Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 08/04/2015
All'inizio di marzo sono stato ospite di SAP e di DMA Italia al SAP Executive Summit nella splendida cornice di Villa d’Este a Cernobbio, e in particolare nella prima parte del meeting ho partecipato alla sessione sul consumatore digitale.
Con una location così…
La domanda da cui partiva il dibattito era proprio: esiste il cliente digitale? La risposta, che condivido, è no.
Digitale? Sì, ma quando mi fa piacere esserlo
Il punto di partenza è semplice, esiste il cliente, anzi forse sarebbe corretto dire i clienti perché ciascuno di essi ha un percorso sempre più personale ed è difficile racchiuderlo in etichette. In questo senso, come detto giustamente anche dalla brava Mafe De Baggis che ha condotto parte dell’incontro, l’utilizzo degli strumenti tecnologici avviene quando questo risponde ad un’esigenza ed è spontaneo, non c’è un momento in cui un cliente si mette consapevolmente il cappellino “consumatore digitale”! Come tutti quelli che si occupano di digital da tanto tempo poi anche Mafe è ormai stufa di vedere questo ambito come qualcosa di separato ed esoterico, e tanto meno pensa che questa separazione esista per le persone.
Come ho scritto anche io tante volte, bisogna invece pensare al mobile, al social, al web, al cloudcome qualcosa che fa parte di un contesto di vita (e di strategia aziendale) e che si sposa in modo coerente con tutto il resto. Molte delle tendenze, come ad esempio lo sharing e certe forme di socializzazione, in realtà non sono certo nate con i social media o i cellulari, questi strumenti le hanno fatte evolvere, trasformate, potenziate, come già tante invenzioni prima di essi. La digitalizzazione quindi è un elemento del quotidiano, ed il fatto che un evento importante come quello di SAP sia stato dedicato alla digital transformation mi sembra un’ottima prova.
La conversazione ci piace, ma meno dell’informazione
Un’altra cosa che condivido in pieno è il fatto che il social è uno strumento di relazione prezioso ma che nel tempo si è creata una mitologia circa il cliente che vuole conversare con noi, che va quanto meno integrata. Se è indubbio infatti che una comunicazione puramente promozionale è distonica in cui contesto in cui le persone si stanno obiettivamente facendo i fatti propri è altrettanto vero che le stesse persone per fare conversazione non stanno di certo cercando un brand.
Che cosa vuole da noi allora il cliente? Informazioni prima di tutto
Il social è diventato una estensione di Google e del SEO, per cui le persone che cercano risposte su di un brand si aspettano di trovarlo (anche) nel loro network preferito, per soddisfare le loro necessità. Questo non vuol dire di certo che gli owned media vanno abbandonati per gli earned o che sesiamo veloci a rispondere sul social abbiamo risolto tutti i nostri guai (e il call center che ci mette tre giorni, non siamo sempre noi?)! Più semplicemente il cliente cerca di rispondere a dei suoi bisogni, nel contesto (parola molto importante) in cui si trova.
La convergenza di ruoli continua a pieno ritmo
Concludo sottolineando con piacere che la convergenza fra ruoli di IT e business prosegue spedita:al di là del tema digital transformation infatti anche i partecipanti all’evento parlavano chiaro, con solo la metà dei delegati con cariche di CIO o equivalente. Il resto erano persone di marketing, HR o di altri rami del business. Ci avreste scommesso solo due o tre anni fa?
Gianluigi Zarantonello via Internetmanagerblog.com
Chi l’ha detto che le donne sono le e-shopper più accanite? Almeno in Usa, stando a una ricerca di Bronto Software, con dati rilasciati nel mese di marzo 2015, la situazione sarebbe esattamente opposta, con i compratori maschi ad avere il click sul tasto buy più frequente rispetto alle femmine.Tre su 10 degli acquirenti digitali negli Stati Uniti, infatti, hanno dichiarato di fare un acquisto on-line almeno una volta alla settimana, rispetto a meno di un quinto degli intervistati di sesso femminile. E mentre quattro donne su 10 fa acquisti on-line di tanto in tanto, gli uomini sono ancora i più propensi a fare acquisti online almeno una volta al mese o più: il 62% contro il 58%.
Un’altra ricerca, quella di dicembre 2014 condotta da Ipsos Public Affairs ha scoperto che gli uomini si sono dimostrati leggermente più entusiasti rispetto alle donne nel fare shopping natalizio online. Il 31% degli utenti maschi statunitensi ha fatto shopping digitale il giorno del Ringraziamento e il Black Friday, le occasioni calde per gli acquisti d’oltreoceano a ridosso delle festività, contro il 28% delle femmine.
I maschi sono anche coloro che spendono cifre più rilevanti rispetto alle femmine per gli acquisti da mobile. Secondo uno studio di novembre 2014 condotto da Harris Poll per la Interactive Advertising Bureau (IAB) Mobile Marketing Center of Excellence e Market Insights Precision di Verizon, il 35% degli americani maschi adulti possessori di smartphone hanno speso 51 dollari o più ogni mese per gli acquisti tramite i loro telefoni, contro il 20% delle donne.
Via Tech Economy
Fotografie del 08/04/2015
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