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Amica Chips e la patata che (at)tira
Di Max Da Via' (del 26/02/2006 @ 07:52:12, in Marketing, linkato 9946 volte)
Amica Chips, azienda alimentare Mantovana, già da tempo si era fatta notare per il claim “La patata tira” che, senza grossi sforzi di immaginazione richiamava alla mente un gioco di parole decisamente allusivo.

L’atteggiamento scanzonato utilizzato per reclamizzare ha comunque finora prodotto buoni risultati, tanto da consentire all’azienda di ottenere una market share in Italia pari al 28%, conquistando la seconda posizione alle spalle di Unichips-San Carlo, leader incontrastato di mercato con il suo 45%.

Visti i buoni risultati ottenuti, con la consulenza dell’agenzia Leo Burnett, Amica Chips ha deciso di continuare a cavalcare l’onda del doppio senso, utilizzando come testimonial televisivo il famoso attore a luci rosse Rocco Siffredi. Questo inusuale testimonial si aggira con una busta di patatine nei pressi di una piscina di qualche hotel popolato di belle ragazze in bikini, rimarcando la propria assodata competenza in materia di patatine.

La scelta di un personaggio come Rocco Siffredi rappresenta senza dubbio una novità nel mondo della pubblicità televisiva italiano, anche se già da tempo Striscia la Notizia aveva utilizzato come presentatrice/spalla del Gabibbo l’ex pornostar Eva Henger, che ha riscosso un immediato successo tra tutti i bambini e molto probabilmente anche tra i loro papà.

Il nuovo claim è quindi diventato “A chi piace la patatina?” e abbastanza inaspettatamente è rivolto prevalentemente ad un target femminile. Secondo le parole di Laura Moratti, figlia dell’azionista di riferimento di Amica Chips, questa campagna è indirizzata alle giovani mamme, cioè le persone che nella maggior parte dei casi effettuano gli acquisti per i loro bambini.

Secondo la Moratti le mamme di oggi sono molto diverse da quelle di venti o trenta anni fa e si identificano con facilità nei personaggi di serie disinibite come Sex & the City o Desperate Housewives. Per questo motivo hanno un atteggiamento più scanzonato nei confronti del sesso e non si fanno certo mettere in imbarazzo da un gioco di parole o dalla presenza sul video di un personaggio come Rocco Siffredi.

Questo approccio “non convenzionale” alla comunicazione di prodotto darà i risultati sperati? Per ora si direbbe di si: il ricorso a questi slogan “sopra le righe” è riuscito ad attirare l’attenzione su una marca che fino a qualche anno fa molti non conoscevano, con buoni risultati anche in termini di quote di mercato.
Del resto quando si è piccoli, all’interno di un mercato molto competitivo e dominato da grandi player, la strada della provocazione, se azzeccata, può essere un modo per attirare su di sé l’attenzione dei consumatori. Ovviamente ci sono anche potenziali risvolti negativi legati a questo tipo di strategia, sia in termini di posizionamento che di gradimento di pubblico ma a quanto pare la patata è riuscita ad attirare l’attenzione.