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  mymarketing.it: perchè interagire è meglio!... di Admin
 
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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico : Social Networks (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Altri Autori (del 29/08/2011 @ 07:00:57, in Social Networks, linkato 1489 volte)

Nel mese di giugno gli utenti di internet hanno visto su Facebook mille miliardi di pagine. Diventa una cifra difficile da immaginare: per esempio, avrebbero impiegato 16 miliardi di minuti se avessero dedicato soltanto un secondo per visualizzare ogni pagina. È l'equivalente della visione di circa 133 milioni di film da due ore nell'arco di un mese. E supera di dieci volte la cineteca online di YouTube dove sono accessibili video di musica, film e spettacoli televisivi. A rilevarlo è stato il network AdPlanner di Google attraverso i suoi strumenti per la gestione di campagne promozionali.

Ma tra i primi dieci in lista emergono altre piattaforme dove l'interazione tra le persone alimenta la condivisione di filmati, immagini, testi, idee. È quinta l'enciclopedia Wikipedia costruita a partire dalla collaborazione tra gli utenti che nella "top ten" risalta come l'unica a non essere associata con strumenti per generare ricavi economici, ad esempio la pubblicità: viene finanziata attraverso donazioni e supportata da volontari.

 La chat Msn, invece, è al sesto posto con 18 miliardi di pagine viste in un mese, seguita da Blogspot dove gli utenti scrivono post e alimentano discussioni. Raggiunge la decima posizione la chat QQ, dedicata soprattutto a iscritti di lingua cinese: diventa un ponte digitale tra Pechino e le sue comunità nel mondo. Assente dalle rilevazioni, invece, il motore di ricerca Google.

di Luca Dello Iacovo su IlSole24ORE.com

 
Di Altri Autori (del 25/08/2011 @ 07:18:46, in Social Networks, linkato 1681 volte)

Le comunità online e le reti sociali danno la possibilità di creare ragnatele di contatti illimitate. Nella realtà  esistono però limiti oggettivi: non si è in grado di gestire più di 150 connessioni, come in un villaggio primordiale.

Un social network consiste di un qualsiasi gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla conoscenza casuale ai vincoli familiari. C’è la possibilità di effettuare anche un’analisi delle reti sociali che si costituiscono: una sorta di mappatura e misurazione di queste connessioni, regolate da principi ben definiti. In particolare “la regola dei 150”, teorizzata dall’antropologo Dunbar: la dimensione di una vera rete sociale è limitata a circa 150 membri. Un numero calcolato da studi di sociologia e soprattutto di antropologia, sulla dimensione massima di un villaggio: il numero potrebbe essere una specie di limite superiore all'abilità media degli esseri umani di riconoscersi tra simili e tenere traccia degli avvenimenti emotivi di tutti i membri di un gruppo.  

La versione internet delle reti sociali è una delle forme più evolute di comunicazione in rete, ed è anche un tentativo di violare la ‘regola dei 150’. La rete delle relazioni sociali che si tessono ogni giorno, in maniera più o meno casuale, nei vari ambiti della vita, si può così materializzare, organizzare in una mappa consultabile, e arricchire di nuovi contatti.                                                                                                                                  

Il fenomeno delle social network si è sviluppato attorno a tre grandi filoni tematici: l'ambito professionale, quello dell'amicizia e quello delle relazioni amorose. Attraverso Facebook o Twitter si sono così create comunità costituite da un insieme di persone che hanno elementi in comune in vari ambiti; nella costruzione del profilo personale si esplicitano spesso interessi e passioni, o esperienze di lavoro passate e relative referenze. In questo modo si crea un network tra gli amici che condividono alcune caratteristiche, e a loro volta loro possono fare lo stesso: ci si trova così ad allargare la cerchia di contatti con gli amici degli amici e così via.

A questo punto si creano delle community tematiche in base alle passioni o interessi di lavoro, aggregando ad esse altri utenti e stringendo contatti di amicizia o di affari: questo nuova forma di comunicazione è stata infatti sviluppata proprio per creare delle moderne tribù, delle tribù digitali in cui i membri, uniti da esperienze, interessi e passioni comuni, si incontrano per sviluppare un progetto comune. Ma nella costituzione di queste tribù digitali, che ipoteticamente potrebbero essere infinite (Facebook ha un limite massimo di 5mila amici, mentre per gli altri social network non ci sono tetti imposti), ritorna con forza la ‘regola dei 150’. Gli scienziati dell'Indiana University hanno raccolto le conversazioni di 1,7 milioni di utenti di Twitter per più di sei mesi, per un totale di 380 milioni di tweet. Analizzando le conversazioni gli studiosi hanno rilevato che certamente gli utenti mantenevano contatti con innumerevoli persone, ma poi se si osservano i messaggi più frequenti il risultato è sempre lo stesso: mediamente si sviluppano in modo costante 150 contatti.

E’ vero che il social networking sta forse cambiando il nostro approccio alle relazioni, ma anche lo studio conferma che mai si potrà arrivare a una connessione numericamente importante di amicizie virtuali. Non c’è la possibilità di espandere i limiti naturali del nostro cervello.

Questa è probabilmente la ragione per cui non ha ancora visto la luce della rete Diaspora: partito da un’idea della New York University, dovrebbe essere un nuovo social network destrutturato, che funziona per aggregazione di contenuti. Tutto è cominciato da un progetto scolastico, sviluppato da quattro studenti dell’università americana: una rete sociale su web decentralizzata, che ribalta la struttura dei social network più celebri, basati sulla raccolta delle informazioni degli utenti e sulla loro gestione dall’alto. Ogni computer, in questo caso, detiene unicamente i dati del proprietario, che verranno poi associati a quelli degli altri utenti internet. Un network di tracce presenti in rete (post su Twitter, foto da Facebook, scritti da blog) e aggregate in un secondo tempo senza che nessun sito faccia da collettore delle stesse.

La chiave è quindi quella di mantenere un numero più basso di connessioni, sviluppando interazioni più efficaci e reali, sempre con il numero di Dunbar come obiettivo. Il cervello ha un limite da non sottovalutare.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 24/08/2011 @ 07:27:11, in Social Networks, linkato 1422 volte)

"Pulp Fiction" è tra i primi venti film accessibili per il noleggio dalle pagine di Facebook, ma soltanto in tre nazioni: Stati Uniti, Gran Bretagna e Turchia. Gli utenti possono accedere al social network e guardare le immagini in tempo reale, senza dover scaricare l'intero video. Il costo è di trenta "crediti", la moneta digitale di Facebook: equivalgono a circa due euro. "Chicago" e "Ritorno a Cold Mountain" sono alcuni tra gli altri titoli da vedere entro due giorni dall'acquisto. A breve il progetto sarà allargato anche a Francia e Germania. Dall'Italia gli iscritti al social network possono guardare brevi filmati di quattro minuti estratti dai film: la qualità delle immagini è buona, ma dipende dalla velocità della connessione a internet.

A lanciare l'iniziativa è stata la casa cinematografica Miramax con l'applicazione eXperience: punta sull'applicazione anche per coinvolgere gli utenti con giochi. Ma guarda oltre i confini del social network alla ricerca di spettatori. I film sono accessibili dagli schermi di iPad e dalla Google Tv: è un software associato con alcuni dispositivi ("set top box") connessi a internet, prodotti anche da Motorola, appena acquistata dal colosso dei motori di ricerca per 12,5 miliardi di dollari.

Altri giganti di Hollywood sono già sbarcati su Facebook, ma l'accesso ai video è consentito soltanto negli Stati Uniti. Finora hanno puntato soprattutto su applicazioni connesse con un singolo lungometraggio. Il primo a sperimentare è stato Warner Bros con "Dark Knight" della serie di Batman. Poche settimane fa ha iniziato anche Universal Pictures con "Il grande Lebowsky". Il social network più grande del mondo prosegue nella sua sfida a Netflix: è il colosso del noleggio online negli Stati Uniti e ha annunciato che arriverà in Europa a partire da Spagna e Gran Bretagna nella prima metà dell'anno prossimo.

di Luca Dello Iacovo su IlSole24ORE.com

 
Di Altri Autori (del 19/08/2011 @ 07:57:36, in Social Networks, linkato 1612 volte)

Venticinque milioni di utenti in un mese di attività. Questo l’ottimo ruolino di marcia di Google+. Il social network di BigG cresce molto in fretta, tanto che, secondo comScore, potrebbe presto insidiare Twitter.

Difficile invece far tremare Facebook e i suoi 700 milioni di contatti, anche se il ritmo di sviluppo di Plus fa ben sperare i responsabili di Mountain View. La compagnia, nel frattempo, continua nella sua strategia fatta di acquisizioni e lancio di servizi.

L’ultima annessione, avvenuta poche ore fa, è quella di Dealmap, start up che propone agli utenti offerte scontate provenienti da tutto il mondo.

Via Quo Media

 
Di Admin (del 05/08/2011 @ 07:09:16, in Social Networks, linkato 1492 volte)

Venticinque milioni di utenti in un mese di attività. Questo l’ottimo ruolino di marcia di Google+. Il social network di BigG cresce molto in fretta, tanto che, secondo comScore, potrebbe presto insidiare Twitter.

Difficile invece far tremare Facebook e i suoi 700 milioni di contatti, anche se il ritmo di sviluppo di Plus fa ben sperare i responsabili di Mountain View. La compagnia, nel frattempo, continua nella sua strategia fatta di acquisizioni e lancio di servizi.

L’ultima annessione, avvenuta poche ore fa, è quella di Dealmap, start up che propone agli utenti offerte scontate provenienti da tutto il mondo.

Via Quo Media

 

Notizie e fotografie: gli iscritti di Facebook trascorrono la metà del loro tempo nel social network a leggere gli aggiornamenti più recenti e a guardare le immagini. L'ago della bilancia pende di poco verso la bacheca dove le persone condividono messaggi e link. Inoltre, investono un quarto dei minuti su Facebook nell'esplorazione dei profili: si tratta delle pagine dove gli utenti descrivono sé stessi, aggiungono una loro fotografia e segnalano cosa stanno facendo in tempo reale. Giochi e altre applicazioni software, invece, occupano un decimo del tempo.

È il risultato di uno studio della società d'analisi ComScore negli Stati Uniti. Che mostra il valore dell'effetto rete: se una persona diventa "fan" di un'azienda, in media è possibile raggiungere gruppi 34 volte più ampi. Eppure, secondo il report, le singole vetrine delle "fan page" richiamano meno visite rispetto alla pagina di "notizie", che mostra le segnalazioni inviate dai brand accanto alle discussioni degli amici. Ma ComScore ricorda un limite nella diffusione delle informazioni attraverso il social network. In media un messaggio pubblicato da un utente raggiunge il 12% dei suoi contatti. È una restrizione dovuta a un formula matematica, EdgeRank: seleziona su quali profili apparirà un aggiornamento di status a partire, per esempio, dalla frequenza di interazioni come i "mi piace".

Facebook investe sulla creatività di imprese e professionisti. Da poco ha lanciato una sorta di manuale online in inglese per le aziende. E pubblica a puntate una guida dedicata ai giornalisti: per esempio, ha ricordato che i lettori sono interessati soprattutto alle pagine personali dei reporter dove segnalano gli aggiornamenti in tempo reale durante gli eventi.

di Luca Dello Iacovo su IlSole24ORE.com

 
Di Altri Autori (del 26/07/2011 @ 07:17:28, in Social Networks, linkato 1582 volte)

Brucia le tappe Google+ il social network lanciato alla fine di giugno: ha raggiunto venti milioni di visitatori unici dopo tre settimane dal debutto su internet.

A rilevarlo è stata la società di analisi ComScore. Un quarto degli utenti che approda nella rete sociale online proviene dagli Stati Uniti: 2,8 milioni, invece, arrivano dall'India. Al momento l'accesso è possibile soltanto con un invito da parte delle persone già registrate. Gli iscritti possono riunire i loro contatti attraverso gruppi chiamati "circles".

 Ma è in corso un dibattito sull'apertura di profili business gestiti dalle aziende: Google ha chiesto di aspettare perché ha bisogno di tempo per sviluppare la sua piattaforma, eppure alcune imprese hanno già aperto una loro pagina dove comunicano con il pubblico sul web.

di Luca Dello Iacovo su IlSole24ORE.com

 
Di Altri Autori (del 14/07/2011 @ 07:22:14, in Social Networks, linkato 1513 volte)

Una ricerca rivela il posizionamento dei marchi tecnologici sui social network nazionali. Nokia il più noto, nonostante la crisi di vendite.

La rete e i social network possono essere mezzi ideali per rafforzare l’immagine di un prodotto. Una ricerca condotta dal Centro di ricerca sui media dell’Università Cattolica ha monitorato venti compagnie del settore Consumer Electronics e la loro presenza su blog, Facebook, Twitter e YouTube, evidenziando comportamenti comuni e peculiarità dell’uso del web 2.0. Lo studio ha permesso di stilare una classifica che tiene conto degli investimenti in termini di comunicazione e dell’interazione con gli utenti da parte di ciascun marchio.

L’Osservatorio incorona Facebook come luogo privilegiato per la comunicazione aziendale. Sedici delle venti compagnie analizzate hanno una propria pagina ufficiale in lingua italiana e ne fanno un uso assiduo. L’aggiornamento delle bacheche è un’attività entrata nella routine quotidiana di molte società. Le aziende non si limitano ad aggiornare i profili, ma aizzano discussioni sui loro prodotti, con picchi di settanta commenti per alcuni post di Blackberry e Playstation. Il trend più interessante è però l’affermazione della strategia multicanale favorita dall’integrazione di YouTube con gli altri network. Il portale di Google anima le pagine delle compagnie su Twitter e affini con video sempre più allettanti. Va diminuendo invece l’importanza del blog, che fino a pochi anni or sono sembrava un elemento cardine della comunicazione aziendale su internet.

A dominare la graduatoria approntata dallo studio è Nokia, che fa registrare un’elevata frequenza di aggiornamento dei profili e un gran numero di adepti su Facebook e Twitter (oltre 20mila persone). La compagnia finlandese ha un rapporto propositivo con i social media: pubblica due post su Facebook e dieci tweet al giorno, mentre aggiorna il proprio account YouTube con due video al mese. L’assenza dal mondo dei blog non penalizza la sua visibilità. La comunicazione è incentrata sui prodotti, che diventano fulcro del dialogo con gli utenti. A una elevata brand awareness non corrisponde però un successo sul mercato: Nokia sta infatti attraversando un periodo di crisi, culminato nella recente revisione al ribasso dell’outlook per il 2011 e con il crollo del titolo sui mercati azionari. La casa di Helsinki, Samsung, Lg, Playstation, Xbox e Blackberry, fa parte del primo gruppo di aziende evidenziato dall’Osservatorio, quelle che attuano una strategia diffusiva e proattiva poiché sono presenti su un numero di social media che varia da due a quattro e su ciascuno registrano una frequenza d’aggiornamento elevata, con buoni riscontri da parte dei fan. Il secondo gruppo, che comprende Hp, Jvc ed Epson, punta sul presidio dei network stabile e costante, senza picchi di performance particolari. Proprio il colosso dei computer Hp offre un buon esempio di questa strategia dell’equilibrio, con post e video informativi focalizzati sui prodotti che hanno per scopo l’affermazione della presenza dell’azienda piuttosto che il coinvolgimento dell’utenza. Vi sono infine i marchi che hanno scelto una strategia monocanale, con buoni risultati nel mantenimento del profilo e del rapporto con la potenziale clientela. Tra queste compagnie spicca Apple, che concentra la propria comunicazione social su iTunes, con Facebook come canale privilegiato. Gli addetti marketing della Mela sono stati capaci di creare una vera e propria comunità online, che si riconosce nei prodotti proposti senza il bisogno di commentare e dimostrare pubblico apprezzamento per gli interventi sui social network.

Scorrendo i marchi presenti in classifica ci si accorge di come non esista una strategia ideale per conquistare popolarità sui social media. Ciascuna compagnia sceglie un approccio differente che va a rafforzare l’idea e i valori del proprio brand: Nokia offre da sempre prodotti di massa e propone quindi una comunicazione imponente, che punta sui grandi numeri. Viceversa, Apple è storicamente elitaria e radical(chic) e può per questo permettersi di scegliere un solo canale e di utilizzarlo in modo univoco, facendo a meno di una vera e propria interazione con i suoi fan. I social media non determinano, o forse non dovrebbero determinare, le strategie di comunicazione, ma dovrebbero arricchirle rafforzando la presenza e la consapevolezza di sé da parte delle aziende. Anche perché su Facebook non si vende (quasi) niente, nè si fanno grandi conquiste. Al massimo ci si esibisce e si seduce un potenziale acquirente.

Via Quo Media

 
Di Roberto Venturini (del 12/07/2011 @ 07:27:53, in Social Networks, linkato 1472 volte)

Una esplorazione ed una valutazione di chi e come comunica sui Social Media in Italia: in sintesi è il senso della ricerca “ Brands & Social Media.Osservatorio su 100 aziende e la comunicazione sui social media in Italia”, prodotta da Università Cattolica e Digital PR.

"Per capire meglio l’utilizzo di tali strumenti da parte delle aziende sul mercato italiano è stato costituito l’Osservatorio Brands & Social Media su 100 aziende operanti sui social media in Italia. Sono stati considerati nell’analisi corporate blog , pagine Facebook aziendali, account Twitter e canali Youtube.

Le 100 aziende sono state selezionate fra le più rilevanti per il mercato italiano in cinque settori : Consumer Electronics , Automobili , Banche/Assicurazioni , Retail/Grande Distribuzione e Servizi ."

Il primo report è relativo al settore Consumer Electronics che comprende 20 aziende attive nella produzione di personal computer, telefoni cellulari, macchine fotografiche, televisori, stampanti e consolle per il gioco.

Potete visualizzare l’infografica relativa al settore Consumer Electronics cliccando qui.

E potete anche leggere l’executive summary della ricerca cliccando qui.

 
Di Altri Autori (del 11/07/2011 @ 07:17:53, in Social Networks, linkato 1053 volte)

A cosa si riferiva Mark Zuckerberg, parlando di “una stagione d’annunci” iniziata con Skype? Durante la presentazione di mercoledì della videochat, il fondatore del social network ha espressamente definito la conferenza come la prima di una più ampia stagione di novità per il 2011.

Ora si apprende che forse Facebook è in procinto di presentare il proprio canale musicale: si tratterebbe di Vibes, il progetto per il download dei brani musicali con Spotify e altri partner. Le indiscrezioni parlano di un Facebook Music e l’annuncio dovrebbe arrivare entro la fine dell’estate.

Via Quo Media

 
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