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Microsoft abborda Aol
Di Matteo B. (del 17/09/2005 @ 18:05:22, in Internet, linkato 1552 volte)

Microsoft e Google potrebbero avere un blog dedicato, visto che ormai non passa quasi giorno nel quale non ci siano rumors su qualche loro futura mossa. Questa anticipazione pubblicata da "La Stampa" è però clamorosa, perché segnerebbe la fine di un matrimonio che all’epoca aveva fatto scalpore...

Cinque anni fa sembrava la fusione che avrebbe dominato la scena mondiale delle comunicazioni: adesso la Time Warner sta pensando di sbarazzarsi di America Online. La soluzione preferita sarebbe quella di venderla alla Microsoft, ma non si esclude una cessione a Yahoo o Google. (...)

 

La favola era cominciata nel 2000, quando proprio il topolino aveva inghiottito l'elefante. America online non era esattamente un'azienda minuscola, perché era il principale servizio per l'acceso ad internet via telefono. Aveva oltre 26 milioni di clienti, che pagavano non solo per accedere alla rete, ma anche per ricevere il suo contenuto esclusivo. Sembrava la strada da seguire per le comunicazioni del futuro e il suo capo, Steve Case, passava per il ragazzo prodigio della rivoluzione digitale.

La Time Warner invece era un colosso dei contenuti, con giornali tipo il settimanale Time, una delle più famose case cinematografiche e discografiche al mondo, e in seguito anche la televisione di notizie Cnn. Era l'azienda più grande e antica delle due, ma formalmente era stata fagocitata da Aol perché il futuro si era preso in carica il passato.

 

Sembrava un matrimonio voluto in cielo, come dicono gli americani, perché avrebbe unito i contenuti al nuovo mezzo mediatico per distribuirli. I film, gli articoli, le trasmissioni televisive della Time Warner sarebbero arrivate in tutto il mondo, attraverso il collegamento ad internet garantito da America online.

 

La tecnologia, però, fa brutti scherzi: proprio quando pensi di averle messo il sale sulla coda, lei scappa via. Dal punto di vista culturale, la fusione tra la nuova generazione di Aol e la vecchia di Time Warner non aveva mai funzionato sul serio. Poco alla volta, però, aveva perso anche la sua attrattiva economica. Il colosso dei contenuti, infatti, aveva conservato tutta la sua forza, restando un punto di riferimento nel settore e allargandosi anche alla fornitura dell'accesso ad internet con la banda larga.

 

Il topolino della nuova tecnologia cibernetica, invece, aveva progressivamente perso colpi, proprio perché il suo modello si era inceppato. La gente si era stancata delle lunghe attese nei collegamenti «dial-up», e i contenuti esclusivi di America online non erano più sufficienti a trattenerla dalla corsa verso la banda larga e la libertà sconfinata di internet.

 

La fusione aveva finito per bruciare circa 200 miliardi di dollari in termini di valore delle azioni, cioè grosso modo il costo dei danni fatti dall'uragano Katrina in Louisiana e Mississippi, tanto per capirsi. La testa di Case era saltata e i dinosauri di Time Warener avevano ripreso il controllo della sua compagnia. Adesso, però, stanno considerano l'ipotesi di sbarazzarsene del tutto, come un corpo estraneo che non vedono l'ora di espellere. (...)

 

La prima ipotesi sarebbe quella di cedere il 50% delle azioni alla Microsoft, che poi gestirebbe l'impresa a metà con la Time Warner, collegandola ai propri servizi.

La seconda, però, non esclude di passare la mano integralmente alla concorrenza, girando tutta la proprietà a Yahoo oppure a Google, che proprio in questi giorni sta rastrellando altri soldi sul mercato. Comunque vada a finire, la bella favola di Aol sembra arrivata all'ultimo capitolo.