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  mymarketing.it: l'isola nell'oceano del marketing... di Admin
 
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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico : Social Networks (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Altri Autori (del 28/12/2016 @ 07:14:10, in Social Networks, linkato 1591 volte)

La maggior parte dei contenuti che tutti noi visualizziamo nel News Feed di  è rappresentata da contenuti che rimandano a siti esterni alla piattaforma. Le tipologie di contenuto variano, naturalmente, da persona a persona, mentre le ragioni per cui si condivide qualcosa non sono poi così diverse.

È quanto emerso dal sondaggio condotto da Fractl su 2.000 persone, alle quali è stato chiesto cosa condividono su Facebook e perché. In relazione al sondaggio, per condivisione si intende il clic fatto sul pulsante di share posto sui siti web esterni.

Il motivo più popolare per il quale gli utenti condividono contenuti su Facebook è intrattenere gli amici (48%). Il 17% condivide questioni che gli interessano particolarmente, mentre il 13% vuole stimolare risposte emotive da parte degli amici. L’11%, infine, vuole fornire informazioni utili.

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Dati interessanti sono quelli relativi alla differenza uomo-donna. Le donne sono più propense a condividere contenuti su Facebook per suscitare una risposta emotiva dei loro amici (53%). Ciò si riscontra maggiormente nelle donne over 50, il 60% delle quali sostiene di “condividere le cose per far provare qualcosa agli amici (felicità, tristezza, rabbia, ecc.)” Gli uomini, invece, sono più propensi a condividere qualcosa per persuadere i loro amici sui loro punti di vista.

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Riguardo al tipo di contenuti pubblicati, il 52% degli intervistati rifugge dal condividere contenuti controversi che potrebbero dare adito a discussioni. Altro profilo importante è quello dell’immagine: il 31% degli intervistati ha dichiarato di pubblicare contenuti su Facebook per rappresentare una certa immagine di sé. In particolare, sono gli utenti con più amici (più di 500) a fare più attenzione alla propria immagine quando decidono di pubblicare dei contenuti.

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via Tech Economy
 
Di Altri Autori (del 21/12/2016 @ 07:19:33, in Social Networks, linkato 2034 volte)

Il prossimo competitor delle radio? Facebook. Potrebbe sembrare una provocazione e, invece, dopo essere entrato in gara con i network televisivi attraverso Live Video, il social sta testando una funzionalità di audio broadcasting.

La società, infatti, ha annunciato Facebook Live Audio, un nuovo strumento attualmente in fase di sperimentazione che consente di trasmettere show radiofonici, podcast, testi di libri, interviste e molto altro ancora.

La novità non è da sottovalutare sia per la “grandezza” di Facebook sia per la capacità dell’azienda di monetizzare e rendere monetizzabili i propri servizi potendo appunto contare sulla vastità del suo pubblico.

Facebook Live Audio

Live Audio funziona come Live Video: i post sono visibili sul newsfeed e ci può essere una interazione attiva da parte degli utenti con cui si potrà aprire un dialogo attivo con domande dirette oltre al canonico like e alle emoji.

La principale differenza è dovuta alla possibilità di utilizzare Live Audio in background: su Android ciò accade anche quando si sta consultando altre applicazioni mentre su iOS non è permesso uscire da Facebook ma si può continuare solo a navigare sulla piattaforma. Non è chiaro ancora se gli streaming saranno visualizzabili una volta terminati e se nel caso possano funzionare in background.

I piani per il futuro

Allo stato attuale, Live Audio è stato testato solo con un ristretto numero di pagine, tra cui i broadcaster tv e radiofonici BBC World Service e LBC, case editrici come Harper Collins e gli autori Adam Grant e Britt Bennett.

Facebook ha fatto sapere che a partire dall’anno prossimo ci sarà un estensione delle feature nelle prossime settimane, per aggredire una nuova fascia di pubblico. E soprattutto poter attingere a nuovi dati di profilazione pubblicitaria sui comportamenti e le abitudini di ascolto di oltre 1 miliardo di persone.

La pubblicità audio è un trend in grande espansione e i budget stanno rapidamente abbracciando questa tipologia di comunicazione. Ecco perché servizi come Spotify devono alzare il livello di guardia.

Proprio Spotify negli ultimi mesi ha stretto una serie di accordi con operatori tra cui AppNexus, Rubicon Project e The Trade Desk, e di recente ha accolto Marco Bertozzi in qualità di VP per l’Europa, con l’obiettivo di aumentare la propria influenza nel segmento degli annunci audio, di cui è il principale attore grazi ai suoi 60 milioni di utenti “free”.

Nuovi formati

Se il terreno più importante è quello dei dati, Facebook deve fare i conti con un newsfeed sempre più intasato da messaggi promozionali. È probabile che prima o poi la società fornirà agli editori e ai brand la possibilità di sponsorizzare le dirette audio.

Per quanto riguarda Live Video, infatti, la società di Menlo Park è arrivata a pagare publisher e celebrità per incentivarle a utilizzare lo strumento, contribuendo così ad abituare gli utenti ai live streaming.

Una strategia simile anche in ambito radiofonico non sarebbe più una sorpresa.

Via DailyOnline
 
Di Altri Autori (del 20/12/2016 @ 07:50:27, in Social Networks, linkato 1821 volte)

Nelle classifiche 2016 dell’Osservatorio Social Vip resta Valentino Rossi l’unico sportivo a contrastare la supremazia del mondo del calcio. “The Doctor consolida il primato su Facebook e Twitter” – rivela Stefano Chiarazzo dell’Osservatorio Social Vip – “ma perde terreno su Instagram dove resta leader Mario Balotelli ora davanti al sempre più seguito Andrea Pirlo”.

Con 1,1 milioni di nuovi fan Rossi supera i 13 milioni di sostenitori su Facebook. Nessuna novità dietro di lui, con Balotelli, Pirlo e Stephan El Shaarawy dal secondo al quarto posto. Gianluigi Buffon soffia invece la 5° piazza ad Alessandro Del Piero, che rimane davanti a Carlo Ancelotti, Giorgio Chiellini e Claudio Marchisio. New entry in decima posizione Marco Verratti. Francesco Totti arriva su Facebook e con un milione di fan si posiziona subito 17°. In veloce crescita anche Fabio Cannavaro (14°); Alessandro Florenzi (18°) e Andrea Iannone (21°). “E’ boom di Beatrice Vio, star delle Paralimpiadi Rio 2016” – segnala Chiarazzo – “che con i suoi 323.000 fan piomba al 33° posto”. Tra i partecipanti alle Olimpiadi troviamo in Top 50 Vincenzo Nibali, Ivan Zaytsev, Sara Errani, Clemente Russo e Federica Pellegrini.

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Anche su Twitter continua inarrestabile la crescita di Valentino Rossi, ora a quota 4,7 milioni (+700mila) sempre davanti a Super Mario Balotelli. Buffon strappa il bronzo a Pirlo mentre Ancelotti, Del Piero, Chiellini e El Shaarawy mantengono le posizioni dalla 5 alla 8. Marchisio supera Cannavaro che si deve accontentare del decimo posto. Più indietro salgono anche Leonardo Bonucci (12°), Riccardo Montolivo (15°) e soprattutto Matteo Darmian che scala ben 11 posizionandosi 19°. Molta pallacanestro nella Top 50, con Danilo Gallinari, Marco Belinelli e Andrea Bargnani. In salita anche Flavia Pennetta, vincitrice degli US Open 2015.

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Instagram resta il regno di Mario Balotelli, sempre primo con 4,6 milioni di seguaci. Impressionante l’exploit di Andrea Pirlo che con 3,7 milioni – 2,8 milioni in più nell’ultimo anno – sale dalla 6° alla 2° posizione facendo accomodare Rossi sul terzo gradino del podio. Dietro di loro è tutto calcio con i soliti Ancelotti, El Shaarawy, Marchisio, Buffon e Del Piero. Chiudono i dieci Bonucci e Verratti. Tra i nomi più in crescita anche Christian Vieri, Marco Borriello e due della Nazionale italiana ai campionati di calcio Euro 2016: Simone Zaza e Graziano Pellè.

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Via Spot and Web
 
Di Altri Autori (del 19/12/2016 @ 07:27:02, in Social Networks, linkato 1979 volte)

A meno di sei mesi di distanza dall’annuncio del superamento del mezzo miliardo di utenti mensili, Instagram aggiunge altri 100 milioni di teste per una platea totale di 600 milioni di persone. Cifre sempre più impressionanti, che ribadiscono il successo dell’app acquisita nel 2012 per 1 miliardo di dollari. E la proiettano nell’Olimpo delle piattaforme online, lontana dai problemi di utenza che affliggono Twitter. In soli due anni, Instagram ha raddoppiato il numero di utenti, passando da 300 a 600 milioni.

Una piattaforma in evoluzione

Le modifiche degli ultimi mesi, come l’introduzione di Stories e dei video live, poi, hanno reso Instagram più simile a Snapchat permettendo di contendere all’app del fantasmino i preziosi target dei teenager e dei millennials. Inoltre, sono state introdotte funzionalità, come la possibilità di salvare i post, che armonizzano la fisionomia di Instagram a quella di Facebook. All’inizio dell’anno, va ricordato, l’app è stata anche oggetto di un restyling che ha portato alla creazione di un nuovo logo.

In Italia utenti Instagram a quota 11 milioni

Secondo quanto rivelato da Blogmeter circa un mese fa, in Italia gli utenti Instagram sono oltre 11 milioni, il che ne fa il secondo social media più amato dopo Facebook. Anche in questo caso la curva della crescita è stata degna di nota: quando Kevin Systrom, fondatore di Instagram, è venuto per viaggio a Milano lo scorso febbraio, ha dichiarato che la popolazione della piattaforma nel BelPaese era costituita da 9 milioni di persone.

Ricavi a 3,2 miliardi quest’anno

A livello pubblicitario sono 500mila gli inserzionisti della piattaforma, che ha introdotto l’advertising su scala globale solo poco più di un anno fa. Stando a un forecast di Credit Suisse rilasciato lo scorso aprile, quest’anno l’app dovrebbe generare ricavi per 3,2 miliardi di dollari. E se la sua audience continuerà a incrementare di questo passo è lecito aspettarsi che questi numeri possano cambiare in fretta. Verso l’alto.

via DailyOnline
 
Di Admin (del 11/10/2016 @ 07:43:32, in Social Networks, linkato 1624 volte)

In occasione dell’appuntamento annuale dell’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana – martedì 11 e mercoledì 12 ottobre – dedicato ai social media, al web e agli strumenti innovativi di comunicazione e marketing forniti da internet e dalle reti sociali alle banche e al mercato finanziario, dal titolo “Dimensione Social & Web”,Blogmeter, uno tra i brand partner di questa terza edizione, ha realizzato una ricerca sulle performance delle pagine Facebook e dei profili Twitter ufficiali italiani delle banche nel mese di settembre, decretando le migliori cinque in termini di engagement e nuovi fan/follower. In particolare Facebook si attesta come il canale più utilizzato dagli istituti bancari e anche il più efficace in termini di coinvolgimento degli utenti.

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Fb: le migliori sono BPER Banca, Credem e Intesa San Paolo

Dall’indagine emerge che nel canale social di Zuckerberg il primo posto in termini di interazioni generate lo conquista la pagina di BPER Banca, seconda tra l’altro per numero di nuovi fan: l’istituto bancario, che il 9 settembre ha festeggiato i 100 mila fan, coinvolge gli utenti con la condivisione di numerosi consigli e di offerte promozionali e corona così un periodo di intensa attività di comunicazione sui canali digitali e social. Segue Intesa San Paolo che appassiona gli utenti con una comunicazione più trasversale alternando a contenuti di promozione dei propri prodotti e servizi, post dedicati alle iniziative di cui è partner, come ad esempio il programma X Factor. Tocca poi a CheBanca!, che si posiziona al terzo posto per engagement grazie soprattutto al progetto #Oltre lanciato per i Giochi Paralimpici di Rio 2016 in partnership con altri istituti bancari. La quarta banca più engaging su Facebook è una nativa digitale: si tratta di BCC For Web che punta su uno stile comunicativo leggero ed empatico. Chiude la top 5 dell’engagement Ing Direct che posta una media di 2 contenuti al giorno e il suo hashtag distintivo è #VoceArancio. Per quanto riguarda la capacità di coinvolgere la propria community, la pagina Facebook più performante in assoluto è Credem Banca, con post e status improntati principalmente sulla promozione dei prodotti e dei servizi offerti. Completano la classifica dei new fan UniCredit e UBI Banca.

 Su Twitter trionfano Banca Popolare Etica e Unicredit

La classifica di Twitter che considera il numero di interazioni si apre con Banca Popolare Etica, profilo che non emerge tuttavia nella Top 5 per nuovi follower: temi come il sostegno alla campagna #unsaccogiusto di Legambiente e la promozione del progetto @sacchetico hanno coinvolto e appassionato gli utenti di Twitter, regalando alla banca moltissime interazioni. Emerge anche su Twitter Intesa San Paolo, seconda per engagement e quinta per nuovi follower, mentre al terzo posto per entrambe le metriche troviamo CheBanca!, che ha fatto il pieno di interazioni e new follower con la partecipazione alla Social Media Week di Roma. Nella Top 5 si piazza inoltre Banca Ifis, particolarmente attiva durante la quinta edizione dell’international #nplmeeting 2016. Ottime performance su Twitter anche per Unicredit, che risulta il profilo che ha accresciuto maggiormente la propria community: in particolare, è l’iniziativa #UniCreditTour che ha permesso all’istituto bancario di ottenere un grande successo su Twitter. Il secondo profilo che si è aggiudicato più nuovi follower a settembre è Deutsche Bank. In classifica anche l’ufficio stampa della Banca d’Italia.


Via DailyOnline
 
Di Altri Autori (del 03/10/2016 @ 07:14:14, in Social Networks, linkato 1320 volte)

I consumatori stanno voltando le spalle ai brand e questo è dimostrato dal fatto che il 26% degli utenti dichiara di ignorare i post sui social o i contenuti condivisi dalle marche. Di contro assistiamo alla crescita dell’utilizzo di piattaforme social, come Snapchat e Instagram. La popolarità di Snapchat e Instagram è cresciuta negli ultimi due anni rispondendo alla richiesta di contenuti veri, personali, e istantanei, “in the moment” secondo lo studio dell’istituto globale di ricerca KANTAR TNS svolto su 70mila consumatori. Quasi un quarto (23%) degli utilizzatori internet è ora su Snapchat, un grande salto rispetto al 12% di due anni fa. Situazione simile in Italia, con il 25% degli utenti internet ora attivi sulla piattaforma, a dispetto di un 15% nel 2015, mentre in America Latina assistiamo ad un balzo dal 12 al 38% in due anni. Anche Instagram ha acquisito popolarità, con un livello di utilizzo globale che oggi è al 42% dal 24% del 2014. In Italia, è sulla piattaforma il 51%, con una crescita di 15 punti percentuali negli ultimi due anni. Anche se sono i giovani i più grandi utilizzatori dei social, su tutte le piattaforme è da notare che anche i più adulti si stanno aprendo alle novità del momento: 1 user su 5, di età compresa tra i 55 e i 65 anni ora utilizza Instagram, registrando un aumento del 47% rispetto all’anno scorso. L’Italia sembra in linea con il dato globale, come emerge dallo studio.

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Ecco cosa fare lato brand

 “Le marche dovranno affrontare non poche difficoltà nel tentativo di coinvolgere i consumatori, dal momento che questi ultimi si sentono bombardati dalla presenza dei marchi sulle piattaforme social, con il 34% in Italia che dichiara di sentirsi “costantemente seguito” dalla comunicazione online. Nuove possibilità si aprono per i brand che potrebbero approfittare di questo trend offrendo contenuti personalizzabili e condivisibili come video e storie divertenti. Un internauta su 4 però volta le spalle ai contenuti brandizzati sui social: la sfida è come consegnare i giusti contenuti alle persone giuste, sulle giuste piattaforme e soprattutto al momento giusto. Siamo già abituati a scarsa attenzione alla pubblicità nei media tradizionali; oggi è un rischio anche nei Social”. Questo è quanto affermato da Federico Capeci, cdo e ceo Italia di KANTAR TNS. “Alcuni brand avevano già capito quanto questo fosse importante. In passato Disney, Starbucks e McDonald’s avevano utilizzato i filtri di Snapchat per coinvolgere i consumatori in un modo che non venisse percepito come intrusivo. Questa è la chiave per evitare la percezione negativa dei consumatori nei confronti delle attività online dei brand”, ha concluso. L’aumento degli user in tutte le fasce d’età rappresenta un’opportunità per i brand che possono creare contenuti condivisibili e coinvolgenti. Peraltro, con il 30% dei rispondenti (il 35% in Italia) che ha dichiarato di essere contrario all’idea di vedere i propri comportamenti online tracciati dalla pubblicità, emerge la necessità di muoversi con attenzione.

 

Il ruolo degli influencer

 Lo studio ha inoltre evidenziato come gli influencer e le celebrità abbiano un ruolo chiave nell’influenzare la percezione sulle marche da parte delle persone. Infatti 2 utenti su 5 (40 % nel mondo, il 32% in Italia) di età compresa tra i 16 e i 24 anni, dichiarano di avere più fiducia in quello che le persone dicono online a proposito del brand che sulle informazioni trovate sui canali ufficiali come giornali, siti o pubblicità tv.

Via DailyOnline


 
Di Altri Autori (del 20/09/2016 @ 07:09:38, in Social Networks, linkato 1101 volte)

Ryan Mcready, content editor della piattaforma Vennagage, ha svolto un’analisi su oltre 137.000  in una settimana. Tra i  analizzati da Ryan solo il 35%  provenivano da account verificati. Il 57% di questi provenivano da account “discutibili” con un elevato numero di seguaci e strane attività di condivisione; il 7% di questi tweet risultavano di account cosiddetti “zerospam” presenti su twitter da meno di otto mesi, che non seguono nessuno, con meno di 10 seguaci e con più di 17.000 condivisioni/retweet.

La ricerca mette in evidenza come l’utilizzo degli , secondo Mcready, possa rivelarsi inutile e addirittura dannosa per le campagne di marketing nel momento in cui questi vengono utilizzati  in modo inopportuno dagli spammer. Nell’ tutti i dati della ricerca.

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Via Tech Economy
 
Di Altri Autori (del 12/09/2016 @ 07:01:27, in Social Networks, linkato 1008 volte)
Il lavoro di ricerca del Master in Social Media and PR dello IED presenta i dati sull’utilizzo di  da parte dell’utenza italiana. La ricerca è stata effettuata su un campione di circa 1.000 persone (dai 18 ai +50 anni). Nell’ i dati più interessanti.

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via Tech Economy
 
Di Admin (del 15/07/2016 @ 07:30:10, in Social Networks, linkato 1974 volte)

Questo mese la Top Brands – l’osservatorio periodico firmato da Blogmeter che rivela quali sono i migliori brand su Facebook e Twitter in Italia secondo le principali metriche di engagement, new fans/followers e response time – ha realizzato un focus sul mondo della birra – la bevanda che coinvolge i consumatori soprattutto durante la bella stagione – con l’obiettivo di scoprire quali sono i brand più talentuosi nella gestione dei rispettivi account social.  Con l’occasione il team di Blogmeter ha realizzato anche un’analisi sull’audience e sui contenuti legati all’universo birra attraverso il suo nuovo servizio Facebook Topic Data.L’indagine ha messo in luce le caratteristiche socio-demografiche degli utenti, i principali temi di discussione, le campagne più ingaggianti e i contenuti più condivisi su Facebook.

Le migliori birre su Facebook

Per quanto riguarda il rating delle migliori birre sui social emerge un dato di fondo, ovvero che le aziende produttrici amano Facebook, lo dimostrano le performance ottenute sul social di Zuckerberg sia in termini di engagement che di new fan rispetto a Twitter. Ad aprire la Top 5 delle birre più coinvolgenti su Facebook èCeres, quinta per numero di nuovi fan, che con i suoi originali post di real-time marketing conquista tutti. In particolare, a giugno la pagina italiana del birrificio danese ha generato un grande numero di interazioni con la sua campagna in occasione delle elezioni amministrative, pubblicando diversi post ironici e satirici, ma non perdendo mai di vista il prodotto. Il post più coinvolgente ha come protagonista Giorgia Meloni. Al secondo posto per engagement si posiziona Birra Moretti grazie alla pubblicazione di post sempre curati e dalla creatività piacevole: a giugno appassiona con la special edition “Campioni col baffo”, dedicata a tutti i campioni del calcio che hanno i baffi. La medaglia di bronzo va a Carlsberg, seconda per nuovi fan, molto attiva durante gli Europei 2016, essendo official sponsor che per l’occasione ha riadattato il suo claim in “Probably the best UEFA EURO 2016”. Chiudono la Top 5 Birra Ichnusa con le sue numerose iniziative e Birrificio Angelo Poretticon la sua comunicazione sobria ed elegante. Dando un’occhiata invece all’altra metrica chiave per misurare l’efficacia delle strategie di social media marketing dei brand, ovvero la crescita della community, la pagina che ha acquisito più fan a giugno è Tuborg con post ironici e tante iniziative, seguono la già citata Carlsberg al secondo posto e Bavaria in terza posizione, che conquista tanti nuovi fan in occasione degli Europei. A distinguersi per numero di nuovi fan è infine Birra Antoniana che promuove su Facebook principalmente gli eventi che organizza.

Le migliori birre su Twitter
Sebbene i numeri di Twitter siano decisamente più contenuti rispetto a Facebook,  sul social dei 140 caratteri si fanno spazio altri nomi. Conquista lo scettro dei birrifici più coinvolgenti su Twitter, Peroni, che non compariva nelle Top 5 di FB: colleziona quasi 8.000 interazioni con l’iniziativa #nonnedoitbetter2 e il suo testimonial Chef Rubio, piazzandosi al secondo posto per numero di nuovi fan. Segue a distanza Ceres che anche su Twitter adotta una strategia di real-time marketing, mentre in terza posizione troviamo Beck’s Italia con un picco di interazioni in occasione del #CheersToIndependence. Tuborg si conferma la più brava a conquistare nuovi seguaci anche su Twitter con numeri superiori alla media di mercato (80 follower al giorno), cavalcando l’onda di eventi e iniziative come il concorso artistico #SkateboardsConfluence. Spunta al quarto posto della classifica, dopo Peroni e Ceres, il profilo italiano di Heineken che pubblica meno di un tweet al giorno. Fanalino di coda di entrambe le Top 5 di Twitter è Baffo Moretti con #TuLaConosciBianca, l’hashtag legato alla presentazione ufficiale de La Bianca.

Via Spot and Web

 
Video. Fortissimamente video. Il futuro dei social network è appeso alle clip, a quanto pare. E forse non è un caso che Snapchat stia facendo numeri pazzeschi in un periodo di stanca per il macrocosmo social. La notizia odierna, però, è un'altra. E arriva un po’ a sorpresa.

Che Mark Zuckerberg abbia il pallino dei video non è certo una novità (lo confermano i tentativi, andati male, di acquistare proprio Snapchat). Ma che Facebook stacchi assegni milionari verso media e celebrità disposti ad utilizzare Facebook Live (il servizio live-streaming di Menlo Park), un po' di stupore lo genera. Secondo un documento in possesso del Wall Street Journal, Facebook ha siglato 140 accordi per un totale di 50milioni di dollari con alcune importanti media-company (dalla Cnn al New York Times, fino a Vox, Mashable e Huffington Post) e con alcune celebrità (da Kevin Hart a Gordon Ramsay fino a Deepak Chopra e al quarterback della Nfl Russell Wilson).

L'obiettivo è quello di spingere il più possibile la piattaforma del live streaming, cercando di sbaragliare la concorrenza a suon di dollari. Secondo i dati emersi, a svettare fra i contratti più generosi c'è quello di BuzzFeed, che per i video trasmessi da marzo 2016 a marzo 2017 riceve oltre 3 milioni di dollari. Seguono a ruota il New York Times e la Cnn. Justin Osofsky, VP per le operazioni globali e delle media partnerships di Facebook, ha detto: «Abbiamo voluto invitare un'ampia gamma di partner per poter ricevere un feedback da diverse organizzazioni su quello che può o non può funzionare». Costi di promozione, insomma. Niente di più.

Per dovere di cronaca, va detto che le prime indiscrezioni riguardanti i possibili pagamenti di Facebook ad aziende o celebrità per creare Live Video multimediali, erano emersi qualche mese fa grazie a un'inchiesta di Recode. Il sito aveva raccontato dell'incontro fra un dirigente di Facebook e alcune agenzie delle star. Tema della discussione: soldi in cambio dell'utilizzo di Facebook Live. Un'occasione anche per le star.

Via Il Sole 24 ORE
 
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