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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico : Social Networks (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Max Da Via' (del 08/04/2020 @ 07:05:11, in Social Networks, linkato 162 volte)

Continuano i nostri appuntamenti sulla comunicazione che cambia ai tempi del coronavirus. Dopo il successo del nostro vademecum con le 5 regole d'oro valide per tutti su tutti i canali, nonché un focus sul nuovo ruolo dei social media, passiamo al tema dell'influencer marketing. Abbiamo già sottolineato di recente, infatti, come nonostante le perplessità di molti creativi e pubblicitari rispetto al fenomeno, quest'ultimo continui a crescere, tra nuovi trend 2020 e incremento degli investimenti.

Ad effettuare un'indagine su influencer marketing e aziende ai tempi del Covid-19 è stato il team Pr & Influence di Ogilvy Italia, che ha coinvolto 80 influencer da tutta Italia con una fanbase compresa tra i 50mila e 1milione di follower. Vediamo quanto emerso.

Cambiano i contenuti "influenti"
Ben l’85% degli influencer intervistati afferma che la produzione dei propri contenuti sui social network è cambiata
, per il 39% sia nei formati sia nei temi trattati e moltissimi (84%) sottolineano come sia aumentata l’autenticità. A detta degli influencer i formati più rilevanti sono le IG stories, i video, le dirette Instagram. A livello di contenuti, ovviamente per molti i temi inerenti al Covid-19 e alla quarantena sono diventati centrali. Aumentati i contenuti indoor, quelli con un taglio informativo ed educativo. Infine, molti influencer si sentono investiti di un ruolo importante per le proprie community: trasmettere positività e speranza. La conferma arriva anche da un monitoraggio di Blogmeter, che tra i "top engaging content" pubblicati dalle celebrità vede in testa nuovi esperimenti culinari, allenamenti domestici, consigli per l'intrattenimento (libri, serie tv, ma anche concerti live da casa) e ironia (la #pigiamachallenge lanciata da Alessandro Borghese ha ottenuto 34K interazioni in pochi giorni).

Il marketing continua, ma con equilibri diversi
Nel 74% dei casi gli influencer affermano di essere stati contattati nelle ultime settimane da un brand, anche con cui non avevano mai lavorato prima (43%). Per la maggior parte le collaborazioni sono focalizzate sull’emergenza Covid-19 o su un breve periodo di tempo (74%), ma per 1 su 3 possono essere anche partnership di medio-lungo periodo. È anche vero, però, che assistiamo ad un diverso equilibrio tra contenuti sponsorizzati da un brand e invece contenuti personali, dove i secondi prevalgono.

Un futuro di maggior valore
La quasi totalità degli intervistati sarebbe felice di mettere a disposizione la propria esperienza per attività digital di brand, soprattutto incentrate su valori e messaggi più alti. Largo, dunque, a workshop, tutorial e format di edutainment, con argomenti di educazione e intrattenimento in linea con la loro expertise. In un momento come questo, dove molto si sposta sul digitale, tanti influencer ritengono infatti di essere un asset importante per le aziende anche per informare ed educare. Guardando al futuro, la maggior parte degli influencer crede, infatti, che la propria professione sia destinata a cambiare. E spera che il cambiamento vada nella direzione di creare collaborazioni con le aziende in modo sempre più coerente, dando spazio a messaggi e valori più che alla semplice promozione di prodotti ed iniziative.

 
Di Max Da Via' (del 28/02/2020 @ 07:57:34, in Social Networks, linkato 398 volte)

Nel 2019 gli italiani che hanno navigato in rete almeno una volta al mese sono stati 41,6 milioni, per un tempo medio a persona di oltre 104 ore. Nel giorno medio gli utenti connessi sono stati 33,3 milioni per 4 ore e 18 minuti. Questi sono i dati Audiweb powered by Nielsen dai quali parto per analizzare l’utenza dei social media (qui i dati dell’anno scorso). L’analisi considera la Total Digital Audience, ossia le persone che accedono da desktop e mobile (smartphone e tablet) al netto delle sovrapposizioni. L’universo riguarda i maggiori di 2 anni per l’audience da Pc e la fascia 18-74 anni per quella da mobile. Dunque è probabile una sottovalutazione dell’impatto dei servizi usati prevalentemente in mobilità dagli under 18.

utenti social media in italia confronto 2018 2019

Utenti dei social media in Italia

A dicembre 2019 la piattaforma social preferita dagli italiani è stata YouTube che ha raggiunto 36,173 milioni di persone. Naturalmente la tv non lineare di Google non prevede registrazioni quindi è più accessibile rispetto, ad esempio, a Facebook.
Nello stesso mese il social network di Zuckerberg ha catturato 35,906 milioni di connazionali. Entrambi in leggero miglioramento, 2,7 punti, rispetto a 12 mesi fa.

Stabile in terza posizione Instagram che continua a crescere, ma ad un ritmo meno intenso del passato. Riesce a coinvolgere 27,073 milioni di italiani, 15,6% in più anno su anno.

Segue LinkedIn con un’audience di 18,781 milioni di persone (+13,5% in un anno). Un miglioramenteo di tutto rispetto che però, come vedremo, si accompagna ai soliti, irrisolti, problemi di permanenza sul sito.

Ottima performance per Pinterest che per il secondo anno consecutivo, e senza clamore, riesce a incrementare il suo pubblico. A dicembre è stato di 16,642 milioni di persone, più 35% rispetto al 2018.

La stella nascente è TikTok che ha conquistato in pochi mesi 3,6 milioni di persone, con un tasso di crescita annuale del 388%. Naturalmente si tratta di dati sottostimati perché non comprendono l’audience tipica del servizio ossia i minorenni che lo usano da dispositivi mobili.

Secondo Audiweb cresce anche Twitter arrivando a superare i 10 milioni (+9%) e Snapchat con oltre 2,7 milioni (+14%). Anche in quest’ultimo caso ci potrebbe essere una sottostima dovuta alla peculiarità della sua audience. L’unico social in apparente caduta libera è Tumblr che registra 2 milioni di visitatori, in calo del 23,5%, a causa della “mala gestio” di questi anni.

Tempo di utilizzo dei social media in Italia

Il social utilizzato per più tempo dagli italiani è Facebook che a dicembre ha toccato le 16 ore e 24 minuti al mese per persona.
Segue Instagram che è stato usato in media per circa 7 ore e YouTube che cattura l’attenzione per 6 ore. E’ evidente che gli stimoli che si hanno in un social network simmetrico come Facebook sono la chiave dell’incremento dell’engagement.

Sorprendono per la loro crescita Twitter, con 3 ore e 48 minuti, e TikTok con 2 ore e 45 minuti.

Leggermente sopra i 60 minuti di utilizzo si piazza Tumblr, mentre di poco sotto troviamo Pinterest (53 minuti e 5 secondi) e Snapchat (52 minuti e 45 secondi).
La pecora nera dell’engagement è LinkedIn che è stato utilizzato per 37 minuti al mese. Per porre rimedio a questa bassa permanenza sono stati assunti, anche nel nostro paese, due giornalisti col compito di selezionare le notizie quotidiane da mettere in evidenza.

Dando un’occhiata alle modalità di fruizione dei social media emergono due grosse famiglie: i social che sono usati prevalentemente da smartphone e quelli che vengono fruiti anche da desktop (dati medi del 2019 per utenti di età 18-74 anni).
Quelli che presentano oltre il 90% di fruzione in mobilità sono Instagram (97%), Twitter (92%), Snapchat (92%), TikTok (91,5%). Quelli con l’utilizzo più alto da desktop sono YouTube (25%), Pinterest (19%) e Tumblr (18%).

In attesa dei vostri commenti vi consiglio, per non perdervi i prossimi aggiornamenti iscrivendovi alla newsletter, di consultare la pagina dell’Osservatorio Social Media per le statistiche italiane, la pagina Social Media Statistics per le straniere.

 

Sono passati circa 6 mesi da quando Instagram in Italia ha deciso di sperimentare la "sparizione dei like", ovvero ha scelto di nascondere agli utenti la possibilità via mobile (non da pc) di visualizzare il numero di "cuoricini" guadagnato dai post altrui. Un'iniziativa che almeno in parte ha lo scopo di spingere le persone a pubblicare più contenuti, evitando l'effetto "scoraggiamento" derivante dal basso consenso pubblico (come avviene invece probabilmente su Facebook, dove i contenuti privati sono calati dai tempi d'oro).

Ma quali sarebbero state, ad oggi, le conseguenze di tale decisione? Prova a rispondere con un'analisi Buzzoole nel suo Osservatorio sull’influencer marketing. Ecco a seguire i risultati.

Cresce il numero di interazioni medie
L'Osservatorio ha considerato due intervalli temporali, il primo dal 15 maggio al 15 luglio 2019 (prima dell’oscuramento) e il secondo dal 25 settembre al 25 novembre 2019. Il campione di post analizzati è di utenti italiani che nei due periodi hanno utilizzato gli hashtag della trasparenza (#ad, #sponsored, #fornitoda ecc…).
Nel primo arco temporale sono state registrati 20,7 milioni di like prodotti da 15 mila contenuti, mentre nel secondo 56,4 milioni con 36 mila post. Per poter comparare i dati dei due periodi si è optato di utilizzare l’indice like per post così da avere il dato medio per post. Contrariamente alle attese, il risultato è stato un aumento di interazioni medie del 13,68%.

Le differenze per settore
L'Osservatorio ha posto l’attenzione su quattro settori che fanno molto leva sull’influencer marketing: fashion, beauty, accessories e food. Sono stati etichettati i primi 200 post con più engagement per ogni categoria, assegnando ad ognuno un tag in base al settore di competenza.
I due settori più attivi, l’abbigliamento e la cosmesi, non hanno subito alcuna ripercussione in termini di engagement dal test. In particolare, sui post dei fashion influencer sono stati riscontrati in media 3.600 like per post in più, un incremento del 6,33%. Più basso l’incremento dei beauty creator 3,2% con 1.400 cuori in più rispetto al periodo precedente.
Tutt’altro trend per i post dei settori accessories e food che vedono un leggero decremento delle prestazioni medie. Il maggior calo di performance si ha dai post che sponsorizzano accessori (-2,98% ossia -1700 like per post), e alimenti (-1,77% pari a 871 interazioni medie).

Non resta che da attendere un ulteriore sviluppo e monitoraggio del trend, che per il marketing per ora sembrerebbe non aver avuto conseguenze significativamente negative.

 
Di Max Da Via' (del 03/12/2019 @ 07:42:11, in Social Networks, linkato 507 volte)

Twitter sta per rilasciare Topics, una funzione che permetterà di seguire argomenti specifici. L’idea gira nei corridoi dell’azienda da anni, ma solo ora grazie ai progressi nel campo del machine learning e al lavoro di un team editoriale, è pronta per essere resa disponibili a tutti.
L’obiettivo è di aiutare i nuovi utenti, quelli che non vogliono perdere tempo a costruire una propria rete di following, ad avere contenuti in linea con i propri interessi.

come funziona twitter topic

Come funziona Twitter Topics?

Gli utenti non potranno seguire qualunque tema, ma solo scegliere tra una rosa che inizialmente è composta da oltre 300 argomenti. Da essi sono stati esclusi quelli politici, che potrebbero essere oggetto di “hijacking” e di fake news.
Dopo aver deciso di seguire un argomento l’algoritmo di Twitter andrà a caccia dei tweet pertinenti (in base a parole chiave che ne delimitano i confini).
Poi passa a comprendere se quei tweet provengono da persone credibili (account ufficiali o da persone che solitamente trattano quel tema).
A questo punto li ordina per engagement e decide quali di questi far apparire nella timeline dell’utente.

L’efficacia dell’algoritmo andrà testata, ma da queste informazioni è probabile un comportamento abbastanza scontato e quindi poco utile. Mi spiego: se io sono un fan di cinema e inizio a seguire questo topic, potrei deder apparire tweet di personaggi del cinema e case di produzione che già seguo o, all’opposto, di cui poco m’importa essendo l’argomento così vasto.

L’altra questione riguarda la frequenza di questi aggiornamenti. Quanto andranno ad “inquinare” la mia timeline attuale fatta di tweet di persone che ho scelto di seguire puntualmente? La risposta ufficiale di Twitter è che la frequenza sarà regolata in base al numero di persone che si seguono. Se seguo molte persone che producono tanti contenuti, vedrò pochi tweet dai topic e viceversa. L’obiettivo è offrire una timeline sempre ricca, che non annoi l’utente. Una questione, non banale, di bilanciamenti la cui efficacia andrà verificata.

Come cambierà Twitter con Topics?

Topics è destinato a cambiare Twitter in maniera profonda. Il modello di social network asimmetrico finora esistente si è rivelato poco adatto all’utente medio per la curva di apprendimento iniziale che richiede (la ricerca di profili da seguire). Diventando un “network di interessi” Twitter avrà il vantaggio di rendere più rapida la comprensione del servizio (fase di onboarding) e di stimolare le persone ad utilizzarlo più frequentemente (engagement nel tempo).
Oltre a ciò il sistema avrà dati molto più solidi per profilare gli utenti (i loro interessi) e dunque di proporre pubblicità più rilevanti. In pratica potrebbe dare nuovo impulso all’advertising self service e non, che su Twitter stenta a decollare.

Dal 13 novembre capiremo se questa novità aggiungerà valore all’esperienza di Twitter o solo rumore. Il mio è più di un timore visto che non è stata prevista la possibilità di relegare i topic a liste specifiche, navigabili come timeline separata rispetto a quella delle persone.

Via Vincos blog
 
Di Max Da Via' (del 21/11/2019 @ 07:55:07, in Social Networks, linkato 497 volte)

Lo stato dei social media in Italia aveva evidenziato la persistente forza di Facebook quale luogo più affollato tra le piattaforma dedicate alla socialità. I visitatori, secondo Audiweb, si attesterebbero attorno ai 31 milioni, ma il sistema di advertising segnala un’audience raggiungibile di 29 milioni di persone.
La novità è che WhatsApp, come già ampiamente sospettato qui nell’analisi delle app di messaggistica più usate in Italia, avrebbe superato Facebook in termini di utilizzo.

Gli utenti italiani di WhatsApp sarebbero 32,9 milioni, stando a quanto riportato da eMarketer, numero molto vicino a quello comunicatomi da una mia fonte.
La nazione col maggior tasso di utilizzo è l’India che ha 340 milioni di utenti, seguita da Brasile, Stati Uniti, Indonesia, Messico e Russia. In Europa i più appassionati sono i tedeschi, gli italiani, gli spagnoli e gli inglesi.

Quest’anno si stima che saranno 2,5 miliardi le persone che nel mondo utilizzeranno applicazioni di messaggistica istantanea (+12,1% rispetto al 2018). Solo nel 2020 la crescita inizierà a rallentare, toccando i 2,7 miliardi per poi arrivare a 3 miliardi nel 2022. Una platea, che non si sovrappone completamente a quella degli utilizzatori dei social media, e che Mr. Zuckerberg non intende lasciarsi sfuggire.

La diffusione di WhatsApp anche ad un pubblico che non utilizza abitualmente internet, per impossibilità o per incapacità, si spiega con la sua semplicità di utilizzo. E’ il vantaggio di tutte le app che fanno solo una cosa e la fanno bene.
Ma in futuro tutto ciò potrebbe cambiare perché WhatsApp sta diventando una vera e propria piattaforma sul modello di quelle cinesi, in primis WeChat. Ad esempio sarà possibile trasferire denaro e fare acquisti di beni e servizi, funzioni che già si stanno testando in India. Il percorso è tracciato, ma non privo di ostacoli, soprattutto quelli relativi alle regolamentazioni nazionali. Sicuramente le aziende dovranno tenere gli occhi ben aperti e iniziare ad esplorare le opportunità di WhatsApp Business.

Via Vicos Blog
 
Di Max Da Via' (del 08/11/2019 @ 07:23:50, in Social Networks, linkato 630 volte)

Pinterest, a meno di un anno dalla sua quotazione, è il social occidentale più seguito dopo quelli della famiglia Facebook. Può vantare 322 milioni di utenti attivi mensili (+28% rispetto allo scorso anno), la maggior parte dei quali al di fuori degli Stati Uniti. Qui l’audience totale include il 43% di chi accede alla rete, in particolare l’80% delle donne con figli di età compresa tra i 18 e i 64 anni. 

In Italia Pinterest viene usato da 10 milioni di persone ogni mese, secondo i dati ufficiali condivisi dai rappresentanti della piattaforma durante le presentazioni nel nostro paese.
La caratteristica principale del servizio è che il 64% dei suoi utenti è donna e questo lo rende particolarmente efficace per tutte le attività di marketing destinate a questo specifico pubblico.
Da un punto di vista demografico la popolazione più presente è quella che ha un’età compresa tra i 16 e i 24 anni, che rappresenta il 24% della sua base utenti. Gli utenti che hanno 24-35 anni sono il 22% mentre al 20% troviamo sia i 36-44enni che i 45-54enni. Gli ultra 55enni rappresentano il 14%. Insomma su Pinterest si ritrovano un po’ tutte le fasce d’età rappresentate in maniera uniforme, senza particolari predominanze.

pinterest 10 milioni visitatori italiani

Pinterest si posiziona non come un social network, ma come un servizio utile per curare le proprie passioni, individuare trend e trovare ispirazioni, spesso per futuri acquisti. In definitiva è utile nella prima fase del customer journey dell’utente, tanto che il pitch di vendita consiglia di iniziare la pianificazione pubblicitaria su Pinterest mesi prima rispetto alla chiusura sperata della vendita, per poi proseguirla sui motori di ricerca e sui social.

Tuttavia le sfide che si trova ad affrontare sono molteplici. E’ vero che i ricavi dell’ultimo trimestre sono cresciuti del 28% rispetto all’anno scorso, ma il futuro è legato soprattutto alla capacità di crescere ulteriormente tra gli uomini e nelle regioni in cui la connessione non è ottimale (Pinterest non ha una versione light). A ciò si aggiunge una competizione sfrenata da parte di Google, Facebook e Instagram per presidiare non solo la parte iniziale del customer journey, ma anche quella di finale di conversione (social shopping).

Via Vincos blog
 
Di Max Da Via' (del 30/10/2019 @ 07:34:07, in Social Networks, linkato 511 volte)

L’advertising sulle piattaforme social è esploso negli ultimi anni. Le nostre bacheche Facebook e Instagram sono letteralmente invase da post sponsorizzati.

Ad oggi su Facebook sono presenti più di sette milioni di inserzionisti. Questo potrebbe farci pensare che sia l’unica e la migliore piattaforma per fare advertising. In parte questo è vero, vista e considerata la mole infinita di dati che Facebook conosce dei suoi utenti e considerate le enormi potenzialità della piattaforma di advertising in termini di profilazione.

Tuttavia la concorrenza sulla piattaforma continua costantemente a crescere ed è necessario per molti inserzionisti iniziare a differenziare il budget pubblicitario anche su altri canali.

Gli annunci su Pinterest potrebbero essere una delle possibilità più allettanti. Secondo uno degli ultimi rapporti presentati, Pinterest conterebbe attualmente circa 1,5 milioni di aziende che utilizzano le potenzialità di advertising della piattaforma.

Numeri più piccoli rispetto al colosso Facebook, ma una grande opportunità per tanti marchi anche piccoli, di raggiungere segmenti di utenti molto interessanti.

Dalla sua nascita Pinterest ha costantemente visto aumentare il numero di persone che utilizzano la piattaforma rilasciando diversi aggiornamenti con l’obiettivo di rendere l’esperienza di navigazione e ricerca sempre più intuitiva e migliore.

In questo articolo andiamo a fare una breve panoramica su come attivare il primo annuncio pubblicitario per promuovere i nostri prodotti e servizi sulla piattaforma.

Perché iniziare ad usare Pinterest Ads?

A differenza di Instagram e Facebook, Pinterest è molto più di un social media. Potremmo definirlo una via di mezzo tra un social media e un motore di ricerca.

Mentre sui social gli utenti si connettono tra di loro condividendo contenuti, su Pinterest gli utenti ricercano ispirazioni e creano bacheche che possono visualizzare in seguito con contenuti di loro interesse.

Poiché gli annunci vengono visualizzati come Pin sponsorizzati con molta probabilità compariranno all’interno di board che gli utenti vogliono scoprire o vorrebbero acquistare in futuro.


Ci sono diversi motivi per iniziare seriamente a pensare di inserire nelle proprie strategie di advertising Pinterest:

  • La possibilità di raggiungere circa 300 milioni di utenti attivi nel mondo, con una crescita continua e costante.
  • Circa il 50% degli utenti presenti in piattaforma ha dichiarato di aver acquistato un prodotto dopo aver visto un Pin sponsorizzato.
  • Raggiungere nuovi utenti in tutto il mondo. Il numero più alto di utenti attivi provengono da Stati Uniti, Brasile, India e Turchia.
  • Il 93% degli utenti che lo utilizza afferma che è alla ricerca di un prodotto da acquistare, oltre ad essere una delle piattoforme preferite dai millennials per lo shopping.

Come iniziare a creare annunci e campagne su Pinterest

La prima cosa necessaria per poter creare annunci e campagne su Pinterest è quella di assicurarsi di avere un account aziendale. In caso contrario possiamo trasformare il nostro account personale in aziendale semplicemente andando in questa pagina.

Ora siamo pronti per la creazione di un contenuto sponsorizzato. Il processo di creazione è simile a quello di Facebook e Instagram poiché abbiamo la possibilità di creare campagne, gruppi di annunci e impostare la spesa e tracciare i risultati.

Ci sono tre livelli per strutturare una campagna:

  • Campagna: dove stabiliamo l’obiettivo dell’offerta (traffico, conversioni, etc.)
  • Gruppo di annunci: dove possiamo pianificare il budget, il pubblico di destinazione e la durata della campagna.
  • Pin promossi: il risultato finale della campagna, ovvero quello che visualizzeranno gli utenti.

Per creare il nostro primo annuncio basta andare in Ads Manager, dove possiamo tracciare tutti i risultati delle nostre campagne, e da qui cliccare su Crea Annuncio. Nella fase successiva possiamo scegliere l’obiettivo della campagna in base al risultato che desideriamo raggiungere.

La scelta dell’obiettivo è una decisione fondamentale e strategica per ogni tipo di campagna, perchè determinerà il modo in cui parteciperemo alle aste con altri inserzionisti, i formati di annunci disponibili e i risultati specifici per cui pagheremo.


Attualmente Pinterest offre 6 differenti tipologie di obiettivi:

  • Brand Awareness: in questo caso l’obiettivo principale è quello di aumentare il numero delle persone che iniziano a scoprire il nostro marchio o i nostri prodotti e servizi. Se il nostro focus è quello di far conoscere quello che possiamo offrire allora dobbiamo scegliere questo obiettivo. La campagna si pagherà ogni 1.000 impression del nostro pin.
  • Visualizzazioni del video: in questo caso la nostra priorità è quella di ottenere il massimo di visualizzazioni del nostro contenuto video. Questa tipologia di annunci sarà mostrato agli utenti che hanno maggiori probabilità di guardare il video fino alla fine.
  • Traffico: in questo caso cercheremo di ottimizzare il numero di clic sul nostro sito. Pagheremo la campagna per numero di clic (CPC).
  • Installazioni di app: questo obiettivo è rivolto a chi vuole promuovere l’installazione della propria app. Si pagherà per numero di impression e la campagna si adeguerà in maniera dinamica facendo visualizzare l’annuncio alle persone che hanno la più alta probabilità di scaricare l’app.
  • Conversioni: in questo caso la campagna sarà ottimizzata per far compiere delle azioni specifiche agli utenti, come un acquisto o l’inserimento del prodotto nel carrello del nostro eCommerce. Pagheremo la campagna per azione o CPA, nel momento in cui l’utente cliccano il pin e visualizzano il nostro sito. Per utilizzare questo obiettivo è necessario aver già avuto almeno 50 conversioni da una delle campagne precedenti come traffico al sito o brand awareness negli ultimi 7 giorni.
  • Cataloghi commerciali: qui si sposta l’attenzione sulla possibilità di aiutare gli utenti a scoprire i nostri prodotti mentre cercano informazioni su Pinterest. Questa campagna funziona un po’ come gli annunci dinamici di Facebook: si collega un catalogo di prodotti online a Pinterest e si promuovono gruppi di prodotti per utenti pertinenti.

È utile, soprattutto nelle prime fasi di creazione degli annunci pubblicitari, effettuare dei test su creatività, pubblico e obiettivi al fine di stabilire quali delle campagne performano meglio in termini di obiettivi raggiunti e costi.

Pubblico e posizionamento

Una volta scelto l’obiettivo il passo successivo è quello di individuare il giusto pubblico a cui mostrare il nostro annuncio. Possiamo sia creare un pubblico personalizzato che abbia ad esempio già visualizzato il nostro sito o interagito con i nostri Pin, oppure creare un pubblico totalmente nuovo basandoci sugli interessi e le categorie proposte da Pinterest.

È importante ricordare che possono essere impostati più gruppi di annunci, quindi è importante essere quanto più specifici possibili per garantire che i nostri annunci siano visualizzati dalle giuste persone.

Fondamentale per il successo della nostra campagna è anche il posizionamento dei nostri annunci. Potremmo scegliere se far visualizzare l’annuncio quando gli utenti sfogliano il loro feed o esplorano Pin simili. Oppure potremmo scegliere se mostrare l’annuncio in entrambi i posizionamenti per garantire la massima esposizione.

Per rendere i nostri annunci ancora più pertinenti e performanti è consigliabile aggiungere le parole chiave associate al prodotto e al marchio che stiamo sponsorizzando. Le keyword su Pinterest hanno un’importanza enorme, anche se funzionano in maniera differente da Google, dove solitamente è consigliato utilizzare gruppi di parole molto precise.

Il consiglio su Pinterest è quello di utilizzare parole chiave creative, lasciandosi guidare dai suggerimenti di Pinterest che possono aiutarci a comparire anche in ricerche affini al nostro prodotto.

Ad esempio se vendiamo abiti eleganti un buon consiglio sarebbe anche quello di utilizzare parole chiave come “abito da sera” e “abito formale” per avere maggiore visibilità, posizionamenti pertinenti e quindi di conseguenza maggiori vendite o visualizzazioni.

Impostare il budget

Ultima fase è quella riguardante il budget da allocare alla campagna. Possiamo scegliere tra budget giornaliero, che è l’importo massimo al giorno che desideriamo spendere per il gruppo di annunci, e il budget totale che invece rappresenta il totale che vogliamo spendere fino a quando l’annuncio sarà attivo.

Avremo la possibilità anche di aggiungere un’offerta massima, cioè un importo massimo che siamo disposti a pagare indipendentemente che il nostro obiettivo sia impression, installazioni dell’app, click al sito o conversioni.

Scegliere i Pin da aggiungere alla campagna

Il passaggio per concludere la creazione della nostra campagna riguarda la scelta del Pin che desideriamo che sia visualizzato nel nostro gruppo di annunci.

Potremmo scegliere tra tutti i Pin contenuti nei nostri board purchè rispettino alcune linee guida stabilite da Pinterest:

  • Il pin scelto deve essere salvato nel nostro profilo
  • Non è possibile utilizzare Pin salvati in board segreti
  • Bisogna includere gli URL di destinazione all’interno di ogni Pin
  • Non possono essere utilizzati abbreviazioni di collegamenti nell’url
  • Non possiamo includere video o GIF di terze parti

Ma non abbiamo la possibilità di scegliere solo i Pin sponsorizzati. Infatti con Pinterest Ads possiamo utilizzare anche altri formati interessanti come i Pin per sponsorizzare un App o i Video Pin sponsorizzati.

I Pin di app sponsorizzati all’apparenza sembrano avere la stessa visualizzazione di un Pin normale. L’unica differenza è che cliccandolo ci conduce direttamente a iTunes store o a Google Play per installare direttamente l’app.

Per utilizzarli basta selezionare “Installazione app” come obiettivo della campagna. Il vantaggio di utilizzare questa i Pin App sponsorizzati è che essendo Pinterest perlopiù utilizzato da dispositivi mobile, per circa l’80% del traffico complessivo, questo aumenta la possibilità di raggiungere un grande numero di utenti e di aumentare le possibilità di scaricare l’app.


Altra tipologia di Pin per le nostre inserzioni su Pinterest sono quelli video. Possiamo utilizzare video di larghezza standard che avranno le stesse dimensioni dei Pin, oppure video con di mansioni maggiori corrispondenti a due Pin. I video permettono di coinvolgere maggiormente gli utenti ad esempio facendo vedere come funziona un prodotto o come può essere indossato un capo o ancora come preparare una ricetta con determinati ingredienti.

Ora che conosciamo le prime basi per creare annunci pubblicitari su Pinterest non ci resta che testare le sue potenzialità. L’importante è dare libero sfogo alla creatività, al design e all’unicità dei nostri prodotti e marchi per avere successo sulla piattaforma ed interagire con il nostro pubblico.

Via Ninja Marketing
 
Di Max Da Via' (del 01/10/2019 @ 07:58:45, in Social Networks, linkato 590 volte)

Lo stato dei social media in Italia aveva evidenziato la persistente forza di Facebook quale luogo più affollato tra le piattaforma dedicate alla socialità. I visitatori, secondo Audiweb, si attesterebbero attorno ai 31 milioni, ma il sistema di advertising segnala un’audience raggiungibile di 29 milioni di persone.
La novità è che WhatsApp, come già ampiamente sospettato qui nell’analisi delle app di messaggistica più usate in Italia, avrebbe superato Facebook in termini di utilizzo.

Gli utenti italiani di WhatsApp sarebbero 32,9 milioni, stando a quanto riportato da eMarketer, numero molto vicino a quello comunicatomi da una mia fonte.
La nazione col maggior tasso di utilizzo è l’India che ha 340 milioni di utenti, seguita da Brasile, Stati Uniti, Indonesia, Messico e Russia. In Europa i più appassionati sono i tedeschi, gli italiani, gli spagnoli e gli inglesi.

Quest’anno si stima che saranno 2,5 miliardi le persone che nel mondo utilizzeranno applicazioni di messaggistica istantanea (+12,1% rispetto al 2018). Solo nel 2020 la crescita inizierà a rallentare, toccando i 2,7 miliardi per poi arrivare a 3 miliardi nel 2022. Una platea, che non si sovrappone completamente a quella degli utilizzatori dei social media, e che Mr. Zuckerberg non intende lasciarsi sfuggire.

La diffusione di WhatsApp anche ad un pubblico che non utilizza abitualmente internet, per impossibilità o per incapacità, si spiega con la sua semplicità di utilizzo. E’ il vantaggio di tutte le app che fanno solo una cosa e la fanno bene.
Ma in futuro tutto ciò potrebbe cambiare perché WhatsApp sta diventando una vera e propria piattaforma sul modello di quelle cinesi, in primis WeChat. Ad esempio sarà possibile trasferire denaro e fare acquisti di beni e servizi, funzioni che già si stanno testando in India. Il percorso è tracciato, ma non privo di ostacoli, soprattutto quelli relativi alle regolamentazioni nazionali. Sicuramente le aziende dovranno tenere gli occhi ben aperti e iniziare ad esplorare le opportunità di WhatsApp Business.

Via Vicos blog

 
Di Max Da Via' (del 28/08/2019 @ 07:39:30, in Social Networks, linkato 557 volte)

Instagram sta testando un aumento del carico pubblicitario sulle sue Storie.

Lo scorso mese vari professionisti del marketing avevano notato un sensibile aumento degli annunci sul social network fotografico, arrivati a costituire circa un quarto dei post e delle Storie presenti su di esso. Osservazioni che ora sono state confermate da Instagram stessa, che, ha dichiarato di avere in effetti avviato dei test per rendere più numerose le campagne mostrate sulla piattaforma.

Secondo quanto riporta AdWeek, Instagram starebbe in particolare sperimentando l’erogazione consecutiva nelle Storie di annunci di due diversi brand, uno dopo l’altro. Al momento l’esperimento è visibile solo a un ristretto numero di utenti, ma tutti gli inserzionisti sono potenzialmente qualificati a partecipare.

Un portavoce di Facebook ha dichiarato che l’obiettivo dei test è verificare se questi annunci consecutivi di diversi brand nelle Storie forniscano agli utenti un’esperienza più fluida, e raccogliere feedback. Ha inoltre aggiunto che il focus della società rimane la user experience, con la produzione di valore per gli inserzionisti come seconda priorità.


Via Engage

 
Di Max Da Via' (del 26/08/2019 @ 07:09:17, in Social Networks, linkato 368 volte)

Il tema dell’Influencer Marketing è quasi sempre affrontato dal punto di vista degli influencer perché per i media è l’aspetto più curioso e notiziabile. In Buzzoole abbiamo deciso di esplorare il mercato indagando l’ottica delle aziende che comprano o fanno autonomamente attività con i creator. Lo abbiamo fatto commissionando una ricerca su 300 decision maker di grandi aziende a Koniqa, società di consulenza per l’innovazione di offerta e il go to market.

Le 3 fasi dell’Influencer Marketing

L’indagine ha portato alla luce un mercato stratificato e dinamico che può essere letto in ottica evolutiva. Esistono almeno tre tipologie di aziende che possono essere ricondotte a tre fasi di un percorso evolutivo: l’adolescenza, la maturità e la fase di maggiore sofisticazione nell’approccio all’Influencer Marketing.

aziende italiane e influencer marketing

Young: il 53% delle aziende intervistate appartiene al cluster di coloro che si stanno avvicinando all’Influencer Marketing. Lo fanno esplorando cautamente questa leva soprattutto ricorrendo ad essa per progetti occasionali (ad esempio per il lancio di un prodotto o per un evento aziendale). Le aziende di questo tipo non partecipano attivamente alla gestione di tutte le fasi del processo di IM, ma preferiscono delegarle all’agenzia partner.

Mature: il 24% delle aziende appartiene al cluster di coloro che hanno già fatto esperienze di coinvolgimento degli influencer. Si caratterizzano per un management più giovane e istruito. Qui il brand ha un ruolo attivo, di “direttore d’orchestra” nella supervisione della strategia e di coordinamento di più fornitori, necessari allo sviluppo di campagne più complesse: centro media, agenzia di comunicazione, agenzia di pubbliche relazioni. 

Sophisticated: il 23% delle aziende intervistate appartiene al cluster più evoluto ossia a coloro che usano l’Influencer Marketing in maniera strategica. In questo gruppo, il management è concentrato nella fascia d’età 35-44 con il più alto livello di istruzione riscontrato. La decisione di acquisto delle soluzioni di IM è concentrata nella funzione marketing, che ha responsabilità di budget ed è in grado di assumere la guida dell’intero processo, dalla fase strategica a quella operativa. Questi brand arrivano anche a riconfigurare la propria organizzazione per rispondere allo scopo, affidando ai Product Manager e ai loro team la gestione del processo. 

Il ruolo dell’Influencer Marketing nel Customer Journey

Il 45% degli intervistati attribuisce un ruolo specifico all’Influencer Marketing nell’ambito della propria strategia di comunicazione. Tra questi, la maggior parte, gli riconosce maggiore incisività in due fasi del funnel di vendita: quelle di ‘aware’ e di ‘appeal’. Ma le aziende che si trovano nello stadio evolutivo più avanzato ne colgono l’importanza anche nelle fasi di ‘Ask’ e ‘Act’.  
Tuttavia, la ricerca evidenzia una quota ancora consistente di “scettici”, pari al 55% degli intervistati, nei confronti dell’efficacia dell’Influencer Marketing. Questa quota è particolarmente concentrata nel cluster Young, a riprova del fatto che l’Influencer marketing non riesce ad esprimere il suo potenziale se inserito in un processo di adozione ancora acerbo.

customer journey dell'influencer marketing

La propensione agli investimenti in Influencer Marketing

L’85% degli intervistati pensa di pianificare un’attività di Influencer Marketing nei prossimi 12 mesi. Il 39% ha dichiarato che intende procedere con due o più campagne nel prossimo anno, mentre il 30% sta pensando di pianificare progetti strategici che coprono un arco di 6-12 mesi.

La ricerca contiene molti dati e mette in luce diversi altri aspetti cruciali: le barriere all’utilizzo di questa leva di comunicazione, i driver di selezione degli influencer, il ruolo della tecnologia. 
Per saperne di più vi consiglio di scaricarla gratuitamente qui.






Via Vincos blog
 
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