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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di M. Ferrero (del 14/02/2006 @ 06:53:30, in Internet, linkato 3515 volte)
Proprio ieri abbiamo parlato del dominio incontrastato di Google nell’ambito delle ricerche effettuate in America. Una recente ricerca di BIGresearch analizza però i dati da una prospettiva diversa: una cosa infatti è il numero di utenti che effettuano una ricerca ma altra è la capacità di influenzare in maniera significativa le decisioni di acquisto.

Ovviamente per motivi puramente statistici un elevato numero di visitatori ha maggiori possibilità di tradursi in un acquisto o almeno in una visita ad un determinato sito, ma può essere significativo valutare la capacità di un motore nell’influenzare le decisioni di acquisto dei navigatori come valore di per sé.

L’ultima pubblicazione del latest Simultaneous Media Study (SIMM), condotto da BIGresearch, esamina proprio questo aspetto, analizzando le risposte e il comportamento di oltre 15.000 intervistati. Gli utilizzatori di Google sono i più influenzati quando si tratta di prodotti di elettronica di consumo (30,5%), seguiti dai visitatori di Yahoo (27,5%) e MSN (24,9%). Anche nel settore delle telecomunicazioni Google è in prima posizione (10,3%), ma con un distacco minimo su Yahoo e MSN, che sono attorno al 10,1%.

La situazione cambia sensibilmente quando si prendono in considerazione altre categorie merceologiche, come ad esempio oggetti per abbellire la casa, dove Yahoo è il numero uno e Google soltanto in quarta posizione, ma anche per le medicine la situazione è sostanzialmente analoga, con Yahoo di nuovo in testa e Google quinto. Solo se si parla di cenare fuori il motore Mountain View recupera qualche posizione, rimanendo comunque terzo.

In altre categorie il gradino più alto del podio è addirittura occupato da MSN (per ricerche legate ad auto e automezzi) o AOL (abbigliamento e vestiti e alimentari).

A questo punto è lecito porsi la domanda: è più conveniente puntare sempre sul motore più utilizzato in assoluto o in un’ottica di advertising vale la pena di tenere in considerazione anche la categoria merceologica alla quale si appartiene?


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Di Max Da Via' (del 13/02/2006 @ 06:52:03, in Internet, linkato 2745 volte)
Una recente ricerca di Nielsen//NetRatings relativa alle ricerche effettuate su internet nel 2005 in USA ha evidenziato due dati particolarmente interessanti:

1. Il numero complessivo delle ricerche continua ad aumentare, segnando un +55% rispetto all’anno precedente (3,3 miliardi a dicembre 2004 contro i 5,1 miliardi registrati a dicembre 2005).

2. Google ha un ruolo sempre più centrale nell’accesso al web, riuscendo a catalizzare quasi il 49% del totale delle ricerche effettuate, e nel 2005 ha ulteriormente distanziato gli inseguitori.

Il motore di Mountain View infatti lo scorso anno è cresciuto del 5,7% mentre Yahoo, al secondo gradino del podio, ha perso lo 0,3%, passando dal 21,7% del 2004 al 21,4% del 2005. Medaglia di bronzo per MSN, il motore Microsoft, che, nonostante i tentativi di promozione, stenta a d affermarsi, perdendo nel periodo considerato ben il 3,1%, con una quota d mercato che passa dal 14,9% adel 2004 l 10,9% del 2005.

A questo deciso aumento del numero di ricerche effettuate non corrisponde però un altrettanto elevato incremento del numero di utilizzatori della rete, che sono cresciuti appena del 3%, con un totale di 207 milioni di persone.

Una prima analisi dei dati presentati (il report completo può essere scaricato qui) mostra come sommando le quote di mercato dei tre principali player si arrivi ad una market share complessiva dell’80% del mercato, a dispetto dell’elevato numero di motori di ricerca considerati (60 in tutto).
Si tratta quindi di un mercato fortemente concentrato, con un singolo operatore che ha una posizione predominante e ben distanziata da principali inseguitori.

Un altro dato interessante è il notevole aumento del numero di ricerche effettuate anche in presenza di tassi di crescita dei navigatori decisamente più modesti. Questo significa che un numero sempre più consistente di navigatori utilizza internet per cercare le informazioni di cui ha bisogno, con evidenti implicazioni in termini di advertising mirato.

In aggiunta infatti alle ricerche effettuate per lavoro o studio diventa sempre più frequente, anche in Europa, la tendenza a reperire on-line informazioni sui prodotti di proprio interesse, anche se l’acquisto viene poi fatto in un punto vendita tradizionale. In questo modo è possibile paragonare tra loro prestazioni e caratteristiche di una molteplicità di prodotti, aumentando considerevolmente la possibilità di effettuare acquisti consapevoli dei quali rimanere soddisfatti.

Riuscirà Google a mantenere questa posizione di leadership quasi assoluta anche nel 2006? Molto dipenderà dalle scelte e dalle strategie dei principali concorrenti, che difficilmente staranno a guardare rassegnandosi a raccogliere le briciole di quanto avanzato dal colosso di Mountain View. Dovranno però operare con molta efficacia per recuperare il terreon perduto anche perché, come sappiamo, difficilmente Google rimarrà fermo ad aspettare.

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Di Max Da Via' (del 12/02/2006 @ 08:19:49, in Marketing, linkato 2424 volte)
Procter & Gamble, vera e propria scuola di marketing, è ben consapevole dell’importanza di saper prestare attenzione alla voce dei propri clienti e per questo ha saputo varare nel tempo diverse iniziative atte a promuovere al proprio interno una maggiore consapevolezza delle necessità del target di riferimento.

Vocalpoint è un brand ideato da P&G per favorire una maggiore collaborazione tra le aziende e una community di mamme “influenti”, in grado di fornire preziosi consigli su diversi settori come intrattenimento, moda, musica, alimentari e bellezza. Attraverso un’attenta analisi dei pareri espressi da queste mamme, accuratamente selezionate per rappresentare un panel significativo, Vocalpoint genera valore e una migliore conoscenza di mercato per le aziende clienti, utilizzando strumenti come sondaggi, sampling e speciali anteprime.

Ma se le mamme sono influentials i figli sono considerati opinion leaders e quindi anche loro al centro di analisi di marketing. Nel 2001 P&G ha infatti creato Tremor, una community di teenager che attualmente conta oltre 250.000 iscritti, allo scopo di sviluppare progetti di word of mouth per i settori della moda, intrattenimento, musica alimentari e bellezza. Tremor è in grado di creare nei partecipanti un senso di appartenenza, che può portare questi teenager a diventare early adopters ma anche testimonials, favorendo quindi un passaparola che può rivelarsi un efficace strumento di marketing.
E le aziende possono ottenere dati di prima mano su prodotti e servizi da sviluppare per un pubblico giovane, con evidenti vantaggi sia in termini di ideazione che di marketing e comunicazione.



Via fluido
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Di Eli (del 11/02/2006 @ 11:21:30, in Advertising, linkato 4509 volte)
Come rendere più piacevole l’attesa a volte interminabile del bus? Secondo Adidas la ricetta consiste nel trasformare la fermata nello spogliatoio dell’Ajax Amsterdam, seguitissima squadra locale. Grande idea di outdoor, semplice ma in grado di attirare l’attenzione.




Via Advertising/Design Goodness
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Di Max Da Via' (del 11/02/2006 @ 07:31:25, in Marketing, linkato 3285 volte)
Un audiobook è un libro in formato audio. Con la crescente di diffusione di lettori digitali (iPod in testa a tutti) non solo è facile trovare la propria canzone disponibile per il download direttamente in formato MP3, ma c’è anche una crescente offerta di libri letti spesso da attori famosi, che possono essere comodamente ascoltati dovunque ci si trovi.

Basta dare un’occhiata all’ormai famoso iTunes per vedere l’ampia gamma di titoli tra i quali scegliere: novità ma anche classici sono proposti a poche decine di dollari, nella maggior parte dei casi però in inglese.

BMW, che non è nuova a iniziative originali legate al web, ha deciso di promuovere il proprio brand utilizzando la crescente popolarità di questi audiobook. Per questo motivo ha commissionato ai principali autori della casa editrice Random House una serie di romanzi, ciascuno della durata di 45 minuti, dedicati ognuno ad un modello diverso di auto, che ha poi reso disponibili gratuitamente per il download a questo indirizzo: www.bmwaudiobooks.com. Tra i vari titoli uno per tutti: The Beautiful Ride, di Don Winslow.

Funzionerà questo inedito binomio letterario-automobilistico? La promozione del brand può essere fatta in molti modi e spesso i canali alternativi possono dare ottimi risultati. In questo caso il progetto è particolarmente interessante anche perché come descritto non si tratta di un libro tradizionale, ma della sua versione elettronica.

Il target ideale di un’iniziativa di questo tipo è giovane, tecnologicamente savio, colto (in fondo ama la lettura, anche se fatta da altri) e sufficientemente danaroso da poter dedicare qualche decina di migliaia di Euro all’acquisto di una BMW nuova fiammante. Potrà il fascino della narrazione convincerlo a recarsi dal concessionario più vicino?



Via Adverblog
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Di Danilo Arlenghi (del 10/02/2006 @ 05:34:24, in Marketing non convenzionale, linkato 1840 volte)
Ma è dannosa la pubblicità che non c'è? L'orientamento degli studiosi, oggi, è che i messaggi occulti non hanno alcun effetto sull'uomo. Eppure qualche perplessità rimane, se non altro per i tanti buchi neri che ancora abbiamo sulla conoscenza della mente umana.

Alcuni psichiatri però sostengono che il nostro cervello, essendo in grado di percepire ed elaborare questo tipo di sollecitazione, rischia addirittura di rimanerne danneggiato. Stanchezza, immaturità, traumi o abuso di alcol e droghe ci renderebbero più vulnerabili e talvolta capaci di interpretare a livello inconscio messaggi rovesciati o bifronte.

Diversi specialisti americani, poi, hanno registrato gravi disturbi psichici in persone che ascoltano a lungo musica rock: si va dalle crisi di violenza alla perdita improvvisa di concentrazione, dal rallentamento dei riflessi agli stati allucinatori, dalle difficoltà di memoria alla volontà di uccidersi.

Tali problemi sarebbero provocati sia dalle vibrazioni a bassa frequenza delle chitarre e sia, appunto, dai messaggi celati nei testi. Malgrado ciò, di messaggi subliminali si continuò a discutere negli anni.

Nel ‘73 la Federal CommunicationCommission denunciò tali tecniche pubblicitarie come ingannevoli - al di là della loro reale efficacia. A detta di un giornalista radiofonico canadese sia l'emittente Voice of America che Radio Mosca trasmisero nel corso dei loro programmi messaggi subliminali. Il loro utilizzo fu bandito in Belgio e Gran Bretagna. Nel ‘74 anche una commissione per i diritti umani dell’ONU raccomandò un'analoga proibizione, denunciando l'indottrinazione subliminale.
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Di Matteo B. (del 09/02/2006 @ 06:32:27, in Internet, linkato 3028 volte)
Google prosegue la propria corsa per integrare in una singola interfaccia il maggiore numero di servizi, in modo da offrire un unico punto di accesso ai navigatori, con evidenti benefici in termini di fidelizzazione.

Se Google Talk, il messanger di Mountain View, vi è piaciuto allora dovrete assolutamente provare Gmail Chat, un servizio di instant messaging che sarà accessibile direttamente dalla pagina principale del sito, insieme al servizio di posta Gmail.

Uno degli aspetti più interessanti legati a questo progetto è che non è prevista l’installazione di software addizionali per poterne utilizzare le funzionalità, con indubbi vantaggi sia per l’utente che per Google. In questo modo, infatti, il motore di ricerca non corre il rischio di perdere potenziali navigatori perché non possono o semplicemente non vogliono installare software addizionale sulla propria macchina.

Se l’instant messaging non può essere definito una novità (si tratta di funzionalità che sono offerte da oltre una decina d’anni) l’integrazione di un efficace sistema di messaggistica all’interno di una pagina web rappresenta una piccola rivoluzione.

Oltre a questo indubbio vantaggio sui software concorrenti Gmail Chat sembra promettere interessanti sviluppi anche grazie all’integrazione con Gmail: l’ampia base utenti del servizio di posta elettronica potrebbe infatti essere interessata ad un messaging integrato con la casella postale, in modo da poter gestire tutte le comunicazioni via web tramite un unico punti di accesso.
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Di Matteo B. (del 08/02/2006 @ 13:56:50, in Prodotti, linkato 2378 volte)

La Apple, vera e propria regina nel settore dei lettori MP3 con una quota pari al 70% del mercato USA, ha annunciato un imminente taglio di prezzi per alcuni modelli di fascia bassa della gamma iPod.

L’iPod Shuffle, il lettore entry level da 120 canzoni, con i suoi 512 Mb e l’assenza dello schermo, passerà dagli attuali 99 dollari a 69, con una riduzione di prezzo pari a ben il 30%, mentre la più capiente versione da 1 Gb scende di quasi il 24%, con il nuovo prezzo fissato a 99 dollari.

Ma le novità non si fermano qui: la Apple propone ora una versione “economica” anche dell’ultimo dato in casa iPod, il discusso Nano. In questo caso è in fase di lancio il nuovo modello da 1 Gb, che affiancherà gli altri da 2 (199 dollari per circa 500 canzoni)e da 4 Gb (249 dollari), con un costo di 149 dollari.

A cosa è dovuto questa decisione improvvisa? Un primo fattore da considerare è la diminuzione, in alcuni casi fino al 70%, dei costi di alcuni dei componenti utilizzati, in particolare per quanto riguarda lo Shuffle. Un secondo motivo, legato al lancio di un nuovo modello di Nano meno capiente e quindi più economico, può essere legato ad una strategia di pricing per conquistare nuove quote di mercato, in particolare nel mercato europeo, dove la market share della Apple non supera il 40%.

Del resto l’iPod comincia ad essere per certi aspetti datato: il nucleo originario del progetto risale ormai ad alcuni anni fa, che equivalgono a secoli nell’elettronica di consumo. I numerosi restyling, con il progressivo assottigliamento potrebbero non essere più sufficienti per giustificare un premium prize decisamente più alto della media di mercato, soprattutto quando la concorrenza comincia a proporre lettori altrettanto leggeri con funzionalità simili e in alcuni casi superiori ad un prezzo sempre più competitivo.

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Di Matteo B. (del 08/02/2006 @ 06:20:37, in Media, linkato 3603 volte)
Ansa pubblica la notizia che, ottenuto il via libera dall'Antitrust, l’operatore di telefonia UMTS H3G, acquisterà la tv Canale 7 con un’operazione da 220 milioni di Euro.

Grazie a questa manovra si consolida dunque la posizione di 3 nel settore dei media: l’azienda sarà la prima mobile media company italiana a portare la tv sul cellulare sfruttando le sinergie che derivano dal possesso di una rete televisiva tradizionale.

Questo investimento testimonia come, nonostante la guerra degli standard e i dubbi più che legittimi sulle potenzialità del mercato, alcuni operatori credano realmente nella fruizione di programmi televisivi via cellulare, e si stiano organizzando per arricchire la propria offerta.


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Di Max Da Via' (del 07/02/2006 @ 06:47:52, in Internet, linkato 2798 volte)
Chi frequenta abitualmente le pagine di eBay avrà probabilmente avuto occasione di notare la crescente presenza di prodotti griffati di dubbia origine. A partire dagli orologi di marche prestigiose venduti a poche decine di Euro fino ad arrivare all’abbigliamento e alla gioielleria, c’è un proliferare di repliche più o meno fedeli che animano un mercato parallelo.

Molte aziende già da tempo lamentao questa situazione, ma Tiffany & Co, è andata oltre, accusando formalmente il popolare sito di aste di agevolare il commercio di prodotti Tiffany contraffatti.

Secondo la testimonianza del New York Times l’iniziativa potrebbe avere un effetto dirompente sulle future attività di eBay, incentivando simili azioni legali da partesi altre griffe, con conseguenze molto pesanti per il sito d’aste che potrebbe essere costretto a rivedere profondamente le proprie procedure di sicurezza e policy di controllo, finora abbastanza permissive.

Le difficoltà appaiono ancora più evidenti se si considera che la base utenti sfiora ormai i 180 milioni di persone, con un numero elevatissimo di transazioni quotidiane e quindi con volumi tali da rendere oggettivamente difficoltosa un’efficace procedura di controllo. Ma al buon successo di questa iniziativa potrebbe essere legata la stessa sopravvivenza di eBay, che nei prossimi mesi si troverà ad affrontare importanti decisioni.
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