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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico : Social Networks (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Max Da Via' (del 17/04/2019 @ 07:39:31, in Social Networks, linkato 200 volte)

È impossibile negare l’impatto che i social media hanno avuto sulle nostre vite e su come guardiamo al mondo, cerchiamo informazioni e acquistiamo. Ma sicuramente una delle più grandi rivoluzioni l’hanno portata nel mondo dei viaggi.

Infatti nel settore turistico, dove la vista gioca un ruolo di primo piano, le immagini di luoghi straordinari sono in grado di catapultare, anche solo con la fantasia, la persona che le osserva nei posti più lontani e meravigliosi del mondo.

Un recente studio condotto da Booking.com, ha rilevato che i social media hanno un peso estremamente importante nelle scelte degli utenti quando arriva il momento di prenotare una vacanza. Il 51% degli intervistati ha citato il desiderio di scegliere una destinazione che nessuno dei propri amici aveva visitato in precedenza.


Foto e video spettacolari riempiono i nostri feed, spingendoci tante volte a iniziare a ricercare informazioni, richiedere preventivi e prendere in mano i nostri bagagli per partire alla scoperta delle migliori destinazioni di cui magari ci siamo innamorati su Instagram.

A essere cambiato radicalmente nel mondo del turismo, sono soprattutto le modalità con cui si creano e si modificano le decisioni d’acquisto. Questo è dovuto ad un aumento esponenziale dei punti di contatto con cui oggi il turista si relaziona prima di prendere una decisione.

Sempre di più, oltre che dai canali tradizionali, siamo influenzati dalle esperienze dei travel blogger, dalle foto mozzafiato degli Influencer o dalle promozioni territoriali realizzate dalle community di iger regionali.

Per questo oggi aziende, operatori ma anche le stesse destinazioni turistiche, non possono non inserire nella loro strategia di promozione il social network che più di ogni altro è in grado di influenzare le decisioni di viaggio, ovvero Instagram.

Non più semplicemente un social network fotografico, ma sempre più un mezzo con cui catturare l’attenzione, coinvolgere e ispirare i nuovi turisti.

Ma per iniziare a pensare o a strutturare una campagna di marketing turistico abbiamo deciso di selezionare alcune case history di successo del settore turistico che ci hanno particolarmente colpito.


Visit Scotland e i contenuti generati dagli utenti

Che si tratti di foto, video, testo o di un semplice selfie, i contenuti generati dagli utenti (UCG) sono uno strumento estremamente potente e molto conveniente per grandi marchi, piccole imprese e anche destinazioni turistiche. Infatti non c’è niente di più convincente delle raccomandazioni provate e vere di una persona reale.

I globetrotter di tutto il mondo offrono un flusso costante di contenuti, che in questo caso la Scozia ha saputo incrementare e sfruttare per comunicare la propria destinazione turistica.

Con oltre 827 mila follower, la bacheca del profilo Instagram VisitScotland è un meraviglioso tributo alle affascinanti città, agli animali selvatici e ai vasti e verdi paesaggi del paese, il tutto realizzato esclusivamente con foto condivise dagli utenti. Il profilo infatti motiva gli utenti ad utilizzare due hashtag principali #VisitScotland o #ScotlandIsNow, a condividere le loro esperienze e punti di vista, con la possibilità di essere presentato e pubblicato sulla bacheca ufficiale della promozione turistica della Scozia.

Ma l'iniziativa realizzata dall'ente di promozione turistica scozzese che ha lasciato più a bocca aperta, è stata quella di creare un’agenzia di viaggi Instagram temporanea, #ScotSpirit. All'arrivo, i visitatori sono stati accolti con schermi digitali dal pavimento al soffitto, che mostravano centinaia di foto di Instagram da tutta la Scozia provenienti dagli stessi utenti che le avevano scattate.

I visitatori potevano selezionare le loro foto preferite di Instagram pubblicate da veri viaggiatori, con paesaggi, attrazioni, ristoranti, esperienze, hotel e altro ancora della Scozia e lo staff ha poi utilizzato queste immagini per creare un itinerario ideale per le vacanze nel Paese.

Nel corso della settimana in cui l'agenzia temporanea #ScotSpirit ha aperto le sue porte, l'account VisitScotland ha registrato un picco nel numero di follower su Instagram e nei mesi successivi la Scozia ha avuto un aumento del 34% delle visite nel paese da parte dei millennial londinesi.

Airbnb Experience

Da quando Airbnb ha lanciato il programma Experience, la piattaforma che offre esperienze di viaggio esclusive in tutto il mondo, anche il feed Instagram del portale ha cambiato totalmente aspetto. Infatti i contenuti relativi alle esperienze di viaggio sono i grandi protagonisti.

L’obiettivo di Airbnb è quello di espandere il programma quanto più velocemente possibile e Instagram gioca un ruolo di fondamentale importanza nella loro strategia complessiva. Dato che gli utenti di Airbnb rientrano nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 30 anni, Instagram è il canale perfetto per mostrare loro le varie possibilità di turismo esperienziale.

I post relativi alle Esperienze si concentrano sempre sull’accoglienza delle persone, sulle passioni e sul rivelare chi, cosa e dove viene fatta quell’esperienza, creando una forte connessione emotiva tra l’utente e gli host locali.

Esperienze che vengono raccontate in una chiave emozionale ed avventurosa nel canale IGTV, dove l’utente può vedere con i suoi occhi le esperienze vissute da altri viaggiatori.

Momondo e #humansofmomondo

Momondo, il motore di ricerca globale gratuito che confronta voli economici, hotel e offerte per il noleggio auto, ha lanciato a fine 2018 il programma Open World Travelers un programma per individuare ambassador nel mondo con la passione per i viaggi e che condividono sui social le loro esperienze e viaggi.

All'interno di questo programma rientra il progetto #humansofmomondo, una serie composta da dieci scatti realizzati dal fotografo @joelsantosphotoambassador del Portogallo, con l'obiettivo di raccontare storie significative e d'impatto sulla diversità e la bellezza del nostro mondo, fotografando volti delle diverse comunità presenti in differenti paesi: dai cacciatori Kazaki della Mongolia, ai Nega Sadhu, gli asceti mendicanti dell'India.

Un modo per far conoscere volti, culture, usi e costumi attraverso Instagram.

Soho House: avventura, psicologia inversa e guide

Molto spesso quando si pensa a campagne di marketing turistico si tende a pensare esclusivamente a enti turistici o paesi. Ma molto spesso possono essere anche hotel o strutture ricettive a svolgere campagne di promozione di grande qualità ed impatto.

È quello che è avvenuto per Soho House, un club riservato ai soci dell'industria creativa, costruito con la mission di creare spazi estremamente confortevoli lontano da casa per i propri membri attraverso l'ospitalità, l'intrattenimento, il benessere personale, gli spazi di lavoro esclusivi.

L'impero è composto da 23 località in tutto il mondo. Ma chiamarli "hotel" sarebbe riduttivo per lo stile di vita più ampio che il marchio Soho ha creato attorno a sé.

Tuttavia, oggi hanno quasi 450.000 follower su Instagram con l'account Soho House, che ha una crescita costante di circa 1.000 follower a settimana. Ma come ha fatto un club iper-esclusivo con tariffe a camera superiori alla maggior parte dei salari mensili dei suoi follower ad attirare tante persone nel mondo attraverso Instagram?

La strategia si è basata su tre punti principali. Il primo è il forte senso di avventura che viene trasmesso da alcune delle immagini condivise che teletrasportano gli utenti in terre lontane, utilizzando però sempre un tone of voice umano e vicino alle persone nonostante l'esclusività di ciò che comunicano.

LEGGI ANCHE: Come usare Instagram (e spiccare il volo) per il Marketing Turistico

L’altra campagna lanciata su Instagram è stata #CitiesWithoutHouses, una delle strategie più brillanti del marchio con un esperimento di psicologia inversa. La campagna presenta destinazioni in cui non sono presenti Soho House.

Una volta al mese, il club sceglie una nuova città o un luogo dove Soho ancora non è presente mostrandola attraverso gli occhi dei creativi che vivono o viaggiano lì. In questo modo crea la domanda e dimostra una mentalità globale, a volte anche organizzando eventi locali e incontri creativi anche senza la presenza di case a marchio Soho.

L’altra camapgna di grande successo lanciata dal profilo è #TheLocals che ha l’obiettivo di essere una sorta di guida turistica moderna per le città di Soho. Ogni mese, il club seleziona un membro per dare uno sguardo VIP su com'è la vita nella propria città, accompagnando i follower in un Instagram tour dei loro luoghi preferiti per mangiare del buon cibo, vedere cose belle e sperimentare la cultura locale.

My Switzerland e WinterType

L'ultima case history che abbiamo selezionato è quella dell’ente del turismo svizzero che su Instagram è conosciuto con l'account @myswitzerland.

Il territorio svizzero offre una vastissima offerta turistica per differenti target: località sciisctiche, per famiglie con bambini, diverse opportunità di outdoor per gli sportivi e gli escursionisti o per chi ama le passeggiate all’aria aperta.

Oltre a utilizzare il profilo Instagram per condividere contenuti scattati dagli utenti, il profilo utilizza le Instagram Stories in maniera molto creativa. Da un lato racconta singoli paesi o città condividendo guide e ispirazioni sulle attività da svolgere in questi centri, dall'altro ha cercato di coinvolgere attivamente gli utenti attraverso le Stories.

Una delle ultime attività che sono state lanciate è quella WinterType, con l'obiettivo di rendere interattive le storie che grazie alla creatività e all'inventiva ha creato un'esperienza simpatica e coinvolgente.

L’account ha sfruttato le storie con una dinamica simile a quella con cui si sfogliano dei libri interattivi, ma anziché sfogliare delle vere e proprie pagine, gli utenti sfogliano le storie attraverso i tap, saltando da una storia a un’altra seguendo il proprio percorso.

La storia funziona come un vero e proprio questionario alla fine del quale l'utente scopre che WinterType è: Carver, Freerider, Snowlower o Après Skyer. Inoltre l'utente può fare swipe up e scoprire itinerari, piste da sci e rifugi consigliati dal portale myswitzerland.com.

Non ci resta quindi che scorrere i nostri feed di Instagram, lasciarci ispirare e scegliere la nostra prossima vacanza.

Via Ninja Marketing
 

Con la complicità della disponibilità di banda e di connessioni sempre più veloci, il web si va sempre più affollando di contenuti video e molti social media sembrano volersi trasformare in una nuova televisione non lineare. Lo scorso anno, secondo i dati di eMarketer, gli investitori pubblicitari hanno speso qualcosa come 27,8 miliardi di dollari in formati pubblicitari video. Essi rappresentano metà degli introiti per Twitter, per Snapchat ed il 30% per Facebook.

Ma come calcolano le visualizzazioni le diverse piattaforme social?

Il Media Rating Council (MRC) e lo IAB hanno stabilito che un video va considerato come visto “quando almeno il 50% dei pixel che formano una pubblicità video sono risultati visibili sullo schermo dello spettatore per almeno due secondi consecutivi”. Alcune piattaforme hanno adottato questo standard per “addebitare” le visualizzazioni agli inserzionisti, mentre altre si sono date regole diverse che è bene conoscere.

Google e YouTube: i video ospitati sul Google Display Network e su YouTube (nei suoi formati TrueView) calcolano la visualizzazione quando lo spettatore guarda 30 secondi di una pubblicità video o per l’intera durata di essa se il video è inferiore a 30 secondi;

Facebook e Instagram: contano la visualizzazione se l’utente resiste per 3 secondi. Ma se gli inserzionisti acquistano video ad a CPM la visualizzazione è conteggiata quando 1 pixel della pubblicità diviene visibile. Mentre se acquistano sulla base di ThruPlay ricevono l’addebito solo quando la pubblicità viene vista per il 97% o fino a 15 secondi se il video è breve (se dura massimo 15 secondi);

Twitter: calcola la visualizzazione del video pubblicitario quando il 50% dell’ad è visto per almeno 2 secondi o quando lo spettatore clicca per espanderlo o attivare l’audio;

LinkedIn: conta la visualizzazione quando il 50% della pubblicità viene vista per 1 secondo da desktop o 300 millisecondi da dispositivo mobile;

Pinterest: considera la visualizzazione quando si vede la pubblicità per il 50% per almeno 2 secondi;

Snapchat: mostra le pubblicità a schermo pieno con audio e considera il criterio di 2 secondi.

Via Vincos blog
 
Di Max Da Via' (del 06/03/2019 @ 07:48:21, in Social Networks, linkato 367 volte)

La pratica di comprare follower, visualizzazioni, like e commenti non è più solo un innocuo belletto per migliorare le apparenze social, ma è una vera e propria frode quando usata per catturare l’attenzione delle aziende. Generalmente chi fa attività di influencer marketing si fida delle “vanity metric” esposte sui profili. Coinvolge l’influencer e poi gli chiede lo screenshot dei suoi insight per verificare i risultati raggiunti. Peccato che molto spesso l’immagine venga falsificata.

Per ovviare a ciò Buzzoole (di cui sono direttore marketing) ha ideato una metodologia data-driven basata sull’accesso ai cosiddetti “first party data” (i dati direttamente forniti dai social grazie al social login degli iscritti), che permette di capire lo “stato di salute” di ogni iscritto in piattaforma (performance e genuinità).

health score buzzoole fake dashboard

Tra gli indicatori alla base dell’Health Score:

Reach/Follower: è il rapporto tra numero di persone che ha visto i post e il numero dei follower accumulati. Se particolarmente basso indica una scarsa capacità di raggiungere il proprio pubblico e potrebbe essere spia di acquisti “illegali” di follower; 

Engagement/Reach: se le interazioni risultano di molto superiori al numero delle persone raggiunte realmente (visto che l’utente ragionevolmente lascia solo qualche like e commento su un post) vuol dire che è stata messa in atto un’attività fraudolenta di generazione automatizzata dell’engagement;

Suspicious Follower: le informazioni sul paese di provenienza dell’audience di un influencer sono estremamente utili per avere indizi su eventuali attività poco chiare. Ad esempio, se un profilo italiano mostra un’audience proveniente prevalentemente o in larga parte da paesi non in linea con la nazione di origine o in cui operano “server farm” di fake, l’algoritmo lo segnala come sospetto, restituendo la percentuale di “suspicious audience”.

Inoltre la tecnologia di Buzzoole è in grado di considerare anche altre informazioni come: la pubblicazione di contenuti inappropriati, il rapporto tra i follower online e i follower complessivi, il rapporto tra visualizzazioni del profilo e crescita dei follower.

Il consiglio per le aziende che vogliono intraprendere azioni di influencer marketing è di affidarsi ad intermediari in grado di garantire creator genuini e di misurare i risultati ottenuti scientificamente, al di là delle “metriche della vanità”.

Via Vincos blog
 
Di Max Da Via' (del 19/02/2019 @ 07:57:33, in Social Networks, linkato 395 volte)

La nuova mappa dei social network più popolari per nazione non presenta grandi novità rispetto a dodici mesi fa.

Facebook, ha continuato a crescere superando i 2,3 miliardi di utenti mensili, di cui 1,5 connessi almeno una volta al giorno. Oggi è il social network preferito in 153 dei 167 paesi analizzati, pari al 92% del globo terracqueo.
Nell’ultimo anno è riuscito a sottrarre anche alcuni territori (Azerbaijan, Georgia, Moldova) a Odnoklassniki, uno dei due social dominanti nei territori dell’ex Unione Sovietica. 
Questo potrebbe essere il segnale che quelle popolazioni sono pronte per il network di Zuckerberg e che dunque il prossimo a capitolare potrebbe essere VKontakte.

Resta peculiare la situazione in Iran dove, a causa della censura di stato, riesce ad emergere, a tratti, solo Instagram.

Ma cosa succede dietro le posizioni di leadership? Per scoprirlo ho confrontato vari servizi di analisi del traffico, come SimilarWeb e Alexa, che danno una stima della popolarità per nazione, in assenza di dati ufficiali granulari.
Nelle 58 nazioni che sono riuscito ad analizzare, nell’ultimo anno ha preso terreno Instagram, raddoppiando la sua presenza e distanziando tutti gli altri sfidanti. Con il suo miliardo di utenti oggi è al secondo posto in 44 paesi, mentre Twitter resiste solo in 9 (tra cui Spagna, Irlanda, Arabia Saudita) e Reddit solo in Canada, Nuova Zelanda, Norvegia.

Insomma il mondo dei social media è destinato a rimanere diviso in blocchi. Forse solo lo spostamento verso la fruizione dei social da dispositivo mobili, e la crescita di realtà come TikTok, potrebbe spostare gli equilibri in futuro. Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi. Quali sono le vostre previsioni?

Via Vincos Blog
 
Di Max Da Via' (del 31/01/2019 @ 07:23:18, in Social Networks, linkato 568 volte)

La fase di maturità dei social media che stiamo vivendo sta determinando, da tempo, una diminuzione delle interazioni e della reach organica (analizzate qui), che spinge le aziende a far ricorso alla pubblicità per estendere la visibilità dei propri contenuti. Per avere un’idea della convenienza delle varie piattaforme ho selezionato alcune statistiche sui costi pubblicitari frutto delle analisi di AdStage (relative al Q3 del 2018).

Facebook è la piattaforma più conveniente.
La pubblicità nel news feed, quella storica, vede un CPC attestarsi su un valore mediano di $0,55 (+19% rispetto allo scorso anno). Contemporaneamente decresce il CPM che si attesta su $8,20. Il CTR tocca il livello più basso degli ultimi due anni e va all’1,44%.
La pubblicità fatta attraverso l’Audience Network presenta un CPC di $0,38, un CPM di $5,35 e un CTR dell’1,37%.
Se si decide di usare l’adv su Messenger si otterrà un CPC di $0,90, un CPM di $5,55 e un CTR di 0,61%.

facebook cpc 2018

Su Instagram gli investimenti sono cresciuti del 177%
I marketer stanno spostando velocemente i loro investimenti sul social delle immagini, ma nonostante ciò il CPC continua a scendere, arrivando ad un valore mediano di $1,09. Anche il CPM cala portandosi a $6,90 e il CTR sale allo 0,67%.
Per le Storie, secondo Socialbakers, il CPC si attesta intorno a $0,25. 
Nella mia esperienza l’accoppiata di Facebook e Instagram può portare ad ottimi risultati.

instagram cpc 2018

Su LinkedIn fare pubblicità è ancora costoso.
Quest’anno il CPC si è attestato su un dato mediano di $3,77, in forte calo rispetto ai dodici mesi precedenti. Scende anche il CPM a $6,75, mentre il CTR è stato dello 0,19%, il più basso tra tutte le piattaforme social.
Va tenuto conto che LinkedIn conta come impression “un annuncio visto per almeno 300 millisecondi con almeno il 50% dello stesso visibile sullo schermo”. Il CPC viene calcolato quando si clicca sull’annuncio, ma anche sul nome dell’azienda o sul logo.

linkedin cpc 2018

Su Twitter la pubblicità è in crescita.
Il network dei 140 caratteri fa fatica ad aumentare il proprio pubblico, ma il fatturato dalla pubblicità è cresciuto del 26% nel Q3. 
Il CPC è di $0,60, simile a quello di Facebook, il CPM è di $6,90 (+6%), il CTR è dello 1,1%. 
Twitter calcola l’impression in maniera estensiva “ogni qual volta un annuncio appare all’utente”, anche per pochi millisecondi.

twitter cpc 2018

Questi sono valori mediani, ma i risultati variano da settore a settore, da paese a paese e, naturalmente, possono essere fortemente influenzati dalla capacità di pianificazione dei singoli marketer.

Via Vincos blog

 
Di Max Da Via' (del 25/01/2019 @ 07:49:46, in Social Networks, linkato 541 volte)

Siamo giunti ad una fase di maturità di sviluppo dei social media e del marketing che li sfrutta per i suoi obiettivi. Ecco perché ho deciso di selezionare e condividere i dati più solidi, frutto di diverse analisi, che bisognerebbe tenere in considerazione per le proprie attività di social media marketing del 2019.

Crescono i contenuti postati su Facebook dalle pagine grandi. 
In media ogni pagina pubblica 4 post al giorno. Ma sembrerebbe che, statisticamente, il numero ottimale di post al giorno sia 5. Io consiglio di valutare unicamente sulla base delle statistiche personali, privilegiando sempre la qualità dei contenuti (insomma meglio pochi ma interessanti per il vostro pubblico).

L’engagement della pagine Facebook continua a diminuire
Negli ultimi 18 mesi il numero complessivo delle interazioni (reazioni, condivisioni, commenti) è sceso del 50%. Mentre il numero delle interazioni per post è calato del 65%.

trend interazioni su facebook

I video ricevono più engagement di altri formati (in particolare i live godono del coinvolgimento determinato dai commenti in tempo reale) Considerate che, probabilmente, in questa fase, ai video viene dato un peso maggiore nell’algoritmo di visibilità di Facebook. In generale va bene sperimentare live e post-produzioni, ma a patto di non improvvisare.

La reach su Facebook continua a calare, ossia è sempre più difficile intercettare persone diverse a causa della competizione selvaggia tra contenuti, aziendali e personali.

trend reach organica su facebook

Su Instagram crescono gli investimenti pubblicitari, ma iniziano a diminuire le interazioni organiche (e presumibilmente anche la reach). 

engagement trend su instagram

Le Storie su Instagram sono sempre più utilizzate. 
L’investimento pubblicitario viene ancora fatto sui post del news feed ma, in questa fase, il CPC (cost per click) delle storie è più basso di quello dei post (In media $0,25 contro circa $0,50). 
L’obiettivo della pubblicità fatta dei brand si sposta dalle mere interazioni ai click per veicolare traffico sul sito.

cost per click su Instagram
Via Vincos blog
 
Di Max Da Via' (del 18/01/2019 @ 07:41:20, in Social Networks, linkato 546 volte)
LinkedIn ha 562 milioni di iscritti (non utenti attivi) che oltre a cercare lavoro condividono contenuti la cui visibilità viene determinata da un algoritmo. Come nel caso di Facebook la formula è segreta, ma le caratteristiche principali possono essere colte leggendo i diversi pezzi di informazione che vengono disseminati dagli ingegneri nei blog ufficiali.
come funziona algoritmo linkedin

L’approccio scelto da LinkedIn per determinare la visibilità dei contenuti è ibrido, uomo macchina, e consta di diverse fasi, supportate da un’infrastruttura chiamata FollowFeed (che ha sostituito Sensei).

All’atto della pubblicazione ogni post viene classificato automaticamente dal software come “spam”, “low-quality” o “clear”, in appena 200 millisecondi.  
Poi il sistema tiene sotto osservazione il contenuto per vedere come viene accolto dalla community. Quanti raggiunge, quanti e quali membri interagiscono, i tempi e le quantità di reazioni (like, commenti, condivisioni), quanti lo segnalano e lo nascondono.
Le segnalazioni di bassa qualità di un post possono essere fatte da chiunque e vengono analizzate in tempo reale. Se raggiungono un numero elevato vengono smistate ad un gruppo di dipendenti LinkedIn per una revisione ulteriore (come nel caso di Facebook essa si basa su linee guida conosciute, dette Community Standard, e casistiche reali che non vengono rivelate). 
A seguito di questo processo di analisi l’algoritmo (potenziato da tecniche di machine learning) decide se il contenuto può essere fatto circolare liberamente o se deve subire limitazioni di visibilità più o meno estese (può essere reso invisibile in tutta la piattaforma, solo nel feed principale, fino ad arrivare alla sospensione dell’autore).

L’algoritmo di LinkedIn, al momento, risulta essere meno sofisticato di quello di Facebook. Ad esempio non tiene conto del tempo di lettura di un post (al fine di determinarne l’interesse suscitato), della freschezza, dell’affinità tra autore e lettore.

Ovviamente la formula viene continuamente modificata al fine di individuare il giusto equilibrio che consenta di aumentare la frequenza di accesso e i tempi di permanenza online degli iscritti, preservando la qualità dei contenuti. Inoltre, come su Facebook, ognuno di noi può correggere l’algoritmo intervenendo proattivamente sul news feed.

Consigli per migliorare il feed di LinkedIn

  • Eliminare i contatti aggiunti senza una motivazione professionale. Io aggiungo solo le persone conosciute ed eventualmente seguo quelle in linea col mio lavoro;
  • Smettere di seguire i contatti che producono contenuti poco interessanti
  • Nascondere i post non in linea con i vostri interessi
  • Usare l’opzione “Migliora il mio feed” per scegliere le persone e gli hashtag tematici che vorreste vedere nel flusso di notizie
controlli linkeding

Quali contenuti funzionano su LinkedIn?

  • I testi lunghi su LinkedIn vengono apprezzati, soprattutto quelli che generano commenti, facendo leva su temi caldi o sulla richiesta di suggerimenti alla community;
  • L’uso di strumenti nativi per postare, come la piattaforma interna di LinkedIn, può garantire migliori performance rispetto ad un semplice link ad un blog;
  • Arricchire il testo con molte immagini aiuta a catturare l’attenzione (uno studio ha verificato che 8 immagini determinano il più alto numero di interazioni);
  • I link a contenuti video esterni non vengono premiati dall’algoritmo (YouTube, Vimeo, TED);

Questi sono solo alcuni consigli frutto della mia esperienza e di studi empirici, ma alla base del coinvolgimento c’è soprattutto la capacità di condividere contenuti professionali di valore per il proprio network. Cosa che sarebbe semplice se esso fosse omogeneo in termini di interessi, invece su LinkedIn la rete è il risultato di stratificazioni successive (meramente dipendenti dai lavori svolti) e di aggiunte acritiche. 

Il rischio più grande che vedo all’orizzonte è che LinkedIn finisca per trasformarsi in Facebook sia per volontà del management (attento a premiare soprattutto l’engagement), che per attitudine dei suoi utenti (a pubblicare post anche più personali) .

Via Vincos blog
 

Le Instagram Stories sono ormai entrate a far parte della quotidianità di tutti noi: circa 400 milioni di utenti condividono le proprie Storie ogni giorno, chi per comunicare delle informazioni, chi per mostrare quegli attimi di vita strategici che servono a consacrare un determinato stile di vita e chi per mettere in pratica le proprie velleità creative.

Per i brand non è semplice emergere e farsi ascoltare in una realtà così caotica, in cui il tool di content creation - le Stories appunto - appiattisce ulteriormente la differenza tra creator professionista e amatoriale.

In realtà, da un’analisi sulle performance delle Instagram Stories, effettuata dalle aziende Buffer e Delmondo, risulta che le Stories più semplici ed efficaci, la cui decodifica risulta immediata, riscuotono più successo rispetto a prodotti professionali di una superiore complessità semantica.

Quindi, le parole chiave che determinano l’efficacia di una Instagram Stories sono semplicità e creatività.

Ecco, di seguito, qualche trucco di design per dare alle vostre Instagram Stories una possibilità in più di farsi notare (e ricordare).

brand instaggram

Create uno sfondo a colore pieno per far risaltare le call to action

La sequenza di Instagram Stories - che, per tornare allo studio di Buffer e Delmondo, dovrebbe essere composta da non più di sette frame per mantenere alta l’attenzione dei viewers - dovrebbe mantenere sempre una certa coerenza estetica.

instagram stories

Per questo, qualora ci fosse la necessità di “interrompere” il flusso di immagini con una call to action, vi suggeriamo di determinare il colore dominante della palette utilizzata nella sequenza e creare, sulla base di questo, un background a colore pieno su cui scrivere il proprio testo.


Usate la stessa palette delle immagini di sfondo per creare originali background per il testo

Al di là dei 27 colori basici che offre, di default, la palette di Instagram, è possibile campionare dalla fotografia inserita in Stories attraverso lo strumento contagocce.

In questo modo è possibile creare sfondi per il testo personalizzati e in armonia con l’immagine di background, o anche semplicemente agire sul colore delle lettere.

Natale Instagram

Date ai vostri testi un effetto tridimensionale

Non esiste una funzione specifica per aggiungere ombre ai testi e renderli, quindi, tridimensionali. Tuttavia, è possibile ottenere questo effetto attraverso qualche semplice passaggio.

instagram stories

La prima cosa da fare è scrivere una determinata parola del colore che vorremmo avesse la sua ombra (es. nero) e poi riscrivere la stessa parola in un colore differente, andando a sovrapporla alla precedente, posizionandola leggermente spostata di lato rispetto alla prima. In questo modo, il colore della parola sottostante donerà l’effetto di profondità desiderato.

LEGGI ANCHE: 5 brand da seguire per una strategia vincente con le Instagram Stories

Usate gli animated font

Sapete che è possibile animare i vostri font? Per farlo è necessario scaricarel’app Hype Type.

Dall’app è possibile fare direttamente le Instagram Stories e poi aggiungere il testo animato.

Nell’applicazione è possibile trovare diversi stili di testo animato tra cui scegliere, perciò, se non avete la possibilità di realizzare delle animazioni ad hoc per i vostri contenuti di brand, Hype Type vi offre un valido aiuto!


Creare l’effetto arcobaleno

Creare le scritte con effetto arcobaleno non richiede il download di nessuna app esterna e, di per sé, è un’operazione molto semplice, tuttavia richiede un po’ di pratica.

Una volta scritta la vostra parola /frase, selezionatela, mantenete un dito sul cursore del testo e, con l’altro dito, posizionatevi dove vedere il pallino di colore viola. A questo punto, dovrebbe essere disponibile l’intera palette colori: muovete simultaneamente le due dita, l’una sulle varie lettere e l’altra attraverso lo spettro colori. Vedrete che le lettere cambieranno man mano colore!

instagram stories

Usate con cura hashtag e localizzazione

Ora che sapete come rendere più belle e distintive le vostre Stories, parliamo anche di come renderle performanti, aumentando la reach attraverso l’uso degli hashtag.

Come saprete, è fondamentale inserire hashtag, tag o location all’interno delle vostre storie, per renderle visibili anche a chi non fa parte della vostra cerchia di follower.

Tuttavia, non è consigliato inquinare visivamente i propri contenuti con una serie di hashtag: la soluzione è rendere gli hashtag invisibili.

Farlo è davvero molto semplice: basta inserire l’elenco di hashtag all’interno del contenuto sotto forma di testo e colorarlo dello stesso colore di una parte della propria immagine di sfondo, campionandola (es. il cielo).

A questo punto, diminuendo al massimo il corpo del testo e spostando il blocco di hashtag nel punto campionato, noterete che saranno pressoché invisibili.

Nel 2019 le Instagram Stories rimarranno parte essenziale delle vostre strategie di comunicazione su Instagram, pertanto spendete del tempo a pensare a come incrementare la qualità e l’efficacia dei vostri contenuti e, soprattutto, distinguetevi - rimanendo sempre up to date sugli ultimi trend.

Via Ninja Marketing
 
Di Max Da Via' (del 19/12/2018 @ 07:57:37, in Social Networks, linkato 700 volte)

Facebook Watch, la Tv di Zuckerberg che prova a battere YouTube, arriva in Italia e in tutti i paesi del modo, dopo un anno di sperimentazione (visibile da desktop, mobile e Facebook Lite). 
I dati mostrano che già 400 milioni di persone visitano ogni mese la nuova sezione e 75 milioni lo fanno ogni giorno, rimanendo a guardare video per 25 minuti. 
Il social network ha anche annunciato la disponibilità globale di Ad Break, un formato pubblicitario di inserzioni nei video da 15 secondi, che dovrebbe permettere agli inserzionisti di pianificare i propri spot pubblicitari e ai creator di monetizzare i propri sforzi. 

Mentre in UK/US sono già disponibili i primi prodotti professionali chiamati Facebook Watch Originals (Five Points, Huda Boss, Sorry for Your Loss, Sacred Lies, Confetti, Red Table Talk), in Italia accedendo alla sezione Watch si vedrà una semplice lista di video pescati dalle pagine alle quali si è iscritto l’utente e anche da altre secondo un criterio di engagement ottenuto. 
Facebook sicuramente nel 2019 investirà molto nella creazione di contenuti originali in altri paesi, nell’offerta di opportunità di monetizzazione per i creator (per rubarli alla concorrenza) e di sponsorizzazione per i brand, ma la strada per diventare lo YouTube-Killer è ancora tutta in salita.

Via Vicos Blog
 
Di Max Da Via' (del 26/11/2018 @ 07:45:45, in Social Networks, linkato 753 volte)

L'influencer marketing è entrato nella sua fase di maturità, ormai legittimato come una delle possibili leve di comunicazione aziendale.  Quella che permette di raggiungere pubblici impermeabili agli stimoli tradizionali, attraverso il coinvolgimento di connettori credibili. 

Ma la maturità porta con se diverse sfide. La più importante è quella della misurazione. Le aziende si sono accorte che non basta usare le metriche imposte dalle piattaforme social (prima i fan e i follower, poi l’engagement) per misurare l’impatto delle campagne di influencer marketing. C’è bisogno di un approccio più strategico alla misurazione che parta dagli obiettivi di business e consideri metriche di business. 
Dopo un anno di ricerche Buzzoole è riuscita – con in collaborazione con Nielsen – a sviluppare un set di metriche e un approccio nuovo in grado di aiutare le aziende a vincere la sfida della misurazione e il settore a maturare. 

Due nuove metriche: True Reach e Ad Recall
True Reach indica il numero di persone raggiunte dai contenuti prodotti da una campagna di influencer marketing sui diversi canali utilizzati. Questa metrica rappresenta un’innovazione perché permette di stimare la reach anche per quei mezzi che non forniscono nativamente questo dato. Infatti mentre per le attività svolte su Facebook e Instagram questo valore è preciso perché fornito dalle stesse piattaforme, sugli altri mezzi non sarebbe possibile calcolarlo. Ma grazie ad un algoritmo messo a punto da Buzzoole in collaborazione con Nielsen, ora si può avere una estensione a tutti i mezzi del numero degli  account raggiunti dalla comunicazione. 

Ad Recall è una nuova metrica che stima la percentuale delle persone raggiunte da una campagna di influencer marketing che ricordano di averla vista. Molto utile per scoprire se essa ha fatto breccia nella mente delle persone al di là delle interazioni generate. 

I due algoritmi si basano sul confronto tra i principali indicatori delle performance dei social media (il numero dei follower, la frequenza dei post, il tasso di coinvolgimento) con le informazioni raccolte attraverso sondaggi periodici veicolati ai fan/follower iscritti a differenti social media.

Digital Brand Effect 
Oltre alle metriche descritte i brand interessati possono richiedere la produzione ad hoc di uno studio di “Brand Effect” per approfondire l’effetto di una campagna, secondo diversi KPI di “brand uplift” mediante interviste somministrate a due gruppi: uno di esposti e uno di non esposti.  Da questo confronto emergerà il reale contributo della comunicazione su una serie di KPI detti primari  (Top of Mind, Awareness spontanea e sollecitata) e secondari (Favourability, Recommendation, Intention to buy).
I primi risultati mostrano che le campagne di influencer marketing determinano un impatto positivo su tutti i KPI, soprattutto su quelli secondari, con incrementi tra i 15 e i 20 punti percentuali, passando dal gruppo di non esposti a quello di esposti.

Via Vincos blog
 
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