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  mymarketing.it: perchè interagire è meglio!... di Admin
 
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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico : Social Networks (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Altri Autori (del 03/09/2012 @ 07:38:37, in Social Networks, linkato 1764 volte)

Dal 24 al 28 settembre, arriva a Torino Social Media Week, la più grande manifestazione internazionale dedicata ai social network e alla comunicazione digitale. Nata da un’idea di un gruppo di creativi di New York, Crowdcentric, Social Media Week si svolge contemporaneamente in 14 città sparse per il mondo: oltre a Torino, Barcellona, Berlino, Bogotà, Chicago, Glasgow, Hong Kong, Jeddah, Londra, Los Angeles, San Paolo, Seoul, Shanghai e Vancouver.

Durante i cinque giorni di Social Media Week i maggiori esperti e innovatori di comunicazione digitale si metteranno al servizio del pubblico per raccontare cosa si nasconde dietro al fenomeno del secolo: il web. Social Media Week è nata con l'intento di svelare come e perché questo accade. Il tema di questa edizione 2012 è Empowering Change Through Collaboration - Dare forza al cambiamento attraverso la collaborazione.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 08/08/2012 @ 07:01:16, in Social Networks, linkato 1557 volte)

Facebook si avventura nel mondo del gioco d’azzardo online con il lancio della sua prima applicazione con cui gli utenti possono scommettere soldi veri. A partire dal oggi, stando a quanto riportato dal Financial Times, Facebook offrirà agli utenti maggiorenni del nel Regno Unito l’opportunità di giocare a bingo online per premi in denaro.

“Il gioco d’azzardo è molto popolare e ben regolamentato nel Regno Unito. . . per milioni di utenti di bingo è già un’esperienza sociale così ha senso per noi offrirlo“, ha commentato Julien Codorniou, a capo del settore gaming di Facebook in Europa, Medio Oriente e Africa. Una situazione legislativa favorevole, quindi, ben lontana dal mercato americano che solo ultimamente mostra lievi aperture verso il social gaming con denaro “vero” e non virtuale.

L’annuncio risponde alle molte speculazioni fatte da esperti e investitori sul come e quando Facebook, e altri siti di social networking, avrebbe introdotto prodotti di gioco per aumentare i ricavi. Ancor più  seguito della disastrosa IPO e della progressiva perdita di fiducia degli investitori stessi. La mossa di Facebook nel Regno Unito è uno sviluppo significativo, secondo Clive Hawkswood, capo esecutivo della Remote Gambling Association, con sede a Londra un’associazione gioco d’azzardo online. “Un sacco di persone si chiedono perché l’abbiano fatto prima visto che c’è una difficoltà nel monetizzare ciò che hanno. Questo è un modo di portare dei ricavi” conclude Hawkswood.

Facebook lancerà il Bingo Friendzy app in una joint venture con Gamesys, uno dei più grandi operatori britannici di gioco online. Si parla anche di un successivo ampliamento dell’offerta, che potrebbe includere non solo il bingo ma anche giochi da casinò come blackjack e roulette, ma al momento nulla è confermato.

Via Tech Economy

 
Di Admin (del 10/07/2012 @ 07:00:26, in Social Networks, linkato 2320 volte)

Il cerchio 2.0 si chiude. The Fancy, start up americana ribattezzata il 'Pinterest del commercio elettronico', paga gli utenti per condividere i propri contenuti. In sostanza, il sito vuole incentivare la circolazione di prodotti, commenti, visualizzazioni, e per farlo ha deciso di mettere mano al portafogli.

Gli utenti non sono perciò solo oggetto di marketing, ma anche agenti per lo stesso. Ogni volta che uno degli iscritti condividerà un oggetto, riceverà un link con un codice unico che consentirà di ottenere uno sconto del 2% sul prodotto in questione (ad acquisto avvenuto).

La cifra non è granché, ma così facendo The Fancy pensa di incrementare sensibilmente il proprio traffico. E, per quanto non innovativa (il marketing ‘affiliato agli utenti’ già viene proposto da Amazon e altri portali), questa formula potrebbe determinare il salto definitivo dei social network verso il commercio.

Via Quo Media

 
Di Roberto Venturini (del 04/07/2012 @ 07:24:30, in Social Networks, linkato 2909 volte)

Funziona così:  per promuovere i nuovi telefonini di LG, si mettono in palio biglietti VIP per grossi concerti.


Il trucco è che più si twitta con l'hashtag  #LGTicketHunter (e quindi si collabora a promuovere il concorso), più sul sito, la mappa si ingrandisce.


E più si ingrandisce, più diventa facile capire quale sarà la location misteriosa... e la prima persona che la individua, ci si fionda e twetta da lì vince i biglietti.


La promozione ha portato l'hashtag in Trending Topic per UK, il che per un'iniziativa promozionale non è male...


http://lgtickethunter.com/

 
Di Altri Autori (del 29/06/2012 @ 07:13:18, in Social Networks, linkato 1903 volte)

Pausa caffè al lavoro, oppure pausa Facebook. Ormai il break social network è entrato nelle abitudini di milioni di lavoratori in tutto il mondo, con il sito in blu a dominare la scena, inseguito però da Twitter.

 Secondo i dati Iab, sempre più persone preferiscono perdere qualche minuto sul micro-blog a 140 battute piuttosto che su Facebook. Il declino di Mark Zuckerberg e soci, però non ha le sembianze di una disfatto, quanto quelle di un normale piccolo calo d’interesse. In Italia, per esempio, gli internauti sono sempre più affascinati da video e navigazione mobile, che meglio si prestano a Twitter, con i suoi brevi link e la grafica snella, più veloce da caricare e leggere sugli smartphone.

Le percentuali di uso di Facebook sui luoghi di lavoro, secondo un’indagine che ha coinvolto oltre 2mila aziende in tutti i continenti, è scesa dal 54 al 37% rispetto a un anno fa, mentre quelle di Twitter sono salite dall’11 al 21%. Il flusso di traffico dei due siti è rimasto però quasi invariato, a dimostrazione che al di fuori dell’ufficio, Facebook continua ad attirare centinaia di milioni di utenti ogni giorno.

 Resta da capire se l’alto utilizzo dei social nelle compagnie sia una necessità oppure solo uno svago. Pare infatti che il 3,8% della banda larga aziendale sia sfruttata per la visione di video su YouTube. Difficile convincere il capo che sia per una questione di lavoro.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 28/06/2012 @ 07:45:06, in Social Networks, linkato 1824 volte)

Bluefinlabs, società di ricerca specializzata in analisi dei trend della Social TV, compila una classifica dei video spot più discussi su Twitter. La classifica dell’ultima settimana (6/18 – 6/24) registra lo straordinario successo di Nike che ha stimolato più di 15mila tweet, anche grazie all’inserimento negli spot di un apposito hashtag (#GameOnWorld - #MakeTheRules).

Ovviamente il volume di conversazioni generato è da attribuire a numerosi fattori, tra i quali: la popolarità del brand, i testimonial famosi provenienti dal mondo sportivo, l’alto livello di realizzazione dei filmati e la creatività.

Nike è riuscita in questo modo a generare 6.3 milioni di impression aggiuntive per gli spot, registrando una crescita delle conversazioni sociali su di essi di quasi il 500% in una settimana. L’incremento maggiore del volume di conversazioni sociali, durante l’ultima settimana, l’ha ottenuto, però, Ford (+1094%, 4754 tweet).

Via Tech Economy

 
Di Altri Autori (del 27/06/2012 @ 07:15:04, in Social Networks, linkato 2327 volte)

Le possibilità reali offerte dai social media ai brand sono al centro di forti discussioni, dopo la decisione di General Motors di non comprare più spazi pubblicitari su Facebook. I risultati di numerose ricerche hanno inoltre gettato forti dubbi sull’efficacia degli annunci nel popolare social network.

Molti inserzionisti durante il 2011 hanno fortemente incrementato la propria spesa pubblicitaria su Facebook, in particolare per l’acquisto dei cosiddetti ad “Premium” (inseriti nella homepage degli utenti e in altri spazi riservati e prominenti). I nuovi dubbi sull’efficacia di questa forma pubblicitaria hanno portato ad una riduzione della spesa nei primi mesi dell’anno, ma secondo eMarketer il problema risiederebbe almeno in parte nella tipologia di advertising acquistato, e non nell’offerta generale di spazi.

Facebook ha una seconda tipologia di offerta pubblicitaria, venduta attraverso la piattaforma self-service disponibile nel Marketplace. Questa tipologia di advertising starebbe guadagnando consensi e se utilizzata correttamente può generare ottimi risultati.
“L’importanza del Marketplace è spesso sottovalutata – spiega Debra Aho Williamson, analista di eMarketer e autrice di un report sull’argomento – Poiché i clickthrough rate su questi annunci sono minuscoli ed è poca la creatività consentita… per questo gli annunci del Marketplace riscuotono poco rispetto. Eppure, quando il targeting e l’acquisto sono eseguiti correttamente nel Marketplace, gli inserzionisti possono ottenere un grande successo“.


Una buona selezione del target risulta centrale e, per quanto le aziende continuino ad utilizzare in prevalenza dati basilari, stanno man mano implementando strategie più sofisticate e selettive; stando ai dati di un’inchiesta effettuata a Marzo 2012 da  Social Fresh.


Il problema risiede, però, nell’eccesiva importanza che si dà al numero di click generati. Secondo la Williamson le aziende stanno pian piano iniziando ad utilizzare misurazioni più sofisticate, che mirano a capire maggiormente le conseguenze di un click, le azioni reali che un annuncio riesce a suscitare, e quelle che vorrebbe ispirare. Un allontanamento dalle misurazioni standardizzate come il clickthrough rate potrebbe favorire un’ulteriore espansione dell’offerta del Marketplace.

La centralità di una social media strategy ben pianificata e studiata, e di un media planning adeguato che consideri attentamente le specificità di ogni mezzo, sono evidenziate anche dalla casa automobilistica Nissan; che sta puntando in modo deciso sui social media, ed in particolare su Facebook, per il lancio di 5 nuovi veicoli.
Il punto centrale, per Erich Marx, direttore responsabile del marketing interattivo e sociale della compagnia, è esattamente quello di capire come utilizzare i social media a fini di marketing e cosa questi possono offrire ad un brand.

“Non sono in disaccordo con quello che GM ha fatto perché noi non spendiamo così tanto in quello spazio (Facebook) - spiega Marx - Ma spendiamo nello spazio e continueremo a farlo. Non credo nello spendere $10 milioni, ma non voglio ridurre neanche la spesa a zero. Tutti alla Nissan comprendono che lo spazio dei social media è diverso e bizzarro“.

Il parere del manager è da tenere particolarmente in considerazione, considerando che Nissan in un anno, da quando Marx è il responsabile del social marketing, ha incrementato i propri Facebook fan di circa 700mila (like).

La compagnia, inoltre, risulta, secondo la società specializzata nella verifica dell’engagement Zuum, la casa automobilistica la cui brand page ha un tasso di engagement superiore. Il tutto al fronte di un investimento nel popolare social network di soli 500mila dollari.

Il punto è spendere bene capendo cosa i social media possono offrire e i costi del restare fuori da questo spazio. “Dal punto di vista puro del ROI, stiamo vendendo centinaia di auto attraverso il social? No – spiega  Marx – Non si tratta di ROI, si tratta di COI… “cost of ignoring”… Non si tratta di legare la vendita di un auto a Facebook. Facebook potrebbe scomparire, Twitter potrebbe scomparire, ma i social media non scompariranno. Le aspettative di proprietari e appassionati di poter interagire con il brand… sono ormai scolpite nella pietra. “

Questo rende necessario per i brand essere presenti in questi spazi di interazione, in modo attento alle specificità di essi e al desiderio di partecipazione dei fan. Nissan ha, per queste ragioni, pianificato diverse interessanti iniziative per il lancio dei 5 nuovi modelli.

Fra queste c’è “Innovation Garage” ad esempio, che soddisferà il desiderio di partecipazione dei fan permettendogli di comunicare le proprie idee per automobili da sviluppare in futuro; rendendo inoltre lo sviluppo di modelli automobilistici co-partecipato e più facilmente corrispondente ai desideri degli appassionati.

Un’altra iniziativa da poco conclusasi, permetteva invece di partecipare ad un contest per provare in un test-drive la nuova Altima, chiedendo ai Fan cosa avrebbero fatto se fossero stati selezionati. I video prodotti dagli utenti sono stati poi utilizzati come strumento di marketing virale, incluso quello molto efficace di un fan che aveva promesso di chiedere alla propria ragazza di sposarlo se selezionato.

La strategia Nissan è, in ogni caso, molto ampia e le iniziative molte. La casa automobilistica punta sui linguaggi e le modalità tipiche dei social media in modo efficace. La comicità, che riscuote molto successo tra gli utenti, dovrebbe essere alla base di una prossima iniziativa per promuovere la Pathfinder.

L’esperienza Nissan dimostra che il punto centrale non è la quantità di denaro investita, ma la conoscenza del mezzo e una strategia adeguata ai suoi linguaggi nonchè alle aspettative interattive e di partecipazione degli utenti. Obiettivi strategici realistici, specifici ed adeguati a ciò che i social media possono offrire ai brand, devono continuare ad essere il pilastro sul quale costruire una simile strategia.

Via Tech Economy

 
Di Altri Autori (del 21/06/2012 @ 19:34:43, in Social Networks, linkato 2546 volte)

Le aziende di tutto il mondo stanno adottando i social media come strumento di marketing, ma non sempre lo fanno avendo una chiara comprensione delle specificità di tale forme di comunicazione. Soprattutto la comunicazione aziendale continua ad essere troppo monodirezionale e spesso fallisce nell’istaurare un dialogo con i propri “fan-consumatori”.

Il 70% delle domande e delle interazioni da parte dei fan su Facebook, infatti, non riceve risposta dalle aziende: lo sottolinea uno studio della società di ricerca specializzata Socialbakers. Una percentuale consistente delle aziende – sempre secondo lo studio di Socialbakers - mantiene il proprio profilo (Page Wall) chiuso, impedendo feedback e domande da parte dei consumatori. Tra i brand globali la percentuale di aziende che adotta una simile politica è superiore al 25%.

Non tutti i settori industriali hanno, in ogni caso, un tasso di interazione così basso. Le aziende telefoniche e le compagnie aeree, ad esempio, risultano le sole a rispondere a più della metà delle richieste da parte dei fan. Al contrario le aziende media, che dovrebbero essere particolarmente attente all’evoluzione delle forme di comunicazione,  risultano avere il tasso di risposta minore tra i settori considerati (4.9%).

I risultati dello studio mostrano un utilizzo dei social media troppo spesso difensivo e legato a precedenti forme di comunicazione; si finisce così col chiudersi proprio a quelle che sono le caratteristiche specifiche delle piattaforme: interattività e conversazione sociale.

Via Tech Economy

 
Di Altri Autori (del 08/06/2012 @ 07:36:30, in Social Networks, linkato 2787 volte)

Una ricerca del Politecnico di Milano mostra che i social media sono diventati dei forti strumenti per influenzare gli acquisti dei consumatori.
Oltre a essere un fenomeno di costume e di marketing per le aziende, i social media sono diventati dei fortissimi strumenti per aumentare le vendite. Una ricerca della School of Management del Politecnico di Milano mostra che almeno 8 milioni di utenti internet modificano le loro scelte d'acquisto a seguito delle informazioni recuperate attraverso i social network e che 15 milioni di utenti web si fidano pienamente di quanto trovano nei blog e nei forum circa prodotti e servizi.

Potere della rete, dunque, visto che il consumatore del web 2.0 condivide ora anche le proprie esperienze positive, al contrario del passaparola tradizionale che trasmetteva soprattutto le esperienze negative.

La scuola dell'ateneo milanese ha interpellato 1.184 persone tra i 18 e i 65 anni per capire in che modo social media, blog, forum o social network influenzano i processi di acquisto dei consumatori italiani. L'indagine ha analizzato poi la frequenza di utilizzo dei media nuovi e tradizionali (stampa, tv, radio) per la raccolta di informazioni nei processi di acquisto, la fase del processo in cui avviene tale utilizzo, l'influenza che ha l'informazione reperita, quale grado di fiducia i consumatori esprimono in questa informazione, l'attitudine all'utilizzo futuro dei media. Tutto ciò riferito a 4 categorie
merceologiche: alimenti per l'infanzia, alimenti salutistici, servizi bancari e apparecchiature mobile (cellulari, smartphone e tablet).

Lo studio ha ecidenziato quanto i nuovi media si stiano stabilmente affiancando ai media tradizionali come fonti autorevoli di informazione nei processi di acquisto, al punto che l'utilizzo di social network, blog, e internet ha raggiunto una diffusione paragonabile a quella dei media tradizionali all'interno della popolazione italiana che utilizza il web.

In particolare, i nuovi media hanno un livello di influenza particolarmente elevato: la capacità di blog e forum di modificare, fino a cambiare completamente, l'opinione dell'individuo su prodotti e servizi già noti è generalmente la più alta tra i media oggetto di rilevazione.

Circa 12 milioni di italiani si fidano delle informazioni riportate sui social network e circa 10 milioni cercano nella rete ulteriori informazioni sui prodotti che vedono pubblicizzati attraverso i media tradizionali (stampa, radio e tv).

Il ricorso ai diversi media da parte dell'individuo appare fortemente legato alla categoria merceologica oggetto del processo di acquisto. In particolare:

  • L'alimentazione per l'infanzia registra un ricorso sistematico a tutti i media - nuovi e tradizionali - evidenziando un grande sforzo, da parte dei consumatori interessati, nella ricerca di quante più informazioni possibili;
  • I consumatori di alimenti salutistici dichiarano un livello di fiducia nelle informazioni riportate da forum e blog particolarmente significativo (oltre il 30% del campione dichiara un livello di fiducia alto o totale), e superiore a quello dei media generalisti e anche dei siti dei produttori.
  • Per i servizi bancari, il consumatore tende ad affidarsi ai siti aziendali per raccogliere informazioni e dettagli, soprattutto per quanto riguarda i conti correnti.
  • Nel mondo degli apparati mobile (cellulari, smartphone e tablet), la rete è invece diventata il principale canale informativo, con una prevalenza per i forum e i blog.
  • I dati confermano un ricorso ai nuovi media destinato a crescere in maniera significativa nel prossimo futuro prefigurando uno scenario in cui i nuovi media supereranno i media tradizionali come canale informativo autorevole nelle decisioni di acquisto, in grado di influenzare le scelte in maniera rilevante.

Il consumatore particolarmente attento, poi, non sostituisce i social network ai media tradizionali, quanto piuttosto utilizza tutti i diversi canali informativi durante tutto il processo di acquisto.

Relativamente alle variabili socio-demografiche come reddito e livello di istruzione, queste tendono a non essere fattori discriminanti nell'identificazione dei consumatori più attenti ai social media nei processi di acquisto. Al momento l'età, invece, rappresenta un tratto distintivo, essendo la popolazione più giovane maggiormente portata ad adottare un comportamento più multicanale e attento ai new media.

Via ManagerOnline

 
Di Altri Autori (del 07/06/2012 @ 07:49:20, in Social Networks, linkato 2184 volte)

Il Milan ne ha oltre dieci milioni, la Ferrari sfiora gli otto e mezzo, ma anche la cara e vecchia Nutella si conferma essere ancora un fenomeno di costume con oltre quattro milioni di fan. Gli italiani e Facebook, un rapporto ormai consolidato: forte dei 13 milioni di nostri connazionali che quotidianamente lo utilizzano, Facebook è diventato un termometro per misurare gusti e tendenze, per capire l'aria che tira.

Per analizzare il rapporto tra gli italiani e Facebook, BlogMeter ha messo in campo il suo strumento Facebook Social Analytics, e ha classificato le pagine scritte in italiano secondo due dimensioni: il numero di fan e la capacità di un loro coinvolgimento da parte delle aziende. Ne è uscito un panorama in qualche modo inatteso. ''Dove la forza del brand esercita senz'altro una capacità magnetica per avvicinare gli utenti, ma non è abbastanza se non gli si affianca una chiara strategia tesa a coinvolgere le persone all'interno di un rapporto che in qualche modo sia vissuto come gratificante o utile'', spiega Vincenzo Cosenza, esperto di social media e responsabile di Blogmeter.

Se si considera l'aspetto della numerosità dei fan, gli italiani su Facebook hanno due grandi passioni: il calcio e i dolci. Oltre al Milan, solitario e irraggiungibile in cima al ranking, fanno il pieno di supporter club come Juventus, Inter e Roma. In vetta c'è anche il mitico cavallino di Maranello, seguito da una falange di aziende che sfornano prodotti golosi e accattivanti per il palato. Oltre alla citata Nutella, troviamo brand familiari come Magnum, Kinder Bueno, Kinder Cioccolato, Pan di Stelle.

Via Quo Media

 
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