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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico : Social Networks (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Altri Autori (del 14/10/2009 @ 07:58:31, in Social Networks, linkato 1479 volte)

La posta elettronica potrebbe perdere il primato di mezzo di comunicazione più usato del web. I nuovi contendenti dell’e-mail sono i social network. Questo stando alla ricerca svolta da Nielsen in collaborazione con The Wall Street Journal.

Gli abitanti di Stati Uniti, Australia, Brasile e dei principali paesi europei, tra agosto 2008 e agosto 2009, hanno incrementato l’uso della posta elettronica (+21%, per un totale di 276,9 milioni di persone), ma ancor di più quello di Facebook e affini, cresciuti del 31% a 301,5 milioni di internauti.

Poco spam, possibilità immediata di riconoscere i messaggi importanti grazie al criterio della pregressa concessione di ‘amicizia’. Questi alcuni dei motivi del successo della comunicazione a 140 caratteri di Twitter.

Ma non solo. La velocità, l’immediatezza e il fascino discreto del voyerismo via internet, tutti elementi cardine della struttura dei social network, riscuotono un consenso sempre maggiore tra gli utenti online, a discapito della scrittura più prolissa, lenta e privata richiesta dall’e-mail.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 25/09/2009 @ 07:58:45, in Social Networks, linkato 2079 volte)

Gli analisti prevedono una crescita esponenziale nell’utilizzo dei social media in ambito Marketing: secondo uno studio Unisfair, 3/4 degli investitori sta pianificando un maggiore sfruttamento dei social media per il 2010.

Grandi prospettive per l’utilizzo dei social media a livello business per il 2010: secondo un recente studio di Unisfair 3 investitori su 4 stanno pianificando un maggiore sfruttamento dei canali social per il prossimo anno, mentre il 50% prevede investimenti mirati nell’Email Marketing o negli eventi virtuali.

Secondo il sondaggio USA, LinkedIn sarebbe il social network più efficace (26%), seguito da Facebook (23%) e Twitter (17%).

Stando ai dati Anderson Analytics, rispetto alle altre reti LinkedIn sarebbe caratterizzato da utenti più benestanti, istruiti, impiegati a tempo pieno e più propensi ad effettuare acquisti online in tutte le categorie di prodotto.

Un terreno fertile dunque. Ma allora, quali sono oggi i maggiori freni al Marketing virtuale? Soprattutto il timore di un’elevata complessità di gestione.

Ad ogni modo, la fiducia è tanta: dallo stesso studio è emerso che per il 60% degli investitori la priorità 2010 sarà l’acquisizione di nuovi clienti, mentre il 48% si concentrerà sul mantenimento dei clienti attuali.

di Noemi Ricci

 
Di Altri Autori (del 23/09/2009 @ 07:00:36, in Social Networks, linkato 1838 volte)

Facebook strizza l'occhio agli inserzionisti e si accorda con la società di ricerca Nielsen per interrogare gli utenti in merito ad messaggi pubblicitari. Ad esempio, gli internauti iscritti al popolare social-network saranno chiamati a rispondere in merito ai banner che promuovono l'uscita di un film.
 
In questo modo Facebook, che ha di recente toccato quota 300 milioni di utenti registrati in tutto il mondo, punta a rassicurare le aziende e i marchi sul valore dell'acquisto di spazi pubblicitari sul portale, consegnando loro dati non fatti in casa, ma elaborati e confezionati da un istituto di ricerca esterno.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 17/09/2009 @ 07:54:42, in Social Networks, linkato 1862 volte)

In soli cinque mesi il social network Creato da Mark Zuckemberg ha aggiunto 100 milioni di nuovi utenti raggiungendo la ragguardevole cifra di 300 milioni. Un risultato per certi versi sorprendente, che testimonia il successo di una formula "servizio-passatempo-utilità" che sta incontrando l'interesse delle persone di ogni generazione. Ma la cosa più interessante è che è possibile un'ulteriore crescita. Per fare qualche esempio, in Italia dove si è registrata una forte crescita nell'arco degli ultimi 12 mesi, si è giunti, ad oggi, a quasi 11milioni e cinquecentomila utenti attivi. Il numero rappresenta poco più di un terzo dei navigatori italiani, ma anche poco più della metà degli utenti Facebook inglesi.

Inoltre, esistono delle nazioni ancora potenzialmente vergini, quali la Germania o la Spagna, ferme rispettivamente a 4 e poco meno di 7 milioni. Facebook nel frattempo si sta anche strutturando a livello di "azienda di servizi", andando a fornire soluzioni marketing attraverso le "fans page", le applicazioni o, addirittura, diventando la piattaforma pubblicitaria "mirata" più semplice e alla portata di tutti in circolazione. Ha acquisito nel corso del tempo una serie di società che operano sul web con il fine di dimostrarsi più resistente nei confronti di possibili concorrenti, soprattutto verso il tanto citato Twitter. Ma il brand Facebook oggi è così forte che altri servizi, come per esempio l'affermatissimo Youtube per la condivisione dei filmati sul web, cercano di sfruttare il veicolo Facebook per aumentare la propria market share ed essere consacrati leader indiscussi nei propri segmenti.

Zuckemberg stesso, in un post sul proprio blog, spiega che nel corso del 2010 l'azienda dovrebbe finalmente raggiungere un cash flow positivo, affermandosi come servizio indipendente per investimenti a lungo termine. Ma non sono tutte rose e fiori. Facebook ogni tanto "cancella" qualche utente che i sistemi automatici tracciano come troppo attivi e quindi possibili generatori di "spamming", piuttosto che lentezze e disservizi che che ormai sono all'ordine del giorno. Nonostante tutto, la "famiglia Facebook" sta crescendo moltissimo. Per esempio, oggi è un'incredibile mezzo per creare una "memoria collettiva" grazie agli album fotografici, è un formidabile mezzo di intrattenimento attraverso i filmati pubblicati dalle persone e la miriade di applicazioni, dal "biscotto delle fortuna" ai giochi online, ma anche un sistema di informazione privilegiato, in cui le notizie si mischiano con le considerazioni personali.

Non è solo una moda e probabilmente molto è lì da esplorare. Facebook sta cambiando pelle e probabilmente sono gli utenti stessi che guidano il cambiamento, ma è anche uno strumento maturo per il marketing, un canale globale che inizia ad avere una massa critica che spaventa ma al tempo stesso attrae marchi, prodotti e servizi.

di Gigi Beltrame su ILSOLE24ORE.COM

 
Di Altri Autori (del 16/09/2009 @ 07:02:28, in Social Networks, linkato 1230 volte)

Twitter, social network in rapida ascesa, ha modificato nei giorni scorsi il proprio regolamento per consentire agli inserzionisti pubblicitari di sfruttare al meglio i 45 milioni di utenti che ogni mese visitano il sito di microbloggimg.

“Lasciamo la porta aperta alla pubblicità. Vorremmo mantenere aperte le nostre opzioni” ha scritto il fondatore Biz Stone su blog.twitter.com/, spiegando la scelta con la necessità di incrementare i profitti, anche per garantire la sopravvivenza di Twitter a lungo termine.

Via Quo Media

 

Facebook ha studiato l'ennesimo escamotage per sfruttare al massimo il potenziale gratuito contenuto nelle sue pagine: l'identità e i volti degli utenti. A partire da oggi il popolare social-network, che ha da poco raggiunto quota 250 milioni di profili registrati, inserirà nei banner promozionali del sito immagini prese dalle gallerie personali degli utenti iscritti.
 
Il nuovo sistema prevede che gli scatti vengano utilizzati per attirare l'attenzione degli amici del soggetto stesso. In parole povere, a un ipotetico Mario Rossi compariranno messaggi pubblicitari accompagnati dalle foto del suo compagno delle superiori Paolo Verdi.

E’  possibile disattivare questa funzione e mettere al sicuro le foto seguendo questi passi: selezionare 'Impostazioni' dal menu in alto e cliccare su 'Impostazioni sulla privacy', poi su 'Notizie e Bacheca', in seguito su 'Inserzioni Facebook', su 'Presenza nelle Inserzioni di Facebook' e impostare, infine, su 'Nessuno'.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 22/07/2009 @ 07:56:39, in Social Networks, linkato 1737 volte)

Twitter ha generato affari per 50 milioni di dollari negli ultimi trenta giorni, tramite lo spazio dedicato al social network dai mezzi di informazione (web, carta stampata e tv).

Uno studio di Vms, che attua ricerche sui contenuti dell’informazione, ha rivelato come, nel mese di giugno, Twitter sia stato menzionato circa 3 miliardi di volte sui vari media, incrementando così esponenzialmente il proprio valore d’immagine.

Valore abbastanza intangibile, almeno finché non si constata il costo commerciale delle pagine occupate dalle news riguardanti il sito di micro-blogging, con relativi spazi pubblicitari venduti.

A contribuire maggiormente alla recente popolarità di Twitter è stata la tv, che ha proposto il 57% degli aggiornamenti e degli approfondimenti sul social network in questione. A seguire i quotidiani, con il 37%.

“Queste cifre sono enormi” dice Peter Wengryn, a capo della ricerca di Vms. A maggior ragione se si pensa che Bing, il nuovo search-engine di Microsoft, a giugno ha generato 574 mila dollari di quelli che in gergo vengono definiti ‘utili da relazioni pubbliche’, con 63 milioni di menzioni globali.

L’immagine, insomma, paga.

Via Quo Media

 
Di Max Da Via' (del 21/07/2009 @ 07:03:21, in Social Networks, linkato 2497 volte)

Continua inarrestabile la crescita di popolarità di Facebook, che proprio in questi giorni ha raggiunto i 250 milioni di iscritti: un numero davvero impressionante che conferma la popolarità e la leadership di questo social network, sempre più distante da concorrenti quali Twitter e MySpace.

Ad aprile di quest’anno gli utenti di Facebook erano “solo” 200 milioni, in poco più di quattro mesi quindi altri 50 milioni di persone hanno deciso di registrarsi. Partito come strumento di social networking utilizzato prevalentemente dagli studenti americani di college, nel giro di pochi anni ha raggiunto una popolarità inizialmente impensabile, qualificandosi come un fenomeno mondiale.
Anche il profilo anagrafico degli iscritti è cambiato nel corso del tempo: da un’utenza composta per la maggior parte da giovani e giovanissimi si è passati ad una base utenti molti più eterogenea, composta da un numero crescente di adulti.

Conseguentemente anche il valore di questo social network, ovviamente legato al numero di utenti, è aumentato, fino a raggiungere recentemente l’invidiabile cifra di 6,5 miliardi di dollari. A tanto ammonta infatti l’offerta fatta da Digital Sky Technologies ai dipendenti della compagnia americana, disposta a pagare ben 14,47 $ per azione per l’acquisto di ciascuna azione in loro possesso.

Una domanda che molti si fanno, compresi gli addetti ai lavori, è quanto sia il reale valore di questi social network. Il business model che attualmente ne sta alla base, basato unicamente sull’advertising, non è infatti in grado di monetizzare in maniera adeguata la consistente customer base che li caratterizza.
Proprio per questo motivo è lecito avere qualche dubbio sulla validità economica dell’offerta di Digital Sky. La maggior parte degli utenti di social network infatti non ha interesse nell’utilizzare servizi premium ed è molto volatile: oggi il social network più gettonato è Facebook domani chissà.

Del resto pochi anni fa si parlava solo di Second Life, adesso dimenticato da quasi tutti, media compresi. Simile sorte è toccata a MySpace: da sito leader per la gestione dei propri contatti online (anche se è sempre stato sbilanciato verso il settore della musica, per il quale tra l’altro per molti versi è ancora un punto di riferimento), in breve tempo è stato soppiantato da Facebook, passando recentemente attraverso una fase di pesante ristrutturazione.

La vera sfida dei prossimi mesi per il management di Facebook sarà quindi quella di convincere le aziende ad investire in maniera più consistente, in modo da generare un flusso di ricavi che possa realmente essere in linea con il numero di utenti che quotidianamente si connette. Per sfruttare al massimo l’interattività e la viralità del social network le aziende dovranno affiancare agli strumenti tradizionali, come banner e adwords, applicazioni dedicate (giochi, test, sondaggi, e-gifts…) in grado di spingere il passaparola spontaneo tra gli utenti e la condivisione dei contenuti.

 
Di Altri Autori (del 15/07/2009 @ 07:53:53, in Social Networks, linkato 1753 volte)

Le quotazioni di Facebook non smettono di salire. Il popolare social network ha infatti raggiunto un valore di mercato pari a 6,5 miliardi di dollari.

Questo a causa dell’offerta fatta da Digital Sky Technologies, che ha proposto ai dipendenti della compagnia americana 14,47 dollari per l’acquisto di ciascuna azione in loro possesso. Il valore del sito, così facendo, è ulteriormente lievitato fino alla cifra sopra riportata, che supera di gran lunga le stime fatte fino a oggi.

Le azioni della società, infatti, sui mercati secondari venivano scambiate per un importo compreso tra i 10 e i 10,5 dollari, attribuendo al social network un valore di circa 4,7 miliardi. Ma l’offerta russa ha sconvolto il mercato. Digital Sky Technologies vuole arrivare a possedere il 3,5% di Facebook, e per far questo deve comprare circa 100 milioni di azioni.

Calcolando che la community più famosa del web si aspetta un fatturato di circa 500 milioni di dollari per l’anno in corso, la sua attuale valutazione sul mercato sarebbe 13 volte superiore al suo giro d’affari reale.

Via Quo Media

 

Sempre più spesso si parla di strategie "customer centric", di modelli che mettono il cliente, il consumatore finale, al centro delle politiche di marketing, di vendita e di sviluppo di prodotti o servizi.

Nell'era del Web 2.0 e dei social network questa tendenza può concretizzarsi nell'utilizzo di strumenti capaci di analizzare i contenuti autoprodotti dagli utenti Internet (i cosiddetti User Generated Content), di comprenderne in profondità i toni relativamente alle opinioni, ai commenti e alle percezioni espresse nelle immagini, nei profili e nei messaggi che riempiono le pagine dei vari Facebook, Twitter e YouTube. Capire, in altre parole, l'essenza della relazioni che alimentano i social network diventa un'arma importantissima in mano agli strateghi del marketing, per proteggere e promuovere il marchio e trovare nuove opportunità di business.

Per farlo servono però strumenti tecnologici adeguati, in grado cioè di "ascoltare" i contenuti non strutturati dei social media e tradurli in informazioni utili a intraprendere azioni di comunicazione mirate, in target con gli obiettivi aziendali.

Là dove non arrivano i tradizionali sistemi di ricerca e di analisi basati su database possono invece dei connettori intelligenti e non sono molte le società che offrono sul mercato soluzioni di questo genere.
Una di queste è Autonomy Interwoven , realtà specializzata nel campo del content management che annovera fra i suoi 20mila clienti nomi del calibro di Adidas, AT&T, Bank of America, Delta Air Lines, Ford e Tesco.

La soluzione pensata per monitorare i dialoghi su Facebook & Co. si chiama nello specifico Social Media Analysis e sfrutta la tecnologia di "meaning based computing" integrata nei tool di analisi utilizzati da grandi aziende e istituzioni pubbliche. Un sofisticato software, per farla breve, raccoglie e organizza le informazioni e le tendenze pescate sui social network, le elabora e produce una base dati funzionale e tempestiva all'operatività virtuale dei responsabili del marketing.
Il Web 2.0 può effettivamente influenzare le politiche di branding o di marketing di un'azienda o semplicemente ispirarne i comportamenti online. Ad esempio una società che opera nel settore dell'abbigliamento potrebbe identificare un picco di interesse in una chat in cui si parla (positivamente) di un testimonia che indossa uno suoi capi e di conseguenza decidere di evidenziare immediatamente quel particolare prodotto nella propria homepage, segnalandolo in modo mirato ai clienti potenzialmente interessati al tal personaggio e al suo stile. I social network sono anche questo.

di Gianni Rusconi su ILSOLE24ORE.COM

 
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