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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Altri Autori (del 13/08/2012 @ 07:47:30, in Aziende, linkato 1782 volte)

D’ora in avanti sarà possibile giocare d’azzardo su Facebook. Il social network ha aperto le porte a Bingo Friendzy, applicazione che offre la possibilità di vincere premi in denaro, almeno agli utenti britannici.

 Negli Stati Uniti una app simile sarebbe illegale, quindi Zuckerberg e soci hanno deciso di concentrare le loro attenzioni sul Regno Unito, più permissivo in fatto di scommesse e azzardo online. Il gioco web non ha nemmeno l’autorizzazione dei Monopoli si Stato italiani.

Bingo Friendzy, ovviamente vietato ai minori di 18 anni, offre la possibilità di giocare al bingo e a una serie di mini-giochi a esso affiancati. Tra i progetti di Gamesys, società che gestisce l’applicazione, anche una collaborazione con Zynga per creare una CityVille dell’azzardo, con soldi reali a condire l’universo 2.0.

Via Quo Media

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Di Altri Autori (del 10/08/2012 @ 07:39:06, in Mobile, linkato 1843 volte)

Google se la ride, Samsung gongola, Apple può dirsi comunque soddisfatta. Questa la sintesi dei dati sul mercato smartphone nel secondo trimestre del 2012 raccolti da Idc. Il 68% degli utenti dei cellulari di ultima generazione possiede un telefono mosso dal sistema operativo Android, sviluppato proprio da BigG.

Una maggioranza schiacciante, che domina il settore soprattutto grazie a Samsung e ai suoi molteplici modelli. La casa sudcoreana, infatti, può contare sul 44% del market share, tra smartphone a basso costo e gli elitari Galaxy S II e S III, tutti motorizzati Android. Il software di Google spopola: rispetto al giugno 2011 la sua quota è cresciuta del 55%, con 102 milioni di dispositivi circolanti. In primavera, Samsung ha venduto 50,2 milioni di smartphone, mentre Apple si è fermata a 26 milioni, aggiudicandosi il 17% del mercato. Una cifra comunque buona per la compagnia americana, che può contare esclusivamente su iPhone. Il più recente è il 4S, che non ha convinto tutti, ma già c’è fermento per il lancio di iPhone 5, previsto per settembre.

Rim e Nokia, intanto, si leccano le ferite e giocano le carte della rinascita: i canadesi sono pronti con Blackberry 10, mentre i finalndesi puntano tutto su Lumia equipaggiato da Windows 8. Ma non prima di fine anno. Troppo tardi, forse, per una vera riscossa.

Via Quo Media

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Di Altri Autori (del 09/08/2012 @ 07:35:25, in Mercati, linkato 1697 volte)

Nel Regno Unito la vendita online degli e-book ha superato quella dei libri cartacei. Lo dicono i dati che Amazon ha riportato riguardo alle sue vendite in Gran Bretagna, in base ai quali emerge che per ogni 100 libri cartacei venduti si vendono 114 e-book. Un dato in linea con il trend mondiale che ha visto già gli Stati Uniti fare il “giro di boa” verso il digitale già nel 2011.

Amazon sostiene inoltre, che il rapporto tra libri cartacei e digitali è ridotto rispetto alla percentuale reale, poiché nel calcolo non sono conteggiati i libri disponibili gratuitamente sulla piattaforma nella versione “Free Kindle”.

Secondo Amazon, il salto nelle vendite è stato dettato anche dalla crescita delle vendite proprio del Kindle, un prodotto che sta prendendo così tanto piede in Gran Bretagna da convincere la catena di librerie Waterstones a mettere in vendita il Kindle nei suoi 300 punti vendita.

Ma i dati di Amazon evidenziano come l’azienda stia a poco a poco diventando anche un web editor forte, in grado di diventare poco a poco un editore a tutti gli effetti.

Alcuni degli autori più apprezzati dal pubblico britannico sono editi dalla stessa Amazon e questo, col tempo, potrebbe diventare un fattore non trascurabile. Tre di essi (Nick Spalding, Katia Lief e Kerry Wilkinson), rientrano addirittura nella top 10 dei libri per Kindle più popolari nel 2012.

Via Quo Media

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Di Altri Autori (del 08/08/2012 @ 07:01:16, in Social Networks, linkato 1563 volte)

Facebook si avventura nel mondo del gioco d’azzardo online con il lancio della sua prima applicazione con cui gli utenti possono scommettere soldi veri. A partire dal oggi, stando a quanto riportato dal Financial Times, Facebook offrirà agli utenti maggiorenni del nel Regno Unito l’opportunità di giocare a bingo online per premi in denaro.

“Il gioco d’azzardo è molto popolare e ben regolamentato nel Regno Unito. . . per milioni di utenti di bingo è già un’esperienza sociale così ha senso per noi offrirlo“, ha commentato Julien Codorniou, a capo del settore gaming di Facebook in Europa, Medio Oriente e Africa. Una situazione legislativa favorevole, quindi, ben lontana dal mercato americano che solo ultimamente mostra lievi aperture verso il social gaming con denaro “vero” e non virtuale.

L’annuncio risponde alle molte speculazioni fatte da esperti e investitori sul come e quando Facebook, e altri siti di social networking, avrebbe introdotto prodotti di gioco per aumentare i ricavi. Ancor più  seguito della disastrosa IPO e della progressiva perdita di fiducia degli investitori stessi. La mossa di Facebook nel Regno Unito è uno sviluppo significativo, secondo Clive Hawkswood, capo esecutivo della Remote Gambling Association, con sede a Londra un’associazione gioco d’azzardo online. “Un sacco di persone si chiedono perché l’abbiano fatto prima visto che c’è una difficoltà nel monetizzare ciò che hanno. Questo è un modo di portare dei ricavi” conclude Hawkswood.

Facebook lancerà il Bingo Friendzy app in una joint venture con Gamesys, uno dei più grandi operatori britannici di gioco online. Si parla anche di un successivo ampliamento dell’offerta, che potrebbe includere non solo il bingo ma anche giochi da casinò come blackjack e roulette, ma al momento nulla è confermato.

Via Tech Economy

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Di Altri Autori (del 06/08/2012 @ 07:16:09, in Mercati, linkato 1443 volte)

A distanza di poche ore Sharp e Sony si trovano costrette ad annunciare un pesante taglio nelle prospettive per il 2012. Sony ha delineato introiti per 20 miliardi di yen contro i 30 previsti in precedenza, Sharp ha registrato una perdita di 1,2 miliardi di yen nel solo primo trimestre dell’anno e sta pensando a 5000 licenziamenti per ristrutturare i conti aziendali.

Entrambi i gruppi, colossi mondiali della produzione di apparecchi televisivi, si trovano infatti a fare i conti con un prodotto che nonostante l’innovazione non è più in grado di trainare gli acquisti e stimolare il ricambio. Chi ha un tv, insomma, se lo tiene: il passaggio all’alta definizione è stato l’ultimo grande traino, il 3D ha incespicato in difetti tecnici e costi eccessivi e la grande macchina televisiva si è così arenata in una baia nella quale i grandi produttori hanno attraccato in attesa di idee.

Idee che, però, rischiano di non arrivare. Ed è questo il contesto nel quale si va ad incastonare il maggior pericolo per i vecchi equilibri del settore: l’avvento di nuovi grandi nomi che potrebbero sparigliare le carte e far proprio il mercato in tempi estremamente rapidi.

Via Quo Media

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Di Altri Autori (del 31/07/2012 @ 07:14:26, in Internet, linkato 2110 volte)

Yunait presenta un’indagine secondo cui, sui siti di social shopping, la domanda di coupon relativi a viaggi e turismo da parte degli utenti è di gran lunga superiore a quella delle altre categorie.

Dall’analisi di Yunait, che offre sul proprio sito i coupon di decine di player del settore, emerge chiaramente che la categoria più ricercata e più cliccata sui siti di social shopping è quella relativa a Viaggi e Turismo, seguita a distanza da Ristoranti, Telefonia, Computer e Tablet, Contenuti Multimediali, Accessori per la Casa e Trattamenti di Bellezza.

Analizzando il comportamento di navigazione degli utenti di Yunait tra le migliaia di deal acquistabili ogni mese sui siti partner, quasi la metà delle attività svolte (45%) riguarda la ricerca di coupon correlati al turismo. Tuttavia, a dispetto di volumi di ricerca così elevati, il numero di offerte relative a Viaggi e Turismo rappresenta solo il 10% del totale delle offerte disponibili, a dimostrazione di una domanda molto più elevata dell’offerta.

Via Quo Media

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Di Altri Autori (del 26/07/2012 @ 07:33:03, in Internet, linkato 1944 volte)

Sono ormai 24 milioni gli italiani che guardano video online. L’84% della popolazione internet del Belpaese, secondo quanto riferisce un’indagine di comScore e Demoskopea svolta a maggio, è frequentatrice di portali web dedicati a film e video.

Tra questi, il 90% naviga su YouTube, di gran lunga il sito numero uno nel settore, anche grazie ai contenuti ufficiali forniti da giornali, telegiornali, canali tv pubblici e privati, case discografiche e di produzione.

Tra i canali italiani partner di YouTube, è la Rai a generare il più alto volume di traffico, con 3,2 milioni di spettatori unici mensili.

Via Quo Media

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Abbiamo visto negli scorsi articoli come qui in giappone gli smartphone stiano rapidamente diventando un vero e proprio centro di accesso universale e personale a messaggistica, servizi e contenuti grazie all’abbondante disponibilita’ di connessioni mobili senza limiti di consumo a prezzi ragionevoli.

Le generazioni dei giovani adulti giapponesi iniziano a preferire lo smartphone ad ogni altro media o dispositivo. Basta guardare ai dati raccolti da Google sul giappone su Our Mobile Planet  – tra i giovani giapponesi dai 18 ai 29 anni, il 48% delle donne e il 45% degli uomini preferiscono rinunciare all TV piuttosto che al proprio smartphone. Sempre piu’ connesso e integrato in una varieta’ di prodotti e servizi – non solo gli utenti ma anche numerose aziende e produttori hanno trovato nella crescita degli smartphone un ‘compagno’ ideale per l’espansione del business.

Utilizzando gli smartphone come ‘device di interconnessione’ ci sono numerosi vantaggi per aziende che offrono prodotti che tradizionalmente non hanno nulla a che fare con internet e i cellulari.

La scoperta e’ che, combinando l’offerta di un prodotto con un’estensione per smartphone, si eliminano ad esempio la necessita’ di complicati settaggi, per l’accesso alla rete come le configurazioni Wi-Fi (rete senza fili locale), e svaniscono i lunghi tempi necessari alla stipula di contratti a servizi a valore aggiunto. Basta scaricare un’applicazione che include il contratto di servizio, i metodi di connessione ai propri dati e servizi personali, e le autorizzazioni ai pagamenti necessari – pochi ‘tap’ e il servizio a valore aggiunto e’ pronto all’uso, connesso e disponibile in tasca.

Per i produttori di prodotti e servizi interconnessi, in ballo non e’ solo la sopravvivenza: se si connette al proprio smartphone, si vende.

In atto e’ un cambiamento piu’ grande, che parte dalla relazione tra produttori e consumatori: lo smartphone ha reso piu’ semplice creare una connessione diretta e costante con l’utente/consumatore tramite accesso ad internet mobile.

Una risorsa preziosa per la raccolta dati sulle attivita’ di uso, e per la possibilita’ di guadagnare finalmente una connessione non mediata all’utente. La raccolta di preziose informazioni sull’uso di apparati, sui gusti e sulle necessita’ degli utenti combinata alla capacita’ di inviare aggiornamenti personalizzati: grazie al contemporaneo co-accesso ai network sociali, e’ molto piu’ semplice offrire prodotti piu’ personalizzati. Lo smartphone si conquista così un ruolo da ‘mobile hub personale’ – un intelligente, universale, economico.

Vedremo nei prossimi mesi quale sara’ l’impatto reale sui dati di vendita dei questa nuova generazione di prodotti: per avere un primo assaggio di quanto sta avvenendo e’ sufficiente fare un giro oggi in un negozio di elettronica di consumo giapponese al centro di Tokyo.

Attraversando le diverse categorie di prodotti, il numero di nuovi prodotti che reclamizzando la connessione al proprio smartphone come principale innovazione e’ cresciuto esponenzialmente rispetto al 2010-2012.

Per fare alcuni esempi, basti vedere l’ultima generazione di telecamere digitali, che sono vendute praticamente in ‘coppia’ con applicazioni per smartphone, offrono controllo remoto ed accesso ai contenuti. Ci sono le nuove stampanti, fax e scan multifunzione, pronte a connettersi direttamente con il proprio smartphone per la stampa o scansione in remoto di documenti e foto, rendendo il possesso di un Personal Computer superfluo. Gli apparati televisivi e video registratori digitali che offrono applicazioni smartphone per il controllo remoto – iPhone e Android diventano un super-telecomando universale in grado anche di riprodurre contenuti. Si arriva poi alle piu’ recenti novita’ in termini di elettrodomestici da casa: Condizionatori d’aria, Frigoriferi, regolatori di umidita’, i forni elettrici che guadagnano la loro connessione agli smartphone e servizi online.

In un mercato come quello dei prodotti elettronici, la pressione per l’innovazione e’ sempre forte, specie per la competizione aggressiva della vicina Korea.

Samsung e’ inarrestabile, e spinge l’offerta di innovativi elettrodomestici interconnessi sper il mercato internazionale: nostante la tradizionale preferenza dei giapponesi per i loro prodotti e marchi nazionali, offrire la connessione allo smartphone puo’ non essere sufficiente a differenziarsi – specie se i prezzi sono piu’ altri della controparte coreana.

I nuovi elettrodomestici rappresentano un mercato molto interessante – ma per differenziarsi dalla competizione i grandi marchi giapponesi iniziano ad offrire piattaforme online integrate, combinando l’accesso online e via smartphone con servizi online a valore aggiunto piu’ sofisticati.

Panasonic in particolare si sta focalizzando sull’offerta combinata di servizi connessi per la gestione ‘totale ed ecologica’ degli elettrodomestici e apparati casalinghi, combinata con funzionalita’ di network sociale dedicato ai clienti. E’ l’esempio della piattaforma ‘Econavi‘ di Panasonic, con un messaggio piu’ sofisticato e personale: porta anche la tua famiglia a far parte della nostra comunita’ – insieme, acquistando i nostri prodotti interconnessi – possiamo abbassare i consumi di energia e l’impatto ambientale.

A seguito del grande terremoto del 2011, alle campagne ‘Eco’ si sono rapidamente combinate quelle legate al ‘Setsuden’ – una delle parole chiavi piu’ popolari nell’ultimo anno (‘Risparmio Energetico’ dai Kanji giapponesi ‘Setsu’ = Risparmio e ‘Den’ = Elettricita’ o energia) reso necessario dalla ridotta capacita’ di produzione elettrica. Con sistemi come Econavi, si combina in questo modo la comodita’ dell’accesso mobile, la conquista di una spazio intimo (l’applicazione che sta sempre in tasca con me) con un certo appagamento del bisogno – molto giapponese – di rispondere anche richieste di responsabilita’ sociale.

Semplice da usare, sempre con me: anche un’attivita’ poco attraente come controllare gli apparati di casa per risparmiare energia diventa piu’ attraente: quasi come un gioco, parte delle attivita’ di meta-intrattenimento personale.

Vedremo nei prossimi articoli come questa ondata di innovazione di prodotti e servizi legata alla diffusione degli smartphone stia influenzando anche le modalita’ di utilizzo e consumo di prodotti e servizi in ‘bit-size’, in modalita’ sempre piu’ nomadica e frammentaria.

Via Tech Economy

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Di Altri Autori (del 19/07/2012 @ 07:54:36, in Internet, linkato 1836 volte)

Internet, come è noto, può essere una miniera di informazioni per gli utenti che cercano sul Web le risposte alle loro domande o le ultime notizie di cronaca, ma purtroppo non è tutto oro quello che luccica.

Lo sanno bene i 1900 cittadini statunitensi intervistati per uno studio redatto da Harris Interactive, che si dichiarano in maggior parte diffidenti riguardo a quanto viene pubblicato online.

Ben il 98% degli utenti interpellati nel sondaggio dichiara di dare scarsa fiducia alle informazioni che trovano sulla Rete, e il 94% di questi afferma che “si possono determinare spiacevoli inconvenienti ed errori professionali gravi a causa dell’utilizzo di informazioni inesatte prese da Internet”.

La  principale motivazione che causa distorsioni nella realtà che si vuole ricercare online è frutto della troppa pubblicità, indicata dal 59% del campione, a cui segue nella lista dei problemi più grandi la mancanza di aggiornamento nei dati pubblicati, con il 56% delle preferenze, e le informazioni auto-promozionali, che vengono riscontrate nel 53% dei casi.

Il 45% degli utenti dichiarano di prestare molta attenzione quando navigano su forum che non conoscono, mantenendo alta la diffidenza sui contenuti pubblicati all’interno delle loro pagine.

Tra il 94% di quelli che temono risultati spiacevoli dall’utilizzo di informazioni errate, la preoccupazione principale è rappresentata dalla possibilità di aver sprecato il proprio tempo (67%), seguita da quella di essere colpiti da un virus informatico (63%), perdere i propri soldi e rischiare frodi telematiche (51%) e danneggiare la loro credibilità e reputazione (36%).

Via Tech Economy

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Di Altri Autori (del 17/07/2012 @ 07:19:32, in Media, linkato 1870 volte)

La diffusione della social TV e l’incremento delle conversazioni sociali sui programmi televisivi non arresta la sua corsa e non smette di impressionare.

Trendrr, società di ricerca specializzata sulla tematica, ha riscontrato circa 350 milioni di conversazioni sociali nei primi sei mesi dell’anno (intendendo per conversazioni sociali primariamente aggiornamenti Twitter e Facebook e interazioni su social media tematici come GetGlue e Viggle).

Tre picchi risaltano particolarmente nel grafico relativo alle attività sociali e danno conto dell’incremento di conversazioni intorno a tre grandi eventi mediali: il Super Bowl, i Grammys e gli Oscar. Il Super Bowl continua ad essere, secondo Trendrr, l’evento televisivo capace di suscitare un numero maggiore di commenti nei social media (17.5 milioni). Una seconda società di ricerca, Bluefin Labs, non è, però, d’accordo nell’assegnare il titolo di programma più social all’evento sportivo. Le differenze nei dati dipendono essenzialmente dai social media analizzati e da differenti sistemi di tracciamento. Entrambe le società concordano sul fatto che l’evento sportivo e l’evento musicale sono i programmi che hanno suscitato un numero maggiore di conversazioni, ma Bluefin Labs ritiene che i Grammy, grazie ad un’attenta strategia di approccio ai social media, siano riusciti a generare un numero maggiore di conversazioni (13 milioni vs 12.2 milioni).

Il trend di crescita della social TV, al di là delle differenze nei sistemi di analisi, è in ogni caso impressionante. Trendrr riporta una crescita delle conversazioni sociali nel secondo trimestre dell’anno, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari ad uno straordinario +487%. La cifra è, però, ingannevole visto che la società di ricerca, rispetto al passato, ha preso in considerazione un numero maggiore di piattaforme e utilizzato più dati. Tenendo conto di questi fattori, la crescita non è meno straordinaria ed è pari al 171%. Il trend sembra, inoltre, aver accelerato ulteriormente. Nel solo mese di Giugno le interazioni sociali intorno a prodotti televisivi sono state 81 milioni, con un incremento rispetto al mese precedente del 15% e rispetto a Giugno 2011 del 681% (anche in questo caso si deve tener conto, però, delle espansione delle piattaforme considerate).

Un dato interessante riguarda la maggiore capacità della televisione via cavo di suscitare commenti nei social media. A Giugno le conversazioni sociali a ridosso di programmi TV delle televisioni via cavo rappresentano il 68% del totale, con un incremento rispetto al mese precedente (55%). Nell’ultimo mese, infatti, i commenti sulla cable TV sono cresciuti del 45% rispetto a Maggio, mentre quelli su programmi dei broadcast sono diminuiti del 18%, anche a causa dei molti finali di stagione trasmessi nel mese precedente.

Per quanto riguarda le differenti piattaforme sociali, queste vengono utilizzate in modi molto differenti. La maggiore differenza di utilizzo riguarda i giorni della settimana in cui i diversi social media raggiungono picchi di attività rispetto a programmi TV. Il volume di conversazioni sociali è, ad esempio, stabile durante la settimana su Facebook, ad esclusione del Sabato quando si riduce di quasi la metà. GetGlue, al contrario, registra l’attività maggiore la Domenica. Twitter, che rappresenta da solo il 50% delle conversazioni sociali complessive intorno a programmi TV, ha un’attività maggiore la Domenica, il Martedì e il Giovedì.

Molto differente, inoltre, il successo ottenuto da differenti programmi sulle varie piattaforme, con le conversazioni sociali a ridosso di alcuni programmi che sembrano concentrarsi in uno specifico social media, quasi come se le audience e i fan si dessero appuntamento.

Il Drama resta, in ogni caso, il genere di programmi maggiormente discusso sia per quanto riguarda i programmi trasmessi dai canali broadcast che cable.

Via Tech Economy

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