Immagine
  mymarketing.it: il marketing fresco di giornata... di Admin
 
"
Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
"
 
\\ : Storico : Social Networks (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Altri Autori (del 06/06/2012 @ 07:45:26, in Social Networks, linkato 2049 volte)

I dubbi sul modello di business di Facebook e sull’efficacia dell’offerta di advertising della compagnia continuano a crescere.

4 su 5 degli utenti del popolare social network dichiarano di non aver  mai acquistato un prodotto o servizio come risultato di pubblicità o commenti su Facebook, secondo un recente sondaggio Reuters/Ipsos. Ulteriore segnale negativo per la società, che dovrà rivedere il proprio modello di business e offrire prodotti che riescano realmente a monetizzare l’enorme base utenti.

Il sondaggio Reuters/Ipsos non indaga comparativamente l’efficacia dell’advertising Facebook, ma una precedente inchiesta (Febbraio) di eMarketer aveva già suggerito una minore efficacia rispetto all’email marketing, che almeno teoricamente permette un grado di personalizzazione simile e instaura un rapporto con il target non molto differente.

Le brutte notizie per Facebook non si fermano, però, al modello di business. Gli utenti sembrano avere un atteggiamento parzialmente più freddo verso il social network. Il 34%, infatti, spende meno tempo sul sito rispetto a 6 mesi fa e solo il 20% ne spende di più. Il 21% degli statunitensi intervistati continuano, inoltre, a non avere un account Facebook.

I risultati del sondaggio confermano, quindi, i timori degli investitori rispetto alla capacità della compagnia di generare profitti. Timori che hanno causato un crollo delle azioni, dopo la quotazione sui mercati finanziari, del 29%; riducendo il valore di mercato di Facebook di circa 30 miliardi di dollari e portandolo a $74 miliardi. Trend negativo che, dopo qualche segnale intermittente di inversione, sembra destinato a prolungarsi. Lunedì le azioni Facebook hanno chiuso le contrattazioni perdendo un ulteriore 3%, venendo scambiate per 26.90 dollari.

Facebook si è rifiutata di commentare il sondaggio, ma ha rimandato a casi di successo, lasciando ovviamente da parte i casi come quelli di General Motors, terzo inserzionista pubblicitario USA, che recentemente ha deciso di non acquistare più spazi pubblicitari sul social network.

I risultati del sondaggio, in ogni caso, non devono essere letti come una misura precisa dell’efficacia dell’advertising di Facebook. Per i brand, ad esempio, spesso l’obiettivo della campagna non è generare vendite immediate, ma quelle future. Inoltre, come ricorda Steve Hasker di Nielsen, il successo di una campagna deve essere misurato in relazione alle differenti tipologie di prodotti. “Se si stanno pubblicizzando automobili Porsche e si riesce a convincere il 20% delle persone a fare un acquisto, questo è un tasso di conversione sbalorditivamente alto. Se metti in vendita noodles istantanei, forse non è.”

Via Tech Economy

 
Di Altri Autori (del 23/05/2012 @ 07:11:46, in Social Networks, linkato 2276 volte)

Chi condivide fa carriera, incoraggia il team, valorizza idee e professionalità facendo crescere se stesso e l'azienda per cui lavora. Le conclusioni di una ricerca realizzata da Millward Bown per Google smontano alcuni luoghi comuni sull'uso dei social network sul posto di lavoro.

Emerge che chi li adopera per motivi professionali fa carriera più facilmente: l'86% degli intervistati è stato promosso di recente contro il 61% di chi non ne fa uso. È inoltre mediamente più soddisfatto del lavoro e si ritiene il 25% più produttivo ed efficiente. Non solo, più si sale nella scala gerarchica più i social network diventano familiari: il 71% di chi fa parte degli staff senior li impiega almeno una volta a settimana, contro il 49% degli utenti in ruoli junior.

“L'obiettivo della ricerca non è fornire una fotografia complessiva dell'adozione degli strumenti sociali online nell'industria italiana ed europea - spiega Roberto Rossi, analista di Millward Brown -. Abbiamo interrogato i dipendenti di aziende dove questi strumenti sono già disponibili, vedendo quali conseguenze hanno per chi ha una maggiore attitudine all'innovazione”. Il campione è di 2.700 dipendenti in Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Olanda, Spagna e Svezia provenienti da diversi settori: telecomunicazioni, media, trasporti, farmaceutico, retail, logistica.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 14/05/2012 @ 07:05:32, in Social Networks, linkato 1949 volte)

Pagare per uno status di Facebook? A molti sembrerà strano, ma il social network ha deciso di creare l’opzione Facebook Highlight per dare la possibilità agli utenti di mettere in risalto un post, un link, una foto ecc. previo pagamento. Al modico prezzo di 1,80 dollari potrete assicurarvi che il vostro aggiornamento di stato sia messo in risalto in modo che i vostri amici lo leggano. In vista dello sbarco a Wall Street, Mark Zuckerberg e il suo team continuano a sfornare novità una dietro l’altra, nella speranza di fare cassa. Ma questa volta non avranno esagerato?.

Dopo il lancio dello store per gli antivirus per rassicurare gli investitori sulla sicurezza del social network e dei suoi utenti e dopo il lancio di un App Store per le applicazioni social, ecco l’ultima innovazione (alcuni la chiamerebbero “trovata”) del sito blu: Faceboook Highlights. Il funzionamento di questa funzionalità è molto semplice, si sceglie un post, un link, una foto, un aggiornamento di stato…che si vuole far vedere a più persone possibili, si paga 1,80 dollari e il post viene messo in evidenza. Una forma di pubblicità a basso costo?, una porta aperta allo spam?, un’invasione non gradita del news feed degli utenti?, ognuno la veda come preferisce. In generale però, quella di Zuckerberg sembra una sorta di test per vedere se gli utenti sarebbero disposti a pagare per mettere in risalto un loro post.

I metodi di pagamento accettati sono PayPal e carta di credito, non vi è comunque alcuno strumento per verificare effettivamente quante persone vedano il post in questione. Facebook ha dichiarato “Stiamo continuamente testando nuove funzionalità all’interno del sito. Questo particolare test è atto semplicemente a valutare l’interesse della gente circa questo metodo di condivisione con i propri amici“. Il test partirà dalla Nuova Zelanda, e se dovesse avere successo, potrebbe essere esteso presto anche agli USA e agli altri stati. Una volta scelto di mettere in risalto il contenuto, questo verrà posizionato nella parte alta del feed degli amici e resterà lì più a lungo. A livello grafico, il post sarà identico a tutti gli altri presenti nel feed.

Dato che, in media, un post raggiunge circa il 12% dei contatti, una soluzione del genere potrebbe anche rivelarsi utile. Ma un sistema del genere può essere adatto ad un social network basato su una sorta di “democrazia”?. In fondo, se un post è interessante, verrà condiviso, sarà commentato e si farà notare senza bisogno di “aiuti” esterni. Se i post a pagamento si dovessero diffondere, gli utenti comuni non disposti a pagare si ritroverebbero in una posizione di svantaggio, mentre i brand inizierebbero a monopolizzare i feed degli utenti. Visto in questo modo, il progetto sembra destinato a fallire, ma tutto dipenderà dal riscontro positivo o negativo degli utenti Neozelandesi (confidiamo in loro). Voi cosa ne dite, vi piace l’idea di Zuckerberg?

Via Trackback

 
Di Altri Autori (del 10/05/2012 @ 07:20:01, in Social Networks, linkato 2022 volte)

La dipendenza da social network è più diffusa tra i neo iscritti e le donne, mentre rischiano meno le persone più ambiziose e organizzate. Sono alcuni dei risultati della ricerca condotta dalla Università di Bergen, pubblicata sulla rivista Psychological Reports, che nell’ambito del progetto Facebook Addiction analizza attraverso le motivazioni alla base di questa nuova dipendenza e i segnali di allarme da considerare per valutare l’impatto del fenomeno ed eventuali trattamenti.

Secondo la scala progettata dai ricercatori norvegesi, oltre ai neo iscritti a soffrire maggiormente di dipendenza da Facebook sono le donne e le persone ansiose e socialmente insicure, che vedono in questo strumento un tipo di comunicazione più semplice rispetto a quella faccia a faccia.

“La dipendenza è legata al grado di estroversione - ha spiegato Cecilie Schou Andreassen, principale autrice dello studio - che tendono ad avere un certo ritardo nel ritmo sonno-veglia”. Secondo lo studio i sintomi della dipendenza da Facebook sono simili a quelli della dipendenza da alcol e da sostanze chimiche.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 03/05/2012 @ 07:14:59, in Social Networks, linkato 1571 volte)

Arriva in rete TwinPeople, il plug-in gratuito che si installa direttamente sul browser e mette in contatto secondo una logica di affinità tematica gli utenti tra coloro che stanno navigando sulla stessa pagina web.

Scopo dell’applicazione è sviluppare la socialità attorno ai contenuti e non attorno ai contatti: si interagisce perché si condividono le stesse passioni, gli stessi interessi, non perché si è in qualche maniera già amici. Il centro della rete è il singolo tema: la pagina web su cui si sta navigando diventa una piazza virtuale dove tutti gli utenti che hanno TwinPeople e che stanno vedendo quella pagina possono scambiarsi opinioni.

Grazie all’identificazione per tema e alla web-localizzazione, TwinPeople è il promotore del concetto di webmob, un ritrovo online tra utenti su di un specifico sito internet, circoscritto in un lasso di tempo. Ogni sito web diventa una potenziale piazza virtuale tematica dove l’utenza incontrandosi ed interagendo potrà condividere commenti, curiosità e opinioni.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 02/05/2012 @ 07:01:28, in Social Networks, linkato 1834 volte)

Le Rosse corrono sempre più veloci, anche sul web e la Ferrari si conferma protagonista assoluta sui social network. A dirlo sono le cifre diffuse dalla casa di Maranello, secondo cui il marchio del Cavallino è primo assoluto nel settore automobilistico e fra i più popolari nella classifica generale.

Pochi giorni fa la pagina Facebook di Ferrari ha superato il traguardo degli otto milioni di fan e a loro è stato dedicato uno speciale filmato con protagonista una 458 Italia che disegna a colpi di sgommate il numero 8.000.000 sullo sterrato della pista di Fiorano.

"Straordinaria", viene definita anche la crescita su Google+, dove la Ferrari occupa la prima posizione con oltre mezzo milione di fan, un numero decuplicato nel primo trimestre 2012. E non finisce qui: il brand Ferrari è da poco presente in Cina sul più importante social network locale, Weibo, ed è subito diventato il più amato del suo segmento.

Via Quo Media

 
Di Roberto Venturini (del 09/04/2012 @ 10:56:48, in Social Networks, linkato 1988 volte)

Per tutti i digital planner affamati di numeri (ma anche per tutti gli altri), segnalo la release della wave 6 della ricerca sul digitale di Universal Media, che potete scaricare qui.


Ci sono parecchie cose interessanti e anche qualche numero specifico per l'Italia e gli utenti italiani dei social.

Degno di nota il fenomeno di declino dei "brand site", la cui frequentazione declina, specialmente nei giovani.

Sarà perchè alle persone non interessano più le marche e ci cercano solo gli sconti? (è una componente, ci sono delle evidenze che lo provano).


Sarà perchè le marche stanno usando meglio i social per parlare con le persone, riducendo la necessità di andare sul sito?

Sarà perchè alle persone piace meno andare sui siti e ci vanno proprio solo per il pezzetto finale del ciclo d'acquisto - raccogliere dettagli e info propedeutici all'atto d'acquisto?


Ci sono poi parecchie altre cose degne di menzione - in primis il fatto che l'esperienza più forte che si può dare alle persone... è rispondere loro e risolvergli i problemi.

 
Di Altri Autori (del 12/03/2012 @ 07:51:19, in Social Networks, linkato 2493 volte)

Il web 2.0 mancava di un network dedicato alle famiglie. Con questo target è nato Save the mom, primo sito social dedicato a mamme e papà alle prese con la gestione della casa, dei figli e del lavoro.

Save the mom è pensato per legami familiari o di amicizia stretta, esclusivi, e riproduce una rete chiusa che si scambia messaggi in bacheca, condivide un’agenda di appuntamenti, la lista della spesa e mostra i diversi check-in per visualizzare costantemente gli spostamenti dei membri della famiglia.

Al centro del network c’è al solito la mamma, ma il sito, essendo perfettamente interattivo, permette di facilitare la collaborazione tra familiari, papà e figli su tutti, ma anche nonni, baby-sitter e badanti.

Via Quo Media

 
Di Altri Autori (del 09/03/2012 @ 07:03:05, in Social Networks, linkato 2325 volte)

Secondo un rumor che sta facendo il giro della rete, Twitter starebbe pianificando grandi cambiamenti per le Brand Page, introdotte a dicembre. Secondo Advertising Age, che menziona tre manager ben informati dei fatti, la società vorrebbe arricchire l’esperienza dei brand integrando numerose funzioni alle pagine, tra cui: e-commerce, concorsi e lotterie.

Nessuna data è stata fissata, ma Twitter starebbe avvertendo gli inserzionisti di aspettarsi novità entro l’anno. L’azienda si è rifiutata di rilasciare commenti.

L’aggiunta di funzioni alle brand page rappresenterebbe l’evoluzione naturale per un prodotto promozionale che al momento offre poche possibilità e servizi agli inserzionisti.

Anziende del calibro di Nike, American Express e McDonald sono state tra le prime a sperimentare le nuove pagine dedicate ai brand;  a gennaio molte altre società hanno avuto accesso al servizio impegnandosi a spendere almeno 25000 dollari in advertising; ma molti manager sono scettici sull’utilità delle pagine nel loro presente formato. Le novità potrebbe cambiare la situazione aggiungendo nuovi servizi e formati e una maggiore possibilità di personalizzare l’esperienza del brand.

Particolarmente intrigante sarebbe la possibile trasformazione o integrazione nelle brand page, e più in generale in Twitter, di una una piattaforma di e-commerce.

Via Tech Economy

 
Di Altri Autori (del 07/03/2012 @ 01:17:10, in Social Networks, linkato 2091 volte)

La lotta fra social network si combatte a suon di nuove utenze. Secondo le stime di eMarketer, per la prima volta dalla sua nascita, nel 2012 la crescita di Facebook negli Stati Uniti sarà inferiore al 10%, mentre il rivale Twitter dovrebbe incrementare i propri iscritti del 20% sul suolo americano.

Facebook, decisamente il social network più popolare del pianeta, sconta la copertura ormai capillare degli internauti statunitensi: il sito creato da Mark Zuckerberg ha visto la propria utenza salire del 13,6% nel 2011, mentre nel 2010 l’incremento degli iscritti era stato del 38,6%. Inverso il trend di Twitter, che dopo un balzo in avanti del 23,5% nel 2010, è cresciuto del 31,9% lo scorso anno.

Il confronto tra i due network, al momento, è ancora impietoso: Facebook conta 133 milioni di utenti negli Usa, mentre Twitter si ferma a 24 milioni, cifra che dovrebbe però raddoppiare entro il 2014. A quel punto, la scontro sarà reale.

Via Quo Media

 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35
Ci sono 2832 persone collegate

< ottobre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
 
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
     
             

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Advertising (108)
Aziende (142)
Blog (11)
Brand (37)
Comarketing (2)
Comunicazione (9)
dBlog (1)
Digitale (33)
eCommerce (39)
Grande Distribuzione (7)
Internet (541)
Marketing (288)
Marketing Ambientale (3)
Marketing non convenzionale (62)
Media (102)
Mercati (79)
Mobile (210)
Permission Marketing (1)
Prodotti (95)
Pubblicità (32)
Pubblicità (88)
Retail (11)
Segnalazioni (43)
Social Networks (345)
Startup (1)
Strategie (59)
Tecnologie (73)
Trade Marketing (1)
Viral Marketing (40)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019

Gli interventi più cliccati

Titolo
Automobili (2)
Bianco e nero (1)
Comarketing (1)
Home (4)
Internet (4)
Prodotti (5)
Pubblicità (5)

Le fotografie più cliccate


Titolo

< /p>


Subscribe to my feed


Google
Reader or Homepage

Add to netvibes



Creative Commons License




22/10/2019 @ 05:18:45
script eseguito in 713 ms