Immagine
  mymarketing.it: l'isola nell'oceano del marketing... di Admin
 
"
Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
"
 
\\ : Storico : Marketing (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Altri Autori (del 28/02/2006 @ 07:08:57, in Marketing, linkato 9566 volte)
Sono innumerevoli, in tutto il mondo, i testi che si sono occupati di contribuire a quest’argomento con teorie, analisi, check-list operative, guide e una lunga lista di consigli e “best practises”. Poniamo qui la nostra attenzione soltanto sulla centralità dell’atteggiamento di orientamento al cliente, nel momento stesso della vendita.

L'aspetto psicologico della gestione della relazione di vendita è importante per il successo della stessa. Quanto più il venditore riesce in breve tempo a scoprire “l'IDEA (precostituita)” che l’interlocutore ha dentro di sé tanto più facilmente sarà in grado di destrutturare la “VISIONE (derivata)” dai suoi dati d’esperienza e di “RIPROPORRE (una nuova idea)” attraverso la "proposta", con riferimento ai significati attribuiti dal cliente al prodotto o al servizio, consentendogli di intravederne i benefici in maniera più immediata.

La pedissequa attuazione di questa teoria, basata su un’efficace conoscenza dei processi decisionali esperiti dalla mente umana e sulla nostra capacità di intercettarli, potrebbe essere addirittura controproducente se non si considera, sempre e comunque, un altro fattore: quello esperienziale e proiettivo.

Ed infatti, posto che il venditore sia in grado di 1) prendere informazioni sul modo di pensare del cliente; 2) capire quali esigenze abbia; 3) comprendere quale ritiene sia una soluzione vantaggiosa; 4) formulare un’offerta assolutamente in linea con le sue aspettative 5) convincerlo all’acquisto; 6) prendere l’ordine; quale aspetto psicologico della mente umana e quale aspetto di questa relazione garantiscono al venditore di vedere ripetuto l’acquisto?

Se l’esperienza che il compratore farà in seguito all’acquisto ri-confermerà "l'IDEA", in altre parole il suo punto di vista precostituito (quello su cui il venditore ha dovuto lavorare), probabilmente egli ricaverà un’idea negativa sia del venditore che del prodotto, proiettando anche su altre situazioni la stessa esperienza.
Se l’esperienza sarà positiva probabilmente ciò consentirà ulteriori acquisti, a parità di valore percepito del prodotto/servizio.

L’iterazione di questo processo può consentire di raggiungere gli obiettivi numerici di vendita, questo è quello che è insito nel senso stesso della vendita. Ciò che non abbiamo ancora rilevato è che nel contempo “l’esperienza positiva” del cliente-consumatore genera un altro risultato non di tipo economico ma che su di esso può impattare notevolmente: “l’accrescimento della fiducia!”.

Antonia Santopietro
 
Di Max Da Via' (del 26/02/2006 @ 07:52:12, in Marketing, linkato 9928 volte)
Amica Chips, azienda alimentare Mantovana, già da tempo si era fatta notare per il claim “La patata tira” che, senza grossi sforzi di immaginazione richiamava alla mente un gioco di parole decisamente allusivo.

L’atteggiamento scanzonato utilizzato per reclamizzare ha comunque finora prodotto buoni risultati, tanto da consentire all’azienda di ottenere una market share in Italia pari al 28%, conquistando la seconda posizione alle spalle di Unichips-San Carlo, leader incontrastato di mercato con il suo 45%.

Visti i buoni risultati ottenuti, con la consulenza dell’agenzia Leo Burnett, Amica Chips ha deciso di continuare a cavalcare l’onda del doppio senso, utilizzando come testimonial televisivo il famoso attore a luci rosse Rocco Siffredi. Questo inusuale testimonial si aggira con una busta di patatine nei pressi di una piscina di qualche hotel popolato di belle ragazze in bikini, rimarcando la propria assodata competenza in materia di patatine.

La scelta di un personaggio come Rocco Siffredi rappresenta senza dubbio una novità nel mondo della pubblicità televisiva italiano, anche se già da tempo Striscia la Notizia aveva utilizzato come presentatrice/spalla del Gabibbo l’ex pornostar Eva Henger, che ha riscosso un immediato successo tra tutti i bambini e molto probabilmente anche tra i loro papà.

Il nuovo claim è quindi diventato “A chi piace la patatina?” e abbastanza inaspettatamente è rivolto prevalentemente ad un target femminile. Secondo le parole di Laura Moratti, figlia dell’azionista di riferimento di Amica Chips, questa campagna è indirizzata alle giovani mamme, cioè le persone che nella maggior parte dei casi effettuano gli acquisti per i loro bambini.

Secondo la Moratti le mamme di oggi sono molto diverse da quelle di venti o trenta anni fa e si identificano con facilità nei personaggi di serie disinibite come Sex & the City o Desperate Housewives. Per questo motivo hanno un atteggiamento più scanzonato nei confronti del sesso e non si fanno certo mettere in imbarazzo da un gioco di parole o dalla presenza sul video di un personaggio come Rocco Siffredi.

Questo approccio “non convenzionale” alla comunicazione di prodotto darà i risultati sperati? Per ora si direbbe di si: il ricorso a questi slogan “sopra le righe” è riuscito ad attirare l’attenzione su una marca che fino a qualche anno fa molti non conoscevano, con buoni risultati anche in termini di quote di mercato.
Del resto quando si è piccoli, all’interno di un mercato molto competitivo e dominato da grandi player, la strada della provocazione, se azzeccata, può essere un modo per attirare su di sé l’attenzione dei consumatori. Ovviamente ci sono anche potenziali risvolti negativi legati a questo tipo di strategia, sia in termini di posizionamento che di gradimento di pubblico ma a quanto pare la patata è riuscita ad attirare l’attenzione.

 
Di Max Da Via' (del 22/02/2006 @ 06:46:51, in Marketing, linkato 6256 volte)
Il destino della tanto attesa Sony Playstation 3 continua a tenere sulle spine numerosi appassionati di videogiochi, a causa dei continui ritardi nel lancio ufficiale.

La multinazionale nipponica sembra infatti incurante dei continui degli attacchi della concorrenza, disposta a vendere le proprie console praticamente sottocosto (Microsoft Xbox) o in versione economica (Nintendo Revolution, prevista per fine 2006) con il rischio concreto di perdere rilevanti quote di mercato, soprattutto se si troverà costretta a rinviare nuovamente il debutto della nuova Playstation previsto ora per la primavera. Una delle chiavi del successo del precedente modello era stato il rapido lancio, in grado di anticipare di almeno sei mesi i modelli dei concorrenti, un vantaggio che aveva permesso alla Sony di conquistare in breve tempo la leadership nel settore

Un primo treno la Sony l’ha già perso saltando a piè pari il periodo natalizio, tradizionalmente ricco di soddisfazioni per l’elettronica di consumo. Ma la ricerca maniacale di un hardware migliore per la nuova console rischia di fare il resto: secondo quanto riportato dalla Merrill Lynch, Sony, a causa dei componenti innovativi utilizzati, quali ad esempio il nuovo chip Cell e il lettore di dischi ottici Blu Ray, ha un costo di produzione per singola console che arriva a sfiorare i 900 dollari, più del doppio del prezzo di mercato dei diretti concorrenti e ben al di sopra di quanto l’utente medio sarebbe disposto a spendere per una partita tra le mura domestiche.

Questo ritardo nel lancio non è comunque piaciuto alla borsa di Tokio, dove le azioni della Sony sono scivolate del 3,6%, in attesa di vedere se l’azienda sarà in grado di combattere ad armi pari con la concorrenza. La tecnologia Blu Ray, oltre a garantire una maggiore qualità grafica dei giochi, potrebbe infatti favorire anche le vendite dei nuovi televisori ad alta definizione.

Le previsioni di vendita della nuova Xbox intanto si aggirano sull’ordine dei 5 milioni di pezzi entro fine giugno, grazie anche all’aggressiva politica di pricing, che secondo alcuni analisti determinerebbe una perdita di oltre 150 dollari per ogni singola console. Situazione però che, nelle intenzioni del gigante di Redmond, dovrebbe essere abbondantemente controbilanciata dagli ottimi margini sui ricavi derivanti dalla vendita di accessori e dalle licenze sui giochi.



 
Di Danilo Arlenghi (del 21/02/2006 @ 06:44:16, in Marketing, linkato 3062 volte)
Tutto cambia! E’ nello stato naturale delle cose. E così mutano gli stili di vita, le abitudini d’acquisto, i comportamenti di consumo, i desideri, i bisogni, le motivazioni e le aspettative degli individui e dei consumatori/acquirenti. Cambiano i consumatori: le donne hanno più potere, maggiori possibilità di spesa, maggiori responsabilità e perciò più preoccupazioni; gli uomini dedicano un maggiore spazio alla famiglia e a se stessi; le diverse fasce di età si differenziano sempre di più come gusti e preferenze. Il consumatore chiede che i suoi desideri vengano riconosciuti e che abbiano una adeguata risposta. Vuole essere informato, conosce i propri diritti e decide a chi assegnare le proprie preferenze in base a fattori come: informazioni complete sul prodotto, genuinità, affidabilità ed efficenza.

E’ fondamentale dunque e consequenziale che alla luce di ciò anche i punti vendita o come preferiamo chiamarli noi , i punti di acquisto, si trasformino e si adeguino ai nuovi mercati ed ai nuovi scenari che si profilano all’orizzonte. Gli attuali punti d’acquisto sono diventati sempre più centrali nelle strategie aziendali perché rappresentano una concreta occasione in cui la marca incontra realmente il consumatore. E lo incontra in un momento in cui ha già deciso alcuni atti d’acquisto che possono però modificarsi. Il punto di acquisto rappresenta il palcoscenico dove si realizza l’atto finale del processo di marketing aziendale. Conoscere i consumatori e il punto vendita: ecco le chiavi del successo dei manager aziendali. Si è passati dalla visione prodottocentrica a quella clientecentrica, dove il cliente è re e tutto ruota attorno a lui. Anche il baricentro del marketing si sta spostando verso una nuova concezione "esperienziale", basata cioè sul contatto diretto fra marca e consumatore. Il design, il packaging dei prodotti e gli stessi luoghi di acquisto si sono trasformati in armi di seduzione e conquista degli shopper che hanno bisogno- oggi più che mai – di trasformare la shopping experience in personal experience, in grado trasformare l'acquisto in un momento di divertimento e scoperta continua.

Lo shopping, sia che avvenga per mero piacere o per necessità (es. spesa settimanale), è una esperienza che appartiene alla sfera del coinvolgimento emotivo e come tale è soggetto alle leggi della corretta comunicazione. Così sono mutati i concept, i lay out, le vetrine, le scenografie, gli assortimenti, i prezzi, il visual merchandising dei punti d’acquisto e con essi anche la loro comunicazione, le iniziative promozionali e necessariamente le animazioni al loro interno affinchè tengano conto della crescente complessità che il consumatore manifesta nelle sue decisioni d’acquisto. Sapere come queste decisioni vengono prese e come possono essere modificate nel punto di vendita è la sfida del “nuovo marketing”.
 
Di Altri Autori (del 18/02/2006 @ 07:24:05, in Marketing, linkato 2783 volte)
La marca è un asset strategico, elemento chiave per definire le prestazioni di un'azienda. E' una promessa che racchiude le aspettative e le idee nella mente dei clienti, rappresenta un insieme di associazioni e simboli che vengono collegati ad essa. Si tratta quindi di un concetto che oltrepassa la semplice conoscenza o fedeltà alla marca: le persone si innamorano di un brand, hanno fiducia e soprattutto credono in esso. I clienti fedeli, condividendo un mondo comune fatto di valori e di ideali, diventano gruppi, aprendo così la strada a molteplici possibilità comunicative da parte dell'azienda. Ai gruppi, creatisi in modo del tutto spontaneo, l'impresa è tenuta a rivolgersi con continuità e attenzione, quasi coccolandoli. Ecco perché sono nati e si sono diffusi molti strumenti, come i siti internet e i blog, che hanno lo scopo di entrare in empatia con i clienti e conoscere i loro pensieri.

Si parla di collettività, dunque, e di costruzione di una identità collettiva che possa aggregare il consenso intorno ad un nucleo di valori e credenze. Per poter emergere all'interno di un mercato sempre più affollato, l'azienda ha bisogno di definire in modo chiaro la propria identità, il suo essere in rapporto ad un contesto in continuo divenire. Per far questo è necessario lavorare ad una integrazione tra vision (le ambizioni a cui tende un brand), cultura dell'azienda (comportamenti, atteggiamenti e valori) e immagine (la percezione complessiva dell'azienda da parte dei suoi clienti e dei suoi stakeholder). Allineare questi tre elementi ha lo scopo primario di rendere uniche le immagini e le valutazioni su un'impresa da parte di tutti coloro che entrano in contatto con essa. Convergenza e coerenza del linguaggio e contatto con i clienti sono componenti tangibili ed imprescindibili per un'azienda. L'identità, così trasmessa, diventa elemento differenziante per un'organizzazione in grado di creare un cultura di marca autonoma e distintiva.

L'azienda trae importanti vantaggi nell'investire nel mantenimento duraturo della propria brand identity: facilita gli acquisti da parte dei clienti e la vendita da parte del trade, grazie alla diffusione di una forte awareness e di una buona consapevolezza nei confronti del brand. Inoltre, una coerenza nell'identità di marca aumenta il valore associato ad essa e aiuta a chiarire le percezioni dei consumatori nei suoi confronti. In ultimo, la brand identity aiuta nella riduzione dei costi: progettare un'unica uguaglianza a cui poter ricondurre ogni prodotto, evita di disperdere energie e risorse che possono essere così dedicate al rafforzamento dei valori già stabiliti.

Fulvia Lombardo

 
Di Max Da Via' (del 12/02/2006 @ 08:19:49, in Marketing, linkato 2298 volte)
Procter & Gamble, vera e propria scuola di marketing, è ben consapevole dell’importanza di saper prestare attenzione alla voce dei propri clienti e per questo ha saputo varare nel tempo diverse iniziative atte a promuovere al proprio interno una maggiore consapevolezza delle necessità del target di riferimento.

Vocalpoint è un brand ideato da P&G per favorire una maggiore collaborazione tra le aziende e una community di mamme “influenti”, in grado di fornire preziosi consigli su diversi settori come intrattenimento, moda, musica, alimentari e bellezza. Attraverso un’attenta analisi dei pareri espressi da queste mamme, accuratamente selezionate per rappresentare un panel significativo, Vocalpoint genera valore e una migliore conoscenza di mercato per le aziende clienti, utilizzando strumenti come sondaggi, sampling e speciali anteprime.

Ma se le mamme sono influentials i figli sono considerati opinion leaders e quindi anche loro al centro di analisi di marketing. Nel 2001 P&G ha infatti creato Tremor, una community di teenager che attualmente conta oltre 250.000 iscritti, allo scopo di sviluppare progetti di word of mouth per i settori della moda, intrattenimento, musica alimentari e bellezza. Tremor è in grado di creare nei partecipanti un senso di appartenenza, che può portare questi teenager a diventare early adopters ma anche testimonials, favorendo quindi un passaparola che può rivelarsi un efficace strumento di marketing.
E le aziende possono ottenere dati di prima mano su prodotti e servizi da sviluppare per un pubblico giovane, con evidenti vantaggi sia in termini di ideazione che di marketing e comunicazione.



Via fluido
 
Di Max Da Via' (del 11/02/2006 @ 07:31:25, in Marketing, linkato 3199 volte)
Un audiobook è un libro in formato audio. Con la crescente di diffusione di lettori digitali (iPod in testa a tutti) non solo è facile trovare la propria canzone disponibile per il download direttamente in formato MP3, ma c’è anche una crescente offerta di libri letti spesso da attori famosi, che possono essere comodamente ascoltati dovunque ci si trovi.

Basta dare un’occhiata all’ormai famoso iTunes per vedere l’ampia gamma di titoli tra i quali scegliere: novità ma anche classici sono proposti a poche decine di dollari, nella maggior parte dei casi però in inglese.

BMW, che non è nuova a iniziative originali legate al web, ha deciso di promuovere il proprio brand utilizzando la crescente popolarità di questi audiobook. Per questo motivo ha commissionato ai principali autori della casa editrice Random House una serie di romanzi, ciascuno della durata di 45 minuti, dedicati ognuno ad un modello diverso di auto, che ha poi reso disponibili gratuitamente per il download a questo indirizzo: www.bmwaudiobooks.com. Tra i vari titoli uno per tutti: The Beautiful Ride, di Don Winslow.

Funzionerà questo inedito binomio letterario-automobilistico? La promozione del brand può essere fatta in molti modi e spesso i canali alternativi possono dare ottimi risultati. In questo caso il progetto è particolarmente interessante anche perché come descritto non si tratta di un libro tradizionale, ma della sua versione elettronica.

Il target ideale di un’iniziativa di questo tipo è giovane, tecnologicamente savio, colto (in fondo ama la lettura, anche se fatta da altri) e sufficientemente danaroso da poter dedicare qualche decina di migliaia di Euro all’acquisto di una BMW nuova fiammante. Potrà il fascino della narrazione convincerlo a recarsi dal concessionario più vicino?



Via Adverblog
 
Di M. Ferrero (del 04/02/2006 @ 07:43:11, in Marketing, linkato 2574 volte)
Google e FIAT uniscono le forze per una divertente iniziativa di marketing in occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006.

Dopo essersi iscritti sul sito www.sedicicontest.it i navigatori, tramite Google Earth, potranno esaminare tutto il comprensorio Olimpico per scovare le 4 Fiat Sedici nascoste (si tratta del nuovo fuoristrada FIAT, modello ufficiale dei Giochi Olimpici ), indicando con esattezza il punto in cui ritengono siano collocati i veicoli.

L’ubicazione sarà rivelata solo il 31 marzo 2006, e in questa occasione i quattro fortunati che avranno indicato con maggiore precisione dove si trovano le Sedici nascoste si aggiudicheranno una macchina ciascuno.

L’idea è di di TestawebEdv, la società del Gruppo Armando Testa specializzata nei media digitali e rappresenta un interessante esempio di comarketing: con una sola iniziativa si fanno pubblicità FIAT, Google e la manifestazione olimpica, il tutto con una formula di concorso originale e divertente. Sarà possibile anche vedere le gare?

 
Performance ed efficienza/efficacia sono due concetti correlati ma distinguibili nell’ambito della gestione della forza vendita. Parliamo di performance quando intendiamo valutare il “comportamento” di un venditore in considerazione del contributo da lui apportato nel raggiungimento degli obiettivi generali dell’impresa.

Parliamo, di efficienza/efficacia quando ci riferiamo ai risultati di tutta l’attività, misurabili attraverso l’utilizzo di indicatori ben precisi. (e.g.: fatturato, quota di mercato, indice di mantenimento dei clienti e così via )
L’efficienza/efficacia non dipende in toto dal comportamento del venditore ma è piuttosto una funzione di diversi fattori non necessariamente sotto il diretto controllo del venditore.

La forza vendita può essere valutata sia secondo parametri oggettivi che in riferimento a criteri soggettivi.
In genere, gli indicatori oggettivi ovvero gli indici, prendono a riferimento i dati statistici e le informazioni che il management può ottenere attraverso il sistema informativo aziendale.

Tali indici tendono a fornire valutazioni quantitative, numericamente confrontabili in modo da favorire la valutazione comparativa e il controllo. Essi mirano anche a fornire una misura dell’impegno del venditore nel compiere il proprio lavoro e nel raggiungere gli obiettivi.

Le valutazioni soggettive riguardano invece l’osservazione qualitativa dei supervisori, e quindi del management, circa i comportamenti lavorativi, in altre parole di come il venditore si organizza, di come si muove. Non è facile fare una buona valutazione dell’attività della forza vendita.

Le diverse variabili in causa potrebbero indurre il management in errore soprattutto quando ci si trova nelle situazioni intermedie: ad esempio risultati di vendita al di sotto delle previsioni ma ottima performance delle attività di vendita in termini di contatti effettuati, presentazioni presso nuovi clienti e così via. Come giudicare in questo caso? In genere prevale la tendenza alla valutazione dei risultati misurabili –“outcome bias”, (Marshall, G., W., Mowen, J., C., “An Experimental Investigation of the Outcome Bias in Salesperson Performance”, Journal of Personal Selling & Sales Management, Volume 13, summer, 1993, pp. 31-47), sebbene questo sia molto controproducente per il morale, la soddisfazione e la motivazione della forza vendita.

L’orientamento alla valutazione dei soli risultati di vendita e il sistema di controllo basato su di essi è poco utile alla luce dell’evoluzione della funzione di vendita all’interno di un moderno sistema aziendale. I venditori sanno perfettamente che in sistemi di quel tipo l’importante è mantenere dei risultati apprezzabili in termini numerici. Questo funziona in organizzazioni di vendita fortemente orientate ai volumi con trattamento economico esclusivamente basato sulle commissioni di vendita. In un sistema di vendita basato sulla gestione delle relazioni con il mercato non è pensabile di applicare tale sistema di valutazione e controllo in via esclusiva. Ad esso vanno aggiunti meccanismi valutativi “behavior-based” che tengano cioè conto anche dei comportamenti.

Antonia Santopietro
 
Di Max Da Via' (del 27/01/2006 @ 07:18:55, in Marketing, linkato 3228 volte)
LG, multinazionale coreana specializzata nell’elettronica di consumo, ha inaugurato a Parigi il primo wash bar,  punto d’unione tra un locale di tendenza e una lavanderia.

L’idea è decisamente innovativa, e ha come scopo promuovere i nuovi modelli di lavatrice presso un target giovane e modaiolo, tradizionalmente poco sensibile alla pubblicità tradizionale utilizzata per la promozione degli elettrodomestici.

Questa trovata deriva da un’analisi di mercato su abitudini e stile di vita del target di riferimento: ben l’80% dei giovani parigini che non vivono più in famiglia trascorre in una settimana mediamente un’ora al bar e almeno 45 minuti in una lavanderia automatica, è poco interessato alla televisione e ama fuggire dalle mura domestiche.

Ecco allora la soluzione: creare un locale alla moda all’interno del quale, tra tavolini di design e ceste del bucato, sia possibile incontrarsi con gli amici, ma anche ascoltare musica o guardare la televisione, il tutto ovviamente utilizzando prodotti LG. Ma la vera novità del locale è la zona lavanderia all’interno della quale è possibile fare gratuitamente il bucato (sono forniti anche i detersivi), provando i nuovi elettrodomestici della multinazionale coreana, sorseggiando cocktails con nomi che richiamano il mondo della detergenza e del pulito.

Questa idea di marketing presenta diversi vantaggi: riesce ad avvicinare un target sfuggente al mondo degli elettrodomestici bianchi in maniera divertente, consentendo ai ragazzi di non vivere più l’appuntamento con il bucato come una noiosa incombenza ma come un momento di svago, promuove un vero e proprio tryadvertising dei prodotti, compresi televisori e stereo e contribuisce a dare un’ottima visibilità alla marca. La notizia infatti sta facendo il giro della rete e in molte altre nazioni si pensa già di ripetere l’esperimento.

Tra le possibili riserve bisogna tenere conto del fatto che l’utilizzo delle lavatrici da parte dei ragazzi è vincolato all’aspetto ludico derivante dall’abbinamento con il bar: non necessariamente quindi il successo del locale si tradurrà in maggiori vendite di questi elettrodomestici, a maggior ragione visto che si tratta di persone che generalmente frequentano lavanderie e quindi sono poco intenzionate, per motivi economici o per inclinazioni personali, a farsi il bucato in casa.

Se però vediamo il wash-bar come un occasione per promuovere non solo il brand ma anche una vasta gamma di prodotti LG (televisori, stereo, lettori MP3, lettori DVD e tutto quello che si mette a disposizione degli avventori), allora è chiara la rilevanza del progetto.

Il locale consente infatti di comunicare in maniera privilegiata con un target estremamente interessante per l’elettronica di consumo, facendo provare in anteprima i nuovi prodotti consentendo inoltre di effettuare analisi sulle modalità di impiego che i ragazzi fanno di questi oggetti, con la possibilità di utilizzare queste informazioni sia per migliorarne le prestazioni che per tarare in maniera più efficace le future attività promozionali e comunicative nei confronti del possibili acquirenti.

Via Economy
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29
Ci sono 3060 persone collegate

< ottobre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
 
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
     
             

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Advertising (108)
Aziende (142)
Blog (11)
Brand (37)
Comarketing (2)
Comunicazione (9)
dBlog (1)
Digitale (33)
eCommerce (39)
Grande Distribuzione (7)
Internet (541)
Marketing (288)
Marketing Ambientale (3)
Marketing non convenzionale (62)
Media (102)
Mercati (79)
Mobile (210)
Permission Marketing (1)
Prodotti (95)
Pubblicità (32)
Pubblicità (88)
Retail (11)
Segnalazioni (43)
Social Networks (345)
Startup (1)
Strategie (59)
Tecnologie (73)
Trade Marketing (1)
Viral Marketing (40)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019

Gli interventi più cliccati

Titolo
Automobili (2)
Bianco e nero (1)
Comarketing (1)
Home (4)
Internet (4)
Prodotti (5)
Pubblicità (5)

Le fotografie più cliccate


Titolo

< /p>


Subscribe to my feed


Google
Reader or Homepage

Add to netvibes



Creative Commons License




22/10/2019 @ 06:20:10
script eseguito in 339 ms