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  mymarketing.it: l'isola nell'oceano del marketing... di Admin
 
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Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
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\\ : Storico (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Roberto Venturini (del 06/11/2009 @ 07:57:50, in Mobile, linkato 1531 volte)

Il numero di Dicembre di GQ, quello dedicato all'"uomo dell'anno", vedrà la luce anche come applicazione iPhone - al modico costo di 2.99 $ (mi sa solo per gli americani: sull'appstore italiano non ce n'è traccia).

Interessante tentativo di far passare un pay per content - che sul PC fa fatica - attraverso il mobile. Che è in realtà una piattaforma molto più pratica (e usata, sopratutto in prospettiva futura) per fruire di contenuti informativo/testuali...

Si tratterà di una copia fedele dell'edizione cartacea, una versione della rivista che invece di essere acquistata in edicola si compra su iTunes... e rappresenta probabilmente un test per capire se e come andare avanti su questa strada.

Su questo tema interessante anche quanto fatto (app a pagamento) da Men's Health - ho scritto una cosa in merito su Apogeo, che potete leggere qui.

Intanto una versione iPhone di Wired a me non dispiacerebbe...; - )

 (Approfondimento sul blog del Wall Street Journal).

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Di Altri Autori (del 05/11/2009 @ 07:22:28, in Aziende, linkato 1474 volte)

eBay.it si rinnova, ridisegna la home page e lancia gli annunci locali gratuiti per i suoi utenti.
 
Nella pagina d’apertura di eBay.it si potrà dunque scegliere un percorso ‘Classico’,  per quale vendere o acquistare oggetti a prezzo fisso e su aste on line, oppure cliccare su ‘Annunci’, per postare o leggere inserzioni locali, offerte di prodotti e opportunità di lavoro.
 
Per lo sviluppo della nuova area del portale è stata preziosa l’esperienza di Kijiji, sito di annunci tra i più capillari in Italia.

Via Quo Media

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L’apertura della 7° edizione dello IAB Forum ha messo drammaticamente in evidenza lo stato delle cose: Internet cresce di anno in anno, di mese in mese e quasi di giorno in giorno, ma il potere politico, economico e mediatico che potrebbe sfruttare questa crescita come volano per una ripresa del paese e un’accelerazione del tasso di innovazione dell’intero ‘Sistema Italia’ sembra non accorgersene.

Nella prima parte del suo intervento di apertura dei lavori, Layla Pavone (nella foto), presidente di IAB Italia, ha mostrato attraverso una serie di numeri e fatti incontrovertibili lo sviluppo di un mercato che, unico fra i suoi pari, continua a conquistare terreno, a crescere e a erodere quote ai competitor.

Provocatorio fin dall’apertura, lo speech si è domandato - e ha domandato alle oltre 7.000 persone iscritte online all’evento che si tiene in questi due giorni a Milano -, se Internet possa veramente risollevare le sorti dell’economia italiana.

La prima risposta è nella fotografia del popolo del web: quasi 23 milioni di utenti, pari al 43% della popolazione, concentrati al 55% nella fascia fra i 25 e i 54 anni (quindi non così giovani come si dice, o almeno non soltanto), all’88% collegati in banda larga per 50 ore al mese e 102 minuti al giorno nella fascia oraria fra le 8 del mattino e le 11 di sera.

La presidente di IAB ha quindi sottolineato “Il ruolo crescente e centrale di Internet nella ricerca di informazioni su prodotti e servizi da parte di utenti sempre più multitasking - proprio perché l’uso del web è complementare a quello degli altri media e in particolare della tv - ma al tempo stesso più volubili nelle proprie scelte d’acquisto”.

Fondamentale anche il quadro delle attività online degli italiani: 13,1 milioni (il 57% degli utenti di Internet) si informano e leggono news - e molti di loro non sono lettori abituali di carta stampata; 17,6 milioni (il 77%) partecipano ai social network e intrattengono relazioni interpersonali con i propri amici in una logica peer to peer; 18,3 milioni (l’80%) adoperano il web per intrattenimento.

“Tutto ciò - ha ribadito Pavone - richiede una riflessione approfondita sui concetti di qualità e autorevolezza dei contenuti”.

E ancora: 13,5 milioni sono gli unique viewers dei video online, un audience a tutti gli effetti di dimensioni televisive, e 11,8 milioni sono gli utilizzatori di smartphone (il 27% dei quali usa il web in mobilità, mentre il 20% utilizza la mail sul suo dispositivo).

Pavone ha quindi disegnato uno scenario ‘virtuoso’ caratterizzabile e riassumibile attraverso 7 fenomeni: la crescita del consumo dei media; la frammentazione delle audience; la partecipazione; la personalizzazione; l’evoluzione delle tecnologie; il cambiamento generazionale; e per finire, lo sviluppo di nuovi modelli di business e nuove fonti di revenue.

Di più, nel momento in cui tutte le piattaforme saranno finalmente integrate - dal pc al satellite, dal digitale terrestre televisivo fino all’Iptv - idealmente attraverso un unico set-top box, si apriranno le porte al salto successivo,

“Quello del behavioural targeting, che consentirà di seguire le persone non dipendendo dalle piattaforme ma in funzione delle loro abitudini e dei loro bisogni”.

Un’integrazione che, peraltro, sta già avvenendo sul fronte mobile.

Per quanto riguarda il 2009, Pavone conferma la stima elaborata lo scorso giugno insieme ad Assocomunicazione per un tasso di crescita del 10,5% rispetto all’anno scorso.

“Oggi siamo al +6%, ma sono convinta che l’ultimo trimestre ci permetterà di risalire e recuperare” ha detto Pavone, che non ha del resto alcun dubbio sul fatto che la crescita continuerà anche in futuro: “In particolare, grazie al sempre maggiore impatto dei rich media, misurato e certificato dalle indagini sul ricordo, potrà e dovrà crescere la quota di investimenti dedicata al branding rispetto a quanto si investe oggi nell’area del direct response.

Sarebbe anche ora di superare il luogo comune secondo il quale il clickthrough è l’unico indicatore della performance di una campagna online, cominciando piuttosto a ragionare - salvo casi specifici e particolari - in termini di acquisizione dei clienti”.

E ha proposto una metafora: come nessuno di noi vorrebbe vivere esclusivamente in una sola stanza di casa, così le aziende dovrebbero essere presenti in tutte le “stanze” del web, quella (guidata dalla distribuzione) dei portali, della search e dell’advertising online, ma anche quella (guidata dal brand) dei siti web aziendali, e quella (guidata dai consumatori) dei social network, dei blog e degli UGC…

E l’Italia resta a guardare
La parte finale del discorso, partita ancora una volta da dati reali e fatti concreti, è stata rivolta a una questione squisitamente “politica”.

“Poco più di un mese fa - ha ricordato il presidente di IAB Italia -, in Gran Bretagna si è assistito a un fenomeno storico: gli investimenti web hanno superato quelli televisivi.

Certo il mercato è diverso, ci sono meno reti tv generaliste e la BBC non accetta pubblicità, ma il dato rimane importante è va letto in termini di trend.

I fattori chiave di quel successo sono molti: lo sviluppo di nuovi formati, l’interattività, il boom dell’e-commerce e dell’offerta di prodotti e servizi online, la banda larga disponibile al 92% della popolazione e la sua penetrazione, al 76%, fra i navigatori…

Ma soprattutto una cultura che ha portato, nel maggio di quest’anno, al Digital Britain Act di Gordon Brown, che fissa proprio nella Rete e nella digitalizzazione infrastrutturale del paese le linee guida per il suo sviluppo futuro”.

Via Marketing Journal

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Di Altri Autori (del 02/11/2009 @ 07:49:02, in Social Networks, linkato 1273 volte)

Alcuni lo indicano come il futuro killer di Twitter. Si tratta di MobJet, nuovo networking mobile fondato da James Skinner e volto alla conquista dell’Asia.
 
Inviando una semplice e-mail, senza restrizioni sul numero di caratteri si potranno condividere foto, video, audio, notificando gli aggiornamenti anche agli altri social network.

Via Quo Media

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Google continua ad essere protagonista dell’universo web con una serie di innovazioni a ritmo frenetico. La novità, attiva da oggi, è costituita da un servizio per facilitare gli amanti della musica nella ricerca della musica da ascoltare e comprare su internet.

Il colosso delle ricerche online, associatosi con i servizi web Lala e iLike di MySpace, permetterà a chi intende ascoltare un frammento di una canzone di ascoltarla in una finestra pop-up per 30 secondi, o, in alcuni casi, per intero. Nella finestrella inoltre saranno presenti informazioni circa le date dei tour, link ai video e sarà possibile anche acquistare biglietti per i concerti o acquistare la canzone ascoltata. La nuova funzione inoltre permetterà agli ascoltatori di rintracciare canzoni tramite titolo, album, artista o con due versi del testo. Pandora, iMeem e Rhapsody poi forniranno link ai siti musicali per agevolare i consumatori nella scoperta di musica collegata alle richieste nelle ricerche. Al momento il servizio è disponibile negli States, mentre Google nega di aver preso contatti con alcune case discografiche come Sony Music Entertainment e Warner Music Group, pur avendo l’appoggio dell’industria del settore.

La società fondata da Larry Page e Sergey Brin però non si ferma qui.  E' di oggi il lancio di Google Maps Navigation, sistema di navigazione stradale gratuito per smartphone collegato ad Android. Il promettente software, dotato di un sistema di riconoscimento vocale, avrà la possibilità di pubblicare fotografie della strada e lanciare una navigazione direttamente osservando il nome di una società o di un settore di attività (e non un indirizzo completo). Il tutto con interfaccia grafica 2D o 3D.

Ieri invece è stato il giorno di Android 2.0, nuova versione del software open source per dispositivi mobili il cui approdo sugli scaffali è rimandato all’inizio del 2010. Il servizio multitouch screen, la possibilità di utilizzare il wireless Bluetoot 2.1, la ricerca estesa a sms e mms e la gestione multipla degli account di posta elettronica fanno di questo software una ghiottà novità destinata a far concorrenza all’iPhone.

Via Quo Media

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Di Roberto Venturini (del 29/10/2009 @ 07:26:29, in Social Networks, linkato 2000 volte)

L'idea è buona.

Twitter, così come lo abbiamo conosciuto fino ad adesso, serve per seguire persone che hanno delle cose da dire che ci sembrano interessanti.

Ma persone che "conosciamo" (in senso lato) e la cui posizione geografica può esserci benissimo ignota.

Quando però andiamo in viaggio può invece interessarci capire "what's cool" nel posto in cui siamo e che magari non conosciamo.

Twaller ci permette, intervenendo sui flussi di Twitter, di avere accesso a tweet di persone di cui non siamo follower ma che parlano del posto che ci interessa. Di cose da vedere, da fare.

Insomma, una specie di motore di ricerca geolocalizzante per Twitter. Molto interessante.

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Di Altri Autori (del 26/10/2009 @ 07:56:21, in Mercati, linkato 1785 volte)

Tre dei nomi più rilevanti del world wide web recente stanno indirizzando una parte dei propri investimenti verso il medesimo mercato: quello della musica online.

Google prova a rimpolpare bilanci e le aspettative di guadagno delle case discografiche, con un servizio chiamato OneBox, uno spazio online in cui si possono cercare canzoni o artisti preferiti, ascoltare in anteprima il pezzo e poi acquistarlo. Secondo fonti interne alla compagnia, la ratificazione dell’accordo dovrebbe avvenire la prossima settimana. Niente di rivoluzionario, ma il coinvolgimento di Mountain View potrebbe portare il pre-ascolto in streaming a una diffusione più capillare.


Emi, Warner, Sony e Universal vorrebbero dunque sfruttare l’abilità e la fama di Google per meglio promuovere i loro prodotti, agevolando la ricerca e l’acquisto da parte degli utenti-appassionati. OneBox fornirà anche informazioni varie legate all’artista ricercato (date di concerti, foto, articoli da giornali online eccetera).

Il search engine americano ha inoltre incorporato LaLa, servizio musicale del social network MySpace, nonché iLike di Facebook, per permettere ai propri internauti di godere degli ascolti-anteprima. Il database che attinge a MySpace consta di 8 milioni di canzoni, mentre iLike raccoglie più che altro videoclip.

La vera novità del servizio OneBox consiste però nel pulsante ‘Buy’, che reinderizzerà i navigatori direttamente sulle pagine dei negozi iTunes o Amazon, per permettere loro di acquistare le singole tracce audio. Google avrà una percentuale sulle vendite, mentre le discografiche verranno retribuite per ogni ascolto in streaming, oltre a una percentuale sulle vendite.

LaLa, che ha trovato a sua volta un accordo con Facebook che permetterà agli utenti del social network più popolare l’accesso al proprio catalogo, al momento fa pagare 10 centesimi per ogni canzone ascoltabile unicamente su internet, mentre per un dollaro i brani possono essere trasferiti su file Mp3, e ascoltati su lettori come iPhone.

Via Quo Media

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Di Altri Autori (del 23/10/2009 @ 07:02:24, in Social Networks, linkato 1650 volte)

Prosegue l’integrazione tra siti d'informazione e social network. Grazie all’accordo tra Huffington Post e Facebook, link agli articoli possono essere postati direttamente dal quotidiano online Usa sul social network, tramite una finestra pop up.
 
Il servizio ha portato 6,825,000 utenti in settembre, mentre Facebook ha fatto registrare 3,5 milioni di visite.

Via Quo Media

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Di Altri Autori (del 22/10/2009 @ 07:45:07, in Mercati, linkato 1542 volte)

Cresce il valore dei mercati digitali consumer in Italia.
 
I dati riguardanti il 2008, rilasciati dalla School of management del Politecnico di Milano in occasione della 46esima edizione di Smau, quantificano in 10 miliardi di euro il volume d’affari del settore, incrementato del 13% lo scorso anno e previsto in crescita del 7% nel 2009, nonostante la crisi economica. 
 
“Il 50% di questo mercato è rappresentato dalla vendita di prodotti e servizi non strettamente digitali - dice la ricerca - mentre l’altro 50% è diviso tra contenuti digitali a pagamento (40%) e pubblicità (10%)”.
 
Tra le piattaforme, a spadroneggiare è internet, con circa il 60% del mercato, seguito dalla tv trasmessa attraverso tecnologie digitali (30%) e dal mobile (10%). “La dinamica dei mercati digitali - spiegano i ricercatori del politecnico - evidenzia innegabili segnali positivi”: l’e-commerce è cresciuto del 18% lo scorso anno, mentre il volume della pubblicità sulle piattaforme specifiche ha fatto segnare un +21%.

Via Quo Media

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Shopping gratuito, i clienti devono registrarsi e pagare 5 euro ogni sei mesi: in cambio 5 prodotti gratis ogni due settimane purchè non siano gli stessi. Un nuovo free cost per promuovere i brand nuovissimi.

Sarebbe stata la meta ideale per la protagonista di I Love shopping. A Barcellona in barba alla crisi, l’impresa catalana Guia de Tendencia ha aperto nel cuore della città di Gaudì il primo negozio in Europa dove è possibile portarsi via gratis le ultime novità.

Si chiama “Esloultimo” (È l’ultima moda) ed è ubicato nella centralissima Ronda Universitat, a pochi passi da piazza Catalunya. Per evitare l’arrembaggio e il saccheggio di acquirenti frustrate dalla prolungata astinenza, dovuta alla mancanza di liquidità, alla Guia de Tendencia hanno escogitato un sistema efficace: i clienti devono registrarsi e pagare cinque euro ogni sei mesi. In cambio, possono visitare la show-room ogni due settimane e portarsi via un massimo di cinque prodotti in maniera gratuita, scelti liberamente fra quelli in esposizione.

L’unico limite è che non si può portare via due volte lo stesso prodotto, dato che l’obiettivo è far conoscere le novità delle marche in esposizione. I problemi sorgono quando si gradisce particolarmente un articolo, al punto da essere disposti a tirare fuori i contanti o la carta di credito per acquistarli. Non c’è verso, impossibile pagare nel tempio del “free-cost”.

L’unica maniera è l’iscrizione con la quota di cinque euro che dà diritto all’accesso alla show-room e, nello stesso periodo, il diritto a portarsi a casa fino a 60 prodotti diversi. «Fra le marche presenti, in tutto un’ottantina, ci sono alcune fra le più richieste dal mercato spagnolo, come Pepsico, Bimbo, Sanex, Ausonia o Hp», spiegano a Esloultimo. Sugli scaffali c’è di tutto, dai prodotti di cosmetica, agli accessori, a quelli per l’igiene o per le pulizie domestiche. Quando si dice, il marketing per il marketing. Guia de Tendencia è infatti un’impresa specializzata in studi di mercato, che, nello store di Barcellona, potrà realizzare i suoi sondaggi praticamente in diretta.

Oltre ad ottenere entrate supplementari dal fitto del locale per eventi di promozione. Il business plan della compagnia, come hanno spiegato il fondatore di Guia de Tendencias, Gabriel Gil, e la direttrice marketing, Cristina Miguez, in occasione dell’apertura del negozio, prevede di raggiungere un fatturato di 3,5 milioni di euro nel 2010.

Al “free-cost” di Barcellona, la società punta per quest’anno ad aggiungere un secondo negozio nel centro di Madrid e, nel 2010, a sbarcare in altre capitali europee fra cui Parigi, Berlino, Londra, Amsterdam e Roma, con un investimento iniziale di 2 milioni di euro. In una seconda fase, è previsto il lancio oltre Oceano, a New York, Los Angeles, Monterrey, Ottawa e Rio De Janeiro, con un ulteriore investimento di 2,5 milioni di euro.

E l’ultimissimo in fatto di nuove tendenze è senza dubbio la parte espositiva dedicata alle innovazioni tecnologiche dei marchi più noti. Allo studio, anche i prodotti gratuiti a domicilio, in modo che il cliente possa provare gli articoli in casa, prima di acquistarli.

Ma, questo sì, solo dopo aver partecipato a un sondaggio di opinione sul gradimento.

La grande superficie di Ronda Universitat, come spiegano i promotori, ha avuto una buona accoglienza anche fra le imprese che mettono a disposizione gratuitamente i propri prodotti, senza ovviamente pagare lo spazio.

La clientela è assicurata: dall’apertura, tre giorni fa, dello ’shopping-freè di Barcellona, in media sono 15mila le persone che passano per non-acquistare o semplicemente dare un’occhiata nel negozio.

Via Marketing Journal

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