Immagine
  mymarketing.it: il marketing fresco di giornata... di Admin
 
"
Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
"
 
\\ : Storico : Social Networks (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Altri Autori (del 23/04/2013 @ 07:02:38, in Social Networks, linkato 1476 volte)

Il mondo dell’auto è uno dei più ricercati in rete e Bmw, Fiat, Volkswagen, Mercedes e Alfa Romeo. sono i marchi maggiormente ricercati e di cui si discute di più online. L’informazione è conferma di uno studio condotto da Blogmeter presentato al recente ‘Internet Motors’ di Roma. La ricerca ha preso in considerazione 50 brand di automobili ed analizzato quasi 280.000 conversazioni sul web, 8 milioni di interazioni su Facebook e oltre 30 mila su Twitter.

Dalla ricerca emerge come la maggior parte delle discussioni sul web riguardo questi brand, che avvengono principalmente nei Forum, siano utili per confrontarsi circa le decisioni d’acquisto e per informarsi e commentare i nuovi modelli in uscita sul mercato. Prendendo in considerazione Twitter e Facebook, si scopre che il primo è ancora poco sviluppato per l’argomento e che difficilmente viene utilizzato per comunicare con il pubblico italiano; il secondo, invece, è molto più utilizzato, ma spesso solo come vetrina e non con lo scopo di preoccuparsi delle preferenze del cliente.

Dall’indagine emerge, inoltre, che il brand più discusso del trimestre è Bmw a cui si riferiscono il 13,6% delle discussioni sulle auto, seguito da Fiat con il 10,6% e a poca distanza da una triade di marchi come Volkswagen, Mercedes ed Alfa Romeo.

Su Facebook, la maggior parte dei marchi ha una pagina per ogni Paese, altri come Fiat, Lancia e Nissan hanno deciso di accorpare le pagine utilizzando le Global Page. I brand di lusso invece preferiscono utilizzare una sola pagina internazionale nella quale dialogano in lingua inglese. Il brand con più fan in Italia è Ferrari con quasi 800 mila fan italiani sugli oltre 11 milioni totali, seguito da Audi Italia (540 mila), Citron Italia (420 mila), mentre Fiat è in dodicesima posizione con 220 mila fan.

Fiat è molto più attivo su Twitter dove si conferma primo brand con oltre 25 mila follower e 2.341 mention (il profilo si rivolge anche ad utenti di lingua inglese), anche se nel trimestre le crescite maggiori vengono registrate da Ford Italia e Seat Italia. Infine la Facebook Engagement Map (che incrociando le dimensioni “total fan” e “total engagement”, posiziona le pagine Facebook in quattro quadranti che ne qualificano le performance: Leaders, Engagers, Collectors e Laggards), nella quale Blogmeter ha considerato soltanto le pagine che parlano in lingua italiana, mostra come il brand che performa meglio sia Audi Italia, il cui post più engaging (un video di presentazione della nuova Audi A3 Sportback) è stato anche il secondo miglior post di marzo per numero di interazioni tra tutte le pagine italiane. Completano il settore dei leader Volkswagen Italia, Bmw Italia, Citron Italia e Mini Italia.

Via Tech Economy

 
Di Altri Autori (del 10/04/2013 @ 07:47:34, in Social Networks, linkato 1605 volte)

Quali sono le pagine Facebook con più fan italiani? Grazie a Social Analytics, Blogmeter ha analizzato oltre 83 milioni di interazioni e scoperto quali sono le pagine del social preferire dai connazionali. A marzo Nutella è il brand leader con più di 2,9 milioni di fan italiani; segue Coca-Cola con 2,1 milioni di italiani, dei complessivi 63 milioni mondiali. Al terzo posto invece si piazza la trasmissione televisiva Le Iene che con quasi 2 milioni di fan italiani spicca tra gli show che meglio usano il social network.  

Tra le squadre di calcio la più amata dagli italiani è la Juventus che con 1,8 milioni di fan super il Milan di quasi 600mila unità anche se quest'ultima ha un maggiore seguito all'estero. Il brand hi-tech più seguito è quello di Nokia Italia, tra i gestori di telefonia mobile Tim è il più popolare, mentre il marchio della moda più seguito dagli italiani è Luis Vuitton.

Se si considera anche il rapporto tra interazioni totali e numerosità dei fan è il quotidiano Libero a meritare la prima posizione: per ogni mille sostenitori fa registrare mediamente oltre 185 interazioni quotidiane. A poca distanza seguono il nuovo show di Rai 2 The Voice of Italy (176 interazioni per mille fan) e Famiglia Cristiana (115 interazioni quotidiano ogni mille fan).

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 05/04/2013 @ 07:54:35, in Social Networks, linkato 1859 volte)

Non è nè un telefonino nè un sistema operativo: “vi presento Home, un’esperienza nuova” che rende Android più social. È la “prossima versione di Facebook“. L’amministratore delegato del colosso delle reti sociali, Mark Zuckerberg, sul palco di Menlo Park, quartier generale di Facebook, lancia il software Home, un’interfaccia grafica che vuole modificare il rapporto quotidiano con il proprio cellulare mettendo al “centro la persona e non le app”. “Un social network l’abbiamo. Ci mancava un telefono e ora ce l’abbiamo – aggiunge il vice direttore di Facebook Corey Ondrejka -. Home consente di aver un accesso costante all’ecosistema Facebook, ovunque e a portata di mano: permettere di vedere foto e ricevere notifiche su messaggi e post più importanti degli amici, e introduce il nuovo servizio di messaggistica Chat heads” .

Con questa mossa Facebook conferma la sua volontà di rafforzare gli sforzi per affermarsi nel mobile: nel 2012 ha totalizzato 680 milioni di utenti attivi sulla sua app mobile, il 57% in più rispetto al 2011. E il mobile è – secondo gli analisti – è il settore dove Facebook ha i maggiori spazi di crescita dei ricavi con la pubblicità. Home sarà disponibile per Android, il sistema operativo di Google, a partire dal 12 aprile per un numero inizialmente ristretto di dispositivi, fra i quali il Samsung S3 e l’S4. E non ci sono al momento notizie di uno sbarco sulla piattaforma iOS di Apple.

Home potrà arrivare anche preinstallato: basterà acquistare, sempre dal 12 aprile, il nuovo smartphone HTC  First, in vendita a partire da 99,99 dollari. First diventa cosi il primo a poter essere in qualche modo definito “facebookfonino”. Il social network non sembra voler rinunciare, però, a una platea il più vasta possibile. “Quello che è fantastico del fatto di essere su Google Play e che ci rende potenzialmente disponibili su un’ampia gamma di dispositivi. Home sarà fantastica anche sui tablet, ma abbiamo ancora bisogno di tempo, arriveremo fra qualche mese” afferma Ondrejka. Da un certo punto di vista – affermano da Facebook – Home è la nuova versione mobile di Facebook. Ma dall’altro potrebbe essere l’inizio di una nuova modalità d’uso degli stessi dispositivi mobili. “Mettere prima la gente e poi le app, semplicemente invertendo l’ordine, è – afferma Zuckerberg – un piccolo ma significativo cambiamento del nostro rapporto con la tecnologia”.

Via Tech Economy

 
Di Altri Autori (del 25/03/2013 @ 07:15:39, in Social Networks, linkato 1777 volte)

In nuovo studio divulgato da Nielsen e SocialGuide, mette in evidenza come più si chiacchiera su Twitter di un programma televisivo, più questo ha un riscontro di rating positivo.
Analizzando i tweet riguardo show televisivi in diretta, la società di analisi ha scoperto che Twitter è una delle tre  “variabili statisticamente significative” nell’influenzare gli ascolti. Gli altri due fattori sono gli ascolti dell’anno precedente e la spesa pubblicitaria.

“Mentre gli ascolti pregressi fanno la parte del leone nella variabilità del rating tv, la presenza di Twitter come primo dei tre fattori di influenza ci dice che tweettare su un programma TV in diretta può effettivamente creare engagement attorno al rpogramma stesso”, rivela Andrew Somosi, CEO di SocialGuide, il servizio di analisi che ha collaborato con lo studio Nielsen. “Ci aspettavamo di vedere una correlazione tra Twitter e il rating TV, ma questo studio quantifica la forza di quel rapporto.”

La ricerca ha confermato che l’incremento dei volumi di Twitter è correlato ad un aumento dei rating televisivi tra diversi gruppi di età; questo si è rivelato particolarmente vero tra i telespettatori più giovani. Per la fascia che va dai 18 ai 24 anni, un aumento dell’8,5% dei volumi Twitter corrisponde ad un aumento dell’1% di ascolti televisivi per gli episodi premiere. Per la fascia di età che va tra 35 e 49 anni, invece, un aumento del 14% delle conversazioni Twitter corrisponde ad un aumento dell’1% ascolti.

a forte relazione tra Twitter e gli ascolti TV è dovuta in gran parte al fatto che le persone consumano sempre più spesso contenuti tv armati di molteplici dispositivi mobili, ha affermato  Nielsen in un comunicato. Secondo la società, il 40% degli utenti americani di smartphone e tablet accedono ai social network quando guardano la televisione, e di questi, l’80% usa il proprio dispositivo mentre fa “zapping” passando da un canale all’altro.
E’ importante notare, tuttavia, che mentre lo studio stabilisce una correlazione tra Twitter e gli ascolti TV, non ne prova una causalità certa.

Via Tech Economy

 
Di Altri Autori (del 13/03/2013 @ 09:10:24, in Social Networks, linkato 1457 volte)

Mi e’ capitato piuttosto spesso di parlare di Twitter in questa mia rubrica. Ho parlato del suo utilizzo, di scandali che lo hanno coinvolto e di come abbia dominato il panorama mediatico olimpico.

Recentemente Martin Sorell, CEO di WPP, ha condiviso il suo punto di vista (che personalmente condivido) col resto del mondo, facendo presente che secondo lui Twitter non è una vera e propria piattaforma di advertising ma più uno strumento di pubbliche relazioni. Lo definisce il vero vincitore delle olimpiadi ma troppo debole e superficiale, a causa dei  140 caratteri, come strumento pubblicitario. E la stessa cosa vale per Facebook, troppo lento rispetto a Google search per poter vendere, ma piuttosto potente come strumento di branding.

I dati di GlobalWebIndex  dimostrano come il Brand Discovery passi anche dai Social Network, ma come sostiene Sorell, esistono forme di adversting molto più incisive. Certo, è anche vero che dipende dal paese di riferimento. Ci sono paesi in cui i social contano per quasi un terzo del processo di Brand Discovery, come ad esempio in Indonesia, mentre altri dove incidono in maniera del tutto irrisoria (Germania, Olanda, Giappone).

Rispetto agli UK,  in Italia ci affidiamo di piu ai Social per quanto riguarda la scoperta di nuovi marchi e prodotti.
Ci fidiamo, ad esempio, molto delle raccomandazioni dei nostri “amici digitali” (nessun riferimento se siano persone conosciute fisicamente o meno) rispetto agli utenti inglesi; da noi sono ben il 30% coloro che si fanno influenzare da questa tipologia di utenti, contro appena il 4% degli i inglesi. E ancora il 38% degli utenti italiani si informa su forum dedicati, contro il 19% dei più scettici utenti inglesi; sono addirittura di più di coloro che si informano grazie ai motori di ricerca.

Ma allora quali strumenti utilizzano di più gli italiani online riguardo propri acquisti se non sui social?
La fonte principale di scoperta di nuovi brand sia in Italia che in UK, sono ancora le raccomandazioni degli amici fisici, in carne ed ossa (l’Arabia Saudita è l’unico mercato nella nostra ricerca in cui la fiducia negli amici online eccede quella negli amici fisici) e gli articoli su siti dedicati di settore.

Via Tech Economy

 
Di Altri Autori (del 20/02/2013 @ 07:46:37, in Social Networks, linkato 1581 volte)

Facebook e Twitter si aprono ai pagamenti social con American Express. I noti social network scoprono un particolare interesse nei confronti dell’economia, proponendo due iniziative molto interessanti. In questo modo vengono ampliate le loro prospettive, facendo un salto direttamente nel settore dell’e-commerce. Vediamo nello specifico che cosa ci propongono la popolare rete sociale e il famoso servizio di microblogging. Per quanto riguarda Facebook, è già stata avviata da qualche tempo la funzionalità Gift. Attraverso di essa possono essere acquistati dei prodotti e dei servizi, per poi regalarli.
Adesso tutto viene amplificato per mezzo di Azimo, un servizio di trasferimento di denaro. Si tratta di un’integrazione con Facebook, che, a poco a poco, troverà l’opportunità di permettere agli utenti di scambiarsi denaro.
L’app di Azimo su Facebook avrà il compito di gestire tutta la transazione e il denaro potrà essere ritirato veramente, sfruttando i 150.000 punti che Azimo, con sede nel Regno Unito, possiede in tutto il mondo.
C’è chi potrebbe obiettare che tutto ciò va contro la sicurezza informatica, aprendo la strada a delle vere e proprie frodi. D’altronde non dobbiamo dimenticare che gli imbrogli e i furti d’identità sono sempre dietro l’angolo. Tuttavia l’azienda garantisce che le varie operazioni finanziarie potranno essere svolte nella più totale sicurezza.
Twitter ha lanciato un particolare hashtag. Il servizio di microblogging, utilizzando questa parola chiave, diventa una sorta di carrello. La parola chiave è comunque riservata agli utenti del servizio Amexsync della carta di credito.
E’ come se gli utenti avessero a loro disposizione un pin, che viene richiesto nei tweet di carattere commerciale. Proprio attraverso i tweet, digitando il pin, l’utente comunica di voler acquistare un prodotto e riceverà un tweet di conferma.
Un messaggio di posta elettronica completa il tutto, specificando che ci sono 15 minuti per confermare l’intenzione di acquisto espressa attraverso il cinguettio. In questo modo viene comprato un determinato prodotto, che verrà spedito direttamente a casa.
Naturalmente, per sfruttare queste possibilità, la propria carta di credito deve essere collegata all’account Twitter. Niente di più facile, insomma: un mix fra social ed e-commerce che appare come una svolta importante, da non sottovalutare. D’altronde gli acquisti online degli Italiani fanno registrare numeri ormai consistenti. Tutto questo ci fa comprendere come le possibilità social della vita virtuale vengano enormemente ampliate, creando un collegamento essenziale con la vita reale.

Via trackback.it

 
Di Altri Autori (del 03/01/2013 @ 07:49:11, in Social Networks, linkato 1684 volte)

Capi di Stato o primi ministri: tre su quattro hanno una pagina ufficiale nel social network Twitter e scrivono micropost per dialogare con il pubblico online. L'anno appena concluso ha contribuito a un salto in avanti nella partecipazione. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è in cima alla classifica, ricostruita dal Digital Policy Council, con 25 milioni di iscritti che ricevono i suoi messaggi (followers).

È stato il primo a scommettere sulle conversazioni con i cittadini condensate in testi più brevi di un sms (chiamati anche "tweet"), inviati durante la campagna politica del 2008. Sul secondo gradino è Hugo Chavez: per il leader venezualano Twitter ha giocato un ruolo strategico durante la rielezione, secondo l'analisi del Digital Policy Council.

Nel raggiungimento della vetta influiscono fattori come la diffusione territoriale dei social network oppure un'età mediana della popolazione inferiore ai trent'anni. Che favoriscono America Latina e Medio Oriente. Il primo capo di Stato di un Paese dell'Unione europea in lista è l'inquilino dell'Eliseo Francois Hollande, sedicesimo.

Hanno scalato presto posizioni due "new entry" approdate su Twitter nell'ultimo anno, come il primo ministro indiano Manmohan Singh e il premier nipponico Shinzo Abe.

La previsione del Digital Policy Council è di un'espansione ulteriore durante il 2013: avranno una pagina pubblica su Twitter almeno un capo di Stato o di governo in quasi tutti i Paesi del mondo. Nella diplomazia amplia il perimetro anche il monitoraggio dei temi delle discussioni, indicati con hashtag (attraverso una o più parole precedute dal simbolo cancelletto). Sono diventati parte integrante dei dibattiti. Tanto da essere, come ha osservato The Atlantic, un terreno di confronto per lanciare proposte che influenzano l'agenda politica.

Via IlSole24ORE.com

 
Di Altri Autori (del 02/01/2013 @ 07:01:29, in Social Networks, linkato 1510 volte)

Facebook sperimenta l’invio a pagamento di messaggi privati a persone non presenti nella propria rete di amici. Il popolare social network, alla ricerca costante di nuove fonti di entrate dopo i forti dubbi espressi dagli investitori sul modello di business dell’azienda, sta sperimentando una nuova tipologia di messaggistica che permetterà di inviare messaggi a sconosciuti e di promuoverli.

Facebook chiederà agli utenti di pagare un dollaro per inviare messaggi privati a persone non nella propria rete d’amicizie, il prezzo potrebbe essere abbassato qualora il servizio non fosse utilizzato. Prima della novità gli utenti potevano mandare messaggi agli sconosciuti, ma solo se questi non lo impedivano cambiando le impostazione della privacy, cosa che non tutti fanno. Ora si potrà contattare chiunque indipendentemente dalle sue scelte di privacy, ma dietro pagamento di un compenso.

La novità fa parte di un più generale aggiornamento del sistema di messaggistica della piattaforma e di numerose iniziative per monetizzare maggiormente la propria offerta, cresciute dopo il sostanziale fallimento della quotazione in borsa.

La maggiore enfasi sulla monetizzazione delle attività degli utenti potrebbe causare sempre più problemi alla piattaforma. La novità introdotta per la messaggistica potrebbe rivelarsi controproducente ed essere un fallimento non solo in termini economici e di utilizzo ma anche di immagine, contribuendo soltanto a far apparire Facebook ‘commerciale’ e poco attento alla privacy. Secondo alcuni, invece, la strategia potrebbe rivelarsi vincente di primo acchito, ma finire poi per annoiare e infastidire gli utenti con il conseguente peggioramento dell’esperienza nella piattaforma.

Via Tech Economy

 
Di Altri Autori (del 10/12/2012 @ 07:08:35, in Social Networks, linkato 2168 volte)

Le testate di tutto il mondo tentano di utilizzare i social media per conquistare nuovi lettori, in particolar modo i più giovani, o quanto meno mantenere gli attuali. The New York Times ha pensato, però, bene di creare il proprio social media, Compendium.

Un ibrido a metà tra Storify e Pinterest, per i contenuti del newspaper creato dai New York Times Research & Development Labs.

Gli utenti possono iscriversi tramite l’account Facebook o Twitter. A quel punto, una volta aggiunto ai segnalibri il servizio, è possibile creare collezioni di articoli, video, fotografie o citazioni dalla testata in modo semplice tramite una finestra pop up; dopo di che condividere le collezioni con chi si vuole.

Resta da vedere se Compendium riuscirà a conquistare i lettori, vista la forte limitazione posta dal non poter condividere contenuti diversi da quelli del newspaper. In ogni caso, potrebbe rivelarsi un simpatico modo per archiviare e conservare i contenuti del giornale, soprattutto per i lettori più assidui e per gli abbonati digitali con accesso agli interi archivi della testata. O un modo alternativo per riscoprire diversamente contenuti, viste le collezioni già create da membri della redazione.

Via Tech Economy

 
Di Altri Autori (del 29/11/2012 @ 07:35:13, in Social Networks, linkato 2330 volte)

Meno anarchia e più precisione, così comincia la nuova stagione di Twitter, che per aggiornarsi e proporsi come social network sempre più professionale ha deciso di riscrivere alcuni passaggi del proprio regolamento. Tra questi, quello che definisce la ‘proprietà’ dei messaggi. Il micro-blog, al punto 5 dei termini del servizio, ribadisce la propria libertà di utilizzo dei tweet scritti dagli utenti.

La questione è delicata e la prolissità con cui il fondatore Jack Dorsey spiega le nuove norme è eloquente: serve più ordine per rendere Twitter profittevole: “Twitter dispone di un insieme di regole in continuo aggiornamento che definiscono il modo in cui l'ecosistema dei propri partner possa interagire con i contenuti dell'utente. Ciò che è dell'utente resta dell'utente”, dicono dalla compagnia, ma in sostanza nessun ‘proprietario’ può bloccare l’uso dei tweet da parte del social network, anche per scopi commerciali.

I messaggi diventano sempre più crogiolo di informazioni (ri)vendibili, tanto che Twitter sta progettando un archivio storico ti tutto il twittato, così da definire meglio trend e argomenti più dibattuti (e, ancora, monetizzare queste ricerche). Il problema della proprietà e del riutilizzo dei contenuti è già stato affrontato da Facebook e YouTube: la net economy nasce come divertimento, cresce diventando un fenomeno e finisce per divenire un’impresa adulta. Poi, o arrivano introiti veri, oppure ci si spegne. E’ il mercato (web), bellezza.

Via Quo Media

 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35
Ci sono 882 persone collegate

< ottobre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
 
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
     
             

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Advertising (108)
Aziende (142)
Blog (11)
Brand (37)
Comarketing (2)
Comunicazione (9)
dBlog (1)
Digitale (33)
eCommerce (39)
Grande Distribuzione (7)
Internet (540)
Marketing (288)
Marketing Ambientale (3)
Marketing non convenzionale (62)
Media (102)
Mercati (79)
Mobile (210)
Permission Marketing (1)
Prodotti (95)
Pubblicità (32)
Pubblicità (88)
Retail (11)
Segnalazioni (43)
Social Networks (345)
Startup (1)
Strategie (59)
Tecnologie (73)
Trade Marketing (1)
Viral Marketing (40)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019

Gli interventi più cliccati

Titolo
Automobili (2)
Bianco e nero (1)
Comarketing (1)
Home (4)
Internet (4)
Prodotti (5)
Pubblicità (5)

Le fotografie più cliccate


Titolo

< /p>


Subscribe to my feed


Google
Reader or Homepage

Add to netvibes



Creative Commons License




14/10/2019 @ 06:34:06
script eseguito in 373 ms