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\\ : Storico : Viral Marketing (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gianluigi Zarantonello (del 21/12/2005 @ 10:24:56, in Viral Marketing, linkato 2457 volte)

L'advergaming è l'uso di giochi interattivi per comunicare messaggi pubblicitari, sviluppare la brand awareness e generare traffico verso i siti di tipo 'consumer', che si è sviluppato a partire dal 1998 negli Usa.

Gli advergames sono quindi un'alternativa ai banner ed alle forme tradizionali di pubblicità on-line e permettono di raggiungere, a costi relativamente bassi, milioni di utenti, creando un'esperienza coinvolgente, che fa in modo che le persone non cambino pagina di fronte al messaggio commerciale.

Secondo gli esperti le persone giocano solitamente per 10-15 minuti alla volta, si divertono e sono dunque portati ad associare il gioco ad una positiva esperienza di contatto con il brand, che viene ricordato meglio.

C'è poi l'effetto passaparola, per cui i giocatori spediscono o segnalano il gioco agli amici, abbattendo i costi ulteriori di stampa o distribuzione per l'industria che li propone.

I vantaggi però non si limitano agli effetti sul marchio: i giocatori infatti possono registrare i loro punteggi e questo non solo aumenta il traffico sul sito, ma permette anche di farsi lasciare importanti dati demografici e di far iscrivere gli utenti a newsletter promozionali mirate.

Se si pensa che, ad esempio, un gioco creato da Mike Bielinski e Dan Ferguson di Blockdot per M&M's è stato giocato per oltre 12 milioni di volte i vantaggi risultano piuttosto evidenti.

Non è solo un business per colossi internazionali: anche Le PMI possono pensare a questa forma di pubblicità, facendo attenzione però ai costi di distribuzione, che, ad esempio, può essere risolta tramite giornali locali, confidando nel passaparola fra gli utenti per un?ulteriore diffusione.

Chiaramente anche l'advergaming è cambiato e maturato dai suoi esordi, la tecnologia ha fatto molti passi avanti, nonostante l'idea di partenza sia rimasta sempre la stessa, e, secondo Forrester Research, il mercato dell'advergaming, nel 2005 vale oltre un miliardo di dollari (cfr. Charlene Li nel report "Best Marketing Practices With Advergames").

Si tratta di un business che sta coinvolgendo anche l'Italia, non più tardi di qualche giorno fa infatti mi è arrivato via e-mail un gioco promozionale (con tanto di premi) da parte di un grosso gruppo del settore caseario/alimentare.

Molti marketers quindi si sono interessati al questa occasione di business ma è comunque necessario che gli advergames rimangano più un gioco che una pubblicità, perché gli utenti sono ormai maturi e non si fanno prendere in giro impunemente.

Gianluigi Zarantonello

 
Di Jacopo Gonzales (del 17/12/2005 @ 18:58:32, in Viral Marketing, linkato 3518 volte)

Si chiamano Icecard e sono un innovativo strumento di marketing virale.
Si tratta di veri e propri biglietti da visita realizzati con il brand e con i colori dell'azienda di cui si è richiesto il "servizio".

Completamente gratuiti per i consumatori, che acquistano così il ruolo di "brand ambassadors", le Icecards rappresentano una nuova sfaccettatura del marketing moderno.


In Italia la prima azienda che ha affiancato Icemedia, la società olandese che ha inventato il brevetto, nel lancio del prodotto è la Puma che ha affidato alle Icecards il lancio di due profumi, Puma White Man e Puma Red Woman, della linea Puma Fraganze.


Il funzionamento è semplice: attraverso il sito dedicato alla community di Puma Fraganze (www.come-closer.it) i giovani possono ordinare le contact cards e in pochi passi si personalizzano i biglietti con i propri dati. In seguito, nel giro di due settimane, si ricevono gratuitamente a casa, pronte per essere scambiate come strumento di socializzazione con altri ragazzi. Chiunque, poi, viene in possesso di una Icecard, può richiederla, a sua volta, gratuitamente recandosi sul sito dell'iniziativa e scegliendole in base al gusto personale innescando così il meccanismo virale che porta alla diffusione del messaggio.


Unico neo è che Icecard rappresenta uno strumento di viral marketing per brand consolidati indirizzati ad un target principalmente di giovani e giovanissimi, "volenterosi" di affiancare il loro nome a quello di un brand di valenza internazionale. [via marketing-adv]

 
Di Eli (del 09/12/2005 @ 16:24:20, in Viral Marketing, linkato 2370 volte)
Mentos ha recentemente reso disponibile sul sito tedesco un divertente gioco on-line per accrescere la visibilità del brand. Si tratta di una sfida a pallavolo tra pecore, dove però la palla assomiglia in maniera sospetta ad una delle famose caramelle.

Sheep Volley! Consente di allenarsi, sfidare un amico giocando in due con la tastiera ma anche di partecipare ad un vero e proprio torneo con un palio dei premi.


 
Di Max Da Via' (del 06/12/2005 @ 07:14:33, in Viral Marketing, linkato 1768 volte)
Anche in Italia prosegue la lenta affermazione del marketing non convenzionale. Grazie alla collaborazione con Ogilvy e Ogilvy One Indesit, il terzo produttore europeo di elettrodomestici, si appresta ad effettuare una campagna di marketing virale per il lancio della nuova linea Indesit On Time, una linea di prodotti specificatamente rivolta ad una clientela giovane e informale.

Proprio in funzione di questo segmento bene identificato l’azienda ha deciso, in vista della campagna di marketing che avverrà all’inizio del 2006, di affiancare ai canali tradizionali iniziative virali on-line.

Jack the Cuckoo, il cucù protagonista, ha come scopo quello di promuovere la libertà da schemi e orari predefiniti (da qui presumibilmente la scelta del testimonial) per riappropriarsi del proprio tempo, ed è al centro di vari episodi on-line all’interno del sito Indesit.

La campagna partirà con l’invio di un’email contenente la presentazione del personaggio ad un target di 1.500.000 persone in tutta Europa i cui nominativi sono stati acquistati da alcune community on-line e profilati in modo da identificare un target giovane e dinamico in linea con questo nuovo stile di comunicazione.



via Pubblicità Italia
 
Di Eli (del 02/12/2005 @ 10:12:09, in Viral Marketing, linkato 2440 volte)

Divertente gioco virale della Virgin su Heavy. La sfida metterà a dura prova sia le conoscenze musicali che lo spirito di osservazione. Bisogna identificare numerosi artisti della scena musicale collocati nell’immagine principale, utilizzando per questo scopo una lente d’ingrandimento opportunamente fornita.
Per spingere i navigatori ad aguzzare la vista la Virgin ha messo un palio numerosi premi, tra i quali un computer, l’accesso gratuito per una anno al sito VirginDigital e alcuni lettori MP3.

Peccato per la lentezza nel caricamento e le pop-up, che rendono la navigazione un po’ difficoltosa per chi non dispone di un buon collegamento internet.


 
Di Matteo B. (del 24/11/2005 @ 09:25:03, in Viral Marketing, linkato 1960 volte)
Via Adrants scopriamo che la vodka Absolut ha lanciato un minisito denominato “Second Skin”, in linea con il clima quasi natalizio. Già dalla home page infatti veniamo accolti da un quartetto di bottiglie canterine, pronte a intrattenerci con una canzone di benvenuto, ma anche disposte a fare un delicato sottofondo mentre una voce fuori campo legge qualche ricetta per prepararci un drink, ovviamente a base di vodka.

Come favorire il passaparola? Inviando a qualche amico un’email con tanto di coro.



Tag: Marketing, Vodka, Web, Passaparola, Absolute
 
Di Matteo B. (del 23/11/2005 @ 12:57:13, in Viral Marketing, linkato 1689 volte)
Anche in Belgio la competizione tra gli operatori di telefonia mobile è molto serrata. L’operatore Ugly Duck (un nome, un programma) ha deciso di affidarsi ad una campagna non convenzionale, sostituendo la Megan Gale della situazione con tre divertenti video virali.



Fonte: Culture Buzz
 
Di Alessandro Figus (del 22/11/2005 @ 13:56:52, in Viral Marketing, linkato 2216 volte)

Quando Marco inserì il post in cui segnalava questo video particolare, le previsioni sul suo destino che emergevano dai commenti non erano molto positive. Dopo quasi due settimane invece si può dire che Nike abbia centrato il bersaglio; in Italia il video è ormai conosciuto da tutti gli appassionati di calcio e da molti giovani, ed eessndo poi stato trasmesso da importanti tg e trasmissioni sportive, la sua visibilità ha raggiunto sicuramente un traguardo importante; non dimentichiamo infatti il vero target  della campagna, promuovere un nuovo modello di scarpini da calcio( i Tempo Legend). Nike è comunque riuscita a trasmettere più volte uno spot in tv senza dover pagare un euro, ha creato un evento curioso e ha sfruttato media e passaparola perchè lo diffondessero. Non è la prima volta che Nike adotta tecniche alternative, probabilmente ha riscontrato che per i suoi clienti dopotutto anche questo è un buon canale di comunicazione.

Il motivo per cui si parla tanto di questo video è l'incerta autenticità della prova offerta da Ronaldinho, dovuta all'altissimo tasso di difficoltà del gesto; tutti gli intenditori sanno che il giocatore per estro, talento e tecnica è tra i migliori del mondo( se non il migliore) ed è l'unico per cui è lecito chiedersi:"Ma l'avrà fatto veramente?" Con tutta probabilità altri calciatori non sarebbero riusciti neanche a far nascere tale dubbio, mentre invece la considerazione di Ronaldinho tiene viva la curiosità su questo video cosicchè se ne continui a parlare. E i costi della campagna? L'ingaggio di Ronaldinho, il cameramen e... forse basta; non male come pausa per chi è abituato a spendere milioni di dollari in pubblicità televisive.

Prendendo spunto da un commento lasciato ecco per gli appassionati di basket il link della performance di LeBron James(anche lui uomo Nike) in risposta alle prodezze di Ronaldinho. Anche qui c'è aria di truffa ed il video, anche se il marchio Nike non viene evidenziato, arriva proprio in coincedenza del lancio delle nuove scarpe Zoom LeBron 3.

 
Di Alessandro Figus (del 20/11/2005 @ 20:34:00, in Viral Marketing, linkato 1748 volte)

Sbarca anche in Italia il Progetto Bolla che segue alla lettera le tecniche di street comunication dell'originale Bubble Project elaborato a New York dall'Art Director Ji Lee, il quale iniziò a tappezzare i cartelloni pubblicitari della Grande Mela con degli stickers bianchi a forma di fumetto; in pochi giorni gli spazi vennero riempiti con i più disparati commenti dei passanti ed i cartelloni pubblicitari divennero esattamente come le vignette dei comics. Lo scopo? Dare l'opportunità al destinatario della pubblicità di avere una voce e soprattutto di poterla far sentire a tutti, così da rendere in un certo senso bilaterale il dialogo tra aziende e pubblico.

Per capire meglio le ragioni e la filosofia che c'è dietro, questo è il manifesto estratto dal sito di Progetto Bolla, dove si possono trovare informazioni e foto delle affissioni:

I nostri muri e gli spazi delle nostre città sono invasi dalla pubblicità.
Stazioni, strade, piazze, bus, metropolitane ci gridano in continuazione messaggi di ogni tipo. Se una volta questi spazi erano considerati “pubblici”, ora vengono utilizzati dalle aziende per propagare i loro messaggi nel mero interesse del profitto. Armati di pesanti budget, le tecniche di marketing delle multinazionali stanno diventando sempre più aggressive e manipolatorie.Noi, la gente comune, siamo diventati contemporaneamente obbiettivi e vittime di questo attacco mediatico. Il Progetto Bolla e’ in contrattacco.
Gli adesivi a balloon sono le munizioni.
Una volta attaccati ai manifesti pubblicitari, questi adesivi trasformano il monologo delle aziende in un dialogo aperto. Incoraggiano la gente a dire la loro, a riempire il balloon con qualsiasi forma di auto-espressione libera dalla censura.
Piu’ balloon in giro = più spazi liberati
Più spazi = più condivisione dei pensieri e delle idee personali
Più condivisione = più reazione a quello che sta succedendo

Il dibattito sulla legalità di queste iniziative immagino sarà particolarmente acceso, ma preferisco evitare complessi giudizi morali e focalizzare invece l'attenzione su come l'immagine delle azienda sarà influenzata dal nuovo movimento. Sarà solo un fattore negativo e quindi da reprimere? Dalle poche bolle fin'ora presenti in Italia(solo a Parma), non mi è sembrato di notare espliciti attacchi alle società pubblicizzanti mentre mi è parso che i "fumettisti di strada" abbiano preferito scrivere più semplicemente una battuta. In questi casi le bolle potrebbero addirittura donare maggiore visibilità e memorabilità al cartellone. Ma per i marchi che non godono di particolari simpatie, come le multinazionali Nike, McDonald's o Coca Cola sembra difficile che possano guadagnare qualcosa dalla possibilità di far parlare senza censura la gente comune.

Bisogna comunque aspettare per capire quale sarà l'entità di questo fenomeno e quale sarà in effetti il tipo di comunicazione che sarà attuata; sarà fondamentale vedere se troverà un seguito importante oltre all'esperienza di Parma, da che tipo di persone verrà adottata e per comunicare cosa. Gli interrogativi sono tanti ma per l'immagine delle aziende sarà importante non reagire nel modo sbagliato.

 
Di Matteo B. (del 20/11/2005 @ 08:29:42, in Viral Marketing, linkato 1691 volte)
Navigando su CNET News mi sono imbattuto in questa segnalazione, che ci mostra le acrobazie che si potrebbero fare sostituendo allo skateboard un amico un pò scivoloso.

Non è chiaro lo scopo di questo filmato, che grazie al passaparola si sta però diffondendo rapidamente, facendo un pò di pubblicità gratuita al sito che lo ospita.

Del resto anche il redattore di CNET ha commentato sconsolato:

We have no idea why, how or what for, but here it is nonetheless. It appears to be a stop-action simulation of a human skateboard.

Tag: skateboard, crazy, CNET, viral
 
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