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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico : Advertising (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Roberto Venturini (del 10/05/2010 @ 07:40:42, in Advertising, linkato 1695 volte)

Se l’arte è lo specchio della vita e l’advertising influenza la nostra vita, qual è la conclusione logica? Forse che una volta l’advertising era lo specchio dell’arte – ma ora non lo è più. O forse lo è in un modo diverso.

I legami tra advertising e arte sono (stati) molto forti. Toulouse-Lautrec arrotondava disegnando affiche per il Moulin Rouge,  i poster di Dudovich hanno un posto nel mio cuore. I Caroselli e le pubblicità del dopoguerra contenevano, a volte, gioielli artistici.

Ora, tutto questo non c’è più. Colpa di noi markettari, dei planner, dei Director, delle multinazionali e sopratutto del target.
Target che ha smesso di comprare in modo romantico, facendosi sedurre da poetici messaggi commerciali. Dall’arte siamo passati all’advertising. Se l’arte è fatta per turbare, la scienza rassicura. (Georges Braque). E anche la pubblicità.

Oggi siamo più duri, razionali e molto più distratti. Senza una strategia, un posizionamento micrometrico i prodotti non si vendono più. Troppi spot meravigliosi abbiamo visto… di quelli che tutti si ricordano (ma senza ricordarsi la marca).

Chiaro, da una inossidabile strategia iper razionale, difficilmente escono pubblicità che stupiscono, anche se vendono, ed è questo in genere l’importante. Esistono però, fortunatamente, eccezioni, date un’occhiata a absolutad.com.

Eppure, tra marche ed arte, il feeling non è scomparso, né tra i pubblicitari ed arte (e non intendo solo la famosa collezione d’arte dei Saatchi).

Da un lato abbiamo tutta una serie di azioni “a favore dell’arte” condotte dalle marche. Azioni su un target culturalmente elevato? Scarico di utili attraverso operazioni fiscalmente deducibili? Creazione di pretesti di comunicazione e RP?

Il mio lungo trekking sulla strada dell’advertising (camminando sulla carreggiata, ho sempre cercato di evitare il marciapiede) mi fa temere un po’ del cinismo di noi addetti ai lavori. Ma è giusto essere ottimisti e pensare che qualche mecenate ci sia, motivato verso una responsabilità sociale dell’azienda che proponga comunicazioni in grado di stimolare la mente e le coscienze. Facendo volare più alto il target e il fuori target.

D’altra parte l’arte è un boomerang, e se l’abbiamo cacciata dell’advertising è tornata dalla finestra e se ne è impadronita autonomamente, senza il permesso. Del resto arte e pubblicità hanno qualcosa in comune nel DNA… diceva Balzac “Chi dice arte, dice menzogna”, proprio ciò di cui accusano in troppi noi pubblicitari.

Mi viene un altro pensiero.
Nel Medio Evo e oltre, Chiese e Palazzi erano – come sapete – dei media. In una società analfabeta, pittura e la scultura erano i mezzi più d’impatto per trasferire messaggi, emozioni, stimoli, brand image della casata o della congregazione religiosa. E molti andavano in chiesa per l’arte più forse che per la funzione. Così come noi, a volte, ci troviamo in situazioni in cui l’advertising ha un valore estetico e di interesse ben superiore al programma che interrompe (o che la interrompe?).

Eventi troppo rari purtroppo, la maggior parte delle comunicazioni non riesce a bucare il mio disinteresse e quello di molti altri fruitori di media. Non sempre la qualità è alta (anche se i brief sono impeccabili, e li si vede bene nella filigrana del comunicato) e si capisce perché altre forme di comunicazione stiano mordendo alle caviglie, come un branco di lupi siberiani, la pubblicità classica che non si dà un colpo d’ala..

Aspettate, sto forse dicendo che la pubblicità è il nuovo affresco? Che pensiero azzardato mi sono permesso. Martirizzatemi pure ma, a posteriori, non immortalate il mio martirio in un quadro; preferisco uno spot.

 
Di Altri Autori (del 05/05/2010 @ 07:28:19, in Advertising, linkato 1258 volte)

Un milione di euro. Questa la cifra per inserire campagne pubblicitarie nelle applicazioni di iPhone e iPod Touch tramite la piattaforma iAd. Certo farsi conoscere attraverso i dispositivi Apple ha un costo elevato, tanto che le cifre chieste da Cupertino hanno creato subbuglio nel mondo del mobile advertising.

Secondo le indiscrezioni riportate da The Wall Street Journal, la compagnia della Mela avrebbe approntato il ‘listino prezzi’ in vista del lancio del nuovo melafonino, che dovrebbe essere svelato a giugno.

Jobs & Co. vogliono così sfruttare il mercato delle app, in continua crescita. Ogni sviluppatore può scegliere se inserire o meno la pubblicità nel proprio programma per iPhone: il 60% dei ricavi degli spot vanno a chi ha creato il software e il restante 40% ad Apple.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 27/04/2010 @ 07:48:54, in Advertising, linkato 1889 volte)

Si chiama iAd e si pone come la prossima rivoluzione di Apple sul mercato della tecnologia e nel campo dell'advertising Mobile. Si tratterebbe, infatti, di un network pubblicitario innovativo basato su iPhone ed iPad che potrebbe rappresentare una grande opportunità di revenue per l’azienda e una novità importante nel settore del Mobile Advertising. La caratteristica innovativa del servizio è che sarà possibile proporre agli utenti annunci pubblicitari, sotto forma di banner integrati nelle applicazioni, mirati e selezionati in base all’utilizzo dei device, alle applicazioni installate, alla loro localizzazione e ai dati personali.

Non si tratta esattamente di una sorpresa: in fondo il Mobile Advertising non è che la logica conseguenza delle strategie intraprese negli ultimi due anni da Apple sul fronte Mobile. Soprattutto, il lancio di una iniziativa specifica sul fronte advertising collocherebbe nel giusto tassello l’acquisizione del gennaio scorso di QuattroWireless, azienda di pubblicità su piattaforme Mobile, al fine di "sottrarre mercato" a Google che, a sua volta, ha da poco acquistato il più grande network pubblicitario mobile, AdMob.

Nel mondo dell'advertising l’avvento di iAd rappresenterebbe un ulteriore passo verso lo scontro con Google, perché se il progetto andasse a buon fine le parti dovrebbero spartirsi la torta in base alle quote di mercato detenute dai dispositivi Android da una parte, ediPhone ed iPad dall'altra.Per Apple si tratta senza ombra di dubbio di una importante occasione per monetizzare il travolgente successo in primis dell’iPhone e a seguire quello potenziale dell’ iPad, ufficialmente in commercio dal 3 aprile e che conta già vendite esorbitanti.

Via Wireless4innovation

 
Di Roberto Venturini (del 16/04/2010 @ 07:31:09, in Advertising, linkato 2415 volte)

Inizia a risalire l'advertising: a gennaio 2010 si registra un +1,8% rispetto al gennaio 2009.
La Televisione, considerando sia i canali generalisti che quelli satellitari, ha un aumento del +3,7% della raccolta pubblicitaria.

La Stampa, nel suo complesso, ha un calo del -4,9%. I Periodici diminuiscono del -17,7%. Considerando la periodicità: i settimanali diminuiscono del -15,9% e i mensili del - 23,7% la raccolta.

I Quotidiani a pagamento, invece, fanno segnare il +0,7%. La raccolta dei Quotidiani Free/Pay Press è in linea con il gennaio 2009 (+0,1%).

Cresce anche Internet (+4,7%) con le tipologie Display a +10,2%, Search a +1,5% e Affiliate a +7,8%. 

L’audience Internet si consolida a 24,1 milioni di utenti (erano 24,4 a gennaio), con un incremento del 15% rispetto allo scorso anno.
Le sessioni nel mese più corto dell’anno sono 35 (solo 2 in meno rispetto a gennaio) e le pagine viste 2.169 (erano 2.232 il mese scorso). La media mensile del tempo trascorso online è di 29 ore e 52 minuti, oltre un’ora al giorno per persona, il 10% in più rispetto allo stesso mese del 2009.

Per quanto riguarda le categorie di siti più visitate, sempre stabili le prime tre posizioni: motori di ricerca, portali e community. In quarta posizione assistiamo al sorpasso dei siti di video e cinema sulle email, che scivolano in quinta posizione. Seguono i siti di news online (+27% rispetto a febbraio 2009) e quelli dei produttori di software (+19% verso febbraio 2009).

Tra le prime venti categorie più visitate, quelle che registrano la crescita maggiore nell’ultimo anno sono i siti di news online e quelli di Video & Movies, entrambi con un +27% di audience. I siti di Video & Movies arrivano a sfiorare i 15 milioni di visitatori, oltre 6 navigatori su 10. L’Italia è la nazione europea dove l’incremento di utenza sui siti di video risulta più sostenuto: +5.6 punti percentuali di penetrazione rispetto a febbraio 2009.

Interessante notare che l'audience TV cresce di poco meno di un punto percentuale (quindi, dico io, si conferma che la Rete non sta proprio uccidendo la TV). Sul Digitale Terrestre il canale più visto è Boing, seguito da RAI 4.

Potete scaricare il report qui.

 
Di Altri Autori (del 15/02/2010 @ 07:16:42, in Advertising, linkato 1647 volte)

Il telefono cellulare si configura come strumento perfetto per azioni di marketing e di gestione dei servizi verso il cliente. Sostanzialmente è, e probabilmente sarà, lo strumento che le aziende preferiscono per il mobile advertising, un mercato ancora in fase embrionale ma che mostra interessanti tassi di crescita.

Nel 2009, infatti, secondo le rilevazioni dell’Osservatorio mobile marketing & service, il comparto ha registrato un fatturato di 32 milioni di euro, in crescita di ben 21 punti percentuali sull’anno precedente.

Le aziende credono quindi nella potenzialità del mobile advertising che permette di stabilire una relazione diretta con il consumatore a costi sostanzialmente ridotti. Lo sviluppo del mobile adv, inoltre, è supportato dalla crescente diffusione di device evoluti (smartphone) e dall’introduzione di tariffe flat per la navigazione da cellulare.

Infine, tra i settori più propensi all’utilizzo del mobile adv segnaliamo: intrattenimento, editoria e media, abbigliamento e accessori e automotive.

Via Marketing Journal

 
Di Altri Autori (del 29/01/2010 @ 07:27:18, in Advertising, linkato 2101 volte)

Aumenta l’impatto del telefono cellulare nelle strategie di marketing, così come è in aumento la pubblicità su dispositivi mobili e sugli smartphone in particolare. I cellulari di ultima generazione, una delle poche note positive del mercato tecnologico dell’anno appena concluso, hanno contribuito all’ulteriore ampliamento del giro d’affari del mobile advertising in Italia, nel 2009 cresciuto del 20% fino a 32 milioni di euro secondo l’Osservatorio Mobile Marketing & Service.

 Il dato è in controtendenza con la contrazione degli investimenti pubblicitari sui media tradizionali (-20% negli ultimi dodici mesi). Tra i settori più attivi nella promozione mobile vi sono quelli dell’intrattenimento, dell’editoria/media e dell’abbigliamento. Application apposite (per iPhone et similia) e una maggiore diffusione delle connessioni web da cellulare hanno dato il la allo sviluppo di servizi promozionali percepiti come poco invasivi, che diventano anche d’aiuto al cliente (prenotazioni, info, pagamenti rapidi).

Via Quo Media

 
Di Admin (del 29/01/2010 @ 07:27:18, in Advertising, linkato 1767 volte)

Aumenta l’impatto del telefono cellulare nelle strategie di marketing, così come è in aumento la pubblicità su dispositivi mobili e sugli smartphone in particolare. I cellulari di ultima generazione, una delle poche note positive del mercato tecnologico dell’anno appena concluso, hanno contribuito all’ulteriore ampliamento del giro d’affari del mobile advertising in Italia, nel 2009 cresciuto del 20% fino a 32 milioni di euro secondo l’Osservatorio Mobile Marketing & Service.

 Il dato è in controtendenza con la contrazione degli investimenti pubblicitari sui media tradizionali (-20% negli ultimi dodici mesi). Tra i settori più attivi nella promozione mobile vi sono quelli dell’intrattenimento, dell’editoria/media e dell’abbigliamento. Application apposite (per iPhone et similia) e una maggiore diffusione delle connessioni web da cellulare hanno dato il la allo sviluppo di servizi promozionali percepiti come poco invasivi, che diventano anche d’aiuto al cliente (prenotazioni, info, pagamenti rapidi).

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 22/01/2010 @ 07:50:02, in Advertising, linkato 3684 volte)

Da gennaio a novembre del 2009 gli investimenti pubblicitari ammontano a 7.766 milioni di euro con una flessione del -14,4% rispetto al corrispondente periodo del 2008. Considerando novembre 2009 verso il novembre 2008 la variazione è del -3,7%. Nel confronto sul singolo mese, infatti, si registrano valori in crescita per la Televisione, la Radio, il Cinema, Internet, le Cards e l’Out of Home Tv. Rallenta il trend negativo dei Quotidiani.

Wind, Ferrero, Unilever, Vodafone, Tim, Barilla, Procter&Gamble, Volkswagen, L’Oreal e la new entry Telecom guidano la classifica dei Top Spender a gennaio-novembre 2009 con investimenti pari a 1.131 milioni di euro, in calo del -6,3% sul corrispondente periodo dell’anno scorso. 

La Televisione, considerando i canali generalisti e quelli satellitari (marchi Sky e Fox), mostra una flessione del -11,1% sul periodo cumulato e una crescita del +2,8% a novembre 2009 verso novembre 2008. Si registrano andamenti positivi sul mese in particolare per: Alimentari, Telecomunicazioni, Bevande/Alcoolici e Toiletries.

La Stampa da gennaio ha un calo del -22,5%. I Quotidiani a pagamento mostrano una flessione del -17,3% con l’Automobile a -27,9%, l’Abbigliamento a -20,7% e la Distribuzione a -21,4%. Questi tre settori nel confronto mensile novembre 2009 verso novembre 2008 registrano però variazioni positive rispettivamente del +25,5%, +2,3% e +2,6%. Per quanto riguarda le tipologie pubblicitarie, la Commerciale segna il -19,2%, la Locale il -14,4% e la Rubricata/Di Servizio il -16,2%. In contrazione anche la raccolta dei Quotidiani Free/Pay Press (-27,5%). I Periodici diminuiscono del -29,1% sul periodo progressivo a novembre 2009 con l’Abbigliamento a -29,1%, la Cura Persona a -23,3% e l’Abitazione a -32,5%.

La Radio diminuisce del -10,1% da inizio anno, ma fa registrare il +20,1% sul mese grazie alle performances di Auto, Alimentari, Telecomunicazioni e Finanza. Per quanto riguarda gli altri mezzi gli andamenti sul periodo cumulato sono: Affissioni -25,3%, Cinema -7,8%, Out of Home Tv -2,9% e Direct Mail -17,0%. Internet cresce del +4,6% grazie all’apporto della tipologia Search. Qui potete scaricare la tabella.

Via Spot and Web

 
Di Altri Autori (del 08/01/2010 @ 07:01:57, in Advertising, linkato 1139 volte)

Apple acquisirà Quattro Wireless, società di online advertising di caratura internazionale (è il secondo pubblicatore di inserzioni pubblicitarie nel mondo dietro AdMob recentemente acquisita da Google).

La compagnia di Cupertino entra così nel mercato della pubblicità attraverso gli annunci e gli spazi pensati per il web su dispositivi mobili.

Ancora non sono stati resi noti i particolari dell’affare, ma pare che Apple abbia offerto 275 milioni di dollari per rilevare Quattro, trai cui clienti spiccano i nomi di Ford, Disney, Visa, Mazda e di Bing, il motore di ricerca firmato Microsoft.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 03/09/2009 @ 07:48:25, in Advertising, linkato 1341 volte)

Cresce la pubblicità online pensata per e indirizzata sui social network. Secondo una ricerca di comScore, il 22,1% delle inserzioni pubblicate su internet negli Usa passa attraverso Facebook e affini.

Il rapporto sottolinea la crescente predominanza di siti di social media nel panorama del web, ormai accettati anche da molte concessionarie come canale principe per gli ads in rete, e rileva una crescente concorrenza tra queste comunità online e società consolidate di internet (Yahoo! e AOL, per esempio), che si sono proposte da lungo tempo come principali destinatarie per le inserzioni di marca.

Secondo i dati di comScore, in luglio MySpace e Facebook hanno raccolto oltre l’80% degli annunci destinati ai social network, mentre i maggiori inserzionisti a investire in questo particolare campo sono stati AT&T, Experian Interactive e Ask Network.

Gli scettici sull’efficacia promozionale del social networking, però, non mancano. Molti analisti ancora si chiedono come monetizzare l’enorme traffico (potenziale e reale) di Twitter et similia,  mentre alcuni addetti marketing sono dubbiosi circa l’abbinamento dei loro marchi a contenuti quasi interamente gestiti dagli utenti (che caratterizzano i social netowork), e perciò passibili di atteggiamenti politicamente scorretti e sgraditi ai destinatari del messaggio pubblicitario.

Via Quo Media

 
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