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  mymarketing.it: l'isola nell'oceano del marketing... di Admin
 
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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Max Da Via' (del 24/03/2017 @ 07:07:42, in Comunicazione, linkato 1100 volte)

Nel mercato televisivo, Rai e Mediaset si confermano i due principali operatori in termini di audience, rispettivamente con il 36% e il 31% di quote d’ascolto, pur attestandosi su livelli di share inferiori rispetto al 2012 (-3,8% e -2,9%). Sky si attesta al 8,4% e Discovery, grazie anche ad operazioni di M&A, si assesta ad una quota pari al 6,9%. Lo rivelano i dati dell’Osservatorio sulle Comunicazioni pubblicato oggi da Agcom.

Relativamente al settore dell’editoria, sintetizza l’Ansa, a dicembre 2016 le vendite di quotidiani è risultata di poco superiore ai 2,5 milioni di copie, in flessione del 9,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Rcs MediaGroup resta leader nella distribuzione di copie vendute con il 21,7%, seguito dal Gruppo Editoriale l’Espresso che si attesta al 18,7% (+0,7%), dal Gruppo Monrif 8,6% (+0,5%) e dal Gruppo Caltagirone Editore, che raggiunge l’8,6% delle copie vendute (+0,2%).

Nel mese di dicembre 2016, oltre 30 milioni di individui si sono collegati ad Internet giornalmente. Da dispositivi mobili sono risultati 25,4 milioni (+17,7% rispetto a dicembre 2015). Le prime 4 posizioni non presentano variazioni su base annua: in particolare, Google resta stabile al primo posto con il 95,9% degli utenti che navigano in Internet. Ma Mondadori, che nel 2016 ha comprato Banzai, recupera nove posizioni e chiude al sesto posto con il 52,3% degli utenti che navigano sul web. La navigazione su Whatsapp e Facebook supera le 24 ore mensili per utente.

Riguardo all’audience radiofonica, invece, il secondo semestre 2016 segnala dati sostanzialmente stabili, con l’emittente Rtl 102.5 che mantiene la leadership.

Leggi o scarica i dati completi dell’Osservatorio Agcom sulle comunicazioni

Via Prima Comunicazione
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Di Max Da Via' (del 23/03/2017 @ 07:29:59, in Internet, linkato 1235 volte)

Dai 900mila login effettuati su Facebook ai più di 751 mila dollari spesi online, passando per i 156 milioni di mail inviate e i 3 milioni e mezzo di ricerche effettuate tramite Google.Ecco riassunto in un’infografica cosa succede in un solo minuto in Rete.

 

Via Prima Comunicazione



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Di Max Da Via' (del 22/03/2017 @ 07:09:31, in Social Networks, linkato 1246 volte)
Le festività scandiscono, oramai da anni, la vita dei brand sui social e sono gli unici eventi in “real time” programmabili con largo anticipo. La giornata del sorriso, della cioccolata, quella del cane o il primo giorno d’autunno: tutti questi momenti possono riempire i vuoti dei calendari editoriali o semplicemente trasformarsi in ottimi spunti per realizzare contenuti originali.

Oggi gli utenti, non solo si aspettano un post per “la festa della nonna”, ma arrivano anche a giudicare negativamente i brand che non cercano di andare oltre a dei semplici auguri. Allora cosa possiamo fare per non risultare banali e allo stesso tempo  per spingere anche i nostri prodotti?

Il 14 maggio sarà la festa della mamma, l’occasione giusta per mettersi alla prova e iniziare a ripensare i propri contenuti in modo strategico. Qualche settimana fa Facebook è stato invaso da migliaia di post legati alla festa della donna e abbiamo deciso di prendere spunto da quanto è successo sul web per capire quali sono le tipologie di post più apprezzate dagli utenti.

In prima posizione si trova Ceres che, con l’ ironia che da tempo ormai contraddistingue la sua comunicazione, consiglia agli utenti di sostituire con una Ceres la classica mimosa.  Nel caso della festa della donna, il gioco si presta bene, ma l’idea non è così banale e i fan della pagina lo apprezzano. L’obiettivo in questo caso non è solo intrattenere e divertire, ma si ribadisce anche un concetto chiaro: una Ceres è adatta ad ogni occasione. Pensando alla festa della mamma si potrebbe ad esempio proporre un prodotto, anche del tutto estraneo all’universo tipico femminile, al posto del solito profumo o dei fiori.

Amazon invece approfitta dell’8 marzo per avvicinare gli utenti alla parte più umana dell’azienda, per ricordare che dietro al suo marchio lavorano migliaia di donne. L’obiettivo in questo caso è ben diverso da Ceres, ma se strutturato in modo adeguato può rafforzare i valori del brand e renderlo più vicino ai fan.

Samsung invece ci ricorda l’importanza di conoscere a fondo i propri consumatori, con un avvincente spot dal claim “il tempo di ogni donna è ogni giorno”. Il colosso giapponese non si accontenta di un semplice post e  in un coinvolgente video racconta le donne con cui il brand più si identifica: moderne, tecnologiche e impegnate. In questo caso l’obiettivo è quello di ribadire un legame con il proprio target parlando a quelle donne che si riconoscono in determinate situazioni. Segue la stessa linea Decathlon con un augurio alle fan affinché possano conquistare la propria vetta e raggiungere il massimo. A questo punto non resta che chiedersi: qual è il tipo di mamma che immaginate come consumatrice dei vostri prodotti?

 

La semplicità e la dolcezza sono i temi portati in scena da Nutella, forte ovviamente della sua alta riconoscibilità. Gli amministratori della pagina hanno pensato bene di consigliare l’uso del prodotto per fare un regalo speciale, senza nemmeno scriverlo. Infatti l’immagine, da sola, sembra dire “basta un piccolo gesto, come la colazione a letto per renderla felice”. Questo tipo di post ci mostra come con un po’ di fantasia e flessibilità ogni nostro prodotto o servizio può essere mostrato da un altro punto di vista.

 

 

Un’altra tipologia di “augurio” che ottiene spesso successo è quella volta a sorprendere l’utente con un vero e proprio regalo. Tim e Vodafone hanno offerto 8 giga ai propri clienti, Alitalia un rossetto a tutte le donne sui voli in partenza, noi possiamo limitarci ad uno sconto o a un offerta speciale ottenendo un doppio vantaggio: utenti soddisfatti e ambasciatori dei nostri prodotti.

Media World si allontana invece dall’idea del target e, con una gif che alterna varie referenze, cerca di porsi come luogo perfetto in cui trovare il regalo adatto ad ogni donna, dalla nonna alla sorella. Questa tipologia di contenuto permette di rispondere a una necessità d’acquisto dell’utente che probabilmente, in quel momento, si trova a dover fare più regali in un solo giorno.

Via Tech Economy
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Di Altri Autori (del 20/03/2017 @ 07:18:14, in Pubblicità, linkato 1055 volte)

Il mercato degli investimenti pubblicitari nel mese di gennaio chiude in calo dell’1,6% rispetto allo stesso mese del 2016, pari a circa 6,9 milioni in meno. Se si aggiungesse anche la stima sulla porzione di web attualmente non monitorata (principalmente search e social), il mercato chiuderebbe il mese di gennaio in pari (+0,4%). E’ quanto emerge dai  nuovi dati Nielsen sul mercato pubblicitario in Italia nel mese di gennaio 2017 (.pdf)

“Il mercato a gennaio è stato tendenzialmente piatto, come ci si poteva aspettare” – spiega Alberto Dal Sasso, TAM e AIS Managing Director di Nielsen. “Storicamente il primo mese è poco rappresentativo per una previsione sull’anno. Considerando che il 2016 è stato un anno a due velocità, con un primo semestre a +5,2% e un secondo a +2%, possiamo prevedere una prima parte del 2017 meno dinamica rispetto alla seconda”.

Relativamente ai singoli mezzi, la TV chiude il mese con un decremento dello 0,5%. Quotidiani e periodici iniziano l’anno rispettivamente con un calo del 13,2% e dell’1,5%.

Gli investimenti sul mezzo radio crescono invece del 3,9%. Internet, relativamente al perimetro attualmente monitorato in dettaglio, raccoglie il 3,6 in più rispetto allo stesso periodo del 2016. Sulla base delle stime Nielsen sul digitale in generale (aggiungendo dunque la porzione di mercato non monitorata in dettaglio) la raccolta dell’intero panorama del web advertising è in crescita del 7,1%.

In trend negativo il cinema (-5,4%), l’outdoor (-28,5%), la goTV (-8,3%) e il transit (-4,5%). In terreno positivo il direct mail (4,4%).

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 10 in crescita, con un apporto complessivo di circa 18 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti: alle performance positive di alimentari (+4,1%), automobili (+3,9%) e farmaceutici (+15,9%) si contrappongono i cali delle telecomunicazioni (-19,5%), media/editoria (-5,0%) e distribuzione (-7,9%). Abitazione (+11,4) e tempo libero (+7,7%) sono alcuni degli altri settori che contribuiscono alla crescita.

“Aspettiamo di vedere i dati consolidati del primo trimestre per valutare la tendenza del 2017” – conclude Dal Sasso. “Il fatto che la stessa BCE abbia rialzato di un decimale di punto le previsioni di crescita dell’Eurozona e che veda scongiurata la minaccia deflazionistica ci fa guardare al 2017 con moderata fiducia”.

In allegato, in un unico file: la nota, la tabella sugli investimenti per tipologia di media e la tabella sui settori di investimento.

via Prima Comunicazione
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Di Max Da Via' (del 14/03/2017 @ 07:29:47, in Social Networks, linkato 869 volte)

La classifica dei migliori brand sui social media torna questo mese con un Focus sul mondo Sportswear. Blogmeter ha analizzato le performance di tutte le pagine Facebook e dei profili Instagram dei brand di abbigliamento e accessori sportivi che si rivolgono esclusivamente al mercato italiano, secondo la metrica del total engagement, ovvero la somma di like, reaction, mention, fan post e commenti su FB, e di like e commenti su Instagram. Nell’analisi non sono stati considerati gli account che adottano sui social una strategia globale. 

Facebook: spazio al lancio di nuovi prodotti

Con quasi 25 mila interazioni, è Diadora a detenere lo scettro dei brand più coinvolgenti su Facebook. La pagina del brand veneto, che comunica principalmente in lingua italiana sebbene pubblichi talvolta contenuti in inglese, a febbraio ha appassionato gli utenti con un post dedicato ai 50 anni di Roberto Baggio, che ha realizzato un’esplosione di interazioni, circa la metà di quelle totali della pagina. In seconda posizione troviamo New Balance con circa 21 mila interazioni. La sua campagna #lifein247 – con la quale il brand ha lanciato la nuova scarpa New Balance 247 Luxe – ha riscosso un grande successo su Facebook: non a caso il post che più ha appassionato gli utenti è proprio dedicato alla campagna. A distanza, al terzo posto, si piazza la pagina Facebook italiana di Adidas Running che a febbraio ha lanciato le nuove #UltraBOOSTX per donne, permettendo alla pagina di collezionare oltre ben 10 mila interazioni. Quarto posto per Superga, i cui post più coinvolgenti sono dedicati alle nuove collezioni primaverili e contengono l’hashtag #supergalovers. Chiude la classifica il brand di calzature sportive Saucony, che genera maggiore engagement con un post dedicato alle sneakers Saucony Jazz O’ White/Grey.

Su Instagram spopolano i contenuti con protagonisti gli influencer

Sul social delle immagini Instagram trionfa invece Superga con oltre 51 mila interazioni. Il brand, nonostante abbia un profilo interamente dedicato al mercato italiano, utilizza la lingua inglese per comunicare con i propri follower. L’hashtag #supergalovers, tra l’altro molto utilizzato su Facebook, ha ottenuto grandi successi anche su Instagram. Medaglia d’argento per il profilo di Adidas Italia con più di 19 mila interazioni per un totale di 23 post pubblicati. La maggior parte dell’engagement è dedicato alle nuove #ultraboostx e alla campagna #heretocreate, in cui 15 atlete donne del calibro di Karlie Kloss ad Hannah Bronfman, per citarne alcune, raccontano le proprie storie con grinta e passione. Il profilo Instagram di New Balance, terzo brand più engaging, punta invece sulla campagna globale ‘Letters to #MyFutureSelf’ che, attraverso il racconto delle storie di alcuni campioni come Boris Berian e Alexis Sablone, si propone di ispirare gli atleti a perseguire i propri obiettivi. Quarto posto per Reebok Italy, che grazie al grande seguito social della sua testimonial Gigi Hadid, porta a casa oltre tre mila interazioni. Chiude la classifica Asics Italia con un post di San Valentino che ha avuto come protagonisti i due atleti olimpici Eleonora Giorgi e Matteo Giupponi.

infografica

Via Spot and Web
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Di Max Da Via' (del 13/03/2017 @ 07:56:07, in Mobile, linkato 1007 volte)

Il 2016 è stato sicuramente un anno molto interessante sul fronte dei cosiddetti new digital payment, i pagamenti digitali innovativi, ma non siamo che all’inizio di una fase di crescita che, prima di diventare significativa, dovrà arricchirsi di alcuni fattori determinanti, tra i quali: una maggiore concorrenza tra gli attori internazionali che hanno contribuito alla crescita in altri importanti mercati e una maggiore ‘educazione’ dei consumatori ai nuovi strumenti di pagamento.

Per dare un ordine di grandezza e un metro di paragone, la componente new digital payment ha toccato nel 2016 un transato di 30,4 miliardi di euro, con una crescita del 46% sull’anno precedente. Sebbene la crescita sia stata importante,  si tratta ancora di una percentuale molto limitata – pari a circa il 16% – sul totale dei pagamenti digitali, pari nel 2016 a 190 miliardi.

Questo vuol dire che – come emerge dalla Ricerca “Il mobile payment & commerce alla conquista del mondo” realizzata dall’osservatorio Mobile Payment & Commerce dal Politecnico di Milano – nel 2016 ci sono stati segnali importanti e incoraggianti ma anche che c’è ancora molto lavoro da fare per il futuro.

Siamo infatti ancora nelle fasi iniziali di una crescita che pure si prevede importante: quello che fa ben sperare è che i new digital payment stanno crescendo a una velocità molto più rapida rispetto ai pagamenti ‘tradizionali’ con carta.

Le potenzialità ci sono, ma ci vorrà anche il tempo necessario per far sedimentare le novità, appena queste sbarcheranno anche sul nostro mercato. Basti pensare che i pagamenti con carte contactless – che rappresentano una componente importante dei new digital payment  – iniziano solo ora a fare vedere i primi valori di transato interessanti a 7 anni dal lancio.

C’è la potenzialità per fare molto di più sia nella componente contactless con carta ma soprattutto nella componente del Mobile Proximity Payment: quando veramente avremo le carte di pagamento direttamente nel cellulare allora ci potrà essere un cambiamento significativo di abitudini.

Al momento i servizi attivi in tal senso nel nostro paese – offerti prevalentemente da alcuni operatori italiani – sono pochi e i loro vantaggi non sono stati promossi in maniera adeguata. Ma le cose stanno per cambiare. Cresce l’attesa per l’arrivo dei servizi offerti dai principali attori internazionali e già attivi in diversi Paesi, dagli Stati Uniti alla Francia, dal Regno Unito alla Spagna e in diversi paesi asiatici.

Il primo ad arrivare – è notizia delle ultime ore – sarà Apple Pay, che a breve, stando a quanto comunica Apple sul suo sito, consentirà anche ai consumatori italiani di effettuare i loro pagamenti nei negozi avvicinando l’iPhone al Pos contactless. Il sistema potrà essere usato anche per i pagamenti in-app e via web e sarà supportato da Visa e Mastercard e dalle carte emesse da Unicredit, Carrefour Banca e Boon.

Il 2017 potrebbe insomma essere l’anno in cui anche nel nostro Paese arriverà  quella varietà dell’offerta che in alcune realtà è invece già elevata e ha contribuito alla diffusione dei servizi presso i consumatori. Oltre a Apple si attendono altri grandi nomi quali Samsung Pay o Android Pay.

Dovrebbe, insomma, partire anche da noi quella competizione che vedrà vincere chi saprà meglio rispondere alle esigenze dei consumatori italiani, finora abbastanza refrattari all’utilizzo dei sistemi di pagamento più innovativi. Non è, tuttavia, soltanto questa ‘resistenza’ ad aver ritardato lo sbarco nel nostro paese dei servizi già presenti in altre realtà. E’ un dato di fatto che tali servizi si stiano diffondendo in maniera più lenta rispetto ad altri servizi offerti sempre dalle stesse aziende perché spesso si scontrano con le difficoltà insite nel dover di volta in volta stipulare accordi col mondo bancario. Per fare un esempio, Apple ha attivato il suo Apple Pay soltanto in 13 Paesi in due anni: non la velocità a cui viaggiano di solito gli altri servizi (pensiamo, ad esempio,  ad iTunes).

Nonostante la reticenza degli italiani e la necessità di trovare accordi con le banche, il nostro paese presenta delle attrattività innegabili, legate soprattutto all’alta penetrazione dei dispositivi mobile e il 2017 potrebbe davvero essere l’anno della svolta. Non dimentichiamo però che come tutte le novità ci vorrà ancora del tempo prima di arrivare a numeri significativi. E questo perché bisogna ‘educare’ il consumatore a un cambio di mentalità negli acquisti. Saranno, probabilmente, gli utenti più smart, più tecnologici a innescare quel circolo virtuoso che trainerà il decollo dei nuovi servizi. Ma ci vorranno almeno 3-4  anni per arrivare a risultati significativi in termini di transato dei Mobile Proximity Payment.


Via Agenda Digitale
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Di Max Da Via' (del 10/03/2017 @ 07:25:44, in Media, linkato 1010 volte)

I dati Ads – elaborati per Primaonline.it – del mese di gennaio 2017 per le testate a periodicità quotidiana e settimanale e di dicembre 2016 per le testate a periodicità mensile.
Ads – Accertamenti Diffusione Stampa è la società che certifica e divulga i dati relativi alla tiratura e alla diffusione e/o distribuzione della stampa quotidiana e periodica di qualunque specie pubblicata in Italia.

QUOTIDIANI
I dati dei quotidiani a gennaio 2017 (.xls)

SETTIMANALI
I dati dei settimanali a gennaio 2017 (.xls)

 

MENSILI
I dati dei mensili a dicembre 2016 (.xls)

 via Prima Comunicazione








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Di Max Da Via' (del 09/03/2017 @ 07:38:19, in Social Networks, linkato 913 volte)

Audiweb ha rilasciato i dati di gennaio della survey sull’audience dei contenuti editoriali fruiti all’interno dell’applicazione di Facebook mediante browsing e/o Instant Articles. Nel mese di gennaio hanno partecipato alla survey i seguenti editori associati ad Audiweb: 21st Century Fox, Caltagirone Editore, Ciaopeople, Condé Nast, Editoriale il Fatto, Gruppo De Agostini, Gruppo Espresso, Il Sole 24 ore, Italiana editrice, Libero Quotidiano, Mediaset, Meteosolutions, Mondadori e RCS.

Invariata la prima posizione, occupata da Fanpage con oltre 7,2 milioni di utenti unici per poco meno di 100 milioni di pagine viste. Non cambiano nemmeno il secondo e il terzo brand, vale a dire Repubblica (6,2 milioni di utenti unici) e Corriere della Sera (4,6 milioni). Escluso dalla graduatoria è l’Huffington Post, i cui dati non sono disponibili a causa di un errore nell’inserimento degli identificativi da parte dell’editore nelle pagine soggette alla rilevazione. Da segnalare le performance di due delle testate di punta di Caltagirone Editore, Leggo e il Messaggero. Bene anche Libero.

Via DailyOnline
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Google annuncia il terzo round di candidature per il Fondo per l’innovazione della Digital News Initiative del valore di 150 milioni di euro. Creato a sostegno dell’innovazione nel settore dell’informazione in Europa, Google Digital News Initiative ha già erogato oltre 50 milioni di euro a 252 progetti di giornalismo digitale in 27 paesi nel corso del 2016. Sono 17 i progetti finanziati in Italia, per oltre 3 milioni di euro.

Google Digital News Initiative

C’è tempo fino al 20 aprile per inviare la candidatura al terzo round di finanziamenti su digitalnewsinitiative.com, come spiega il blogpost pubblicato sul blog ufficiale di Google. “Siamo rimasti colpiti dal numero e dalla qualità delle domande di finanziamento che abbiamo ricevuto nei primi due round, e siamo orgogliosi di averne supportato centinaia tra cui molti impegnati in sfide importanti come il fact-checking e la verifica dei contenuti. Se desiderate sapere di più sui progetti finanziati potete visitare il nostro nuovo sito, che lanciamo oggi.

Per dare il tempo necessario di prepararsi a chi è interessato a partecipare, le candidature di quest’anno rimarranno aperte per le prossime sei settimane, fino al 20 aprile. Siamo in cerca di progetti che dimostrino un nuovo modo di pensare nel giornalismo digitale, che sostengano lo sviluppo di nuovi modelli di business o che addirittura cambino il modo in cui gli utenti fruiscono delle news sul web.

Nell’ultimo round abbiamo incentivato la partecipazione di progetti che facessero della collaborazione – nel settore o nell’area geografica – un loro tratto distintivo e naturalmente ci piacerebbe veder continuare questo trend. Questa volta vorremmo anche incoraggiare i candidati a esplorare nuove aree di monetizzazione per sbloccare potenziali flussi di ricavi aggiuntivi per il settore”.

Google  Digital News Initiative è diventata un ecosistema di oltre 180 organizzazioni che ora collaborano per sostenere il giornalismo di alta qualità attraverso la tecnologia e l’innovazione, come ad esempio con il progetto Accelerated Mobile Pages e YouTube Player for Publishers, utilizzato sui siti di news di tutta Europa. L’iniziativa DNI è aperta a chiunque lavori nel settore delle news digitali in Europa: entità grandi e piccole, affermate o appena nate.

Disponibili tre categorie di finanziamenti

  1.  Prototipi: finanziamenti destinati alle organizzazioni e agli individui idonei che richiedono fino a 50.000 euro. Si tratta di progetti in fase iniziale, con idee ancora da realizzare e presupposti ancora da testare. Questi progetti avranno la priorità e riceveranno finanziamenti per il 100% del loro costo.
  2. Progetti di medie dimensioni: finanziamenti destinati alle organizzazioni idonee che richiedono fino a 300.000 euro. Verranno accettate richieste di fondi fino al 70% del costo totale del progetto.
  3. Progetti di grandi dimensioni: finanziamenti destinati alle organizzazioni idonee che richiedono oltre 300.000 euro. Verranno accettate richieste di fondi fino al 70% del costo totale del progetto. Il limite massimo dei finanziamenti è 1 milione di euro. Sono contemplabili eccezioni al limite massimo di 1 milione di euro per progetti di grandi dimensioni che rappresentano collaborazioni (internazionali, all’interno del settore o che coinvolgono diverse organizzazioni) o che portano vantaggi significativi all’intero ecosistema dell’informazione.
Via DailyOnline
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Di Max Da Via' (del 07/03/2017 @ 07:36:45, in Mobile, linkato 930 volte)

Le aziende che crescono più in fretta sono spesso quelle che accettano pagamenti via mobile. Questa è la principale evidenza che emerge da un’indagine appena pubblicata condotta su un panel mondiale. Lo studio, intitolato “Future of Money”, condotto perr NTT DATA e Ingenico ePayments da Oxford Economics e Charney Research, si propone di esaminare le tendenze in corso nell’uso del denaro contante e dei pagamenti elettronici in tutto il mondo. Lo fa sulla base di interviste a un campione di circa 300 dirigenti d’impresa e 2.000 consumatori presenti nei mercati di Stati Uniti d’America, Gran Bretagna, Germania, Scandinavia, Giappone, Cina, India, Kenya, Sudafrica e Brasile.

«Un terzo dei consumatori pensa che il mobile diventerà la forma di pagamento dominante nei prossimi 10 anni e al tempo stesso ben il 70% è preoccupato per il furto di dati. Le società devono, quindi, prepararsi a questo grande cambiamento, che in Europa avrà come acceleratore la normativa PSD2 che entrerà in vigore da gennaio 2018 – ha commentato Mauro Giorgi, SVP Financial Services NTT DATA Italia –. A vincere le sfide di questo mercato sarà chi sarà in grado di garantire la migliore customer experience».

 pagamenti via mobile sono associati a una rapida crescita dei profitti. La ricerca ha infatti rivelato che il 43% delle imprese i cui profitti crescono dell’11% o più offrono un’App per i pagamenti da mobile. Invece, solo il 34% delle aziende con una crescita dei profitti inferiore offre App di questo tipo. Tra le società con una crescita nulla o negativa dei profitti, solo l’8% offre la possibilità di pagamento tramite App. Seppure con un divario leggermente meno accentuato, il 51% delle aziende a crescita rapida vende beni e servizi online, mentre solo il 47% di quelle a crescita lenta lo fa.

Questi risultati sottolineano la necessità per le aziende di fare dell’innovazione dei pagamenti una parte integrante della loro strategia di crescita, fornendo un’esperienza di pagamento fluida, processi e prodotti innovativi. Altra evidenza importante dello studio è che i pagamenti elettronici incoraggiano la crescita delle vendite internazionali. Tra le società con una crescita dei profitti superiore all’11%, infatti, il 56% si rivolge a un mercato internazionale, cosa che è vera solo per il 44% delle loro controparti a crescita più lenta. Le aziende che vendono prodotti e servizi al di là delle loro frontiere dichiarano di ricevere il 53% del loro fatturato dai pagamenti elettronici, ivi inclusi anche quelli effettuati via mobile App. Quelle che vendono solo sul mercato domestico, per contro, ottengono il 58% del loro fatturato da pagamenti in contanti, assegni o carte di credito fisiche. I paesi in via di sviluppo, in particolare, appaiono quelli più propensi a utilizzare i pagamenti mobile. I consumatori nei mercati emergenti usano i mobile payment due volte tanto rispetto ai paesi sviluppati per viaggi, svago, videogiochi, elettrodomestici e abbigliamento. Il 58% dei consumatori dei paesi in via di sviluppo effettua pagamenti via mobile almeno una volta a settimana, percentuale che scende al 39% nei paesi sviluppati.

L’indagine, poi, mette in luce come l’uso delle criptomonete e l’adozione dei mobile wallet coincidono. Il 48% delle aziende accetta pagamenti via mobile così come le criptomonete, mentre sono solo il 7% non accetta pagamenti via mobile. Il 9% dei consumatori dice di possedere e usare criptomoneta, mentre i pagamenti via mobile rappresentano meno dell’8% della spesa globale dei consumatori. Infine, 1 società su 4 già riceve pagamenti in moneta virtuale, soprattutto nei settori tecnologici e bancari.

Via Mobile4Innovation
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