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 mymarketing.it: e tu cosa ne pensi?... di Admin
 
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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico : Tecnologie (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Altri Autori (del 13/08/2008 @ 07:55:56, in Tecnologie, linkato 2821 volte)

Al Massachusetts Institute of Technology di Boston si inventa e si sperimenta (le innovazioni) e anche si studia. Cosa? In particolare i fenomeni che caratterizzano il vivere quotidiano di privati individui e grandi multinazionali in relazione alla disponibilità e all'utilizzo delle nuove tecnologie. E così facendo i ricercatori del Mit, fra cui non mancano vari docenti italiani, hanno disegnato a più mani quello che potrebbe essere il futuro prossimo che ci circonda mettendo sotto la lente di ingrandimento protagonisti emergenti e scenari macroeconomici.

Le Google di domani

Dieci start up hi-tech: qualcuna di loro potrebbe in futuro dare battaglia a Google o dare fastidio a Microsoft e questo perché, a detta del Mit, sono le più promettenti del panorama tecnologico mondiale, le società che potrebbero (come ha fatto la compagnia californiana) rivoluzionare lo scacchiere del Web. La classifica pubblicata sulla rivista "Technology Review" edita dal prestigioso istituto americano mette al primo posto tale Pinger, una piccola società californiana che ha sviluppato un software open source per poter comunicare via voce tramite i messaggi (una sorta di sistema di e-mail vocale evoluta) senza fare telefonate e ascoltarli tramite cellulare o computer. Altra candidata a un futuro radioso è Pownce, la cui tecnologia permette di mettere in comunicazione i servizi di microblogging (di cui Twitter, utilizzato anche da Barak Obama in campagna elettorale, è il più noto) - o di instant messaging con piattaforme capaci di condividere contenuti molto più voluminosi. Alle spalle delle prime due, nella lista del Mit c'è Qik, start up che ha creato un programma per abilitare la trasmissione in diretta di dati da telefoni cellulari in formato Flash, dando l'opportunità a chi è collegato in Rete di comunicare via sms con chi sta inviando i filmati.
A quelle citate fanno quindi compagnia altre "sette sorelle" non meno meritevoli di attenzioni – sempre che sopravvivano alle difficoltà di un mercato sempre più pressante – e fra queste vi sono realtà (come Peer39.com) che si dedicano a tool per gestire la pubblicità sui siti Web semantici o altre (Anagran.com) che invece si sono focalizzate sullo studio di sistemi per monitorare e razionalizzare il percorso che le informazioni compiono on line (viaggiando per esempio in streaming sulle reti a banda larga) da una parte all'altra del mondo. Il futuro del cyberspazio, secondo il Mit, avrà anche la loro firma.

Una nuova net "economy" all'orizzonte, all'insegna dei robot e del green tech

La storia recente dell'economia americana dice che in concomitanza della nascita di tecnologie innovative anche consumi e Pil hanno registrato un salto in avanti non indifferente. È successo, l'ultima volta, agli inizi degli anni '90, con il Web che iniziava a farsi prepotentemente largo e gettare le basi di quella che tutti abbiamo conosciuto come "net economy". Visti i tempi grami in cui versa l'economia Usa, le previsioni elaborate da un gruppo di ricercatori del Mit (raccolte nella collana di scritti "Hope on the horizon" fanno ben sperare un po' tutti, all'insegna di tecnologie che potrebbero fare da scintilla a nuovo boom. Una di queste è quella che guida e muove i robot. Secondo il visionario professore di robotica al Mit (nonché Chief technology officer di iRobot) Rodney Brook le macchine trasformeranno le nostre vite domestiche nei prossimi 25 anni, in quanto diventeranno dei concreti aiuti fra le mura domestiche a prezzi accessibili a molti. Già oggi, sottolinea il professore, di robot con funzionalità di vario genere al servizio dell'esercito americano e delle famiglie americane ve ne sono migliaia e migliaia.

Città intelligenti , cellule solari low-cost e tecnologie da indossare

La visione di William Mitchell, invece, è qualcosa di molto più prossimo ai nostri tempi: una città in cui le persone si muovono con auto elettriche comunicanti fra loro in modalità wireless per evitare incidenti e ingorghi di traffico e che genera e distribuisce energia "pulita" per i propri abitanti. Il tutto grazie a sensori che inviano informazioni operative a sistemi e apparati in funzione dei cambiamenti climatici. Le reti intelligenti e ubique di nuova generazione saranno quindi il valore aggiunto di una nuova fase di (ri)costruzione delle città, votate al verbo della totale sostenibilità ambientale e più vicine alle mutate esigenze dei suoi abitanti.
Shuguang Zhang, che di mestiere fa l'Associate director del Center for Biomedical Engineering al Mit, ha invece una ricetta in tema di tecnologie "verdi": ridurre il costo dei pannelli solari sarà essenziale per assicurare il futuro della produzione energetica. E lui ci sta mettendo del suo lavorando allo sviluppo di cellule fotovoltaiche biologiche (basate cioè sui principi che regolano la fotosintesi di alghe, piante e batteri) a bassissimo costo, nano strutture ad alta conduzione adatte a essere prodotte facilmente su scale industriale anche dai Paesi emergenti.

L'orizzonte hi-tech tracciato dai ricercatori del Mit è inoltre costellato da ulteriori innovazioni più o meno già intraviste. Quella dell'hi-tech da indossare, per esempio, è una rivoluzione annunciata (e toccata con mano) da tempo ma ciò a cui hanno pensato Michael Strano e il suo staff è effettivamente qualcosa di nuovo. E cioè abiti e fogli elettronici flessibili che cambieranno il modo attraverso il quale ogni persona potrà ricevere informazioni personalizzate, grazie ad oggetti e indumenti capaci di rilevare e controllare temperature, luci e rumori che caratterizzano l'ambiente di vita di un singolo individuo. Oggetti che riempiranno le nostre case e che (diamolo per sottointeso) farà guadagnare milioni di dollari a chi li venderà con i panni del "market leader".

di Gianni Rusconi su ILSOLE24ORE.COM

 
Di Altri Autori (del 19/11/2008 @ 07:01:54, in Tecnologie, linkato 2417 volte)

Dopo i dati Istat, arrivano quelli Eurispes e lo scenario è sempre lo stesso: i bambini e gli adolescenti di oggi sono definibili come una generazione di "iperconnessi tecnoager". Il 57,5% dei bambini possiede un cellulare e il 73,4% un pc. Percentuali in netto aumento tra gli under 20, dove il computer è alla portata del 93% degli intervistati e il telefonino del 96,2 per cento. Questi alcuni dei dati del 9° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza, presentata in collaborazione con Telefono azzurro.

"Tv, telefonino, consolle, lettore mp3 e Internet fanno parte della dotazione hi-tech di base delle nuove generazioni che, approfittando della semplicità di accesso e dei costi relativamente contenuti che caratterizzano queste apparecchiature, li hanno trasformati in porte di accesso sul mondo e insieme strumenti privilegiati nella fruizione del tempo libero", si legge nel rapporto.

Basti pensare che quanti non possiedono un cellulare rappresentano ormai "una sparuta minoranza" e che tre ragazzi su 10 lo usano per più di 4 ore al giorno.
Parte consistente della giornata viene poi dedicata a navigare su internet: nel 26,5% dei casi fino ad un'ora al giorno, nel 22,5% da 1 a 2 ore, nel 16,5% da 2 a 4 ore e nel 12,9% per più di 4 ore al giorno.

L'utilizzo più diffuso di internet fra gli adolescenti concerne la ricerca di informazioni di proprio interesse (90,5%) e di materiale per lo studio (80%). Sono tuttavia estremamente diffusi il download di musica, film, giochi o video (72,5%) e la fruizione di filmati su Youtube (69%).

Mutano i linguaggi, osserva Eurispes, tanto che parlare fa rima ormai con chattare: sette adolescenti su dieci fanno nuove conoscenze oppure coltivano quelle preesistenti in chat, che scalza la "vecchia" posta elettronica come strumento privilegiato del "dialogare-scrivendo"

"La conquista tecnologica offre continuamente nuove possibilità di comunicazione e di espressione, accorcia le distanze, offre un mondo alternativo a quello reale che forse in questo momento storico appare agli occhi dei giovani meno interessante e meno stimolante", continua lo studio.

Eppure, tra le numerose potenzialità espressive offerte dalle tecnologie, avverte il rapporto, "si annidano nuove forme di violenza e di sopraffazione, come il cyberbullismo, ma anche il pericolo di abusi".

L'11,5% degli adolescenti intervistati è stato molestato o comunque ha dichiarato di aver ricevuto proposte oscene da un coetaneo; nel 7,7% dei casi l'autore delle molestie era invece un adulto conosciuto online. È capitato, inoltre, all'8% degli adolescenti di aver incontrato in chat un adulto che, simulando identità diverse, si dichiarava suo coetaneo.

Una delle più recenti novità nell'ambito del web, segnala inoltre Eurispes, è rappresentata dal commercio delle cosiddette "droghe sonore", frequenze scaricabili da internet a basso costo che agiscono sul cervello sollecitando l'attività cerebrale in modo simile alle sostanze stupefacenti.

Un altro fenomeno tra i giovani in internet è la diffusione di siti, blog e forum di persone accomunate dalla stessa ossessione per il cibo e affette dall'anoressia e dalla bulimia. "Se dalle righe dei loro scritti emerge il vissuto di sofferenza che accompagna i disturbi del comportamento alimentare, è pur vero che sono molti i siti in cui le autrici "postano" regole e strategie per non mangiare, per evitare di destare sospetti, vere e proprie istigazioni all'anoressia e alla bulimia".

"Le caratteristiche della rete sono dunque contraddittorie", conclude il rapporto. "Se da un lato è lo spazio dello scambio, della conoscenza, dell'incontro, dall'altro rischia di essere un luogo di solitudine, di persone che sole stanno davanti al proprio pc o al display del telefonino"

"Se negli anni Sessanta e Settanta - ha dichiarato Gian Maria Fara, Presidente dell'Eurispes - si è assistito ad una rivoluzione di pensiero e di costume, oggi ci troviamo di fronte ad una rivoluzione 'liquida' degli strumenti e dei modi di comunicare". Consapevoli del fatto che i genitori non conoscono Internet, i giovani trovano nella Rete uno spazio "a prova di adulto", una zona franca interdetta ai grandi. Diffidenti nei confronti dei mezzi di comunicazione tradizionali, o piuttosto dei contenuti da essi proposti, "i giovani si allontanano da un certo tipo di informazione eterodiretta e vanno a formare, all'interno di quella che è ormai una opinione pubblica reticolare, una estensione parallela. Un gruppo di pressione nella nuova agorà virtuale che segna il passaggio dalla piazza alla rete, che si fa portatore, attraverso il confronto, delle istanze e dei cambiamenti propri di una delle eta' piu' creative, sofferte e partecipate della vita", ha concluso Fara.

"Dobbiamo considerare che questa generazione di bambini non percepisce la maggior parte dei cambiamenti come novità, avendo imparato a conviverci fin dalla nascita - ha dichiarato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro - parliamo di bambini abituati a viaggiare, ad andare sulla rete, a comunicare in modo nuovo, a incontrare anche a scuola persone provenienti da altri Paesi. I bambini invece avrebbero bisogno di adulti mediatori, soprattutto a fronte di cio' che non possono comprendere fino in fondo e soprattutto a fronte delle emergenze che possono destabilizzare o mettere in pericolo la loro infanzia".

Via Quo Media 

 
Di Altri Autori (del 31/12/2008 @ 07:31:00, in Tecnologie, linkato 2890 volte)

Crisi o non crisi la tecnologia continua a fare passi da gigante. Anche nel 2008 le innovazioni nei prodotti destinati al grande pubblico non sono mancate, nel campo del software come in quello dell'hardware, nei dispositivi mobili come in quelli votati all'alta definizione. Molte di queste "new entry" del firmamento hi-tech, praticamente tutte, giocheranno un ruolo importante anche nel 2009 e negli anni a venire condizionando le abitudini quotidiane di milioni di persone, siano esse semplici consumatori o figure di business. E non sono neppure mancate novità importanti nel campo della ricerca, sotto forma di nano tecnologie e nuovi materiali per realizzare i microchip e di transistor (progettati dagli Hp Labs) che sostituiranno in futuro le attuali memorie Dram (Dynamic random access memory) su prodotti in commercio entro i prossimi cinque anni. La ventata di novità ha toccato anche mondi sempre più pervasi dalle tecnologie come lo sport, con il rivoluzionario costume da bagno prodotto da Speedo in collaborazione con la Nasa. L'innovazione, come sentenzia una delle bibbie della tecnologia, Wired, è in altre parole viva e vegeta e pure in ottima salute, anche se i venti della recessione si fanno sentire eccome. Proprio la prestigiosa testata americana ha stilato come di consueto la classifica delle 10 tecnologie a suo avviso più importanti, "le "Top Technology Breakthroughs of 2008". Di questa classifica diamo di seguito alcuni esempi in ordine (crescente) di rilevanza.

Display flessibili
Se ne parla da parecchio tempo e diventeranno realtà, nel senso di un loro impiego su larga scala, entro il 2010 o al più tardi il 2011. Cellulari, computer portatili ed e-book si doteranno infatti progressivamente di schermi flessibili, arrotolabili su se stessi, come una sorta di antica pergamena. Quest'anno significativi sviluppi in questa direzione si sono registrati in seno all'attività dell'Arizona State University o di vere e propri specialisti della materia come Plastic Logic ed E-Ink. Samsung, fra i produttori di telefonini, è stata la prima a mettere in mostra (esemplificativo questo video apparso su YouTube) un prototipo di display flessibile destinato agli apparecchi mobili che si ripiega alla stregua di un libro. Quanto immaginato in "Minority Report" non è quindi più così lontano.

Memorie allo stato solido
Apple, con gli iPod, ha aperto la strada. Oggi e più che mai nei mesi a venire le memorie flash saranno ben più di un'alternativa ai classici hard disk nell'equipaggiamento di base di una moltitudine di dispositivi elettronici portatili, dai notebook ultraportatili alle macchine fotografiche digitali. Ora i grandi produttori di sistemi di archiviazione, fra cui Emc, Sun Microsystems e Hitachi stanno testando questa tecnologia per le grandi utenze aziendali. Una rivoluzione annunciata nel segno di migliori prestazioni (tempi di risposta) e di una maggiore efficienza energetica (minori consumi) rispetto ai tradizionali supporti di memoria. I prezzi dei dischi Ssd (solid state disk) è in costante flessione e questo ne faciliterà l'adozione a volumi già nel 2009 nei data center. Per i prodotti hi-tech che riempiono le case, ormai, è già tempo di dire "goodbye" ai vecchi hard disk.

Gps
La tecnologia in sé è datata 1978, quando furono rese operative le prime trasmissioni di dati su tecnologia Global Positioning System. Dal 1993 è iniziata la commercializzazione al grande pubblico, inizialmente per una ristretta categoria di utenti e veicoli, e nel 2008 i Gps hanno toccato l'apice della popolarità diventando un "add on" irrinunciabile per smartphone, lettori multimediali e computer portatili. Il futuro di questa tecnologia è tutta in una parola: servizi. Di geolocalizzazione e geotagging, perfettamente integrati con i software che comandano telefonini e gadget hi-tech e sotto il segno del Web 2.0.

Video ad alta definizione sulle reflex
La fotografia sposa il video e questo grazie al superamento di un limite tecnologico che ha segnato la storia recente della macchine digitali reflex a lente singola. Nikon e Canon, per prime, hanno lanciato sul mercato apparecchi Slr (Single-lens reflex) dotati di un apposito chip in grado di registrare filmati in alta definizione. Il che significa mettere nelle mani dei cultori delle arti grafiche e visive, nonché ai fotografi professionisti, dispositivi in grado di soppiantare le funzionalità delle classiche videocamere, aprendo le porte a un mercato dalle enormi potenzialità di sviluppo.

Usb 3.0
Alzi la mano chi non è mai ricorso a una chiavetta Usb per copiare file o documenti particolarmente pesanti da un computer a un dispositivo digitale o viceversa. La tecnologia Universal Serial Bus è ormai uno standard mondiale affermato e consolidato e a partire da metà 2009 avrà un'ulteriore accelerazione con l'avvento dei primi dispositivi dotati di interfacce Usb 3.0. La velocità di trasmissione dati sarà 10 volte più veloce della tecnologia attuale (la 2.0) e toccherà la punta di 4,8 megabit per secondo, agevolando di conseguenza il download e l'upload di contenuti digitali da e verso il Web. Ma non solo. Utilizzato come fonte di alimentazione, un cavo Usb 3.0 sarà capace di distribuire una quantità di energia elettrica nove volte superiore a quella trasportata oggi, con evidenti benefici sui tempi di ricarica di smartphone e dispositivi digitali in genere.
 
Android
É la scommessa di alcuni big della telefonia mobile, Motorola in testa. Lo sbarco negli Usa a fine ottobre del G1, il primo googlefonino - prodotto da Htc per T-Mobile – a vedere il mercato è stato solo l'inizio dell'avventura di Android. I circa 1,5 milioni di smartphone venduti con il sistema operativo open source voluto da Google non sono un dato eclatante se paragonato ai tre milioni di iphone che Apple ha consegnato al mercato nei primi due mesi di vita del melafonino. Le pecche del primo cellulare androide sono parse evidenti soprattutto alle voci batteria e display ma le prospettive di crescita per Android sono grandi. Il numero di operatori e produttori (Samsung, Sony Ericsson, Asus, Huawey e addirittura Lenovo con China Mobile) che hanno abbracciato la Open Handset Alliance è lunga come è lungo l'elenco degli annunci imminenti. Per l'industria mobile si annuncia un'altra rivoluzione e questa volta arriva non da un terminale ma da un software, da una piattaforma operativa aperta che potrebbe attirare a sé moltissimi sviluppatori di applicazioni. Mettendo pressione sugli altri Os dell'universo smartphone, da Symbian a Windows Mobile passando naturalmente per quello caricato a bordo dell'iPhone.

Apple App Store
Per alcuni addetti ai lavori è la vera scommessa vinta da Steve Jobs con il lancio dell'iPhone. E questo perché la guerra per il predominio negli smartphone si giocherà soprattutto sul fronte delle applicazioni che vi girano sopra: aprire un negozio virtuale per offrirle – gratuitamente alcune, a pagamento la maggior parte – agli utenti è stata una strada che Apple ha imboccato per prima e il suo App Store ha generato non a caso numeri molto ma molto importanti. Con il suo negozio la casa della Mela ha cambiato un modello statico di distribuzione di programmi (soprattutto di entertainment) per i cellulari rendendolo altamente dinamico, oltreché semplificato. Nella scia dell'App Store Google ha creato il suo Android Market, Research in Motion ha dato vita all'Application Storefront per i milioni di clienti dei suoi BlackBerry, Microsoft e Symbian sono prossime a dare il là ai propri marketplace di applicazioni. Android ha rafforzato un concetto: per migliaia di programmatori il cellulare è il nuovo pc, un device personalizzato su misura per tutto ciò che concerne strumenti di lavoro, giochi e tool di varia natura.

di Gianni Rusconi su ILSOLE24ORE.COM

 
Di Altri Autori (del 27/03/2009 @ 07:20:57, in Tecnologie, linkato 2571 volte)

Il matrimonio fra la televisione e Internet è tutt'altro che una novità e la riprova la si è avuta all'ultima edizione del Ces 2009 di Las Vegas, a inizio gennaio. In quell'occasione alcuni big delle "flat Tv" (Sony e Samsung per inciso) portarono in vetrina una nuova generazione di apparecchi dotati di un "add on" particolare, e cioè "widget" con la specifica funzione di collegare l'utente alle pagine Web di portali di informazione (Yahoo! Finance e Yahoo! News nello specifico) e a siti di social network. Anche Lg Electronics non fu da meno con i primi televisori a cristalli liquidi e al plasma equipaggiati con un sistema, "NetCast Entertainment Access", concepito per entrare direttamente in Rete per visualizzare e interagire con i widget di Yahoo! e i contenuti di Flickr. Quello delle Tv "multimediali", predisposte e pensate per offrire ai consumatori un'ampia disponibilità di contenuti digitali (musica, video, foto) presenti sul Web, è infatti uno dei temi più caldi dell'industria televisiva per il 2009 e anche Philips, con l'annuncio odierno di Net Tv, ha deciso di sfruttarne le opportunità.

La proposta della casa olandese è una soluzione che permette l'accesso diretto dallo schermo del televisore al telecomando del televisore - senza bisogno di set-top box aggiuntivi, di abbonamenti a particolari servizi né del collegamento a un computer portatile - a una nutrita lista di siti Web di informazione e intrattenimento. I partner che Philips ha coinvolto per il lancio (previsto a breve) dei modelli serie 8000, 9000 e Cinema 21:9 dotati di Net Tv sono fra gli altri YouTube, TomTom, eBay, MeteoGroup, MyAlbum (servizio Web gratuito per la condivisione di foto), Funspot (giochi per la Tv on line) e Netlog (sito di social network). L'unica raccomandazione per gli utenti è quella di collegare l'apparecchio a Internet con un cavo Ethernet o via Wi-Fi (opzione disponibile di serie per la serie 9000 e il modello Cinema 21:9) e la pagina d'avvio di Net TV verrà visualizzata automaticamente attivando lo specifico tasto presente sul telecomando. In aggiunta all'offerta di contenuti di cui sopra, Philips ha inoltre pensato per Net Tv anche a una selezionata gamma di siti Internet locali (nella lingua del Paese di pertinenza), debitamente ottimizzati a livello tecnico per essere visualizzati sullo schermo televisivo.

Per la casa olandese – di cui spesso si parla relativamente al presunto prossimo suo abbandono del mercato delle Tv – è quindi una nuova scommessa da vincere in un mercato sempre più difficile e nel quale i grandi costruttori asiatici hanno già fatto la loro prima mossa per quanto riguarda la convergenza fra televisione e Internet. Des Power, Senior Vice President Marketing Television di Philips Consumer Lifestyle, sembra comunque fiducioso: "siamo fieri di poter garantire ai nostri clienti la massima semplicità possibile. Ora, con Net Tv, ci si potrà accomodare in salotto e utilizzare il telecomando per consultare e interagire con i propri siti preferiti". Se il servizio in oggetto impatterà positivamente sulle vendite è però ancora presto per dirlo.

di Gianni Rusconi su ILSOLE24ORE.COM

 
Di Altri Autori (del 30/03/2009 @ 07:32:40, in Tecnologie, linkato 1744 volte)

Il Belpaese scivola al 45esimo posto nella classifica delle nazioni capofila del settore nuove tecnologie e comunicazione.

L’Italia perde terreno e mostra i propri deficit in quanto a nuove tecnologie e comunicazione. Lo stivale occupa il 45esimo posto (su 127) nella speciale classifica stilata dal Global Information Technology Report 2008-2009.

La lista, basata sul Networked Readiness Index che misura la propensione dei paesi a sfruttare efficacemente le Ict, vede in testa Danimarca e Svezia, seguite dagli Stati Uniti (in salita di due posti).

Singapore e Svizzera si aggiudicano la quarta e la quinta piazza. A chiudere l’ottava edizione del report sono invece Zimbabwe, Timor Est e Ciad.

Nel mezzo, senza infamia e senza lode i piazzamenti del Giappone (17esimo), della Francia (19esima) e della Germania (20esima). Tutti i paesi del G7 precedono l’Italia, che nell’ultimo anno ha perso altre tre posizioni e si è vista sopravanzare anche da Tunisia (38esima) e Giordania (44esima).

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 04/08/2009 @ 07:15:03, in Tecnologie, linkato 1702 volte)

Tra Blackberry, iPhone, netbook, notebook e navigatori l'estate degli italiani si prospetta tutt'altro che rilassante.
 
Stando a un'indagine di Doxa commissionata da TomTom, i cittadini dello Stivale non hanno alcuna intenzione di separarsi dai loro gingilli tecnologici durante le vacanze estive: l'apparecchio tecnologico ritenuto più utile in vacanza è il navigatore (per il 37,3% degli intervistati), un accessorio che ha conquistato uomini (41,4%) e donne (33,4%) e persone di tutte le età (compreso il 25,6% - in pratica uno su quattro - di over 55, di solito i più restii alle innovazioni tecnologiche). Al secondo posto viene l'iPod (28%) che conquista il 51,7% degli under 34 ma appena l'8,2% degli over 55. Terzo posto per netbook e pc portatili in genere (26%), quarto per Blackberry e smartphone (9,9%), quinto per le console di videogiochi portatili (8,8%).

Via Quo Media

 
Di Gianluigi Zarantonello (del 21/09/2009 @ 08:00:00, in Tecnologie, linkato 2037 volte)

Si sente parlare sempre più spesso di Enterprise 2.0, ossia quello che Wikipedia definisce un insieme di approcci organizzativi e tecnologici orientati all’abilitazione di nuovi modelli organizzativi basati sul coinvolgimento diffuso, la collaborazione emergente, la condivisione della conoscenza e lo sviluppo e valorizzazione di reti sociali interne ed esterne all’organizzazione.


Una modalità di lavorare e progettare che nasce dall’esperienza del web 2.0 e che si avvale di molte delle tecnologie nate in quest’ambito, come blog, wiki, rss, tagging. Anche le infrastrutture di rete basate su SOA e BPM sono ormai mature e si stanno diffondendo in ambito aziendale e si stanno affermando molti software collaborativi pensati per le più varie esigenze d’impresa (per una panoramica visitate  l’ottimo http://www.softwaresociale.com).

Le tecnologie dunque ci sono e hanno costi sempre più bassi, dal mio punto di vista però c’è un tema che non va sottovalutato: le persone sono pronte a collaborare? E fino a che punto?

E’ un’altra faccia della medaglia dell’approccio strategico ai social media: bisogna capire prima chi sono gli intercolocutori e quali obiettivi si vogliono raggiungere e solo poi si può approcciare una tecnologia.

L’enterprise 2.0 dunque è prima di tutto un approccio organizzativo, che passa per la corretta comprensione della valenza del lavoro collaborativo, dei principi della delega e della cultura di un approccio win-win per tutti gli enti e le persone coinvolte.

Le aziende ne sono consapevoli? E la mentalità lavorativa degli italiani è pronta con le dirigienze in grado di accompagnare il cambiamento?

Vedremo, certo la tecnologia senza le persone non serve a nulla…

Gianluigi Zarantonello via http://webspecialist.wordpress.com

 
Di Altri Autori (del 13/01/2010 @ 07:08:06, in Tecnologie, linkato 1821 volte)

L'edizione 2010 del Consumer Electronics Show di Las Vegas si è chiusa con un successo di pubblico (più numeroso dell'anno scorso, in barba alle previsioni) e un'iniezione di ottimismo: si vedono chiari i segni di un miglioramento del mercato. Ma soprattutto, al contrario di molte edizioni precedenti, il Ces 2010 è stato una bella cornucopia di idee. Ne abbiamo scelte dieci; cinque tecnologie innovative e cinque prodotti degni di un futuro


Cinque tecnologie

Tridimensionalità
Nulla da dire, è stato l'anno del 3D. I big dell'elettronica di consumo sono pronti ad allagare il mercato con monitor e tivù capaci di aggiungere, anche nel salotto di casa, la terza dimensione. Hollywood sta macinando film (e quindi Blu-ray) a ripetizione. Espn e Discovery Channel apriranno entro l'anno due canali che trasmettono sport e intrattenimento in 3D. E sono già pronti i primi videogiochi. Da qui al 2013, la Sony si aspetta di vedere la nascita di un segmento di mercato da 11 miliardi di dollari all'anno.

Il desktop virtuale
Nel suo strabiliante e colorato stand, la coreana LG ha fatto vedere la sua tecnologia, battezzata N+, grazie alla quale un solo computer viene utilizzato da 31 persone contemporaneamente, ognuna con il suo monitor. L'applicazione è stata pensata soprattutto per le scuole, i piccoli uffici e i call center. Inutile dire che i costi d'installazione e di manutenzione delle 31 stazioni di lavoro sono più che dimezzati. Anche altri produttori minori hanno fatto vedere soluzioni simili a questa. La quale, come reclamizza LG, ha un altro vantaggio: minori consumi.

Il risparmio energetico.
Non è una tecnologia, ma semmai la nuova frontiera della tecnologia. A Las Vegas, tutti i grandi nomi dell'elettronica erano lì a dimostrare il proprio impegno verso l'efficienza energetica, nel tentativo di abbassare i consumi di elettricità e contribuire così alla riduzione nelle emissioni-serra. La maggior parte dei monitor di nuova generazione consente di risparmiare elettricità fino al 47-48%. I consumatori chiedono di risparmiare sulla bolletta e di salvare l'ambiente. Per le imprese, è un nuovo terreno dove competere a colpi di innovazione.

Femtocelle
Non esattamente una novità, ma sono sul punto di decollare. Si tratta di un pezzo di hardware che si collega in casa o in ufficio alla Adsl o alla fibra ottica per migliorare la copertura della rete cellulare. In tutti quegli edifici dove il segnale 3G è insufficiente, basta mettere in rete questa macchinetta – solitamente fornita dall'operatore telefonico – è il gioco è fatto. L'utilità è innegabile. Nel mondo, sono già 13 gli operatori che forniscono il servizio. Ma cresceranno.

Tutto wireless
Ogni anno che passa, tutto sarà sempre più senza fili. La Wifi Alliance ha presentato lo standard Wi-fi Direct, che servirà a collegare wireless tutto con tutto: tastiere, monitor, telecamere, pc, cellulari e chi più ne ha più ne metta. Però Paul Otellini di Intel ha anche presentato la tecnologia Intel Wireless Display, per trasmettere video ad alta definizione dal pc a alla tivù. E circolano anche diversi protocolli per la trasmissione wireless del segnale audio. La solita confusione. Ma la connettività totale senza fili sta emergendo.


Cinque prodotti

Intel Reader
Non avrà mai un grande mercato. Ma, forse, avrà un giorno grandi meriti. L'Intel Reader è nato e pensato per chi non può leggere un libro con i propri occhi. Basta mettere le pagine di un volume sotto il suo occhio digitale e il Reader fa esattamente quel che promette: scannerizza il libro e te lo legge con una voce sintetizzata, la cui velocità è regolabile. Funziona. Applausi.

Sony Dash
Accanto al letto avete una sveglia con il calendario e il barometro? Roba di altri tempi. La Sony ha presentato il Dash, molto simile a una sveglia da comodino, ma collegato a internet senza fili. Così, la sveglia può arrivare insieme al videoclip preferito su youtube. Ci sono un centinaio di applicazioni gratuite disponibili, direttamente scaricabili. Ci sono i widget, le pagine di Facebook, le foto, la musica e i video. Un prodotto che si evolverà e sarà imitato.

Ultra Tablet
Prodotto dalla Innovative Converged Devices (IGD), supportato dalla rete 3G di Verizon Wireless e basato sul nuovo processore Tegra di Nvidia, l'Ultra Tablet – non ancora sul mercato e presentato solo in versione di prototipo – è il tablet più bello e interessante fra quelli presentati, di tutta fretta, alla fiera di Las Vegas. Che si stia aprendo questo nuovo segmento di mercato, è innegabile. Ma, probabilmente, non sarà l'Ultra a definirlo. Entro fine mese, la Apple di Steve Jobs dirà la sua.

Que proReader
Gli e-book, gli strumenti per leggere libri, giornali e riviste in formato elettronico, sono stati gli altri protagonisti di questa fiera delle novità. Fra tutti, il più bello e funzionale è il Que proReader dell'inglese PlasticLogic. È incredibilmente sottile. Scarica i contenuti via Wifi, Bluetooth o 3G. Il formato è perfetto. Costa solo un po' troppo. Anche qui, è ancora difficile capire dove sta andando il mercato degli e-book. Ma una cosa è certa: l'interesse dei consumatori c'è e la battaglia competitiva sta per cominciare.

Boxee Box
Bel design per uno strumento piccolo e funzionale. Basta collegarlo in rete e alla televisione, per trasmettere sul grande schermo qualsiasi tipo di contenuto (con una compatibilità praticamente allargata a tutti i formati video, audio e fotografici) preso dal web, dalle schede Sd incorporate o dalle porte Usb. Al Ces si è vista anche la nascita delle televisioni "intelligenti", collegate al Web. Per quelle che intelligenti non sono, il Box della Boxee può risolvere il problema.

Marco Magrini su ILSOLE24ORE.COM

 
Di Altri Autori (del 08/04/2010 @ 07:18:40, in Tecnologie, linkato 1417 volte)

Fra cinque anni, nelle mani degli adolescenti, vedremo soprattutto pc dotati di schermi sensibili al tocco, a forti tinte multimediali e con interfacce molto simili a quelle di uno smartphone. Cambierà in buona sostanza, per la maggior parte degli utenti di computer in erba, la modalità attraverso la quale interagire con la macchina: niente tastiera, niente mouse. Solo le dita delle mani o al più un apposito pennino digitale. La previsione è di Gartner e fonda su queste cifre: entro il 2015 oltre il 50% dei computer acquistati per gli utenti con meno di 15 anni di età saranno touchscreen. Nel 2009 tale percentuale non ha superato il 2%. In pochi anni, questo in sostanza il messaggio che arriva dagli analisti, crescerà esponenzialmente l'utilizzo di computer tattili fra i giovanissimi, i veri cultori di questa nuova tipologia di "gadget" tecnologici di cui fanno parte anche l'iPad di Apple, le tavolette touch con a bordo Windows 7 (vedi gli Slate pc di Hp) e anche i cosiddetti "smartbook" (netbook ancora più compatti e maneggiabili di quelli attualmente in circolazione) basati sul sistema operativo Android di Google.

La buona notizia, per i produttori, ha comunque un rovescio della medaglia, e cioè che di tutti i pc touch che verranno venduti nel 2015 su scala mondiale solo il 10% finirà dentro le aziende. Quest'ultimo dato, a detta di Gartner, si giustifica per vari motivi. In primo luogo perchè i primi utenti "massivi" di questi computer saranno quei consumatori, magari già allenati all'uso delle interfacce tattili in quanto utilizzatori di un telefonino multitouch, in cerca di un apparecchio di intrattenimento digitale comodo da portare in giro e facile da usare. Per gli addetti aziendali, invece, la necessità di gestire applicazioni (anche di tipo grafico) che richiedono determinati requisiti prestazionali e di dover scrivere frequentemente testi anche molto lunghi costituirà una barriera all'ingresso non indifferente. Più che anagrafiche clienti o documenti di lavoro in genere, insomma, sui computer a tavoletta gireranno soprattutto – ed è del resto questa la missione dell'iPad di Apple e dei tablet di nuova generazione – film, musica, video, libri e giornali in formato elettronico. Il vero driver per il successo dei pc touch sarà in tal senso, secondo gli analisti, l'ecosistema di distribuzione dei contenuti digitali di natura consumer e non tanto la possibilità di gestire in punta di dita particolari applicazioni aziendali.

La predetta "consumerizzazione" degli ambienti enterprise, e cioè la crescente adozione di tecnologie consumer (chat, social network, dispositivi mobili personali) nelle imprese, avrà luogo ma con effetti, per quanto riguarda i computer touch, probabilmente più limitati e sicuramente in tempi meno rapidi. Detto che l'utilizzo professionale di questi device - pensiamo ai classici tablet pc, ai sistemi Atm o ai chioschi informativi di centri commerciali o aeroporti - è da tempo una realtà, il fatto che i costi dell'hardware siano destinati a calare e che il numero e la qualità delle applicazioni software sia deputato a salire potrà contribuire sensibilmente a far decollare l'adozione dei "touch device" presso locali pubblici e negozi di beni di largo consumo. Un ruolo importante lo giocherà inoltre il settore education, quello delle scuole, che potrebbe diventare addirittura il primo mercato di sbocco quando i prezzi di questi dispositivi scenderanno progressivamente. In definitiva, non ci sarà una sola "killer app" a dare un preciso impulso a questo segmento ma una convergenza di fattori, di carattere economico da una parte (i prezzi dei dispositivi) e di natura tecnologica (interfacce, ergonomia, applicazioni) dall'altra.

di Gianni Rusconi su ILSOLE24ORE.COM

 
Di Altri Autori (del 07/06/2010 @ 07:38:17, in Tecnologie, linkato 1477 volte)

Entro cinque anni la vendita di volumi digitali supererà quella di libri cartacei. La valutazione è di Steve Haber, presidente della divisione digitale di Sony. "Tre anni fa - ha spiegato Haber - pensavo ci sarebbero voluti almeno dieci anni, invece ne basteranno cinque". Haber ha inoltre affermato che quello che Sony ha fatto nella digitalizzazione di musica e fotografia sarà realizzato anche nel mercato dei libri.

L'offerta di Sony nel settore è composta da tre modelli: il Sony Reader Touch e il Sony Reader Pocket in Europa e il Sony Reader Daily Edition negli Stati Uniti. Haber ha tenuto a sottolineare che i suoi dispositivi offrono un'esperienza di lettura 'immersiva' e che i device come iPad sono utili per un numero maggiore di funzioni, motivo per il quale le due realtà possono coesistere. Secondo una recente ricerca commissionata da Sony negli States solo l'11% di chi ha acquistato iPad l'ha fatto per sfogliare e-book.

Via Quo Media

 
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