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\\ : Storico : Marketing Ambientale (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Altri Autori (del 30/12/2008 @ 07:04:17, in Marketing Ambientale, linkato 2631 volte)

Aziende italiane virtuose. Il 33% delle imprese italiane adotta politiche “verdi” all’interno dei propri processi produttivi. Il 20% ha intenzione di promuovere attività ecocompatibili mentre solo il 6% non ha intenzione di adottare alcuna politica verde. Sono questi alcuni dei dati (confortanti) che emergono dallo studio condotto dalla società di recruiting Robert Half Finance & accounting sui dipendenti di aziende di tutte le dimensioni.

Un terzo delle aziende italiane, quindi, ha già implementato delle attività volte al rispetto dell’ambiente. Un valore per ora sotto la media mondiale (42%), ma destinato a crescere. È infatti sopra la media il numero delle aziende che, a detta degli intervistati - manager del finance e della ricerca e sviluppo - stanno definendo delle politiche ambientali da implementare a breve (20% il dato Italia contro il 17% media mondiale). Ma quali sono le attività attuate per il rispetto dell’ambiente dalle aziende del nostro Paese? Primo fra tutti, un maggior rispetto per i consumi energetici che coinvolge ben il 66% delle imprese: in primis l’uso di lampadine a basso consumo e una maggiore sensibilizzazione dei dipendenti. Un valore addirittura superiore alla media mondiale (64%).

Seguono i programmi di riciclo inclusi nei processi produttivi per il 56% delle aziende e l’utilizzo di carta riciclata per il 54%. Poi, un quinto circa delle aziende ha un piano di conservazione e risparmio dell’acqua. Tra le modalità più originali e innovative si rilevano invece l’incentivazione all’uso dei mezzi pubblici attraverso il rimborso del costo dei biglietti utilizzati per raggiungere l’ufficio, attuato dal 22% delle imprese, e la digitalizzazione dei documenti, con conseguente risparmio nell’uso di carta, per il 12%. Sono ancora poche invece le imprese che optano per la compensazione delle emissioni di CO2 emesse nell’ambiente come conseguenza delle proprie attività. Solo il 7% delle aziende, infatti, sostiene piani di rimboschimento o altre iniziative analoghe.

Infine, mentre il 15% delle aziende dichiara di considerare le politiche ambientali all’interno di un più ampio programma di responsabilità sociale d’impresa, nessuna di quelle considerate dallo studio ha scelto la strada della certificazione Iso 14001 per dichiarare l’impegno concreto nel minimizzare l’impatto ambientale dei propri processi, prodotti e servizi.

da e-gazzette.it

 
Di Danilo Arlenghi (del 18/12/2005 @ 07:55:10, in Marketing Ambientale, linkato 4649 volte)
L'ambient communication è in generale un approccio originale alla comunicazione e in particolare alla segmentazione del target di riferimento, che viene individuato attraverso i luoghi fisici in cui si aggrega spontaneamente. Ai classici e rigidi "stili di vita", l'ambient coommunication & marketing contrappone dei "momenti di vita", situazioni in cui il target si raduna spontaneamente, in "luoghi" e "momenti" determinati.

Ogni ambiente è infatti abitato da individui che condividono non solo uno spazio ma anche una condizione comune: interessi, attitudini, stili di consumo, ecc. Seguendo tale approccio, la comunicazione raggiunge il target al di fuori dei comuni canali di vendita, quando è più ricettivo al messaggio pubblicitario ovvero nei luoghi in cui si reca spontaneamente e nel momento in cui è più aperto alla comunicazione (in particolare a quella non convenzionale in quanto nuova e di perciò stessa solleticante la naturale curiosità di ognuno) perché con la mente sgombra dai 'martellamenti' dei consueti messaggi quotidiani. La ricezione è più immediata e penetra nei meandri del cervello con più facilità. La percezione è più completa e migliorata dall'abbassamento delle barriere naturali che fungono da 'spam mentale', di protezione contro l'invasività della comunicazione ordinaria, alla quale si diventa refrattari.

Questa tecnica è di grandissima efficacia se appplicata nel momento in cui nasce il bisogno di un prodotto o di un servizio. E' ancor più funzionale se pregna di creatività innovativa che nasce come reazione fisiologica , applicata a mezzi e strumenti inusuali per la comunicazione, oggi troppo stereotipata.

D'altronde se tutti lo fanno è come se non lo facesse nessuno e l'effetto si annulla.


 
Di Alessandro Figus (del 05/12/2005 @ 21:57:57, in Marketing Ambientale, linkato 2554 volte)

Mazda ha intrapreso un singolare piano ambientale rivolto ai propri dipendenti; incentivi e premi pecuniari per chi si reca a lavoro utilizzando solo le proprio gambe. Oltre a consigliare questa cura per un maggior benessere personale, chi aderirà all'iniziativa vedrà incrementato il proprio stipendio di una picola cifra molto simbolica; l'incentivo è vermente minimo, infatti non si vuole ne' costringere i lavoratori a muoversi a piedi, ne' comprarli con denaro facile, ma solo sensibilizzarli e convincerli che fare quattro passi è un piccolo favore che si fa all'ambiente e a sè stessi. La curiosità maggiore sta nel fatto che l'idea è partita dalla Mazda, un'azienda che se tutti seguissero il suo consiglio chiuderebbe in poco tempo i battenti; forse però la necessità di respirare aria che non uccida si colloca prima di qualsiasi altro obiettivo aziendale e sicuramente, il fatto che moltissime persone stiano prendendo coscienza di questo tema, sta convincendo molte imprese a dedicarsi sempre più al rispetto dell'ambiente. Un prodotto ecologico, un'immagine vicina alle problematiche ambientali, un'attenzione alla salute della società saranno sempre più un importante fattore competitivo.

Un'altra simpatica iniziativa che avvicina un brand ad una filosofia ecologica è quella intrpresa da Tiscali che ha recentemente sponsorizzato un suo dipendente e più esattamente Paolo Budroni, giovane Business Intelligence Manager, supportandolo nella preparazione e poi nella partecipazione alla maratona di New York. Un'iniziativa con la quale Tiscali ha voluto evidenziare alcuni valori aziendali sicuramente apprezzati dai tanti spettatori. A proposito, alla manifestazione erano presenti circa 2 milioni di persone, non male come visibilità. I testimonial sono importanti per l'immagine della società che li sceglie. Il brand in qualche modo riesce ad incrnarne le caratteristiche principali e farle proprie; in questo caso Budroni è un semplice lavoratore, un maratoneta amatoriale e la società ha voluto puntare su di lui anche fuori dall'ambito lavorativo aiutandolo inoltre a classificarsi in un ottima posizione. Una comunicazione genuina, non convenzionale, economica e sociale.

 
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