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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Altri Autori (del 25/01/2013 @ 07:04:17, in Advertising, linkato 2633 volte)

Brutte notizie per il mercato pubblicitario italiano nella rilevazione del mese di novembre. Nel penultimo mese dell’anno scorso – rileva Nielsen – il calo dell’advertising in Italia è stato del 23% portando la variazione complessiva rispetto al 2011 al 14%.

Negli 11 mesi del 2012, gli investimenti in televisione registrano una flessione del 15,3%, ma all’interno del piccolo schermo sono da sottolineare i risultati positivi di molte emittenti tematiche e digitali.

Perdono il 16,9% i quotidiani, il 17,8% i periodici, il 10,2% la radio e ben il 24,9% il cinema. Internet si conferma in crescita (+7,1%), ma con un ritmo più contenuto rispetto alla prima parte dell’anno. In termini di settori merceologici il calo coinvolge le principali Industry (alimentari, automotive, TLC e abbigliamento).

In tutti i settori, Largo Consumo in particolare, è riscontrabile una riduzione ma anche una redistribuzione dei budget, a favore di nuove emittenti tv e dei media digitali in generale. Tra i pochi settori merceologici in crescita in termini di advertising si distingue Turismo/Viaggi (+8,3%).

Via Tech Economy

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Di Roberto Venturini (del 24/01/2013 @ 07:00:45, in Tecnologie, linkato 2661 volte)

Molti tendono a pensare al digitale (solo) come a uno strumento per fare comunicazione, per affascinare, per vendere di più.

Tutte cose sanissime, non fosse che il digitale può fare un altro miliardo circa di cose. Ad esempio tagliare i costi, dare un servizio migliore.

Ottimo esempio il caso di Hointer, negozio che a Seattle impiega un sistema tecnologico per ridurre code e attese, mucchi di jeans e orde di commessi.

Il video qui sotto spiega bene il processo, che in sostanza funziona così:

1) Per comprare un jeans (che detto fra noi mi sembra si posizioni in una fascia abbastanza alta di prezzo)  si esaminano i 150 campioni esposti.

2) Per provare il modello che piace, si scansiona il suo QR code e si sceglie la taglia. Il magazzino automatico va a pescare il jeans in magazzino e (circa 30 secondi dopo)  lo fa cadere direttamente nel camerino di prova (indicato anche questo dall'app).

3) Se decidiamo di acquistarlo, lo si compra direttamente in camerino (dotato di un lettore di carta di credito) e si esce, potenzialmente senza avere contatto alcuno con esseri umani. Ideale per chi detesta i contatti personali...

Anche il concetto di negozio ne esce cambiato, da luogo dove accumulo sui banchi i prodotti da vendere a store dove espongo i campioni... un modello che a me fa pensare molto a certi altri modelli  di business dove il negozio (o meglio il flagship store) serve per farmi esplorare il prodotto, che poi sono libero di comprare online o offline scegliendo il retailer più competitivo...

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Di Altri Autori (del 22/01/2013 @ 07:03:24, in Mobile, linkato 1804 volte)

Non passa giorno senza che non emergano nuove indicazioni su quello che sarà il futuro del mercato degli smartphone. I più recenti dati forniti da Abi Research evidenziano come nel 2014 il 50% dei telefoni cellulari venduti sul mercato sarà riconducibile a questa categoria di prodotti, cifra che aumenterà sino al 69% per l'anno 2018. In questo periodo si raggiungerà anche un picco di 2,4 miliardi di dispositivi cellulari venduti in 12 mesi.

Se al momento attuale il mercato degli smartphone vede una contrapposizione tra Android e iOs, il mondo dei sistemi operativi vedrà una evoluzione nel corso dei prossimi anni che potrebbe portare ad avere un maggior numero di soluzioni disponibili sul mercato.

Segnaliamo in questa direzione sia Windows Phone, per il quale Microsoft sta iniziando a raccogliere i primi frutti del lavoro svolto negli ultimi 12 mesi, sia Tizen, sistema operativo su base Linux che punta tutto sulla notevole flessibilità di configurazione che offre tanto ai produttori di telefoni smartphone quanto ai carrier internazionali.

Via Quo Media

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Il Mobile Advertising secondo Gartner crescerà prepotentemente nei prossimi anni: gli investimenti tra il 2011 e il 2016 dovrebbero addirittura registrare un tasso di crescita del 400%. Il 2012 si è chiuso con un fatturato mondiale per il settore di 9.6 miliardi di dollari, ma già quest’anno le entrate dovrebbero raggiungere gli 11.4 miliardi di dollari per toccare i 24.5 miliardi nel 2016.

“Il mercato del mobile advertising è decollato anche più velocemente di quanto ci aspettassimo a causa di una diffusione maggiore di smartphone e tablet, così come del mescolarsi dei comportamenti di consumo sui computer e sui dispositivi mobili – nota Stephanie Baghdassarian, direttore ricerca per Gartner, aggiungendo – La crescita nel mobile advertising si verifica in parte a spese dei formati a stampa, soprattutto dei giornali locali.”
La società di ricerca sottolinea, inoltre, la crescente globalizzazione del settore, con il coinvolgimento in attività di mobile advertising di nuovi mercati e aree geografiche man mano che i device mobili e il loro utilizzo si diffondono. Nonostante questo, le differenti velocità di adozione del mobile e caratteristiche locali influiranno sullo sviluppo del settore. Ad esempio, l’area Asia-Pacifico, in particolare Giappone e Sud Corea, tradizionalmente ha guidato lo sviluppo e la spesa in mobile advertising grazie alla rapida e forte diffusione di device mobili. Nei prossimi anni, però, mentre il Nord America e l’Europa Occidentale chiuderanno il gap accumulato rispetto a questa regione, Cina e India, a causa della crescente penetrazione dei dispositivi mobili e dell’espandersi della già numerosa classe media, dovrebbero contribuire sempre di più alla crescita del mobile advertising.

Gartner per quanto riguarda i formati pubblicitari ritiene che il mobile search continuerà, almeno per il periodo in esame, a guidare lo sviluppo del settore, ma diverrà via via meno centrale. Al contrario, il display dovrebbe via via trasformarsi nel formato su cui si focalizzeranno i maggiori investimenti. Delle due soluzioni display (in-app e Mobile Web), il posizionamento all’interno delle app dovrebbe continuare a attrarre spese maggiori fino al 2015, quando dovrebbe essere il Mobile Web a prendere il sopravvento.

La società di ricerca avverte, in ogni caso, della possibilità di dover rivedere le proprie previsioni, principalmente a causa di due fattori strettamente collegati. Il primo riguarda la necessità di tempo affinché brand ed aziende possano adeguare la propria spesa in advertising al cambiamento rapido delle abitudini dei consumatori. Questo porterebbe ad un surplus di offerta di spazi e, di conseguenza, all’abbassamento dei costi. A sua volta, un tale scenario, spingerebbe molti sviluppatori di app a comprare spazi mobili per promuovere la propria applicazione: il cosiddetto “paid discovery”. Tale strategia, più giustificata per le app a pagamento, porterebbe molti sviluppatori, con app gratuite, a spendere in advertising somme simili o superiori a quelle guadagnate tramite gli spazi pubblicitari offerti all’interno della propria app. Un circolo vizioso che potrebbe influire negativamente sullo sviluppo del settore e portare ad una sorta di “bolla”.

Via Tech Economy

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Di Altri Autori (del 18/01/2013 @ 07:52:24, in Aziende, linkato 1756 volte)

YouTube continua a investire sui canali sviluppati in partnership. Secondo informazioni raccolte da All Things D, la società starebbe per comprare una quota di minoranza del sito musicale Vevo. L’accordo tra le due compagnie sarebbe stato già raggiunto ma non finalizzato. Vevo distribuisce video musicali, grazie ad una joint venture tra due dei maggiori detentori di diritti musicali, Universal Music e Sony Music, e al supporto di importanti investitori esterni come Abu Dhabi Media.

Google, proprietario di YouTube, ha già investito fortemente, l’anno scorso in Machinima, altro servizio/canale che utilizza la piattaforma per distribuire contenuti video, in questo caso relativi ai video game.

Entrambi gli investimenti rispondo alla precisa strategia, chiarita a fine anno, di investire in maniera maggiormente focalizzata rispetto ai tentativi iniziali. Molte società d’analisi hanno, infatti, confermato che tra i canali finanziati sono un numero ristretto quelli che generano la maggioranza delle visualizzazioni. Machinima, a Dicembre, risultava il quinto canale per numero di visualizzazioni negli USA (più di 26 milioni di visitatori unici) e quello capace di generare maggiore engagement (68.1 minuti per visitatore unico). Vevo è da tempo il primo canale per visualizzazioni (circa 50.5 milioni di visitatori unici a Dicembre negli USA) e ha un livello di engagement tra i più alti, se anche minore di quello di Machinima (quasi 38 minuti).

Via Quo Media

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Di Altri Autori (del 16/01/2013 @ 07:48:08, in Aziende, linkato 1571 volte)

Amazon ha introdotto un’interessante novità per i propri clienti. Amazon AutoRip, il nuovo servizio lanciato dal gigante dell’e-commerce, permetterà a tutte le persone che hanno acquistato CD musicali sulla piattaforma, sin dall’apertura del Music Store nel 1998, di ricevere gratuitamente una versione MP3 delle canzoni che verrà conservata nell’account Amazon Cloud Player del cliente.

La multinazionale americana punta ancora più decisamente sulla digital music permettendo ai clienti una più semplice ed economica adozione dei sistemi musicali digitali, attraverso la conversione gratuita delle collezioni già possedute; ovviamente se acquistate su Amazon. L’iniziativa potrebbe contemporaneamente incentivare l’acquisto, almeno da parte dei più appassionati, dei CD, permettendo il possesso, con un’unica transazione, sia dei comodi MP3 che dei supporti fisici, in alcuni casi delle vere e proprie opere d’arte.

AutoRip, al momento, sarà disponibile per circa 50000 album presenti su Amazon.com, ma presto l’offerta sarà ampliata sia per i brani già presenti nel catalogo che per i nuovi. La multinazionale offre il servizio grazie ad un accordo con le tre maggiori società mondiali (EMI-Universal, Sony e Warner) e numerose etichette indipendenti. Il nuovo servizio funzionerà in automatico senza richiedere nessun intervento da parte dell’utente, la copia digitale sarà messa a disposizione automaticamente nell’account Cloud Player, anche se il cliente non lo ha mai utilizzato. Un’email segnalerà la disponibilità del file digitale.

Via Tech Economy

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Di Altri Autori (del 15/01/2013 @ 07:22:38, in Mobile, linkato 1468 volte)

In Europa i maggiori consumi di dati in mobilità vengono da iPhone 5. Il dato emerge da uno studio condotto da Arieso, azienda che offre consulenza agli operatori mobili, che da tre anni monitora il traffico dati generato dalle piattaforme mobile, smartphone e tablet, su una base di oltre 1 milione utenti in tutta Europa.

Lo studio mette in luce i diversi segmenti da cui si originano i maggiori consumi di dati in mobilità e pare proprio che gli utilizzatori di iPhone 5 siano i più avidi consumatori di banda internet in mobilità con il 50% in più di traffico rispetto a chi possiede un iPhone 4S e il quadruplo rispetto a chi utilizza ancora un iPhone 3G.

Arieso ha monitorato anche i Galaxy S3 di Samsung rilevando che sono i primi in termini di upload, seguiti dai Galaxy Note 2. Il traffico dati dal mobile dunque cresce in modo ininterrotto e Michael Flanagan, ceo di Arieso sottolinea che “Le zone in cui noi abbiamo indirizzato lo studio quest’anno hanno lanciato recentemente i servizi Lte e stiamo già notando utilizzatori estremi, specialmente quelli con le chiavette, che stanno iniziando a mettere in difficoltà persino le reti 4G”.

Via Quo Media

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Di Altri Autori (del 11/01/2013 @ 07:10:22, in Aziende, linkato 2071 volte)

L’anno di Apple è cominciato con le indiscrezioni sulla prossima nascita di un iPhone Mini, per struttura e prezzo. Voci che si fanno sempre più insistenti e che portano addirittura a pensare che il Melafonino low cost arriverà sugli scaffali prima della fine di questo 2013, ricco di progetti per gli ingegneri di Cupertino.

Apple non si limita ad allungare le mani sul mercato degli smartphone di media gamma con iPhone Mini, ma è pronta a entrare nel campo dell’orologeria con iWatch, anticipando Google e Samsung, che a loro volta stanno progettando un orologio hi-tech. iWatch punterebbe a rendere indossabili il web, i social network e alcuni contenuti digitali (la musica su tutti). Una versione da polso di iPod Touch, praticamente, con annessa versione leggera di iOs.

Il sistema operativo della Mela potrà contare su una nuova evoluzione: iOs 7 dovrebbe essere presentato a giugno, a supporto delle prossime versioni dei dispositivi della linea iPhone e iPad. I tablet saranno aggiornati entri fine anno, così come i computer Mac Pro. Ma il pezzo forte è iTv, che però potrebbe arrivare a inizio 2014. Con la televisione interattiva, Apple vorrebbe raccogliere web e intrattenimento, iTunes e divertimento da salotto. La sfida è a tutto campo, il 2013 è appena cominciato.

Via Quo Media

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Di Altri Autori (del 10/01/2013 @ 07:00:43, in Mobile, linkato 1412 volte)

Chi possiede uno smartphone o un tablet può confermare: gli utenti mobili spendono il 10% del tempo dedicato al proprio dispositivo usando le app dei social network, con Facebook in testa, mentre il 20,4% del tempo è occupato da sms, chat e in generale dai servizi di messaggistica.

A dirlo è un’indagine di Nielsen che ha fatto luce sulle modalità d’uso dei dispositivi mobili da parte degli americani, da sempre avanguardia nel campo. Tra le altre attività preferite dagli utenti a stelle e strisce spiccano l’e-commerce, che convoglia il 5,5% del tempo complessivo dedicato a smartphone e tablet, l’ascolto di musica (4,4%) e la geolocalizzazione con relative app (2,8%).

Il mondo mobile è dunque concentrato sulla comunicazione, in senso stretto ma anche 2.0, a dispetto dei normali computer, spesso utilizzati anche come medium d’intrattenimento. Secondo lo stesso report, chi naviga da pc impiega sì il 20% del proprio tempo sui social network, ma anche l’8,1% con videogame online, senza dimenticare il 5,2% dedicato a film e video vari. Meno frenesia e meno dati, fattori che invece dominano l’ambito mobile.

Via Quo Media

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Di Altri Autori (del 09/01/2013 @ 07:20:50, in Internet, linkato 1513 volte)

Lo straordinario successo dei tablet dovrebbe continuare durante l’anno appena iniziato. Il 2013 potrebbe rivelarsi, infatti, l’anno in cui le vendite di questa tipologia di device mobili supereranno per la prima volta quelle dei notebook.

La società di ricerca NPD, che in precedenza aveva stimato nel 2016 l’anno in cui il mercato tablet sarebbe divenuto più grande di quello dei notebook, ora ritiene che il sorpasso dovrebbe avvenire già nei prossimi 12 mesi. 240 milioni di tablet venduti contro i 207 milioni di notebook dovrebbe sancire definitivamente il forte appeal di questa tipologia di device mobili sui consumatori; grazie ad un incremento annuale delle vendite del 64%. NPD stimava, in precedenza, un tasso di crescita annuale medio per i prossimi 5 anni del 28%. L’innalzamento delle stime di vendita è, per stessa ammissione della società di ricerca, dovuto principalmente ad una sottovalutazione dei concorrenti di Apple; e parzialmente alle dinamiche maggiormente competitive, con conseguente abbassamento dei prezzi ed ampliamento dell’offerta (particolarmente in quanto ad ampiezza degli schermi), instauratesi nel settore durante il 2012 e alla maggiore penetrazione nei mercati emergenti.

Via Tech Economy

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