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La pubblicità sui social network? «Non è legata all'audience, ma ai contenuti»
Di Altri Autori (del 21/05/2009 @ 07:31:58, in Social Networks, linkato 2438 volte)

Francesco Barbarani, Country Manager di MySpace Italia, la grande rivale di Facebook nell'universo sempre più variegato del Web 2.0, ne è assolutamente convinto: il valore di un sito di social network non si misura (solo) con i dati di traffico in fatto di pagine viste e utenti unici. Il concetto è espresso, testualmente, da una riflessione che non lascia dubbi: "non è solo l'audience a determinare l'appeal pubblicitario di un grande portale di aggregazione on line". Il riferimento alla pubblicità è d'obbligo perché di questo vivono (o piangono) Facebook, MySpace & Co.

"Il nostro focus – allarga il discorso Barbarani – sono i contenuti e i contenuti sono al centro dell'evoluzione del nostro sito quale aggregatore globale di persone. Venderemo i contenuti? No, ci bastano le revenue generate dagli attuali servizi a pagamento, e cioè banner, campagne istituzionali ed eventi sponsorizzati on e off line. Tengo quindi a precisare che il modello di business di MySpace non è solo basato su banner e click-through e il rapporto fra contenuti ed utenti è un elemento decisivo per generare ricavi con le aziende". I numeri della società non sono infatti certo da disprezzare, a cominciare proprio da quelli di fatturato: MySpace ha chiuso il 2008 con circa 900 milioni di dollari di ricavi, tre volte tanto le entrate di Facebook.

Anche sotto il profilo della popolarità nell'universo Internet il secondo social network al mondo può alzare la voce: 130 milioni di utenti unici mensili (2,7 milioni quelli italiani, con 600mila pagine viste al giorno) attivi in 30 diversi Paesi, 50 milioni di e-mail gestite quotidianamente a livello mondiale, 60mila nuovi video pubblicati nelle 24 ore e oltre cinque milioni di band musicali (260mila quelle italiane) che hanno un loro spazio. Numeri importanti, quindi, soprattutto se correlati al fatto che la sussidiaria di News Corp. vanta fra i suoi clienti l'80% delle prime 500 aziende della classifica di Fortune.

Perché marchi prestigiosi come Nike, tanto per fare un nome, scelgono MySpace per i loro investimenti pubblicitari? La risposta proviamo a derivarla dalle parole di Barbarani. "Non siamo solo un sito che ospita contenuti generati dagli utenti ma anche canali "branded" e professionali. MySpace – completa la fotografia il manager – non è una semplice directory e non vuole fare la gara dell'audience con gli altri social network. Puntiamo sulla qualità dei contenuti e sposiamo il concetto di essere in Rete, "in line" quindi, e non solo di essere on line. In questo senso le aziende su MySpace possono entrare in contatto con gli utenti consumatori e avere a disposizione tutti gli strumenti per compiere un'azione di pre-commerce molto radicata, che nasce on line e prosegue off line". E come la mettiamo con il rischio "invasività" dei messaggi pubblicitari, con la libera fruizione dei contenuti da parte di utenti che in Rete ci vanno sostanzialmente per comunicare e generare nuovi contatti? La certezza di Barbarani è in queste parole: "fra advertiser e utenti c'è un rapporto relazionale e non invasivo perché parlano la stessa lingua e perché i contenuti, i messaggi, sono diffusi in modo virale. Per le aziende che investono, MySpace è infatti una piattaforma di brand generated content e la sua community diventa portavoce spontaneo del marchio, una porta privilegiata di accesso al Web. Anche per questo crediamo che la definizione di social porta, in cui convergono servizi, contenuti, iniziative e partner, sia per noi la più calzante e veritiera".


MySpace in versione Mobile, la nuova frontiera
I social network sui telefonini sono già oggi più di una tendenza e il fatto che tutti i "big" dell'universo mobile abbiano portato Facebook a bordo dei rispettivi sistemi operativi (Apple per l'iPhone, Research in Motion per i Blackberry, Microsoft per i terminali Windows Mobile) lo dimostra. Altra prova dell'appeal delle community sociali per gli utenti di smartphone la offre anche MySpace: quando fu raggiunto l'accordo per caricare la versione mobile del sito sui Blackberry furono 500mila i download in una sola settimana. I cellulari sono quindi un asso nella manica fondamentale per il futuro dei social network e la stessa MySpace non fa mistero di annunciare che entro due anni metà del suo traffico verrà sviluppato da smartphone e dispositivi dal piccolo schermo.

Dando per scontato che le nuove tecnologie Web assicureranno agli utenti una sempre migliore fruibilità dei contenuti dall'apparecchio mobile, il vero obiettivo per i Facebook & Co. è quello di sviluppare il business sul mobile advertising. Il gradimento dei servizi di mobile Internet è in costante e sensibilissima crescita, il numero di abbonati anche: resta da convincere gli inserzionisti del fatto che la pubblicità sui social network ha un valore.

di Gianni Rusconi su ILSOLE24ORE.COM