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  mymarketing.it: l'isola nell'oceano del marketing... di Admin
 
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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico : Social Networks (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Max Da Via' (del 07/04/2017 @ 07:43:31, in Social Networks, linkato 1134 volte)

Nel primo trimestre 2017, mediamente 1,9 milioni di utenti unici hanno commentato ogni settimana su Facebook e Twitter i programmi tv in onda su 35 emittenti digitali terrestri e satellitari in Italia con contenuti originali (post e tweet) e attività di engagement (commenti, condivisioni, like, retweet, citazioni, ecc). A rivelarlo i dati di Social Content Ratings di Nielsen, secondo i quali nello stesso periodo, le discussione sulle due piattaforme social sono state 66 milioni, con un picco massimo a febbraio quando si sono registrate 36 milioni di interazioni da parte di 7,4 milioni di utenti attivi. Il volume delle interazioni nel periodo gennaio – marzo 2017 è cresciuto del 23% rispetto al trimestre precedente.

Nello specifico, emerge che il mese di febbraio è stato determinante per la crescita, indipendentemente dal successo social del Festival di Sanremo: la settimana della kermesse canora è risultata quella con il più alto numero di interazioni e di utenti unici, rispettivamente 21 milioni e 5,2 milioni. Ma al netto del Festival, il trimestre avrebbe chiuso comunque in positivo rispetto al precedente grazie all’engagement social stimolato da programmi come ‘C’è posta per te’, ‘L’isola dei famosi’, ‘Masterchef’, le prime puntate del serale di ‘Amici’ e di ‘Ballando con le stelle’, o da eventi come la ‘Notte degli Oscar’ e i ‘David di Donatello’. Senza dimenticare il successo di fiction come il ‘Commissario Montalbano’ e ‘L’Onore e il Rispetto’ e di eventi sportivi, oltre al calcio, come l’avvio della stagione dei motori, i successi degli italiani nello sci e la vittoria di Roger Federer agli Open d’Australia di tennis.

“Oltre ai volumi rilevanti”, ha spiegato Luca Bordin, General Manager Media Sales&Solutions di Nielsen, “gli ultimi dati confermano una tendenza già riscontrata nella seconda parte del 2016, ovvero la rilevanza delle conversazioni sui social che avvengono nei giorni precedenti o successivi la messa in onda di un programma, a testimonianza del crescente valore delle piattaforme social per la Tv”. “Infatti considerando i 250 programmi più commentati, nel primo trimestre 2017 complessivamente il 37% delle conversazioni è avvenuto in modalità non lineare. La tendenza è più evidente su Facebook dove il dato arriva al 45%, mentre su Twitter si attesta al 21%: questa differenza riflette le peculiarità delle due piattaforme”.

Per quanto riguarda i generi televisivi più commentati, al primo posto c’è l’intrattenimento (che include Sanremo), seguito dagli eventi sportivi live e quindi da talent e reality show, ognuno con specifiche peculiarità riguardo all’attività sui diversi social. Mentre su Facebook l’87% delle conversazioni si è concentrato tra intrattenimento e sport, su Twitter la distribuzione dei commenti tra generi televisivi è molto meno concentrata: intrattenimento al 41%, talent e reality al 21%, sport al 19%, talk show all’11% e a seguire gli altri.

Guardando ai dati demografici degli utenti, il peso di uomini e donne è simile (51% vs 49%) ma sono ampie le differenze per genere televisivo. I primi prevalgono nel caso di eventi sportivi e talk show, ma le seconde sono molto più attive quando si tratta di commentare altre tipologie di programmi (serie tv e talent soprattutto). Stesso discorso per quanto riguarda le fasce di età: 25-34 anni la più rilevante (25% la quota sul totale TV) ma con grandi scostamenti in base al genere televisivo.

“Un altro elemento da sottolineare”, ha concluso Bordin, “è il volume delle conversazioni sui social relative alle brand che coinvolgono gli utenti della social TV. A beneficiarne sono in particolare quelle marche che si legano ai contenuti televisivi attraverso attività integrate con la struttura narrativa degli stessi. A febbraio, il 60% degli utenti che ha commentato i programmi televisivi ha partecipato anche a conversazioni relative ad una marca su Twitter. La percentuale sale fino all’80% per categorie come bevande / alcolici, alimentari e telecomunicazioni. Anche alla luce del fenomeno delle conversazioni non lineari, emerso come abbiamo visto in modo rilevante in questo trimestre, le attività cross tra social e TV forniscono alle brand opportunità di engagement che vanno ben oltre il perimetro temporale della messa in onda dei contenuti sponsorizzati”.

Leggi o scarica le slide di presentazione

Via Prima Comunicazione
 

La National Football League (NFL) sta vendendo i diritti per lo streaming della prossima stagione di Thursday Night Football. E almeno quattro grandi aziende di tecnologia sono interessate. Facebook, Amazon, Twitter e YouTube hanno tutte presentato proposte alla NFL, nella speranza di trasmetterne le partite. Lo scrive Recode riportando fonti vicine alle società, che avevano già partecipato anche lo scorso anno per lo stesso accordo, poi vinto da Twitter con un’offerta di 10 milioni di dollari per il diritto di trasmettere 10 partite. Il campionato dovrebbe prendere una decisione entro il prossimo mese.

Il mercato dei diritti

Proprio come le reti televisive, anche le aziende di tecnologia sono interessate allo sport in diretta. Facebook e Twitter stanno facendo offerte per qualsiasi sport dal vivo su cui riescano a mettere le mani. Amazon è interessata agli eventi sportivi in diretta ma ha anche comprato diritti cinematografici. I diritti sportivi dal vivo sono costosi e difficili da trovare, però; i diritti televisivi tradizionali per le grandi leghe sportive come NFL, NBA e MLB sono già assegnati per anni. Cosa che rende quelli per Thursday Night Football i più ambiti sul mercato in questo momento. Ma Twitter l’anno scorso non ha segnalato un picco significativo nella crescita dei ricavi utente grazie allo streaming dei giochi. Twitter sostiene che 3,5 milioni di persone abbiano visto ogni partita in media, ma secondo le metriche televisive questo numero si abbassa a un paio di centinaia di migliaia di spettatori a partita. La media di CBS si avvicinava a 15 milioni di spettatori a partita nella scorsa stagione. Il pubblico più ridotto è uno dei motivi per cui i match sono stati venduti a soli 10 milioni di dollari l’anno scorso, una frazione di quello che NFL porta a casa con i diritti televisivi. Gli stream non sono esclusivi: gli spettatori possono anche guardare le partite su NBC, CBS, NFL Network e Verizon, che ha i diritti di distribuzione per la telefonia mobile. Inoltre, a Twitter è stato consentito di vendere solo una piccola percentuale della inventory pubblicitaria complessiva delle partite.


via DailyOnline
 
Di Max Da Via' (del 22/03/2017 @ 07:09:31, in Social Networks, linkato 1249 volte)
Le festività scandiscono, oramai da anni, la vita dei brand sui social e sono gli unici eventi in “real time” programmabili con largo anticipo. La giornata del sorriso, della cioccolata, quella del cane o il primo giorno d’autunno: tutti questi momenti possono riempire i vuoti dei calendari editoriali o semplicemente trasformarsi in ottimi spunti per realizzare contenuti originali.

Oggi gli utenti, non solo si aspettano un post per “la festa della nonna”, ma arrivano anche a giudicare negativamente i brand che non cercano di andare oltre a dei semplici auguri. Allora cosa possiamo fare per non risultare banali e allo stesso tempo  per spingere anche i nostri prodotti?

Il 14 maggio sarà la festa della mamma, l’occasione giusta per mettersi alla prova e iniziare a ripensare i propri contenuti in modo strategico. Qualche settimana fa Facebook è stato invaso da migliaia di post legati alla festa della donna e abbiamo deciso di prendere spunto da quanto è successo sul web per capire quali sono le tipologie di post più apprezzate dagli utenti.

In prima posizione si trova Ceres che, con l’ ironia che da tempo ormai contraddistingue la sua comunicazione, consiglia agli utenti di sostituire con una Ceres la classica mimosa.  Nel caso della festa della donna, il gioco si presta bene, ma l’idea non è così banale e i fan della pagina lo apprezzano. L’obiettivo in questo caso non è solo intrattenere e divertire, ma si ribadisce anche un concetto chiaro: una Ceres è adatta ad ogni occasione. Pensando alla festa della mamma si potrebbe ad esempio proporre un prodotto, anche del tutto estraneo all’universo tipico femminile, al posto del solito profumo o dei fiori.

Amazon invece approfitta dell’8 marzo per avvicinare gli utenti alla parte più umana dell’azienda, per ricordare che dietro al suo marchio lavorano migliaia di donne. L’obiettivo in questo caso è ben diverso da Ceres, ma se strutturato in modo adeguato può rafforzare i valori del brand e renderlo più vicino ai fan.

Samsung invece ci ricorda l’importanza di conoscere a fondo i propri consumatori, con un avvincente spot dal claim “il tempo di ogni donna è ogni giorno”. Il colosso giapponese non si accontenta di un semplice post e  in un coinvolgente video racconta le donne con cui il brand più si identifica: moderne, tecnologiche e impegnate. In questo caso l’obiettivo è quello di ribadire un legame con il proprio target parlando a quelle donne che si riconoscono in determinate situazioni. Segue la stessa linea Decathlon con un augurio alle fan affinché possano conquistare la propria vetta e raggiungere il massimo. A questo punto non resta che chiedersi: qual è il tipo di mamma che immaginate come consumatrice dei vostri prodotti?

 

La semplicità e la dolcezza sono i temi portati in scena da Nutella, forte ovviamente della sua alta riconoscibilità. Gli amministratori della pagina hanno pensato bene di consigliare l’uso del prodotto per fare un regalo speciale, senza nemmeno scriverlo. Infatti l’immagine, da sola, sembra dire “basta un piccolo gesto, come la colazione a letto per renderla felice”. Questo tipo di post ci mostra come con un po’ di fantasia e flessibilità ogni nostro prodotto o servizio può essere mostrato da un altro punto di vista.

 

 

Un’altra tipologia di “augurio” che ottiene spesso successo è quella volta a sorprendere l’utente con un vero e proprio regalo. Tim e Vodafone hanno offerto 8 giga ai propri clienti, Alitalia un rossetto a tutte le donne sui voli in partenza, noi possiamo limitarci ad uno sconto o a un offerta speciale ottenendo un doppio vantaggio: utenti soddisfatti e ambasciatori dei nostri prodotti.

Media World si allontana invece dall’idea del target e, con una gif che alterna varie referenze, cerca di porsi come luogo perfetto in cui trovare il regalo adatto ad ogni donna, dalla nonna alla sorella. Questa tipologia di contenuto permette di rispondere a una necessità d’acquisto dell’utente che probabilmente, in quel momento, si trova a dover fare più regali in un solo giorno.

Via Tech Economy
 
Di Max Da Via' (del 14/03/2017 @ 07:29:47, in Social Networks, linkato 870 volte)

La classifica dei migliori brand sui social media torna questo mese con un Focus sul mondo Sportswear. Blogmeter ha analizzato le performance di tutte le pagine Facebook e dei profili Instagram dei brand di abbigliamento e accessori sportivi che si rivolgono esclusivamente al mercato italiano, secondo la metrica del total engagement, ovvero la somma di like, reaction, mention, fan post e commenti su FB, e di like e commenti su Instagram. Nell’analisi non sono stati considerati gli account che adottano sui social una strategia globale. 

Facebook: spazio al lancio di nuovi prodotti

Con quasi 25 mila interazioni, è Diadora a detenere lo scettro dei brand più coinvolgenti su Facebook. La pagina del brand veneto, che comunica principalmente in lingua italiana sebbene pubblichi talvolta contenuti in inglese, a febbraio ha appassionato gli utenti con un post dedicato ai 50 anni di Roberto Baggio, che ha realizzato un’esplosione di interazioni, circa la metà di quelle totali della pagina. In seconda posizione troviamo New Balance con circa 21 mila interazioni. La sua campagna #lifein247 – con la quale il brand ha lanciato la nuova scarpa New Balance 247 Luxe – ha riscosso un grande successo su Facebook: non a caso il post che più ha appassionato gli utenti è proprio dedicato alla campagna. A distanza, al terzo posto, si piazza la pagina Facebook italiana di Adidas Running che a febbraio ha lanciato le nuove #UltraBOOSTX per donne, permettendo alla pagina di collezionare oltre ben 10 mila interazioni. Quarto posto per Superga, i cui post più coinvolgenti sono dedicati alle nuove collezioni primaverili e contengono l’hashtag #supergalovers. Chiude la classifica il brand di calzature sportive Saucony, che genera maggiore engagement con un post dedicato alle sneakers Saucony Jazz O’ White/Grey.

Su Instagram spopolano i contenuti con protagonisti gli influencer

Sul social delle immagini Instagram trionfa invece Superga con oltre 51 mila interazioni. Il brand, nonostante abbia un profilo interamente dedicato al mercato italiano, utilizza la lingua inglese per comunicare con i propri follower. L’hashtag #supergalovers, tra l’altro molto utilizzato su Facebook, ha ottenuto grandi successi anche su Instagram. Medaglia d’argento per il profilo di Adidas Italia con più di 19 mila interazioni per un totale di 23 post pubblicati. La maggior parte dell’engagement è dedicato alle nuove #ultraboostx e alla campagna #heretocreate, in cui 15 atlete donne del calibro di Karlie Kloss ad Hannah Bronfman, per citarne alcune, raccontano le proprie storie con grinta e passione. Il profilo Instagram di New Balance, terzo brand più engaging, punta invece sulla campagna globale ‘Letters to #MyFutureSelf’ che, attraverso il racconto delle storie di alcuni campioni come Boris Berian e Alexis Sablone, si propone di ispirare gli atleti a perseguire i propri obiettivi. Quarto posto per Reebok Italy, che grazie al grande seguito social della sua testimonial Gigi Hadid, porta a casa oltre tre mila interazioni. Chiude la classifica Asics Italia con un post di San Valentino che ha avuto come protagonisti i due atleti olimpici Eleonora Giorgi e Matteo Giupponi.

infografica

Via Spot and Web
 
Di Max Da Via' (del 09/03/2017 @ 07:38:19, in Social Networks, linkato 914 volte)

Audiweb ha rilasciato i dati di gennaio della survey sull’audience dei contenuti editoriali fruiti all’interno dell’applicazione di Facebook mediante browsing e/o Instant Articles. Nel mese di gennaio hanno partecipato alla survey i seguenti editori associati ad Audiweb: 21st Century Fox, Caltagirone Editore, Ciaopeople, Condé Nast, Editoriale il Fatto, Gruppo De Agostini, Gruppo Espresso, Il Sole 24 ore, Italiana editrice, Libero Quotidiano, Mediaset, Meteosolutions, Mondadori e RCS.

Invariata la prima posizione, occupata da Fanpage con oltre 7,2 milioni di utenti unici per poco meno di 100 milioni di pagine viste. Non cambiano nemmeno il secondo e il terzo brand, vale a dire Repubblica (6,2 milioni di utenti unici) e Corriere della Sera (4,6 milioni). Escluso dalla graduatoria è l’Huffington Post, i cui dati non sono disponibili a causa di un errore nell’inserimento degli identificativi da parte dell’editore nelle pagine soggette alla rilevazione. Da segnalare le performance di due delle testate di punta di Caltagirone Editore, Leggo e il Messaggero. Bene anche Libero.

Via DailyOnline
 
Di Max Da Via' (del 01/03/2017 @ 07:06:56, in Social Networks, linkato 1075 volte)

Con l’Instagram Fashion Index monitora le social performance delle case di moda che sfilano durante la Milano Fashion Week dal 22 al 27 febbraio 2017, secondo il calendario ufficiale di Camera Nazionale della Moda Italiana. In particolare, la società italiana ha misurato giorno dopo giorno i risultati delle sfilate, arrivando a stilare delle mini classifiche quotidiane con i migliori profili in termini di engagement, follower-base, nuovi follower, autori unici, content strategy e influencer marketing.

Instagra Fashion Index_ VersaceLo scorso venerdì 24 febbraio, hanno sfilato 13 brand: Diesel Black Gold, Emporio Armani, Lucio Vanotti, Sportmax, Krizia, Etro, Blugirl, Tod’s, Marco De Vincenzo, Versace, Aigner, Vionnet, Situationist. Armani è stato il brand leader su Instagram in termini di engagement, avendo conquistato 404 mila interazioni in un solo giorno, grazie anche alla pubblicazione di ben 20 post: il contenuto più attrattivo ha come protagonista la fashion influencer Gala Gonzalez, mentre tra gli hashtag più citati compare #armanistars. In termini di total followers e di autori unici è invece Versace il più performante, con oltre 8,4 milioni di seguaci: tra i contenuti più efficaci pubblicati durante la #MFW, spicca il video di presentazione della sfilata con le due Versace Women Bella e Gigi Hadid. Tutti i post pubblicati dal profilo Instagram di Versace durante la sfilata sono stati accompagnati dall’hashtag #VersaceLive. Tra i più performanti di venerdì è da annoverare anche Tod’s che ha collezionato 34 mila interazioni e un grande successo per il suo hashtag di punta #Todsquality.

Instagram Fashion Index_ArmaniAnche nel quarto giorno, sabato 25 febbraio, hanno sfilato 13 brand e in particolare: Bottega Veneta, Xu Zhi, Antonio Marras, Blumarine, Missoni, Ermanno Scervino, Jil Sander, Cividini, Gabriele Colangelo, Aquilano Raimondi, Philosophy di Lorenzo Serafini, Leitmotiv, Elisabetta Franchi.  Protagonista di questo quarto giorno è stata Elisabetta Franchi che ha totalizzato più di 77 mila interazioni, nuona parte dedicate al il post con protagonisti i due fashion designer Elisabetta Franchi e Filippo Zagagnoni. Il più attivo della giornata con 22 post, nonché il profilo in grado di aumentare maggiormente la propria follower-base (4,6 mila new follower) è stato Philosophy di Lorenzo Serafini. Buone performance anche per Missoni e la sua sfilata #pinkisthenewblack (20.600 interazioni), durante la quale la passerella della fashion week si è trasformata in un palcoscenico dei diritti umani, con la sfilata dei cappellini rosa con le orecchie da gatto, diventati il simbolo delle Women’s march contro Trump, che la fashion designer ha anche regalato a tutti gli ospiti della sfilata.

Nella giornata di ieri, domenica 26 febbraio, invece hanno sfilato 12 case di moda: Simonetta Ravizza, Marni, Trussardi, Laura Biagiotti, Stella Jean, Rich, MSGM, Salvatore Ferragamo, Au Jour Le Jour, Arthur Abesser, Maurizio Pecoraro, Calcaterra. Salvatore Ferragamo risulta il più coinvolgente del giorno con quasi 35 mila interazioni e più di 4 mila nuovi follower, seguito (24 mila interazioni). Segue al secondo posto per engagement Marni, avendo conquistato oltre 24 mila interazioni ieri. Il più attivo della giornata è invece Trussardi con ben 39 post e un grande successo per la sua collezione #trussarditarots.

via Spot and Web
 

I video di Facebook senza pubblicità potrebbero presto essere un lontano ricordo. Il social network sta lanciando nuovi prodotti pubblicitari per i suoi video. In un blogpost la società ha annunciato di aver ampliato i test per gli annunci in video live e di aver iniziato a testare l’erogazione di pubblicità nel mezzo di un video pre-registrato. Ad Breaks è una soluzione per garantirsi un altro flusso di entrate ed è una sfida diretta a YouTube e alla televisione.

In termini di ricavi pubblicitari, Facebook ha superato le società di media tradizionali negli Stati Uniti per la prima volta nel novembre 2016. La monetizzazione sui video potrebbe allargare ulteriormente questo divario. L’azienda di Menlo Park sta testando le interruzioni pubblicitarie nei video live da un paio di mesi. Il programma si è esteso per includere più creator di contenuti o editori che abbiano almeno 2.000 o più seguaci e abbiamo recentemente raggiunto almeno 300 spettatori in un video dal vivo.

Facebook, annunci nei video live

I creator e gli editori che partecipano al test vedranno l’icona di un dollaro apparire nella finestra del loro video live quando questo ha raggiunto almeno 300 spettatori ed è stato live per almeno 4 minuti. A questo punto i partecipanti potranno toccare l’icona ogni cinque minuti e vedere un annuncio video della durata massima di 20”. A differenza di YouTube, Facebook non mostrerà gli annunci prima dell’inizio del video. I ricavi generati da questi annunci verranno divisi tra Facebook e l’editore, che  dovrebbe ottenere il 55%, secondo Business Insider.

Annunci per i video pre-registrati

Facebook ha appena iniziato a testare anche gli annunci per il video pre-registrati con pochi selezionati partner, che potranno inserire gli annunci nei video che caricano o nei video glia esistenti nella loro library. “Nei prossimi mesi lavoreremo con questi partner per analizzare, imparare e ripetere la prima versione di questa funzionalità. Ci auguriamo di poter estendere il test ad altri partner in futuro”, dice la società. Il social network ha anche annunciato che gli editori prescelti saranno in grado di monetizzare i loro annunci video anche sulle app al di fuori di Facebook e sui siti attraverso Audience Network. Gli annunci sono disponibili solo per gli Stati Uniti, ma Facebook dice che spera “di espandersi in altri paesi in futuro”.


Via DailyOnline
 

Durante il convegno Altagamma Consumer and Retail Insight, il 16 febbraio, Altagamma presenta i risultati della quarta edizione del True-Luxury Global Consumer Insight, condotto con The Boston Consulting Group, e della quinta dell’Altagamma Retail Evolution condotto con Exane Bnp Paribans. Le evidenze degli studi sono state commentate da Raffaella Banchero, managing director Italy and Spain di Tiffany & Co., Arrigo Berni ceo di Moleskine, Armando Branchini, vice presidente Fondazione Altagamma, Simone Dominici, executive vice president global markets di Bottega Veneta, Michele Norsa, strategic advisor, Dario Rinero, ceo di Poltrona Frau Group e Riccardo Sciutto, group ceo di Sergio Rossi.

Nella nota stampa vengono riportate le sintesi delle ricerche:
l’indagine True-Luxury Global Consumer Insight, presentata da Armando Branchini, Nicola Pianon (senior partner e managing director di Bcg) e Federico Bonelli (principal di Bcg), ha aumnetato la qualità degli intervistati, analizzando più di 12.000 consumatori di 10 diverse nazionalità, con spesa media annuale intorno ai €36.000.
Nel 2016 i consumatori di alta gamma nel mondo sono stati 415 milioni e hanno speso €860 miliardi, includendo prodotti unbranded ed escludendo automobili e yachts.
Il numero di consumatori totali è previsto crescere fino a 490 milioni nel 2023, quando arriveranno a spendere €1.185 miliardi.
Focus dello studio sono i consumatori True-Luxury, 17 milioni di persone che hanno speso nel 2016 €250 miliardi: il 4% dei consumatori del lusso è responsabile del 30% dei consumi totali.

“I consumatori True-Luxury continuano ad avere un forte appetito e un trend di crescita sano e stabile, resistente nonostante lo slow down del mercato complessivo ” commenta Nicola Pianon, senior partner and managing director di Bcg, responsabile della Practice Fashion and Luxury di Bcg in Italia.
“A rallentare è la parte di consumatori aspirazionali che sta contraendo il passo, soprattutto negli acquisti di beni di lusso personale”, prosegue.

Il comunicato stampa riporta alcune evidenze dell’edizione 2017
• Se il mercato lusso in generale rallenta, la parte più alta della piramide, trainata da cinesi e americani, mostra una crescita stabile sia nei beni personali sia nel consumo esperienziale (+6-7%). Questi consumatori prevedono in futuro di incrementare la spesa in calzature, borse, profumi e Cosmetici, e di diminuirla in piccola pelletteria e in cravatte e foulard di seta.

• Crescono i consumi locali per i true-luxury consumers.
I cinesi in particolare passano dal 39% del 2014 al 65% del 2016 come percentuale di acquisti fatti nel mercato domestico.

• Il 50% dei consumatori, soprattutto millennials e americani, percepisce in misura crescente un disallineamento tra prezzo e valore del prodotto, dovuto ad aumento dei prezzi, ma anche a diminuzione della qualità e a una perdita di esclusività dei brand e dei prodotti. Una percezione che indurrà un consumatore su due a non comprare più il brand in questione. Il 50% dei consumatori True-Luxury trova che non vi sia più equilibrio tra prezzo pagato e valore del prodotto.
“Significa”, commenta Nicola Pianon, “che la qualità offerta e l’esclusività non sono più considerate adeguate ai livelli di prezzo richiesti. La reazione è la rinuncia all’acquisto, la ricerca di prodotti off-price sui canali fisici o digitali che lo consentono, o il trading down, verso i prodotti offerti da marche premium o addirittura verso fast fashion come Zara o H&M”.

• Il consumatore true luxury vira verso il casual.
Forte crescita di appeal del casualwear tra i consumatori del lusso, sempre più accettato anche in occasioni “formali”o importanti. Una crescita che non va tuttavia a detrimento del mercato del lusso. Due esempi chiari del fenomeno sono il boom delle sneaker di lusso e delle luxury down-jackets.

• La customizzazione dei prodotti, richiesta sempre più forte da parte dei consumatori del lusso, che cercano esclusività, differenziazione e un legame più personale con il prodotto.

• Made in Italy.
l’Italia è considerata in tutto il mondo il primo Paese per qualità della manifattura di beni di lusso personale.

• Canali distributivi.
Diminuiscono le vendite imputabili integralmente al negozio fisico. Il vero trend è la multicanalità (ricerca online e acquisto in negozio e inverso).
Per il consumatore, multicanalità significa coerenza nell’immagine, servizi integrati per la consegna, riconoscimento del proprio status di cliente privilegiato su tutti i canali. Il 61% degli acquisti è influenzato dal digitale, con la punta del 72% per gli Stati Uniti. Il retail monomarca registra un calo di traffico e di vendite, soprattutto a causa di una shopping experience non soddisfacente e del troppo lento rinnovamento degli assortimenti, ma resta comunque il cuore di un processo di acquisto sempre più multicanale.

• Il passaparola è il primo fattore di influenza all’acquisto, grazie soprattutto ai social media, usati dal 72% dei consumatori True-Luxury per dialogare con i brand, con una frequenza elevatissima.

• Per quanto riguarda i profili dei consumatori, il 90% della crescita è a carico dei primi 3 segmenti comportamentali: gli absolute luxurer (top spender, connoisseur raffinati ed eleganti, contano per il 27% dei consumi totali), megacitier (millenial delle grandi mega-city, trendy, contano per il 17% dei consumi totali), e i social wearer (attenti alla sostenibilità sociale ed ambientale, 7% dei consumi totali).
Le interviste svolte mostrano come un’attività mirata di marketing da parte delle aziende sui singoli segmenti ripaghi in termini di attrazione dei consumatori verso il brand e di crescita nettamente al di sopra della media del mercato.

Come ricordato dal comunicato stampa, l’Altagamma Retail Evolution, presentata da Luca Solca, managing director global luxury goods di Exane BNP Paribas, indaga l’evoluzione e le prospettive delle strategie retail delle imprese lusso considerando più di 16.000 punti vendita. I brand del lusso stanno consolidando le reti distributive, con pochissime nuove aperture e una sempre maggiore integrazione tra retail fisico e digitale: un processo che conduce a negozi più piccoli e con maggiore produttività. Rispetto al modello omologato di store monomarca finora in uso, si prefigura un trend di contro-standardizzazione dei format retail, che tenga conto della frammentarietà del profilo del consumatore e delle sue diverse esigenze e capacità di spesa.
Luca Solca, commenta: “L’era della crescita facile fatta di aperture di negozi e aumenti di prezzo é ormai dietro di noi. Le priorità nel retail di lusso oggi sono l’aumento della produttività, ottenuta con innovazione di prodotto più rapida, integrazione dell’offerta digitale al punto di vendita e negozi più compatti. Il negozio diventerà molto di più che uno sfoggio di dimensioni e materiali, ma un modo per il marchio di esprimere e confermare i propri valori e la propria unicità.”

Armando Branchini, vice presidente di Fondazione Altagamma, sottolinea che “il consumatore True-Luxury evolve sempre più senza strappi, ora che i componenti della Generazione Y, i milllenial, sono responsabili della metà dei consumi mondiali del lusso. Non significa che tutto procede as usual. Al contrario stiamo vivendo una fase di contro-standardizzazione sia relativamente alla customer experience che alla in-store experience.”

Via Primissima.it
 

Il semestre freddo non è ancora finito, ma il mondo del fashion gioca sempre d’anticipo e nella Capitale italiana della Moda sono già quasi pronte le passerelle per la Milano Fashion Week. Il 22 febbraio verrà inaugurato il periodo delle sfilate, che mostreranno ai fashion addicted e a chi lavora nel settore le nuove collezioni autunno-inverno 2017-18.

Una grande vetrina, con risonanze internazionali, per un settore che rappresenta un fiore all’occhiello del Made in Italy. Un’occasione che verrà immortalata dagli smartphone degli influencer, dei brand, delle modelle, dei modelli e degli appassionati che saranno così fortunati da riuscire a partecipare agli eventi. La moda, per sua natura, ha imponenti radici estetiche, e i social sono le destinazioni più immediate per ogni scatto o esperienza vissuta a bordo passerella. Sono anche le piattaforme su cui si diffondono le notizie, i commenti, le impressioni. Per questo motivo, Facebook ha organizzato una colazione a Milano, in cui ha mostrato alla stampa le principali attività che avvengono sulle sue property in quel periodo.


Fashion lovers e device
Stando una ricerca condotta dallo stesso social network in Italia, il 92% dei fashion lovers possiede uno smartphone. Ma questo non è il device più diffuso: il 93% infatti possiede un pc. Insegue il tablet (63%). I telefoni connessi, però, rappresentano il dispositivo più utilizzato per seguire la Fashion Week (43%), con poco scarto dal pc (42%) e molto dal tablet (15%).

I canali preferiti per seguire l’evento
I social sono i canali più ricercati per seguire gli eventi, con Facebook (61%) e Instagram (37%) separati solo dalla Tv (45%). Seguono le News Online (28%) e la Stampa (9%). Facebook è anche la piattaforma preferita dall’87% del campione, ed è utilizzato dal 76% degli appassionati per parlare e leggere di argomenti relativi alla moda. Youtube è promosso da poco meno della metà (48%), così come Instagram (41%), che però ispira l’86% degli utenti a conversare sul fashion. A fare la differenza, secondo il 44% del campione, è la possibilità di fruire di foto, video e contenuti unici. Anche i brand sono molto seguiti dagli amanti della moda: il 64% ha messo like ad almeno un marchio su Facebook e il 61% su Instagram.

I contenuti preferiti
Proprio i post dei brand e i video (live o normali) sono due dei contenuti maggiormente richiesti sui due social di Zuckerberg. Addirittura, il 52% dei fashion lovers ha interagito su Facebook guardando video e live dei brand di moda. La MFW e la sua abbondanza di contenuti, secondo la ricerca condotta dal social, ha portato il 52% del campione a seguire un brand durante il periodo della manifestazione, generando al contempo la propensione (dell’85% del totale) all’acquisto di capi proposti dagli account
seguiti.

Il target
Gli appassionati di moda che compongono il campione (tratto dagli utenti di Instagram) sono prevalentemente 25-44enni, in maggioranza donne (61%). Tra i 25 e i 34 anni si registra un picco (32%) di profili attinenti ai requisiti per la ricerca. Pochi invece gli under 24 (13%), superati perfino dai 45-54enni (15%). Gli utenti di Instagram attivi mensilmente a livello globale hanno superato i 600 milioni (di cui 9 italiani), e 400 di questi sono daily user. Tra questi, gli appassionati di moda sono un gruppo molto attivo, capace di accedere al social 23 volte al giorno. Gli europei accedono al feed 7 giorni alla settimana e hanno seguito, in media, 353 account di high street fashion (dato 2,5 volte maggiore della media degli instagrammer). Per Nicole Barclay, global head of social di Net-A-Porter, Instagram “funziona come un megafono, permettendo alla audience globale di creare e amplificare i trend del fashion”.
In questo scenario, i brand diventano un’ispirazione per gli utenti che li seguono (il 70% del totale), specialmente per il 45% dei fashionistas europei che li considerano un’ispirazione per il loro modo di vestire. Questi dati, sfruttati all’interno di una campagna come nel caso di John Lewis, hanno creato un aumento dell’intenzione d’acquisto del 14% (nelle donne 25-34), +10% di ad recall, +3% di brand favorability (tra le donne 18-24). Più in generale, invece, Instagram incide sui risultati delle campagne a performance con + 70% di azioni nel direct response, +78% di installazioni app e +58% di website conversion, con annessa crescita di vendite online.

Nuove soluzioni: le ADS IN Stories
L’implementazione della funzione Stories è stata lanciata poco tempo fa, ma sono già 150 milioni a utilizzarla. La novità, raccontata ieri nella sede milanese di Facebook, è che presto saranno disponibili ads al loro interno. «La fase beta è iniziata due settimane fa con 30 brand partner. Sono Stories full screen, che partono con l’audio attivo tra una Storia e l’altra. Stiamo facendo le ultime verifiche tecniche e lavorando al minutaggio, che sarà tra i 10 e i 15 secondi. A breve verranno rese disponibili per tutti i brand», spiega Valerio Perego, sales manager di Facebook. Le aziende potranno quindi inserire (a pagamento) brevi storie tra quelle proposte dagli utenti, rivolgendosi all’user in un momento di grande coinvolgimento.

Via DailyOnline
 
Di Max Da Via' (del 08/02/2017 @ 07:27:55, in Social Networks, linkato 1631 volte)

Highlights Tv e Social

•             Conti anche quest’anno non delude le attese ed apre il suo terzo festival abbattendo il muro del 50% di share, un risultato che non si verificava dal 2005 con Bonolis. Oltre al miglior esordio degli ultimi anni, Conti può vantarsi di essere l’unico conduttore del Festival che in tre edizioni consecutive si è sempre migliorato.

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•             La prima serata è stata seguita da 11,4 milioni di telespettatori, il 2% in più rispetto all’anno scorso, nonostante un bacino televisivo in linea con quello del 2016. Lo show, come al solito un mix di intrattenimento e musica, ha avuto tra i momenti più attesi il ritorno di Maurizio Crozza ed il duetto tra il super ospite Tiziano Ferro e Carmen Consoli, ma il picco di ascolti è stato alle 21.40, quando 16.131.865 spettatori hanno seguito Raoul Bova introdurre Elodie, che sul palco dell’Ariston ha ritrovato Maria De Filippi che l’aveva lanciata un anno fa ad Amici.

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•             Per i break la novità più importante riguarda l’aumento degli spazi, da 7 a 8 interruzioni pubblicitarie. Ben 4 break su 7 migliorano gli ascolti del 2016, in particolare Sanremo 2 alle 21.57, dopo lo spazio dedicato a forze dell’ordine e protezione civile, cresce del 10% lanciato da Carlo Conti subito dopo la frecciata verso chi ha polemizzato sul suo compenso.

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•             La prima serata del Festival di Sanremo ha raggiunto un’ottima performance sui canali social.

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•             La pagina Facebook ha registrato nella giornata di esordio della kermesse oltre 60mila nuovi fan, 20mila in più rispetto all’anno precedente (+56%). Trend positivo anche per le interazioni: oltre 274mila interazioni (like+commenti+share), 31% in più rispetto al 2016.

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•             Buone anche le performance registrate su Twitter: oltre 5.000 nuovi followers durante la prima giornata (+19% vs 2016); invariate invece le interazioni(tweet e retweet) rispetto all’anno precedente.

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Via Spot and Web
 
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