Immagine
  mymarketing.it: perchè interagire è meglio!... di Admin
 
"
Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto è necessario un computer.

Arthur Bloch
"
 
\\ : Storico (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Altri Autori (del 16/02/2006 @ 06:28:34, in Marketing non convenzionale, linkato 6058 volte)
Come è evoluto il passaparola negli ultimi anni? Roberto Venturini analizza questo tema, evidenziando le potenzialità ma anche i rischi connessi a questa forma di marketing alternativo.

Roberto Venturini affronta questo tema, che sempre più spesso è utilizzato dalle aziende in strategie di marketing alternativo

Sono passati i tempi in cui il passaparola era un fenomeno auspicabile ma poco controllabile: il passaparola si è fatto adulto, trasformandosi in una nuova area del marketing; con la sua disciplina, la sua scienza, la sua associazione. Un nuovo nome: Word of Mouth. E nuove polemiche.

L'idea di fondo del Word of Mouth è quella di influenzare positivamente il target sino al punto in cui il consumatore si trasformi egli stesso in strumento di comunicazione verso gli altri consumatori e prospect.

Uno strumento di comunicazione molto più credibile della pubblicità, in quanto "indipendente" e proveniente da una fonte cui generalmente diamo più attenzione che alle comunicazioni commerciali sui mass media – anche perchè di messaggi pubblicitari ne riceviamo molti e di messaggi interpersonali, molti meno.

Il Word of Mouth può quindi positivamente influenzare fattori come la brand awareness e la brand equity, l'interesse per un prodotto e la propensione all'acquisto: dare maggiore credibilità a quanto comunica "tradizionalmente" una azienda e essere determinante nel buy cycle dei consumatori.

Il problema è che a volte il "consumatore soddisfatto" con cui crediamo di parlare non è che un personaggio al soldo dell’azienda, che cerca di manipolare le nostre opinioni e le nostre decisioni d'acquisto...

Il Word of Mouth è efficace perchè va a toccare un tasto sensibile dell'umanità, ovvero la passione per consigliare il prossimo, per mostrare la propria validità additando agli altri prodotti che testimonino della nostra capacità di discernere.
Alcuni studi avrebbero mostrato come quasi un quarto delle conversazioni che conduciamo abitualmente finisca per contenere una qualche forma di consiglio, raccomandazione o di condivisione della scoperta di un prodotto.

Nel Word of Mouth si passa da operazioni di product placement al sampling su opinion leader; dall'uso di consumatori che fungano da propagandisti apparentemente spontanei (ma segretamente pagati per questo) ad operazioni di stealth marketing (in cui si mantiene segreta la partecipazione dell'azienda in eventi, happening o simili) oppure l'infiltrazione (ad esempio in forum di discussione online) di personale al servizio dell'azienda, che usa identità fittizie per manipolare l'informazione e la discussione, pubblicando ad esempio entusiastiche recensioni sui prodotti fingendo di essere un consumer qualunque.
Il tutto con una forte convergenza (o sovrapposizione) verso forme di Marketing Virale o di Guerrilla Marketing.


Uno dei fattori che sta contribuendo all'interesse mostrato da molti investitori verso questo strumento è il quello della misurabilità: si tratta ad esempio di monitorare quanto si parla di una marca – ad esempio in una serie di blog che "fanno opinione", di verificare variazioni nella brand awareness.
Ma si tratta anche di ascoltare come i consumatori parlano in rete dei nostri prodotti, per identificare le parole chiave, le motivazioni più forti all'acquisto, gli aspetti più importanti per il consumatore della nostra offerta, dalla sua propria voce. E impiegare questa conoscenza per mettere a punto azioni di comunicazione (Word of Mouth o tradizionali) più efficaci, perchè basati su quello che viene pensato e detto di noi.

Questo tipo di attività manipolatorie ha generato polemiche che sono giunte anche alle orecchie dei legislatori americani e che rischiano di uccidere sul nascere questa industry - anche se non mancano gli operatori seri e scrupolosi. Il problema è che spesso si lavora ai limiti (o oltre) dell’etica – e non sono mancati gli eccessi, come l'impiego di migliaia di teenagers che segretamente pagati promuovevano marchi e prodotti nel circolo dei loro amici - o arrivando (pare) ad usare bambini perchè influenzassero i loro compagni di scuola.

D'altro canto la trasparenza che è vista male da certi operatori e clienti. E' evidente che una persona che ci parla entusiasticamente di un prodotto avrà su di noi un effetto positivo se riteniamo sia indipendente e realmente convinta di un prodotto che ha provato. Diversa, probabilmente, la reazione se questa persona ci rivela di essere pagata per farlo.

Il rischio, al di là di un interventi ufficiali di regolamentazione che traccino un limite ad attività che potrebbero ingannare il consumatore, è quello di essere beccati.
Cosa che capita, specialmente in rete, dove il target è spesso più sgamato del comunicatore.

In più occasioni sono stati individuati marketer che si sono infiltrati in liste e gruppi di discussione con messaggi di grande approvazione e consiglio verso certi prodotti ed aziende, apparentemente provenienti da consumatori soddisfatti... individuati poi essere sempre la stessa persona o la stessa agenzia. Con la conseguente generazione di un movimento di ripulsa che ha avvelenato a lungo la percezione dell'azienda in questione.

Anche gli stessi operatori US (almeno quelli seri e professionali) sembrano essersi rassegnati all’inevitabilità di una maggior etica e trasparenza, dandosi regole più strette sul modus operandi e sulla trasparenza al consumatore delle loro azioni.

Anche se in Italia questo strumento è ancora ai suoi primi passi, è probabile che in un prossimo futuro assisteremo più spesso ad operazioni di passaparola pilotato. Operazioni che però dovranno (pena lo “scandalo” dei consumatori più attenti ai propri diritti) essere trasparenti… e che dovranno fare i conti con i nuovi strumenti di comunicazione (quali forum,blog…) senza i quali, di questi tempi, appare quasi impossibile far partire un passaparola efficace con budget contenuti.

Roberto Venturini
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Gianluigi Zarantonello (del 15/02/2006 @ 12:42:13, in Strategie, linkato 2124 volte)

Si parla con grande frequenza negli ultimi anni di fare squadra, di network, di organizzazioni flessibili e reticolari. La tecnologia, soprattutto quella di rete, ha aperto all'uomo spazi inimmaginabili per entrare in contatto e in relazione con i suoi simili. Ne nasce dunque una forma di interazione a distanza che può essere considerata un’evoluzione di quella simultaneità despazializzata creata già da strumenti come il telegrafo o il telefono, l’uomo può interagire in modo sempre più veloce, preciso e ricco con il suo simile senza dover essere presente nello stesso luogo. Una rivoluzione che vale tanto nelle aziende e nelle organizzazioni quanto nella vita privata.

Esperti autorevoli, come il prof. De Toni, applicano oggi la teoria della complessità al management, evidenziando come l’ordine ed il disordine assoluti sono distruttivi mentre una situazione di confine fra i due stati, definita l’orlo del caos, sia l’unica condizione in grado di produrre innovazione, anche e soprattutto attraverso lo scambio di know how e l’interazione.

La teoria della complessità, infatti, si oppone al riduzionismo della scienza classica e sottolinea come dall’interazione di elementi semplici scaturiscano risultati complessi e in parte imprevedibili a priori.

Eppure nella realtà quotidiana la mentalità di chi opera nel business non è sempre pronta ad accogliere il concetto di network, non almeno per quanto riguarda l’applicazione pratica di tale approccio, nonostante i vantaggi notevoli che esso, se ben applicato, offre.

La mia esperienza professionale di gestore di grandi Community sul web e di network relazionali nel mondo fisico, spesso in combinazione fra loro, mi ha insegnato, infatti, che simili centri d’aggregazione possono diventare davvero punti riferimento importanti, per privati ma anche per aziende, per sviluppare relazioni personali e lavorative cruciali legate a determinati ambiti d’interesse. In più oggi alle relazioni personali e professionali con persone che vivono in un'area limitrofa alla nostra è sempre più importante affiancare quelle con interlocutori che si trovano in altre realtà e che, forse, non potremo mai vedere di persona.

In un mondo interconnesso come il nostro costoro diventano degli interlocutori privilegiati e, in certi casi, imprescindibili per la nostra vita e il nostro lavoro. Dunque sapere fare network diventa ancora più importante di un tempo, perché se anticamente la nostra sussistenza ed il nostro benessere (i motivi che ci portano ad aggregarci) dipendevano da chi ci stava vicino oggi possono invece essere influenzate in modo diretto e pregnante anche da realtà lontane.

Se l'optimum quindi è sempre quello di iniziare una relazione a distanza per poi concretizzarla nel mondo fisico bisogna anche capire che non sempre Internet e le altre reti sono spersonalizzanti, poiché sono dei media, dei mezzi, dei contenitori che possono essere plasmati con l'uso intelligente.

Come si sarà intuito dunque io sono un convinto sostenitore del fatto che le tecnologie di rete hanno apportato un grande plus nella gestione e nello sviluppo delle relazioni umane e dunque i network oggi sono quanto mai efficaci. Per questo credo che per affrontare molte delle sfide che il mondo competitivo moderno propone sia meglio la relazione (e dunque l’utilizzo del diverso know how e delle risorse) che l'opposizione, a patto che la costruzione di questo network sia sviluppata in modo onesto e rispettoso dell'interlocutore.

Questo ultimo punto, all’interno dell’organizzazione, pone la necessità di ricorrere a risorse umane sempre più preparate rispetto all’ottimale utilizzo delle tecnologie per la comunicazione e l’interazione ed insieme all’affermazione di un’etica professionale dei rapporti, anche di business, che eviti situazioni di scorretto utilizzo delle reti di relazioni.

Per tutti questi motivi dunque i gestori di network relazionali, community, social network e anche di piattaforme di CRM, purché preparati e seri, potranno avere, a mio avviso un ruolo crescente nelle organizzazioni perché la gestione delle relazioni interne ed esterne sarà nel futuro un asset intangibile sempre più cruciale per tutti. Le aziende faranno bene a tenersi pronte.

GIANLUIGI ZARANTONELLO

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Jacopo Gonzales (del 15/02/2006 @ 10:32:36, in Blog, linkato 2846 volte)

Mi permetto di esulare brevemente dalle tematiche di marketing qui trattate, per riportarvi una notizia che ho poco fa segnalato sul mio blog, relativamente ad un nuovo servizio di statistiche per blog.

Dato che sono un tipo molto curioso di sperimentare nuovi prodotti, specie quando questi si rivolgono e coinvolgono in modo espresso e diretto la comunità dei blogger ( ed il blog di Max è un ottimo punto di ritrovo per tutti noi) , vi riporto quanto segue:

E' disponibile un nuovo servizio di statistiche web espressamente dedicato ai blog.
Si chiama Measure Map e si propone di essere un buon mix di Flash, Ajax, HTML, CSS, Javascript ed Action Script.
Ripeto, la caratteristica che lo differenzia dagli altri soliti sistemi di statistiche per siti web (a parte Google Analytics), è in primis che è un prodotto recentemente acquisito da Google (il che dovrebbe in qualche modo essere una garanzia) ,
come annunciato ieri ufficialmente sul Google Blog, in secundis che è nato appositamente per analizzare il traffico sui blog e tutto quello che succede al loro interno, in tertiis che il setup per implementarlo all'interno del vostro weblog non dovrebbe rubarvi più di 60 secondi, il che non guasta.

Attualmente è possibile iscriversi gratuitamente per provarlo (dovete solo attendere di essere ricontattati), quindi invito i curiosi e gli smanettoni a farlo senza troppe diffidenze (Max, mi raccomando, dai il buon esempio : - )).

Qui sotto vedete uno screenshot del pannello di controllo, una volta che vi siete registrati:


A voi i commenti...

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Danilo Arlenghi (del 15/02/2006 @ 06:06:02, in Marketing non convenzionale, linkato 1754 volte)
D'altro canto l’ingegnere Hal Becket introdusse sul mercato americano un nuovo aggeggio che inseriva messaggi subliminali nei nastri musicali. La sua trovata venne utilizzata in 50 grandi magazzini per scoraggiare i ladri. Messaggi come "io sono onesto, non devo rubare" erano ripetuti rapidamente e mixati con la musica di sottofondo che era diffusa a basso volume.

Nei negozi in cui furono installate le "piccole scatole nere" di Becket, si sarebbe rilevata una sensibile diminuzione nei furti. Secondo quanto scritto nel ‘73 da Wilson Bryan Key, promotore dell'efficacia della seduzione subliminale, in molti dischi rock sono inseriti messaggi al di sotto della soglia percettiva,i quali inducono gli ascoltatori ad alzare il volume in modo da percepirli.

Key introdusse anche il concetto di backward masking nel suo originale significato psicologico secondo cui parole visivamente incastonate in altre (o anche suoni) possono essere percepite anche se capovolte o scritte in senso inverso. Molte delle sue considerazioni sono semplicemente delle proiezioni che lo spettatore/ ascoltatore fa sopra un'immagine o una musica, lo stesso che accade per le interpretazioni del test psicologico delle macchie di Rorschach. Così come in molti casi i presunti messaggi subliminali denotano non tanto l'intento segreto del musicista o una cospirazione pubblicitaria, ma piuttosto le attese e le ossessioni di chi li interpreta.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di M. Ferrero (del 14/02/2006 @ 06:53:30, in Internet, linkato 3439 volte)
Proprio ieri abbiamo parlato del dominio incontrastato di Google nell’ambito delle ricerche effettuate in America. Una recente ricerca di BIGresearch analizza però i dati da una prospettiva diversa: una cosa infatti è il numero di utenti che effettuano una ricerca ma altra è la capacità di influenzare in maniera significativa le decisioni di acquisto.

Ovviamente per motivi puramente statistici un elevato numero di visitatori ha maggiori possibilità di tradursi in un acquisto o almeno in una visita ad un determinato sito, ma può essere significativo valutare la capacità di un motore nell’influenzare le decisioni di acquisto dei navigatori come valore di per sé.

L’ultima pubblicazione del latest Simultaneous Media Study (SIMM), condotto da BIGresearch, esamina proprio questo aspetto, analizzando le risposte e il comportamento di oltre 15.000 intervistati. Gli utilizzatori di Google sono i più influenzati quando si tratta di prodotti di elettronica di consumo (30,5%), seguiti dai visitatori di Yahoo (27,5%) e MSN (24,9%). Anche nel settore delle telecomunicazioni Google è in prima posizione (10,3%), ma con un distacco minimo su Yahoo e MSN, che sono attorno al 10,1%.

La situazione cambia sensibilmente quando si prendono in considerazione altre categorie merceologiche, come ad esempio oggetti per abbellire la casa, dove Yahoo è il numero uno e Google soltanto in quarta posizione, ma anche per le medicine la situazione è sostanzialmente analoga, con Yahoo di nuovo in testa e Google quinto. Solo se si parla di cenare fuori il motore Mountain View recupera qualche posizione, rimanendo comunque terzo.

In altre categorie il gradino più alto del podio è addirittura occupato da MSN (per ricerche legate ad auto e automezzi) o AOL (abbigliamento e vestiti e alimentari).

A questo punto è lecito porsi la domanda: è più conveniente puntare sempre sul motore più utilizzato in assoluto o in un’ottica di advertising vale la pena di tenere in considerazione anche la categoria merceologica alla quale si appartiene?


Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Max Da Via' (del 13/02/2006 @ 06:52:03, in Internet, linkato 2692 volte)
Una recente ricerca di Nielsen//NetRatings relativa alle ricerche effettuate su internet nel 2005 in USA ha evidenziato due dati particolarmente interessanti:

1. Il numero complessivo delle ricerche continua ad aumentare, segnando un +55% rispetto all’anno precedente (3,3 miliardi a dicembre 2004 contro i 5,1 miliardi registrati a dicembre 2005).

2. Google ha un ruolo sempre più centrale nell’accesso al web, riuscendo a catalizzare quasi il 49% del totale delle ricerche effettuate, e nel 2005 ha ulteriormente distanziato gli inseguitori.

Il motore di Mountain View infatti lo scorso anno è cresciuto del 5,7% mentre Yahoo, al secondo gradino del podio, ha perso lo 0,3%, passando dal 21,7% del 2004 al 21,4% del 2005. Medaglia di bronzo per MSN, il motore Microsoft, che, nonostante i tentativi di promozione, stenta a d affermarsi, perdendo nel periodo considerato ben il 3,1%, con una quota d mercato che passa dal 14,9% adel 2004 l 10,9% del 2005.

A questo deciso aumento del numero di ricerche effettuate non corrisponde però un altrettanto elevato incremento del numero di utilizzatori della rete, che sono cresciuti appena del 3%, con un totale di 207 milioni di persone.

Una prima analisi dei dati presentati (il report completo può essere scaricato qui) mostra come sommando le quote di mercato dei tre principali player si arrivi ad una market share complessiva dell’80% del mercato, a dispetto dell’elevato numero di motori di ricerca considerati (60 in tutto).
Si tratta quindi di un mercato fortemente concentrato, con un singolo operatore che ha una posizione predominante e ben distanziata da principali inseguitori.

Un altro dato interessante è il notevole aumento del numero di ricerche effettuate anche in presenza di tassi di crescita dei navigatori decisamente più modesti. Questo significa che un numero sempre più consistente di navigatori utilizza internet per cercare le informazioni di cui ha bisogno, con evidenti implicazioni in termini di advertising mirato.

In aggiunta infatti alle ricerche effettuate per lavoro o studio diventa sempre più frequente, anche in Europa, la tendenza a reperire on-line informazioni sui prodotti di proprio interesse, anche se l’acquisto viene poi fatto in un punto vendita tradizionale. In questo modo è possibile paragonare tra loro prestazioni e caratteristiche di una molteplicità di prodotti, aumentando considerevolmente la possibilità di effettuare acquisti consapevoli dei quali rimanere soddisfatti.

Riuscirà Google a mantenere questa posizione di leadership quasi assoluta anche nel 2006? Molto dipenderà dalle scelte e dalle strategie dei principali concorrenti, che difficilmente staranno a guardare rassegnandosi a raccogliere le briciole di quanto avanzato dal colosso di Mountain View. Dovranno però operare con molta efficacia per recuperare il terreon perduto anche perché, come sappiamo, difficilmente Google rimarrà fermo ad aspettare.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Max Da Via' (del 12/02/2006 @ 08:19:49, in Marketing, linkato 2315 volte)
Procter & Gamble, vera e propria scuola di marketing, è ben consapevole dell’importanza di saper prestare attenzione alla voce dei propri clienti e per questo ha saputo varare nel tempo diverse iniziative atte a promuovere al proprio interno una maggiore consapevolezza delle necessità del target di riferimento.

Vocalpoint è un brand ideato da P&G per favorire una maggiore collaborazione tra le aziende e una community di mamme “influenti”, in grado di fornire preziosi consigli su diversi settori come intrattenimento, moda, musica, alimentari e bellezza. Attraverso un’attenta analisi dei pareri espressi da queste mamme, accuratamente selezionate per rappresentare un panel significativo, Vocalpoint genera valore e una migliore conoscenza di mercato per le aziende clienti, utilizzando strumenti come sondaggi, sampling e speciali anteprime.

Ma se le mamme sono influentials i figli sono considerati opinion leaders e quindi anche loro al centro di analisi di marketing. Nel 2001 P&G ha infatti creato Tremor, una community di teenager che attualmente conta oltre 250.000 iscritti, allo scopo di sviluppare progetti di word of mouth per i settori della moda, intrattenimento, musica alimentari e bellezza. Tremor è in grado di creare nei partecipanti un senso di appartenenza, che può portare questi teenager a diventare early adopters ma anche testimonials, favorendo quindi un passaparola che può rivelarsi un efficace strumento di marketing.
E le aziende possono ottenere dati di prima mano su prodotti e servizi da sviluppare per un pubblico giovane, con evidenti vantaggi sia in termini di ideazione che di marketing e comunicazione.



Via fluido
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Eli (del 11/02/2006 @ 11:21:30, in Advertising, linkato 4360 volte)
Come rendere più piacevole l’attesa a volte interminabile del bus? Secondo Adidas la ricetta consiste nel trasformare la fermata nello spogliatoio dell’Ajax Amsterdam, seguitissima squadra locale. Grande idea di outdoor, semplice ma in grado di attirare l’attenzione.




Via Advertising/Design Goodness
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Max Da Via' (del 11/02/2006 @ 07:31:25, in Marketing, linkato 3208 volte)
Un audiobook è un libro in formato audio. Con la crescente di diffusione di lettori digitali (iPod in testa a tutti) non solo è facile trovare la propria canzone disponibile per il download direttamente in formato MP3, ma c’è anche una crescente offerta di libri letti spesso da attori famosi, che possono essere comodamente ascoltati dovunque ci si trovi.

Basta dare un’occhiata all’ormai famoso iTunes per vedere l’ampia gamma di titoli tra i quali scegliere: novità ma anche classici sono proposti a poche decine di dollari, nella maggior parte dei casi però in inglese.

BMW, che non è nuova a iniziative originali legate al web, ha deciso di promuovere il proprio brand utilizzando la crescente popolarità di questi audiobook. Per questo motivo ha commissionato ai principali autori della casa editrice Random House una serie di romanzi, ciascuno della durata di 45 minuti, dedicati ognuno ad un modello diverso di auto, che ha poi reso disponibili gratuitamente per il download a questo indirizzo: www.bmwaudiobooks.com. Tra i vari titoli uno per tutti: The Beautiful Ride, di Don Winslow.

Funzionerà questo inedito binomio letterario-automobilistico? La promozione del brand può essere fatta in molti modi e spesso i canali alternativi possono dare ottimi risultati. In questo caso il progetto è particolarmente interessante anche perché come descritto non si tratta di un libro tradizionale, ma della sua versione elettronica.

Il target ideale di un’iniziativa di questo tipo è giovane, tecnologicamente savio, colto (in fondo ama la lettura, anche se fatta da altri) e sufficientemente danaroso da poter dedicare qualche decina di migliaia di Euro all’acquisto di una BMW nuova fiammante. Potrà il fascino della narrazione convincerlo a recarsi dal concessionario più vicino?



Via Adverblog
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Danilo Arlenghi (del 10/02/2006 @ 05:34:24, in Marketing non convenzionale, linkato 1767 volte)
Ma è dannosa la pubblicità che non c'è? L'orientamento degli studiosi, oggi, è che i messaggi occulti non hanno alcun effetto sull'uomo. Eppure qualche perplessità rimane, se non altro per i tanti buchi neri che ancora abbiamo sulla conoscenza della mente umana.

Alcuni psichiatri però sostengono che il nostro cervello, essendo in grado di percepire ed elaborare questo tipo di sollecitazione, rischia addirittura di rimanerne danneggiato. Stanchezza, immaturità, traumi o abuso di alcol e droghe ci renderebbero più vulnerabili e talvolta capaci di interpretare a livello inconscio messaggi rovesciati o bifronte.

Diversi specialisti americani, poi, hanno registrato gravi disturbi psichici in persone che ascoltano a lungo musica rock: si va dalle crisi di violenza alla perdita improvvisa di concentrazione, dal rallentamento dei riflessi agli stati allucinatori, dalle difficoltà di memoria alla volontà di uccidersi.

Tali problemi sarebbero provocati sia dalle vibrazioni a bassa frequenza delle chitarre e sia, appunto, dai messaggi celati nei testi. Malgrado ciò, di messaggi subliminali si continuò a discutere negli anni.

Nel ‘73 la Federal CommunicationCommission denunciò tali tecniche pubblicitarie come ingannevoli - al di là della loro reale efficacia. A detta di un giornalista radiofonico canadese sia l'emittente Voice of America che Radio Mosca trasmisero nel corso dei loro programmi messaggi subliminali. Il loro utilizzo fu bandito in Belgio e Gran Bretagna. Nel ‘74 anche una commissione per i diritti umani dell’ONU raccomandò un'analoga proibizione, denunciando l'indottrinazione subliminale.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Ci sono 1611 persone collegate

< dicembre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
      
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
         

Cerca per parola chiave
 

Titolo
Advertising (108)
Aziende (142)
Blog (11)
Brand (37)
Comarketing (2)
Comunicazione (9)
dBlog (1)
Digitale (33)
eCommerce (39)
Grande Distribuzione (7)
Internet (543)
Marketing (288)
Marketing Ambientale (3)
Marketing non convenzionale (62)
Media (102)
Mercati (79)
Mobile (210)
Permission Marketing (1)
Prodotti (95)
Pubblicità (32)
Pubblicità (88)
Retail (11)
Segnalazioni (45)
Social Networks (349)
Startup (1)
Strategie (59)
Tecnologie (73)
Trade Marketing (1)
Viral Marketing (40)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019
Ottobre 2019
Novembre 2019
Dicembre 2019

Gli interventi più cliccati

Titolo
Automobili (2)
Bianco e nero (1)
Comarketing (1)
Home (4)
Internet (4)
Prodotti (5)
Pubblicità (5)

Le fotografie più cliccate


Titolo

< /p>


Subscribe to my feed


Google
Reader or Homepage

Add to netvibes



Creative Commons License




12/12/2019 @ 23:06:36
script eseguito in 486 ms