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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Jacopo Gonzales (del 31/01/2006 @ 12:20:56, in Segnalazioni, linkato 2536 volte)

Roma si accinge a diventare per alcuni giorni la 'capitale' mondiale dell'economia e dei contenuti digitali. Su iniziativa dell'Ocse e del ministro Lucio Stanca, infatti, lunedi' e martedi' prossimi, nel complesso monumentale del San Michele, si daranno appuntamento alla Conferenza 'Il futuro dell'economia digitale: creazione, distribuzione e accesso ai contenuti digitali' i principali protagonisti del mondo di questa nuova frontiera, non solo culturale ma anche industriale. I contenuti digitali rivestono infatti un ruolo sempre maggiore nelle economie dei Paesi Ocse, la cui produzione e' sempre piu' focalizzata su beni intangibili piuttosto che fisici.

I contenuti digitali, pertanto, sono destinati a diventare sempre piu' un'infrastruttura creativa di fondamentale importanza, alla base dell'economia della conoscenza e al centro di settori quali la salute, l'istruzione e la cultura.

 Sono oltre 350 i delegati dei 30 Paesi Ocse che prenderanno parte al confronto-analisi e i lavori della conferen-za saranno seguiti da un centinaio di giornalisti, di cui molti provenienti dall'estero. I lavori della Conferenza saranno aperti dal Ministro Lucio Stanca e da Donald Johnston, Segretario Generale dell'Ocse; e tra i tanti interventi quelli di Chin Dae-Je, Ministro per l'Informatica e le Comunicazioni della Corea del Sud (paese all'avanguardia per le politiche a sostegno dell'economia digitale); Michael J. Copps, Commissario della Federal Communications Commission degli USA, e Fabio Colasanti, Direttore Generale Societa' dell'Informazione e Media della Commissione Europea.

A spiegare l'importanza della conferenza e' il Ministro Lucio Stanca: 'Siamo alla fine della legislatura e vogliamo terminare aprendo sul futuro: nei prossimi anni i contenuti digitali diventeranno un fattore strategico a sostegno dell'economia, a partire da quella digitale. L'Italia ha da tempo avviato il circolo virtuoso dei contenuti digitali: infrastruttura-contenuti-competenze. Le opportunita' tecnologiche oggi disponibili cambiano il modo tradizionale della produzione, della distribuzione, della commercializzazione dei contenuti digitali', ha detto il Ministro ricordando, a titolo di esempio, che 'i nuovi contenuti vengono sempre piu' prodotti anche al di fuori delle tradizionali industrie dell'intrattenimento o dell'editoria, coinvolgendo settori quali il turismo, la Pubblica amministrazione, i servizi finanziari ed altro, fino a giungere agli stessi utilizzatori del Web, che divengono contemporaneamente produttori e consumatori di contenuti in Rete', ha concluso Stanca.

Tra i temi sul tappeto anche il 'dilemma digitale', ossia il conflitto tra l'esigenza di non limitare la diffusione dei contenuti digitali e quella di tutelare i diritti della proprieta' intellettuale. Alla Conferenza saranno presenti rappresentanti istituzionali, del mondo accademico e delle imprese (editoria, informazione, cinema, musica, arte, cultura, intrattenimento, etc.), del World Economic Forum, delle organizzazioni internazionali dei sindacati e dei consumatori. [via Agi]

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Di Max Da Via' (del 31/01/2006 @ 07:34:08, in Media, linkato 7096 volte)
L'erotismo da sempre desta molto interesse in un’ampia fascia della popolazione, al punto da far ritenere ad alcuni che il boom dell’home video prima e di internet poi siano in buona parte dovuti, almeno nelle fasi iniziali di affermazione, all’ampia disponibilità di contenuti a luci rosse.

Il binomio sesso-cellulari, tema che appassiona numerosi utenti ma anche e soprattutto fornitori di contenuti e compagnie telefoniche, è diventato di stretta attualità ultimamente come conseguenza del crescente interesse verso la produzione e la distribuzione di contenuti per la telefonia mobile.

In questi giorni si è appena concluso a Miami il congresso "Contenuti per adulti della telefonia mobile", al quale hanno partecipato le principali compagnie telefoniche europee e americane, molto interessate ad un settore che le stime ipotizzano potrebbe valere ben 2 miliardi di dollari su base globale nel 2009.

Dai lavori sono emerse sostanziali differenze tra l’atteggiamento americano, più prudente nel proporre questo tipo di contenuti per motivi di regolamentazione all’accesso e quello europeo, decisamente più spregiudicato, visto che in Europa già lo scorso anno sono stati messi a disposizione contenuti hard per oltre 10 milioni di Euro.

Le riserve americane derivano principalmente dalla difficoltà di applicare filtri adeguati per evitare che questi servizi siano utilizzati da minorenni, accompagnate dal timore di reazioni negative da parte delle aree più conservatrici dell’opinione pubblica.

Questo orientamento è però messo a dura prova dalle previsioni tutte al rialzo per il settore, che in America nel 2005 è stato stimato valere 30 milioni di dollari. I manager di Waat Media, azienda californiana di intrattenimento, sono convinti che opportunamente promossi questi servizi potrebbero valere oltre 500 milioni di dollari l’anno, a patto di riuscire ad utilizzare una tecnologia adeguata per regolamentarne l’accesso.

La situazione europea, come accennato precedentemente, è profondamente diversa, al punti che Tina Southall, manager della Vodafone, ha illustrato come i contenuti hard sul cellulare siano una importante fonte di reddito dell’azienda, al punto da avere un’importanza strategica nell’offerta di servizi per i prossimi anni.

Stiamo quindi per assistere quindi al boom del settore? I tassi di diffusione dei cellulari sono tali, specie in Europa, da spiegare l’interesse generale per la fornitura di questi contenuti. Se loghi, giochi e suonerie non bastano più ad assicurare volumi di traffico soddisfacenti un po’ di eros sicuramente darà il suo contributo al fatturato, in attesa dell’arrivo della mobile tv.


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Di Eli (del 30/01/2006 @ 19:01:24, in Segnalazioni, linkato 2719 volte)
I veri amanti delle aste on-line non si devono fare sfuggire i festeggiamenti per il compleanno di eBay Italia. Il prossimo 5 febbraio a Milano, dalle 10.30 alle 20, nello spazio espositivo di via Savona 56, la filiale italiana del sito di aste più famoso al mondo festeggia i 5 anni.

Una festa aperta a tutti sarà l’occasione per conoscere la storia dell’azienda ma anche per partecipare sul posto a nuove e curiose aste e vedere alcuni degli oggetti più bizzarri messi all’asta. Musica, talk show, mostre e spettacolo accompagneranno i partecipanti per tutta la giornata, fino al taglio della torta.

Per partecipare è sufficiente registrarsi sul sito.


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Performance ed efficienza/efficacia sono due concetti correlati ma distinguibili nell’ambito della gestione della forza vendita. Parliamo di performance quando intendiamo valutare il “comportamento” di un venditore in considerazione del contributo da lui apportato nel raggiungimento degli obiettivi generali dell’impresa.

Parliamo, di efficienza/efficacia quando ci riferiamo ai risultati di tutta l’attività, misurabili attraverso l’utilizzo di indicatori ben precisi. (e.g.: fatturato, quota di mercato, indice di mantenimento dei clienti e così via )
L’efficienza/efficacia non dipende in toto dal comportamento del venditore ma è piuttosto una funzione di diversi fattori non necessariamente sotto il diretto controllo del venditore.

La forza vendita può essere valutata sia secondo parametri oggettivi che in riferimento a criteri soggettivi.
In genere, gli indicatori oggettivi ovvero gli indici, prendono a riferimento i dati statistici e le informazioni che il management può ottenere attraverso il sistema informativo aziendale.

Tali indici tendono a fornire valutazioni quantitative, numericamente confrontabili in modo da favorire la valutazione comparativa e il controllo. Essi mirano anche a fornire una misura dell’impegno del venditore nel compiere il proprio lavoro e nel raggiungere gli obiettivi.

Le valutazioni soggettive riguardano invece l’osservazione qualitativa dei supervisori, e quindi del management, circa i comportamenti lavorativi, in altre parole di come il venditore si organizza, di come si muove. Non è facile fare una buona valutazione dell’attività della forza vendita.

Le diverse variabili in causa potrebbero indurre il management in errore soprattutto quando ci si trova nelle situazioni intermedie: ad esempio risultati di vendita al di sotto delle previsioni ma ottima performance delle attività di vendita in termini di contatti effettuati, presentazioni presso nuovi clienti e così via. Come giudicare in questo caso? In genere prevale la tendenza alla valutazione dei risultati misurabili –“outcome bias”, (Marshall, G., W., Mowen, J., C., “An Experimental Investigation of the Outcome Bias in Salesperson Performance”, Journal of Personal Selling & Sales Management, Volume 13, summer, 1993, pp. 31-47), sebbene questo sia molto controproducente per il morale, la soddisfazione e la motivazione della forza vendita.

L’orientamento alla valutazione dei soli risultati di vendita e il sistema di controllo basato su di essi è poco utile alla luce dell’evoluzione della funzione di vendita all’interno di un moderno sistema aziendale. I venditori sanno perfettamente che in sistemi di quel tipo l’importante è mantenere dei risultati apprezzabili in termini numerici. Questo funziona in organizzazioni di vendita fortemente orientate ai volumi con trattamento economico esclusivamente basato sulle commissioni di vendita. In un sistema di vendita basato sulla gestione delle relazioni con il mercato non è pensabile di applicare tale sistema di valutazione e controllo in via esclusiva. Ad esso vanno aggiunti meccanismi valutativi “behavior-based” che tengano cioè conto anche dei comportamenti.

Antonia Santopietro
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Di Max Da Via' (del 29/01/2006 @ 07:52:22, in Pubblicità, linkato 4751 volte)
Secondo un’indagine condotta da StageUp, azienda specializzata in “sport business” il 2006 sarà un annata d’oro per gli investimenti in sponsorizzazioni sportive, che cresceranno sensibilmente rispetto all’anno precedente, grazie anche alle Olimpiadi di Torino e ai Mondiali di calcio in Germania. In previsione di questi eventi è previsto infatti un boom di investimenti, che in Italia toccheranno quota 1,1 miliardi di Euro, segnando un +4,1% sul 2005.

Ma per le Olimpiadi Invernali la strada è stata almeno in parte in salita. Il timore di una deludente copertura mediatica della manifestazione ha frenato molte aziende medio-grandi dal partecipare in maniera consistente alla sponsorizzazione degli eventi. Tra le tante assenze si contano anche numerose multinazionali piemontesi, Lavazza e Ferrero in testa, mentre ha approfittato della partita giocata in casa la Fiat. La campagna di marketing del Lingotto non riguarderà più, come in passato, solo la simpatica nazionale giamaicana di bob (presente comunque negli spot), ma molti marchi e “stelle” dei giochi, per un budget complessivo di 60 milioni di Euro.
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Di Jacopo Gonzales (del 28/01/2006 @ 20:31:34, in Internet, linkato 2715 volte)

Apprendo via Jensense che Google sta testando una nuova dimensione per il suo Adsense: quella del Rich Media Advertising.

I principali formati presi in considerazione sono: interstitials, expanding ads e floating ads.

Comprendo che nuovi orizzonti vadano scoperti e sviluppati, e benvenga anche l’innovazione lungimirante, sebbene, a mio avviso, il rich media advertising non sia nemmeno così innovativo.

Avrei preferito però qualche passo in avanti relativamente a qualche servizio effettivamente più utile per i publisher, ma ancor prima per gli advertiser, come ad esempio il servizio di Click-To-Call.

Tutto sommato non vorrei che Google diventasse l'ennesimo Tradedoubler o Zanox della situazione. [via Internet Marketing Blog]

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Di Matteo B. (del 28/01/2006 @ 07:42:22, in Pubblicità, linkato 12395 volte)
“Fastweb, con la sua storia giovane ma già costellata di primati, ha individuato in Valentino Rossi la sintesi dei valori del proprio successo e cioè l’attitudine alla sfida e al cambiamento.”

Inizia così il comunicato stampa di Fastweb che annuncia l’ingaggio del campione pescarese come testimonial per tutto il 2006 con un’opzione anche per il 2007.

I risultati di Fastweb in effetti sono di tutto rispetto: a cinque anni dal lancio dell’attività, l’azienda si è affermata come il secondo operatore di rete fissa in Italia per estensione della propria infrastruttura, per numero di clienti diretti e per accessi broadband, e ha chiuso il 2005 con ricavi per 967 milioni di euro, con una crescita del 34% rispetto al 2004.

Valentino Rossi dal canto suo, giovane campione mondiale di motociclismo e personaggio pubblico particolarmente amato in Italia, rappresenta una vera e propria icona per gli sportivi e richiama un’immagine vincente che bene si abbina, come dimostrato dal successo di Alice, a connessioni ad alta velocità.

Tutto perfetto quindi? Non proprio, visto che il testimonial fino a ieri scarrozzava sulla propria motocicletta la bella Fernanda Lessa negli spot televisivi della Telecom e da lungo tempo legava la sua immagine all’azienda, che ha utilizzato estensivamente il suo volto su tutti i media a disposizione.

La domanda sorge spontanea: ha senso strappare a suon di milioni (due, secondo i bene informati) il testimonial simbolo di un’azienda concorrente e utilizzarlo di punto in bianco per la propria? Può rivelarsi una scelta realmente efficace e premiante?

Se da un lato non ci sono infatti dubbi sull’ascendente che Valentino può esercitare sul target, in particolar modo su quello più giovane, dall'altro si potrebbe anche osservare che il passaggio di testimone, anzi testimonial, tra aziende ormai concorrenti possa togliere rilevanza all’impatto complessivo della campagna. Sarebbe stato diverso se il cambiamento fosse stato intercalato, almeno per qualche mese, da una forte campagna in cui il nostro protagonista promuove prodotti completamente diversi? Sarebbe stato sufficiente a “stemperare” il legame Rossi-Lessa-Alice? Valentino ha forse stavolta fatto un salto troppo brusco e rischioso?

Riuscendo a strappare il prezioso testimonial al temuto concorrente e può sperare che il telespettatore-utente possa essere facilmente confuso e cedere alla tentazione di comparare gli spot attuali e precedenti, o ancora peggio a continuare ad associare il pilota al rosso di Telecom.

Vedremo nei prossimi mesi se la scelta darà i risultati sperati. La nuova campagna comunque è articolata su soggetti specifici per i diversi mezzi e prevede l’utilizzo di stampa e internet, mentre dalla seconda metà di febbraio gli spot sbarcheranno anche in televisione.
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Di Max Da Via' (del 27/01/2006 @ 07:18:55, in Marketing, linkato 3160 volte)
LG, multinazionale coreana specializzata nell’elettronica di consumo, ha inaugurato a Parigi il primo wash bar,  punto d’unione tra un locale di tendenza e una lavanderia.

L’idea è decisamente innovativa, e ha come scopo promuovere i nuovi modelli di lavatrice presso un target giovane e modaiolo, tradizionalmente poco sensibile alla pubblicità tradizionale utilizzata per la promozione degli elettrodomestici.

Questa trovata deriva da un’analisi di mercato su abitudini e stile di vita del target di riferimento: ben l’80% dei giovani parigini che non vivono più in famiglia trascorre in una settimana mediamente un’ora al bar e almeno 45 minuti in una lavanderia automatica, è poco interessato alla televisione e ama fuggire dalle mura domestiche.

Ecco allora la soluzione: creare un locale alla moda all’interno del quale, tra tavolini di design e ceste del bucato, sia possibile incontrarsi con gli amici, ma anche ascoltare musica o guardare la televisione, il tutto ovviamente utilizzando prodotti LG. Ma la vera novità del locale è la zona lavanderia all’interno della quale è possibile fare gratuitamente il bucato (sono forniti anche i detersivi), provando i nuovi elettrodomestici della multinazionale coreana, sorseggiando cocktails con nomi che richiamano il mondo della detergenza e del pulito.

Questa idea di marketing presenta diversi vantaggi: riesce ad avvicinare un target sfuggente al mondo degli elettrodomestici bianchi in maniera divertente, consentendo ai ragazzi di non vivere più l’appuntamento con il bucato come una noiosa incombenza ma come un momento di svago, promuove un vero e proprio tryadvertising dei prodotti, compresi televisori e stereo e contribuisce a dare un’ottima visibilità alla marca. La notizia infatti sta facendo il giro della rete e in molte altre nazioni si pensa già di ripetere l’esperimento.

Tra le possibili riserve bisogna tenere conto del fatto che l’utilizzo delle lavatrici da parte dei ragazzi è vincolato all’aspetto ludico derivante dall’abbinamento con il bar: non necessariamente quindi il successo del locale si tradurrà in maggiori vendite di questi elettrodomestici, a maggior ragione visto che si tratta di persone che generalmente frequentano lavanderie e quindi sono poco intenzionate, per motivi economici o per inclinazioni personali, a farsi il bucato in casa.

Se però vediamo il wash-bar come un occasione per promuovere non solo il brand ma anche una vasta gamma di prodotti LG (televisori, stereo, lettori MP3, lettori DVD e tutto quello che si mette a disposizione degli avventori), allora è chiara la rilevanza del progetto.

Il locale consente infatti di comunicare in maniera privilegiata con un target estremamente interessante per l’elettronica di consumo, facendo provare in anteprima i nuovi prodotti consentendo inoltre di effettuare analisi sulle modalità di impiego che i ragazzi fanno di questi oggetti, con la possibilità di utilizzare queste informazioni sia per migliorarne le prestazioni che per tarare in maniera più efficace le future attività promozionali e comunicative nei confronti del possibili acquirenti.

Via Economy
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Di Alessandro Figus (del 26/01/2006 @ 18:55:54, in Internet, linkato 4057 volte)

Grazie ad Apple sarà possibile assistere alle lezioni universitarie comodamente da casa. Il Guardian ha annunciato che per la prossima primavera sarà sperimantato in alcune università europee una nuova tecnologia a dir poco rivoluzionaria; si tratta di Quick Time 2 Really Simple Syndication, il quale permetterà agli studenti di vedere la registrazione del prof mentre spiega l'argomento desiderato quasi in tempo reale. Le università che accoglieranno la novità dovranno munirsi di un Mac e di un sistema di registrazione audio-video mentre gli universitari potranno reperire la lezione mediante appositi podcast nell'I-Tunes Music Store per rivederle direttamente sul proprio pc o addirittura attraverso l'iPod. Attualmente alcuni atenei già hanno intrapreso questa strada in via sperimentale, ma in futuro il loro numero sarà destinato a crescere. Per un esempio visitate il sito della Standford University on iTunes.

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Di Max Da Via' (del 26/01/2006 @ 07:21:30, in Strategie, linkato 6724 volte)
Walt Disney, azienda leader nel settore dell’entertainment, ha annunciato ufficialmente l’intenzione di voler acquistare Pixar Animation per una cifra che si aggira sui 7,4 miliardi di dollari.

Le due aziende hanno convissuto, tra alti e bassi, a partire dal 1991, dando vita a una nutrita serie di blockbuster cinematografici, con titoli come Toy Story e Alla ricerca di Nemo e più recentemente con Gli Incredibili e il prossimo Cars, in programmazione a partire dal prossimo giugno e che, stando agli ultimi accordi siglati, è il lungometraggio che avrebbe dovuto sancire la fine di questa proficua alleanza.

La Pixar, il cui a.d. è un certo Steve Jobs - a capo anche della Apple - rappresenta una vera e propria success story. Acquistata nel 1986 per 10 milioni di dollari, quando era ancora la divisione di computer grafica di Lucasfilm Ltd, nell’arco di pochi anni ha saputo imporsi nel mercato del cinema d’animazione prima americano e poi mondiale creando, assieme alla rivale Dreamworks recentemente acquistata dalla Paramount Pictures, un vero e proprio genere di grande successo.

Solo grazie alla partnership con la Disney però, con la sua esperienza nello story telling e soprattutto nella distribuzione cinematografica, la capacità creativa della piccola casa di Jobs ha potuto raggiungere il successo che oggi la contraddistingue.

Dopo 2 diversi accordi e una chiusura che ormai sembrava definitiva, ora i rispettivi consigli di amministrazione hanno approvato un accordo che prevede l’emissione di 2,3 azioni Disney per ogni azione Pixar e l'ingresso di Jobs nel management del gigante dell’entertainment.

I capi creativi di Pixar avrebbero inoltre il controllo del famoso studio di animazione della Disney, che ha prodotto le fiabe di animazione più amate in tutto il mondo, e la direzione del Walt Disney Imagineering Group, la divisione specializzata nella progettazione dei parchi tematici.

La decisione di procedere con l’acquisizione si spiega con l’importanza crescente assunta dall’animazione computerizzata, che ha in buona parte sostituito i lungometraggi realizzati con le tecniche tradizionali. Si tratta di un settore nel quale la Pixar si sicuramente mossa per prima e nel quale è saputa rimanere leader indiscussa, con ottimi risultati in termini di remunerazione delle produzioni, nonostante gli attacchi della concorrenza.

Per questo motivo l’a.d. di Disney, Robert Iger, ha deciso di mantenere una stabile relazione anche con la compagnia di Jobs, che ha visto nell’arco di pochi anni crescere esponenzialmente il proprio valore. Solo nel corso dell’ultimo mese infatti le azioni della Pixar sono cresciute del 12%.

Il primo passo tra Iger e Jobs era già stato fatto qualche mese fa, quando la Disney strinse un agreement con iTunes per la distribuzione di alcune serie di successo di proprietà dell’ABC. E c’è già chi pensa che questo ulteriore avvicinamento potrebbe portare ad ulteriori sinergie legate alle nuove tecnologie, come ad esempio alla distribuzione di contenuti in streaming.
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