Immagine
  mymarketing.it: l'isola nell'oceano del marketing... di Admin
 
"
Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
"
 
\\ : Storico : Internet (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Gianluigi Zarantonello (del 26/04/2010 @ 08:00:00, in Internet, linkato 2512 volte)

Durante la settimana scorsa si è parlato molto dei nuovi social plugin di Facebook che permettono di integrare i siti web con il più famoso social nework del mondo, le funzioni sono numerose e molto interessanti, vi rimando per i dettagli a Young Digital Lab e a Vinco’s Blog per una trattazione dettagliata.

Dal punto di vista di Facebook l’approccio strategico è impeccabile: forti della loro dimensione e, mi permetto di dire, anche della continua attenzione mediatica, Zuckenberg & Co. hanno messo a disposizione dell’intero web un kit facile da integrare, familiare agli utenti negli aspetti di comunicazione e molto trendy per chi vuole rendere il proprio sito davvero social. In cambio Facebook si garantisce traffico e, soprattutto, la creazione di un proprio ecosistema (iPhone docet) dal quale trarre numerosi benefici, primo fra tutti una mole enorme di informazioni sui gusti degli utenti, entrando nel vero business di Google e, probabailmente, anche di Twitter.

Che opportunità offre questa novità alle aziende? Ottime, sicuramente vale la pena di ragionare sull’implementazione di questi strumenti nei propri siti (io sto sperimentando il pulsante I Like qui), che possono aiutarvi seriamente nella vostra strategia di rendere la vostra attività ben distribuita sul web.

Credo però che vada ricordato un aspetto che tende a sfuggire ai più: è il nostro webmarketing che deve trarre beneficio da Facebook e non viceversa.

Ne ho già parlato in passato, si tratta del dilemma dei social media, meglio inventare ogni volta la ruota o consegnare ad altri i propri clienti? E’ corretto infatti evidenziare, ad esempio, che i nostri fan su Facebook sono utenti di Facebook e non nostri e che se domani il social network dovesse chiudere noi di queste persone non avremo più traccia. D’altra parte però non si può nemmeno pensare di creare un proprio social network, un proprio YouTube e così via quando fuori ci sono già, più popolati e qualitativamente migliori dei nostri.

Il mio invito dunque è quello di usare tutti i social media che siano coerenti con la vostra strategia web ma di non farne un sostituto del vostro sito, al quale tutti questi canali devono riportare più navigatori possibili da far registrare e fidelizzare per azioni future.

In questo senso i social plugin di Facebook sono sicuramente meno rischiosi in quanto vi obbligano quantomeno ad avere una web page e vi permettono di promuoverla senza fatica, fate attenzione però a non appiattirvi solo su questi strumenti e coltivate le relazioni con i vostri clienti e prospect online in tutti i modi possibili.

Attendo i vostri commenti.

Gianluigi Zarantonello via http://internetmanagerblog.com/

 
Di Altri Autori (del 23/04/2010 @ 07:17:08, in Internet, linkato 1804 volte)

Pierre Omidyar, fondatore di eBay, si prepara a lanciare un servizio online di news a pagamento. Il presidente del più popolare sito d’aste della rete sta sperimentando nelle Hawaii il suo progetto di una comunità web di lettori disposti a pagare 19,99 dollari al mese per leggere e discutere notizie locali, con un impatto diretto sulla popolazione-utenza, e dunque secondo Omidyar più appetibili.

Via Quo Media

 
Di Gianluigi Zarantonello (del 20/04/2010 @ 08:00:00, in internet, linkato 1643 volte)

Ho scelto questo titolo per non rischiare di passare inosservato, visto che vorrei trattare un tema  importante e controverso, la cultura del social web e il mondo aziendale.

Un primo spunto che mi ha fatto iniziare la scrittura sono stati i due post di Dario Ciracì e di Valentina Maggi, che lamentano la scarsa apertura aziendale, descritta in termini di “dilagante ignoranza”.

Un altro fatto che mi ha portato a questa riflessione è stato poi  il vivace dibattito sul ROI dei social media che si è generato durante le due giornate di Young Digital Lab, tema complesso di cui mi sono già occupato in passato e che quindi, per brevità, non riprendo qui.

Dal momento che ho la fortuna di lavorare su questi e altri temi all’interno di un’azienda grande e strutturata vorrei dare il mio contributo sul tema della cultura e di come farla crescere.

Sicuramente all’interno delle imprese mancano le competenze sul tema del web (anche per gli aspetti più semplici, figuriamoci poi su social), questo in realtà è un fatto comprensibile e assolutamente superabile ad una condizione: la volontà di capire e di ascoltare chi può saperne di più. In molte delle conferenze cui ho partecipato come relatore ho avuto come pubblico solo agenzie mentre i manager di azienda, i veri interessati, erano assenti.

Questo mix di scarso interesse e, a volte, di arroganza e di paura di perdere terreno da parte di chi ha gestito finora la comunicazione e il marketing tradizionale rende difficile l’evoluzione e la penetrazione della cultura.

Mi sento di dire però che il mondo delle web agency o dei consulenti non è privo di colpe.

E' il momento di collaborare!

In primo luogo ci sono tante persone che non sono realmente preparate e che trascinano le aziende in progetti improbabili, costosi e controproducenti senza alcuna strategia, sviluppando nel contempo meccanismi di outsourcing non virtuoso.

Inoltre chi si occupa di social media spesso paga una scarsa conoscenza delle logiche aziendali che si traduce in poca concretezza delle proposte e nell’incapacità di spiegare e motivare le proprie ragioni quando si arriva alla domanda fatidica: quanto costa e quanto ci rende? Questa domanda non è eludibile ed è giusto che i manager la facciano, io stesso la pongo a chi mi porta i progetti per poter pesare le proposte, dato che ho un conto economico da gestire.

ecco cosa si aspettano molte aziende dai social media, sappiatelo!

I miei interlocutori hanno la fortuna (o sfortuna se non sono preparati) di trovare in me una controparte in grado di capire un po’ meglio di altri i temi, eppure spesso mi rendo conto che senza le mie basi personali farei fatica a seguire molti dei ragionamenti che non sono tarati sulle concrete esigenze dell’impresa.

In conclusione dunque trovo che paradossalmente ci sia poca capacità di dialogo e reciproca comprensione proprio sul marketing dell’ascolto: da una parte (l’azienda) poca competenza e disponibilità, dall’altra incapacità di tarare le proposte sulle logiche aziendali e deboli argomentazioni quando si tratta di spiegare che le modalità di misurazione del ROI e del ROE vanno riviste.

La cultura si può sviluppare invece solo lavorando assieme, portando risultati concreti e facendo partecipare le persone dell’azienda al processo di costruzione della relazione e del dialogo. La collaborazione, dentro e fuori all’azienda, è un fatto di testa, siamo pronti a costruire assieme?

Gianluigi Zarantonello via http://internetmanagerblog.com/

 
Di Gianluigi Zarantonello (del 24/03/2010 @ 08:00:00, in internet, linkato 2576 volte)

Lo spunto per questo post mi viene dalla lettura di [mini]marketing, e in particolare da un articolo dal titolo eloquente di “gli interinali dei social media“.

Da attento osservatore Gianluca Diegoli ha scovato su FriendFeed un annuncio di lavoro dove un’agenzia cercava collaboratori part-time per fare social media marketing per un’azienda che a sua volta aveva delegato all’esterno questa attività. Gianluca si chiede “ve le immaginate importanti aziende usare collaboratori esterni non dico come responsabili vendite, ma anche solo come agenti di zona? “.

Il punto è semplice, se si vedono i social media come un’appendice della normale attività pubblicitaria push è piuttosto ovvio che si affidi in modo occasionale all’esterno una diffusione in modalità spamming delle proprie comunicazioni. Se invece si comprende che  il cuore del social media marketing è la creazione di una relazione e di un dialogo di lungo periodo con i clienti, beh allora l’attenzione sarà sicuramente diversa.

Outsourcing o insourcing? Anche qui il tema va visto con criterio, come ho scritto in passato non ha senso inventare la ruota ogni volta creando un proprio social media autocostruito e autarchico e d’altronde è piuttosto difficile che un’azienda abbia in partenza al proprio interno le competenze per fare un corretto lavoro nel marketing dell’ascolto.

L’equilibrio ideale dunque è di avere delle risorse interne che dedichino almeno una parte continuativa del loro tempo a seguire in prima linea il dialogo sotto la guida e il supporto consulenziale di esperti qualificati del settore.

Un corretto approccio poi richiede un pensiero strategico che non può essere delegato alle persone più operative, ci deve essere un committment dall’alto e un investimento, più che di denaro, di tempo e attenzione.

Insomma, ben venga l’aiuto esterno ma non cedete la relazione con i vostri clienti a dei partner occasionali, non ha senso creare un nuovo tipo di precari in un paese che in questo settore ha bisogno di esperti! Qual è la vostra esperienza in merito?

Gianluigi Zarantonello via http://internetmanagerblog.com/

 
Di Altri Autori (del 18/03/2010 @ 07:26:38, in Internet, linkato 2069 volte)

Per un'intera settimana, negli Stati Uniti, Facebook ha superato Google per numero di click sulle rispettive homepage. A testimoniare il sorpasso, già avvenuto in passato ma unico per durata, l'istituto di ricerca di Hitwise, che ha reso noto come il social network abbia catturato il 7,07% delle visite degli internauti statunitensi e il motore di ricerca si sia fermato al 7,03%.

Il dato, è giusto sottolinearlo, fa riferimento esclusivamente alle pagine d'accesso dei due colossi della rete e non tiene conto dei siti correlati a Google, come YouTube, Gmail o Google Maps, ma è comunque indicatore di una tendenza sempre più netta: internet si sta trasformando da una piattaforma 'search' a una piattaforma 'social'.

Le visite al sito di Mark Zuckerberg sono infatti aumentate del 185% nell'ultimo anno, mentre il traffico generato dal motore di ricerca è rimasto sostanzialmente invariato. Il sorpasso sembra dunque destinato a riproporsi nei prossimi mesi e a trasformarsi in un divario.

La tendenza è nota anche dalle parti di Mountain View, avendo Google recentemente dotato il suo servizio di posta del programma Buzz, che permette un'interattività in tempo reale paragonabile a quella di Facebook e Twitter, e inserito le attività dei maggiori portali di social network all'interno dei risultati delle sue ricerche.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 16/03/2010 @ 07:26:38, in Internet, linkato 1713 volte)

Comprare un prodotto, sottoscrivere un'assicurazione o semplicemente pianificare una vacanza. Gesti quotidiani e a "portata di click". Oggi la rete è una preziosa alleata nella vita di tutti i giorni, capace di semplificare molti gesti e accorciare tempi e distanze, evitando inutili code o gincane alla ricerca del negozio più conveniente. Lo shopping online è in continua crescita e, secondo uno studio condotto da BizReport, entro il 2011 produrrà in Europa un giro d'affari di 323 miliardi di euro.

Una preziosa opportunità anche per le imprese che possono vedere crescere così margine e fatturato a fronte di minimi investimenti. A patto che, per fidelizzare i clienti, attirarne di nuovi e cavalcare l'onda della ripresa economica, puntino soprattutto sulla "customer satisfaction", ossia la soddisfazione degli utenti in rete. Perché, se è vero che il Web promette di offrire innumerevoli vantaggi, a volte per i consumatori può trasformarsi però in un'esperienza frustrante. E non sono solo parole. Lo stress da web e, soprattutto da e-commerce, esiste ed è in agguato ad ogni tocco di mouse.

Ma si può davvero analizzare scientificamente il livello di nervosismo e affaticamento psico-fisico causato dalle applicazioni online? La risposta l'ha data uno studio effettuato, per conto di Ca, da Foviance, società di consulenza specializzata nella "customer experience". Secondo un esperimento condotto tra gennaio e febbraio su alcuni volontari nei laboratori della Caledonian University di Glasgow, lo stress legato all'attività di e-commerce è visibile dagli impulsi elettrici celebrali e dalle cosiddette "onde alfa", il cui livello diminuisce o cresce proporzionalmente allo stato di relax o di tensione a cui si è sottoposti. Foviance è riuscita a monitorare l'attività celebrale durante tutta la fase di navigazione, selezione e acquisto di un prodotto in Rete, dimostrando che quando le aspettative d'acquisto non sono soddisfatte, gli utenti non solo si sentono disorientati ma sono costretti ad aumentare del 50% il loro livello di concentrazione e, conseguentemente lo stato di stress.

«Quando navigano in Rete, soprattutto quando devono effettuare un acquisto, i consumatori vogliono trovare facilmente quello che cercano e si aspettano che le applicazioni rispondano nel giro di pochi secondi», sottolinea Catriona Campbell, psicologa comportamentale e fondatrice di Foviance. «Le aziende non devono sottovalutare l'esperienza online degli utenti, anzi devono puntare a migliorarla continuamente e per fare questo devono essere in grado di poterla monitorare in tempo reale», ribadisce Kobi Korsah, direttore Emea product marketing di Ca. «Non c'entra solamente il modo in cui il sito è stato progettato, e non basta valutare come parametro la velocità di connessione. Sempre più spesso infatti a fare la differenza sono le performance delle applicazioni Web». Per questo, secondo Korsah serve un metodo efficace per valutare in tempo reale il livello di soddisfazione o di insofferenze dell'utente. Solo così si può offrire un miglior servizio ai clienti, che si traduce poi in maggiore fedeltà al marchio e, di conseguenza, anche in una crescita del business.

Un dato su cui le aziende devono iniziare a riflettere seriamente. Perché se è vero che, come sostiene lo studio sul Web-stress stilato da Ca, il 40% degli utenti che non riesce a finalizzare un acquisto abbandona un sito Internet a caccia di un'altra valida alternativa sul Web, molte imprese potrebbero perdere una partita importante. In un solo click e senza neppure esserne consapevoli.

di Claudia La Via su ILSOLE24ORE.COM

 
Di Altri Autori (del 15/03/2010 @ 07:36:19, in Internet, linkato 1729 volte)

Microsoft è pronta a lanciare un servizio di web-tv gratuito in Gran Bretagna, attraverso Msn Video. L’intento è quello di competere con iPlayer di Bbc, finanziando l’iniziativa con con spot da 30 secondi prima, durante e dopo ogni programma mostrato in streaming.

L’offerta di Msn Video comprenderà mille ore di trasmissione, ma nessuna in diretta. Microsoft ha già acquistato le licenze per mostrare 300 ore di programmi Bbc Worldwide.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 12/03/2010 @ 07:37:50, in Internet, linkato 1374 volte)

Durante il mese di gennaio a sfogliare le pagine del web sono stati 23,2 milioni di italiani. Il dato è contenuto nel rapporto mensile di Audiweb ed evidenzia un incremento dell’12% rispetto a quanto registrato a gennaio 2009.

Nel giorno medio risultano 11,3 milioni gli utenti attivi che navigano per 1 ora e 43 minuti, visitando 181 pagine. Tutti i valori risultano in crescita confrontati con il mese di gennaio 2009: gli utenti attivi nel giorno medio crescono del 20%, così come il tempo speso (+8%) e le pagine viste (+3%).

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 11/03/2010 @ 07:36:14, in Internet, linkato 1190 volte)

La ricerca Magazines and Their Web Sites spiega come le riviste patinate d’America riescono a trarre profitti dalle loro pagine internet. Tra le 665 testate considerate, quelle con almeno 1,5 milioni di utenti mensili sono le più in salute.

Lo studio porta alla luce il modus operandi delle edizioni online: nel 67% dei casi a gestire il budget è un direttore web; per l’83% la pubblicità resta la fonte primaria di guadagno; il 60% ammette l’importanza della diffusione sui social network, che poi portano traffico al sito della rivista. Le redazioni, infine, sono sempre più integrate, con il 62% dei giornalisti che lavora sia alla versione web sia a quella cartacea.

Via Quo Media

 
Di Gianluigi Zarantonello (del 10/03/2010 @ 08:00:00, in Internet, linkato 1521 volte)

Ha fatto molto rumore la sentenza che ha portato alla condanna di tre manager di Google Italia per un video becero dove dei ragazzi picchiavano un giovane disabile.

Sul suo blog italiano (e anche su quello internazionale) Google ha individuato in questo episodio una grave minaccia per il web, mentre altri commentatori hanno ridimensionato i fatti.

La pagina del blog Google sull'accaduto

Ho già scritto in passato che il web 2.0 ha in sè un lato oscuro, in quanto la sua potenza espressiva amplifica (anche) quanto di negativo c’è nella società, con l’aggravante che le persone ancora non capiscono a pieno la differenza fra virtuale e reale quando postano in rete.

In Italia sicuramente stiamo diventando sensibili al tema della regolamentazione del web, a volte in modo un po’ emotivo, tuttavia il problema sostanziale del controllo c’è, e non solo nel nostro paese.

Non mi sembra possibile pensare a priori che ci possa essere una responsabilità automatica di provider e siti social sui contenuti caricati dagli utenti, visti i volumi e la varietà dei materiali. Inoltre lasciare il giudizio sul contenuto a chi li ospita può creare distorsioni, come quella di Facebook che elimina i gruppi sull’allattamento al seno ma non quelli pro mafia.

Di certo invece provider e siti devono essere puniti se non intervengono tempestivamente per rimuovere ciò che viene individuato come dannoso e pericoloso, però a chi tocca decidere cosa può essere definito tale?

Sicuramente è un discorso spinoso, mi verrebbe da pensare ad un ente terzo, neutrale e non governativo, che sia incaricato di giudicare e vigilare, aiutando gli isp a fare il loro lavoro senza colpevolizzarli (ma sanzionando chi poi non interviene).

Voi che cosa ne pensate? A livello legislativo che cosa proporreste?

Gianluigi Zarantonello via http://internetmanagerblog.com/

 
Ci sono 3087 persone collegate

< ottobre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
 
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
     
             

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Advertising (108)
Aziende (142)
Blog (11)
Brand (37)
Comarketing (2)
Comunicazione (9)
dBlog (1)
Digitale (33)
eCommerce (39)
Grande Distribuzione (7)
Internet (541)
Marketing (288)
Marketing Ambientale (3)
Marketing non convenzionale (62)
Media (102)
Mercati (79)
Mobile (210)
Permission Marketing (1)
Prodotti (95)
Pubblicità (32)
Pubblicità (88)
Retail (11)
Segnalazioni (43)
Social Networks (345)
Startup (1)
Strategie (59)
Tecnologie (73)
Trade Marketing (1)
Viral Marketing (40)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019

Gli interventi più cliccati

Titolo
Automobili (2)
Bianco e nero (1)
Comarketing (1)
Home (4)
Internet (4)
Prodotti (5)
Pubblicità (5)

Le fotografie più cliccate


Titolo

< /p>


Subscribe to my feed


Google
Reader or Homepage

Add to netvibes



Creative Commons License




22/10/2019 @ 06:29:58
script eseguito in 378 ms