sul blog ufficiale che Twitter è “il posto migliore per le imprese e per i loro clienti per connettersi” e che “in realtà molti dei nostri inserzionisti hanno dichiarato che oltre l’80% delle richieste social per l’assistenza arrivano proprio da Twitter”.

In sintesi, le aziende possono ora aggiungere un pulsante “invia un messaggio privato” ai loro tweets: in questo modo è possibile iniziare una conversazione tra azienda e cliente in un contesto pubblico, per poi passare ai DM (contesto privato) semplicemente premendo un tasto; in questo modo sarà più facile per le aziende dirimere questioni spinose o per parlare di eventuali dati che è meglio non inviare in pubblico.

Inoltre, Twitter ha aggiunto un’opzione che permette ai clienti di inviare una valutazione una volta che le operazioni di assistenza si sono concluse: si tratta di una feature che è stata pensata soprattutto per le imprese che vedono in Twitter la possibilità di fare social care, ma è anche un tentativo da parte di Twitter, sotto la guida di Dorsey, di rendere la piattaforma sempre più utile per utenti e brand e per risollevarsi dalla crisi nella quale il social network site si è impelagato.

Ma è anche vero che, come osserva TechCrunch, si tratta di un sistema davvero utile se si sta chiedendo un rimborso, o si devono fornire informazioni anagrafiche per il tracciamento di una spedizione; sono tutte informazioni che probabilmente è preferibile fornire in privato. Inoltre, le aziende possono avere bisogno di un modo più facile per misurare l’efficacia del loro servizio clienti e Twitter sta rilasciando i feedback proprio nelle forme più utilizzare per la valutazione del customer service, ovvero il punteggio Net Promoter (NPS) e i formati di Customer Satisfaction (CSAT).

Twitter sta anche integrando queste nuove funzionalità con strumenti già esistenti per il servizio clienti grazie alle partnership con Conversocial, Hootsuite, Litio, Salesforce, Spredfast, Sprinklr e Social Sprout. “Le imprese (che beneficeranno della nuova feature, ndr) generano risultati impressionanti”, conclude Cairns, citando il risparmio che deriva dalla gestione dell’assistenza clienti tramite Twitter paragonato ai costi dei classici call center.

La mossa, nel contesto delle tante e spesso contestate novità che il social offre ai suoi utenti, è chiaramente un modo per catturare ulteriormente l’attenzione delle imprese. Ce la farà?

Tech Economy
 
Di Altri Autori (del 10/02/2016 @ 07:09:53, in Social Networks, linkato 2417 volte)
«Uno spettro s’aggira per l’Europa»… O meglio per il mondo. Sì, perché se in Italia siamo ancora qui a lottare per far capire alle aziende l’importanza decisiva della cura, del «Cuore» da riservare al cliente, e dunque al proprio dipendente, primo sostenitore del brand (o suo primo detrattore), altrove il Social Customer Service è già ampiamente smarcato come priorità. I software non si contano più e – chi meglio, chi peggio – ogni brand si è dotato di supporto social dedicato, per l’assistenza clienti e non solo.

Di più, in parecchi stanno già sperimentando strumenti [ormai più neanche tanto nuovi] di aiuto al cliente in modi ancor più mirati per seguirlo là dove va, corre ogni giorno: per metterlo davvero al centro e garantirgli così una Customer Experience realmente memorabile.

social careParliamo, ad esempio, delle funzioni ora disponibili nativamente sui principali social. Come Twitter: lo stop al limite di 140 caratteri per i DM, onde disincentivar l’utente a recarsi su altri client per svolgere il supporto online. O come soprattutto Facebook e le sue Pages, con una messaggistica privata quasi ormai dedicata al Social Caring, tra badge pubblicamente premianti le Pagine «very responsive to messages» – con icona di «elevata reattività ai messaggi» – e nuovo layout, con scheda del cliente e storico delle relazioni con lui intrattenute sinora. Già si è visto come queste features abbiano attirato brand quali Hyatt, Spritz e Conversocial. Ancora più interessante, l’apertura ai chat bot entro Messenger: la possibilità cioè per alcuni sviluppatori di creare bot interattivi, «dipendenti virtuali» in grado di rispondere, via Messenger, alle richieste dei clienti, fornire informazioni, effettuare operazioni di acquisto e pagamento.

WhatsApp ormai pare quasi inutile citarla, col suo miliardo e passa di utenti attivi. Delle sue potenzialità lato #SocialCare, però, noi qui parliamo già da due anni: con l’allora pionieristico caso di Brescia Mobilità che già nel marzo 2014 annunciava la partenza del servizio. Un «messaggino Whatsapp al numero 342/6566207» e largo a «informazioni su linee, orari, percorsi», domande o segnalazioni sul «trasporto pubblico locale», con «risposta in tempo reale». Da tempo peraltro, già allora, testate come il Guardian o «guru» come Jim Freeze parlavano di WhatsApp come #TheNextBigThing del Customer Service.

Non che si abbiano a registrare ad oggi casi particolarmente emblematici. A parte Nardi Elettrodomestici che giusto pochi giorni fa annunciava – prima azienda italiana del settore – il suo sbarco sull’App con un test di gradimento per i primi mille clienti registrati, per il resto non molto si è mosso. La piattaforma – «mobile» per definizione – poco aiuta d’altronde nella gestione di sistemi e ticket complessi. Quando ci provò La Repubblica, infatti, con l’invio di notizie push via WhatsApp, andò in crash.

Esistono comunque altre forme di messaggistica con le potenzialità per soddisfare le esigenze di un servizio clienti customizzato, davvero Customer Oriented, col «cliente al centro»: inteso anche come cliente «interno» e non solo «esterno». Come il dipendente, cioè. Offrirgli una «User Experience» più soddisfacente della sua azienda anche nella comunicazione interna sarebbe un ottimo punto di partenza per incentivarne la motivazione e farlo sentire parte di una realtà che ne riconosce meriti e valore.

Tra le altre App, pensiamo a WeChat. Come già notavamo due anni fa parlandone Andrea Ghizzoni, Country Director Italy, WeChat è dotata di piattaforma web, ha i vantaggi dell’instant messaging uniti a quelli di un social network, offre maggiori tutele alla privacy degli utenti e si presta forse meglio a un Customer Service completo. Già allora non erano pochi i brand presenti e pronti a offrir assistenza anche lì: come China Airlines, Burberry, McDonalds, Starbucks.

Benissimo. Tutto questo – un presente che è ancora futuro per tantissimi, in Italia e non solo – sembra già quasi «passato» rispetto a uno strumento non nuovo, ma che col tempo sta sviluppando tali e tante potenzialità – nonché aumentando la massa utenti, ora a 100 milioni attivi – che non si può non parlarne, per iniziare a riflettere sulle sue utilità e applicazioni al business.

Telegram: chi è costei? Nata nel 2013, pane più che quotidiano per i nerd che la adorano, assai meno nota per ora ai più – questo oggi il suo unico «limite» – è una «cloud-based mobile and desktop messaging app with a focus on security and speed», come si definisce su sito. I suoi vantaggi, lato Employee Experience, Customer Experience, in effetti, partono tutti da qui.

1. Gestione messaggi. Come spiegato sulle FAQ, anche in italiano, Telegram è test di gradimento per i primi mille clienti registrati all’iniziativa basato, diversamente da WhatsApp, sul cloud con sincronizzazione istantanea. Utilizzabile con tutti i dispositivi contemporaneamente - smartphone, tablet o computer – consente di condividere un numero illimitato di foto, video, file (doc, zip, mp3, etc.) con dimensioni fino a 1,5 GB per ogni documento. «E se non vuoi salvare dati nel tuo dispositivo, puoi sempre tenerli nel cloud», si specifica. «Non ti devi preoccupare dello spazio occupato. Con il supporto al cloud e le opzioni di gestione della cache, Telegram può occupare quasi zero spazio».

Tradotto: io, azienda, posso seguire e inseguire clienti – «esterni» e «interni», Customers ed Employees – ovunque essi siano, alla scrivania o in mobilità, qualunque device abbiano sottomano, garantendo loro di trovar sempre informazioni aggiornate in real-time, e con qualunque tipo di contenuto. Anche il video più pesante di How-To per la risoluzione di un problema, anche il keynote più massiccio da presentar domani in CDA. È il trionfo della Omni-Channel Experience: la «omniscient customer experience» tanto di moda adesso.

2. Velocità e sicurezza. Grazie all’infrastruttura con più data center e alla crittografia, Telegram offre prestazioni più veloci e sicure. «Quelli che vogliono ulteriore privacy», esortano sul sito, «dovrebbero controllare le nostre impostazioni avanzate e l’altrettanto rivoluzionaria policy». Non ti basta? Telegram offre anche:

Chat Segrete, basate sulla crittografia client-client, senza passare dal cloud, con autodistruzione di messaggi, foto e video secondo timer preimpostati dai partecipanti;
Self-Destructing Accounts: funzionalità pensata proprio per le «grandi compagnie» che «amano accumulare dati sui loro utenti e conservarli per un tempo indefinito», consiste nell’autodistruzione automatica di un account se non si effettua più accesso per sei mesi. Il tempo è modificabile sino a un anno: non di più.
Blocco App con un codice addizionale.
«Chiunque ritiene di poter decifrare messaggi di Telegram è invitato a dimostrarlo nella nostra competizione e vincere 300000$.», si divertono a stuzzicare. «Puoi controllare la Descrizione del Crack Contest per saperne di più».
Inutile quasi rimarcare il valore di tanta sicurezza in tempi come i nostri, in cui proprio la privacy è priorità assoluta tanto delle aziende quanto dei clienti e dei dipendenti, fra di loro come nel reciproco, rispettivo rapporto con le compagnie. Vogliamoci bene, insomma, diciamoci tutto e di tutto: ma ognuno a casa sua – e con le porte ben serrate…

3. Gruppi e Supergruppi. «Ideali per condividere contenuti con gli amici e la famiglia, o collaboratori in piccoli team», i gruppi possono avere sino a 200 membri. Non basta? Ecco il supergruppo, più centralizzato, con un massimo di 1000 membri.
L’utilità lato #EX-#CX? È ben dichiarata già nel loro «manifesto»: «Gli utenti business e i piccoli team potrebbero amare i gruppi estesi, le app desktop e le opzioni di condivisione file». Coi Supergruppi vengono supportate «risposte, menzioni e hashtag che aiutano a mantenere in ordine e rendere efficienti le comunicazioni». Inoltre «puoi scrivere ai tuoi contatti e trovare persone tramite username». Un tool ottimo per combinare insieme SMS ed email, soddisfacendo le esigenze della messaggistica personale e aziendale.

4. Canali. Ecco un’altra grande novità. Nascono per diffondere messaggi pubblici a un pubblico ampio: prevedono, infatti, un numero illimitato di membri. I nuovi possono visualizzare l’intera cronologia del canale quando si uniscono.

Utilità latoEmployee Experience:

siamo di fronte a una «Internal Communication» versione moderna e perciò molto più friendly. Gli stessi vantaggi, insomma, dei Gruppi e Supergruppi o delle altre chat di Gruppo come WhatsApp, ma senza lo spam, qualitativo, quantitativo e anche “sonoro” – con le fastidiose, continuenotifiche di messaggini in entrata – spesso generato dall’uso sconsiderato del «Reply To All», che fa arrivare sempre-a-tutti risposte d’interesse, magari, invece di uno solo. Col Canale il problema è aggirato alla fonte. Non potendo interagire in maniera diretta, il partecipante deve scrivere singolarmente a chi ritiene davvero impattato dalla comunicazione X.
Utilità lato Customer Experience:

La possibilità per ogni brand di attivare un proprio canale di comunicazione rivolto alla clientela, nella sua globalità o targettizzata secondo differenti criteri, facendo pervenire a ciascuno informazioni personalizzate in base alle esigenze di ogni target. Esempi? Newsletter – ma così rinnovate e più fresche – offerte promozionali, iniziative dedicate, Tips&Tricks, How-To, istruzioni per l’uso, avvisi su prodotti e servizi già acquistati e in fruizione o, per i prospect, di loro interesse;
La qualità, il valoreunicodel network così costituito e raggiunto. Chi ne fa parte l’ha scelto: ha deciso o, comunque, accettato proattivamente di seguire un certo canale. Magari scommettendo per la prima volta su una piattaforma ancora poco nota come Telegram. Il pubblico dev’essere davvero interessato: ecco il vero engagement. Non è come un Like su Facebook o una news passivamente subita in email. Né si è qui soggetti a News Feed che ti oscurano se non paghi. Molto più facile sarà dunque raggiungere la rete di contatti: comunicare con loro, coinvolgerli, prendersene cura. Fino a che non compreranno o ri-compreranno.
Da qui il potenziale di efficacia tanto peculiare del Canale Telegram, anche in termini di raggiungimento del ROI. Dato poi l’ottimale rapporto qualità/prezzo: il tutto è a costo zero. Con tanti saluti all’algoritmo di Facebook.

5. Bot. E qui in fundo… veniamo al vero dulcis. Cosa sono i bot? «Account Telegram speciali, designati per scambio automatico di messaggi», spiegano dalla piattaforma. «Gli utenti possono interagire coi bot inviando loro messaggi di comando privatamente o in gruppo».Qual è il loro plus per la User Experience di Employees e Customers? Perché dovrebbero far felice cliente interno ed esterno, dipendente e consumatore.

«There’s a… bot for that», dicono da Telegram scherzando (ma non troppo). Non c’è quasi cosa cui tu possa pensare, cui non abbia già pensato un bot: e per cui già sia stato creato. «Fa’ virtualmente quel che vuoi. Eccetto i piatti». Ebbene sì, ragazzi: ahinoi «i bot sono terribili [per ora…] a lavar i piatti». Per il resto, però…

Integrazione con altri servizi. In una veste evoluta di IFTTT, un bot può postare commenti da remoto, controllare una #SmartHome, inviar notifiche di ogni genere «quando qualcosa accade da qualche parte». Come con GitHub Bot o Image Bot.
Creare tool personalizzati. Con la stessa filosofia, un bot può fornire alert, previsioni del tempo, traduzioni e mille altri servizi. Esempio? Poll bot.
Costruire giochi «single- & multi-player». Ti va una partita a scacchi? Vuoi cimentarti in un quiz? Altro che Candy Crush su FB: non sai qui quanto ti divertirai. Dà un’occhiata ad esempio a Trivia bot.
Costruire network e fare rete. Vuoi entrare in contatto con persone vicine? Connetterti a possibili partner per il tuo business? In stile Tinder c’è HotOrBot. Ma infiniti altri attendono solo di essere trovati.
Per farsi un’idea della quantità di bot già presenti per le più svariate esigenze, da’ un’occhiata al blog o al Telegram Bot Store. Personalmente mi sono innamorata di @divinacommediabot, realizzato da @piersoft e testato da docenti come la Prof. Paola Lisimberti e dalla classe 3B del Liceo Scientifico Pepe di Ostuni. Un clic e sul display, all’istante, ti trovi squadernata la Divina Commedia che vuoi, Canto dopo Canto, verso dopo verso – o magari proprio quel verso che cercavi. Meraviglia per gli occhi e per la mente. Quale miglior testimonianza di una Customer Experience memorabile?

- Libertà di creazione e personalizzazione dei bot e del servizio offerto. Ecco il vero segreto. Ciascuno di noi, con le minime skills tecniche richieste, può creare bot. «Abbiamo un’API per i Bot,» spiegano, «una piattaforma per sviluppatori che consente a ognuno di creare strumenti personalizzati». Qui e in specie qui le info per la creazione «super-easy» in autonomia. Vi sono comunque bot già predisposti per aiutare nell’operazione. Basta avviare @BotFather, ad esempio, e connetterlo al server di backend Telegram tramite API.

- Immaginate ora tutte le possibili applicazioni sin qui descritte – e le innumerevoli altre ideabili dalla creatività, nonché dalle singole necessità di ciascuno – nell’ambito dell’attività di un’azienda. Ogni compagnia è ora in grado di creare il servizio migliore, più veloce e sicuro, per garantire la Customer Satisfaction interna ed esterna, di clienti e dipendenti, virtualmente in ogni loro possibile esigenza: basta creare un bot e poter dire poi, a chi lamentasse il problema X, «There’s a… bot for that»! Con la massima personalizzazione: un bot che sia tutt’uno col proprio profilo – un tool «brandizzato» a costo zero – e col profilo di ognuno-e-tutti i suoi contatti. Una Omni-Channel – e «omniscient» – Experience che soddisfi tutti e uno per uno al contempo. Qualche esempio di offerte appetibili, proponibili via bot? FAQ per l’assistenza, la fruizione di prodotti e servizi, ma anche di contenuti utili per i dipendenti, risparmiati così da estenuanti ricerche nella Intranet, per risolvere problemi, svolgere procedure o avere info sulle policy. Ancora: tool per automatismi nel payment, rinnovi di contratti o gestione utenze, operazioni, preventivi, calcoli, ordini, invio e ricezione certificati.

Potremmo continuare all’infinito. Ci fermiamo qui, per ora, lasciandoti a riflettere. Vero, gli utenti Telegram sono ancora relativamente pochi, specie da noi. A maggior ragione, però, la posta in gioco è alta. Sii tanto smart, azienda, da dar buone ragioni al cliente per convincerlo alla scommessa di raggiungerti su Telegram. Se accetterà e ti seguirà, quell’unico contatto varrà come diecimila su Facebook. E ti renderà diecimila volte tanto.

Mai sentito il detto «Pochi ma buoni»? Lì però «si parrà la tua nobilitate». Tanto più dovrai esser affidabile e autentica, azienda, per farti – anche tu – seguire e inseguire. Il gioco però vale la candela. E il dollaro: che certo risparmierai (e guadagnerai) a fine mese…

Via Tech Economy
 
Di Altri Autori (del 01/02/2016 @ 07:51:35, in Social Networks, linkato 1149 volte)
La Top 10 delle campagne hashtag di dicembre stilata dall’Osservatorio Blogmeter di Top Twitter Campaigns vede entrare in classifica diverse campagne legate al Natale, oltre a quelle dedicate ad alcuni temi sociali, del mondo del calcio e del Food. Fa storia a sé invece la campagna legata all’attesissima uscita del settimo episodio di Star Wars. La prima posizione nel rating appartiene alla campagna natalizia #VorreiFarFelice di Coca Cola Italia, che ha ruotato attorno al tema della condivisione. Su Twitter, il noto brand di beverage ha invitato gli utenti a twittare l’hashtag ufficiale e il nome dell’account, permettendo, mediante un servizio di autoreply, di fare degli auguri personalizzati. Il successo è stato travolgente: oltre  37.900 tweet per un totale di 10.600 autori unici e 22,5 milioni di unique impression. Il profilo Twitter di Coca Cola è risultato anche il più retwittato del mese, mentre il tweet più di successo è stato quello attraverso cui il fan club friulano dell’attrice Lodovica Comello le ha augurato Buon Natale. Sempre in tema di Natale, troviamo altre due campagne: in nona posizione #PassionForLife, l’iniziativa di Renault – protagonista la Reanult Twingo – che invitava gli utenti a condividere ciò che provavano sotto le feste natalizie (1.300 tweet). #MissioneEntusiamo di Nutella, si è invece posizionata al decimo posto con 1.300 messaggi e 1000 autori unici. Lanciata il 2 dicembre, era legata alla promozione della Christmas Limited Edition, i nuovi vasetti da un chilogrammo che avevano come protagonista il personaggio dei fumetti Snoopy.

Il Real-time Marketing di Star Wars

La tendenza dei brand di sfruttare il successo e la viralità di un fenomeno per realizzare attività di real-time marketing sta diventando sempre più diffusa soprattutto su Twitter. Anche a dicembre conquista una rilevante posizione in classifica una campagna legata a un fenomeno esploso su Twitter: l’attesa per l’uscita del settimo episodio di Star Wars. Diversi brand hanno colto la palla al balzo, adottando l’hashtag ufficiale del lancio del film @StarWarsIT #IlRisveglioDellaForza, trending topic per diversi giorni. In particolare FCA ha avviato una partnership con Lucasfilm e Disney e il 16 dicembre, giorno dell’uscita del film nelle sale italiane, ha sponsorizzato l’hashtag che, in quella singola giornata, ha collezionato 15.500 tweet per un totale di 8.400 autori unici arrivando al secondo posto in classifica.

Il grande seguito delle campagne sociali

I social network continuano ad essere un ottimo canale per amplificare il passaparola relativo alle campagne sociali. A dicembre ben quattro campagne che avevano un obiettivo di sensibilizzazione sociale e umanitario sono entrate nella Top 10. A partire dal terzo posto ottenuto da #NonMiArrendo, l’iniziativa promossa da Telethon, in concomitanza dell’annuale maratona televisiva che si è tenuta dal 13 al 20 dicembre, con l’obiettivo di raccogliere fondi a favore della ricerca sulle malattie genetiche. La campagna ha raggiunto quasi 9000 tweet, la maggior parte dei quali collezionati il 18 dicembre, giorno in cui è andato in onda sulle reti Rai il Telethon Show 2015. E anche un’enorme visibilità (16,7 milioni di unique impression) grazie al sostegno di numerosi personaggi pubblici come Radja Nainggolan, Caterina Balivo, Giusy Versace e Luciana Littizzeto. Quinto posto, invece, per la campagna #IoCiMettoLaFaccia lanciata dai Patronati d’Italia attraverso l’account TiTuteliamo per protestare contro i nuovi tagli ai servizi dei patronati previsti dal Governo (2.300 messaggi). E sesto posto per #CorriConMe di Amnesty International (2000 tweet), l’iniziativa che ha promosso la maratona mondiale di raccolta firme a favore dei diritti umani.  Continua infine a riscuotere grandi consensi la campagna di  LAV Onlus e Animal Equality, #CoraggioConiglio, già in classifica a novembre, che in questa edizione riceve oltre 1.700 citazioni piazzandosi al settimo posto.

In classifica anche contest e campagne sportive

Bene anche la campagna che trattava del contest di Parmigiano Reggiano #MeglioIlMeglio che ha messo in palio un kit di tre pezzi di stagionatura diversa ai migliori post e tweet che descrivevano l’idea di “Meglio il meglio”. L’iniziativa si è posizionata al quarto posto totalizzando più di 4.900 tweet condivisi da un numero piuttosto esiguo di autori unici. All’ottavo posto infine #BeTheDifference, l’hashtag ufficiale della campagna con cui Adidas annunciava a maggio la “Football Revolution”. A dicembre la campagna è tornata in auge – totalizzando quasi 1.700 messaggi – grazie ai numerosi tweet dedicati alle due squadre di calcio di cui è sponsor tecnico, AC Milan e Juventus FC, che hanno portato grande visibilità in termini di impressions (circa 9,7 milioni).

Via Spot and Web
 
Di Admin (del 26/01/2016 @ 07:27:33, in Social Networks, linkato 1346 volte)

L’Osservatorio di Blogmeter, che ha stilato la Top 10 delle campagne hashtag di dicembre più citate su Twitter, incorona il brand di beverage che raccoglie quasi 38.000 tweet con una campagna sul Natale

La Top 10 delle campagne hashtag di dicembre stilata dall’Osservatorio Blogmeter di Top Twitter Campaigns vede entrare in classifica diverse campagne legate al Natale, oltre a quelle dedicate ad alcuni temi sociali, del mondo del calcio e del Food. Fa storia a sé invece la campagna legata all’attesissima uscita del settimo episodio di Star Wars. La prima posizione nel rating appartiene alla campagna natalizia #VorreiFarFelice di Coca Cola Italia, che ha ruotato attorno al tema della condivisione. Su Twitter, il noto brand di beverage ha invitato gli utenti a twittare l’hashtag ufficiale e il nome dell’account, permettendo, mediante un servizio di autoreply, di fare degli auguri personalizzati. Il successo è stato travolgente: oltre  37.900 tweet per un totale di 10.600 autori unici e 22,5 milioni di unique impression. Il profilo Twitter di Coca Cola è risultato anche il più retwittato del mese, mentre il tweet più di successo è stato quello attraverso cui il fan club friulano dell’attrice Lodovica Comello le ha augurato Buon Natale. Sempre in tema di Natale, troviamo altre due campagne: in nona posizione #PassionForLife, l’iniziativa di Renault – protagonista la Reanult Twingo – che invitava gli utenti a condividere ciò che provavano sotto le feste natalizie (1.300 tweet). #MissioneEntusiamo di Nutella, si è invece posizionata al decimo posto con 1.300 messaggi e 1000 autori unici. Lanciata il 2 dicembre, era legata alla promozione della Christmas Limited Edition, i nuovi vasetti da un chilogrammo che avevano come protagonista il personaggio dei fumetti Snoopy.

Il Real-time Marketing di Star Wars

La tendenza dei brand di sfruttare il successo e la viralità di un fenomeno per realizzare attività di real-time marketing sta diventando sempre più diffusa soprattutto su Twitter. Anche a dicembre conquista una rilevante posizione in classifica una campagna legata a un fenomeno esploso su Twitter: l’attesa per l’uscita del settimo episodio di Star Wars. Diversi brand hanno colto la palla al balzo, adottando l’hashtag ufficiale del lancio del film @StarWarsIT #IlRisveglioDellaForza, trending topic per diversi giorni. In particolare FCA ha avviato una partnership con Lucasfilm e Disney e il 16 dicembre, giorno dell’uscita del film nelle sale italiane, ha sponsorizzato l’hashtag che, in quella singola giornata, ha collezionato 15.500 tweet per un totale di 8.400 autori unici arrivando al secondo posto in classifica.

Il grande seguito delle campagne sociali

I social network continuano ad essere un ottimo canale per amplificare il passaparola relativo alle campagne sociali. A dicembre ben quattro campagne che avevano un obiettivo di sensibilizzazione sociale e umanitario sono entrate nella Top 10. A partire dal terzo posto ottenuto da #NonMiArrendo, l’iniziativa promossa da Telethon, in concomitanza dell’annuale maratona televisiva che si è tenuta dal 13 al 20 dicembre, con l’obiettivo di raccogliere fondi a favore della ricerca sulle malattie genetiche. La campagna ha raggiunto quasi 9000 tweet, la maggior parte dei quali collezionati il 18 dicembre, giorno in cui è andato in onda sulle reti Rai il Telethon Show 2015. E anche un’enorme visibilità (16,7 milioni di unique impression) grazie al sostegno di numerosi personaggi pubblici come Radja Nainggolan, Caterina Balivo, Giusy Versace e Luciana Littizzeto. Quinto posto, invece, per la campagna #IoCiMettoLaFaccia lanciata dai Patronati d’Italia attraverso l’account TiTuteliamo per protestare contro i nuovi tagli ai servizi dei patronati previsti dal Governo (2.300 messaggi). E sesto posto per #CorriConMe di Amnesty International (2000 tweet), l’iniziativa che ha promosso la maratona mondiale di raccolta firme a favore dei diritti umani.  Continua infine a riscuotere grandi consensi la campagna di  LAV Onlus e Animal Equality, #CoraggioConiglio, già in classifica a novembre, che in questa edizione riceve oltre 1.700 citazioni piazzandosi al settimo posto.

In classifica anche contest e campagne sportive

Bene anche la campagna che trattava del contest di Parmigiano Reggiano #MeglioIlMeglio che ha messo in palio un kit di tre pezzi di stagionatura diversa ai migliori post e tweet che descrivevano l’idea di “Meglio il meglio”. L’iniziativa si è posizionata al quarto posto totalizzandopiù di 4.900 tweet condivisi da un numero piuttosto esiguo di autori unici. All’ottavo posto infine #BeTheDifference, l’hashtag ufficiale della campagna con cui Adidas annunciava a maggio la “Football Revolution”. A dicembre la campagna è tornata in auge – totalizzando quasi 1.700 messaggi – grazie ai numerosi tweet dedicati alle due squadre di calcio di cui è sponsor tecnico, AC Milan e Juventus FC, che hanno portato grande visibilità in termini diimpressions (circa 9,7 milioni).

 

Via Spot and Web

 

 

 
Di Altri Autori (del 21/12/2015 @ 07:29:55, in Social Networks, linkato 1524 volte)

Siamo a fine anno, è tempo di bilanci, e anche Facebook ha fatto il suo: con il rapporto Year 2015 in a Review, il social network piu' popolare del mondo va a riassumere quelli che sono stati gli argomenti più popolari e più discussi sulla piattaforma durante il 2015, sia a livello italiano che nel mondo. Allo stesso tempo, Facebook ha attivato la pagina MY Year in Review personalizzata per utente, vale a dire la pagina a cui ogni utente registrato al social network puo' accedere per ricordare i bei momenti passati nel corso del 2015 che va chiudersi.

La pagina MY Year in Review 2015 (www.facebook.com/yearinreview) raccoglie molte delle foto che avete postato su Facebook in tutto il 2015, e vi offre un tour visivo del vostro anno trascorso sul social network. Piu' attivi siete stati su Facebook quest'anno, piu' contenuti vengono visualizzati, in alternativa la pagina è vuota. Per evitare di mostrare brutti momenti come avvenuto in situazioni simili nei mesi precedenti, come lo strumento 'Accadde oggi', Facebook ha detto di aver migliorato l'algoritmo che automaticamente va a creare la pagina personalizzata per ciascun utente, ottimizzato per eliminare le foto e i post associati ad eventi dolorosi, come la morte di qualcuno. Se non vi piace cio' che Facebook vi mostra in automatico, potete modificare le foto per aggiungerne di particolari o rimuovere quelli che non volete rivedere. È possibile selezionare un massimo di 10 foto.

IL 2015 SU FACEBOOK. Messe tutte insieme, le Top 10 di Facebook raccontano di cosa si è parlato di più nel 2015 su Facebook - dalla politica agli eventi sportivi, dalla musica ai luoghi nel mondo fino ad arrivare ad alcune delle sfide più difficili ed attuali che il mondo sta affrontando.

Expo 2015 è al primo posto tra gli argomenti di cui si è parlato di più in Italia nel 2015, seguito dalle Elezioni Regionali 2015 e la Juventus in finale di Champions League 2014/2015. A livello mondiale, si è parlato molto di Election Day USA 2014, seguito dagli attentati a Parigi del 13 novembre di quest'anno, la Guerra civile in Siria e la crisi dei rifugiati, I terremoti in Nepal e la crisi economica in Grecia.

Expo 2015 risulta anche al primo posto nella classifica dei primi 10 luoghi del 2015 piu' discussi.

Barack Obama risulta anche quest'anno il politico di cui si è parlato di più nel 2015, seguito da Donald Trump. Matteo Renzi è invece stato il leader politico di cui si è parlato di più in Italia.

Ed Sheeran è l’artista più popolare su Facebook nel 2015, seguito da Taylor Swift, Kanye West, Nicky Jam, e Wiz Khalifa.

Game of Thrones ha dominato la classifica delle serie TV piu' discusse nel mondo, seguita da The Walking Dead. Il film più seguito e discusso è Star Wars: Il Risveglio della Forza seguito da Furious 7 e da Jurassic World.

Floyd Mayweather, Jr. e Manny Pacquiao sono stati gli atleti di cui si è parlato di più, mentre i videogame piu' discussi sono FIFA 2015, Fallout Shelter & Fallout 4 e Call of Duty: Black Ops 3.


Facebook: il 2015 in breve

Argomenti (Global)

1. Elezioni presidenziali negli Stati Uniti
2. 13 novembre, attacchi a Parigi
3. Guerra civile in Siria e crisi dei rifugiati
4. Terremoti in Nepal
5. Crisi economica in Grecia
6. Matrimonio tra persone dello stesso sesso
7. Lotta contro l’ISIS
8. Attantato a Charlie Hebdo
9. Scontri di Baltimora
10. Sparatoria a Charleston Shooting e
dibattito sulla bandiera Argomenti (Italia)

1. Expo 2015
2. Elezioni Regionali 2015
3. Juventus – Champions League
4. Festival di Sanremo
5. Crisi economica Grecia
6. Matteo Renzi
7. Papa Francesco
8. Vasco Rossi
9. 13 Novembre Attacchi a Parigi
10. Crisi rifugiati
Luoghi (Italia)

1. Expo Milano 2015
2. Colosseo
3. Gardaland
4. Musei Vaticani
5. Stadio San Siro
6. Arena di Verona
7. Basilica di San Pietro
8. Acquario di Genova
9. Duomo di Milano
10. Piazza di Spagna
Nuovi Adesivi (Italia)

1. Biscottino innamorato
2. Minions
3. Snoopy & Friends - Il film dei Peanuts
4. Bigli & Migli
5. The GaMERCaT
6. Si balla!
7. Dolci cucciolotti
8. Inside Out
9. Boo e Buddy
10. The Dam Keeper
Persone dello Spettacolo (Global)

1. Ed Sheeran
2. Taylor Swift
3. Kanye West
4. Nicky Jam
5. Wiz Khalifa
6. Drake
7. Pitbull
8. Caitlyn Jenner
9. The Weeknd
10. Shakira
TV Show (Global)

1. Game of Thrones
2. The Walking Dead
3. The Daily Show
4. Saturday Night Live
5. WWE Raw
6. The Simpsons
7. 19 Kids and Counting
8. Grey’s Anatomy
9. Last Week Tonight with John Oliver
10. Orange is the New Black
Film (Global)

1. Star Wars: The Force Awakens
2. Furious 7
3. Jurassic World
4. Avengers: Age of Ultron 5. American Sniper
6. Straight Outta Compton
7. Fifty Shades of Grey
8. Mad Max: Fury Road
9. Magic Mike XXL
10. Pitch Perfect 2
Sportivi (Global)

1. Floyd Mayweather, Jr.
2. Manny Pacquiao
3. Ronda Rousey
4. Lionel Messi
5. Cristiano Ronaldo
6. Tom Brady
7. Stephen Curry
8. LeBron James
9. Serena Williams
10. Carlos Tevez
Politici (Global)

1. Barack Obama
2. Donald Trump
3. Dilma Rousseff
4. Hillary Clinton
5. Bernie Sanders
6. Luiz Inácio Lula da Silva
7. Recep Tayyip Erdoðan
8. Muhammadu Buhari
9. Narendra Modi
10. Benjamin Netanyahu
Luoghi (Global)

1. Disney Properties
2. Universal Studios Properties
3. Times Square, New York City
4. Tour Eiffel
5. Cascate del Niagara
6. Siam Paragon
7. Grand Canyon National Park
8. Yosemite National Park
9. Museo del Louvre
10. Central Park
11. Beto Carrero World
12. Warner Bros. Studio Tour London
13. Gardens by the Bay
14. Marina Bay Sands
15. Ibirapuera Park
16. Hollywood Walk of Fame
17. Madison Square Garden
18. Molo di Santa Monica
19. Camp Nou
20. Expo Milano 2015
Nuovi videogame (Global)

1. FIFA 15
2. Fallout Shelter & Fallout 4
3. Call of Duty: Black Ops 3
4. Mortal Kombat X
5. Batman: Arkham Knight
6. The Witcher 3: Wild Hunt
7. Metal Gear Solid V: The Phantom Pain
8. Dying Light
9. Star Wars: Battlefront
10. Halo 5: Guardians
Nuovi Adesivi (Global)

1. Biscuit in Love
2. Minions
3. Bigli Migli
4. Dance Party
5. Hello Brown
6. MiM on the Move
7. Rilakkuma
8. The GaMERCaT
9. The Peanuts Movie
10. Inside Out

Via PianetaCellulare

 
Di Admin (del 18/12/2015 @ 07:48:10, in Social Networks, linkato 1701 volte)

La moda e il lusso corrono su Instagram. Lo dicono i numeri del social network, condivisi in esclusiva con Pambianco Magazine, relativi alla classifica dei brand che meglio hanno performato nel 2015. Tra i primi posti della lista globale dei marchi, gli unici account extrasettore sono quelli di Instagram stesso, di squadre sportive (Fc Barcellona, Manchester United, Nba), di media (National Geographic, 9gag, Vogue) e, a sopresa, della Nasa. Per il resto, a farla da padrone sono marchi di abbigliamento e accessori, con un buon alternarsi tra firme del lusso ed etichette del fast fashion. Questo tema verrà approfondito nel prossimo numero di Pambianco Magazine, in uscita ai primi di gennaio.

In cima alla classifica del settore (e al terzo posto globale), con i suoi oltre 28 milioni di seguaci, c’è Nike: il colosso americano dell’outerwear, nel 2015, ha più che raddoppiato i propri fan, guadagnandone quasi 20 milioni soltanto quest’anno. Segue a ruota, con 25 milioni, il marchio di lingerie sempre statunitense Victoria’s Secret che quest’anno ha accresciuto del 71% gli utenti che seguono il suo profilo. Al terzo posto del comparto, e nono a livello complessivo, c’è il fast fashion di H&M che segue i primi due a una distanza non indifferente, con i suoi ‘soli’ 10 milioni e mezzo di fan (+64 per cento). Man mano che si scende di posizione, la classifica testimonia come moda e lusso si sappiano ben muovere nel digitale, e quanto siano in grado di ‘fidelizzare’ i propri fan anche sul web: tutti i marchi della moda nel 2015 hanno fatto registrare una crescita a due cifre, e spesso sopra il 50%, dei propri follower su Instagram. Sotto al podio si trovano i nomi di Chanel, Zara, Adidas, Victoria Beckham, Dior. E proseguendo, la situazione non cambia: gli ‘igers’ di tutto il mondo dimostrano di avere un debole per moda e lusso.

Via PambiancoNews

 

Uno dei tanti problemi che affliggono le aziende e i dipendenti minando la produttività, è la distrazione: i social network site, se non usati in modo professionale, sono uno degli elementi principali di disattenzione per i dipendenti e per i professionisti. Facebook ha però pronta una soluzione a pagamento per risolvere il problema: “Facebook at Work”, la versione professionale di Facebook che è stata definitivamente annunciata e verrà lanciata tra qualche mese.

Dopo circa un anno di test, Facebook ha dichiarato che il servizio è ormai pronto per essere raccolto da tutte le aziende interessate: sarà completamente orientato alla collaborazione sul luogo di lavoro ma si presenta, nella sua struttura, in modo praticamente identico al classico Facebook, con un newsfeed, i tasti di condivisione, i like e un proprio servizio di messaggistica.

“Direi che il 95 per cento di quello che abbiamo sviluppato per Facebook è adottato anche per Facebook at Work,” ha dichiarato Julien Codorniou a Reuters, attualmente coordinatore delle partnership a livello mondiale di Facebook. La differenza fondamentale è che gli utenti di Facebook at Work avranno profili speciali distinti dai loro profili Facebook già esistenti. La società sta inoltre sviluppando prodotti esclusivi per Facebook at Work, tra cui strumenti e sistemi di sicurezza appositamente dedicati, ha aggiunto Codorniou.

Come è possibile leggere direttamente sul sito di Facebook, “con un account Facebook at Work, puoi usare gli strumenti di Facebook per interagire con i colleghi” e inoltre “i contenuti che condividi usando il tuo account di lavoro saranno visibili solo alle altre persone della tua azienda”. Si tratta, in sostanza, di un modo per comunicare all’interno delle organizzazioni sfruttando la piattaforma consolidata, impedendo forme di distrazione e ottimizzando la comunicazione.

Facebook ha iniziato i test del servizio a gennaio e ha mantenuto l’accesso alla piattaforma solo su invito, ma a breve sarà aperta a tutte le aziende con un pagamento di “un paio di dollari al mese per utente” per alcuni servizi premium, come la dashboard degli analytics o gli strumenti dedicati al CRM. Un modello che sembra convincente dato che già più di 300 aziende, tra cui Heineken, Royal Bank of Scotland e la gioielleria Stella and Dot, utilizzano il nuovo sistema.

Codorniou ha dichiarato che in sostanza, si tratta della versione normale di Facebook tranne che per alcune eccezioni o limitazioni, ad esempio, conclude “non si potrà giocare a Candy Crush”.

Via Tech Economy

 
Di Altri Autori (del 24/11/2015 @ 07:28:06, in Social Networks, linkato 1511 volte)

Facebook at Work è ora accessibile da una applicazione mobile ufficiale. Chiamata Work Chat, l'applicazione consente agli utenti di Facebook at Work - il social network per le aziende - di comunicare tra loro via chat, singole o di gruppo, e di effettuare chiamate vocali. Si tratta fondamentalmente di Facebook Messenger, ma esclusiva per gli utenti di Facebook for Work.

Facebook ha iniziato nelle scorse settimane il test di 'Facebook at Work', una versione professionale di Facebook che mette il social network di oltre 1 miliardo di persone in diretta concorrenza con Google, Microsoft e LinkedIn.

Facebook sta facendo tutto il possibile per monopolizzare il tempo che si trascorre on-line e, dopo aver puntato su video, messaging e notizie, ora è pronta per un portale tutto nuovo dedicato ai lavoratori. Chiamato Facebook at Work, il servizio annunciato Mercoledì funziona più o meno come la versione normale di Facebook, tranne che lo si utilizza per connettersi con i colleghi che possono o non possono essere amici nella versione normale del sito. Più importante di tutto, la combinazione di colori della schermata è diversa, quindi se avete il vostro capo dietro le spalle può con un colpo d'occhio sapere se siete su Facebook o se state ancora "lavorando" su Facebook at Work.

Per ora, Facebook dice che sta rendendo disponibile Facebook at Work ad una manciata di partner, che testeranno il prodotto prima del suo lancio ufficiale, provvisoriamente in programma per la fine di quest'anno. Facebook dice che è sta utilizzando la piattaforma internamente tra i suoi dipendenti ormai da anni.

"Abbiamo scoperto che utilizzando Facebook come strumento di lavoro rende il nostro giorno di lavoro più efficiente," Lars Rasmussen, direttore dell'ingegneria di Facebook, ha detto a Wired.com. "Efficienza" e "passare il tempo su Facebook at Work" sono termini che possono suonare come una contraddizione. Ma se Facebook può effettivamente fare uno strumento che aiuta le persone a lavorare meglio in ufficio, ben venga. Facebook fa soldi quando si spendono più ore sul sito, se sei al lavoro o a casa. Più tempo i vostri occhi sono su Facebook, più la vostra attenzione fa monetizzare l'azienda.

Facebook at Work abbiamo quindi capito che è una piattaforma diversa dal Facebook normale, ma ha le funzioni già note come la pagina News Feed, i Gruppi, messaggi diretti e gli eventi, ha spiegato Menlo Park in una una nota. "Sarà quindi possibile restare in contatto con i propri colleghi nello stesso modo in cui lo si fa con i propri amici e familiari attraverso il social network", aggiunge. Facebook at Work, concepito e realizzato per essere utilizzato all'interno delle imprese, promette "che le informazioni degli impiegati su Facebook at Work sono al sicuro, protette, confidenziali e completamente separate da quelle del proprio Profilo Facebook personale".

Altra cosa importante di 'Facebook at Work' è che le informazioni condivise tra gli impiegati sono accessibili solamente ai dipendenti della compagnia. I commenti e feedback dei primi partner che testeranno la piattaforma "saranno fondamentali al fine di costruire il miglior prodotto possibile per loro e i loro impiegati", chiude Facebook in una nota.

Via PianetaCellulare.it

 
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