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  mymarketing.it: perchè interagire è meglio!... di Admin
 
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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
"
 
\\ : Storico : Internet (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gianluigi Zarantonello (del 06/10/2008 @ 08:00:00, in Internet, linkato 1771 volte)

Si parla sempre più spesso ormai di marketing del territorio.

Sostanzialmente si tratta di valorizzazione, ovviamente anche economica, d'aree geografiche e della loro cultura, termine quest'ultimo che va inteso nel senso più ampio possibile, spaziando dall'arte alle tradizioni popolari, dall'artigianato all'enogastronomia.

Come si fa a pensare un progetto realmente vincente?

A monte di un progetto di valorizzazione del territorio c'è sicuramente la conoscenza della sua storia e l'individuazione, all'interno dell'ambiente analizzato, delle eccellenze dei diversi settori, quali i migliori artigiani, ristoratori e simili: la qualità di ciò che si mette in campo infatti è un fattore critico di successo.

A questo punto un altro passo importante è quello della tematizzazione: vado a cercare un tema che attraversi in qualche modo tutto il territorio e che permetta di creare una chiave di lettura attraverso cui poi comunicarlo all'esterno.
L'importante è che questo carattere permetta un riscontro emotivo (e quindi un interesse) forte nel visitatore, che gli permetta al limite di immedesimarsi nella situazione, processo quest'ultimo che è particolarmente centrale per eventi puntuali, quali un carnevale o una festa popolare, una grande mostra, una ricostruzione storica.

Infine tematizzare può permettere di "estrarre" anche i simboli necessari a creare un brand per quell'area, sotto forma di vero e proprio logo che permetta di ricollegare al territorio eventi, prodotti e anche sensazioni, una sorta di marchio di qualità insomma.
Una volta avviato questo sistema sta a tutto il territorio comunicarsi, naturalmente con l'ausilio d'uffici stampa, di grandi o piccoli eventi, di pubblicità ma soprattutto di partecipazione degli abitanti al mantenimento di standard elevati d'accoglienza e di qualità in genere.

Naturalmente è particolarmente importante creare consenso e consapevolezza fra i "pubblici influenti", quali le amministrazioni locali, i gruppi sociali più attivi, le aziende legate al territorio (che possono diventare ottimi sponsor) e tutti coloro che possono favorire od ostacolare la riuscita dell'operazione.

La rete Internet sicuramente in questo senso ha un potenziale straordinario, anche se non sempre gestito al meglio, come il triste caso di Italia.it ha recentemente dimostrato.

Grazie a Internet infatti è possibile creare dei percorsi ipertestuali attraverso le eccellenze del territorio, collegati fra loro da dei punti di congiunzione fra le pagine e arricchibili da vari contenuti multimediali.

Inoltre un sito web permette un aggiornamento continuo dei contenuti, con la possiiblità di tenere viva l'attenzione del pubblico con newsletter e feed rss.

Ancora, non dimentichiamoci che il turismo è uno dei settori trainanti nell'e-commerce e che dunque una valida piattaforma web non è solo un investimento pubblicitario per il territorio ma può diventare uno dei motori dell'accoglienza turistica.

Inoltre con l'avvento del web 2.0 il portale turistico si può aprire anche ai contributi degli appassionati e delle persone del luogo che possono arricchirlo e renderlo vivo e convolgente grazie ai propri contributi, facendo che sì che esso sia una reale espressione del territorio.

Tutto questo putroppo in italia, il paese che meglio potrebbe trarre vantaggio da quanto scritto sopra, è ancora appannaggio di poche realtà non colelgate fra loro e non validamente supportate dallo stato e dagli enti locali (salvo naturalmente delle felici eccezioni).

E' ora dunque di fare sistema, affidando a dei professionisti della rete il compito di sviluppare insieme alle realtà locali un valido complesso di siti e servizi web collegati fra loro in un network.

Nella speranza che il caso di Italia.it serva da monito per evitare nuove scelte sbagliate.

Gianluigi Zarantonello

 
Di Altri Autori (del 02/10/2008 @ 07:35:20, in Internet, linkato 1750 volte)

Dopo aver lanciato il canale Warner Tv, Fastweb renderà disponibili per i propri clienti le serie televisive prodotte dagli Abc Studios. Grazie all'accordo siglato con Disney-Abc-Espn Television, i telefilm saranno disponibili on demand per tutti gli abbonati FastwebTv.

L'accordo include serie molto popolari, come Criminal Minds o Alias, e prevede il lancio speciale con un'apposita area di Lost, il telefilm che racconta le vicende di un gruppo di sopravvissuti a un disastro aereo su una misteriosa isola tropicale.

L'intesa è stata raggiunta da Edward Humphrey, direttore New Media Distribution della Disney-Abc-Espn Television, da Stefania Severini, senior manager della Programme Distribution di Emea, e da Claudio Bellinzona, Head of Content and Programming di Fastweb.

Alessandro Petrazzi, Head of Media & Tv di Fastweb, ha dichiarato: "Siamo molto orgogliosi di collaborare con Disney perché ci permette di offrire ai nostri abbonati la possibilità di accedere ad alcune delle migliori serie televisive internazionali, ma siamo anche molto felici di essere con Disney all'avanguardia nell'innovazione, con il lancio della prima area video-on-demand interamente dedicata a una serie così popolare come Lost".

La soddisfazione per l'accordo è stata manifestata anche da Maria Kyriacou, Senior Vice President, New Media Distribution della Disney-Abc-Espn Television, afferma: "Siamo onorati di lavorare con Fastweb perché possiamo offrire al pubblico italiano, per la prima volta, alcune delle nostre migliori serie on-demand. Rendere i nostri contenuti disponibili agli spettatori internazionali in varie modalità, accessibili quando e dove vogliono, è un impegno importante per noi, e questo accordo ci permette di avvicinarci ancor più al raggiungimento del nostro obiettivo".

Via Quo Media

 

 

In passato su queste pagine ho già parlato delll'importanza dei contenuti sui siti aziendali, spesso trascurati privilegiando l'aspetto grafico (naturalmente pure importante).

Infatti avere del contenuto fresco, pensato apposta per internet e frequentemente aggiornato è un ottimo modo per favorire le visite frequenti degli utenti alle nostre pagine aziendali, oltre che un grosso aiuto nell'indicizzazione sui motori di ricerca.

Ho anche parlato di uno strumento forse ancora poco noto al di fuori dei professionisti di Internet, i feed rss.

Molti di voi navigando su Internet avranno notato dei link caratterizzati da un’iconcina xml o rss che parlava dei feed del sito da poter scaricare.

Se avete cliccato il link ed avete un browser un pò vecchio probabilmente vi siete trovati davanti ad un blocco di informazioni incomprensibili ed avete chiuso la finestra senza pensarci più.

Bene, quello che avete intravisto era un feed rss.

Di che cosa si tratta? RSS (acronimo di RDF Site Summary ed anche di Really Simple Syndication) è uno dei più popolari formati per la distribuzione di contenuti Web, basato sul linguaggio XML, ossia quella cosa poco comprensibile che avete visto dopo il click sul link.

Tramite questo strumento, facilmente implementabile sulle vostre pagine web, sarete in grado di inviare automaticamente agli utenti che vorranno sottoscrivere il feed le vostre novità che loro leggeranno tramite un lettore gratuito o direttamente dal browser.

Li potranno leggere quando vorrranno e saranno aggiornati in tempo reale.

Capite bene che i vantaggi sono diversi: l’utente sceglie volontariamente di ricevere i feed, non si deve iscrivere né disiscrivere (come avviene per una newsletter), l’aggiornamento riguarda tutti i contenuti che vogliamo ed è in tempo reale.

Ma con l'avvento del web 2.0 e dei social network la cosa si fa ancora più interessante, in quanto sempre più siti, tools e strumenti vari permettono di importare del contenuto dai siti altrui con dei semplici feed rss.

In soldoni una volta che avrete creato il vostro flusso rss potrete distribuire i vostri contenuti su di una varietà enorme di strumenti (compreso il desktop e il telefonino) quasi sempre a costo zero.

Tutto bello e facile dunque? In teoria sì, ma non dimentichiamoci che per funzionare come strumento di marketing e comunicazione il vostro contenuto deve essere aggiornato di frequente con qualità e perizia.

Questa sembra la parte più facile ma in realtà non lo è e lo testimoniano la maggior parte delle sezioni news dei siti aziendali, drammaticamente ferme da mesi o anni.

In conclusione dunque mi piace sottolineare che il web offre sempre più possibilità di comunicazione alle aziende ma che per coglierle serve, con urgenza crescente, l'apporto di figure professionali specializzate nel seguire questi temi che non vanno lasciate alla buona volontà del resto del personale aziendale.

Gianluigi Zarantonello

 
Di Altri Autori (del 26/09/2008 @ 07:28:21, in Internet, linkato 4368 volte)

Un sistema di advertising mirato senza peli sulla lingua che conosce le tue imperfezioni e ti dice chiaramente come intervenire. È successo a una giornalista del Washington Post.

Una storia di targeting estremo quella vissuta da tanti utenti Facebook che sempre più spesso si ritrovano banner eccessivamente sinceri sulla loro pagina personale. La storia l'ha raccontata Rachel Beckman, giornalista del Washington Post, che in procinto di sposarsi si è vista dare dal suo social network prima della cicciona e poi della sterile.

Chissà, forse per l'età, il fatto di essere fidanzata, il sesso, le foto e i messaggi lasciati, fatto sta che Rachel Beckman ha ricevuto da Facebook inviti piuttosto pesanti a mettersi a dieta, per perdere i chili di troppo. Un messaggio esplicito seguito da una foto ancora più esplicita: una giovane donna strizzata in una paio di jeans con le maniglie dell'amore in bella vista.

Ovviamente, Rachel non ha apprezzato e lo ha fatto sapere a Facebook aggiornando il suo status di conseguenza. Niente da fare: Facebook ha continuato, anzi, se possibile rincarato la dose. Sapendo che Rachel era prossima al matrimonio l'advertisement è stato ancora più subdolo: “Vorrai mica essere una sposa grassa?”.

Facebook è una miniera di dati, dispone di tante e tali informazioni sui suoi 60 milioni di utenti da poter profilare un messaggio pubblicitario nei minimi dettagli. Il paradiso per qualunque inserzionista. Il sito ha cominciato a convertire in milioni di dollari il suo database lo scorso novembre e da allora banner e contenuti promozionali sono diventati progressivamente sempre più mirati.

I software che permettono di raccogliere in database relazionali i dati personali degli utenti in modo da targettizzare i messaggi pubblicitari sono cosa nota. Ma quello che lascia perplessi è il tono irriverente ed eccessivamente confidenziale delle inserzioni su Facebook. L'azienda assicura che il software adottato contiene le giuste istruzioni per evitare messaggi crudi o offensivi ma evidentemente alla macchina manca la sensibilità dell'uomo, visto che i messaggi maleducati non sembrano diminuire.

L'obiettivo dei pubblicitari è quello di colpire l'utente sul suo punto debole, facendolo sentire inadeguato e imperfetto. Sei soprappeso? Calvo? Single? Hai denti gialli o sudi troppo? Su Facebook troverai la giusta indicazione.

Intanto, mentre la giornalista combatteva la sua battaglia contro Facebook a suon di mail, lamentele formali, linee guida sull'advertisement, è cambiato il suo stato civile. Da fidanzata è diventata sposata e il Facebook Ads non si è fatto attendere: “Stai cercando di rimanere incinta? Visita il nostro sito, abbiamo le migliori soluzioni per sconfiggere la infertilità femminile!” Non solo cicciona, pure sterile.

di Serena Massimini

 
Di Altri Autori (del 24/09/2008 @ 07:16:20, in Internet, linkato 2014 volte)

Internet è sempre più presente nella vita degli italiani: nel 2008 si registrano oltre otto milioni di utenti attivi in rete, tra internauti, blogger e membri di social network.

A concentrarsi sull'uso dei social network ha pensato Feltrinelli.it, che ha confrontato i dati ufficiali di Nielsen, Forrester e Simmaco con quelli presenti nel proprio database. Ne è emerso che su 24,3 milioni di navigatori, pari al 41% della popolazione, 3,4 milioni hanno un blog in Splinder o Blogger e che 4,7 milioni sono membri di un social network.

Ciò significa che circa un terzo di coloro che si connettono a internet utilizza i social network; il 59% è costituito da uomini, mentre il 41% da donne.
Anche se in agosto è avvenuto il clamoroso sorpasso di Facebook ai danni di MySpace, gli italiani continuano a preferire il sito di proprietà di News Corp, che concentra al suo interno il 59,5% di iscritti. Segue il Faccialibro con il 19,5% e Linkedln con il 7,7%. FlirckR, Anobii e Badoo insieme totalizzano il 13,3% dei membri.

Il boom dei social network ha colpito anche la pornografia, che ha perso il 10% degli interessati rispetto a dieci anni fa, come sostiene Bill Tancer nel suo libro "Click: What Millions of People are Doing Online and Why It Matters".

Il web 2.0, che consiste in tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione tra sito e utente, è un fenomeno che in Italia interessa per lo più la fascia di età compresa tra i 18 e i 44 anni. 

Considerata la grande affluenza di pubblico su social network e blog, laFeltrinelli.it ha creato un nuovo strumento per lo scambio di informazioni. Si chiama Lo Scaffale ed è una libreria virtuale che raccoglie e presenta i libri, i cd e i dvd preferiti da ciascun blogger.  Il direttore del canale online Feltrinelli.it ha dichiarato: "Da un punto di vista sociologico il web 2.0 rappresenta una possibilità di interazione sociale e di scambio attraverso strumenti e servizi diversi e facilità di costituzione di reti sociali".

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 19/09/2008 @ 07:11:24, in Internet, linkato 3004 volte)

eBay, il sito di aste online più gettonato della rete, non conosce più confini anche nel nostro paese. Secondo una ricerca del sito stesso, sono più di 20.000 i negozi online nel nostro paese registrati su eBay. Il dato più interessante che emerge dall'analisi riguarda il genere di oggetti venduti: non esiste quel predominio della tecnologia che ha caratterizzato il primo periodo di eBay sulla rete di casa nostra.

Tra le categorie più richieste nei negozi e-Bay spiccano senza dubbio i prodotti eno-gastronomici, venduti soprattutto dall'Umbria, dalle Marche, dove vini dolci e da dessert vanno a ruba, e in Emilia, che da sola assorbe il 71% dei vini rossi venduti in tutta Italia. In Val d'Aosta, Puglia e Friuli gli affari si fanno invece con la musica. In Friuli molti negozi vendono stock di strumenti musicali, mentre i valdostani si concentrano sulla vendita di armoniche a bocca: i pugliesi spiccano invece per i dispositivi audio portatili, come i-pod e lettori mp3, vendendo online il 44% dei congegni elettronici d'Italia. 

A conferma della passione degli italiani per il collezionismo, i negozi che vendono francobolli, monete e banconote da collezione sono molto attivi su eBay. Veneto, Calabria e Campania fungono da traino nel settore. Il 45% delle banconote straniere vendute in Italia arriva proprio dalla Campania. I venditori di libri antichi, invece, si concentrano soprattutto in Abruzzo. Chi è interessato ad acquistare su eBay prodotti per l'infanzia e premaman, trovera' maggiore offerta tra i negozi molisani, in cui si vendono soprattutto passeggini e seggiolini; ma anche in Sardegna, forte soprattutto per la vendita di abbigliamento per le mamme in attesa, e in Trentino, che è la regione in Italia che vende piu' di tutte scarpe da bambina.


I giocattoli online sono invece il punto 'forte' della Sicilia e della Liguria. Con una curiosità: tra quelli più venduti ci sono gli intramontabili aquiloni, biglie e yo-yo. Il Lazio è invece la regione degli uffici: qui infatti viene venduto il 45% degli articoli legati al settore.

I toscani preferiscono usare il web per vendere i negozi stessi: in questa regione infatti si cedono, attraverso eBay, il 33% delle attività commerciali che si vendono in tutta Italia. I piemontesi si sono rivelati forti venditori di prodotti di bellezza e per la cura del viso. Sono probabilmente esteti anche i lucani e i lombardi, che impazziscono per i gioielli: ma mentre in Basilicata il business si concentra sul commercio di quelli d'acciaio, la Lombardia, che detiene il podio di regione con più negozi attivi online (circa 3.000), vende il 57% delle fedi nuziali che si vendono in tutta Italia.  

Leonardo Costa, Responsabile Area Venditori eBay.it, afferma che "questi dati confermano che in Italia il mercato della vendita online è ricco e variegato". Sono infatti sempre di piu' i venditori italiani che comprendono l'opportunita' di avere un proprio negozio online, per poter godere dell'immensa vetrina virtuale che soltanto il web puo' offrire. E' pensando a loro che l'associazione qualche mese fa ha lanciato un nuovo concetto di negozio, che permettera' agli italiani di dimostrare ancora meglio la loro capacita' di creare aziende di successo. Ma, come sottolinea Costa,"questa volta attraverso eBay."

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 15/09/2008 @ 07:31:17, in Internet, linkato 2633 volte)

 

Ah, la potenza di Internet, che permette di ribaltare modelli e paradigmi per sostituirli con di più belli e più nuovi.

Ad esempio, pensate ancora a comprare i test di gravidanza uno alla volta, in farmacia?

Si comprano on line, a pacchi da dieci - cosi' se siete di quelli che amano il rischio e l'avventura per un annetto siete riforniti...

(non so voi ma io qualche problemino a comprare dei pregnancy test "Made in China" venduti a circa un Euro la decina me lo farei venire... adesso poi che ci sono dei bellissimi prodotti digitali che finalmente si capisce quel che intendono significare...)

Ma secondo voi, qual'è il pensiero di marketing soggiacente all'idea di offrire un Volume Deal su questo prodotto?

(La mia teoria: dato che non è pensabile venderli uno alla volta a 2 centesimi di dollaro, si fa un bundle per raggiungere uno scontrino minimamente sensato - poi la gente ne compra 10 e ne butta sicuramente via 8...)

 
Di Altri Autori (del 09/09/2008 @ 07:07:19, in Internet, linkato 1529 volte)

Poche settimane fa lo storico sorpasso ai danni di MySpace, a conquistare il titolo di social network più gettonato, e tra pochi giorni un restyling totale che cambierà totalmente volto a Facebook. Il social network più usato al mondo cambierà layout e dal 27 settembre passerà ufficialmente alla nuova versione. I ribelli di Facebook si sono già fatti sentire, ottenendo una proroga al debutto; eppure il cambiamento ci sarà.

A molti la nuova grafica, che si può vedere dal proprio profilo, non piace. I contrari si sono organizzati con il gruppo "Against the new Facebook", con conta più 183 mila membri e anche il nostro paese ha deciso di far sentire la propria voce con il gruppo Quelli che odiano la nuova versione di Facebook, che definisce la versione beta disordinata, confusa e complicata.

La protesta non si ferma qui: verrà inviata una lettera a Mark Zuckenberg, fondatore del popolarissimo social network di Palo Alto, in cui si chiederà di avere l'opportunità di tenere la vecchia versione. Secondo il blog della società americana, 30 milioni di utenti hanno già scelto la nuova versione; ma per Mashable.com altrettanti hanno deciso di restare alla vecchia. C'è poi da sottolineare che il 35% degli oltre 100 milioni di utenti Facebook, non ha mai cliccato sul nuovo design, ignorandone completamente le caratteristiche.

Facebook è nato da un gruppo di studenti di Harvard che volevano condividere esperienze, ma ora è diventato una vera community. Ormai è un must avere la propria pagina, tanto che a giugno Facebook ha superato MySpace, con 132 milioni di visitatori contro i 117,5 milioni della rete sociale creata da Tom Anderson e Chris DeWolfe. Su base annua i dati sono ancora più impressionanti: 153% per Facebook, contro il 3% di MySpace.


Le novità sono molte: una originale barra dei menù e la possibilità di scattare foto e girare video con la propria webcam e poi aggiungerli alla propria pagina o postarli sul muro degli amici. Inoltre, l'utente potrà gestire in modo più semplice e diretto il proprio rapporto con i contatti, grazie a un maggior numero di applicazione web interattive, basate su web Ajax. Ci sarà poi una nuova funzione detta live feed, che propone un flusso di informazioni sui propri contatti, aggiornato in tempo reale, come avviene peraltro già in altri social network quali FriendFeed o Twitter.

Via Quo Media

 
Di Admin (del 02/09/2008 @ 07:55:04, in Internet, linkato 1984 volte)

La ricerca condotta dallo psicologo David Lewis ha portato all'identificazione di questa nuova sindrome: la discomgoogolation. Si tratta di una forma di inteso stress, dettata dall'impossibilità di accedere a internet. L'era moderna ci ha ormai abituati alla opportunità di consultare una moltitudine di informazioni con un semplice clic e questo ha causato una vera e propria dipendenza.

Il termine discomgooglation deriva dalla fusione del verbo 'discombobulate', che significa 'confuso' o 'frustrato', con la parola "google", noto motore di ricerca. Quasi metà dei cittadini britannici, ben il 44%, soffre di questo malessere; il 76% dichiara di non poter vivere senza internet, oltre il 50% naviga da una a quattro ore al giorno e il 19% passa più tempo online che con la propria famiglia nell'arco della settimana.

Questa impossibilità di rinuncia alla rete è tutt'altro che inconscia: il 47% degli intervista crede che internet sia più importante della religione e una persona su cinque afferma di dedicare maggiore attenzione al proprio computer, piuttosto che alla propria partner.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 14/08/2008 @ 07:51:24, in Internet, linkato 2517 volte)

State aspettando che l'azienda risponda alla vostra mail di richiesta o protesta? Aspetterete a lungo, dice un'inchiesta australiana, secondo cui circa il 60% delle grandi società non risponde affatto alle domande dei clienti.
La casa di consulenza Strike Force Sales ha inviato 460 richieste di informazioni, per e-mail o posta tradizionale, a un vasto spettro di aziende e organizzazioni.

Dpo più di una settimana, il 59% delle compagnie doveva ancora mandare una replica, come ha affermato Darren Cox, il dirigente operativo della casa, e coloro che hanno riposto si sono presi almeno un giorno e mezzo di tempo.

I settori più reticenti sono stati il commercio al dettaglio e l'edilizia."Le società dicono che siete liberi di contattarle, ma questo non vuol dire che loro contatteranno voi", ha aggiunto Cox.
Secondo l'inchiesta, soltanto il 50% delle aziende che risponde con e-mail automatiche alle domande online dei clienti invia poi una mail con spiegazioni dettagliate sul caso.

Meno del 7% chiama il cliente che ha un forte interesse nel loro prodotto.

"Considerando che internet ha rivoluzionato il mondo degli affari e le cifre che vengono spese in pubblicità, ignorare le e-mail dei clienti è una vera negligenza".

"Le società ricevono molto spam, l'80% di spam e il 20% di vere richieste, ma nessuno si mette lì a dividere le une dalle altre".

Via Quo Media

 
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