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Le soluzioni di Starbucks
Di Roberto Venturini (del 13/02/2008 @ 07:45:53, in Marketing, linkato 4458 volte)

Interessante intervista sul sito della CNN con Howard Schultz, l'uomo che ha creato la catena Starbucks e che ora ritorna come CEO, per cercare di riportare in auge l'azienda

Come qualcuno saprà, la più nota catena di caffetterie del mondo sembra avere qualche prolemino...

Alla radice del problema, a quanto dice ... sta (guarda un po') il fatto che l'azienda a perso nel tempo la sua focalizzazione su cliente.

Non solo: ha anche trascurato gli aspetti di fidelizzazione.

Teniamo conto che Starbucks ha visto negli anni crescere la concorrenza da parte di catene analoghe (a noi generalmente ignote) ma forse più agguerrite, che hanno anche capitalizzato sulla formazione di una certa opinione negativa verso Starbucks... se non altro per l'usuale fenomeno che quando una azienda / catena diventa grande e di successo c'è sempre chi inizia a vederla male...).

Ed ha anche trascurato la customer experience ("We spent time on efficiency rather than the experience")

C'è poi da tener presente che McDonalds ha recentemente annunciato la sua entrata nel business del caffe'...

Tra le novità che possiamo apsettarci nei prossimo futuro da Starbucks:

1) Dare un taglio alla "burocrazia" e alla centralizzazione

2) Mettere a posto il business negli US e potenziare qello internazionale, su cui ritengono ci sia ancora moltissimo da fare

3) Focalizzarsi maggiormente sui clienti, come dico spesso, mettersi nei loro panni... e lo dice anche Schultz: " We need to put ourselves in the shoes of our customers. That is my new battle cry. Live and breathe Starbucks the way our customers do."

4) Lavorare sulla relazione e la experience

5) Rivedere il design del punto vendita

6) Rivedere le strategie di fidelizzazione /( anche tenendo conto che il 15% degli acquisti sono fatti attraverso la Starbucks card)

7) Introdurre nuovi prodotti e ripensare alla parte "food"

La battaglia è anche sul fronte della qualità percepita.. ma non tanto del prodotto quando dell'esperienza.

Se si deve pagare caro un caffè... e basta, ci si ritrova in un business di nicchia, da intenditori... o meglio da amatori dei beveroni.

I 5 dollari (o quel che sono) che dai a Starbucks non sono solo per una bevanda calda ma per un complesso di cose (a mio avviso, basandomi sulle mie ottime
esperienze spagnole con catena, ad esempio per avere un posto accogliente dove leggere, lavorare, socializzare, studiare o fare riunioni di lavoro)

Per approfondimenti, ecco
l'intervista con Schultz