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 mymarketing.it: e tu cosa ne pensi?... di Admin
 
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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico : Internet (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Max Da Via' (del 13/10/2005 @ 06:50:48, in Internet, linkato 1452 volte)
Proprio in questi giorni leggo su Reuters che Yahoo! ha ufficialmente annunciato che renderà disponibile nelle ricerche il lavoro autopubblicato dei blogger sul web oltre a quello tradizionale giornalistico, sfumando le distinzioni tra le due fonti di informazione.
L’utilizzo di questa nuova modalità di ricerca potrà dare visibilità a certe informazioni che non sono pubblicate dai canali ufficiali perché ritenute poco significative ma che invece, per comunità ristrette, possono essere molto rilevanti. Per questo motivo la scelta di abbinare le news pubblicate da professionisti e i commenti della gente comune sembra in gradi di arricchire il flusso di informazioni sull’attualità.
I livelli di ricerca saranno quindi tre: il primo presenterà i tradizionali link ai siti più popolari mentre in una seconda pagina sarà possibile accedere a due sezioni che mostrano rispettivamente le news provenienti da 6.500 fonti tradizionali e centinaia di link a blog.
Questa iniziativa mostra l’importanza assunta dai canali di comunicazione “non-ufficiali”, che spesso per rapidità nell’anticipare i rumors e per rigore nell’informazione fornita si collocano in competizione se non al di sopra del siti tradizionali. D’altro canto, così come è democraticamente in grado di dare libertà di parola a tutti, internet rende a volte difficile la verifica dell’attendibilità delle informazioni fornite, specialmente quanto pubblicate nei blog.
Le informazioni così reperite, inoltre, non sono soggette ad alcun controllo, e potrebbero quindi rivelarsi offensive o volutamente fuorvianti. In ogni caso mi sembra un primo passo interessante verso una comunicazione più libera e globale, spostando in parte il monopolio dell’informazione da pochi eletti a chiunque sia armato di pc e buona volontà.
 
Di Matteo B. (del 11/10/2005 @ 16:38:37, in Internet, linkato 1578 volte)
eBay, dopo la recente acquisizione di Skype ha annunciato di voler investire nel settore dei servizi di sicurezza per siti, acquistando VeriSign.
VeriSign, che nel 2004 ha gestito transazioni per oltre circa 40 miliardi di dollari, sarà acquisita entro la fine del 2005 e costerà ad eBay circa 370 milioni di dollari, tra contanti e azioni.

eBay, che con PayPal è l’attuale attuale leader mondiale dei servizi per i pagamenti on line, grazie a questa integrazione potrà procedere con lo sviluppo di soluzioni integrate per pagamenti e operazioni di ecommerce.
Vista la tipologia di acquisizione probabile che PayPal voglia estendere la propria sfera di influenza anche ai servizi di pagamento dedicati alle aziende, rendendo la sua piattaforma disponibile a decine di migliaia di nuove società medio-piccole che operano online.
 
Di Matteo B. (del 11/10/2005 @ 08:05:34, in Internet, linkato 2000 volte)
Ennesimo annuncio clamoroso di Google in questi giorni: l'azienda di Mountain View si impegnerà a promuovere e distribuire Java e OpenOffice. Molti prodotti Sun, dal canto loro, offriranno la possibilità di scaricare anche la Toolbar di Google. Scopo di quest’intesa sembrerebbe essere combattere ad armi pari lo strapotere di Microsoft, che nel 2004 ha guadagnato oltre 11 miliardi di dollari grazie alle sole vendite di Office.
L’alleanza consentirà di opporre Java a .Net, OpenOffice a Microsoft Office e i servizi Google a quelli proposti attraverso Msn. Le due società infatti collaboreranno n termini di ricerca e marketing, allo scopo di sviluppare OpenSolaris e il formato OpenDocument.

Ma il grosso cambiamento che potrebbe derivare da questa intesa è legato agli sviluppi futuri, con lo scopo di spostare le applicazioni dai pc desktop ai server centrali affidando a internet il ruolo di piattaforma base per la distribuzione del software.

Continua quindi la politica delle alleanze di Google, che non rinuncia ad intraprendere una nuova avventura i cui sviluppi potrebbero essere davvero interessanti.
 
Di Max Da Via' (del 10/10/2005 @ 07:27:43, in Internet, linkato 1462 volte)
Un articolo apparso in questi giorni su MediaGuardian evidenza come oltre i 2/3 delle aziende non percepiscano chiaramente il pericolo rappresentato per l’immagine del brand dalle dichiarazioni e recensioni che appaiono nei forum e nei blog sul web.

La recente Blog Relations PR Survey ha messo in evidenza innanzitutto che più di 1 su 4, tra i manager che hanno risposto al sondaggio, ritiene che i blog con una grande popolarità siano in grado di influenzare l’immagine percepita dell’azienda (soprattutto in America, esistono blog specifici e molto frequentati, che prendono spesso di mira grossi player come Ryanair, Dell e BT).

Oltre il 60% dei responsabili comunicazione intervistati è inoltre convinto che i blog frequentati da impiegati scontenti o clienti esasperati possano danneggiare la reputazione dell’azienda.

Non tutti però sono dello stesso avviso e alcuni manager intervistati hanno dichiarato di considerare i blog come una delle tante realtà esterne che possono esercitare pressioni sull’azienda, ma che non per questo si debba “perdere tempo” cercando di comunicare con gli utenti.

Un aspetto sottolineato da molti è la consapevolezza che per molte aziende spesso sia difficile relazionarsi con questi blog in maniera efficace. La natura stessa della comunicazione, e le modalità di funzionamento dei blog sono infatti molto diverse dai tradizionali canali di comunicazione, e richiedono un approccio specifico. Ciò non toglie che siano però fonti inesauribili di informazioni del valore del proprio brand: in America l’80% dei manager che si occupano di comunicazione frequentano alcuni di questi blog almeno 5 volte a settimana, mentre se ci spostiamo in Europa la percentuale scende a meno del 36%.

Nonostante queste difficoltà, proprio a seguito del riconoscimento dell’importanza di questi strumenti, alcune aziende, anche in Europa, si stanno organizzando per monitorare le comunità on-line, identificando le modalità più efficaci per entrare in relazione con loro.

Se da un lato in questo modo le aziende potranno continuare nella ricerca di informazioni utili attraverso un media diretto e reale come internet, dall’altro c’è di sicuro alla base del tutto la speranza non tanto recondita di gestire e manipolare le informazioni che circolano sul blog.

È la speranza che internet sta dando alle aziende da quando è nato, prima con i forum, poi con le community e ora con i blog. Gli interrogativi sono sempre gli stessi: come convincere gli utenti che gli sto offrendo uno spazio gratuito e “libero”? E se li convincessi, come monitorare l’informazione ed essere proattivi rispetto al mercato? Ma più di tutto, ciò che ancora non è chiaro è quanto l’investimento in un blog “aziendale” (che presupporrebbe come minimo un team di gestione tecnica, una redazione e un reparto marketing) possa essere redditizio in termini di costo contatto e risultato.

In attesa quindi di poter giudicare dati alla mano l’eventuale strategicità di promuovere un blog o un forum all’interno del proprio sito, ritengo sia comunque utile essere consapevoli dell’importanza che queste nuove forme di comunicazione attualmente rivestono sia per capire meglio il reale punto di vista degli utenti che la percezione che questi ultimi hanno dell’immagine della nostra azienda.
 
Di Jacopo Gonzales (del 06/10/2005 @ 16:39:43, in Internet, linkato 1506 volte)
L’informazione online deve essere gratuita. Probabilmente questo è un pensiero che non appartiene piu’ a molti navigatori internet, dal momento che sempre più persone pagano per i contenuti online, come dimostrato da uno studio condotto da Jupiter Research dal nome: "Paid Content and Services Forecast 2005-2010".

Questo studio ha evidenziato come 2/3 degli utenti internet adulti siano ancora restii a pagare il content per evitare la pubblicità online. Vero anche che circa il 31% dei soggetti che hanno preso parte al sondaggio, riferisce di aver pagato per alcuni tipi di contenuti online, con una percentuale di crescita del 5% rispetto allo scorso anno.

Secondo una previsione della Jupiter Research la spesa per il paid content raggiungerà la cifra di 3.8 miliardi di dollari quest’anno, per raggiungere quota 8.9 miliardi di dollari nel 2010.

Escludendo giochi e musica però il trend di crescita non e’ così incoraggiante dal momento che la spesa per content “generico” salirà dai 2.1 miliardi di dollari a 3 miliardi di dollari nel 2010.

 
Di Matteo B. (del 06/10/2005 @ 12:48:03, in Internet, linkato 1482 volte)

Direttamente da Mytech un aggiornamento su Yahoo!, che è stata contagiata dall’iperattività di Google.
(…) Di oggi è la notizia dell'acquisizione di Upcoming.org, un sito di "social calendaring".
Sono gli utenti a inserire e condividere le date e i luoghi di eventi in aree geografiche specifiche (soprattutto, almeno per ora, negli Usa).
Il calendario personalizzato può essere anche inserito nel proprio sito/blog. Naturalmente, Upcoming.org usa i tag per classificare gli eventi.
Dopo Flickr e dopo l'iniziativa di Yahoo 360°, Yahoo estende la sua rete di iniziative di social network; contemporaneamente rafforza l'impegno nel local search e nell'offerta di contenuti Internet localizzati. Ambito nel quale anche Google e Msn sono lanciatissime. (…)

Il mondo dei motori di ricerca è quindi in continuo fermento, e marcia al ritmo di un’acquisizione al giorno o quasi. Yahoo! arricchisce la propria offerta di contenuti, ma sarà sufficiente a contrastare i ragazzacci di Mountain View?
Qui potete trovare l’acquisizione come è stata motivata nel blog di Yahoo!

 
Di Eli (del 06/10/2005 @ 07:56:50, in Internet, linkato 1576 volte)
Entro fine Ottobre ci dovrebbe essere l’atteso debutto del Portale Nazionale del Turismo www.italia.it che ha come il divario creatosi con gli altri Paesi che, avendo recepito prima di noi l'importanza della Rete per orientare i flussi turistici, hanno da tempo un portale turistico nazionale.
Il portale si configurerà come una nazionale, in grado di informare e promuovere l’offerta italiana ne mondo, offrendo eventualmente la possibilità di prenotare alcune strutture.
Inizialmente saranno messe on-line le prime 10.000 pagine in quattro lingue (italiano, tedesco, inglese e francese) entro fine ottobre-inizio novembre e tra la fine dell'anno e l'inizio del 2006 anche in cinese, russo e spagnolo per un totale di 40-50.000 pagine.
Desta stupore il costo dell’iniziativa, che avrà un costo stimato di 45 milioni di Euro,20 per lo sviluppo del portale e 25 per azioni di cofinanziamento sui contenuti digitali.
Stanca ha riconosciuto che oltre la metà dei 200 milioni di “'navigatori” europei consulta abitualmente i siti turistici nella preparazione di un viaggio e che turismo e viaggi sono la prima voce dell’e-Commerce mondiale, con una incidenza del 30% nel valore complessivo delle transazioni on-line ed una crescita stimata tra il 25 ed il 30% l'anno, mentre in Italia il 90% delle strutture ricettive non sono ancora accessibili attraverso i principali circuiti telematici internazionali di promozione e distribuzione.

Meglio tardi che mai direbbe qualcuno, l’Italia infatti è precipitata al quinto posto nella classifica delle destinazioni turistiche, dopo Stati Uniti, Francia, Spagna, Cina. Moltissime nazioni offrono da tempo questo tipo di servizio, pur senza avere a disposizione la ricchezza artistica e naturale dell’Italia. Il costo preventivato è decisamente alto rispetto al progetto. Speriamo di non dover assistere ai soliti sprechi, oltre agli inevitabili ritardi.
 
Di Matteo B. (del 04/10/2005 @ 20:55:07, in Internet, linkato 1921 volte)
Leggo su Macity un articolo che mette in discussione il sistema di royalty di iTunes. La cosa mi colpisce ancora di più perché proprio oggi ho visto una statistica dove si riportava che nel 2005 le vendite globali di musica digitale (via internet o cellulare) sono più che triplicate, riuscendo quasi a compensare il calo registrato nelle vendite su supporti tradizionali.

Al MMF - Music Managers Forum di Manchester si è discusso di iTunes ma soprattutto delle royalty che spettano agli artisti e ai loro manager per ogni brano venduto online dal negozio di musica digitale dominante.
I musicisti ricevono da Apple 4,5 pence (circa 7 centesimi di euro) per ogni canzone venduta attraverso iTunes, ovvero il 6% del valore commerciale in UK (79 pence), da ogni disco fisicamente venduto nei canali tradizionali gli interpreti incassano 35 pence (circa 50 centesimi di euro) ovvero il 12% di 3 sterline. (…)
Un musicista dovrebbe riuscire a vendere musica per 1,5 milioni di brani digitali prima di racimolare del profitto, tolti tutti i vari costi.
I manager dei musicisti non sembano particolarmente felici del fatto che i gestori dei negozi online di musica digitale abbiano assunto una rilevanza tale da riuscire a stabilire il guadagno della controparte.
La proposta che viene da chi crea la musica è di rialzare al 12% del prezzo il loro guadagno, acconsentendo anche che per un periodo di incoraggiamento iniziale (2 anni) la percentuale resti a 8. Il BPI - British Phonographic Institute ritiene che il 6,5% del prezzo sia il giusto guadagno per i musicisti.

Siamo già alla messa in discussione di un nuovo modello di distribuzione che sembrava aver messo d’accorti utenti e major discografiche?
 
Di Jacopo Gonzales (del 03/10/2005 @ 21:29:43, in Internet, linkato 1437 volte)

Yahoo sta lanciando un "nuovo progetto" sulla falsa riga di Google, che con il suo Google Print suscitò non poche polemiche e reazioni (anhe legali, basta ricordarsi dell'Opt-out) in merito alla questione del copyright. Yahoo sta però affrontando questa impresa titanica non da sola, bensì con l'appoggio dell' Open Content Alliance (OCA), di cui fanno parte molti di quelli che criticarono aspramente il progetto Google Print. Patricia Schroeder, presidente dell'Association of American Publishers, ritiene che l'approccio mostrato da Yahoo sia molto incoraggiante. Una gran parte dell'informazione che Yahoo digitalizzerà (libri, ma anche file video, audio etc...) sarà rappresentata da materiale coperto da copyright, ma volontariamente offerto da editori ed autori, come viene riportato da David Mandelbrot, vice presidente per la ricerca di Yahoo! Inoltre al fianco di Yahoo! nel progetto di digitalizzazione ci saranno partner del calibro di Hewlett-Packard ed Adobe Systems oltre a Internet Archive, European Archive, O'Reilly Media, l'Università della California e quella di Toronto. Che ci crediate o meno l'iniziativa di Yahoo ha ricevuto il plauso del Googleplex che ritiene benvenuti tutti gli sforzi orientati a rendere l'informazione accessibile su scala mondiale. Il progetto di Yahoo è poiparticolarmente degno di nota in quanto tutta la mole di informazioni che verrà digitalizzata non sara' esclusiva di Yahoo soltanto, ma sarà liberamente accessibile da qualunque motore di ricerca.

 
Di Matteo B. (del 03/10/2005 @ 07:28:30, in Internet, linkato 1343 volte)
Qualche giorno fa avevo parlato di rumors attorno ad un nuove servizio di Google per l’offerta di accessi wireless, denominato fantasiosamente Google WiFi. Oggi leggo che Google Inc. ha proposto servizi wireless per Internet gratuiti in tutta la città di San Francisco. Si tratterebbe di un’offerta per testare i servizi Internet locali via Wi-Fi, la tecnologia wireless a corto raggi, e, per fare le cose in grande, sarebbe stata estesa all’intera città.Il costo dell’operazione, secondo quanto riportato da un portavoce di Google, sarebbe interamente finanziato proprio dall’ advertising online.

Ma perché Google dovrebbe interessarsi di servizi Wi-Fi? Innanzitutto per raccogliere ancora più dati sugli utenti. Nella sezione Privacy di Google Secure Access c’è scritto chiaramente che “il traffico fatto dagli utenti tramite questo programma sarà in qualche modo tracciato e diventerà materia di analisi da parte di Google” in modo da poter migliorare il servizio. Nonostante ufficialmente Google affermi di non volere diventare Wi-Fi provider il sospetto è legittimo, altrimenti perché dedicate tante risorse a questo progetto?
 
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