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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico : Social Networks (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Altri Autori (del 01/12/2009 @ 07:23:59, in Social Networks, linkato 1579 volte)

Le storie di piccoli imprenditori americani che hanno scoperto le enormi potenzialità del social network.

Imprenditori, fareste bene a prendere dimestichezza con Facebook. E’ questo l’incipit dell’articolo che il Sole 24 ore ha ripreso dal New York Times che spiega come il popolare social network può essere utile agli imprenditori. Anche piccoli. Dopo avere spiegato come funziona il social network che in Italia ha superato i 12 milioni di iscritti, l’articolo distilla alcune regole di base per non sprecare tempo e denaro.

La prima cosa da fare consiste nel compilare un breve elenco degli obiettivi che ci si prefigge.
Poi bisogna curare la pagina dando prova di avere una personalità ben definita.
Non bisogna essere ingannevoli. Utilizzate la vostra pagina per dare un’immagine di serietà e garantite che anche le vendite lo saranno.
Infine, concentratevi sui possibili clienti e utilizzate Facebook per analizzare le caratteristiche della potenziale clientela.

Fondamentale è però tenere a mente che “I messaggi con i quali s’invita soltanto a comperare non funzionano. Gli iscritti che ne fanno l’uso migliore utilizzano poco Facebook per vendere e molto per comunicare e interagire. Rispondete sempre ai fan e a chi vi critica. Date ascolto a ciò che vi si dice, a prescindere che sia qualcosa di positivo o di negativo: potreste perfino individuare qualche utile idea per migliorare la vostra attività. Aggiornate sempre i contenuti delle pagine. Utilizzate sempre gli status update e i newsfeed per informare i fan di avvenimenti speciali, concorsi, occasioni particolari e qualsiasi altra cosa interessante”.

Tutto questo presuppone una certa conoscenza dei meccanismi del social network (che potete approfondire in questi articoli) che offre buone possibilità di business come ha scoperto Chris Meyer che lo ha utilizzato per trovare donne già impegnate. Non pensate male, Meyer è un fotografo di Woodbury in Minnesota specializzato in matrimoni, fino a quel momento sfortunato nel procurarsi clienti con la pubblicità tradizionale.

Un’inserzione di una pagina intera su una rivista per promessi sposi non aveva dato frutto alcuno e la sua presenza a una fiera commerciale soltanto quattro prenotazioni, sufficienti a malapena a coprire le spese sostenute per il suo stand. Facebook, invece, si è rivelato una fonte digitale di ricchezza. Meyer si è rivolto alle giovani donne nella fascia di età 22-28 anni della zona metropolitana di St. Paul a Minneapolis che avevano indicato di essere fidanzate nell’apposita casella dei loro profili personali.

Meyer ritiene di aver speso circa 300 dollari negli ultimi due anni per postare pubblicità su Facebook e di essersi procurato incarichi di lavoro per oltre 60mila dollari di guadagno. Adesso i tre quarti dei suoi clienti gli arrivano da Facebook, o tramite le pubblicità o grazie alle raccomandazioni da amico ad amico. “Se Facebook non esistesse, sarei senza lavoro”, afferma il fotografo.

Facebook, prosegue l’articolo, consente alle piccole imprese di dedicare le loro energie in esclusiva a quel tipo di marketing che fino a pochi anni fa potevano soltanto sognare.

Gli utenti di Facebook compilano i loro profili fornendo informazioni quali la città di residenza, il datore di lavoro, la religione alla quale appartengono, e ancora gli interessi, il livello d’istruzione, i libri, i film e i programmi televisivi preferiti, tutti elementi che permettono agli inserzionisti di far arrivare messaggi pubblicitari mirati a specifiche fasce della popolazione.

Quando si crea un’inserzione, infatti, è possibile aggiungere alcuni parametri demografici o parole chiave e scoprire in che modo i vari utenti di Facebook ricadano in un determinato target, per poi modificarlo in modo tale da ottenere il massimo con il minor investimento possibile.

Inoltre gli inserzionisti possono scegliere di pagare per “impression” o per “click”, fissare budget massimi e programmare le inserzioni affinché compaiano in date particolari.

Così, per esempio, un bar di San Francisco può far comparire le proprie pubblicità soltanto nelle pagine di quegli utenti dal cui profilo o dalla cui affiliazione ai vari gruppi emerge che amano il caffè.

Secondo Kendall, direttore marketing di Facebook, le inserzioni possono essere dirette ai potenziali clienti anche sulla base delle interazioni sociali di cui danno notizia agli amici, per esempio scrivendo: “Troviamoci per un caffè”, o che postano update del tipo: “Mi sono appena svegliato e ora mi serve un buon caffè”.

Il sistema di pubblicità su Facebook fornisce un feedback istantaneo, con parametri come il numero delle impression che ha sollecitato un post e il numero di tutte le cliccate. Questi dati consentono a Meyer di migliorare ancor più le sue inserzioni. Se un’inserzione non produce sufficienti risposte e reazioni entro 24 ore, la cambia e cerca qualcosa di completamente diverso.

Charles Nelson con la moglie possiede Sprinkles, una pasticceria che produce cupcake, tortine monoporzione. Alle spalle ha un Mba e il lavoro in una banca d’investimenti e Facebook lo controlla una quarantina di volte al giorno. “La gente parla del tuo lavoro tutti i giorni, che tu te ne accorga o meno. E questo consente alla gente di scambiarsi opinioni e di parlarne direttamente a noi”. Sprinkles usa Facebook per offrire ai clienti un assaggio di quello che fa: tutti i giorni posta una password su Facebook che consente di ottenere una cupcake gratuita. Da aprile la base dei suoi fan si è decuplicata, arrivando a 70mila.

Il suo consiglio è di mettersi in vista presso i clienti, aggiornare i contenuti e ricordare che il guadagno di un investimento può arrivare lentamente. “Sappiate aspettare – consiglia Nelson –: gli utenti non si precipiteranno subito in massa sul vostro sito di social media. Tecnologia significa creare un effetto network, ma perché s’instaurino le necessarie connessioni occorre tempo”.

Via Marketing Journal

 
Di Altri Autori (del 25/11/2009 @ 07:18:44, in Social Networks, linkato 2010 volte)

I cinguettii su Twitter, piattaforma di micro-blogging, hanno una loro importanza. E a misurarla ci pensa TweetLevel, strumento che calcola gratuitamente l’influenza di un utente sul microblog a 140 caratteri, tramite un algoritmo che considera la qualità e la quantità dei tweets.

Quattro sono le voci con cui si assegnano punti all’utente, ciascuna con un punteggio in centesimi. A guidare la classifica dei Twitter più carismatici il social blog Mashable e lo scrittore Neil Gaiman.
  
Via Quo Media

 
Di Roberto Venturini (del 20/11/2009 @ 07:18:36, in Social Networks, linkato 3369 volte)

Tweetup = vedere di persona le persone con cui interagisci su Twitter.

Idea banale ma ricca di potenziale (viste le sceneggiate cui assistiamo a barcamp o GGD quando persone che si conoscono bene virtualmente finalmente riescono a toccarsi fisicamente).

In Italia non ne ho ancora vista traccia (o almeno nulla che sia comparso sul mio limitato schermo radar) e la mappa mondiale dei Twitter Meetups ha un bianchissimo buco in corrispondenza dell'Europa Meridionale (detta anche "Garlic Belt").

Negli USA invece si usa - tanto che si stanno già adoperando a scopi promo-comunicazionalli, come nel caso dei Tweetups organizzati dalla NHL (National Hockey League, il campionato di hockey, via) che ad aprile, in occasione di partite importanti ha organizzato una miriade di questi incontri per i tifosi dello sport... un interessante modo di fare marketing sul proprio twarget (il target su twitter ; - )).

Per approfondire, leggete questo post su Mashable.

 
Di Altri Autori (del 19/11/2009 @ 07:10:56, in Social Networks, linkato 1749 volte)

I videogame, si avvicinano sempre più al mondo dei social network. Sony sta approntando l’integrazione di Facebook con la sua Playstation 3, come già ha fatto Microsoft con la sua Xbox, capace di interagire anche con Twitter e Last.fm. L’intento è quello di promuovere il prodotto attraverso la formazione di comunità di giocatori online che sfruttino il network di amicizie e contatti di Facebook e affini, nonché di ampliare le funzioni delle console.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 16/11/2009 @ 07:09:45, in Social Networks, linkato 2101 volte)

Community online e reti sociali, oltre che luogo virtuale per incontri e scambi d’idee stanno diventando anche spazi attraverso cui diffondere contenuti strutturati e articolati come apposite sit-com.

E’ il caso di Coop, per esempio, che debutta con Casa Coop (su casacoop.net), una serie di sketch pensata appositamente per il web. La mini serie di sei puntata è interpretata tra gli altri da Andrea Tidona (La meglio gioventù) e Sergio Sgrilli (Zelig), e racconta storie divertenti ambientate tra un condominio in zona Prati a Roma e un supermercato. Si parla di risparmio energetico, di raccolta differenziata ma anche di musica, scuola, amicizia tra i condomini come fossero una famiglia allargata.

Iniziativa ancor più particolare quella intrapresa da Justin Halpern, giovane scrittore americano che da qualche mese posta sul suo account le battute del padre. Il network Cbs gli ha offerto un contratto per ottenere i diritti di Shitmydadsays, la pagina di Twitter che propone quotidianamente gli involontari aforismi paterni. La rete televisiva americana ha intenzione di produrre una sit-com basata sulle stringhe a 140 caratteri, da cui verrà tratto anche un libro (edito da HarperCollins).

Evoluzioni impreviste del social networking.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 12/11/2009 @ 07:17:20, in Social Networks, linkato 1472 volte)

Nel momento di mettere mano al portafoglio, solo il 33% delle persone si affida ai social network mentre il 23% dice di non crederci affatto.

A stabilirlo è una ricerca condotta dalla Lightspeed Research per conto della rivista Marketing. Il 68% si affida ad altre risorse online, come le recensioni, per un buon consiglio. Internet sta prendendo il posto di amici e famiglia.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 02/11/2009 @ 07:49:02, in Social Networks, linkato 1447 volte)

Alcuni lo indicano come il futuro killer di Twitter. Si tratta di MobJet, nuovo networking mobile fondato da James Skinner e volto alla conquista dell’Asia.
 
Inviando una semplice e-mail, senza restrizioni sul numero di caratteri si potranno condividere foto, video, audio, notificando gli aggiornamenti anche agli altri social network.

Via Quo Media

 
Di Roberto Venturini (del 29/10/2009 @ 07:26:29, in Social Networks, linkato 2180 volte)

L'idea è buona.

Twitter, così come lo abbiamo conosciuto fino ad adesso, serve per seguire persone che hanno delle cose da dire che ci sembrano interessanti.

Ma persone che "conosciamo" (in senso lato) e la cui posizione geografica può esserci benissimo ignota.

Quando però andiamo in viaggio può invece interessarci capire "what's cool" nel posto in cui siamo e che magari non conosciamo.

Twaller ci permette, intervenendo sui flussi di Twitter, di avere accesso a tweet di persone di cui non siamo follower ma che parlano del posto che ci interessa. Di cose da vedere, da fare.

Insomma, una specie di motore di ricerca geolocalizzante per Twitter. Molto interessante.

 
Di Altri Autori (del 23/10/2009 @ 07:02:24, in Social Networks, linkato 1839 volte)

Prosegue l’integrazione tra siti d'informazione e social network. Grazie all’accordo tra Huffington Post e Facebook, link agli articoli possono essere postati direttamente dal quotidiano online Usa sul social network, tramite una finestra pop up.
 
Il servizio ha portato 6,825,000 utenti in settembre, mentre Facebook ha fatto registrare 3,5 milioni di visite.

Via Quo Media

 

Nel giorno di Google e delle presentazione dei suoi sorprendenti risultati, il social network Facebook rilancia e si dice pronto a intercettare quel 90% di internauti che non trovano risposte nell'offerta di BigG.

Stando al parere di Sheryl Sandberg, direttrice operativa di Facebook, infatti, Google soddisfa il 10% della domanda pubblicitaria, intercettando le persone che già sanno cosa vogliono e hanno già deciso di procedere con un eventuale acquisto. 

La raccolta pubblicitaria di Facebook potrebbe portare dunque ricavi superiori a quelli di Google. Le entrate del social network del momento stanno crescendo molto velocemente, tanto da raggiungere un attivo nel 2010 e rispettare il traguardo di 500 milioni di dollari a fine 2009.

Il futuro, stando a Sandberg che vede il mercato pubblicitario come una piramide rovesciata , sarebbe ancora più roseo, perché ci si aspetta di trarre profitti dalla nuova pubblicità diretta ai 300 milioni di utenti sparsi per il mondo.

Via Quo Media

 
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08/12/2021 @ 13:37:20
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