Immagine
 mymarketing.it: e tu cosa ne pensi?... di Admin
 
"
Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
"
 
\\ : Storico : Internet (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Altri Autori (del 18/01/2011 @ 07:28:07, in Internet, linkato 1479 volte)

Stando ai dati raccolti da Nielsen, in Italia il 40% degli internauti di età superiore ai 14 anni si dichiara disponibile a pagare l’accesso ai contenuti di qualità presenti in rete. La percentuale dei favorevoli a film, musica e, in maniera minore, news e programmi tv a pagamento sale al 50% nella fascia 14-44 anni. Si tratta di circa 11,5 milioni di persone.

La ricerca evidenzia il legame diretto tra la crescente propensione alla spesa per i contenuti digitali e un’offerta di contenuti sempre più capillare e con un basso valore unitario. I consumatori preferiscono l’acquisto mirato di contenuti di interesse specifico attraverso micro transazioni.

Via Quo Media

 
Di Roberto Venturini (del 20/01/2011 @ 07:12:52, in Internet, linkato 1680 volte)

A grande richiesta (di quelli che erano in sala) ho pubblicato su Slideshare la mia presentazione fatta in ISTAT allo Statcamp.

Si parla di quanti sono  gli italiani in Rete, incrociando un po' acrobaticamente i numeri con i dati sull'alfabetizzazione e gli skills culturali della popolazione.

Di che farsi venire qualche dubbio sulla matrice (solo) tecnologica del Digital Divide.
Una provocazione, se volete... ma qualche pensiero magari lo fa venire.

(nota: in parte è una traduzione del mio articolo su Apogeo sullo stesso tema, con qualche aggiunta sul tema della "democrazia" della Rete, quindi può essere interessante anche lato e-gov... e politica)

 
Di Gianluigi Zarantonello (del 24/01/2011 @ 08:00:00, in internet, linkato 1782 volte)

In questi giorni sto facendo qualche esperimento sull’IPad per capire al meglio le potenzialità dello strumento e una delle prime cose che ho installato è stata l’applicazione Flipboard, che mi avevano consigliato in molti.

Si tratta in sostanza di uno strumento che permettere di organizzare (benissimo) un magazine composto dalle nostre fonti preferite (compresi Facebook e Twitter), sfogliandole, aprendo multimedia, guardando chi le ha condivise e unendosi al volo alla conversazione su Twitter.

La cosa che mi ha colpito molto è che in realtà i contenuti sono quelli già esistenti in altre forme ma la modalità di fruizione li rende completamente diversi in termini di esperienza, rafforzando molto il loro lato social.

Questo mi ha dato alcuni spunti che vorrei condividere con voi:

1) Presupponendo che il web sia morto come dice Anderson questo di tipo di apps confermano l’importanza della costruzione dei propri contenuti e della facilità di messa a disposizione verso terze parti.

2) E’ importante concentrarsi sullo sviluppo di applicazioni proprie (se dotate di valore aggiunto) ma non vanno trascurate le possibilità di trovare spazio all’interno di quelle più ben fatte (e diffuse) di altri. Se non ci saremo noi ci entrerà qualcun altro.

3) La componente sociale che si lega ai nostri contenuti non è più trascurabile: Flipboard a lato di ogni articolo mostra subito tutte le conversazioni e gli sharing generati dallo stesso, non essere in questo dialogo, anche solo per ascoltare, può risultare estremamente pericoloso.

4) E’ impensabile ormai considerare i propri contenuti solo come residenti sui nostri siti e applicazioni: il contenuto deve sempre partire da noi e a noi riportare (non chiudiamo le nostre proprietà!) ma con pochi click chiunque lo può inserire in un altro contesto (reader, Flipboard, Netvibes, iGoogle etc.), senza poi contare laquestione dell’ipertestualità diffusa anche offline. Tanto vale rendere il nostro contenuto già il più bello e facilmente fruibile possibile.

Che cosa ne dite? Certo in Italia siamo ancora un po’ indietro ma non per questo io non guarderei ancora più in là nel futuro…

Gianluigi Zarantonello via internetmanagerblog.com

 
Di Altri Autori (del 09/02/2011 @ 07:00:47, in Internet, linkato 1334 volte)

L’e-commerce continua a crescere, anche in Italia. Sono ormai otto milioni i connazionali che fanno acquisti su internet, per un fatturato annuo complessivo che nel 2010 dovrebbe essersi assestato intorno ai 6,5 miliardi di euro. Lo si legge nella ricerca congiunta svolta dalla School of Management del Politecnico di Milano e dal consorzio Netcomm per il Commercio Elettronico.

La crescita degli introiti del settore, rispetto alla fine del 2009, è del 14%. E se l’utenza sembra essere sempre più a suo agio con i negozi digitali e i metodi di pagamento online, le rivendite di aggiornano e provano a svilupparsi sul nuovo canale: vince chi sa pensare in modo globale ed è in grado di proporre i propri prodotti a una comunità di riferimento transnazionale.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 25/02/2011 @ 07:28:47, in Internet, linkato 2474 volte)

Si diffondono sempre più, anche in Italia, i gruppi d’acquisto via internet, che offrono coupon a prezzi particolarmente vantaggiosi e la possibilità di acquistare spesso direttamente dal produttore.

Secondo l’indagine compiuta da comScore sulle tendenze digitali dei paesi europei nel corso del 2010, Italia, Francia e Gran Bretagna sono in testa alla classifica degli stati più attratti dai coupon delle offerte online. Sviluppo e uso intensivo delle piattaforme di social networking e delle piattaforme mobili sono gli altri due aspetti rilevanti dell’evoluzione digitale negli ultimi mesi: evoluzione che fa dell’Europa il secondo mercato digitale mondiale, alle spalle della regione Asia-Pacifico, che può contare sul traino di Cina, India e Giappone.

Nel Vecchio Continente dominano ormai Facebook, che catalizza l’11% totale del tempo trascorso sul web dagli europei, e gli smartphone, che nei paesi più evoluti (Gb, Germania e Francia) ha conquistato più del 30% del mercato della telefonia mobile.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 28/02/2011 @ 07:08:24, in Internet, linkato 1572 volte)

Google fa la scrematura dei siti, retrocedendo nei suoi risultati di ricerca i portali più futili e scadenti. La novità annunciata da Mountain View ha l’obiettivo migliorare il lavoro del popolare motore di ricerca, offrendo agli utenti una graduatoria qualitativa dei siti riguardanti l’argomento richiesto.

“L’aggiornamento dell’algoritmo - si legge sul blog ufficiale di Google - è pensato per ridurre il ranking, ovvero la visibilità, dei siti di bassa qualità, quelli che hanno pochi contenuti di valore aggiunto per gli internauti o ad esempio con notizie fotocopia rispetto ad altri”. L’innovazione, per ora apportata solo alla versione statunitense di BigG, interesserà il 12% dei risultati di ricerca. Gli utenti potranno contribuire alla ‘nuova’ indicizzazione segnalando i siti da penalizzare, premiando così la qualità e l’efficienza degli altri.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 02/03/2011 @ 07:18:32, in Internet, linkato 1192 volte)

Cresce in Europa il fatturato delle vendite di prodotti via internet. Nel 2010, il mercato web  ha raccolto 81 miliardi di euro, segnando un saldo positivo del 18% rispetto al 2009. E le previsioni per il 2011 sono ancora rosee, con introiti attesi a 92 miliardi di euro e un tasso di crescita del 13%.

Il 57% degli europei adulti ha fatto shopping su internet negli ultimi dodici mesi, spendendo in media 517 euro. Secondo Forrester, che raccoglie i dati del settore, le vendite online cresceranno del 10% di anno in anno sino al 2015, permettendo al Vecchio Continente di rimanere al passo con gli Stati Uniti.

A guidare l’espansione dell’e-commerce sono soprattutto i prodotti elettronici, che già oggi costituiscono il 25% di tutti i prodotti venduti via web.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 07/03/2011 @ 07:04:44, in Internet, linkato 2298 volte)

L’analisi dell’andamento della rete in Italia nell’ultimo anno evidenzia, accanto al consolidamento dei social media (social network come Facebook e siti di video online come YouTube), l’emergere di un nuovo fenomeno: quello dei gruppi d’acquisto, siti come Groupon e Groupalia dove è possibile acquistare beni e servizi a prezzi scontati.

In termini di audience complessiva di internet, il 2010 si chiude con un traguardo importante per il web italiano: il superamento della soglia dei 25 milioni di navigatori attivi a dicembre, il 12.5% in più rispetto allo stesso mese del 2009.

Il ranking delle categorie di siti più visitati vede confermate le prime posizioni: i motori di ricerca con 23 milioni di utenti e una crescita in linea con quella della rete, i portali con 21,8 milioni di visitatori e i social media, che crescono del 16% e superano i 21 milioni. I siti di video e cinema, in quarta posizione, continuano a registrare i più alti tassi di crescita, almeno tra le prime posizioni: +18% nell’anno, che porta ad un bacino di 17,5 milioni di utenti. Seguono web mail, strumenti e servizi per internet, produttori di software, news online, tool di ricerca (come Wikipedia) e in decima posizione i siti dei rivenditori, che nel mese dello shopping natalizio vengono visitati da 14,2 milioni di utenti, il 15% in più rispetto al dicembre 2009.

Tra le altre categorie, quelle che registrano gli incrementi più consistenti nell'anno sono: mappe e informazioni di viaggio (+19%), broadcast media (+23%), sport (+21%), moda e bellezza (+41%), meteo (+27%), musica (+29%), cibo e cucina (+25%) e soprattutto la categoria Coupons/Rewards, che include proprio i gruppi di acquisto, più che raddoppiata nell'ultimo anno (dai 4,3 milioni del dicembre 2009 agli 8,7 attuali).

Quello dei gruppi d’acquisto è un sistema di offerta di coupon relativi a servizi legati soprattutto alla ristorazione, al benessere, allo sport, all’intrattenimento e al turismo che in Italia, come in moltissimi altri Paesi, sta riscuotendo molto successo. Groupon è la prima società ad aver sviluppato questo business e detiene la leadership del mercato, seguita da altre realtà come Groupalia, Glamoo, Letsbonus, Kgb Deals e PoinX.

Il trend nel 2010 evidenzia che il fenomeno in Italia ha avvio nel mese di luglio, quando si registra il primo dato significativo di visitatori sui due principali siti di questa categoria: Groupon rileva 770 mila utenti unici e Groupalia segue con 535 mila utenti. E’ però ad agosto che Groupon guadagna terreno su Groupalia, triplicando la propria utenza e raggiungendo quasi 2 milioni di utenti, contro gli 800 mila di Groupalia. Inizia così un trend di crescita a ritmo serrato che in soli sei mesi porta circa 5 milioni di utenti unici su Groupon e un milione e mezzo su Groupalia.

Per avere un quadro più completo del fenomeno, ai siti web dedicati ai gruppi d’acquisto va aggiunto anche OfferBox, un servizio opt-in che seleziona coupon e offerte speciali e che, grazie ad un’applicazione scaricabile sul proprio pc, li invia direttamente sul desktop. L’applicazione OfferBox registra a dicembre 2,7 milioni di utenti, che portano a 10 milioni di utenti il totale della categoria Coupons/Rewards se si includono le applicazioni internet.

La conferma di essere di fronte ad un nuovo fenomeno arriva anche dall’analisi del passaparola digitale, effettuata con il servizio BuzzMetrics di Nielsen: negli ultimi 6 mesi del 2010 il word of mouth in rete su Groupon ha generato oltre 2 mila messaggi, con dei picchi nel mese di agosto (oltre 320 messaggi), in concomitanza con il boom di visitatori, e in quello di dicembre (oltre 420 messaggi).

Via nielsen.it

 

Ho parlato frequentemente  di multicanalità, anche la settimana scorsa, evidenziando le grandi opportunità che i nuovi strumenti tecnologici offrono al marketing e alla comunicazione.

Il Mobile World Congress 2011 poi non ha fatto altro che confermare il fatto che il mondo sarà sempre più ipertestuale, connesso e multipiattaforma, mentre le ricerche dell’Osservatorio sulla Multicanalità del Politecnico di Milano tratteggiano un consumatore con una dieta mediale sempre più varia.

immagine tratta da http://www.crwgraphics.com

Nei miei precedenti post mi sono dedicato al tema dei limiti tecnologici e organizzativi che impediscono un corretto sviluppo della multicanalità, questa volta invece voglio tornare su un vecchio cavallo di battaglia: quali contenuti per quali tecnologie?

Supponiamo di esserci dotati per tempo degli strumenti tecnologici e di essere convinti di procedere ad una strategia multicanale, ci basta? No.

Prima di tutto dobbiamo applicare un corretto approccio POST, valutando se le persone cui ci rivolgiamo usano realmente le tecnologie che stiamo selezionando.

Una volta analizzati gli obiettivi, la strategia e anche la tecnologia manca un punto chiave: quali contenuti mettiamo all’interno di ogni strumento?

La domanda non è oziosa, il successo o l’insuccesso di molti ecosistemi tecnologici infatti è stato decretato in passato dal fatto che ci fossero contenuti con un reale valore aggiunto per i clienti: si pensi al primo wap (fallimentare) contro l’i-mode.

Per costruire un contenuto o un servizio adeguato è dunque necessario conoscere approfonditamente gli strumenti con cui andiamo a lavorare e il loro ecosistema, cosa che non sempre avviene sia per responsabilità aziendali sia per colpe riconducibili agli esperti (reali o presunti di settore).

In conseguenza della moltiplicazione dei canali e degli strumenti dunque si andrà verso una complessità sempre maggiore, alzando il livello di qualità professionale richiesta e dando spazio (si spera) ai giovani competenti.

Infine una nota importante, i contenuti di qualità hanno ovviamente un costo, così come il tempo delle persone dedicate a seguire i nuovi canali, e per questo va superata la percezione di gratuità e di amatorialità di questo mondo.

Se  poi confrontate questo valore con i soldi che spendete già oggi per un solo media, magari poco misurabile come la tv, vedrete che il saldo conviene eccome…

Gianluigi Zarantonello via Internet Manager Blog

 
Di Roberto Venturini (del 24/03/2011 @ 07:32:49, in Internet, linkato 1801 volte)

Non so se vi ricordate, sotto Natale vi avevo proposto questo spot ("The Entrance") di Heineken: grandiosa produzione, bella idea, un sacco di lavoro, gran bel risultato. Se non ve lo ricordate ve lo rimetto qui ma poi continuate a leggere.

Nella tradizione della banalità uno spot del genere sarebbe poi stato "declinato" su Facebook con qualche giochino, qualche test basato sulla personalità dei personaggi del film etc.

Però, quando si ha dell'eccellente materiale girato, perché andare a fare robette che possono solo sminuire il progetto? Perchè non usare FB come se fosse YouTube, adottando il concetto di canale di YT all'interno di FB?

Di qui la cosa semplice (se si hanno ore di girato) fatta da Heineken, semplice ma secondo me efficace. Perché c'è un'idea, c'è una storia dietro, E io ci ho perso un sacco di tempo a guardarmi tutti i filmati.

Il che dimostra che l'advertising TV non è ancora morto, per niente. Solo che andrà distribuito diversamente. Magari non in TV.

 
Ci sono 1015 persone collegate

< novembre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
    
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
22
23
24
25
26
27
28
29
30
 
             

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Advertising (108)
Aziende (142)
Blog (11)
Brand (37)
Comarketing (2)
Comunicazione (9)
dBlog (1)
Digitale (33)
eCommerce (39)
Grande Distribuzione (7)
Internet (542)
Marketing (288)
Marketing Ambientale (3)
Marketing non convenzionale (62)
Media (102)
Mercati (79)
Mobile (210)
Permission Marketing (1)
Prodotti (95)
Pubblicità (32)
Pubblicità (88)
Retail (11)
Segnalazioni (44)
Social Networks (348)
Startup (1)
Strategie (59)
Tecnologie (73)
Trade Marketing (1)
Viral Marketing (40)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019

Gli interventi più cliccati

Titolo
Automobili (2)
Bianco e nero (1)
Comarketing (1)
Home (4)
Internet (4)
Prodotti (5)
Pubblicità (5)

Le fotografie più cliccate


Titolo

< /p>


Subscribe to my feed


Google
Reader or Homepage

Add to netvibes



Creative Commons License




21/11/2019 @ 23:17:35
script eseguito in 337 ms