Immagine
  mymarketing.it: il marketing fresco di giornata... di Admin
 
"
Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
"
 
\\ : Storico : Social Networks (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Max Da Via' (del 20/06/2018 @ 07:19:01, in Social Networks, linkato 1467 volte)

Facebook continua a spingere sulla monetizzazione di una delle sue property ancora poco affollata di pubblicità: l’app Messenger. Sul programma di messaggistica, infatti, arriva per la prima volta la pubblicità video. La novità è stata annunciata dal social network in occasione del Festival della Creatività Internazionale di Cannes.

Gli annunci video su Messenger appariranno nella schermata dei messaggi in arrivo, dove le persone visualizzano la lista delle chat avviate con amici e altri contatti, e dove già era possibile trovare i formati Sponsored Post. Gli spot partiranno automaticamente quando un utente scorre sopra di essi, ed avranno l’aspetto degli stessi formati video già presenti sulla bacheca di Facebook o su Instagram.

Messenger è un contenitore pubblicitario relativamente nuovo per Facebook: i primi annunci sull’app, infatti, risalgono a solo un anno fa. Quanto alla pubblicità video, gli spot in autoplay hanno fatto il loro debutto sulla bacheca di Facebook nel 2014, a cui si sono poi aggiunti da quest’anno i primi pre-roll ospitati all’interno di contenuti video caricati sulla piattaforma, come quelli prodotti da media partner all’interno della nuova sezione Watch.

Gli spot su Messenger saranno acquistabili all’interno di pacchetti di campagne pianificate su Facebook. Questo significa che non sarà possibile diffondere una campagna esclusivamente sull’app di messaggistica. I primi spot hanno iniziato ad essere erogati questa settimana.

Facebook, novità per i creatori di contenuti

Intanto, sempre oggi Facebook ha annunciato anche altre novità, dedicate ai creatori di contenuti: dal lancio ufficiale di Brand Collabs Manager, il motore di ricerca per mettere in contatto le aziende con gli influencer più adatti alle loro campagne (ne avevamo parlato in questo articolo), a nuove funzionalità per i video interattivi e all’apertura, anche ai creator, del contenitore video Watch.


Via Engage
 
Di Max Da Via' (del 22/06/2018 @ 07:31:33, in Social Networks, linkato 1671 volte)

Sempre alla ricerca di nuove modalità di monetizzazione, Facebook ha ora iniziato in via sperimentale a permettere agli amministratori di alcuni gruppi di far pagare un abbonamento mensile, che va dai 4,99 ai 29,99 dollari al mese, per permettere l’accesso ai sottogruppi con contenuti speciali e di maggior qualità. Al momento Menlo Park non prenderà una commissione su questi abbonamenti, ma è facilmente immaginabile che questo avverrà nel momento in cui l’operazione sarà lanciata ufficialmente, se l’esito dei test ora avviati sarà positivo.

Facebook sottolinea in un blog post che la decisione nasce anche dalla richiesta, proveniente da molti amministratori, di individuare forme di guadagno che permettano loro di investire di più sui gruppi. In questo mondo, spiega Alex Deve, Product Manager di Facebook Groups, “aiuteremo gli amministratori ad offrire contenuti di maggior qualità ai loro membri e a continuare a investire nelle loro comunità”

Declutter My Home, il gruppo amministrato da Sarah Mueller, dedicato alla condivisione di suggerimenti per organizzare meglio il proprio appartamento utilizzando meglio gli spazi a disposizione, ha dato vita in poco tempo ad una comunità di migliaia di persone sparse in tutto il mondo. Grazie alla creazione del sottogruppo a pagamento Organize My Home, spiega Muelle, “potrò ora proporre alla mia comunità strumenti più interattivi, come ad esempio video tutorial, corsi di formazione, sfide di gruppo e sessione di domande e risposte in diretta”, mantenendo il gruppo originale come area dove ottenere consigli gratuitamente. I test riguardano al momento anche gruppi che si occupano dell’ammissione ai college, come Grown and Flown Parents, e della pianificazione della spesa settimanale per la famiglia, come Meal Planning Central Premium.

Ma come funziona il nuovo sistema? Agli utenti del suo gruppo, l’amministratore potrà dunque ora fornire una serie di opzioni di abbonamento e inviare loro l’invito a sottoscriverlo. I membri del gruppo potranno valutare il sottogruppo a pagamento vedendo le schede di anteprima che riporteranno i contenuti proposti e i costi dell’abbonamento. L’amministratore dovrà accettare la richiesta di iscrizione dell’utente, chiamato a quel punto a pagare la tariffa mensile. Gli abbonamenti saranno gestiti attraverso le applicazioni di Facebook per iOS e Android.


Via Engage
 
Di Max Da Via' (del 25/06/2018 @ 07:34:19, in Social Networks, linkato 1593 volte)

Instagram ha annunciato di aver raggiunto il traguardo di 1 miliardo di utenti attivi al mese. A settembre scorso erano 800 milioni. Notevole per un app esclusivamente mobile nata con un set limitato di funzioni ed evolutasi, sotto la guida di Zuckerberg, interpretando le esigenze del mercato e incorporando anche feature inventate da altri.

Ma da oggi Instagram non sarà più la stessa. Infatti è stato appena svelato IGTV, la TV di Instagram. 
IGTV sarà un’applicazione separata (ora disponibile per Android e iOS), ma a tendere anche un hub nella sezione Esplora, entrambi pensati per ospitare i video, prodotti da utenti e aziende.

Su IGTV i creator avranno a disposizione un proprio canale (che verrà mostrato anche nel profilo Instagram) sul quale potranno caricare (da app o web) video in verticale, a schermo intero, di risoluzione fino a 4K e con una lunghezza massima di 60 minuti.
Nei video si potranno inserire dei link per portare traffico al loro profilo o ad un sito (anche e-commerce). Al momento non è prevista una opzione di monetizzazione per i creator, ma è nei piani dell’azienda (presumibilmente nella forma di revenue sharing).

Accedere a IGTV da app sarà come accendere una TV perché subito si vedranno i video provenienti dai canali dei creator seguiti su Instagram. Scorrendo dal basso in alto si vedranno le sezioni disponibili: “For You” (video raccomandati) “Following” (video di coloro che si seguono), “Popular” (quelli con più interazioni) e “Continue Watching” (quelli non visti completamente). Ovviamente si potranno lasciare like, commenti o inviare i video agli amici attraverso Direct (i messaggi diretti).

Tutte le piattaforme di social media stanno andando verso una maggiore focalizzazione video perché gli utenti, soprattutto giovani, destinano gran parte della loro attenzione a questa forma di contenuti. Ovviamente contrastare il dominio di YouTube non è facile, ma è una strada obbligata per cercare di accaparrarsi una fetta dei budget pubblicitari dei grandi inserzionisti. Condizione necessaria, ma non sufficiente, per farsi spazio è riuscire a convincere i top creator a produrre contenuti per la propria piattaforma, dando loro una serie di opportunità di monetizzazione.
E’ vero che in questa guerra per l’attenzione del pubblico e l’attrazione dei creator Instagram competerà con Facebook (che ha già l’hub Watch), ma in questa prima fase l’obiettivo dei due è fiaccare YouTube.

Via Vincos blog
 
Di Max Da Via' (del 27/06/2018 @ 07:21:40, in Social Networks, linkato 1729 volte)
Nella classifica Blogmeter svetta come più coinvolgente Ceres, seguito da Birrificio Angelo Poretti e Bavaria. Su YouTube la migliore perfomance è di Leffe. Ecco le strategie di chi fa meglio

Nuova edizione della tradizionale indagine Top Brands di Blogmeter, questo mese dedicata al settore della birra. Utilizzando il nuovo tool di Social Analytics sono state analizzate le performance di tutte le pagine ufficiali Facebook, Twitter, Instagram e YouTube dei principali brand del comparto presenti sul mercato italiano.

Dai 30 brand presi in esame è scaturita una classifica in cui sono stati evidenziati i 5 brand risultati migliori per interazioni totali (escludendo le views di YouTube) nel trimestre che va dall’1 gennaio al 31 marzo 2018. Inoltre, a partire da questo mese, si aggiunge la novità della Top3, ovvero i brand che hanno registrato la migliore performance su YouTube.

Sul podio Ceres, Angelo Poretti e Bavaria
Per total engagement la prima in classifica è Ceres, divenuta molto popolare negli ultimi anni proprio per la sua originale ed ironica comunicazione social. Il brand di birra danese totalizza, nel trimestre di riferimento, un engagement pari addirittura a 394.000, ottenuto per il 73% su Facebook e per il 27% suYouTube. Il post di Ceres che ha ottenuto maggiore successo (oltre 30mila interazioni) è un post spiritoso dedicato all’orzo.

Medaglia d’argento per Birrificio Angelo Poretti, storico birrificio lombardo fondato nel 1877 e, dal 2002, di proprietà del gruppo Carslberg. Con un total engagement pari a 120.000 e oltre 100mila tra fan e follower sui suoi canali social, Poretti stacca di parecchio i suoi competitor di settore. Il post che ha ottenuto maggior successo è un post dedicato alla festa della donna in cui, accanto ad alcune mimose, appare l’elegante bottiglia della Poretti 10 Luppoli Le Bollicine Dorata.

In terza posizione si classifica l’olandese Bavaria, che colleziona un total engagement pari a 73.000durante il periodo di analisi. L’attività social di Bavaria si concentra quasi esclusivamente sul suo canale Facebook, che infatti raccoglie il 100% delle interazioni. Il post più engaging è un post a tema calcistico dedicato alla partita Inter-Roma, con cui si chiede ai fan di pronosticare chi vincerà l’incontro tramite una “Beereaction”.

A seguire Guinness e Birra del Borgo
Guinness, la celebre birra irlandese, si posiziona quarta con un total engagement pari a 32.200,proveniente per il 100% da Facebook. Il most engaging post di Guinness, che raccoglie 9.600 interazioni, è quello dedicato alla festa irlandese più celebre: il Saint Patrick’s Day. Al quinto posto della Top Brands troviamo Birra del Borgo, birrificio artigianale italiano nato a Borgorose nel 1999. L’attività social del brand è spaccata quasi a metà tra Facebook e Instagram, che raccolgono rispettivamente il 45% e il 54%delle interazioni totali (28.400). Il post di Birra del Borgo che ha ottenuto più successo nel trimestre è quello dedicato alla nuova birra lager Lisa, pubblicato su Facebook.

Top3 YouTube: Leffe svetta su Ceres e Birra Peroni
Per quanto riguarda la nuova classifica dedicata a YouTube, al primo posto troviamo Leffe che si aggiudica anche il premio per la pubblicazione del most viewed content del trimestre. Il video che vede come protagonista il famoso chef Alessandro Borghese, ha totalizzato quasi 2 milioni di visualizzazioni in pochissimi giorni. Il secondo posto va alla già premiata Ceres, che con il suo nuovo spot 2018 dal titolo “Kaleidoscope” totalizza ben 1,2 milioni di views, alla data attuale. Infine, sale sul podio anche Birra Peroni, che con un video dedicato all’eccellenza tutta italiana delle sue birre, colleziona oltre 6mila visualizzazioni.

 Via Mark Up

 
Di Max Da Via' (del 05/07/2018 @ 07:45:08, in Social Networks, linkato 1725 volte)

L'Influencer Marketing è la pratica attraverso la quale le aziende veicolano propri messaggi facendo leva sulla capacità di influenza di persone autorevoli e ben connesse in rete.

Breve storia dell’Influencer Marketing
Le sue origini possono essere fatte risalire ai primi tentativi di usare testimonial poco conosciuti da associare al brand. Famoso il caso di Nancy Green, assunta nel 1890 da R.T. Davis Milling Company per divenire il volto del mix per pancake “Aunt Jemima.”

Nel 1940 Lazarsfeld, Berelson e Gaudet nel loro studio sulla comunicazione politica (Multistep flow model) teorizzarono l’importanza degli opinion leader nell’influenza politica. Poi, intorno al 2004, con la diffusione di Internet e l’emergere dei blog come fonti dell’informazione in rete, le aziende iniziarono a porre in essere le prime azioni di Digital PR. Ai blogger venivano inviati prodotti da recensire o li si coinvolgeva in incontri ristretti e informali con i manager aziendali al fine di stimolare un confronto franco.
In quegli anni prendono piede anche le pratiche di buzz/viral marketing tese a sfuttare la coda lunga dei blogger con azioni di amplificazione, spesso opache.

Qualche anno dopo la massificazione e la moltiplicazione dei social media contribuì a diluire l’importanza delle opinioni scritte sui blog, creando, nel contempo, nuovi palcoscenici per nuovi influencer. Per le aziende divenne difficile individuare quelli più adatti alle proprie esigenze e, nel mercato, si creò lo spazio per attori, soprattutto tecnologici, specializzati nella discovery e nel coinvolgimento degli influencer. Nacque così l’influencer marketing che abbiamo imparato a conoscere.

L’influencer marketing oggi
Oggi lo scenario è diventato ancora più intricato. Gli attori in campo sono aumentati: aziende, influencer, mediatori (agenzie specializzate, centri media, talent agency), tech provider, istituzioni.
Le aziende chiedono maggiore qualità degli influencer, più controllo sui contenuti e metriche chiare per misurare il ritorno sull’investimento.
Gli influencer (che ora preferiscono essere chiamati creator) hanno una maggiore consapevolezza del proprio ruolo e chiedono un adeguato riconoscimento del loro valore.
Gli organi di controllo e disciplina (Autorità, Unione Consumatori, IAP) spingono verso una completa trasparenza.
I tech provider migliorano la tecnologia (machine learning per un matching brand-influencer più preciso, misurazione puntuale del ROI, scalabilità ed efficienza operativa nella gestione della campagne) e, in alcuni casi, aggiungono supporto alla progettazione delle attività di influencer marketing.

Modelli di approccio delle aziende
In questo sistema complesso la pratica dell’influencer marketing va maturando e i modelli di approccio delle aziende si vanno differenziando. Semplificando, vi propongo quelli che mi sembrano i tre approcci principali.

Approccio tattico artigianale
Si tratta di un approccio mutuato dalle digital pr e spesso guidato dal reparto comunicazione/relazioni esterne.
L’azienda, con l’aiuto o meno di un agenzia, usa l’influencer marketing all’occorrenza (ad esempio in occasione del lancio di un nuovo prodotto). La scelta degli influencer viene fatta sulla base di liste limitate e tendenzialmente immutabili, costruite nel tempo, sulla base di precedenti iniziative e attraverso semplici ricerche in rete, senza strumenti tecnologici adeguati. Il budget destinato all’attività è esiguo e il contatto con gli influencer avviene “one to one”, dati i numeri esigui di persone da coinvolgere.
L’obiettivo è generalmente la brand awareness, con una scarsa attenzione alla misurabilità dei risultati.

Approccio tattico, ma tecnologico 
Modello molto simile al precedente, quindi tattico e basato su campagne spot, ma supportato da tool di discovery degli influencer o di piattaforme di influencer marketing.
Nel primo caso la tecnologia aiuta nell’individuazione degli influencer più in linea con la brand equity. Nel secondo caso la tecnologia supporta anche nella fase di coinvolgimento e di analisi dei risultati.
L’obiettivo può essere la brand awareness o la consideration, cresce il budget e l’attenzione alla misurazione dei risultati ottenuti.

Approccio strategico e di lungo periodo
In questo caso l’Influencer Marketing entra nel dominio del marketing strategico e dunque viene considerato nel piano marketing annuale, come leva continuativa di approccio al mercato (campagne always-on) e con un budget dedicato.
Il brand costruisce la strategia con l’aiuto di un azienda specializzata in Influencer Marketing in grado di padroneggiare una piattaforma evoluta e il processo creativo. L’attenzione alla brand affinity e alla misurazione dei risultati è molto alta.
L’utilizzo dei creator ha lo scopo di spingere gli utenti all’acquisto.

Via Vincos blog
 
Di Max Da Via' (del 10/07/2018 @ 07:29:42, in Social Networks, linkato 1641 volte)
Era il 2012 quando Facebook annunciò al mondo di aver acquisito Instagram per un miliardo di dollari e Mark Zuckerberg s’impegnò a costruire e a far crescere l’app in modo indipendente. A 6 anni dall’acquisto, com’è la situazione?

Alcuni lo definiscono l’affare del secolo. Sì, perché il social network delle fotocresce più velocemente di Facebook e sembra non arrestarsi. Le previsioni sono più che positive: in cinque anni arriverà a 2 miliardi di iscritti.

Nel 2012 il suo valore era di 1 miliardo di dollari; a quanto ammonta oggi? Secondo le stime della Bloomberg Intelligence, attualmente, il suo valore raggiunge i 100 miliardi di dollari. Impressionante, no?

instagram

Quanto è cresciuta Instagram?

Chi utilizza maggiormente Instagram appartiene ad un target differente rispetto a quello di Facebook: si tratta degli utenti più giovani.

Inoltre, i risultati degli ultimi anni sono stati davvero sorprendenti e la crescita è stata rapidissima: 1 miliardo di utenti, una crescita di 200 milioni dallo scorso settembre e 400 milioni di utenti che seguono le Stories. Per non parlare delle importanti novità che l’app continua ad annunciare.

Instagram

Da poco, infatti, è nata IGTV: in pratica, la televisione su Instagram. Gli utenti possono registrare ed inserire video fino ad un’ora di lunghezza.

Quanto ha giovato a Facebook?

Partiamo dal rispondere ad una domanda specifica: quanto pesa Instagram sul fatturato di Facebook? Alla fine del prossimo anno fiscale il suo peso potrebbe raggiungere il 16% e superare di molto il 10% circa dello scorso anno. 10 miliardi di dollari, grazie alla pubblicità.

Altro dato importante: Instagram attira nuovi utenti molto più velocemente di Facebook. Il contenuto principale veicolato dal social network sono le foto e, probabilmente, per questo motivo è più apprezzato dai giovani e risulta più appetibile e intrigante di altri social.

Cosa c’è nel futuro di Instagram?

Ciò che gli investitori si aspettando da Instagram è, sicuramente, il miglioramento della capacità di monetizzare gli accessi e la creazione di una struttura più solida, capace di assicurare dei guadagni imponenti.

Foto ma non solo, anche video, Stories e streaming per raccontare le vite dei propri utenti.

Via Ninja Marketing
 

Secondo una recente analisi di Linqia, l’86% dei marketer ha usato Influencer nelle proprie campagne di marketing nel 2017 e il 92% dei marketer che ha collaborato con alcuni di loro, ha dichiarato di essere soddisfatto dei risultati ottenuti.

Dati destinati alla crescita, così come il budget stanziato per queste attività.

Le strategie integrate che coinvolgono Micro-ambassador, Blogger, Influencer vengono usate sempre di più e la piattaforma social di riferimento è Instagram. Le persone si fidano maggiormente dei messaggi veicolati da personaggi influenti, rispetto alle tradizionali forme di pubblicità.

Ecco perché è importante analizzare quali sono i modi più efficaci per collaborare con questi personaggi e per dare la giusta spinta al tuo brand.

LEGGI ANCHE: Come scegliere l’influencer giusto per il prodotto (o il  brand) giusto.

i 6 modi più efficaci per collaborare con influencer

Programma i contenuti pubblicizzati sui social media

Il modo più popolare per promuovere i tuoi prodotti o il tuo brand è quello di instaurare un accordo con l’Influencer, il quale garantirà visibilità sui propri profili social. Sarà necessario istruirlo, fornirgli le linee guida e proporgli un programma sul materiale che dovrà creare.

Ti sarai accorto della dicitura che indica i post pubblicizzati su Instagram. LInfluencer Giulia Calcaterra, ad esempio, racconta di come si allena tutti i giorni per mantenere la sua forma fisica impeccabile e utilizza prodotti per un’alimentazione ricca di proteine. Nel copy fornisce anche un codice sconto per incentivare i suoi followers a comprare.

È quella che si definisce una win-win situation: il personaggio offre un vantaggio agli utenti che lo seguono fedelmente e il brand utilizza questa leva promozionale in modo indiretto.


Una buona pratica, quando metti le basi per una campagna di marketing è quella di coinvolgere un gruppo di Influencer, in modo da far risuonare il tuo brand su più fronti. Non disperdere una goccia in un mare di post!

Gioca sull’effetto sorpresa con i regali

Un altro modo per instaurare una collaborazione è quello di inviare dei regali, magari inaspettati, di un prodotto che sai possa piacere all’Influencer.

In questo modo, puoi sperare in una recensione, un post o una citazione spontanei sul tuo prodotto.

Ovviamente non essendoci un accordo e un compenso monetario, l’Influencer non è obbligato a dare visibilità al tuo regalo. Potrebbe anche capitare che ti vengano comunque richiesti dei soldi per pubblicizzare quello che gli hai inviato. Oppure potrebbe arrivare un post negativo se il prodotto non rispecchia le aspettative o non è gradito.

Sfrutta gli articoli sul blog

Quando si parla di una collaborazione che includa la scrittura di articoli sul blog, può essere di due tipi. Puoi sbizzarrirti insieme al Blogger e richiedereun intero articolo che parli del tuo prodotto oppure puoi farlo rientrare in una serie di citazioni, insieme ad altri brand.

Ad esempio a Gipsy in the Kitchen nel suo blog di cucina, posta la ricetta per preparare “La piadina con albicocche carammellate e squaquerello Nonno Nanni.” Utilizza spesso prodotti di noti brand all’interno dei suoi piatti.


Alcuni punti da tener presente per questo tipo di collaborazione:

  • Quando collabori con un Blogger, cerca qualcuno che condivida i valori del tuo brand e che possa essere rappresentativo per la tua nicchia
  • Scrivere un articolo richiede tempo per cui programma tutto per tempo e non aspettarti un ritorno immediato con una sola azione
  • Accordati sulle immagini se le deve creare il blogger, oppure fornisci fotografie di buona qualità in alta risoluzione
  • Può aiutare inserire un codice sconto nell’articolo e indicare il link diretto al tuo sito web per facilitare la conversione

Organizza un Takeover

Un altro format molto efficace ed usato è quello del Takeover del tuo account Instagram da parte di un Influencer, per un determinato periodo di tempo o durante un particolare evento.

L’Influencer produrrà direttamente i contenuti. Farà vivere al pubblico il suo punto di vista autentico.

Dovrai stabilire una policy per la pubblicazione, se diretta o se previa la moderazione del social media manager. L’azione deve essere palesata e promossa sia sull’account del brand che su quello del personaggio che effettuerà il Takeover.

È importante scegliere un Influencer con cui hai già lavorato, di cui ti fidi per essere sicuro che produrrà dei contenuti live in linea con il tuo brand.


Passa al livello successivo e trasforma l’Influencer in un Brand Ambassador

Un altro percorso che si può intraprendere è quello di trasformare un Influencer in un vero e proprio testimonial duraturo del brand. In questo caso non si tratta più di azioni spot, ma di passare ad un livello successivo.

In qualità di Ambassador il personaggio scelto, non solo posterà contenuti sul tuo prodotto regolarmente, ma rappresenterà il brand durante eventi locali e iniziative promozionali di vario tipo.

Anche in questo caso, assicurati di aver già testato il lavoro dell’Influencer, il quale deve condividere i valori del brand, avere una personalità e un attitudine che ben si sposano con la tua filosofia aziendale per diventarne portavoce verso il suo pubblico.

Consigli utili da non dimenticare prima di iniziare le tue collaborazioni

  • Stila una lista di Influencer che possono fare al caso tuo. Non soffermarti solo su chi è seguito da grandi numeri, ma cerca chi può essere rilevante per la tua nicchia
  • Non mandare solo mail, ma cerca di stabilire una relazione con delle collaborazioni durature e costruttive
  • Pensa ad un compenso adeguato per la creazione dei post, il valore dei contenuti creati e la creatività, questo dimostrerà come consideri il lavoro dell’Influencer e lo incentiverà a dare di più
  • Sii molto specifico e preciso sulle linee guida che il personaggio che rappresenta il tuo brand deve seguire: più il briefing è accurato, più sarà facile che vengano rispettate le aspettative di tutti
  • Lascia l’Influencer libero nella creatività: potrà dimostrare il suo valore aggiunto e non si sentirà frustrato
  • Non avere fretta. Il tutto e subito non esiste. Le campagne richiedono tempo perché si vedano i risultati.
Via Ninja Marketing
 

Da tempo Facebook cercava un modo per monetizzare da WhatsApp, la più popolare app di messaggistica. Ora sembra aver trovato un modo che potrebbe funzionare con WhatsApp Business.
La connessione tra
 Facebook e WhatsApp potrà collegare gli annunci direttamente alla nuova piattaforma WhatsApp Business. Funzionerà in modo abbastanza semplice: le persone potranno contattare direttamente le aziende attraverso questo nuovo servizio; le aziende potranno rispondere in modo del tutto gratuito entro 24 ore. Se la risposta si fa attendere troppo (o non arriva affatto), viene applicato un costo di 9 centesimi per messaggio.

In un sistema globale di scambi sempre più veloci, la piattaforma valuterà la reattività dei canali offrendo quindi un servizio gratuito ” a tempo”; quando l’azienda “sfora” i limiti concessi per rispondere a una persona, viene “multata” per il ritardo.

WhatsApp si conferma il canale di marketing più coinvolgente al mondo. Se uniamo gli utenti attivi su Facebook Messenger e WhatsApp, questi rappresentano il 79% dell’intero mercato della messaggistica. Ecco perché per un’azienda WhatsApp Business potrebbe essere una strada facilmente percorribile per garantirsi alti tassi di coinvolgimento.

La chiave per utilizzare efficacemente WhatsApp for Business è data dalla qualità delle interazioni generate per creare una relazione di valore con le persone. WhatsApp viene utilizzato da persone per parlare con altre persone.

La soluzione presenta anche delle controindicazioni: cosa accadrà ai nostri numeri di telefono, in mano alle aziende?

Via Ninja Marketing
 
Di Max Da Via' (del 08/08/2018 @ 07:47:24, in Social Networks, linkato 1240 volte)

Facebook ha annunciato una modifica alla struttura delle pagine per andare incontro alle esigenze delle aziende medio-piccole, che hanno attività commerciali sul territorio. Complessivamente Facebook ospita oltre 80 milioni di pagine aziendali, visitate ogni settimana da circa due terzi degli utenti. 

Ecco cosa cambierà:

  • Informazioni: più rilevanza viene data alle informazioni utili (orario di apertura, prezzi, menu) e per alcune tipologie di aziende (ristoranti e servizi) viene dato risalto agli Eventi e alle Offerte;
  • Azioni: i pulsanti di call to action sono stati ridisegnati per essere più visibili per i visitatori. Per scegliere la tipologia più adatta alla propria azienda (ordina, chiama, scrivi, ecc…) bisogna individuare il modello personalizzato giusto tra le impostazioni;
  • Raccomandazioni: gli utenti potranno scrivere una recensione (con testo, foto, tag) direttamente dalla pagina aziendale. I gestori dovranno farci i conti perché saranno più visibili;  
  • Storie: le storie prodotte potranno essere viste cliccando sulla foto profilo della pagina. Per Facebook rappresentano un nuovo mezzo per ingaggiare i clienti;
  • Eventi: la funzione eventi è stata rivista per permettere una più facile gestione della vendita di biglietti attraverso la piattaforma. Ogni mese sono 700 milioni le persone che consultano gli eventi su Facebook; 
  • Lavori: estesa a tutti i paesi la funzione per pubblicare offerte di lavoro sulla propria pagina.

Si tratta di miglioramenti che, insieme al lancio dell’applicazione Facebook Local, aiutano chi deve gestire un negozio e che cercano di contrastare quelli messi a disposizione da Google, da molto tempo ormai, per le attività commerciali locali.

Sicuramente Facebook è un ambiente molto più ricco per promuovere il proprio business, ma Google è ancora il motore principale di visibilità, anche locale. Di conseguenza al momento non si può che considerare entrambi nella propria strategia di marketing locale.

Via Vincos blog
 
Di Max Da Via' (del 21/08/2018 @ 08:54:51, in Social Networks, linkato 1477 volte)

La seconda trimestrale 2018 di Facebook ha mostrato, per la prima volta, segnali di rallentamento dell’impero Zuckerberg in termini di ricavi e utenti. Pur raggiungendo 2,2 miliardi di persone ogni mese, negli ultimi tre mesi si è registrato un calo in Europa sia degli utenti giornalieri (-3 milioni) che mensili (-1 milione).

Per capire cosa sta succedendo in Italia, ad un anno dalla mia ultima rilevazione, condivido a beneficio di tutti i dati disponibili sulla sua ampiezza.

Lo strumento nativo di advertising segnala 31 milioni di account potenzialmente raggiungibili.
Una penetrazione di circa il 91% se si considera che gli utenti mensili di internet sono stimati in circa 34 milioni (Audiweb).

Secondo le mie stime nel giorno medio sono 25 milioni gli italiani che visitano il social network. In mobilità lo usano quasi la totalità: almeno 29 milioni una volta al mese e 24 milioni quotidianamente. 

Come sta cambiando la composizione demografica degli iscritti a Facebook in Italia? 
Oggi il 58% degli utenti ha più di 35 anni. La fascia con più utenti è quella 35-46 con 6,7 milioni di iscritti.
Interrogando lo strumento di advertising emerge chiaramente la drastica  diminuzione dei giovani (non è detto che si siano disiscritti, ma potrebbero non essere stati attivi e quindi non considerati dal tool come raggiungibili dalla pubblicità).

Considerando la fascia 13-29 il calo, rispetto allo scorso anno, è di 2 milioni di persone. In particolare i 13-18enni diminuiscono del 40%, i 19-24enni del 17%, i 25-29 del 12%. Calano anche i 30-35enni e i 36-45enni. A crescere solo le fasce più avanzate: quella dei 46-55enni e quella degli ultra 55enni che fa un salto del 17%.

La mutazione di Facebook mi sembra irreversibile. E’ sempre il centro commerciale più grande del paese, ma per i giovanissimi non è più la prima destinazione social, mentre per i più maturi rimane il luogo nel quale intrattenere relazioni e apprendere informazioni. 

Per ulteriori statistiche sui social media in Italia vi consiglio di tenere d’occhio la pagina dedicata dell’Osservatorio Social Media in Italia.

Via Vincos glob
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35
Ci sono 6132 persone collegate

< dicembre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
      
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
         

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Advertising (108)
Aziende (142)
Blog (11)
Brand (37)
Comarketing (2)
Comunicazione (9)
dBlog (1)
Digitale (33)
eCommerce (39)
Grande Distribuzione (7)
Internet (543)
Marketing (288)
Marketing Ambientale (3)
Marketing non convenzionale (62)
Media (102)
Mercati (79)
Mobile (210)
Permission Marketing (1)
Prodotti (95)
Pubblicità (32)
Pubblicità (88)
Retail (11)
Segnalazioni (45)
Social Networks (349)
Startup (1)
Strategie (59)
Tecnologie (73)
Trade Marketing (1)
Viral Marketing (40)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019
Dicembre 2019

Gli interventi più cliccati

Titolo
Automobili (2)
Bianco e nero (1)
Comarketing (1)
Home (4)
Internet (4)
Prodotti (5)
Pubblicità (5)

Le fotografie più cliccate


Titolo

< /p>


Subscribe to my feed


Google
Reader or Homepage

Add to netvibes



Creative Commons License




10/12/2019 @ 21:54:42
script eseguito in 316 ms