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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Altri Autori (del 07/03/2012 @ 01:17:10, in Social Networks, linkato 2090 volte)

La lotta fra social network si combatte a suon di nuove utenze. Secondo le stime di eMarketer, per la prima volta dalla sua nascita, nel 2012 la crescita di Facebook negli Stati Uniti sarà inferiore al 10%, mentre il rivale Twitter dovrebbe incrementare i propri iscritti del 20% sul suolo americano.

Facebook, decisamente il social network più popolare del pianeta, sconta la copertura ormai capillare degli internauti statunitensi: il sito creato da Mark Zuckerberg ha visto la propria utenza salire del 13,6% nel 2011, mentre nel 2010 l’incremento degli iscritti era stato del 38,6%. Inverso il trend di Twitter, che dopo un balzo in avanti del 23,5% nel 2010, è cresciuto del 31,9% lo scorso anno.

Il confronto tra i due network, al momento, è ancora impietoso: Facebook conta 133 milioni di utenti negli Usa, mentre Twitter si ferma a 24 milioni, cifra che dovrebbe però raddoppiare entro il 2014. A quel punto, la scontro sarà reale.

Via Quo Media

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Di Altri Autori (del 06/03/2012 @ 07:08:51, in Mobile, linkato 1821 volte)

Il mercato di smartphone e tablet sempre più in espansione, un miliardo di persone con accesso alla banda larga mobile nel mondo, il lancio di device sempre più economici, le ricerche su internet da dispositivi mobili che guadagnano giorno dopo giorno terreno e supereranno presto quelle da desktop, le reti sempre più al limite, che faticano a tenere il passo con lo sviluppo straordinario della connettività mobile.

E’ questo il quadro che emerge dalle dichiarazioni dei maggiori operatori del settore telecomunicazioni presenti fino a pochi giorni fa al MWC di Barcellona, come Hans Vestberg, chief executive di Ericsson, che prospetta una svolta del mercato verso una “microsegmentazione” delle offerte, andando ad intercettare i bisogni di utilizzo della rete dei singoli utenti per ottimizzare il traffico, lasciando così maggior respiro alle reti.

Tariffe ed abbonamenti studiati su misura, selezionando diversi tipi di target all’interno dell’universo dei propri clienti, per capire quali sono i loro reali  bisogni e le effettive modalità d’uso della rete da mobile. Una sorta di pay-per-use, disegnato sul profilo del singolo consumatore.

Un esempio di questa nuova strategia arriva da oriente, più precisamente  dall’Indonesia, dove Telkomsel, operatore leader del settore mobile, ha lanciato una particolare (ed economica) offerta per andare incontro al pubblico del paese, dove un terzo della popolazione non raggiunge i 15 anni: FlexiChatting, un piano tariffario per accedere esclusivamente a Facebook e Twitter, controllando così messaggi, notifiche ed aggiornare il proprio stato.

Un sistema che permetterà quindi di pagare per l’effettivo uso in rete dei propri device, garantendo al contempo risparmio per i consumatori, ma soprattutto una maggiore efficienza delle reti, senza la quale “la stragrande maggioranza delle persone su questo pianeta sarà tagliato fuori da Internet”, come riporta sempre  Vestberg.

Gli operatori stanno progressivamente abbandonando gli abbonamenti con connessione illimitata, indirizzando le proprie tariffe verso un conteggio della quantità di kilobyte utilizzati, calcolando il prezzo finale sulla portata del download effettuato.

L’accesso da mobile senza limitazioni sembra aver raggiunto un livello non sostenibile, che le innovazioni e gli investimenti su reti ed infrastrutture non sembrano poter arginare. Un’attenta frammentazione delle tipologie di accesso e limitazioni economiche all’uso massiccio della rete mobile sembrano essere l’unica scelta per garantire, a un pubblico sempre più vasto, un servizio di connettività soddisfacente per il prossimo futuro.

Via Tech Economy

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Di Altri Autori (del 05/03/2012 @ 07:20:57, in Internet, linkato 4655 volte)

L’esperienza insegna che prima di iniziare una qualunque attività, di business e non, è bene partire da un’ approfondita analisi con cui individuare i punti di forza, di debolezza, ma anche le opportunità e le minacce, del progetto stesso.

Il web non fa eccezione e una simile analisi SWOT (Strengths, Weaknesses, Opportunities, Threats), è indispensabile anche nella costruzione di una strategia di posizionamento online. I punti di forza e di debolezza infatti, fanno riferimento ad aspetti interni o meglio di “on-page” di un sito, mentre le opportunità e le minacce analizzano i fattori off-page e le attività dei competitors.

Occorre sottolineare che per una analisi SEO approfondita e strutturata è sempre opportuno affidarsi al proprio reparto di web marketing o ad una web agency professionale, ma per verificare autonomamente se un sito web sia ottimizzato o meno, e quindi se le tecniche SEO messe in atto stiano dando i loro frutti, in rete sono disponibili dei semplici tool che in pochi click permettono di avere qualche interessante indicazione.
Di seguito indicheremo quattro di questi strumenti (2 per i fattori interni e 2 per i fattori esterni) spiegando quando, come e perché utilizzarli.
Fattori on page:

1.WooRank : questo simpatico tool permette di creare dei “report” di analisi solamente inserendo il sito web all’interno dell’apposita casella di testo. In pochi secondi potrete avere a disposizione diversi fattori di posizionamento parametrati con tanto di spiegazione.

2.GT Metrix: elemento molto importante per la fruibilità e la leggibilità di un sito è sicuramente la velocità di caricamento delle pagine: GT Metrix utilizza Google Page Speed e Yahoo YSlow per fornire dei parametri con relativi suggerimenti per poter risolvere gli eventuali problemi. Anche per questo strumento bastano pochi click per ottenere una scheda con i valori percentuali scaricabili anche in PDF. L’elemento forse più utile è la possibilità di comparare le prestazioni di più siti (fino a quattro) per avere un’analisi di benchmark di riferimento.

È bene evidenziare come questi strumenti forniscano elementi di analisi interna soprattutto dal punto di vista “tecnico”, ovvero di ottimizzazione del codice HTML e dell’architettura strutturale di un sito web, tralasciando un elemento fondamentale: i contenuti.

Un dominio ottimizzato al 100% senza contenuti interessanti per l’utente diventa un puro e semplice esercizio di stile. Ricordiamo prima di ogni accorgimento SEO per un opportuno posizionamento che, come disse qualcuno, “Content is King”: scrivere articoli stimolanti e ben impaginati, redigere editoriali ed approfondimenti originali e creare contenuti di grande interesse per l’utente/visitatore è la vera chiave per il successo.

Fattori off page:

1.SEM Rush: questo strumento online consente di verificare quali parole chiave vengono utilizzate per cercare un determinato dominio web, oltre a stilare una lista dei principali concorrentitra i primi 20 risultati di Google. SEM Rush, inoltre, permette una analisi preliminare delle performance di determinate parole chiave: basta scrivere sulla casella di testo la keyword desiderata per ottenere molte informazioni utili, come il volume delle ricerche mensili e il trend di ricerca nell’arco di 12 mesi.

2.Majestic SEO: il numero e soprattutto la qualità dei siti esterni che citano (attraverso un link esterno o backlink) il proprio sito costituiscono un fattore fondamentale di posizionamento, la cosiddetta link popularity. Majestic SEO è in grado di scandagliare il web individuando tutti quei siti che puntano al nostro sito tramite un link e fornendo informazioni riguardo la qualità del sito citante.

Anche per i fattori esterni la regola del “Content is King” è assolutamente indispensabile: più i contenuti saranno interessanti più altri siti citeranno i nostri articoli o prodotti attraverso i backlinks. Conseguentemente se i siti “citanti” sono ritenuti “di qualità”, la link popularity diventerà uno degli elementi essenziali per favorire il posizionamento del proprio sito sui motori di ricerca

Via Tech Economy

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Di Altri Autori (del 01/03/2012 @ 07:19:35, in Pubblicità, linkato 1805 volte)

La spesa pubblicitaria globale dovrebbe crescere del 4,9% entro quest'anno, per raggiungere quota 465.500 milioni di dollari, secondo un rapporto di Strategy Analytics. Nello specifico, il totale della spesa per la pubblicità negli Stati Uniti è destinato a crescere del 2,7%, quindi di meno rispetto al tasso globale, anche se questo dato rappresenta comunque un notevole miglioramento rispetto al 0,6% di crescita ottenuto nel 2011.

Via Quo Media

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