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  mymarketing.it: l'isola nell'oceano del marketing... di Admin
 
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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Alessandro Figus (del 28/02/2007 @ 19:21:23, in Comunicazione, linkato 4011 volte)

Bibendum,il celebre “omino Michelin” subirà un profondo restyling per la prossima apparizione promozionale.

Bibendum nasce nel 1899 per mano del designer Marius Rossillon che lo creò per i fratelli Michelin in occasione di una campagna pubblicitaria su manifesto.

L’aspetto robusto e imponente caratterizzava il personaggio che era solito fumare il sigaro e farsi accompagnare da invidiabili figure femminili. Il primo manifesto lo raffigurava mentre teneva in mano un bicchiere pieno di vetri frantumati(in altri manifesti avrebbe poi bevuto chiodi,viti,etc..) dicendo ”Nunc est bibendum…C’est a dire: a votre santè le pneu Michelin boit l’obstacle”. Al fianco dello spavaldo Bibendum sono rappresentati due individui decisamente non all’altezza del brindisi, indicati come Pneu X e Pneu Y(rispettivamente Mr. Dunlop ed il Presidente della Continental Co.). Si può parlare a tutti gli effetti di pubblicità comparativa, seppur al limite della denigrazione.

Questo goliardico personaggio incarnava i requisiti che venivano richiesti all’inizio del ‘900 ad un pneumatico: doveva resistere a vetri,chiodi e strade non ancora asfaltate.

Con il passare del tempo Bibendum cambia immagine; nel 1931 smette di fumare ed intorno alla metà del secolo inizia ad assumere un’immagine più amichevole e bonaria.

Pur mantenendo una certa massa corporea (un pneumatico stretto dà sicurezza quanto uno largo..?) l’obiettivo è stato quello di rendere il brand Michelin più simpatico,umano e vicino al pubblico. Le qualità incarnate da un logo antropomorfo sono direttamente collegate alla percezione della brand image ed è proprio sfruttando questo meccanismo che un produttore di pneumatici è riuscito ad attribuirsi caratteristiche assolutamente atipiche per la tipologia del settore in cui opera.

Anche l’ultimo restyling è volto a ridurre il peso di Bibendum ma questa volta l’obiettivo è creare un’immagine più cool, più attraente. E’ proprio questa la necessità del management della società francese; in un mercato in cui il livello della qualità offerta soddisfa le aspettative dei clienti,tendendo peraltro ad equivalersi tra i diversi marchi,gli investimenti in immagine possono creare un importante vantaggio competitivo(come con le sponsorizzazioni in Formula 1).

Insomma Bibendum è per Michelin un patrimonio su cui investire costantemente in quanto da sempre facilita l'identificazione del brand,può trasmettere messaggi e valori,è garanzia di esperienza e facilita il ricordo.


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Di Altri Autori (del 27/02/2007 @ 07:13:01, in Internet, linkato 3078 volte)
Il progetto, presentato alla Bit, raccoglie solo critiche. Si va dal logo all'usabilità fino ai contenuti

“Grande successo del portale Italia.it presentato da Rutelli”. Involontariamente il titolo della notizia ospitata sul nuovo sito del turismo italiano ha un effetto particolarmente divertente. Infatti basta fare un veloce giro per la rete per capire come il portale costato fino a oggi 45 milioni di euro non sia piaciuto a nessuno. Il primo a raccogliere commenti poco entusiasti è stato il marchio contro il quale è già partita una petizione online da parte dell'Aiap, l'Associazione della grafica italiana.

“Il progetto vincente, in definitiva, sembra non rispondere in nulla a quella qualità cui la cultura del progetto italiana aveva abituato nei decenni precedenti - recita la petizione dell'Associazione -. Il monogramma it, e la sua declinazione, mancano dei requisiti fondamentali (per storia, cultura, riferimenti tipografici, iconici, progettuali), per diventare memorabile e quindi usabile. È un segno senza storia e quindi è facile prevedere un suo pronto abbandono. Non varrà nemmeno la pena di ricordare che lo slogan scelto (Italia lascia il segno) è copiato pari pari da Spain marks e Portugal marks, campagne analoghe di sostegno al turismo dei paesi iberici”.

Ma a parte la grafica critiche severe sono arrivate anche per quanto riguarda l'usabilità del sito, i tempi di caricamento delle pagine, l'utilizzo della versione 4 dell'Html invece dell'Xml e la mancanza di interattività. Il portale, che sembra frutto di un progetto pensato qualche anno fa e non tiene conto delle novità della rete, è il protagonista di un blog, mentre un intenso dibattito si è scatenato anche su www.mlist.it, la mailling list frequentata dagli esperti del marketing online.

Fra la stroncatura dell'Adiconsum, l'Associazione dei consumatori, e chi afferma che il portale potrebbe favorire il phishing, forti dubbi ci sono anche sui contenuti.
In Valle d'Aosta piatti locali vengono spacciati come specialità regionali e Aosta è indicata come unica provincia della regione che di province non ne possiede. Il Trentino Alto Adige, al quale sono assegnati piatti regionali un po' bizzarri, non sembra poi una regione particolarmente montagnosa visto che selezionando le montagne la zona non è indicata.
D'altronde fra Trento e Bolzano ci sono solo le Dolomiti.

Luigi Ferro
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Di Altri Autori (del 26/02/2007 @ 07:57:39, in Internet, linkato 2373 volte)

La popolare enciclopedia online si trasformerà presto in un motore di ricerca e farà concorrenza al colosso delle ricerche in rete, Google. Tra gli sponsor ci sarebbero anche Amazon e Marc Andreesen, inventore del browser Netscape e pioniere della New economy. Secondo quanto dichiarato da Wales, sarebbero già stati raccolti 4 miliardi di dollari per mettere in piedi la nuova idea. “Finanziare poi il nuovo portale attraverso le entrate pubblicitarie sarà la parte più semplice dell’intera operazione”, ha aggiunto fiducioso Jimmi Wales. Il nuovo motore di ricerca si chiamerà Wiki Search e avrà sede nella californiana San Mateo dove 40 programmatori stanno già lavorando alla messa a punto della nuova Wiki che potrebbe vedere la luce già entro la fine dell’anno.

Via Pubblicità Italia

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Di Roberto Venturini (del 23/02/2007 @ 07:55:43, in Pubblicità, linkato 2570 volte)

Secondo lo studio EIAA Marketer's Internet Ad Barometer, gli investimenti in pubblicità online crescerebbero di questa bella percentuale.

Cresce infatti l'interesse degli inserzionisti verso il mezzo - il 74% dichiara che la Rete deve essere un media fondamentale all'interno della propria strategia.

Per l'80% l'aumento di attrattività di Internet come mezzo è anche dovuto all'arrivo della banda larga e quindi alla possibilità di poter uare formati più creativi (o la possibilità di replicare i soliti 30" in stile televisivo anche in Rete?)

Al momento un 42% degli inserzionisti destinerebbe già oltre un 5% del suo budget a Internet.

Ci si attende un forte incremento degli investimenti anche in Italia.

A livello Europeo, la regina degli investimenti sarà l'industry del Largo Consumo che dovrebbe far salire di un 25% i suoi investimenti complessivi in Rete.

La crescita del budget allocati a Internet andrà a discapito di altri mezzi, tra cui specialmente TV e stampa; circa il 51% del budget verrebbe infatti detratto da allocamenti media finora riservati a mezzi tradizionali.

Forte incremento atteso anche nelle azioni online di Direct Response.

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Di Altri Autori (del 22/02/2007 @ 07:08:04, in Marketing non convenzionale, linkato 4901 volte)

Cos'è il Widget Marketing? Con il termine Widget si indicano tutte quelle piccole applicazioni, molto leggere, che rimangono costantemente attive sul desktop fornendo svariati servizi di calcolo, news, o intrattenimento. Tra le loro funzioni la più interessante è quella di ricevere in tempo reale ogni sorta di informazione da internet, facendo risparmiare la necessità di visitare diversi siti web.

I Widget funzionano grazie ad un motore che nei sistemi Mac è integrato e prende il nome di Dashboard, mentre per i pc non ne esiste uno compreso nel sistema Windows, ma ne sono disponibili alcuni da scaricare, il più completo e diffuso dei quali è sicuramente Yahoo! Widgets Engine.
Cerchiamo di capire perchè i Widget rappresentano il futuro prossimo del branded content. Le motivazioni principali sono sicuramente due: la facile diffusione e la praticità di utilizzo.

La distribuzione di questi programmi è completamente libera e gratuita e tra breve gli stessi Widget che oggi utilizziamo con il computer potranno essere usati con il telefono cellulare: la rivoluzione è arrivata con iPhone di Apple, ma anche Nokia sta sviluppando una tecnologia simile. Ci sono tutti i presupposti per effettuare un salto di qualità dai “tradizionali” siti web interattivi e bypassare i canonici sistemi di navigazione web.
Con l’utilizzo del Widget gli utenti possono stringere un rapporto più stretto con la marca. Il brand, dal canto suo, può scegliere se creare un contenuto che trasmetta puramente il proprio messaggio, oppure creare una sorta di estensione dei valori del marchio.

Possiamo citare due esempi, entrambi dello scorso anno, che rappresentano questi due diversi approcci:
* H&M ha creato un Widget puramente legato alla propria catena di moda, che fornisce notizie in tempo reale sulle ultime novità disponibili nei negozi o altre attività promozionali, dedicato quindi esclusivamente agli estimatori del brand.
* Adidas, invece, ha scelto di fornire news in tempo reale raccolte da diverse fonti (Yahoo!, Sky, Radio 1) durante i mondiali di calcio in Germania, aggiungendo un pizzico di personalità con servizi esclusivi e speaker d’eccezione come David Beckham: di certo un modo per consolidare il rapporto con i propri consumatori ed eventuali prospect.
* Altri esempi: Purina ha creato un servizio meteo al quale gli utenti possono inviare le foto dei propri animali per vederli apparire sullo sfondo; Honda, per la sua Acura RDX, fornisce bollettini del traffico in tempo reale ricreando una delle novità del navigatore installato sulla vettura; Sony Pictures ha utilizzato un Widget per promuovere il film Zathura; il Rijksmuseum di Amsterdam regala immagini e informazioni sui capolavori esposti; ultimo, in ordine di tempo, il Rabbit Widget di Volkswagen che aggiorna in tempo reale su eventi gratuiti tra concerti, mostre, spettacoli e feste nelle principali città statunitensi.

Siamo sicuramente ancora agli albori del Widget Marketing: i casi esaminati non sono certo eclatanti e non riescono ancora a eguagliare lo sfruttamento di potenzialità del sistema ottenuto da altri Widget non brandizzati, ma si tratta pur sempre di una prima fase di rodaggio che sicuramente porterà a migliorie.

Da questi esempi possiamo intanto capire cosa fare e non fare per ottenere la massima efficacia:
* Fornire un servizio o una fonte di intrattenimento (Honda ha registrato più 10.000 download in un mese).
* Cercare di essere poco invasivi (purtroppo non basta una grafica decorativa come quella utilizzata da H&M)
Riguardo agli aspetti tecnici, utilizzare i motori standard, ovvero Dashboard e Yahoo! Widgets: sul web popolano altri pseudo-widget che non stanno risquotendo molto successo perchè forzano gli utenti a complicate installazioni di diversi motori (andando contro al principale plus dei Widget, la semplicità).

Non dobbiamo dimenticare che alla base dell’approccio del branded content c’è sì l’intrattenimento del consumatore, ma bastano dei piccoli errori per far sì che egli viva la marca in un modo indesiderato. E’ un peccato che le marche non siano ancora in grado di sfruttare a pieno i benefit di questo nuovo mezzo utile, poco invasivo e durevole, ma siamo sicuri che si tratti solo di una questione di tempo. Irrisoria.

Via Lillo Perri


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Di Altri Autori (del 21/02/2007 @ 07:03:46, in Tecnologie, linkato 3728 volte)

Sventolare il proprio cellulare per passare di fronte alla metro, pagare il biglietto del bus, di un concerto. Per acquistare nei supermercati. È la tecnologia di pagamenti mobili Nfc (Near field communications), basati su tag Rfid: gli esperti concordano che nel mondo vedrà il boom l'anno prossimo. Nel 2010, secondo Abi Research, il 30 per cento dei cellulari sarà con Nfc.

Un grosso passo avanti è stato fatto nei giorni scorsi, con l'annuncio di inizio lavori della Gsm Association: 14 operatori aderenti (tra cui Tim, Vodafone e 3) vogliono creare un approccio comune per integrare l'Nfc nei cellulari. Il ruolo degli operatori è importante per collegare i servizi Nfc con la Sim dell'utente, attraverso cui fare la fatturazione.

In realtà l'Nfc è già ben diffuso in Giappone, con 14 milioni di cellulari abilitati già venduti da Ntt DoCoMo, a due anni dal lancio. Ed è usato abitualmente per comprare oggetti e usare mezzi pubblici. I cellulari usati sono tipicamente orientali, però; in Occidente sono pochi e sperimentali, così come i servizi disponibili.

Negli Stati Uniti ci sono stati servizi pilota condotti da Visa e Mastercard, per esempio per entrare nello stadio usando il cellulare a mo' di biglietto. A Parigi c'è da quest'autunno alcuni utenti possono, in via sperimentale, salire sui mezzi pubblici tramite cellulari adattati per ospitare il chip Nfc. Sono forniti dall'operatore Bouyges Telecom. Arriveranno nel 2007 i primi cellulari Gsm con chip già integrato.

In Germania è già attivo, da qualche settimana a livello commerciale, un servizio simile per salire sui mezzi pubblici della città di Hanau, dopo 10 mesi di test.
Test di questo tipo partiranno entro fine anno in Irlanda e Gran Bretagna.

In Italia, nulla, ancora. Forse l'adesione al progetto della Gsm Association, da parte di tre operatori nostrani, farà sbloccare la situazione di stallo, che secondo gli operatori è causata dalla difficoltà, ancora, a raggiungere accordi con l'Abi (Associazione bancaria italiana) sulla gestione dei pagamenti. Che, tramite cellulare, possono avvenire in vario modo: con un addebito diretto sulla carta di credito associata alla Sim o con l'invio di bolletta all'utente, a fine mese, per esempio.
Oppure, è possibile comprare un biglietto in modi consueti e poi riceverlo sotto forma di Sms criptato, che interagisce con il chip Rfc. Passando il cellulare su uno scanner, in questo caso, si mostra al sistema il biglietto acquistato e si ottiene il passaggio.

Giulio Boresa

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Di Alessandro Figus (del 20/02/2007 @ 12:21:39, in Marketing non convenzionale, linkato 4244 volte)

Il marketing olfattivo come già anticipato da un puntuale post di Max sta divenendo una strada sempre più battuta. Nello specifico si tratta di inviare al cliente un messaggio che non venga recepito attraverso gli occhi o le orecchie,bensì con il naso; questo può avvenire in forme diverse a seconda dell’obiettivo che si decide di perseguire. In questa sede mi limiterò ad approfondire la descrizione del cosiddetto "logo olfattivo".

Il termine logo, utilizzato con tutte le forzature del caso, è ormai per il brand un mezzo di identificazione, di riconoscibilità, di differenziazione e di memorabilità. In alcuni casi incorpora ed esprime quei valori di cui l’azienda si fa portatrice.
E’ appunto il primo passo che un’impresa fa nel lungo cammino della comunicazione con l’esterno.

Traslando questa definizione ad un odore, il logo olfattivo ricopre le stesse funzioni del più classico logo visivo. L’azienda può rendere una specifica essenza (a volte creata ad hoc) parte integrante della propria brand identity. Insieme al colore aziendale, al lettering, al logotipo, alla mission, all’immagine ed a tutti gli elementi tipicamente rappresentativi di un certo marchio, anche un odore può essere un elemento distintivo, può ricordare un prodotto, può traslare ad esso le sue caratteristiche o le emozioni che suscita.

Un brand che riesce ad appropriarsi di un’aroma già esistentecostringe” l’individuo a ricordarsi del brand (o del prodotto) nel momento in cui questo odore viene avvertito nuovamente fuori dal punto vendita (o lontano dall’atto del consumo) ed elaborato quindi dalla sua "memoria olfattiva". In questo caso il ricordo avviene in luoghi e momenti non sempre prevedibili dal management( può rappresentare un rischio) e l’immagine del brand tenderà a subire influenze proprio da queste variabili.

Viceversa, se si opta per la creazione “ex novo” di una fragranza che sia unicamente abbinabile al brand, la strategia si baserà “in primis” sulla scelta delle sensazioni che si vogliono evocare e quindi che si desiderano abbinare al brand. L’individuo si imbatterà in odori che solo vagamente possono rievocare il logo olfattivo, ma l’azienda potrà disporrà di un elemento di differenziazione che ne rafforza l’identità.

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Di Altri Autori (del 20/02/2007 @ 07:39:25, in Internet, linkato 2451 volte)

Un'indagine della Ue rivela che le vendite via Internet sono sempre più importanti per il commercio al dettaglio. Ma riguardano soprattutto il mercato interno. 
 
Le vendite via Internet sembrano diventate un fattore decisivo per lo sviluppo del mercato interno del commercio al dettaglio; interessano ormai il 57% dei dettaglianti, ma per più di due terzi di essi le vendite avvengono esclusivamente entro le frontiere nazionali e per il restante 29% le vendite all'estero riguardano solo uno o due altri Stati membri. I dettaglianti che nella Ue desiderano estendere la loro attività all'estero sono però ben più numerosi: il 48% di essi si dichiara disposto a farlo. Sono questi i risultati di un sondaggio Eurobarometro effettuato tra le imprese, pubblicati dalla Commissione europea in concomitanza con l'apertura di una consultazione pubblica sulle normative vigenti in materia di tutela dei consumatori.

Il mercato europeo della vendita diretta delle imprese ai consumatori incontra ancora grossi ostacoli, in particolare l'insicurezza delle transazioni e le differenze tra i paesi per quel che riguarda i regimi fiscali e le norme che tutelano i consumatori. Il 43% dei dettaglianti ritiene che il volume delle loro vendite all'estero potrebbe aumentare se nella Ue i diritti dei consumatori fossero regolamentati da norme comuni.
L'inchiesta è stata realizzata presso oltre 6.600 dirigenti di imprese con almeno 10 dipendenti e un'attività di vendita diretta al dettaglio (per il 97% Pmi). Il 29% di esse effettua già operazioni transfrontaliere e il 48% si è detto disposto a vendere ai consumatori di altri paesi della Ue. Il 66% opera esclusivamente sul mercato nazionale e solo il 19% promuove o pubblicizza la propria attività all'estero.

Per il 61% degli imprenditori che hanno partecipato al sondaggio il principale ostacolo al commercio transfrontaliero è l'insicurezza delle transazioni. Seguono le differenze di regime fiscale (58%), le difficoltà che possono sorgere nella risoluzione delle controversie (57%), le differenze tra le legislazioni nazionali in materia di diritti dei consumatori (55%), la difficoltà di garantire il servizio dopo vendita (55%) e i maggiori costi di consegna (51%). Meno importanti sono considerati i problemi di lingua (43%).
I risultati del sondaggio concordano con quelli dell'altra inchiesta Eurobarometro realizzata nel 2006 sull'atteggiamento dei consumatori nei confronti del commercio transfrontaliero, secondo cui il 27% dei cittadini nel corso dell'anno precedente ha acquistato on line un prodotto o un servizio, ma solo il 6% ha fatto un acquisto all'estero. 

Via Smaunews.it
 

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Di Max Da Via' (del 19/02/2007 @ 07:29:59, in Marketing, linkato 3413 volte)
Sono 32 e sono stati eletti campioni di innovazione da oltre 10.000 famiglie di consumatori. Non si tratta di personalità accademiche o di del mondo dello spettacolo, ma di prodotti di largo consumo, votati per performance, qualità e prezzo.

A decretarne il successo è stato il il Gran Premio Marketing e Innovazione 2007, presente in Francia da 20 anni e giunto in Italia alla seconda edizione. I prodotti eleggibili sono tutti quelli normalmente presenti nelle corsie di un supermercato, mentre la giura è rappresentata da un campione di 10.500 famiglie interpellato dalla società di ricerche Tns Infratest.

Tra i parametri considerati fondamentali perché un prodotto possa essere considerato innovativo spiccano le performance ma anche il rapporto tra qualità e prezzo e il rispetto per l’ambiente.

I prodotti vincitori possono fregiarsi del marchio “Prodotto dell’anno”, che secondo le stime degli organizzatori può portare ad aumento medio delle vendite su base annua pari al 10%. Il fatturato dei 20 prodotti eletti nel 2006 ha raggiunto nella GDO nel 2006 97,27 milioni di euro e gli stessi hanno fatto in media il 4% del totale del fatturato delle categorie di riferimento (con punte del 10%).

Questo è l’elenco dei prodotti vincitori dell’edizione 2007, divisi per categoria merceologica.

accessori pulizia casa: Swiffer New System
alimenti conservati: Manzotin
alimenti infanzia: Pensierini Buitoni
bagno/doccia: Doccia schiuma Latte d’oliva e Burro di Karité
bazar leggero: Duracell Power Pix
bevande calde: Carmencita
bibite: L’Aranciata Sanpellegrino PET 50 cl
cosmetici: Rossetto New Watershine Diamonds
cura casa: Ajax Professional Sgrassatore Ultra
Ajax Professional Double Power
cura viso: Oil of Olaz Total Effect 7x
dentifrici: Mentadent C-Fresh Dentifricio
detersivi bucato: Lip Woolite Mixcolor
dolci: Buitoni Impasto pronto per Biscotti con gocce di cioccolato
formaggi: Gim Crema
gelati: Maxibon Pops
igiene capelli: Shampoo Palmolive Naturals
igiene orale: Mentadent Chewing Gum
igiene personale: Infasil Deo Nutriente
insetticidi: Vape Open Air
lavaggio stoviglie: Svelto Microgranuli
pet care: Purina ONE – ricette umide in busta 85g
piatti pronti conservati: Cotti a Vapore Valfrutta
puericultura: J’s Baby Shampoo Lavanda
rasatura femminile: Silk Epil Excel
salumi: Fior di Freschezza
salviettine detergenti casa: Swiffer Legno&Parquet
smacchiatori: Ace Magic Pen
snack e merende: Sfogliatissima
spazzolini: Oral-B Pulsar
surgelati: Crocchette Patasnella
ultra fresco: Yomo Frutta e Verdura
uomo: Men Expert linea viso.
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Di Altri Autori (del 17/02/2007 @ 12:28:42, in Prodotti, linkato 2411 volte)
Sarà gratuito il download delle mappe e dell'applicazione. Si paga il servizio di navigazione guidata.

Nokia annuncia la prossima disponibilità della piattaforma di mapping e navigazione smart2go. L'applicazione sarà disponibile su Nokia S60 e sui dispositivi con sistema operativo Windows Mobile 5.0. Nokia prevede comunque di estendere in un secondo tempo l'offerta a tutte le maggiori piattaforme tra le quali Series 40, PocketPC, Linux e dispositivi basati su Windows Mobile.

Smart2go permetterà di consultare, dal proprio telefonino o da dispotivi mobili, le mappe di più di 150 Paesi con la possibilità di ricercare i punti di interesse (POI) e creare gli itinerari desiderati. Tutto ciò, secondo quanto dichiarato dai vertici di Nokia, gratuitamente. Il servizio comprende più di 15 milioni di punti di interesse, tra cui luoghi storici, monumenti, ristoranti ed alberghi.
Nel caso in cui l'utente sia in possesso di un modulo GPS, il software "smart2go" consentirà di attivare la navigazione guidata via satellite.

Mentre il download dell'applicazione e la consultazione delle mappe sarà gratuita, la navigazione guidata (real time) sarà un'opzione premium da pagare a parte, con diverse licenze (da una settimana a tre anni e con fasce di prezzo differenti a seconda della mappa utilizzata).

Smart2go rappresenta una soluzione ibrida: i dati da Tele-Atlas e Navteq possono essere scaricati direttamente dalla rete wireless (ad esempio GPRS/3G/WLAN) e salvate sulle memory card in base alle proporie necessità. Qualora tutte le informazioni risultino già salvate in locale non sarà più necessario effettuare connessioni alla rete Internet. Per la gestione di download di dimensioni rilevanti è disponibile un applicativo per PC aggiuntivo. Nokia getta la sfida ad un "mostro sacro" qual è TomTom aprendo la strada allo sviluppo di nuovi servizi dedicati ai dispositivi mobili.

Michele Nasi
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