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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico : Social Networks (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Max Da Via' (del 23/04/2018 @ 07:25:41, in Social Networks, linkato 177 volte)

Come ogni anno condivido qualche riflessione sui mutamenti dell’utilizzo dei social media nel nostro paese a partire dai dati forniti da Audiweb powered by Nielsen (qui i dati dello scorso anno). Si tratta della cosiddetta Total Digital Audience, ossia delle persone che accedono da desktop e mobile (smartphone e tablet) al netto delle sovrapposizioni. L’universo considerato è relativo ai maggiori di 2 anni per l’audience da Pc e alla fascia 18-74 anni per quella da mobile. Dunque è probabile una sottovalutazione dell’impatto dei servizi/app usati prevalentemente in mobilità dagli under 18.

utenti social media italia 2017

Facebook rimane il più grande mall italiano con circa 27 milioni di audience a dicembre 2017, in crescita del 9% sull’anno, nonostante il minor utilizzo da parte dei giovani. I dati ufficiali Facebook parlano di oltre 30 milioni di utenti attivi al mese (la differenza è dovuta a diverse metodologie di rilevazione ossia accessi versus utenza attiva).
Il network di Zuckerberg continua ad essere quello utilizzato per più tempo, per circa 14 ore al mese per persona.

Al secondo posto c’è sempre YouTube, la tv non lineare, seguita da oltre 24 milioni di italiani, con un tempo medio di permanenza mensile di 2 ore.

In terza posizione Instagram che continua a coinvolgere nuovi utenti attestandosi sopra i 14,5 milioni di individui. Un incremento del 41% rispetto al 2016 (anche qui i dati ufficiali sono più alti perché considerano l’utenza attiva).

Segue LinkedIn con un’audience di circa 9,8 milioni di persone (+38% in un anno), mentre Twitter è stabile sui 7,1 milioni.

Prosegue la lenta agonia di Google+ che perde 2,4 milioni di italiani e si ferma a 6,1 milioni di audience.

Continua a crescere anche Pinterest, che ora può vantare un’audience di oltre 5,1 milioni di italiani (+17%) ed inizia a diventare interessante per le aziende. Invece Tumblr, abbandonato da Yahoo!, perde 21 punti e si ferma a 1,9 milioni.

A differenza del balzo dello scorso anno Snapchat rimane stabile a 1,9 milioni di italiani, nonostante la copertura stampa relativa al suo ingresso a Wall Street.

La composizione demografica degli utenti italiani dei social media 
Interessante l’elaborazione di AGCOM dei dati Audiweb che permettono di comprendere le caratteristiche delle audience dei social considerati.
L’Indice mostrato in tabella se >1 indica che la quota del target che ha visitato lo specifico social è maggiore di quella calcolata sull’intera categoria Audiweb detta “Search, Portals, Communities” (comprensiva di tutti i social network, portali e motori di ricerca).

composizione demografica social media italia

Genere: Pinterest e Snapchat si caratterizzano per una maggiore presenza di donne, rispetto al totale dei soggetti che consultano la categoria suddetta

Età: Instagram, Trumblr e Snapchat ricevono particolare attenzione da parte di un pubblico giovane (0-34 anni), rispetto agli altri social network come Linkedin, Twitter, Pinterest e Google+ seguiti in particolare dalle coorti d’età intermedia (35-54 anni)

Stato occupazionale: Google+, Linkedin, Twitter sono preferiti dagli utenti che hanno un’occupazione

Istruzione: Twitter e Linkedin sono seguiti più degli altri social media da un pubblico dotato di una laurea

Via Vincos blog

 
Di Max Da Via' (del 20/04/2018 @ 07:27:24, in Social Networks, linkato 206 volte)


Torna l'appuntamento con i ranking Blogmeter dedicati ai brand che sui social vantano le migliori performance. Questa volta l'indagine è dedicata al comparto banking e ha preso in esame tutte le pagine ufficiali Facebook, Twitter, Instagram e YouTube delle principali banche (fisiche e online) operanti sul mercato italiano dal 1° gennaio al 31 marzo 2018.

Al primo posto troviamo Banca Mediolanum, che ottiene la medaglia d'oro grazie alla sua prolifica attività su YouTube. Con un total engagement pari a 79,1K e una media di 3 post al giorno, la banca milanese conquista il gradino più alto del podio, staccando di parecchio i principali competitor. L’attività maggiore del profilo è segnalata in data 8 gennaio, giorno in cui è stato pubblicato sul canale YouTube dell’azienda il video dedicato al pagamento tramite Apple Pay che ha totalizzato oltre 17K views nel periodo di riferimento.


Medaglia d'argento per CheBanca!, banca online del Gruppo Mediobanca, con un total engagement che supera la cifra di 56K e proviene per ben il 98% da Facebook.  Ed è proprio su Facebook che è stato pubblicato il post con maggior engagement di CheBanca!: si tratta di un post in cui l’azienda augura Buona Pasqua ai suoi clienti e follower, e che raggiunge la cifra di 10,6K interazioni.

Terza sul podio UniCredit, che raccoglie un total engagement di 52K durante il periodo preso in esame. L’86% delle interazioni registrate proviene da Facebook, mentre solo l’8% e il 5% provengono rispettivamente dalle pagine Twitter e YouTube dell’azienda. Il post di UniCredit risultato più engaging è quello targato #MiPIM2Milano, hashtag lanciato in occasione del Mipim Awards 2018, premio a cui ha partecipato il progetto di UniCredit Tower e che è poi risultato vincitore del titolo Best Urban Regeneration Project.

Quarta posizione per Credem - Credito Emiliano, con un total engagement pari a 46,4K proveniente per il 98% da Facebook e per appena il 2% dal profilo Twitter. Il most engaging post di Credem arriva proprio da Facebook: si tratta di un post dedicato alla giornata di San Valentino che ha raccolto oltre 4,8K interazioni.


Quinta in classifica Bper Banca, con un engagement totale di 43,4K ottenuto principalmente attraverso Facebook (97%). Il post di Bper Banca che ha ottenuto più successo nel trimestre in analisi è anche il post che ha ricevuto più reaction tra tutti quelli analizzati nel periodo in analisi.

Le menzioni speciali. Una prima menzione speciale la merita Intesa Sanpaolo, che si aggiudica il premio per la pubblicazione del most viewed content con un video in collaborazione con Mastercard. La seconda, invece, va ad Ibl Banca con un post gioco che guadagna il titolo di most commented content del trimestre, con oltre 2mila commenti.

Via Mark Up

 

Perché gli italiani usano i social media e come? Quanto ci influenzano le campagne adv e gli influencer su questo canale? Risponde a tutte queste domande lo studio Italiani e Social Media di Blogmeter, che per questa seconda edizione ha intervistato 1.500 italiani dai 15 ai 64 anni.

Vediamo allora nel dettaglio i risultati della ricerca.

QUALI SOCIAL E COME
Facebook si conferma anche quest’anno il maggiore rappresentante per l’84% degli intervistati. Altri rilevanti social media di cittadinanza sono YouTube e Instagram - che cresce di ben il 6% rispetto all’anno passato (da 40% a 46%). Estremamente rilevante per le relazioni social è WhatsApp, che passa dal 91% al 94% di utilizzo quotidiano: per i consumatori WhatsApp è un social alla pari di altri, e non viene considerato un mero servizio di messaggistica. Ci sono poi i social funzionali, che usiamo saltuariamente, poiché soddisfano un need specifico e in questo caso, secondo i risultati della ricerca svolta da Blogmeter, i principali sono Trip Advisor e Facebook Messenger – i quali crescono entrambi del +4%, rispetto alla cifra registrata l’anno scorso.

LE MOTIVAZIONI D'USO
Dalla ricerca emerge una polarizzazione: il 42% degli intervistati dichiara di limitarsi a  leggere contenuti altrui, il 13% dichiara di scrivere prevalentemente propri post originali, senza particolare attenzione ai post delle altre persone. Il restante 45% legge, scrive o commenta. Facebook, anche quest’anno si conferma come il social media preferito per una pluralità di scopi. Tra le novità spicca la sua preminenza per leggere e condividere recensioni, che lo vede preferito anche a Trip Advisor. Instagram è il social di riferimento per seguire le celebrity (in crescita rispetto al 2017); YouTube e Pinterest sono utilizzati per trovare nuovi stimoli e idee. Interessante la crescita di menzioni di Facebook Messenger (+7%) come canale per comunicare con le aziende.

ADVERTISING ED E-COMMERCE
Una novità interessante per l’anno 2018 è la sezione di indagine dedicata all’adv sui social. La pubblicità su Facebook e Instagram è considerata utile come fonte di stimoli rispettivamente per il 26% e il 33% degli intervistati. È interessante notare, come su questi social molti utilizzatori tendano a non distinguere l’adv dai contenuti organici (ciò vale per 1 intervistato su 3). Decisamente più critica la percezione dell’advertising su YouTube, che è considerata fastidiosa per il 75% degli intervistati.
Anche nel 2018 l’eCommerce si conferma fortemente correlato all’uso dei social: coloro che acquistano più frequentemente online sono tra i più frequenti utilizzatori dei social network. Rispetto all’anno passato cresce la quota di utenti che dichiara di acquistare cosmetici e prodotti per la persona (+6%), prodotti per animali domestici (+4%), pasti consegnati a domicilio (+3%) e articoli per bambini (+3%). Quest’anno abbiamo, inoltre, voluto indagare le propensioni per il futuro, da cui è emersa un’evidenza molto interessante: il 50% degli intervistati ritiene che incrementerà i propri acquisti online nell’anno a venire.

I SOCIAL INFLUENCER
Gli intervistati hanno indicato tra le personalità che seguono di più, Chiara Ferragni e Clio Zammatteo. La terza personalità influencer per citazioni è anche quest’anno Gianni Morandi: un evidente ponte tra la generazione dei baby-boomer e i giovanissimi.

Via Mark Up
 

Perché gli italiani usano i social media, quali sono i loro impieghi nella vita di tutti i giorni e soprattutto come mutano gli orientamenti e le opinioni degli utilizzatori, di anno in anno? Sulla scorta di questi interrogativi, Blogmeter, società italiana attiva  nella social media intelligence, ha condotto per il secondo anno consecutivo la ricerca “Italiani e Social Media” intervistando 1500 residenti, tra i 15 e i 64 anni, in Italia: un campione rappresentativo (per sesso, età e area geografica) degli iscritti ad almeno un canale social.

Lo studio di Blogmeter si è concentrato soprattutto sui “perché”: quali sono le motivazioni profonde che ci spingono ad usare i social? Per quale ragioni ne scegliamo taluni, piuttosto che altri? Quanto siamo influenzati dalle campagne di ADV? E quanto invece ci condizionano i cosiddetti influencer?

I social non sono tutti uguali. Social di cittadinanza e Social funzionali

Blogmeter ha quindi indagato approfonditamente l’utilizzo dei social media da parte degli intervistati, arrivando ad identificare due tipologie di social: quelli di cittadinanza e quelli funzionali. Ci sono social che usiamo più volte a settimana: questi sono i social di cittadinanza, che contribuiscono a definire le nostre identità di relazione. Tra questi, Facebook si conferma anche per quest’anno il maggiore rappresentante per l’84% degli intervistati. Altri rilevanti social di cittadinanza sono YouTube e Instagram – che cresce di ben il 6% rispetto all’anno passato (da 40% a 46%). Estremamente rilevante per le relazioni social è WhatsApp, che passa dal 91% al 94% di utilizzo quotidiano: per i consumatori WhatsApp è un social alla pari di altri, e non viene considerato un mero servizio di messaggistica. Ci sono poi i social funzionali, che utilizziamo saltuariamente poiché soddisfano un need specifico e in questo caso, secondo i risultati della ricerca svolta da Blogmeter, i principali sono Trip Advisor e Facebook Messenger – i quali crescono entrambi del +4%, rispetto alla cifra registrata l’anno scorso. Le aziende che utilizzano i social media come strumento di lavoro devono quindi decidere quando porsi nella veste di “compagni di strada” degli utenti e quando invece diventare dei risolutori di bisogni specifici, se vogliono parlare con efficacia ai loro consumatori.

Perché si utilizzano i Social Media?

Dalla ricerca emerge una polarizzazione: il 42% degli intervistati dichiara di limitarsi a leggere contenuti altrui, il 13% dichiara di scrivere prevalentemente propri post originali, senza particolare attenzione ai post delle altre persone. Il restante 45% legge, scrive o commenta. Facebook, anche quest’anno si conferma come il social preferito per una pluralità di scopi. Tra le novità spicca la sua preminenza per leggere e condividere recensioni, che lo vede preferito anche a Trip Advisor. Instagram è il social di riferimento per seguire le celebrity (in crescita rispetto al 2017); YouTube e Pinterest sono utilizzati per trovare nuovi stimoli e idee. Interessante la crescita di menzioni di Facebook Messenger (+7%) come canale per comunicare con le aziende.

Advertising e E-commerce

Una novità interessante per l’anno 2018 è la sezione di indagine dedicata all’ADV sui social. La pubblicità su Facebook e Instagram è considerata utile come fonte di stimoli rispettivamente per il 26% e il 33% degli intervistati. È interessante notare, come su questi social molti utilizzatori tendano a non distinguere l’ADV dai contenuti organici (ciò vale per 1 intervistato su 3). Decisamente più critica la percezione dell’advertising su YouTube, considerato fastidioso dal 75% degli intervistati. Anche nel 2018 l’E-commerce si conferma fortemente correlato all’uso dei social: coloro che acquistano più frequentemente online sono tra i più frequenti utilizzatori dei social network. Rispetto all’anno passato cresce la quota di utenti che dichiara di acquistare cosmetici e prodotti per la persona (+6%), prodotti per animali domestici (+4%), pasti consegnati a domicilio (+3%) e articoli per bambini (+3%). Quest’anno Blogmter ha voluto indagare le propensioni per il futuro, da cui è emersa un’evidenza molto interessante: il 50% degli intervistati ritiene che incrementerà i propri acquisti online nell’anno a venire.

Social Influencer: contano davvero?

Blogmeter supportare l’influencer marketing delle aziende. Non poteva in quest’indagine mancare una sezione dedicata ad essi. Una particolare attenzione è stata focalizzata sulle Social Icon, ovvero quelle celebrity divenute famose grazie ai social media. Gli intervistati hanno indicato tra le personalità che seguono di più, Chiara Ferragni e Clio Zammatteo, due Social Icon per antonomasia. La terza personalità influencer per citazioni è anche quest’anno Gianni Morandi: un evidente ponte tra le generazioni dei baby-boomer e i giovanissimi.

La Generazione Z

Un focus particolare è stato concentrato sugli intervistati tra i 15 e i 24 anni, un segmento significativo della cosiddetta Generazione Z. Gli appartenenti a questa generazione sono i cosiddetti nativi digitali, ovvero coloro che sono nati con lo smartphone in mano, e i risultati della ricerca non fanno che confermarlo: il 95% degli intervistati appartenenti a questa fascia d’età utilizza WhatsApp tutti i giorni e il 75% lo fa anche con Instagram, con una percentuale di addirittura il 41% in più rispetto alla media. Per il 37% dei giovanissimi, l’ADV su social quali Facebook e Instagram risulta utile e il 5% ha ammesso di aver acquistato prodotti perché visti sui profili social di una Social Icon. I giovanissimi preferiscono comunicare con le aziende utilizzando servizi di messaggistica istantanea, in misura decisamente maggiore rispetto ad altre fasce d’età: un’ennesima riprova del fatto che per loro il digitale è “la” forma di relazione sociale e non “una delle tante forme”.

Via Prima Comunicazione
 
Di Max Da Via' (del 21/02/2018 @ 07:26:33, in Social Networks, linkato 720 volte)
L'algoritmo di Facebook, che regola ciò che viene mostrato nel news feed personalizzato degli utenti, è basato su una moltitudine di elementi che non vengono svelati nel dettaglio, ma solo accennati a grandi linee. Di recente, però, durante un webinar destinato a pochi editori, sono emerse informazioni utili sui nuovi fattori di posizionamento delle notizie.

Come funziona l’algoritmo di Facebook?

Le istruzioni che compongono l’algoritmo misterioso seguono queste quattro fasi.

1. Inventory. Ogni volta che accediamo alla piattaforma, il sistema recupera e considera tutte le notizie pubblicate recentemente dal nostro network (fatto di amici e pagine seguite)

2. Signals. A questo punto entrano in gioco i segnali che sono di contesto e di contenuto.

I segnali di contesto sono quelli che aiutano il sistema a determinare la situazione attuale dell’utente:
– l’orario e il luogo di accesso
– la tipologia di connessione
– il dispositivo usato

In questo insieme potremmo far rientrare le azioni proattive che ognuno di noi compie o dovrebbe compiere per “curare il nostro news feed”, addestrando l’algoritmo: smettere di seguire un amico o una pagina, silenziarlo, nascondere o segnalare un post.

I segnali di contenuto sono quelli che riguardano le notizie:
– tipologia di contenuto (non è chiaro se ci sono tipologie che vengono privilegiate)
– chi ha postato la storia (pagina o profilo)
– quanto è completo il profilo dell’autore
– quando è stata pubblicata (la “freschezza” viene premiata)
– quanti commenti, condivisioni e reazioni ha ottenuto
– quanti feedback negativi (se è stato nascosto o segnalato)
 il tempo medio trascorso dagli altri utenti sulla storia anche senza cliccare e il tempo intercorrente tra il click al link esterno e il ritorno dell’utente all’homepage di Facebook
– il livello informativo del post (nel caso di link è importante il testo di accompagnamento)

Ma alcuni segnali hanno un peso maggiore di altri. In questo momento Facebook privilegia quelle che chiama “meaningful interactions” ossia le interazioni naturali che possono avvenire quando:

– il link al post è stato condiviso su Messenger e ha dato luogo ad una conversazione
– ci sono stati commenti multipli da parte di stesse persone (i botta e risposta sono segnali di interesse)
– un amico fa interazioni o condivide il post di una pagina (a maggior ragione se questo provoca ulteriori interazioni)
– l’interazione avviene tra due persone (amici e familiari, in particolare), anzichè tra persona e pagina.

facebook algoritmo fattori di posizionamento

3. Predictions. Sulla base dei segnali l’algoritmo opera una previsione personalizzata per ognuno degli utenti connessi ossia prova a dare risposta alla domanda: quanto è probabile che piaccia ognuno dei contenuti analizzati (ossia stimolerà la lettura, i click, le reazioni, i commenti)?

4. Score. Infine ad ognuna delle storie dell’inventario viene assegnato un punteggio di rilevanza e quelle con più punti vengono mostrate nel news feed dell’utente

Consigli per gli amministratori di pagina

Ecco alcuni consigli che ho elaborato sulla base delle informazioni contenute nelle linee guida ufficiali.

– Conoscere la propria audience
Tipicamente le aziende su Facebook sono di due tipi: quelle che pubblicano post autoreferenziali, partendo dai contenuti che hanno a disposizione e seguendo la propria agenda commerciale (lancio prodotto, eventi, ecc.) e quelle che decidono di puntare aprioristicamente su contenuti divertenti in grado di aumentare le interazioni, ma perdendo di vista la “brand identity”. L’ideale sarebbe approfondire la conoscenza della propria audience, partendo dalle statistiche di Facebook Insights: demografiche, provenienza, orari e giorni di connessione, contenuti che ottengono più interazioni (in particolare commenti).

– Creare contenuti utili 
I contenuti dovrebbero essere di qualità e pensati per essere utili al proprio pubblico, non di mero intrattenimento. L’utilità viene dedotta dall’algoritmo sulla base dei segnali di cui sopra. Al momento sono premiati quei contenuti come articoli e video in diretta in grado di stimolare discussioni accese (più che semplici like).
La scelta del formato più opportuno (video/foto 360, live, sondaggi, ecc.) andrebbe operata dopo una fase di test e verifica del gradimento.
Ciò premesso, Facebook consiglia di postare frequentemente e tempestivamente (seguendo l’attualità e i trend del giorno).

– Evitare pratiche fraudolente
Facebook penalizza le pagine che usano pratiche di “link baiting” (post ingannevoli usati per portare visite ad un sito) e di “engagement baiting” (post che contengono frasi del tipo “metti mi piace se…”, “condividi se anche tu…”, “vota X se…”, “tagga un amico…”).

Via Vincos blog
 
Di Max Da Via' (del 19/02/2018 @ 07:26:19, in Social Networks, linkato 640 volte)

Twitter punta sullo streaming delle notizie locali: dopo la copertura di alcuni eventi sportivi in diretta, ora il social network dei cinguettii ha avviato negli Stati Uniti i test di un servizio di news live a livello locale, grazie ad accordi con alcune emittenti televisive.

La prima prova è stata fatta il 14 febbraio, con la sparatoria nel liceo Majority Stoneman Douglas High School di Parkland, in Florida. In quest’occasione, Twitter ha avviato una partnership con Miami Wsvn 7 per aprire sulla piattaforma una finestra con la copertura in diretta della cronaca dei fatti. Il box era affiancato al flusso di notizie.

“Stiamo continuando a lavorare su nuovi modi che facciano emergere informazioni credibili e per aiutare le persone a rimanere informate”, spiega a BuzzFeed Kayvon Beykpour, general manager della sezione video di Twitter.

La novità segue di pochi giorni a quella di Facebook legata alle notizie locali, una mossa anti fake news avviata in fase di test negli Stati Uniti (leggi l’articolo).

Inoltre, Twitter punta a spingere sempre di più sullo streaming, nell’ottica di incrementare i ricavi della società, che ha registrato con gli ultimi dati finanziari il primo trimestre in utile di sempre (qui i dati).


Via Engage
 
Di Max Da Via' (del 22/01/2018 @ 07:42:14, in Social Networks, linkato 728 volte)

WhatsApp è il servizio di messaggistica più popolare in Italia, con oltre 22 milioni di utenti, e una portata mondiale di 1,3 miliardi di utenti mensili.
Nasce per le persone, ma è stato fin da subito sfruttato dalle aziende per le proprie finalità di contatto con i clienti. Oggi, dopo anni di test, è disponibile nel nostro paese WhatsApp Business, un’app (inizialmente solo per Android) specificamente dedicata alle attività commerciali.

whatsapp aziende

A questo punto molte piccole e grandi aziende staranno già utilizzando il classico WhatsApp. Perché dovrebbero scaricare questa nuova app? Ecco le funzioni attuali:

– Account business: anzitutto perché in questo modo le persone vedranno che quel numero è associato ad un account business. In futuro, dopo un processo di verifica, lo stesso verrà certificato.
– Profilo: l’azienda avrà un proprio profilo sul quale esporre le informazioni di descrizione dell’attività, l’indirizzo fisico, l’email, e il sito web
– Risposte rapide: si possono impostare delle risposte brevi in modo da rispondere più velocemente alle richieste più frequenti (es: rispetto ai tempi di consegno, orari di apertura, ecc…)
– Messaggio di benvenuto: può essere pre impostato per essere recapitato a tutti coloro che interagiscono per la prima volta con l’azienda
– Messaggi di assenza: da impostare quando non si può rispondere prontamente e far sapere gli orari di disponibilità
– Statistiche: utili per tenere sotto controllo il numero di messaggi inviati, consegnati e letti.

In definitiva se volete solo una nuova linea di contatto con i clienti WhatsApp Business andrà più che bene. Se invece desiderate anche investire del tempo nella produzione di contenuti potreste valutare l’accoppiata pagina Facebook + Messenger (oltre che Google My Business).

Via Vincos blog
 

L’utente medio di Facebook probabilmente accoglierà con piacere le nuove linee guida che ai contenuti degli editori e dei brand preferiscono quelli degli amici. Publisher e aziende, invece, stanno già pensando a come rielaborare le proprie attività sulla piattaforma. La stampa è in declino da anni e le testate online non hanno ancora chiaro in mente come sviluppare un business model redditizio. In questo scenario Facebook rappresenta – nelle strategie della grande maggior parte degli editori – un appiglio importante per generare traffico, costituendo così un supplemento alle entrate economiche. E ora che succederà? Quali accorgimenti dovranno mettere in pratica i brand editoriali per rimanere a galla sulla piattaforma?

Prepararsi a spendere

Se ai contenuti pubblicati su Facebook verrà tagliata ulteriormente la reach organica, l’unica soluzione sarà l’aumento dei budget per la promozione degli stessi. Questa pratica non sarà calzante per molti editori, ma alcuni di questi potrebbero offrire opzioni di paid social nel loro pacchetto di vendita dedicato ai brand. I margini dei publisher verranno in parte erosi, ma potrebbe essere un trade-off necessario per raggiungere vaste audience attraverso Facebook.

Diversificare

I nuovi publisher di successo devono essere in grado di andare oltre alla produzione di contenuti. Se ci si affida a Facebook, è arrivato il momento di pensare a strategie per generare traffico da altri canali social, dal proprio sito, da email e dal SEO. Oltre ai contenuti, però, devono offrire eventi, promuovere posti di lavoro, condividere ricerche, organizzare premi e offrire una serie di sponsored content e attività speciali di vario genere.

Qualità

Chi è riuscito a ritagliarsi una nicchia a cui offre contenuti di alta qualità non sarà particolarmente danneggiato dalla strategia di Facebook. Questi portali hanno un’utenza fidelizzata e un’identità unica, verranno raggiunti indipendentemente dalla posizione nel social feed.

Retention

Il bounce rate dei siti è in continuo aumento, allo stesso ritmo diminuiscono le pagine per sessione. I lettori sono occasionali, indice del fatto che gli accessi provengono sempre più spesso dai link proposti dai social network. Diventa necessario fidelizzare gli utenti spingendo su contenuti unici ed educandoli a una fruizione diretta.

Ottimizzare l’user experience

L’UX svolge un ruolo chiave nella retention. L’esperienza da mobile dev’essere di prima classe, pensata per il dispositivo, libera da inserzioni che infastidiscano la navigazione e organizzata in modo semplice.

Via 360com
 
Di Max Da Via' (del 17/01/2018 @ 07:14:40, in Social Networks, linkato 672 volte)

Zuckerberg ha annunciato l’ennesimo aggiustamento all’algoritmo che regola i contenuti che vediamo. In sintesi verrà attribuito un peso maggiore ai post prodotti o che ricevono più interazioni da familiari e amici.

Oggi è la quantità di reazioni e commenti che riceve un post a determinarne la sua importanza e dunque quanto in alto apparirà nel News Feed (a parità di altre condizioni). Con questo aggiornamento si vogliono mettere in evidenza contenuti considerati significativi dalle persone della propria cerchia ovvero quelli che generano discussioni (per Facebook il commento sembra essere un segnale di maggior attenzione rispetto ad un like).

Sembra molto simile alla modifica fatta nel 2016, ma mentre con la precedente si dava priorità ai contenuti prodotti da amici e familiari, con quella attuale verranno privilegiati anche quei post non direttamente prodotti da costoro, ma che ricevono interazioni e commenti da essi.

Ad esempio potremmo vedere apparire nel nostro News Feed post di pagine che non seguiamo, perché un amico col quale interagiamo spesso ha deciso di lasciare un commento lungo (per l’algoritmo un segnale di maggior interesse rispetto al breve) o di commentare più volte (segnale di un testo che ha acceso la discussione).

La grande novità è che Facebook dice chiaramente che privilegerà i post degli amici e della famiglia, rispetto a quelli pubblici ossia quelli delle pagine (ovviamente a parità di livello di interazioni ricevute).
Quindi è molto probabile un impatto negativo sulla reach delle pagine, sulla visualizzazione dei video e sul traffico ai siti.


Consigli per le aziende che vogliono evitare penalizzazioni da Facebook:

– puntare su contenuti di qualità che stimolino le conversazioni, facendo attenzione a non cadere nella trappola dell’engagement baiting (vedi mio post). Per esempio i video dal vivo sono un ottimo impulso alle discussioni

– invitare i fan a fare due azioni che garantiranno la visualizzazione dei contenuti: sotto l’header della pagina cliccare sul pulsante “Segui” e poi su “Mostra per primi” (fatelo per la pagina di Vincos Blog se vi va)

– usare l’advertising per promuovere i contenuti più interessanti. Una pratica ormai inevitabile che può dare ottimi risultati se fatta non saltuariamente, ma con una strategia ben precisa, e investendo budget commisurati all’obbiettivo che si vuole raggiungere.

Via Vincos blog
 
Di Max Da Via' (del 11/01/2018 @ 07:56:16, in Social Networks, linkato 905 volte)

he Daily Beast è riuscita ad ottenere dei dati interni di Snapchat che mostrano come viene usato quotidianamente dai suoi utenti e che evidenziano le sue difficoltà.
L’azienda di Evan Spiegel, che ha 178 milioni di utenti attivi giornalieri, nasce come un ibrido tra applicazione di messaggistica privata (one-to-one) e social media pubblico (one-to-many).
Quello che i dati trapelati rivelano è che la maggior parte degli iscritti ama usarla come mezzo di comunicazione personale. Come si vede dal grafico gli utenti che quotidianamente mandano messaggi crescono, aggirandosi intorno ad 80/90 milioni.

snapchat mandati quotidianamente

Invece coloro che postano Snapchat Story rimangono nell’intorno dei 50 milioni di utenti, nonostante la crescita degli iscritti. C’è da dire che le visualizzazioni di queste storie crescono del 4,3% fino a toccare i 143 milioni, ma molto più lentamente di quanto fanno le iscrizioni.
In agosto, il 64% degli utenti ha preferito mandare “snap” ad amici (in media 34 messaggi al giorno) più che pubblicare Storie. Quest’ultimo formato di contenuti, che garantisce una visibilità allargata, è stato copiato con successo da Instagram, che dichiara un uso da parte di 300 milioni di persone al mese.

snapchat daily post story users

Negli scorsi mesi Snapchat aveva provato a dare più visibilità ai contenuti prodotti tramite le storie, lanciando Snap Maps, una mappa per visualizzare le storie geolocalizzate, ma i nuovi dati svelano uno scarso utilizzo della funzione. A settembre solo 19 milioni di utenti, in media, avrebbero visualizzato la mappa (l’11% della user base).

snapchat utenti delle map

Anche la funzione Discover, pensata per mettere in evidenza (a pagamento) le storie dei brand e dei publisher, non sembra essere molto gradita. In media solo il 20% degli utenti vi accede quotidianamente.

snapchat discover users

Al momento, stando così le cose, si spiega sia la debolezza del titolo in Borsa, sia perché la maggior parte degli inserzionisti preferisca investire su Instagram. Vedremo se l’imminente redesigndell’applicazione riuscirà a spingere le persone a postare più contenuti pubblici, che privati. Infatti solo negli spazi pubblici è possibile far transitare messaggi pubblicitari senza urtare la sensibilità degli utenti.

Via Vincos Blog
 
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