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  mymarketing.it: perchè interagire è meglio!... di Admin
 
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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico : Internet (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Alessandro Figus (del 26/01/2006 @ 18:55:54, in Internet, linkato 4224 volte)

Grazie ad Apple sarà possibile assistere alle lezioni universitarie comodamente da casa. Il Guardian ha annunciato che per la prossima primavera sarà sperimantato in alcune università europee una nuova tecnologia a dir poco rivoluzionaria; si tratta di Quick Time 2 Really Simple Syndication, il quale permetterà agli studenti di vedere la registrazione del prof mentre spiega l'argomento desiderato quasi in tempo reale. Le università che accoglieranno la novità dovranno munirsi di un Mac e di un sistema di registrazione audio-video mentre gli universitari potranno reperire la lezione mediante appositi podcast nell'I-Tunes Music Store per rivederle direttamente sul proprio pc o addirittura attraverso l'iPod. Attualmente alcuni atenei già hanno intrapreso questa strada in via sperimentale, ma in futuro il loro numero sarà destinato a crescere. Per un esempio visitate il sito della Standford University on iTunes.

 
Di Max Da Via' (del 21/01/2006 @ 08:14:28, in Internet, linkato 2526 volte)
Al costo non proprio trascurabile di 7 milioni e 270 mila Euro il ministro per l’innovazione Lucio Stanca si accinge a varare quella che il nostro premier definisce “La seconda alfabetizzazione storica degli italiani”.

A partire dal prossimo 28 gennaio, al ritmo di 1 milione di invii al giorno, sedici milioni di famiglie italiane riceveranno un opuscolo di 48 pagine, denominato “L’evoluzione digitale per le famiglie”. I capitoli che lo compongono sono cinque e comprendono una descrizione degli incentivi per acquistare un pc, gli strumenti a disposizione del cittadino, una guida all’utilizzo delle nuove tecnologie, i nuovi servizi per le famiglie e la guida ai diritti del cittadino digitale.

All’interno delle pagine, illustrate da vignette di Giorgio Forattini, si parla di argomenti di attualità come la posta elettronica certificata, la firma digitale, il digitale terrestre interattivo e la carta nazionale dei servizi.

Prescindendo dal periodo scelto per l’invio, che qualcuno potrebbe definire pre-elettorale, si tratta di un’iniziativa molto importante, che una volta tanto ci fa essere all’avanguardia in Europa. I tassi di utilizzo di internet in Italia sono infatti in crescita, ma ancora lontani da quelli che contraddistinguono i Paesi più evoluti.

Il grafico che segue, su dati elaborati da clickz, mostra il numero di utenti di 13 Paesi espresso in milioni.



Con i suoi 20 milioni di utenti, una percentuale pari al 35% della popolazione, l’Italia ha registrato nel corso del 2005 un incremento dell’8% dei navigatori attivi e potenziali. Oltre il 74% degli utenti sono laureati o persone con livello di istruzione superiore, con una forte concentrazione del target nelle fasce socioculturali medio-alte: internet rimane insomma in buona parte appannaggio di un’elite numericamente limitata.

Oltre a costituire, nella sua accezione più scontata, un utile strumento per passare il tempo, la rete ha in realtà rivoluzionato il modo di comunicare e lavorare di molte persone, con un profondo impatto sul nostro stile di vita. Garantisce quotidianamente l’accesso ad una quantità virtualmente illimitata di informazioni, ma anche la possibilità di mantenere contatti con una moltitudine di persone, di effettuare convenienti acquisti di prodotti e servizi a prezzi spesso competitivi, di esprimere il proprio pensiero con immediatezza ed efficacia.

Anche i rapporti con la Pubblica Amministrazione possono trarre sostanziali benefici dalla rete: la possibilità di accedere ad una serie crescente di servizi elettronicamente dal proprio domicilio o luogo di lavoro si traduce in una semplificazione degli iter burocratici, tempi di arresa inferiori, maggiore comodità e soprattutto un migliore rapporto tra il cittadino-utente e le varie istituzioni.

Non sapere utilizzare in maniera sufficientemente adeguata un pc rappresenta a mio parere un handicap per molte persone, che si trovano tagliate fuori da una parte di mondo che sembra andare ad una velocità superiore e non ha tempo e voglia di adeguarsi ai tempi di chi questa rivoluzione, per scelta o impossibilità, non si trova a cavalcarla o quantomeno a seguirla a rispettosa distanza.

Ben vengano allora iniziative come quella descritta, se serviranno ad accorciare le distanze tra la relativa minoranza technology-wise e la massa digiuna di conoscenze digitali. Una società più informata e consapevole è sicuramente un grosso vantaggio per tutti quelli che ne fanno parte.
 
Di M. Ferrero (del 20/01/2006 @ 10:44:42, in Internet, linkato 2841 volte)

Un articolo pubblicato lo scorso martedì da Reuters evidenzia un trend di utilizzo della rete sostanzialmente stabile in termini di frequentazione ma con una maggiore dinamicità per quanto riguarda l’impiego. Ottimi risultati per iTunes.

"Pronostici rispettati per l'Internet italiano a dicembre 2005: il trend stagionale ha visto un'audience sostanzialmente stabile (19,7 milioni di individui connessi da casa o dall'ufficio) che per via delle festività ha parzialmente ridotto le frequentazioni in rete ma che si è dimostrata molto dinamica in alcune attività digitali", dice il comunicato.

Lo shopping online, rileva NetRating, ha interessato circa 9,9 milioni di navigatori.

"Trainanti si sono rivelati i siti di aste e di annunci: eBay ha superato i 6,2 milioni di utilizzatori (+400 mila da novembre), ed un contributo importante viene anche dalla crescita di AnnunciGratuiti.it, canale di Secondamano: + 47%, 267 mila visitatori unici nel mese", spiega la nota.

Quasi 3 milioni di utenti si sono scambiati cartoline virtuali per farsi gli auguri prima e durante le feste di fine anno, mentre i siti di cucina hanno aumentato le visite del 20% rispetto a un mese prima. E secondo NetRating, in questo caso la maggioranza dei navigatori è composta da uomini, con il  55% .

Tra i siti più visitati per il download musicale, iTunes, con 1,1 milioni di visitatori, con una crescita del 30% rispetto a novembre.

 
Di Max Da Via' (del 19/01/2006 @ 07:24:46, in Internet, linkato 2372 volte)
CNET News ha pubblicato una notizia secondo la quale Google sarebbe in procinto di acquistare in contanti dMarc Broadcasting, una radio specializzata nell’advertising, per una somma che si aggira attorno ai 102 milioni di dollari.

Tim Armstrong, Vice Presidente del settore Advertising di Google, ha dichiarato il forte interesse del motore di ricerca ad estendere la propria presenza ad altri media. Del resto questo è in parte già avvenuto, con la carta stampata, tramite Google Publication Ads e già qualcuno mormora che dopo la radio il prossimo passo potrebbe essere la televisione.

Ma quali sono i possibili vantaggi derivanti da questa acquisizione?

Innanzitutto la complementarietà con gli altri canali: la radio potrebbe affiancare efficacemente internet e carta stampata, garantendo una maggiore copertura in termini di pubblico estendendo la piattaforma AdWords anche ad altri media tradizionali. In questo modo potrebbe inoltre garantire ai clienti interessati campagne di marketing realmente multicanale.

Secondariamente questa mossa consentirebbe l’allargamento dei servizi anche a nuovi advertisers: non tutte le aziende investono budget consistenti nei media digitali. Il canale radiofonico potrebbe quindi essere l’occasione per arricchire il proprio portafoglio clienti, integrando le necessità anche di aziende che operano in vari settori (come ad esempio il largo consumo) e che hanno finora utilizzato i servizi di Google in maniera limitata.



 
Di Max Da Via' (del 12/01/2006 @ 07:11:59, in Internet, linkato 2224 volte)
Anche Yahoo ultimamente sembra in preda all’iperattività che da sempre caratterizza Google, e nello spazio di pochi giorni ha annunciato tre diverse e interessanti iniziative.

La prima riguarda l’accesso gratuito a internet in alcuni alberghi Sheraton, la diffusa catena di proprietà di Starwood Hotels & Resorts Worldwide. Il progetto, per ora pilota, prevede l’accesso gratuito a internet e a molti dei servizi di Yahoo, comprese la posta, il meteo e tutta una serie di indicazioni di carattere locale come negozi e ristoranti localizzati.
Sarà possibile utilizzare i servizi dalle camere, mediante tecnologia Wi-Fi, ma alcuni alberghi offriranno postazioni di lavoro collocate direttamente nella hall. I costi dell’operazione saranno equamente divisi tra Sheraton, che avrà la possibilità di offrire un servizio in più ai propri clienti, e Yahoo, che potrà dimostrare l’efficacia dei propri servizi ad un target ben identificato, in cerca di informazioni turistiche e quindi bersaglio ideale di un advertising geolocalizzato.

La seconda fatica di Yahoo è l’acquisizione di Webjay, un sito-community tramite il quale gli utenti possono creare delle playlist multimediali e condividerle tramite web con altri utenti. Anche in questo caso si aprono spazi interessanti per promozioni e pubblicità rivolte ad un pubblico giovane e appassionato di musica e video.

La terza novità riguarda lo sviluppo di una serie di servizi web dedicati a cellulari, PC e TV presentati con il marchio Yahoo Go Mobile, TV e Desktop. Scopo di questa iniziativa è quello di promuovere l’utilizzo parte dei propri classici servizi web anche su diversi media, puntando in particolare all’integrazione con la telefonia mobile, che vanta tassi di diffusione particolarmente elevati. Tramite un apposito software, scaricabile nel portale Yahoo Go, sarà possibile a detta dell’amministratore delegato Terry Semel utilizzare diversi media in maniera complementare, ad esempio scattando una foto con il cellulare per poi rivederla immediatamente sul proprio televisore. Il progetto nasce dalla constatazione che c’è un forte interesse da parte di molti consumatori, soprattutto giovani, a poter accedere ad informazioni personalizzate dovunque si trovino, con la possibilità di personalizzare i contenuti.
Sembra infatti che molti scommettano nella tendenza del prossimo futuro ad una convergenza tra i vari media, che dovranno offrire un rapido ed efficace accesso a informazioni personalizzate indipendentemente dalla localizzazione dell’utente e dallo strumento di utilizzo. Il che, come al solito, rappresenta una sfida ma anche un’opportunità per le aziende che per prime sapranno comunicare sfruttando in maniera integrata questi molteplici canali.
 
Di Gianluigi Zarantonello (del 11/01/2006 @ 17:08:25, in Internet, linkato 3153 volte)

Un sito web, in effetti, può essere definito un grande contenitore d’informazioni di vario formato (immagine, testo, multimedia) governato da una logica detta ipertestuale, ossia quella dei link che permettono di muoversi da una pagina all’altra costruendo un proprio percorso.

In queste tre righe ci sono molti elementi che spiegano perché i contenuti sono fondamentali per rendere un sito competitivo ed efficace, anche per un’azienda, di qualunque tipo e settore.Il web è infatti un “grande contenitore d’informazioni”, dunque è impensabile che una pagina web non abbia dei contenuti validi, sarebbe come mettere in libreria un volume con tutte le pagine bianche.

Non basta però mettere dei testi generici o, peggio, presi da altri media (tipicamente le brochure cartacee): ho scritto infatti che il web segue una logica ipertestuale, dunque i testi non devono essere troppo lunghi, devono essere impaginati in un certo modo e devono sfruttare i link per collegare le pagine ed i vari contenuti. Insomma i contenuti devono essere fatti apposta per il web.

Ancora, la struttura del sito deve essere logica, semplice e chiara, lo scopo deve essere quello di favorire l’utente, non di metterlo in difficoltà, anche in questo dunque ci vuole una costruzione delle pagine e dell’insieme che rispetti le peculiarità del web.

Tutto questo che cosa vuol dire? Vuol dire semplicemente che i contenuti di un sito devono essere progettati con criterio e con l’aiuto, spesso necessario, di un professionista specializzato, il cosiddetto content manager (nome usato anche in altre sfumature in verità, ma non facciamo confusione…).

Non si tratta però solo di organizzazione delle informazioni per rendere facile da leggere il sito aziendale: i contenuti, infatti, hanno anche una funzione di fidelizzazione dell’utente e di promozione dell’impresa, insomma in una parola di marketing.

Due gli aspetti cruciali in tal senso, il primo è che la possibilità di trovare notizie sempre aggiornate, approfondimenti, link verso altre risorse utili legate all’argomento collegato all’attività dell’azienda (settore industriale, prodotto etc.) fa sì che l’utente venga spesso sulle nostre pagine a cercare informazioni. Questo genera da un lato una fidelizzazione e dall’altro una buona reputazione dell’azienda che in un secondo momento possono essere decisive nella decisione d’acquisto.

Il secondo punto è che i contenuti attinenti al nostro business contengono molte parole chiave importanti che i nostri possibili acquirenti andranno a digitare in un motore di ricerca per trovare un’azienda che faccia al caso suo per soddisfare il proprio bisogno.Ecco che il fatto di avere tanti contenuti comporta anche quello d’essere più facilmente indicizzati (ossia inclusi nell’elenco dei risultati per una determinata ricerca) e dunque di essere trovati più facilmente di un concorrente.Quest’ultimo punto è rafforzato anche dal fatto che se si hanno molti contenuti interessanti saranno anche più numerosi i siti che metteranno un link al nostro, favorendo di nuovo la nostra reperibilità nel grande mare delle rete.

Che cosa dire ancora, se non che tutto questo lavoro di studio e realizzazione descritto ha dei costi realmente irrisori in relazione ai benefici?

Gianluigi Zarantonello

 
Di Alessandro Figus (del 10/01/2006 @ 18:38:49, in Internet, linkato 1764 volte)

E' notizia certa che il nuovo motore di ricerca Quaero, "Io cerco" in italiano, sarà il prossimo sfidante di Google. L'idea nasce da un progetto franco-tedesco che potrà contare in primis sull'aiuto di Thomson e di Deutsche Telekom; il progetto sembra essere accolto con entusiasmo ed ottimismo anche dal governo francese, in quanto il Presidente Jacques Chirac si è già dichiarato uno dei suoi più convinti sostenitori, impegnandosi a portarlo avanti insieme a tutto il governo francese.

La sfida tra Quaero e Google è da leggere anche in un'ottica che fuoriesce dal campo prettamente economico. Un motore di ricerca europeo che vuole intaccare quel monopolio verso cui Google sembra indirizzato; la risposta europea al processo di ricerca delle informazioni che, si può dire, in questo momento sia gestito solo da società oltreoceano. Ed il nuovo motore di ricerca si rivolgerà proprio ad i cittadini europei, motivo per cui il nome scelto richiama esplicitamente le origini comuni alla maggior parte delle culture europee. E questa potrebbe essere proprio l'arma concorrenziale giusta, ferma la necessità che Quaero realmente dovrà soddisfare le esigenze dei "navigatori europei" in misura maggiore rispetto a Google. A tal proposito si parla dell'introduzione di nuove e sofisticate tecnologie di trascrizione, indicizzazione e soprattutto di traduzione automatica dei dati audio-video multilingue, nonchè di riconoscimento e indicizzazione delle immagini. Comunque perchè il Quaero possa essere considerato qualcosa in più di un progetto si dovrà aspettare la fine Gennaio, termine entro il quale dovrebbe essere annunciato dall'Agenzia per l'Innovazione Industriale(AII).

 
Di Max Da Via' (del 10/01/2006 @ 07:04:04, in Internet, linkato 2168 volte)
Lo scorso ottobre Matteo aveva postato un articolo dove si parlava dell’acquisizione di MySpace da parte della News Corp di Rupert Murdoch.

Nato da un’idea di un chitarrista di nome Tom Anderson, il portale era in breve tempo diventato la più importante community on-line di teenagers, con oltre 38 milioni di iscritti, ognuno dei quali ha a disposizione uno spazio virtuale attraverso il quale socializzare, condividere contenuti e segnalare novità interessanti. Con i suoi sette miliardi e mezzo di pagine viste al mese, è ancora oggi il quinto sito più visitato al mondo e un punto di riferimento fisso nell’universo dei teen-ager americani.

Murdoch, che ha pagato il sito ben 629 milioni di dollari, nelle intenzioni originarie dichiarava di voler utilizzare MySpace come epicentro delle attività della propria Internet Corporation, integrando progressivamente i contenuti di Scout Media (un network di informazione sportiva) e Ign.com (un portale dedicato ai videogiochi) già di sua proprietà.

L’ampia community di utenti teenager di MySpace sembrava infatti il target ideale per promuovere i due siti e i loro servizi, oltre a costituire un interessante pubblico in termini di advertising.
L’acquisto già all’epoca aveva suscitato dubbi e perplessità da parte di molti esponenti della community, timorosi di una svolta eccessivamente commerciale o addirittura del passaggio ai servizi a pagamento.

In questi giorni sono però nate le vere polemiche, alimentate da rivelazioni di presunte censure del team di Murodch, che a detta di molto utenti avrebbe censurato alcuni post e segnalazioni dove si parlava del sito rivale YouTube. Sembra che molti interventi siano stati cancellati e che i link pubblicati venissero inevitabilmente indirizzati a schermate vuote.

La protesta è cresciuta tanto che 600 utenti hanno minacciato di abbandonare la comunità e di iscriversi a siti che offrono un servizio simile - come Friendster, Linkedin e Facebook.
Questo è bastato perché News Corp ripubblicasse il materiale censurato e si giustificasse in nome di un non meglio identificato “fraintendimento”.

Anche se il problema contingente è stato in qualche modo risolto, l’episodio ha generato molta insoddisfazione, minando la base di fiducia fondamentale per la vita di un portale con queste caratteristiche.

Se da un lato è comprensibile il timore che molti utenti possano migrare su siti rivali, censurare i messaggi che trattano l’argomento non sembra lo strumento più efficace per valorizzare il proprio investimento. La fidelizzazione dei partecipanti può essere sostenuta piuttosto offrendo nuovi servizi e/o migliorando quelli esistenti.

Del resto si sa che nel mondo di internet la concorrenza è alla distanza di un click e il prezzo pagato per l’acquisizione di MySpace si giustifica solo per l’elevato numero di utenti affezionati che giornalmente utilizzano il servizio e che costituisce un interessante patrimonio in termini di advertising mirato, mentre il contenitore, cioè il sito svuotato dei propri iscritti, probabilmente vale poche centinaia di dollari.
 
Di Jacopo Gonzales (del 09/01/2006 @ 23:11:42, in Internet, linkato 2006 volte)

Google Publication Ads

 

 

Vi ricordate quando lo scorso settembre si parlava dei primi passi mossi da Google nell' advertising su carta stampata?

L'operazione sembra continuare a giudicare dalla foto qui sotto, risalente all'edizione dello scorso dicembre del Chicago Sun-Times:

google print ads

 

 

 

 

 

 

 

 

Se avete ricevuto un invito a partecipare alla fase beta di Google Publication Ads, non vi rimane che creare il vostro annuncio!

[via Internet Marketing Blog]

 
Di Jacopo Gonzales (del 07/01/2006 @ 14:12:29, in Internet, linkato 2002 volte)

Presentato da Larry Page al Consumer Electronics Show di Las Vegas il Google's video store.

Video on demand disponibili a partire da 99 cents.

With Google Video Store, which the company said will be "available soon" at video.google.com consumers will pay $1.99 to download and view, for an unlimited time, episodes from last season's "Survivor" series, as well as episodes of 300 older TV programs like "I Love Lucy," said Peter Chane, senior business product manager for Google Video. [via Internet Marketing Blog]

 
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