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  mymarketing.it: il marketing fresco di giornata... di Admin
 
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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Altri Autori (del 16/09/2010 @ 07:08:10, in Aziende, linkato 1412 volte)

I grandi nomi dell’editoria mondiale, i tempi di magra, cercano nuovi mercati per rimpolpare i profitti. Il mondo dei tablet sembra interessare in modo particolare Condé Nast, colosso che pubblica, tra gli altri, Vogue, Gq e Wired. Secondo Nicholas Coleridge, managing director per la Gran Bretagna, nel futuro prossimo il 40% degli introiti pubblicitari del gruppo verranno dalla vendita delle applicazioni per iPad et similia.

Coleridge ha dunque annunciato il lancio delle app per il tablet Apple per quanto riguarda Wired e Vogue. Da dicembre, i lettori d’Oltremanica potranno sfogliare le due popolari riviste sui dispositivi mobili di ultima generazione, al prezzo di 3,99 sterline a numero, di poco inferiore al prezzo delle edizioni cartacee.

Via Quo Media

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Di Gianluigi Zarantonello (del 15/09/2010 @ 08:00:00, in internet, linkato 1828 volte)

Eccoci di ritorno dopo una più che necessaria pausa estiva!

In questi primi giorni stavo ricapitolando dunque vari progetti aperti sui social media e mi ponenvo un quesito: in Italia oltre a Facebook, per uso consumer e non professionale, quali sono i servizi online realmente diffusi e utilizzati attivamente (su questo ho creato anche un sondaggio su Linkedin)?

Preciso che per uso attivo intendo quelle attività dove c’è una reale partecipazione e produzione di contenuti, oltre alla fruizione di quelli creati da altri. Questa distinzione non è oziosa, per esempio nel caso di YouTube c’è una bella differenza fra chi guarda i video e che invece li crea e li pubblica.  Inoltre in questo discorso sto riflettendo solo sugli usi privati, generalisti e legati al tempo libero di persone non addette ai lavori.

In altri paesi, nella mia percezione almeno, strumenti come Twitter sono generalisti e di larga diffusione mentre in Italia sono ancora legati a mondi professionali o di interesse molto specifici. Anche la crescita notevole del mobile surfing sembra però muoversi sopratutto attorno alla sfera di Facebook o a servizi “classici” come la mail.

Più vivace è la scena dei blog tematici (fashion, tecnologia) mentre ormai l’utilizzo degli strumenti mediali moderni rende meno attrattivo il blog come diario personale.

C’è da dire che questa situazione di limitato utilizzo generalista e ludico non deve essere un freno all’utilizzo del social media marketing, anzi la specializzazione dei vari strumenticostituisce un’ottima occasione per raggiungere determinati pubblici sulla base di una corretta strategia e selezione del target, senza contare la rapida evoluzione di questi fenomeni.

Mi piacerebbe però conoscere la vostra opinione, a parte Facebook gli altri social in Italia sono usati in modo attivo, anche fuori da argomenti tematici e professionali? Ossia dove commentereste l’ultimo film visto o condividereste le portate della cena appena conclusa? : - )

Gianluigi Zarantonello via http://internetmanagerblog.com/

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Un mercato che secondo gli analisti ha enormi potenzialità di sviluppo, non è privo di contraddizioni – la più "evidente": tablet o slate sono computer oppure no? – e che, per il momento, ha Apple al centro. L'iPad, e su questo sono tutti o quasi d'accordo, ha fatto da apripista ai tablet di nuova generazione e ne rappresenta il prodotto di riferimento, oltre che "best seller".

A Cupertino hanno capito subito di aver fatto un'altra volta bingo e vogliono sfruttare il fatto di avere un certo margine di vantaggio sulla concorrenza. Come? Aumentando la produzione mensile – siamo a due milioni di pezzi mensili ma l'obiettivo è di arrivare presto a tre e assicurare sempre e comunque la consegna di un iPad entro 24 ore dall'ordine – e nuova versione della tavoletta, con fotocamera frontale per le videochiamate e software iOS 4.2, pronta per arrivare a scaffale entro la fine dell'anno. Se Apple metterà sul mercato prossimamente un iPad in versione mini, con schermo da sette pollici (rispetto ai 9,7 pollici di diagonale dell'attuale) è al momento solo un'eventualità rimbalzata su blog e siti specializzati.

Nel 2010, stando alle più recenti stime pubblicate da iSuppli, poco meno del 70% dei dispositivi touch a tavoletta venduti saranno iPad; fra due anni, quando l'attesa carrellata di annunci di tablet e slate a firma di Samsung e compagnia sarà del tutto completata, per la società della Mela si prefigura una quota di vendite superiore al 60%, e quindi nell'ordine dei due terzi. Apple, questo l'assunto che emerge dai numeri, dominerà la scena di questo segmento almeno per un altro paio d'anni e per una ragione secondo gli analisti molto "semplice": l'assenza di competitor in grado di eguagliare la sua offerta di applicazioni e contenuti.

Acer e Asus caleranno il jolly di Android 3.0
Eppure nella lista dei pretendenti al trono c'è il gotha dell'industria hi-tech, aziende coreane e giapponesi in testa. Dell ha rotto gli indugi prima dell'estate lanciando la serie Streak negli Usa e nel Regno Unito, Samsung ha appena tolto i veli al suo Galaxy Tab, lo stesso ha fatto Toshiba con il Folio 100; Lg lancerà la propria tavoletta entro l'anno, al pari di Sharp, Acer e Asus. Per tutti il denominatore comune è Android ma a differenza delle altre le due taiwanesi scenderanno in campo, fra l'autunno e l'inizio del 2011, con un nuovo asso nella manica, e cioè la versione 3.0 del sistema operativo mobile di Google. Scelta tutt'altro che peregrina questa, visto e considerato che proprio da Moutain View, e nella fattispecie da Hugo Barra, responsabile dei servizi per la telefonia mobile della società, è arrivata nelle scorse ore l'ammissione che "Froyo" (la release 2.2 della piattaforma, l'ultima ) è stata concepita esclusivamente per gli smartphone e pertanto non può definirsi ottimizzata per l'utilizzo sui tablet. Uscita forse inopportuna - i prodotti annunciati a Berlino nel corso di Ifa 2010 non sono ancora arrivati nei negozi – ma di fatto sincera, nel senso che è ricorrente fra gli addetti ai lavori il fatto che solo la prossima edizione di Android, nome in codice "Gingerbread", supererà gli attuali problemi in fatto di accessibilità (tramite l'Android Market o gli store proprietari) e disponibilità di applicazioni e servizi.

La scelta sui tablet sarà infine una scelta di piattaforma, perchè in gioco ci sono – oltre a Apple iOS e Google Android – anche WebOS, Research In Motion e il suo sistema operativo BlackBerry e Windows 7. Nessuna delle tre sembra però al momento avere i requisiti per poter insidiare da vicino la grande sfida tecnologica e di marketing fra Cupertino e Mountain View. Lo slate che Hp sta sviluppando sul software open source acquisito con Palm promette bene ma rischia di arrivare forse troppo tardi sul mercato, per lo meno per puntare a un ruolo di primissimo piano. Le tavolette con a bordo il sistema operativo di Microsoft sono numericamente irrilevanti (la stessa Hp in chiave professionale, Asus, Msi, Viewsonic e pochissimi altri) rispetto a quelle Android mentre del fantomatico BlackPad se ne saprà qualcosa di più solo a novembre.

di Gianni Rusconi su ILSOLE24ORE.COM

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Di Roberto Venturini (del 13/09/2010 @ 07:33:46, in Internet, linkato 1179 volte)

Ecco il consueto aggiornamento dei dati Audiweb, tanto per avere il famoso numero degli utenti italiani di Internet.

Gli utenti con accesso alla rete a Luglio sono 23,8 milioni. Nella press release viene data grande enfasi al fatto che in un anno sono cresciuti del 10%. Resta il fatto che a Maggio 2010 erano sempre 23,8 milioni. Ad aprile erano 23,6.

Dato più interessante è invece quanti sono quelli che effettivamente usano Internet (non quelli che potrebbero usarlo) - e quindi il numero di utenti attivi nel giorno medio. A Luglio sono stati 10,8 milioni. Erano 11,7 a Giugno e Maggio.

Si è navigato in media 1 ora e 28 minuti al giorno, con una leggera contrazione rispetto ai mesi precedenti. Si sono viste in media 166 pagine per persona (non è cambiato quasi nulla).

Altre informazioni significative:

"Il 43,6% della popolazione italiana con più di 2 anni accede a internet almeno una volta al mese. Più in dettaglio, risultano 6 milioni gli uomini e 4,8 milioni le donne online nel giorno medio, con una maggiore concentrazione nell’area geografica del Nord-Ovest in cui si registra un dato medio quotidiano di 3,3 milioni di utenti attivi (il 22,4% della popolazione di riferimento).

Nel mese di luglio si conferma una maggiore concentrazione dell’uso di Internet nei giorni lavorativi (lunedì – venerdì), in particolare il lunedì che registra una media giornaliera di11,685 milioni di utenti attivi e 180 pagine viste per 1 ora e 34 minuti per persona. L’accesso a internet cala nel fine settimana (sabato – domenica), con circa 9 milioni di utenti attivi nel giorno medio per 1 ora e 22 minuti di tempo speso e 149 pagine viste per persona.

Nelle fasce orarie pomeridiane e serali si registra un incremento di audience, con un dato pressoché stabile a partire dalle ore 12:00 (5,5 milioni di utenti attivi nella fascia oraria 12:00-15:00) fino alle ore 21 (5,4 milioni di utenti attivi nella fascia oraria 18:00 – 21:00). "

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Di Altri Autori (del 10/09/2010 @ 07:56:53, in Pubblicità, linkato 2966 volte)

Su YouTube arriva il primo spot interattivo. A produrlo è la compagnia francese Buzzman, per promuovere il bianchetto tedesco Tipp-Ex. Nel filmato un cacciatore si trova in un bosco, ma all’improvviso deve affrontare un orso.

L’utente può scegliere come far proseguire la storia (decidendo se sparare o meno all’orso) premendo uno dei due pulsanti che compaiono nel video. Il filmato è stato visto 4 milioni di volte in due settimane.

Via Quo Media

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Di Altri Autori (del 09/09/2010 @ 07:13:58, in Aziende, linkato 1446 volte)

L'evento di oggi al Museo di Arte moderna di San Francisco (in programma alle 18.30 ora italiana e trasmesso in webcast su YouTube) non aggiungerà nulla di più a quanto si è detto e scritto nelle ultime settimane. Google infatti terrà a battesimo, così dicono i portavoce della casa californiana, "un'importante innovazione relativa all'infrastruttura tecnologica alla base del proprio motore di ricerca" e stando a quanto si è appreso annuncerà "Goggles", applicazione di search per immagini. Il menu che stanno preparando per Natale a Mountain View va però ben al di là della specialità con la quale la società californiana ha scalato le vette dell'universo hi-tech.

Tv e musica, infatti, sono le due nuove ambizioni di Google e rappresentano, a giudizio di vari esperti ed analisti, il guanto di sfida totale ad Apple ed al suo ecosistema. Lo store musicale che farà concorrenza ad iTunes - il negozio della Mela cattura circa il 70% delle vendite di brani digitali negli Stati Uniti e vanta oltre 160 milioni di utenti in 23 Paesi - e che si dovrebbe chiamare Google Music Store è in procinto di aprire i battenti prima delle festività natalizie. Le trattative con le major del disco sono quindi febbrili - occorre definire i termini degli accordi di licenza d'uso delle canzoni e dei video protetti dal "lucchetto" digitale Drm (Digital rights management) – e di pari passo si stanno perfezionando le funzionalità operative del servizio. Che secondo i rumors della Rete sarà logicamente aperto a tutti i dispositivi mobili basati su Android – in quest'ottica antagonisti diretti di iPhone e iPad - e sfrutterà le tecnologie alla base del motore di ricerca proprietario.

Il progetto è stato affidato ad Andy Rubin, vice presidente di Google e "cervello" del sistema operativo mobile del colosso californiano (la cui versione 3.0 sarà rilasciata in autunno) e sarebbe proprio una sua precisa scelta quella di abilitare il negozio on line per il download a servizio "cloud based", in abbonamento, attraverso il quale poter riprodurre in modalità streaming i file multimediali direttamente sugli smartphone e sui tablet androidi e non si conoscono ancora i dettagli ufficiali del progetto. connessi in Rete. Che impatto potrà avere la discesa in campo di Google nella musica digitale è ovviamente presto per dirlo; c'è chi fa notare, riconoscendo le enormi potenzialità della regina dei motori di ricerca, che anche Amazon aveva tutte le credenziali per sfondare ma il suo store per la vendita di canzoni ha conquistato poco più del 12% del mercato. Come dire: il successo di "big G" non è scontato e dall'altra parte della barricata c'è una rivale che al momento non sembbra sbagliare un colpo. L'ultimo servizio di social network lanciato da Apple per seguire e condividere con gli amici le novità degli artisti preferiti, Ping Social Music Discovery, è stato utilizzato da oltre un milione di utenti iTunes in meno di 48 ore; la risposta di Google in tal senso potrebbe essere "Google Me, soprattutto se questo fosse strettamente integrato con il nuovo store musicale e con YouTube. In definitiva sfida senza esclusione di colpi, che troverà presto un ulteriore campo di battaglia nel piccolo schermo televisivo.

Tv e servizi on demand, ma la "vera" guerra sarà per la pubblicità
La Google tv, la nuova televisione via Web che vede in Sony e Intel due partner eccellenti, sarà disponibile negli Stati Uniti in autunno e nel 2011 anche in Europa. Lo ha confermato di persona all'Ifa di Berlino (ieri) il Ceo Eric Schmidt, dando un po' di sostanza a quello che sarà un passaggio importante nella strategia della casa californiana in campo media: si navigherà in Rete via browser (Chrome) e si accederà a un'ampia gallery di contenuti video, gratuiti e a pagamento. Proprio la possibilità di offrire on demand show Tv e film in prima visione è l'altra faccia dell'offensiva televisiva di Google: la società è infatti in discussione con le grandi firme dell'industria dell'entertainment per predisporre un servizio di "pay per view" in streaming (con costi, si dice, nell'ordine dei cinque dollari per singolo titolo) appoggiato su YouTube. Che sia anche questa una riposta all'ultima trovata di Steve Jobs – la nuova Apple Tv e la possibilità di scaricare spettacoli televisivi e film da iTunes rispettivamente a 99 centesimi (servizio attivo solo negli Usa) e a 4,99 dollari – è fuor di dubbio. Ma Google, su questo fronte, se la dovrà vedere non solo con la società della Mela.
All'Ifa Sony ha presentato nei giorni scorsi la nuova piattaforma Qriocity per offrire attraverso tutti i suoi prodotti (Tv Bravia, sistemi di home theatre, lettori Blu Ray, playstation 3) il noleggio on demand, sempre in streaming via Internet, di un'ampia collana di film e programmi Tv. Amazon sarebbe pronta a fare lo stesso, entrando in campo in tempo per Natale con un servizio "Web-based" per l'accesso illimitato a film e programmi in streaming, tramite specifico abbonamento e su pc, televisori con connessione Internet, lettori Blu-ray e la console Xbox 360 di Microsoft. Di questa partita fanno quindi parte anche specialisti dei media digitali come NetFlix e Hulu, assai popolari negli Stati Uniti. Per tutti c'è un obiettivo a cui tendere, ben più sostanzioso del business legato alle vendita e al noleggio di film e show: quello della pubblicità televisiva, una torta che vale su scala mondiale circa 180 miliardi di dollari. Una torta su cui Apple e Google vogliono ovviamente metterci le mani.

di Gianni Rusconi su ILSOLE24ORE.COM

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Di Altri Autori (del 03/09/2010 @ 07:17:22, in Media, linkato 1272 volte)

L’integrazione tra internet e televisione è il tema tecnologico caldo per la nuova stagione invernale dei grandi marchi del settore hardware e entertainment. Sony ha annunciato il lancio dei suoi nuovi servizi digitali che favoriscono la convergenza tra rete e piccolo schermo.

Nasce, grazie alla collaborazione con Google, Sony Internet tv. Gli apparecchi della casa giapponese si avvarranno delle applicazioni sfotware sviluppate a Mountain View e del suo browser Chrome, che permetterà agli utenti di navigare a tutti gli effetti il web direttamente dal televisore.

Il primo mercato a essere sondato dal nuovo sodalizio sarà quello americano, che tra l’autunno e l’inverno accoglierà i primi modelli di tv integrata di Sony dotati di tecnologia Biv (Bravia Internet Video), che tramite apposite app abilita l’accesso ai contenuti digitali dei social network e dei siti web affini. Il sistema funzionerà in simbiosi con Qriocity, servizio che offre contenuti on demand in streaming (film e video, per il momento). Si potranno integrare nel sistema anche la consolo Ps3 di Sony, i suoi lettori Blu Ray, gli impianti home theatre e, tra pochi mesi, anche i computer della serie Vaio. Il tutto senza la necessità di decoder o dispositivi terzi.

Negli Usa, la visione di un film a definizione normale costa 3,99 dollari, mentre per l’alta definizione il prezzo sale a 5,99 a visione. In Europa, a partire da novembre, sarà invece possibile acquistare la visione (anche multipla) a termine di scadenza di 14 giorni.

Via Quo Media

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Di Altri Autori (del 02/09/2010 @ 07:10:56, in Aziende, linkato 1204 volte)

Il sito americano Amazon, tra i più importanti operatori di e-commerce nel mondo, sta sviluppando un servizio in abbonamento per la visione via internet di programmi televisivi e film.

Durante l’estate, la compagnia con base a Seattle ha cercato di allettare società come Nbc, Time Warner, News Corporation e Viacom, offrendo loro la possibilità di una partnership che porterebbe Amazon in competizione con Google, Nteflix e Hulu, che già forniscono show w cinema via web in abbonamento.

Il servizio di Amazon sarà disponibile su browser o dispositivi digitali di ultima generazione, quali televisori connessi a internet, lettori Blu-ray e la console Xbox 360 di Microsoft.

Via Quo Media

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Di Altri Autori (del 31/08/2010 @ 07:01:02, in Internet, linkato 1460 volte)
Dopo Apple è la volta di Google: i big della tecnologia strizzano l'occhio a produttori di contenuti per il piccolo schermo, sognando una televisione quasi esclusivamente on-demand. Il colosso di Mountain View, secondo quanto pubblicato su Financial Times, avrebbe intenzione di sfruttare YouTube per proporre l'affitto di pellicole online.

Pagando un gettone di 5 dollari, l'internauta avrebbe la possibilità di vedere il film di suo interesse per le 48 ore successive all'acquisto. Il tutto, ovviamente, sfruttando una connessione internet e utilizzando, preferibilmente, una tv griffata Google.

L'offerta andrebbe a concorrere con quella di Netflix, che ha siglato a inizio mese un contratto di 5 anni per lo streaming a noleggio dei film prodotti da Paramount, Lionsgate e MGM, e con quella che Apple è procinto di lanciare.

Via Quo Media
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Di Altri Autori (del 13/08/2010 @ 07:56:51, in Prodotti, linkato 1796 volte)

È più piccolo di un tablet, più grande di un cellulare o di un player multimediale portatile. Fa telefonate, e si può usare per navigare. Esce domani, tra i mugugni degli addetti ai lavori

Non è un tablet, non nel senso stretto del termine. Non è un cellulare, viste le dimensioni. E non è neppure un prodotto della stessa categoria di un iPod Touch: il Dell Streak è un MID unito a un telefono, un apparecchio pensato cioè per la connettività ubiqua, un'idea che circolava a cavallo tra 2008 e 2009 e non ha mai preso particolarmente piede. Ora però l'azienda USA decide di provarci, e lancia sul mercato il suo mini-tablet/telefono da 5 pollici equipaggiato con Android. Raccogliendo qualche scetticismo tra gli osservatori, interdetti per le scelte di prezzo e non solo riguardo il nuovo nato: ai più sembra destinato a battersi, e non sarà una sfida facile, con il tablet iPad più che con gli smartphone.

Tecnicamente Streak non è messo male: buono schermo da 5 pollici, fotocamera da 5 megapixel con flash, connettività 3G HSDPA, WiFi e Bluetooth. Non manca il GPS, un lettore di card microSD fino a 32GB che si aggiungono ai 512MB di ROM, i 512MB di RAM e i 2GB di memoria su un'altra microSD presente a bordo (e non accessibile all'utente) che si possono usare per archiviare le applicazioni. La CPU è un ottimo Snapdragon da 1GHz. Il problema di Streak è l'OS: monta Android, ma la versione 1.6 vecchia ormai quasi un anno, e l'azienda non prevede di aggiornarlo alla 2.2 (Froyo) se non al volgere del 2010. Inutile dire che, naturalmente, fioriranno le ROM non ufficiali "cucinate" appositamente per il dispositivo: ma l'idea di lanciare un prodotto con una release di Android vecchia, e di aggiornarlo alla attuale quando la successiva (3.0, Gingerbread) sarà alle porte, ha fatto arricciare più di qualche naso.

Altro fattore che gioca a sfavore è il prezzo. Chi desidera acquistarne uno potrà optare per la versione abbinata a un contratto biennale con AT&T al prezzo di 300 dollari più le rate mensili dell'abbonamento, oppure optare per la versione "libera" (ma SIM-locked, e visto quello che si dice della rete AT&T...) al costo di 550 dollari (più le tasse). Streak è un telefono, nel senso che ha un modulo di connessione 3G ed è equipaggiato per le chiamate GSM: ma le sue dimensioni difficilmente lo renderanno adatto a finire nelle tasche dei jeans. Eppure, se come pare scontato il MID Dell andasse confrontato con l'offerta Apple o Motorola, Streak costerà più di un iPod Touch (che ha solo il WiFi), di iPhone 4 e di un Droid X nella versione con contratto, e più di iPad WiFi nella versione semi-libera (e appena 50 dollari in meno di iPad 3G).

Resta da capire, se questi sono i prezzi dell'unità da 5 pollici, quanto potranno costare le future versioni da 7 e 10 pollici: esistono interpretazioni diametralmente opposte sulla lungimiranza della scelta operata da Dell, ma è indubbio che questo tipo di prodotto - come sempre accade per i compromessi tra diversi formati, in questo caso tra tablet e smartphone - finisca inevitabilmente per risultare interessante per una nicchia più che per la totalità dei consumatori. Il lancio nel Regno Unito, avvenuto a giugno, parrebbe confermare questa ipotesi.

In definitiva, per il tablet Dell non esiste una previsione chiara sul successo o insuccesso dell'operazione. A suo vantaggio va ricordato che si tratta di uno dei pochi prodotti di questa categoria visti al CES 2010 che finalmente trovano la strada del mercato: resta da capire, visto che si tratta di un pezzo grosso come e quanto Apple, se l'azienda di Cupertino abbia qualcosa da temere dal primo approccio della concorrenza al campo dei tablet.

di Luca Annunziata su Punto Informatico

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