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  mymarketing.it: il marketing fresco di giornata... di Admin
 
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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico : Social Networks (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Altri Autori (del 12/09/2012 @ 07:31:22, in Social Networks, linkato 2460 volte)

Anche qui a Tokyo l’estate volge al termine, estate che e’ stata caratterizzata da tassi di umidità degni di una foresta amazzonica. Non ci si devono aspettano lunghe code in autostrada o grandi rientri: le ferie estive nella terra del sol levante sono infatti limitate ad una manciata di giorni (in media da 3 a 5 giorni per i salaryman), spesso a ridosso della tradizionale festività’ dell’OBON che coincide con il nostro ferragosto. Una lunga e calda estane anche nel panorama dei social media e marketing locali, che ha ha segnato la definitiva consacrazione di Facebook nell’agenda di comunicazione di grandi brand ma anche di medie aziende che puntano principalmente al mercato domestico.

Negli scorsi articoli abbiamo visto quanto la capacità di mettere a frutto i network sociali e le piattaforme mobili per il business stia influenzando drasticamente lo sviluppo di nuovi prodotti: a cambiare sono ora le strategie di marketing e ‘dialogo’ con media e clienti.
Dopo i primi esperimenti con le “brand pages” degli scorsi due semestri, che hanno visto la corsa alla creazione di campagne sociali su Facebook e l’apertura frenetica di account su twitter, si è finalmente ad un momento di revisione e riflessione. Si iniziano a raccogliere e confrontare i risultati di iniziative e campagne nate da impulsi di marketing o dettate dalla corsa all’emulazione – spesso caratterizzate dalla mancanza di preparazione dei primissi approcci aziendali al social media.
E’ un ottimo momento questo – non solo perche’ ci sono i dati per riflettere e prepararsi al meglio, ma anche perché e’ sempre più chiaro che il panorama del business e’ cambiato per tutti e che non si può ci si può più voltare indietro. I social media globali si sono fatti breccia in giappone e sono qui per restare: i network sociali locali (come Mixi di cui abbiamo parlato negli scorsi articoli) faticano a mantenere credibilità nei confronti del business e a scrollarsi di dosso una immagine obsoleta e di di ‘chiusura’.

E’ questa l’estate che consacra Facebook come protagonista per il business in rete del Giappone, in un paese dove il network ha faticato (e per certi versi ancora fatica) a conquistarsi la fiducia degli utenti consumer locali. Mentre twitter perde la sua immagine di novità per stabilizzarsi come una costante presenza di fondo, come un invisibile e immancabile collante sociale e digitale.

I numeri di Facebook crescono, come crescono gli sforzi di advertising e comunicazione delle aziende che scommettono sul canale – e il network sociale si prepara allocando un team dedicato al solo mercato giapponese, con sviluppatori e professionisti del marketing in sede stabile a Tokyo. A sostenere l’espansione di Facebook nel cuore delle aziende locali hanno contribuito in maniera considerevole applicazioni di terze parti, facilitando l’integrazione delle strategie web di piccole e grandi aziende.

Come e’ successo sul mercato globale – è grazie a start up “di servizio” come Wildfire  e Involver, che si sono dedicate alla fornitura di servizi e applicazioni di marketing semplici e ‘plug & play’ per l’ottimizzazione e customizzazione delle pagine Facebook, piccole e grandi aziende in tutto il mondo hanno potuto di costruire pagine Facebook interattive e campagne di marketing con pochi click, semplici modelli preconfigurati, e costi ridottissimi.

Similmente qui in giappone si è vista nell’ultimo anno l’esplosione di provider di applicazioni “prefabbricate” e per l’integrazione di strategie di marketing e di contenuti direttamente in Facebook – e completamente in giapponese: lingua solitamente non supportata dai prodotti esteri non solo per le difficoltà con la localizzazione dei caratteri, ma anche per il diverso impianto sociale e culturale che richiede una profonda conoscenza delle consuetudini di marketing locale.


Fra i provider di social application giapponesi il primo in termini di successo e brand è Monipla che ha costruito una suite di applicazioni per la customizzazione delle brand page su facebook in giapponese, ed e’ stato subito seguito da altri player nel settore. Grazie alla diffusioni di applicazioni semplificate in lingua, e alla corsa all’innovazione per espandere le possibilita’ di marketing a basso costo, le aziende giapponesi hanno iniziato ad apprezzare e a capire l’importanza dell’uso corretto di Facebook e dei complementari canali sociali – e a vederli non piu’ come un’ecceziona ma come parte integrante del marketing mix, da coordinare con i piu’ maturi e tradizionali canali di promozione web, media e PR televisivo.

Dopo mesi di sperimentazioni, siamo ora ad una svolta, che in molti nel settore ci si aspettava e che tardava ad arrivare: e’ sempre piu’ palese che non basta aprire una pagina Facebook o attivare alcune applicazioni – quello che serve e’ una strategia di brand che includa elementi di produzione editoriale e contenuti.

Le aziende e i dipartimenti di marketing locali sono ora piu’ propensi ad investire tempo ed energia, e ad investigare più’ in profondità la necessita’ di avere una strategia piu’ matura soprattutto nel campo dei contenuti e dell’engagement. Non basta parlare con i fan, bisogno dargli valore in cambio di attenzione. Meno campagne ‘spot’ e piu’ fiducia in strategie di lungo termine.

Creare contenuti interessanti e con continuità sul web e sui canali social può avere un impatto maggiore di una serie blasonati spot televisivi. Questo rappresenta la caduta di un altro tabù mediatico e culturale per il business giapponese: per farsi notare sul web, intrattenere ed interagire con i clienti esistenti e nuovi e’ fondamentale e richiede attenzione costante. Dopo mesi passati in assenza di una vera forma di comunicazione e di ‘engagement’ con fan e potenziali clienti, l’insoddisfazione di chi ha improvvisato si fa sentire. La soluzione c’è: richiede più impegno e focalizzazione – ed e’ comunque inevitabile. E’ la soluzione ai problemi cronici di canali web e sociali o deserti per l’assenza di aggiornamenti o di messaggi diversi dal promozionale: si chiama “Content Marketing” ed si implementa con strategie di creazione di contenuti di qualita’ e regolari.
Ancora una volta, non ci si puo’ dimenticare che sulla rete “Content is King”, I contenuti la fanno da padrone: come per la Tv, e come per le applicazioni mobili, web e social network sono avidi di contenuti, talenti, e aggiornamenti continui e regolari – e le aziende sono in competizione anche sul piano dei contenuti – che sono sempre online, 24 ore su 24.

Non c’e’ fretta, ma non ci si puo’ fermare a guardare: quei business che investono oggi in una strategia dei contenuti e che si associano con i creativi, i video, le comunita’ o i talenti blogger piu’ interessanti, divertenti o utili saranno sempre un passo avanti rispetto ai competitor, in quanto in grado di attrarre maggior attenzione e interazione – quindi miglior brand awareness ed engagement.

La sfida del social web per il business è ancora una volta una sfida per la conquista del’ attenzione di media e dei clienti. E’ i parte un ritorno alla dimensione del villaggio o del mercato di piazza -o come accadeva (e accade) nei tradizionali Shoutengai giapponesi con numerosi negozi aggregati in una sola via commerciale e al coperto.

Nel mercato come nello Shoutengai, per sopravvivere e vendere bisogna attrarre nuovi clienti con una costante comunicazione, preparare la vetrina o i contenuti del banco in modo da fermare l’attenzione, conquistarne la fiducia con un servizio e prodotto valido ed avere abbastanza clienti davanti in fila da far innescare il vitale passaparola.

Via Tech Economy

 
Di Altri Autori (del 06/09/2012 @ 07:32:03, in Social Networks, linkato 2234 volte)
Profili Twitter con informazioni in tempo reale su traffico e lavori in corso, blog aperti ai viaggiatori per informarsi su una linea e magari anche criticarla, applicazioni per smartphone con cui andare a caccia degli ultimi aggiornamenti sul proprio treno.

In Francia le aziende di trasporti pubblici si lanciano sempre di più nel mondo del web 2.0 per gestire i loro rapporti con i cittadini/clienti, aumentando rapidità e interattività delle relazioni. L’ultima iniziativa in ordine di tempo partirà domani a Parigi: quattro delle linee più frequentate della metropolitana cittadina lanceranno i propri account Twitter, da cui ‘cinguetteranno” ai passeggeri notizie in tempo reale sullo stato della circolazione, sui progressi dei periodici lavori di rinnovamento della rete e su eventuali disservizi, guasti o incidenti, dalle 6 del mattino alle 21. Dopo un periodo di sperimentazione della durata di tre mesi, se il riscontro tra gli utenti sarà positivo, l’iniziativa sarà estesa a tutte le 14 linee del metrò parigino e ai treni suburbani.

Punta con forza sul web anche la nuova campagna dell’operatore ferroviario Sncf, i cui manifesti disseminati da qualche giorno in tutte le città di Francia promettono grandi novità all’insegna del ‘social’. Un’applicazione per smartphone interamente rinnovata, Sncf Direct, che permette ai passeggeri di avere informazioni aggiornate sui loro treni, e soprattutto una serie di blog dedicati alle varie tratte, suburbane (come le RER e i Transilien nella regione di Parigi) e inter-cittadine (linee Intercites). Gestiti da responsabili delle relazioni clienti, questi spazi online permettono di saperne di più sulle linee e la loro gestione, di avere notizie su quello che succede lungo il tragitto, imprevisti compresi, ma anche di esprimere le proprie critiche sul servizio, sulla manutenzione dei treni o sullo stato delle stazioni.

Senza dimenticare le interazioni ‘orizzontalì tra navigatori del web, sollecitate, per esempio, dal sito di prenotazione Voyages Sncf, che invita a “scambiarsi informazioni e astuzie” sui viaggi ferroviari.

Via Tech Economy
 
Di Altri Autori (del 03/09/2012 @ 07:38:37, in Social Networks, linkato 1971 volte)

Dal 24 al 28 settembre, arriva a Torino Social Media Week, la più grande manifestazione internazionale dedicata ai social network e alla comunicazione digitale. Nata da un’idea di un gruppo di creativi di New York, Crowdcentric, Social Media Week si svolge contemporaneamente in 14 città sparse per il mondo: oltre a Torino, Barcellona, Berlino, Bogotà, Chicago, Glasgow, Hong Kong, Jeddah, Londra, Los Angeles, San Paolo, Seoul, Shanghai e Vancouver.

Durante i cinque giorni di Social Media Week i maggiori esperti e innovatori di comunicazione digitale si metteranno al servizio del pubblico per raccontare cosa si nasconde dietro al fenomeno del secolo: il web. Social Media Week è nata con l'intento di svelare come e perché questo accade. Il tema di questa edizione 2012 è Empowering Change Through Collaboration - Dare forza al cambiamento attraverso la collaborazione.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 08/08/2012 @ 07:01:16, in Social Networks, linkato 1851 volte)

Facebook si avventura nel mondo del gioco d’azzardo online con il lancio della sua prima applicazione con cui gli utenti possono scommettere soldi veri. A partire dal oggi, stando a quanto riportato dal Financial Times, Facebook offrirà agli utenti maggiorenni del nel Regno Unito l’opportunità di giocare a bingo online per premi in denaro.

“Il gioco d’azzardo è molto popolare e ben regolamentato nel Regno Unito. . . per milioni di utenti di bingo è già un’esperienza sociale così ha senso per noi offrirlo“, ha commentato Julien Codorniou, a capo del settore gaming di Facebook in Europa, Medio Oriente e Africa. Una situazione legislativa favorevole, quindi, ben lontana dal mercato americano che solo ultimamente mostra lievi aperture verso il social gaming con denaro “vero” e non virtuale.

L’annuncio risponde alle molte speculazioni fatte da esperti e investitori sul come e quando Facebook, e altri siti di social networking, avrebbe introdotto prodotti di gioco per aumentare i ricavi. Ancor più  seguito della disastrosa IPO e della progressiva perdita di fiducia degli investitori stessi. La mossa di Facebook nel Regno Unito è uno sviluppo significativo, secondo Clive Hawkswood, capo esecutivo della Remote Gambling Association, con sede a Londra un’associazione gioco d’azzardo online. “Un sacco di persone si chiedono perché l’abbiano fatto prima visto che c’è una difficoltà nel monetizzare ciò che hanno. Questo è un modo di portare dei ricavi” conclude Hawkswood.

Facebook lancerà il Bingo Friendzy app in una joint venture con Gamesys, uno dei più grandi operatori britannici di gioco online. Si parla anche di un successivo ampliamento dell’offerta, che potrebbe includere non solo il bingo ma anche giochi da casinò come blackjack e roulette, ma al momento nulla è confermato.

Via Tech Economy

 
Di Admin (del 10/07/2012 @ 07:00:26, in Social Networks, linkato 2541 volte)

Il cerchio 2.0 si chiude. The Fancy, start up americana ribattezzata il 'Pinterest del commercio elettronico', paga gli utenti per condividere i propri contenuti. In sostanza, il sito vuole incentivare la circolazione di prodotti, commenti, visualizzazioni, e per farlo ha deciso di mettere mano al portafogli.

Gli utenti non sono perciò solo oggetto di marketing, ma anche agenti per lo stesso. Ogni volta che uno degli iscritti condividerà un oggetto, riceverà un link con un codice unico che consentirà di ottenere uno sconto del 2% sul prodotto in questione (ad acquisto avvenuto).

La cifra non è granché, ma così facendo The Fancy pensa di incrementare sensibilmente il proprio traffico. E, per quanto non innovativa (il marketing ‘affiliato agli utenti’ già viene proposto da Amazon e altri portali), questa formula potrebbe determinare il salto definitivo dei social network verso il commercio.

Via Quo Media

 
Di Roberto Venturini (del 04/07/2012 @ 07:24:30, in Social Networks, linkato 3181 volte)

Funziona così:  per promuovere i nuovi telefonini di LG, si mettono in palio biglietti VIP per grossi concerti.


Il trucco è che più si twitta con l'hashtag  #LGTicketHunter (e quindi si collabora a promuovere il concorso), più sul sito, la mappa si ingrandisce.


E più si ingrandisce, più diventa facile capire quale sarà la location misteriosa... e la prima persona che la individua, ci si fionda e twetta da lì vince i biglietti.


La promozione ha portato l'hashtag in Trending Topic per UK, il che per un'iniziativa promozionale non è male...


http://lgtickethunter.com/

 
Di Altri Autori (del 29/06/2012 @ 07:13:18, in Social Networks, linkato 2160 volte)

Pausa caffè al lavoro, oppure pausa Facebook. Ormai il break social network è entrato nelle abitudini di milioni di lavoratori in tutto il mondo, con il sito in blu a dominare la scena, inseguito però da Twitter.

 Secondo i dati Iab, sempre più persone preferiscono perdere qualche minuto sul micro-blog a 140 battute piuttosto che su Facebook. Il declino di Mark Zuckerberg e soci, però non ha le sembianze di una disfatto, quanto quelle di un normale piccolo calo d’interesse. In Italia, per esempio, gli internauti sono sempre più affascinati da video e navigazione mobile, che meglio si prestano a Twitter, con i suoi brevi link e la grafica snella, più veloce da caricare e leggere sugli smartphone.

Le percentuali di uso di Facebook sui luoghi di lavoro, secondo un’indagine che ha coinvolto oltre 2mila aziende in tutti i continenti, è scesa dal 54 al 37% rispetto a un anno fa, mentre quelle di Twitter sono salite dall’11 al 21%. Il flusso di traffico dei due siti è rimasto però quasi invariato, a dimostrazione che al di fuori dell’ufficio, Facebook continua ad attirare centinaia di milioni di utenti ogni giorno.

 Resta da capire se l’alto utilizzo dei social nelle compagnie sia una necessità oppure solo uno svago. Pare infatti che il 3,8% della banda larga aziendale sia sfruttata per la visione di video su YouTube. Difficile convincere il capo che sia per una questione di lavoro.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 28/06/2012 @ 07:45:06, in Social Networks, linkato 2069 volte)

Bluefinlabs, società di ricerca specializzata in analisi dei trend della Social TV, compila una classifica dei video spot più discussi su Twitter. La classifica dell’ultima settimana (6/18 – 6/24) registra lo straordinario successo di Nike che ha stimolato più di 15mila tweet, anche grazie all’inserimento negli spot di un apposito hashtag (#GameOnWorld - #MakeTheRules).

Ovviamente il volume di conversazioni generato è da attribuire a numerosi fattori, tra i quali: la popolarità del brand, i testimonial famosi provenienti dal mondo sportivo, l’alto livello di realizzazione dei filmati e la creatività.

Nike è riuscita in questo modo a generare 6.3 milioni di impression aggiuntive per gli spot, registrando una crescita delle conversazioni sociali su di essi di quasi il 500% in una settimana. L’incremento maggiore del volume di conversazioni sociali, durante l’ultima settimana, l’ha ottenuto, però, Ford (+1094%, 4754 tweet).

Via Tech Economy

 
Di Altri Autori (del 27/06/2012 @ 07:15:04, in Social Networks, linkato 2579 volte)

Le possibilità reali offerte dai social media ai brand sono al centro di forti discussioni, dopo la decisione di General Motors di non comprare più spazi pubblicitari su Facebook. I risultati di numerose ricerche hanno inoltre gettato forti dubbi sull’efficacia degli annunci nel popolare social network.

Molti inserzionisti durante il 2011 hanno fortemente incrementato la propria spesa pubblicitaria su Facebook, in particolare per l’acquisto dei cosiddetti ad “Premium” (inseriti nella homepage degli utenti e in altri spazi riservati e prominenti). I nuovi dubbi sull’efficacia di questa forma pubblicitaria hanno portato ad una riduzione della spesa nei primi mesi dell’anno, ma secondo eMarketer il problema risiederebbe almeno in parte nella tipologia di advertising acquistato, e non nell’offerta generale di spazi.

Facebook ha una seconda tipologia di offerta pubblicitaria, venduta attraverso la piattaforma self-service disponibile nel Marketplace. Questa tipologia di advertising starebbe guadagnando consensi e se utilizzata correttamente può generare ottimi risultati.
“L’importanza del Marketplace è spesso sottovalutata – spiega Debra Aho Williamson, analista di eMarketer e autrice di un report sull’argomento – Poiché i clickthrough rate su questi annunci sono minuscoli ed è poca la creatività consentita… per questo gli annunci del Marketplace riscuotono poco rispetto. Eppure, quando il targeting e l’acquisto sono eseguiti correttamente nel Marketplace, gli inserzionisti possono ottenere un grande successo“.


Una buona selezione del target risulta centrale e, per quanto le aziende continuino ad utilizzare in prevalenza dati basilari, stanno man mano implementando strategie più sofisticate e selettive; stando ai dati di un’inchiesta effettuata a Marzo 2012 da  Social Fresh.


Il problema risiede, però, nell’eccesiva importanza che si dà al numero di click generati. Secondo la Williamson le aziende stanno pian piano iniziando ad utilizzare misurazioni più sofisticate, che mirano a capire maggiormente le conseguenze di un click, le azioni reali che un annuncio riesce a suscitare, e quelle che vorrebbe ispirare. Un allontanamento dalle misurazioni standardizzate come il clickthrough rate potrebbe favorire un’ulteriore espansione dell’offerta del Marketplace.

La centralità di una social media strategy ben pianificata e studiata, e di un media planning adeguato che consideri attentamente le specificità di ogni mezzo, sono evidenziate anche dalla casa automobilistica Nissan; che sta puntando in modo deciso sui social media, ed in particolare su Facebook, per il lancio di 5 nuovi veicoli.
Il punto centrale, per Erich Marx, direttore responsabile del marketing interattivo e sociale della compagnia, è esattamente quello di capire come utilizzare i social media a fini di marketing e cosa questi possono offrire ad un brand.

“Non sono in disaccordo con quello che GM ha fatto perché noi non spendiamo così tanto in quello spazio (Facebook) - spiega Marx - Ma spendiamo nello spazio e continueremo a farlo. Non credo nello spendere $10 milioni, ma non voglio ridurre neanche la spesa a zero. Tutti alla Nissan comprendono che lo spazio dei social media è diverso e bizzarro“.

Il parere del manager è da tenere particolarmente in considerazione, considerando che Nissan in un anno, da quando Marx è il responsabile del social marketing, ha incrementato i propri Facebook fan di circa 700mila (like).

La compagnia, inoltre, risulta, secondo la società specializzata nella verifica dell’engagement Zuum, la casa automobilistica la cui brand page ha un tasso di engagement superiore. Il tutto al fronte di un investimento nel popolare social network di soli 500mila dollari.

Il punto è spendere bene capendo cosa i social media possono offrire e i costi del restare fuori da questo spazio. “Dal punto di vista puro del ROI, stiamo vendendo centinaia di auto attraverso il social? No – spiega  Marx – Non si tratta di ROI, si tratta di COI… “cost of ignoring”… Non si tratta di legare la vendita di un auto a Facebook. Facebook potrebbe scomparire, Twitter potrebbe scomparire, ma i social media non scompariranno. Le aspettative di proprietari e appassionati di poter interagire con il brand… sono ormai scolpite nella pietra. “

Questo rende necessario per i brand essere presenti in questi spazi di interazione, in modo attento alle specificità di essi e al desiderio di partecipazione dei fan. Nissan ha, per queste ragioni, pianificato diverse interessanti iniziative per il lancio dei 5 nuovi modelli.

Fra queste c’è “Innovation Garage” ad esempio, che soddisferà il desiderio di partecipazione dei fan permettendogli di comunicare le proprie idee per automobili da sviluppare in futuro; rendendo inoltre lo sviluppo di modelli automobilistici co-partecipato e più facilmente corrispondente ai desideri degli appassionati.

Un’altra iniziativa da poco conclusasi, permetteva invece di partecipare ad un contest per provare in un test-drive la nuova Altima, chiedendo ai Fan cosa avrebbero fatto se fossero stati selezionati. I video prodotti dagli utenti sono stati poi utilizzati come strumento di marketing virale, incluso quello molto efficace di un fan che aveva promesso di chiedere alla propria ragazza di sposarlo se selezionato.

La strategia Nissan è, in ogni caso, molto ampia e le iniziative molte. La casa automobilistica punta sui linguaggi e le modalità tipiche dei social media in modo efficace. La comicità, che riscuote molto successo tra gli utenti, dovrebbe essere alla base di una prossima iniziativa per promuovere la Pathfinder.

L’esperienza Nissan dimostra che il punto centrale non è la quantità di denaro investita, ma la conoscenza del mezzo e una strategia adeguata ai suoi linguaggi nonchè alle aspettative interattive e di partecipazione degli utenti. Obiettivi strategici realistici, specifici ed adeguati a ciò che i social media possono offrire ai brand, devono continuare ad essere il pilastro sul quale costruire una simile strategia.

Via Tech Economy

 
Di Altri Autori (del 21/06/2012 @ 19:34:43, in Social Networks, linkato 2876 volte)

Le aziende di tutto il mondo stanno adottando i social media come strumento di marketing, ma non sempre lo fanno avendo una chiara comprensione delle specificità di tale forme di comunicazione. Soprattutto la comunicazione aziendale continua ad essere troppo monodirezionale e spesso fallisce nell’istaurare un dialogo con i propri “fan-consumatori”.

Il 70% delle domande e delle interazioni da parte dei fan su Facebook, infatti, non riceve risposta dalle aziende: lo sottolinea uno studio della società di ricerca specializzata Socialbakers. Una percentuale consistente delle aziende – sempre secondo lo studio di Socialbakers - mantiene il proprio profilo (Page Wall) chiuso, impedendo feedback e domande da parte dei consumatori. Tra i brand globali la percentuale di aziende che adotta una simile politica è superiore al 25%.

Non tutti i settori industriali hanno, in ogni caso, un tasso di interazione così basso. Le aziende telefoniche e le compagnie aeree, ad esempio, risultano le sole a rispondere a più della metà delle richieste da parte dei fan. Al contrario le aziende media, che dovrebbero essere particolarmente attente all’evoluzione delle forme di comunicazione,  risultano avere il tasso di risposta minore tra i settori considerati (4.9%).

I risultati dello studio mostrano un utilizzo dei social media troppo spesso difensivo e legato a precedenti forme di comunicazione; si finisce così col chiudersi proprio a quelle che sono le caratteristiche specifiche delle piattaforme: interattività e conversazione sociale.

Via Tech Economy

 
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